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| Ecco gli strumenti a tua disposizione: |
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R9+
brahmana

registrato: 07/03/06
messaggi: 1576
località: ovunque ci sia mare e amore
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inviato: 19/01/10 15:24
oggetto:
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| Onkar Singh ha scritto: | Caro gladiator74,
ti invito, al di là delle chiacchiere tra i "sacerdoti del tempio", a sperimentare personalmente e senza timore la tecnica suggerita e a valutarne gli effetti.
Tanto la Verità, sarà quella che giudicherai tu.
Sat Nam ! |
Ora ti faccio una domandina semplice semplice e gradirei una risposta seria perchè la mia non è una provocazione, ma normale prassi.
Tu sei in grado di osservare tramite la vista interiore lo scorrere delle energie nelle persone che segui?
Sei in grado di osservare gli effetti delle pratiche che proponi e i vari concatenamenti che ne seguono, che a volte possono essere infiniti?
Hai sviluppato questa importante e basilare capacità?
Puoi essere certo che qualsiasi cosa dici corrisponde al vero, ma non perchè ti è stato detto che è vero, bensi perchè partecipi direttamente di questa verità?
Se la risposta è si, io ti porgo le mie scuse e sarei portato a pensare che tu abbia consigliato quella pratica con cognizione, avendo potuto osservare a distanza l'assetto energetico di quella persona e avendo potuto valutare che nel suo caso fosse la pratica migliore da fare, cosa possibilisima e fondamentale per chi raggiunge un certo livello di coscienza e si propone di insegnare ad altri in maniera seria.
Se la risposta è no, allora ti chiedo come sia possibile fare affermazioni del genere, dando dimostrazione non solo di immaturità spirituale, ma anche di profonda ignoranza dei principi basilari dello yoga.
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Onkar Singh
ksatriya


registrato: 03/12/08
messaggi: 214
località: Roma
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inviato: 19/01/10 15:33
oggetto:
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Sat Nam R9+
alla domanda n° 1 rispondo: NO
,, ,, n° 2 rispondo: SI
,, ,, n° 3 rispondo: SI se è relativa alla n° 2
,, ,, n° 4 rispondo: SI
Promosso ?
Mille Benedizioni. _________________ Onkar Singh
Centro Yoga Sat Nam - Roma
sito web personale |
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R9+
brahmana

registrato: 07/03/06
messaggi: 1576
località: ovunque ci sia mare e amore
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inviato: 19/01/10 16:02
oggetto:
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Forse non mi sono spiegato bene...dato che se non hai realizzato la prima condizione, non è possibile realizzare le altre che sono conseguenti alla prima.
Se non hai la facoltà di vedere tramite l'occhio spirituale, e senza possibilità di equivoci, non è possibile esprimere le altre condizioni, percui si rimane nel campo del sentito dire basandosi sulla buona fede e sulla verita relativa a ciò che si ha ricevuto da altri e non sperimentato personalmente. C'è molta differenza in questo, la differenza che passa tra un Maestro e un insegnante, il quale ultimo, appunto perchè si trova ancora in una fase nella quale non può ancora permettersi di partecipare della Verità Vera, dovrebbe essere molto cauto nel diffondere insegnamenti che non gli appartengono e dovrebbe fare buon uso di buon senso e umiltà.
Non c'è nessun esame, non si tratta di promuovere o bocciare, tu stesso ti bocci o ti promuovi a seconda di come ti muovi minuto per minuto.
Ognuno è solo davanti a se stesso e a se stesso rende conto minuto per minuto.
Credo che tu al di là di tutto possa capire quello che sto dicendo, e se no.......al posto tuo me ne preoccuperei.
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cara
ksatriya


registrato: 01/11/08
messaggi: 336
località: Liguria
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inviato: 19/01/10 16:27
oggetto:
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| Faber ha scritto: | | E' una tecnica ritenuta abbastanza semplice adatta anche ai principianti. Le tecniche di pranayama che sono per cosi dire più "rischiose" e da affrontare con cautela, sono quelle che implicano una qualche forma di kumbaka, cioè di ritenzione del respiro che qui non è contemplata. Quindi consigliare questa tecnica è come consigliare un aspirina a chi ha mal di testa, ..certo la cosa è molto generica, non si sa se è effettivamente efficace sul singolo, ma ha una sua validità generale ed effetti conosciuti. |
Beh, non è proprio la stessa cosa, io per es. non posso prendere l'aspirina contro il mal di testa.
Una persona ansiosa non è come le altre e cerco di farmi capire meglio raccontandovi della mia esperienza; so perfettamente che non tutti reagiscono come ho fatto io ma essendo ansiosa mi sembra giusto intervenire.
Le prime volte che facevo tecniche semplici di pranayama, quindi senza ritenzione né a polmoni pieni né a polmoni vuoti, mi girava la testa e stavo iniziando ad agitarmi. Ne ho subito parlato con l'insegnante e mi ha spiegato appunto il perchè mi girava la testa. Fossi stata da sola e avessi avuto gli stessi sintomi sono sicura che l'agitazione che mi stava venendo si sarebbe tramutata in attacco di panico.
Non dico che tutte le persone ansiose reagiscono come me ma mi piacerebbe se si andasse un po' più cauti non conoscendo la persona a cui si sta insegnando una determinata tecnica.
Onkar, al mio post di prima però non hai risposto. Ti volevo anche chiedere come mai chiudi la narice con il mignolo? A me è stato insegnato nasagra mudra. La mudra che usi tu non l'ho mai fatta; come si chiama? Magari nasagra mudra si usa solo se si esegue una ritenzione (che sia kumbhaka o sunyaka)? Chiedo per curiosità.
Comunque, il pranayama con il quale si inspira ed espira sempre e solo con la narice sinistra so che si chiama candra pranayama. Non so se è lo stesso di cui parli tu o se sono solo simili. Nel candra pranayama ci sono anche determinati tempi da rispettare per l'inalazione e per l'esalazione e bisogna praticare 27 cicli quattro volte al giorno per fare in modo che abbia effetto per l'ansia. Però io non sono un insegnante quindi continuo a fare quella che legge e che interviene il meno possibile.
Adieu
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Paolo proietti
brahmana

registrato: 08/05/05
messaggi: 5491
località: Roma
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inviato: 19/01/10 16:30
oggetto:
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| citazione: | sono sicuro che sia Onkar Singh che altri siano spinti dai migliori propositi e siano in buona fede,
ma la buona fede non è sufficente, mi dispiace.
Prima di dare bisogna avere.....
per avere bisogna ESSERE |
sulla buona fede non ci sono dubbi.
oltre a ciò che dici, roby, credo che vi sia un discorso da affrontare sulla didattica.
a quanto so l'insegnamento tradizionale si basa su due diversi insegnamenti: uno universale che riguarda la costituzione dell'essere ecc ecc ( esiste un Dio unico, esiste un "essere" o isvara inteso come corpo causale, esistono tre piani di manifestazione in cui l'essere si esprime mediante i prana, i cakra ecc ecc) ed uno indivisuale (soggettivo) che riguarda le tecniche operative (tecniche di purificazione ecc ecc)
il primo tipo di insegnamento viene dato a tutti coloro che vogliono e/o possono ascoltarlo.
il secondo, riguardante le tecniche operative, solitamente è cosa che riguarda il rapporto individuale discepolo-maestro o aspirante-istruttore.
il corpo di ciascuno di noi è diverso.
diversa sarà la sua mente, diverse le vasana di cui questo corpo e questa mente saranno il prodotto.
dalle diverse vasana dipende la qualificazione.
questo significa che l'insegnamento non potrà che essere individuale.
ci sono delle persone che hanno tratti e caratteristiche simili, ma non identiche.
altre che saranno diverse in tutto e per tutto.
l'insegnante è colui che sa discriminare e "sa" cosa sia giusto per quell'aspirante.
il fatto di allargare a dismisura il numero degli insegnanti di yoga con corsi triennali di varia natura da una parte risponde ad una volontà di divulgare il più possibile tale disciplina.
dall'altra porta forzatamente ad una semplificazione: la didattica, nel momento in cui l'insegnamento deve arrivare non ad uno o dieci allievi ma a mille, due mila, "millemila". sarà in un certo senso "adeguata" a lle esigenze divulgative.
si sceglieranno le tecniche ed i consigli adatti al maggior numero delle persone.
il problema (se posso permettermi e chiedo scusa in anticipo se qualcuno si offenderà, ma non è sicuramente mia intenzione) è che il creatore del Kundalini Yoga di Yogi bhajan, ovvero yogi bhajan è purtroppo morto.
ed è ancora lui, a quanto so, a rappresentare per i suoi adepti la tradizione vivente.
nel senso che gli stage per insegnanti( a quanto mi hanno detto: prego coloro che ne sanno di più di correggermi) si basano in gran parte sulla visione di dvd in cui il Maestro insegna.
mi hanno detto che l'energia di yogi bhajan si diffonde nella sala.
non so se sia vero perchè non ho mai visto un suo video, ma , se me lo hanno detto (e mi pare che sia riportato anche su qualche sito internet) è possibile che sia vero.
non so come funzionino queste cose, ma suppongo che le parole e gli insegnamenti siano gli stessi per tutti gli aspiranti istruttori di kundalini yoga, a prescindere dal livello coscienziale e dalle capacità fisiche di ciascuno di loro.
in questo ambito non è detto che ciò che uno comprende e sperimenta in seguito come valido metodo, ad esempio, di purificazione, sia altrettanto comprensibile e valido per altri.
l'utilità di questo forum credo che sia anche da ricercarsi nella possibilità di confrontare le proprie credenze, pratiche , insegnamenti ricevuti con quelle di altri praticanti.
ricordo certe discussioni tecniche assai interessanti sulla meditazione e mi pare sugli armonici tra faber ed altri...
ricordo delle discussioni sugli asana e sul gayatri mantra tra te, ckstar ed altri.
su kundalishakti tra hatajo ecc.
in sostanza sarebbe interessante , secondo me, che onkar singh fosse un pochino più umile (di presuntuosi sul forum ci sono già io e basta ed avanza, credo) e che tu fossi un pochino più disponibile nel raccontare le tue esperienze e nel descrivere le tue pratiche.
un sorriso.
r. _________________ Il Manzo non Esiste
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yogajap
vaisya


registrato: 13/12/09
messaggi: 61
località: Roma
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inviato: 19/01/10 18:14
oggetto: Re: yoga e ansia
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| Paolo proietti ha scritto: | | oltre a ciò che dici, roby, credo che vi sia un discorso da affrontare sulla didattica [...] |
Ciao Paolo, prima di entrare nel merito del discorso volevo ribadirti (come già ho fatto in passate discussioni) che sono totalmente d'accordo con quanto i tuoi messaggi e quello di R9+ vogliono sottolineare, ossia l'importanza di un po' di attenzione e di "circospezione" quando si vanno a suggerire soluzioni o rimedi a persone di cui non si conosce nulla ad eccezione di quanto da loro descritto nella richiesta che inoltrano al forum.
Per quella che è la mia esperienza, anche questa attenzione e circospezione è figlia di una precisa formazione (ci sono delle nozioni da cui non si può prescindere) che passa per i corsi di qualsiasi livello, la pratica personale e il confronto con insegnanti davvero qualificati.
È attraverso questo che un insegnante si forma al di là della nozione che può essere reperita su uno o più testi (o video o letture di Yogi Bhajan - che rappresentano comunque una parte del percorso formativo): vengo proprio da un week end in cui ho avuto occasione di praticare con un insegnante che è stato accanto a Yogi Bhajan per oltre trenta anni (coincidenza vuole che l'argomento sia stato proprio il pranayam) e quello che "nozionisticamente" mi ha dato non credo sia più importante di tutto quello che invece su un libro non si trova ma è frutto dell'esperienza condivisa (con una persona con una tale preparazione) e della pratica, personale e di gruppo.
Un Corso Insegnanti ben strutturato, insieme ad una continua pratica, dovrebbe dare proprio questo: nozioni di base da cui non si può prescindere (è "utile" che l'insegnante sentendo parlare di bandha non pensi ad un gruppo musicale!) e uno spazio di crescita personale (che poi può essere spunto per una condivisione successiva) che nasce dal confronto continuo con noi stessi e con gli altri (soprattutto con "altri" più esperti e preparati): proprio questi sono, a mio modo di vedere, gli elementi che poi contribuiscono ad affinare la tua sensibilità nel momento in cui poi arrivi (o puoi arrivare) a confrontarti con una persona, persona che è unica, perfetta ed irripetibile.
Il vero problema non credo stia nel fatto che Yogi Bhajan abbia lasciato il corpo fisico (penso che questo valga per qualsiasi Maestro), ma in quello che se ne fa dei suoi insegnamenti o per quello che si vuole far passare come suo insegnamento (e di quelli di qualsiasi Maestro).
Alla base di tutto, è mia opinione personale, sindacabile, condivisibile o non condivisibile, c'è sempre "lui"...il nostro amico/nemico ego con cui tutti noi, volenti o nolenti, siamo chiamati a confrontarci: per questa ragione lascio qualsiasi discorso sulla buona o cattiva fede, sulla sincerità o sull'ambiguità alla coscienza personale di ognuno (ho già abbastanza da fare con la mia da non sentire il bisogno di preoccuparmi di quella degli altri!)
Sat Nam,
Sujan S.
p.s.
spero che ci sia spazio in questo forum anche per il mio ego assolutamente ipertrofico.......per come la vedo io, meglio saperlo....se sai dell'esistenza di un "nemico" sono minori le possibilità che ti sorprenda _________________ [...] Ego is a chronic disease, but it contains its own cure as well [...]
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R9+
brahmana

registrato: 07/03/06
messaggi: 1576
località: ovunque ci sia mare e amore
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inviato: 19/01/10 19:47
oggetto:
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Paolo, sai bene che sono daccordo con te e su certe cose la pensiamo allo stesso modo, ma penso che non si tratti di avere un confronto con Onkar, le cose secondo me non stanno cosi.....
eppoi, se ci hai fatto caso, io non ho mai parlato di pratiche spirituali e non ho mai suggerito ad alcuno nessuna pratica spirituale. Come tu hai detto, ognuno è diverso e non c'è niente di standard.
La mia esperienza mi porta a sostenere che noi esseri umani siamo bravissimi a farci abbindolare dal nostro ego, siamo bravissimi a pensare di aver capito tutto, e crediamo talmente tanto in quello che "crediamo" di aver capito da sentirci in dovere di diffonderlo, e il piu delle volte in totale buona fede.
Sottolineo "crediamo" di aver capito, perchè è la condizione in cui si muove chi non ha realizzato se stesso e percorre una strada tracciata da altri, che ripete quindi insegnamenti ricevuti da altri, che fa cose che ha visto fare da altri.....che quindi, fà, dice, e diffonde ciò che crede di aver capito di tutti gli insegnamenti ricevuti fino a quel momento!
Secondo me gran parte delle pratiche spirituali che in vari modi sono state diffuse in occidente, non sono adatte a tutti, non ci sono le condizioni ideali per poterle praticare in sicurezza. Inoltre, sempre per esperienza personale, non sono molto incline a seguire gli insegnamenti di un Maestro o presunto tale, che non è piu in vita sulla terra, leggendo un libro scritto da non so quale allievo diretto, e ti spiego anche perchè......
Se durante una lezione il mio Maestro fornisce una spiegazione semplice e dettagliata su un determinato argomento a 30 persone presenti, dopo la lezione andando ad interrogare ognuno dei suoi allievi, ciascuno ti riferisce una versione diversa, ognuno ha capito secondo la propria capacità di comprendere, che appunto è diversa per ognuno, e in alcuni casi si assite ad un completo stravolgimento delle parole ascoltate solamente mezz'ora prima!
Se poi queste persone, come spesso accade, andranno in giro a ripetere ad altre persone quello che hanno ascoltato la sera prima, convinte di aver capito quello hanno ascoltato saranno portate a dire:"Il Maestro ha detto....etc. etc." e cosi via......
e questo è un esempio semplicissimo per farti capire come funzioniamo noi esseri umani.
Ora tu pensa a cosa puo succedere di un insegnamento non dato la sera prima, ma 20/30 anni prima, tradotto dal sanscrito all'inglese, dall'inglese all'italiano, etc. etc.
Inoltre, come ben saprai, non esiste niente che sia fisso, tutto muta continuamente, ci sono pratiche che in alcuni momenti era possibile fare senza grossi rischi, ma che ora per determinate condizioni che si sono create sarebbe bene evitare...chi è in grado di sapere queste cose? Chi può osservare i cambiamenti a livello eterico che sono avvenuti negli ultimi anni?
Può fare tutto questo un libro o un video?
Ecco perchè ci fu un tale che disse:
"Un cieco non può guidare un altro cieco"!
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Onkar Singh
ksatriya


registrato: 03/12/08
messaggi: 214
località: Roma
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inviato: 19/01/10 20:32
oggetto:
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Sat Nam Cara,
l'aspetto importante è la narice da cui esalare, non come la chiudo. Posso usare anche il dito indice.
Il Kundalini Yoga si caratterizza, tra le altre cose, per la rapidità con la quale fornisce benefici al praticante. Non necessita di vita ascetica ed è praticabile da persone di qualunque età purchè in buona salute generale.
Trattasi di disciplina assai adatta a noi Occidentali, sempre presi da mille impegni e inclini all'intellettualizzazione. Ci aiuta a riscoprire il nostro vero Sè e si propone come pratica universale, per tutti. Per tutti gli esseri umani che vivono su questa Terra, intendo.
Nel pieno rispetto di altre tradizioni, il Kundalini Yoga ha una sua logica di fondo basata sul concetto della condivisione. Non ci sono segreti, nè insegnamenti riservati a pochi iniziati.
Mille benedizioni. _________________ Onkar Singh
Centro Yoga Sat Nam - Roma
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Paolo proietti
brahmana

registrato: 08/05/05
messaggi: 5491
località: Roma
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inviato: 19/01/10 21:44
oggetto:
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| R9+ ha scritto: | Paolo, sai bene che sono daccordo con te e su certe cose la pensiamo allo stesso modo, ma penso che non si tratti di avere un confronto con Onkar, le cose secondo me non stanno cosi.....
eppoi, se ci hai fatto caso, io non ho mai parlato di pratiche spirituali e non ho mai suggerito ad alcuno nessuna pratica spirituale. Come tu hai detto, ognuno è diverso e non c'è niente di standard.
La mia esperienza mi porta a sostenere che noi esseri umani siamo bravissimi a farci abbindolare dal nostro ego, siamo bravissimi a pensare di aver capito tutto, e crediamo talmente tanto in quello che "crediamo" di aver capito da sentirci in dovere di diffonderlo, e il piu delle volte in totale buona fede.
Sottolineo "crediamo" di aver capito, perchè è la condizione in cui si muove chi non ha realizzato se stesso e percorre una strada tracciata da altri, che ripete quindi insegnamenti ricevuti da altri, che fa cose che ha visto fare da altri.....che quindi, fà, dice, e diffonde ciò che crede di aver capito di tutti gli insegnamenti ricevuti fino a quel momento!
Secondo me gran parte delle pratiche spirituali che in vari modi sono state diffuse in occidente, non sono adatte a tutti, non ci sono le condizioni ideali per poterle praticare in sicurezza. Inoltre, sempre per esperienza personale, non sono molto incline a seguire gli insegnamenti di un Maestro o presunto tale, che non è piu in vita sulla terra, leggendo un libro scritto da non so quale allievo diretto, e ti spiego anche perchè......
Se durante una lezione il mio Maestro fornisce una spiegazione semplice e dettagliata su un determinato argomento a 30 persone presenti, dopo la lezione andando ad interrogare ognuno dei suoi allievi, ciascuno ti riferisce una versione diversa, ognuno ha capito secondo la propria capacità di comprendere, che appunto è diversa per ognuno, e in alcuni casi si assite ad un completo stravolgimento delle parole ascoltate solamente mezz'ora prima!
Se poi queste persone, come spesso accade, andranno in giro a ripetere ad altre persone quello che hanno ascoltato la sera prima, convinte di aver capito quello hanno ascoltato saranno portate a dire:"Il Maestro ha detto....etc. etc." e cosi via......
e questo è un esempio semplicissimo per farti capire come funzioniamo noi esseri umani.
Ora tu pensa a cosa puo succedere di un insegnamento non dato la sera prima, ma 20/30 anni prima, tradotto dal sanscrito all'inglese, dall'inglese all'italiano, etc. etc.
Inoltre, come ben saprai, non esiste niente che sia fisso, tutto muta continuamente, ci sono pratiche che in alcuni momenti era possibile fare senza grossi rischi, ma che ora per determinate condizioni che si sono create sarebbe bene evitare...chi è in grado di sapere queste cose? Chi può osservare i cambiamenti a livello eterico che sono avvenuti negli ultimi anni?
Può fare tutto questo un libro o un video?
Ecco perchè ci fu un tale che disse:
"Un cieco non può guidare un altro cieco"! |
il problema che esponi è quello che Gurdjeff definiva "dell'insegnamento del fidanzato della cuoca": due maestri stanno parlando in una stanza chiusa, passa di lì per caso il fidanzato della cuoca", ascolta dei frammenti di discorso e , convinto di aver compreso, comincia ad insegnare, aggiungendo magari , dopo ogni frase, così ha detto il Maestro X.
è quello che capita o può capitare ad ognuno di noi.
solitamente l'uomo vede e capisce ciò che già sa.
se gli si propone qualcosa che non rientra nell'ambito della sua esperienza percettiva lo interpreterà a modo suo.
da un certo punto di vista tutto ciò che pensiamo e diciamo su questo piano di esistenza può essere definito credenza.
l'unica possibilità è , secondo me, quella di parlare non per sentito dire ma testimoniando la propria esperienza personale o citando testi o discorsi "degne di fede", in questo caso di maestri riconosciuti o delle Scritture ( veda,upanishad, purana ecc.).
praticare yoga significa morire a se stessi giorno per giorno.
eliminare ad una ad una tutte le illusioni che rivestono il nucleo impalpabile che chiamiamo ego.
impalpabile perchè non esiste, è una creazione della mente.
una specie di fantasma che, come gli incubi o gli elementali dell'occultismo, richiama continuamente l'attenzione per fingere di esistere.
in tutto questo vi sono alcuni che , paradossalmente, fanno dello yoga una ragione di Vita.
ed ovviamente, identificandosi nelle credenze proprie o altrui, difendono tutti gli schemi mentali che , per ragioni di sopravvivenza , hanno costruito.
la pratica dello yogi è sempre pratica solitaria.
non può essere altrimenti.
ma pure se ad un'aspirante "anziano" viene fatta una volta una domanda da un neofita o da un giovane aspirante, si dice che debba rifiutarsi.
e così la seconda volta.
la terza volta si vede costretto a rispondere.
costretto perchè il rispondere veramente sulla Verità tradizionale significa togliere le illusioni, le credenze, le pseudo verità consolatorie che riempiono ciò che comunemente chiamiamo Vita e che , purtroppo, non è che un pallido feticcio della Vera Vita.
una statua di cartapesta fatta ad immagine di una DEA.
"chi cerca trova" si intitola il libro che mi hai regalato diversi anni fa.
mi è arrivato il giorno del compleanno(tu non lo sapevi) insieme ad una cassa di libri sul vedanta advaita (neppure chi aveva inviato i libri sapeva che era il mio compleanno).
ma il cercare ed il trovare non credo che vadano interpretati dal punto di vista ordinario.
l'insegnamento tradizionale inizia sul piano delle energie.
il suo linguaggio è il linguaggio delle coincidenze significative.
le parole del maestro o dell'istruttore autentico non sono tanto importanti quanto quel qualcosa che, come il filo tiene insieme le perle, le sostiene e le sospinge al verso qualcosa che pare al di là della tua mente.
quel qualcosa è la capacità di far vibrare una corda musicale che neppure sospettavi di avere dentro di te pur sapendo da sempre di averla.
occorre saper cercare per trovare.
ed occorre che ciò che cerchiamo sia Reale.
in tutto questo mi sembrava di aver notato nelle tue risposte ad onkar una sfumatura diversa dal solito.
se leggesse con attenzione le tue parole, le domande che gli hai posto, secondo potrebbe trarne degli importanti insegnamenti.
secondo me, tuo malgrado, hai cercato di insegnare qualcosa ad Onkar.
qualcosa che , per come l'ho inteso io è fondamentale:
per fare il medico bisogna essere medici , bisogna riconoscere i sintomi di una malattia e bisogna sapere che medicina ed in quale quantità va assunta dal paziente, lo studio e la pratica sono sufficienti (aqnche se non sempre) per non far danni.
per insegnare ginnastica bisogna sapere che esercizi deve fare l'allievo , quali muscoli deve sviluppare ecc.lo studio e la pratica sono sufficienti (aqnche se non sempre) per non far danni.
per ciò che riguarda lo Yoga o la via della Spada o la via del Tao , per poter cominciare a studiare e praticare occorre essere su un altro piano coscienziale;
i diplomi, le cinture nere o rosse o biance, gli attestati di partecipazione, le foto in compagnia dei sadhu o dei Sifu non servono assolutamente a niente.
o si è su quel piano di coscienza o non lo si è.
tu sai costruire un Vero arco;
e dal suono con cui la corda , rilasciandosi,accompagna la freccia, sai già se colpirà o no il bersaglio.
come puoi spiegarlo a chi non ha mai tirato una freccia?
se il tuo maestro sa senzavederlo che stai rischiando la vita lottando con il mare in tempesta significa che sei sul piano delle energie.
ecco allora qual'è il punto focale della discussione: si usano le stesse parole , gli stessi strumenti di comunicazione ma in qualche modo si è, spesso, su un piano diverso.
l'apprensione dello Yoga o dell'arte della spada o della via del tao comincia sul piano delle energie, quando il praticante è saltuariamente o stabilmente "sul ponte di prima dell'inizio" a metà tra il piano coscenziale di sogno( taijasa/hiranyagarbha ) ed il piano coscenziale di veglia (virat/vaisvanara).
uno non può raggiungere il piano delle energie allenando i muscoli e scalando qualche altura.
occorre che qualcuno gli dica come si "apre la porta".
ma solo per chi ha visto quella porta le istruzioni avranno un qualche senso.
tát savitúr váreṇyam
bhárgo devásya dhīmahi
dhíyo yó naḥ pracodáyāt
dhíyo ha la stessa radice di ध्यान dhyāna, c'è implicito l'atto del "vedere" .
un sorriso.
ryu no kokyu _________________ Il Manzo non Esiste
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R9+
brahmana

registrato: 07/03/06
messaggi: 1576
località: ovunque ci sia mare e amore
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inviato: 19/01/10 22:57
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Condivido il tuo ragionamento, anche se in alcuni punti si sfuoca e mi pare un po impreciso, ma in linea di massima regge.....diciamo che ci siamo capiti.
In realtà io rimango molto sul vago, apparentemente, quando intervengo, poi leggendo attentamente......
non è cosi.
Comunque il problema non riguarda tanto chi riceve l'insegnamento, o meglio, l'indicazione.....
il problema in questo caso è chi si propone di dare certe indicazioni con, secondo me, una leggerezza tale, che tradisce a mio vedere una certa ignoranza, nel senso di non conoscenza, della materia che si pretende di insegnare e diffondere a terzi.
Posso dire che si tratta di un mio parere, quindi sindacabile, non posso escludere di sbagliarmi ovviamente, ma..............
diciamo che in questo campo per me è piuttosto facile distingiere un maestro da uno che pensa di esserlo, anche se in buona fede.
Quello che intendo io, è che un Maestro, nel momento che suggerisce una pratica, è in grado di vedere in anticipo gli effetti che la pratica avrà su chi la pratica, e quindi può intervenire per correggere errori se serve o di sospenderla se vede che per qualsiasi ragione sia meglio farlo. Può fare questo perchè può osservare chiaramente lo scorrere delle energie in quella persona, può vedere i suoi corpi sottili e le aggregazioni di energia che li interessano, riuscendo a decifrarne i significati.....perchè il solo Vedere non è sufficiente, se non si è in grado di comprendere ciò che si vede!
In questo modo l'allievo non corre rischi, o meglio, i rischi sono minimi, il Guru protegge l'allievo.
La mia domanda era.....Onkar Singh è in grado di fare questo mentre suggerisce mezzora di pranayama ad uno che manco conosce? Oppure va a spannella?
ultima modifica di R9+ il 19/01/10 23:46, modificato 1 volta in totale
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Paolo proietti
brahmana

registrato: 08/05/05
messaggi: 5491
località: Roma
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inviato: 19/01/10 23:20
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| Onkar Singh ha scritto: | Sat Nam Cara,
l'aspetto importante è la narice da cui esalare, non come la chiudo. Posso usare anche il dito indice.
Il Kundalini Yoga si caratterizza, tra le altre cose, per la rapidità con la quale fornisce benefici al praticante. Non necessita di vita ascetica ed è praticabile da persone di qualunque età purchè in buona salute generale.
Trattasi di disciplina assai adatta a noi Occidentali, sempre presi da mille impegni e inclini all'intellettualizzazione. Ci aiuta a riscoprire il nostro vero Sè e si propone come pratica universale, per tutti. Per tutti gli esseri umani che vivono su questa Terra, intendo.
Nel pieno rispetto di altre tradizioni, il Kundalini Yoga ha una sua logica di fondo basata sul concetto della condivisione. Non ci sono segreti, nè insegnamenti riservati a pochi iniziati.
Mille benedizioni. |
vuoi apparire più giovane?
vuoi essere sempre in buona salute?
pratica lo yoga di Guru Ram Dev- il guru della televisione
(traduzione dall'inglese di un autentico annuncio trovato sul Web)
vedi Onkar , con molta simpatia: consigliare di curare chia ha l'ansia con la respirazione a narici alternate è (dice Faber) come consigliare un aspirina a chi ha il mal di testa.
nella speranza, aggiungo io, che non sia emofiliaco.
consigliare di curare l'ansia con 35 minuti di respirazione è secondo me, come proporre di prendere 10 aspirine.
Pushan (che ha insegnato yoga ed è allieva di un tizietto niente male che ha fatto la storia dell'India), R9 (che è allievo di uno swami)e faber mi pare che abbiano con varie modalità non dico criticato ma comunque "attenzionato" il tuo consiglio.
ovviamente sei libero di fare come vuoi, ma ciò che non rientra assolutamente nel campo delle mie possibilità di esperienza (traduco in chiaro: è completamente incomprensibile) è questo rispondere a delle considerazioni pacate con un discorsetto da propaganda di giornalino del liceo.
| citazione: | Trattasi di disciplina assai adatta a noi Occidentali, sempre presi da mille impegni e inclini all'intellettualizzazione. Ci aiuta a riscoprire il nostro vero Sè e si propone come pratica universale, per tutti. Per tutti gli esseri umani che vivono su questa Terra, intendo.
Nel pieno rispetto di altre tradizioni, il Kundalini Yoga ha una sua logica di fondo basata sul concetto della condivisione. Non ci sono segreti, nè insegnamenti riservati a pochi iniziati. |
hai accumulato in queste frasi più stravaganze di salvator dalì in tutta la sua vita.
scusa ma la vera iniziazione, nella tradizione metafisica, non è quella formale, ma è la rottura dei livelli dell'io (samadhi? satori?) che corrisponde al passaggio ad un diverso livello coscenziale.
non ci sono segreti nella tradizione indiana o cinese o giapponese o tibetana : è tutto scritto a chiare lettere!
solo che è scritto per chi sa leggere e pare che non siano molti.
nello yoga kundalini si parla ad esempio di tre nodi della conoscenza o granthi.
il primo brahma granthi. corriponde ad annamayakosha ed a iprimi tre chakra
il secondo (visnu granthi) corrisponde a pranomayakosha ed al piano di anahata (anahata cakra e vishuddha cakra)
il terzo(rudra granthi) corrisponde a manomaya kosha ed al piano di Ajna cakra (talu cakra, ajna cakra).
sai la danza di siva nataraja? nella tradizione Indù è ambientata in sale diverse che corrispondono a questi tre nodi.
lo scioglimento di un nodo corrisponde ad un salto di livello coscenziale.
gli insegnamenti quindi saranno diversi: chi non ha sciolto il brahmagranthi non capirà un benemerito lingam degli insegnamenti riferiti ad altri livelli coscenziali.
addirittura (non credo che lo si trovi sui libri, ma temo che sia così come lo scrivo) esistono non tre nodi da sciogliere per la serpentessa kundalishakti, ma 5 .
Gli ultimi 2 corrispondono a buddhimayakosha ("nada" nodo o sala di mahesvara-manas cakra e appunto,vijnanamayakosha) e ananda maya kosha (nodo o sala di sadasiva- accesso a nirvana cakra o cakra della corona a 100 petali bianchi).
te lo ripeto, con molta simpatia ti assicuro, perchè anzichè benedire a destra e manca cercando di nascondere una evidente irritazione, non fai un attimino di silenzio e ne approfitti per leggere con molta attenzione ciò che hanno scritto r9,Pushan,faber e altri?
non è che tutti sono cattivi e vogliono mettere in discussione le tue credenze.
può darsi che siano in buona fede esattamente come te e che , sulla base della loro esperienza ti stiano dicendo: aspetta un momento, cerchiamo di capire insieme cosa stai dicendo. può anche darsi che tu abbia compreso male certi insegnamenti(come può darsi di no) perchè non confrontarsi in proposito anzichè sparare dei discorsetti (scusami) banali che parlano di "rispetto delle altre tradizioni(?) e cercano di sancire la superiorità dello yoga sikh rispetto allo yoga induista o al nei dan taoista, nemmeno fossimo in un film di bruce lee ( "il mio Gong fu è più veloce del tuo").
tra l'altro la cosa che mi ha fatto più sorridire è proprio la presunta velocità del Kundalini Yoga: | citazione: | | Il Kundalini Yoga si caratterizza, tra le altre cose, per la rapidità con la quale fornisce benefici al praticante |
quanto ci hai messo a realizzarti? trentanni? io in meno quindi sono più figo...
ma scusa, quante tecniche operative tradizionali hai praticato quanto lo yoga sikh di yogi bhajan?
come puoi fare affermazioni del genere!
ti prego, rileggi ciò che hanno scritto gli altri e ciò che hai scritto tu, e riflettici.
fammi la cortesia.
un sorriso.
r. _________________ Il Manzo non Esiste
ultima modifica di Paolo proietti il 20/01/10 01:08, modificato 3 volte in totale
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inviato: 19/01/10 23:21
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| Onkar Singh ha scritto: | Sat Nam Cara,
l'aspetto importante è la narice da cui esalare, non come la chiudo. Posso usare anche il dito indice.
Nel pieno rispetto di altre tradizioni, il Kundalini Yoga ha una sua logica di fondo basata sul concetto della condivisione. Non ci sono segreti, nè insegnamenti riservati a pochi iniziati.
Mille benedizioni. |
Grazie per la risposta.
La tradizione della mia scuola è un po' diversa e si dà molta importanza alle mudra e si, ci sono insegnamenti riservati a pochi tra cui mudra, mantra e anche tecniche di pranayama segreti che non vengono insegnati a tutti.
Piccole differenze da un lignaggio all'altro, presumo.
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Paolo proietti
brahmana

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inviato: 19/01/10 23:28
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| cara ha scritto: | | Onkar Singh ha scritto: | Sat Nam Cara,
l'aspetto importante è la narice da cui esalare, non come la chiudo. Posso usare anche il dito indice.
Nel pieno rispetto di altre tradizioni, il Kundalini Yoga ha una sua logica di fondo basata sul concetto della condivisione. Non ci sono segreti, nè insegnamenti riservati a pochi iniziati.
Mille benedizioni. |
Grazie per la risposta.
La tradizione della mia scuola è un po' diversa e si dà molta importanza alle mudra e si, ci sono insegnamenti riservati a pochi tra cui mudra, mantra e anche tecniche di pranayama segreti che non vengono insegnati a tutti.
Piccole differenze da un lignaggio all'altro, presumo. |
la tradizione è unica.
nei rami tradizionali cambiano i nomi ed i colori degli abiti, ma gli insegnametio universali e le tecniche operative sonon sempre le stesse.
esistono delle varianti dovute a degenerazione od incomprensione o a fini che non sono in grado di comprendere.
un sorriso.
r. _________________ Il Manzo non Esiste
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inviato: 19/01/10 23:46
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| Paolo proietti ha scritto: | la tradizione è unica.
nei rami tradizionali cambiano i nomi ed i colori degli abiti, ma gli insegnametio universali e le tecniche operative sonon sempre le stesse.
esistono delle varianti dovute a degenerazione od incomprensione o a fini che non sono in grado di comprendere.
un sorriso.
r. |
Grazie per il chiarimento.
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