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respirazione a narici alternate |
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Paolo proietti
brahmana

registrato: 08/05/05
messaggi: 5512
località: Roma
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inviato: 19/01/10 00:16
oggetto: respirazione a narici alternate
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| Onkar Singh ha scritto: | Caro gladiator74,
ti invito, al di là delle chiacchiere tra i "sacerdoti del tempio", a sperimentare personalmente e senza timore la tecnica suggerita e a valutarne gli effetti.
Tanto la Verità, sarà quella che giudicherai tu.
Sat Nam ! |
mi sorprende sempre la mancanza di umiltà negli altri, ma probabilmente la mia mancanza di umiltà sorprenderà a sua volta gli astanti.
ma credo che prima di dare consigli che riguardano la salute altrui occorrerebbe pensarci quaranta volte.
la respirazione a narici alternata è tecnica assai potente e dovrebbe essere utilizzata con moderazione.
si tratta comunque di una modificazione forzata del ritmo naturale del respiro.
il respiro umano esce contemporaneamente dalle due narici solo al momento della morte.
in genere si utilizza una narice alla volta , ma il ritmo e le modalità con le quali ciò accade variano da individuo ad individuo.
l'imporre quindi un ritmo 3-3-3(1:1) o 1-4-2 o altro è imporre comunque "un ritmo innaturale", in quanto il ritmo respiratorio naturale di una persona dipende per esempio, dalla condizione dei suoi muscoli intercostali (interni quelli che regolano la espirazione ed esterni quelli che regolano la inspirazione), della tensione eventuale dell'elevatore della scapola (legato a 1-2-3-4 cervicale) del gran pettorale (legato ad addominali,braccio, sterno) del gran dorsale ecc. ecc.
nonchè dallo stato di calcificazione delle articolazioni dello sterno.
in alcune condizioni di salute la fase inspiratoria "dovrà" essere più lunga della fase espiratoria e viceversa.
comunque sia è opportuno precisare che non è consigliabile a chi è iperteso o ha problemi cardiaci(le fasi di apnea sono assai pericolose in questi casi) e deve essere praticata con moderazione per chi è ipoteso.
dare consigli per internet su pratiche impegnative (come nadishodana prolungato per 30 minuti) secondo me è assai avventato: occorrerebbe avere davanti l'aspirante che chiede consiglio- osservare il suo ritmo respiratorio, osservare , premendo e lasciando la punta delle dita , l'afflusso del sangue , ascoltare il suo ritmo respiratorio, osservare se ha le scapole rivolte verso l'alto con le spalle contratte ecc. ecc.
occorre essere cauti.: lo yogi non è un apprendista stregone, nè un medico.
la durata consigliabile in genere è di cinque/dieci minuti, salvo in caso di affanno, sensazione di pesantezza del torace o malesseri di vario genere (nausea, mal di testa ecc.)
dopo nadishodana è sempre opportuno praticare savasana.
dopo queste avvertenze generali è bene ricordare che , secondo gli insegnamenti tradizionali, prima di praticare la respirazione a narici alternate, di cui nadishodhana, per così dire fa parte (?) occorre conoscere perfettamente il proprio respiro , la distanza alla quale deve arrivare l'emissione (inferiore alle 12 dita dal naso per evitare dispersione di energia vitale, la distanza raggiunta dal respiro è assai importante nelle pratiche respiratorie), le diverse specie di kumbhaka (sahita, suryabheda,, ujaya, shitali,bhastrika, bhramari,murchcha, kevali).
prima di praticare nadhishodana bisognerebbe purificare tutte le nadi.
la purificazione delle nadi si definisce Gurunyasa.
il bija mantra è YAM (yang) (ma si pratica anche con altri bija o con mantra di più sillabe)
se non si sa "portare l'attenzione" sulle varie parti del corpo (come descritto ad esempio nell'Uttaragita) è improbabile riuscire purificare le nadi.
il ritmo della respirazione a narici alternate (nonostante alcuni propongano delle varianti) è 1-4-2.
il meditante durante la inspirazione fa japa con il bija YAM attraverso IDA NADI per 16 volte.
durante l'apnea (kumbhaka) fa japa con YAM per 64 volte.
durante la espirazione fa japa YAM attraverso PINGALA NADI per 32 volte....
il tutto fino all'accendersi del "fuoco di manipura" dopo vari serie di bijajapa si può cominciare la pratica vera e propria , ma solo dopo un periodo di astinenza sessuale e di controllo del cibo (cibo puro e nutriente è sconsigliabile praticare a digiuno: lo stomaco deve essere pieno a metà) dopo un periodo di riposo (occorre evitare gli sforzi fisici e le attività stressanti) dopo la scelta del giusto luogo (un luogo confortevole, non isolato, vicino a qualcuno che può assistere il praticante in caso di bisogno.
l'esercizio a narici alternate vero e proprio tradizionalmente si pratica in tre fasi: nella prima, solitamente, si collega il respiro a brahma (rajas guna).
nella seconda a Visnu (sattvaguna), nella terza a Siva (tamas guna).
questo almeno secondo la tradizione indiana ( vedi gheranda samhita, mahanirvana tantra ecc. ecc.)
una riflessione:
l'organismo di ciascuno di noi è diverso. non vi sono due corpi che siano uno identico all'altro.
sarebbe sensato avere un pò di cautela nel consigliare pratiche impegnative ad aspiranti yogi che non conosciamo : ciò che per noi è miele per altri potrebbe essere veleno.
un abbraccio.
r. _________________ Il Manzo non Esiste
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matasilogo
brahmana


registrato: 16/08/08
messaggi: 1610
località: Carvico Bergamo
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inviato: 04/11/10 18:18
oggetto: Re: respirazione a narici alternate
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| Paolo proietti ha scritto: | | Onkar Singh ha scritto: | Caro gladiator74,
ti invito, al di là delle chiacchiere tra i "sacerdoti del tempio", a sperimentare personalmente e senza timore la tecnica suggerita e a valutarne gli effetti.
Tanto la Verità, sarà quella che giudicherai tu.
Sat Nam ! |
mi sorprende sempre la mancanza di umiltà negli altri, ma probabilmente la mia mancanza di umiltà sorprenderà a sua volta gli astanti.
ma credo che prima di dare consigli che riguardano la salute altrui occorrerebbe pensarci quaranta volte.
la respirazione a narici alternata è tecnica assai potente e dovrebbe essere utilizzata con moderazione.
si tratta comunque di una modificazione forzata del ritmo naturale del respiro.
il respiro umano esce contemporaneamente dalle due narici solo al momento della morte.
ciò che per noi è miele per altri potrebbe essere veleno.[/i]
un abbraccio.
r. |
Ti sei immediatamente contraddetto e comunque al riguardo ci sono fior di ricerche di un francese Brasseur
e salvo la moderazione normale, è una pratica efficacissima contro la costipazione nasale ed i miei allievi non hanno più raffreddori.
OM _________________ Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
OM
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Ventus
vaisya

registrato: 09/01/10
messaggi: 154
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inviato: 05/11/10 06:14
oggetto:
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Grazie delle spiegazioni offerte qui, e mi piacerebbe che Paolo Proietti continuasse con un bel Quaderno tecnico o due su Pranayama e Bandha Traya.
Per quanto riguarda i miei pranayama, mi hanno insegnato i primissimi rudimentali esercizi a narici alternate da bambino, e mi pare nessun’altra tecnica, e li praticavo con semplicità, senza contare, 5 o 10 volte quando mi ricordavo. (Ah ecco, adesso capisco! E come sei arrivato fin qui? )
Poi li ho praticati con più consapevolezza dopo bellissime letture dai 15-16 anni in poi: i 2 classici di Vivekananda (Jnana Yoga e Yoga Pratici), quello di Yogananda, Yoga Sutra, la Bhagavad Gita, Lo zen di Christmas Humphreys, qualcosa di D.T.Suzuki e di Christmas Humphreys e credo poco altro.
E ho continuato, sempre con anni anni alterni di totale inattività e di riprese (sempre accompagnate e indotte da acquisti di nuovi libri…), fino a oggi… ormai oltre il mezzo secolo.
Attualmente eseguo Nadi Shodana con 4 o 5 cicli così: puraka 8, kumbaka 32 con jalandara bandha e mula bandha, e rechaka 16. O a volte 4-16-8.
Normalmente senza kumbaka vuoti, ma le rare volte in cui li eseguo li accompagno con gli stessi bandha dei Tribandha vuoti (vedi sotto).
Non supero quasi mai i 5 minuti di pratica, mi fermo a 2 o 3.
Spesso faccio anche 4 o 5 Trybandha o Bandha Traya (i Bandha li ho imparati qui sul forum, specialmente dai messaggi di Paolo Proietti, che ho usato per capire i libri acquistati nel frattempo, che non erano altrettanto chiari). Mi pare di dover fare così:
inspiro ed eseguo Jalandhara Bandha, Mula Bandha e lievissimo Uddyana Bandha. Rimanendo in kumbaka pieno 20 o 30 secondi (abbondo appena appena, senza mai esagerare).
espiro e poi eseguo Mula Bandha, Uddiyana Bandha, Jalandhara Bandha. Resto in kumbaka vuoto 10 secondi e poi inspiro.
Poi ricomincio daccapo.
Ogni volta, parto a polmoni pieni e finisco ancora coi polmoni pieni, che mi pare adatto a me.
I big (ma sto pensando a Paolo Proietti) faranno un Quaderno tecnico?
Raccomandare fortemente la massima moderazione non potrebbe evitare i possibili problemi di queste pratiche impegnative?
Mi sentirei a disagio a disturbare con messaggi personali chiedendo risposte su argomenti così importanti per tutti.
Grazie a tutti
Ventus
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