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appunti sulla meditazione

autore messaggio
simplybasic
sudra
sudra


registrato: 20/01/12
messaggi: 21

inviato: 20/01/12 13:19
oggetto: appunti sulla meditazione

rispondi citando messaggio privato
per molti anni ho praticato meditazione, in parte seguendo corsi ed in parte da autodidatta, senza seguire regole precise ma sperimentando diversi metodi, soprattutto zazen e vipassana.
La meditazione per me è un percorso, in cui ogni tanto capita di fermarsi e non aver voglia di proseguire. Quando poi si decide di ripartire, è sempre come ricominciare da capo, ma il percorso precedente non è stato inutile.
E' un viaggio un po' atipico, perchè invece di aumentare il bagaglio strada facendo, come nei viaggi normali dove si pressa nella valigia oltre a quello che ci si era portati all'inizio, anche gli acquisti successivi, nel viaggio della meditazione invece ci si libera della zavorra, si abbandonano per strada cose a cui credevamo di essere attaccati e che poi si rivelano invece inutili.
Vorrei condividere qui alcune osservazioni, appunti di viaggio.
Ecco qua, comincio così.

MEDITAZIONE E APERTURA MENTALE

la differenza tra meditazione e quelli che consideriamo gli ordinari processi mentali, cioè i pensieri, le sensazioni e le emozioni, è l'applicazione, a questi processi, della nuda attenzione vigile, cioè della CONSAPEVOLEZZA.

La consapevolezza c'è quando osserviamo i nostri processi mentali così come sono, senza intervenire, giudicare, senza seguire i pensieri. Qualsiasi cosa sperimentiamo quando applichiamo questa nuda attenzione (relax, paura, rabbia, indifferenza), è meditazione. Anche "stare con" la rabbia, osservandola, è meditazione.
R9+
brahmana
brahmana


registrato: 07/03/06
messaggi: 1576
località: ovunque ci sia mare e amore

inviato: 20/01/12 15:09
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
Secondo me quello che hai descritto non è meditazione, ma è lo stare seduti ad occhi chiusi.
Lo fanno in molti pensando di meditare.
erica
sudra
sudra


registrato: 24/11/11
messaggi: 15

inviato: 20/01/12 16:25
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
ciao, R9 mi daresti una definizione di meditazione, umanamente comprensibile, che dimostri la differenza tra stare semplicemente seduti ad occhi chiusi e essere in stato meditativo?
mi sarebbe utile perchè a volte nei miei approcci con la meditazione ( pratico asana yoga da diversi anni e meditazione da poco tempo ) mi porgo appunto lo stesso quesito...
grazie
albachiara
ksatriya
ksatriya


registrato: 18/12/10
messaggi: 485

inviato: 20/01/12 16:28
oggetto: Re: appunti sulla meditazione

rispondi citando messaggio privato
simplybasic ha scritto:
MEDITAZIONE E APERTURA MENTALE

. Qualsiasi cosa sperimentiamo quando applichiamo questa nuda attenzione (relax, paura, rabbia, indifferenza), è meditazione. Anche "stare con" la rabbia, osservandola, è meditazione.



mmmm.....per me funziona diversamente.
Applicare nuda attenzione dici..

la mia è abbandono, di tutto ,in tutto.
Sono li che medito ma me ne accorgo quando esco dalla meditazione, nel mentre potrei essere in qualsiasi posto, con qualsiasi forma e allo stesso momento "non essere".
relax paura rabbia sono inesistenti o, se esistono, le attraverso con tanta forza da renderle niente.
Ho difficoltà a spiegarti perchè, secondo me, ognuno di noi ha le sue parole per dire ciò che sta vivendo.Certo ci sono le definizioni giuste, da manuale,ma rispecchiano veramente la nostra meditazione?

tashi delek
cico
moderatore


registrato: 28/10/04
messaggi: 1286
località: Torino

inviato: 22/01/12 01:31
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
erica ha scritto:
ciao, R9 mi daresti una definizione di meditazione, umanamente comprensibile, che dimostri la differenza tra stare semplicemente seduti ad occhi chiusi e essere in stato meditativo?
mi sarebbe utile perchè a volte nei miei approcci con la meditazione ( pratico asana yoga da diversi anni e meditazione da poco tempo ) mi porgo appunto lo stesso quesito...
grazie


se cerchi nei vecchi messaggi del forum... trovi molti post al riguardo...
cmq la meditazione è uno stato della mente; se leggi gli yoga sutra di Patanjali ne trovi una bella definizione.
Namastè! Smile
_________________
"Nobody wins unless everybody wins!" - B. Springsteen
Paolo proietti
brahmana
brahmana


registrato: 08/05/05
messaggi: 5516
località: Roma

inviato: 22/01/12 17:42
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
citazione:
La consapevolezza c'è quando osserviamo i nostri processi mentali così come sono, senza intervenire, giudicare, senza seguire i pensieri. Qualsiasi cosa sperimentiamo quando applichiamo questa nuda attenzione (relax, paura, rabbia, indifferenza), è meditazione. Anche "stare con" la rabbia, osservandola, è meditazione.

No-
Stare con la rabbia ed osservarsi non è meditazione.
é osservarsi.
Il passo successivo è trasformare la rabbia.
Tutto questo sarebbe definito mananam che si può tradurre con meditazione nel senso di ponderare su qualcosa.
L'osservazione è un buon punto di partenza.
Spesso lo si chiama ascolto.
Ascoltare il corpo , i processi fisici, le emozioni che scaturiscono a loro volta, da percezioni e processi fisici non è meditazione.
La meditazione intesa come Dhyana è un rito.

La meditazione vera e propria credo si chiami in sanscrito Vidhyanasana che più o meno significa sedersi a osservare il tesoro interiore.

Il tesoro interiore è il flusso nirodha ovvero lo stato in cui la mente che osserva se stessa.

Si dicono molte cose sullo yoga e sulla meditazione.

Il problema è che moltissimi praticanti a cui si chiede che fanno quando meditano rispondono imitando qualche maestro zen letto sui libri e sorridendo dicono: quando medito medito...

Per iniziare a fare yoga ci si deve mettere in condizione Sukha che vuol dire una posizione piacevole e priva di tensioni e la mente nello stato in cui è interrotto il dialogo interiore.

Se pensi alla tua rabbia significa che stai parlando con te stesso.
Il dialogo interiore è ancora presente.
Se c'è dialogo interiore non c'è meditazione.

La cosa di per se sarebbe semplice.
Lo yoga consiste nel sedersi in un luogo isolato,
ascoltare la posizione del corpo per verificare che sia comoda.
Ascoltare la respirazione.
Ascoltare la mente.
Mettersi, di conseguenza in uno stato di tranquillità e meditare sull'OM.
Non c'è altro.
Il resto sono sovrapposizioni.

Nirodha (il flusso che si realizza con vidhyanasana), ekagrata (la concentrazione unificata) e samadhi sono le modificazioni della mente, parinamah.

Ovvero i processi che danno modo di percepire o intuire lo stato "naturale" sahaja della mente.

Lo yoga è la pratica del samadhi nel senso che occorre prendere confidenza con quello stato "naturale".

una volta realizzato , come si dice che Ramana abbia realizzato, che altro c'è da fare?
Il problema è arrivarci.
E prima ancora occorre chiederci se ci vogliamo arrivare.

Ricordiamo a quanto è scritto sulle upanishad e sulla smrti: si è ciò che si pensa, questo è il grande segreto.

Se penso alla mia rabbia sono la mia rabbia.
Se penso al mio relax sono il mio relax.
La meditazione è un territorio nel quale non possiamo entrare.
E' il territorio meditazione che cala su di noi.

Un territorio così vasto che il nostro io vi si perde.
_________________
Il Manzo non Esiste
sito web personale
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brahmana
brahmana


registrato: 28/03/05
messaggi: 2258

inviato: 22/01/12 18:54
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
Paolo proietti ha scritto:
[Ricordiamo a quanto è scritto sulle upanishad e sulla smrti: si è ciò che si pensa, questo è il grande segreto.

Se penso alla mia rabbia sono la mia rabbia.
Se penso al mio relax sono il mio relax.
La meditazione è un territorio nel quale non possiamo entrare.
E' il territorio meditazione che cala su di noi.

Un territorio così vasto che il nostro io vi si perde.

Su questo punto particolare non sono assolutamente d'accordo. L'avevo già osservato diverse volte in passato leggendo sul forum, e penso che si tratti di un disaccordo interessante.
La mente ha la capacità di pensare a qualcosa senza identificarsi, essere, interiorizzare, approvare quel qualcosa. Grazie a questa capacità, ad esempio, è possibile pensare al lato negativo della realtà, in tutte le sue forme, senza essere quel lato negativo, senza negativizzare sé stessi, ma anzi, con effetti positivi. Se io penso, per esempio, al Leopardi, alle poesie del Leopardi, al suo pessimismo e alla sua esperienza di vita, ho la capacità di sviluppare tale pensiero, ed anche emozioni al riguardo, senza per questo subire o sposare la visione del mondo del Leopardi. Tanti anni fa avevo sviluppato tutta una teoria ed una pratica su questo punto, basata sulla distinzione tra "percezione" (pensiero od emozione percepiti senza approvarli, farli propri, subirli o adottarli) e interiorizzazione (pensiero o emozione approvato, fatto proprio, adottato). La distinzione tra percezione ed interiorizzazione era fondamentale per motivi pratici, ma poi scoprii che esistevano vere e proprie tecniche di meditazione basate interamente su questo, e legate alla via sinistra. Siccome la capacità di pensare al negativo è essenziale nella vita sia da un punto di vista pratico, che da un punto di vista culturale, che da un punto di vista spirituale, è evidente che la distinzione tra ciò che si pensa e il rapporto con cui ci si pone con ciò che si pensa diventa essenziale. Se volete si può approfondire, è un punto sul quale ho riflettuto molto, e praticato molto.
gb
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registrato: 26/04/05
messaggi: 3809

inviato: 22/01/12 19:57
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
Non lo so. Quando "si pensa a qualcosa" la mente ne "assume la forma", il processo, o meglio i due processi che descrivi, potrebbero essere passi successivi. O forse con la parola "mente" si intendono due cose diverse.
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“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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Yogavira
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registrato: 23/09/06
messaggi: 1235

inviato: 22/01/12 20:27
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) non è meditazione.

La cacca continuerà a puzzare e mettersi davanti ad uno specchio e ripetere - ad occhi chiusi o aperti - 'Mi ricrescono i capelli, Io ho tanti capelli'...non mi rifarà crescere i capelli.

La strada maestra è indicata da Patanjali : si entra nel samyama, ovvero la terna - dharana dhyana e samadhi - sopprimendo le modificazioni della mente.
Tutto quello che avviene prima è fisico, ovvero appartenente alla mente , cervello, psicologia, relax psicosomatico e via discorrendo, ecc..... tutto quello che avviene dopo (la soppressione delle modificazioni) è transfisico, ovvero si entra nel campo purusha o, per dirla più 'terra-terra', dello spirituale.

A questo punto qualcuno dirà 'Dovremmo definire allora la mente'....ma 'franca-mente', sono un pò stanchino per scrivere oltre : praticando, le nebbie si diradano. Wink
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योगवीर mitico !
fabio
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registrato: 24/03/06
messaggi: 2562

inviato: 22/01/12 20:48
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
Paolo proietti ha scritto:

Il tesoro interiore è il flusso nirodha ovvero lo stato in cui la mente che osserva se stessa.


mente che osserva se stessa…
La coscienza “ordinaria” è sempre legata ad una relazione, essere cosciente di ... qualcosa, non è mai a se stante.
La “pura” coscienza (per intenderci), è coscienza che attenziona se stessa, coscienza della coscienza, potremmo definirla “Consapevolezza”?
Meditazione è Consapevolezza?
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IL GRANDE CONTROLLORE
simplybasic
sudra
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registrato: 20/01/12
messaggi: 21

inviato: 22/01/12 22:06
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
R9+ ha scritto:
Secondo me quello che hai descritto non è meditazione, ma è lo stare seduti ad occhi chiusi.
Lo fanno in molti pensando di meditare.


certo, lo stare seduti ad occhi chiusi pensando ai fatti propri e lasciandosi trascinare via dai pensieri non è meditazione; la meditazione è consapevolezza ed è proprio questa che distingue la meditazione dallo stare semplicemente seduti.

nella meditazione ti concentri sul respiro, oppure su niente, dipende dalla forma di meditazione; ce ne sono diverse ma tutte hanno in comune appunto la consapevolezza, cioè l'attenzione a quello che ti capita.

non è possibile arrestare i pensieri, impedire alla mente di produrli, ma è possibile OSSERVARLI anzichè farsi trasportare, senza nemmeno rendersene conto, dai propri contenuti mentali.

ogni volta che ti poni in un atteggiamento di osservazione di quello che accade nella tua mente, è meditazione.

con questo non voglio dire che, se durante una seduta di meditazione, ti distrai lasciandoti trascinare via dai tuoi pensieri, hai fallito nella tua meditazione; quando te ne accorgi e riporti l'attenzione al respiro o alla semplice osservazione, in quel momento stai meditando, perchè sei consapevole.

nella meditazione si ricomincia sempre da capo, umilmente e senza giudizi; non si tratta di fare bene o male, ma di sperimentare e tutto quello che si sperimenta è utile
simplybasic
sudra
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registrato: 20/01/12
messaggi: 21

inviato: 22/01/12 22:17
oggetto: Re: appunti sulla meditazione

rispondi citando messaggio privato
albachiara ha scritto:
simplybasic ha scritto:
MEDITAZIONE E APERTURA MENTALE

. Qualsiasi cosa sperimentiamo quando applichiamo questa nuda attenzione (relax, paura, rabbia, indifferenza), è meditazione. Anche "stare con" la rabbia, osservandola, è meditazione.



mmmm.....per me funziona diversamente.
Applicare nuda attenzione dici..

la mia è abbandono, di tutto ,in tutto.
Sono li che medito ma me ne accorgo quando esco dalla meditazione, nel mentre potrei essere in qualsiasi posto, con qualsiasi forma e allo stesso momento "non essere".
relax paura rabbia sono inesistenti o, se esistono, le attraverso con tanta forza da renderle niente.
Ho difficoltà a spiegarti perchè, secondo me, ognuno di noi ha le sue parole per dire ciò che sta vivendo.Certo ci sono le definizioni giuste, da manuale,ma rispecchiano veramente la nostra meditazione?

tashi delek


no, le parole non danno spiegazioni esaurienti, servono solo a comunicare ad altri le nostre esperienze; cosa che a me sembra comunque utile.
è vero, ognuno elabora un metodo personale di meditazione, pur partendo tutti da una base comune che è quella di sedersi in silenzio.
l'abbandono totale che descrivi credo di non averlo mai provato (anche se mi piacerebbe Very Happy ); durante la meditazione trovo quello che mi passa per la testa e che provo, pensieri ed emozioni.

i pensieri vanno e vengono, sono impermanenti; le emozioni invece sono situate più in profondità e durante la meditazione si possono esplorare.
simplybasic
sudra
sudra


registrato: 20/01/12
messaggi: 21

inviato: 22/01/12 22:33
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
Paolo proietti ha scritto:
citazione:
La consapevolezza c'è quando osserviamo i nostri processi mentali così come sono, senza intervenire, giudicare, senza seguire i pensieri. Qualsiasi cosa sperimentiamo quando applichiamo questa nuda attenzione (relax, paura, rabbia, indifferenza), è meditazione. Anche "stare con" la rabbia, osservandola, è meditazione.

No-
Stare con la rabbia ed osservarsi non è meditazione.
é osservarsi.
Il passo successivo è trasformare la rabbia.
Tutto questo sarebbe definito mananam che si può tradurre con meditazione nel senso di ponderare su qualcosa.
L'osservazione è un buon punto di partenza.
Spesso lo si chiama ascolto.
Ascoltare il corpo , i processi fisici, le emozioni che scaturiscono a loro volta, da percezioni e processi fisici non è meditazione.
La meditazione intesa come Dhyana è un rito.

La meditazione vera e propria credo si chiami in sanscrito Vidhyanasana che più o meno significa sedersi a osservare il tesoro interiore.

Il tesoro interiore è il flusso nirodha ovvero lo stato in cui la mente che osserva se stessa.

Si dicono molte cose sullo yoga e sulla meditazione.

Il problema è che moltissimi praticanti a cui si chiede che fanno quando meditano rispondono imitando qualche maestro zen letto sui libri e sorridendo dicono: quando medito medito...

Per iniziare a fare yoga ci si deve mettere in condizione Sukha che vuol dire una posizione piacevole e priva di tensioni e la mente nello stato in cui è interrotto il dialogo interiore.

Se pensi alla tua rabbia significa che stai parlando con te stesso.
Il dialogo interiore è ancora presente.
Se c'è dialogo interiore non c'è meditazione.

La cosa di per se sarebbe semplice.
Lo yoga consiste nel sedersi in un luogo isolato,
ascoltare la posizione del corpo per verificare che sia comoda.
Ascoltare la respirazione.
Ascoltare la mente.
Mettersi, di conseguenza in uno stato di tranquillità e meditare sull'OM.
Non c'è altro.
Il resto sono sovrapposizioni.

Nirodha (il flusso che si realizza con vidhyanasana), ekagrata (la concentrazione unificata) e samadhi sono le modificazioni della mente, parinamah.

Ovvero i processi che danno modo di percepire o intuire lo stato "naturale" sahaja della mente.

Lo yoga è la pratica del samadhi nel senso che occorre prendere confidenza con quello stato "naturale".

una volta realizzato , come si dice che Ramana abbia realizzato, che altro c'è da fare?
Il problema è arrivarci.
E prima ancora occorre chiederci se ci vogliamo arrivare.

Ricordiamo a quanto è scritto sulle upanishad e sulla smrti: si è ciò che si pensa, questo è il grande segreto.

Se penso alla mia rabbia sono la mia rabbia.
Se penso al mio relax sono il mio relax.
La meditazione è un territorio nel quale non possiamo entrare.
E' il territorio meditazione che cala su di noi.

Un territorio così vasto che il nostro io vi si perde.



no, se ascolto i miei pensieri ed emozioni non è un dialogo interiore ma meditazione: la mente è in grado di osservare sè stessa, di ascoltare i pensieri e "sentire" le emozioni che li sottendono, come un osservatore esterno non coinvolto; ci si arriva con la pratica.
simplybasic
sudra
sudra


registrato: 20/01/12
messaggi: 21

inviato: 22/01/12 22:38
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
Yogavira ha scritto:
La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) non è meditazione.

La cacca continuerà a puzzare e mettersi davanti ad uno specchio e ripetere - ad occhi chiusi o aperti - 'Mi ricrescono i capelli, Io ho tanti capelli'...non mi rifarà crescere i capelli.

La strada maestra è indicata da Patanjali : si entra nel samyama, ovvero la terna - dharana dhyana e samadhi - sopprimendo le modificazioni della mente.
Tutto quello che avviene prima è fisico, ovvero appartenente alla mente , cervello, psicologia, relax psicosomatico e via discorrendo, ecc..... tutto quello che avviene dopo (la soppressione delle modificazioni) è transfisico, ovvero si entra nel campo purusha o, per dirla più 'terra-terra', dello spirituale.

A questo punto qualcuno dirà 'Dovremmo definire allora la mente'....ma 'franca-mente', sono un pò stanchino per scrivere oltre : praticando, le nebbie si diradano. Wink


è vero, la nebbia si dirada - un po' per volta - praticando; ma la pratica parte dalla semplice osservazione
simplybasic
sudra
sudra


registrato: 20/01/12
messaggi: 21

inviato: 22/01/12 22:39
oggetto:

rispondi citando messaggio privato
fabio ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:

Il tesoro interiore è il flusso nirodha ovvero lo stato in cui la mente che osserva se stessa.


mente che osserva se stessa…
La coscienza “ordinaria” è sempre legata ad una relazione, essere cosciente di ... qualcosa, non è mai a se stante.
La “pura” coscienza (per intenderci), è coscienza che attenziona se stessa, coscienza della coscienza, potremmo definirla “Consapevolezza”?
Meditazione è Consapevolezza?


sì, credo che la meditazione sia consapevolezza
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