Tao, orgasmo e beatitudine sessuale

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 30 settembre 2007, 19:33

C'è una cosa che non capisco. Le fantasie sessuali, specialmente quando si è molto giovani, mi sembrano un processo piuttosto naturale.

occorre stabilire che cosa intendi per naturale e cosa è naturale.
occorre stabilire se ci sia differenza tra la maniera di vivere la sessualità in maniera, come dici tu, naturale e la maniera di vivere la sessualità secondo gli insegnamenti di certe scuole orientali.
bloccare la eiaculazione con mezzi psicofisici o meccanici secondo te rientra nell'ambito della sessualità naturale di un adolescente?



Dire che l'intelletto e la fantasia debbono essere separati dal sesso, non è frammentare in modo innaturale le funzioni umane? Di solito si dice che il cervello è il più importante organo sessuale.



in toscana dire a qualcuno che il suo cervello è un organo sessuale suona spesso come un'offesa.
e forse è così da altre parti.
ciò che dici pare un pò superficiale, perdonami, sono le semplificazioni provenienti dalla cattiva letteratura, dai luoghi comuni o dall sentito dire .
è probabile poi che per cervello si intenda il manas e non la buddhi a cui sembrano voler far riferimento gurdjeff e aurobindo
nei brani sopra citati.
quando parli di
frammentare in maniera innaturale le funzioni umane

cosa intendi?
pensi che l'essere umano sia, allo stato attuale non sia di per sè frammentato?
In un mondo in cui gli psicologi e gli psichiatri sono più dei panettieri pare piuttosto il contrario.

Quale sarebbe l'ideale, una sessualità meccanica, primitiva, priva di connessioni con l'intelletto e con la fantasia?
Un conto è osservare che nella nostra società il sesso è diventato sempre più cerebrale e virtuale. Un altro conto è dire che la fantasia dovrebbe essere separata dal sesso ( e dall'amore). Mi sembra l'eccesso opposto.


non si voleva entrare nel merito del privato dell'uomo moderno e dei suoi gusti e preferenze sessuali.
si parlava di Tantra e di taoismo come vie per la conoscenza.
se una persona ,in privato gode a vestirsi da cappuccetto rosso mentre l'amante vestita da principe azzurro finge di usargli violenza sono affari che non riguardano nè noi nè il taoismo.

sono cose di cui dovrebbe occuparsi lo studioso di costume, lo psicologo o il sessuologo.

se nel fare l'amore con il compagno o la compagna, una persona gode nell'immaginare di fare l'amore con altri, con animali, o in luoghi come cimiteri o chiese sono fatti suoi.

ma ciò non rientra assolutamente nell'argomento di cui stiamo parlando.

L'immaginare cose che non si stanno vivendo o che si spera di vivere in futuro non è cosa che abbia molto a che vedere con gli insegnamenti di Gurdjieff o di aurobindo o dei maestri taoisti.
ma non è nè vietato nè condannato da una qualche legge.



Inoltre, cosa c'è di sbagliato nel considerare il calo del desiderio una malattia? Di solito lo è, ed è anche una spia di disagi e squilibri.


pensi che la chiave della salute di una persona o di un rapporto di coppia sia il desiderio sessuale?
bene, è una possibilità.

un 'abbraccio.
Ryunokokyu.
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AT
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Messaggioda AT » 30 settembre 2007, 20:09

Gurdjieff parlava dell'importanza di non interferire con il lavoro di un centro attraverso il lavoro di un altro centro dotato di funzioni diverse. Però poi diceva anche: capire con un centro è allucinare, capire con due centri è semi-allucinare, solo capire con tre centri è veramente capire. E qui, sembrerebbe alludere alla cooperazione dei tre centri. Quindi, due idee apparentemente opposte: non interferenza, e cooperazione. Forse c'è interferenza quando un centro impedisce ad un altro di svolgere bene il suo lavoro, come quando le emozioni viziano l'imparzialità e la chiarezza di un ragionamento. C'è cooperazione quando un centro si associa al lavoro di un altro centro senza interferire negativamente, come quando per memorizzare un concetto lo associo ad un film mentale e lo collego a colori e emozioni, senza nulla togliere alla chiara comprensione del concetto.
Sul sesso: separare il sesso dalla fantasia è veramente strano e controproducente sotto ogni profilo, basta ragionarci sopra per capirlo. Il sesso non riguarda solo gli organi sessuali , riguarda tutto l'essere umano, l'intelletto, le emozioni, l'immaginazione, i sensi. Altra cosa è la decadente cerebralizzazione del sesso.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 30 settembre 2007, 21:20

Paolo proietti ha scritto:
Nello stesso tempo un'attenzione costante al carro, ai cavalli e all'auriga, rende il viaggio più agevole.

un abbraccio di vento
pushan


pochi sanno che in alcune scuole tantriche gli organi sessuali , come il tatto, sono collegati all'aria e non , come molti potrebbero pensare, al fuoco o all'acqua.



un abbraccio di fuoco e di vento.
Ryunokokyu.


ho ripensato adesso alle possibili interpretazioni di ciò che ho scritto, cielo.

ciò che intendevo è la tua qualificazione, ciò che non intendevo ...boh!
reminiscenze di quando gironzolavi con l'emblema del drago rosso al collo?
.
un abbraccio.
ryunokokyu
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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 30 settembre 2007, 21:27

AT ha scritto:Gurdjieff parlava dell'importanza di non interferire con il lavoro di un centro attraverso il lavoro di un altro centro dotato di funzioni diverse. Però poi diceva anche: capire con un centro è allucinare, capire con due centri è semi-allucinare, solo capire con tre centri è veramente capire. E qui, sembrerebbe alludere alla cooperazione dei tre centri. Quindi, due idee apparentemente opposte: non interferenza, e cooperazione. Forse c'è interferenza quando un centro impedisce ad un altro di svolgere bene il suo lavoro, come quando le emozioni viziano l'imparzialità e la chiarezza di un ragionamento. C'è cooperazione quando un centro si associa al lavoro di un altro centro senza interferire negativamente, come quando per memorizzare un concetto lo associo ad un film mentale e lo collego a colori e emozioni, senza nulla togliere alla chiara comprensione del concetto.
Sul sesso: separare il sesso dalla fantasia è veramente strano e controproducente sotto ogni profilo, basta ragionarci sopra per capirlo. Il sesso non riguarda solo gli organi sessuali , riguarda tutto l'essere umano, l'intelletto, le emozioni, l'immaginazione, i sensi. Altra cosa è la decadente cerebralizzazione del sesso.


si ripete quanto detto prima, antonio,Gurdjieff si rivolge ad aspiranti qualificati che hanno cominciato il "lavoro" sui centri.

leggere i suoi libri non basta.

può darsi che tu faccia confusione tra Manas e Buddhi.

ciò che dici sul sesso è vero.
è quello che si legge nei testi di sessuologia e nelle rubriche dei giornali.

le pratiche tantriche e taoiste parlano di altre cose ad asptranti alla conoscenza.

usare le tecniche taoiste lette sui libri o imparate in stage e corsi bisettimanali per avere un buon rapporto sessuale è come usare un'auto di formula uno per andare a fare la spesa.

si può fare , certo e può anche essere piacevole.
ma l'auto di formula uno è uno strumento nato per correre a 300 all'ora su piste speciali, inadatto alle strade ordinarie.

un abbraccio.
p.
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Messaggioda pushan » 30 settembre 2007, 21:47

Paolo proietti ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:
Nello stesso tempo un'attenzione costante al carro, ai cavalli e all'auriga, rende il viaggio più agevole.

un abbraccio di vento
pushan


pochi sanno che in alcune scuole tantriche gli organi sessuali , come il tatto, sono collegati all'aria e non , come molti potrebbero pensare, al fuoco o all'acqua.



un abbraccio di fuoco e di vento.
Ryunokokyu.


ho ripensato adesso alle possibili interpretazioni di ciò che ho scritto, cielo.

ciò che intendevo è la tua qualificazione, ciò che non intendevo ...boh!
reminiscenze di quando gironzolavi con l'emblema del drago rosso al collo?
.
un abbraccio.
ryunokokyu


per fortuna non uso molto il pensiero razionale, le tue parole mi risuonavano bene, solitamente non cerco interpretazioni....con alcune persone si scrive in modo fluido e spontaneo
accade così, è il vento che confonde i contorni, penetra ovunque, ha molte direzioni, è instancabile.
PS: il drago era azzurro, però, non rosso, azzurro in campo d'oro.
ciao

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 1 ottobre 2007, 11:58

Drago rosso...drago azzurro...ad occhio manca il drago giallo..
chissà magari una volta riuniti i tre draghi intrecceranno le ali come le gru dell'emblema di Jocho yamamoto :shock:

un abbraccio
ryunokokyu
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Medtazioni

Messaggioda Miranda Fey » 6 ottobre 2007, 12:59

Paolo: "se il sesso è uno strumento e la sessualità la
sua fruizione/funzione chi è che usa lo strumento e
quale è lo scopo?

sesso come centro motore.
sessualità come funzione.
e lo scopo?
la riproduzione?
senza dubbio sì."

AT: "C'è una cosa che non capisco. Le fantasie sessuali,
specialmente quando si è molto giovani, mi sembrano un
processo piuttosto naturale."


Dicono, taluni, ch'Anthropos, Uomo Assoluto, Androgino immortale, si frammentasse nella compagine delle forme particolari dell'universo sensitivo.
Esso informò d'uno spiritetto i corpicelli degli arbori e delle bestie e delle figurette umane, compartendo, come in terra dev'essere, la Natura prima nelle nature, opposte e complementari, solare e lunare.
Ciascuno spirito par che d'allora esperimenti la prismatica varietà delle sussistenze terrene sino a vestirsi d'umane fattezze. E, fattosi uomo (e, dacché uomo, centauro, mezza bestia e mezzo dìo), par che gli sia dato di regredire allo stato primevo dell'Uomo Universo, per la virtù dello strumento dell'intelletto.

Perché s'affanna invero l'uomo? Per nostalgia. Di che? Del Vero. Che sia il Vero? Cio che Sia. Che cosa è? Tutto quanto non muti. Che cosa non muta? Quel che non si muova. Che cosa non si muove? Quel che non sia mosso. Da che cosa si è mossi? Dall'oggetto della brama. Che cosa suscita brama? Quel che possa colmare. Dunque non si muove quel che sia pieno in se stesso: L'Androgino, ingenerato, imperitutro.
Esso non si muove e tuttavia muove, poiché alla sua condizione ciascuno anela.
Non convenite, signori, che noi tutti non abbiam che un anelito che squilla il suo impero nei domini della carne, del corpo, e che sia il Piacere? E da che cosa è generato esso se non dal possesso della Bellezza? Simili, dunque, i caratteri dell'Androgino, il quale è immortale frequenza armoniosa (Bellezza) e Pulsione senza Tensione.

Ah, come potrà l'umana creatura, coatta al regno incantato della Natura, rifarsi Creatore, se questi si cela, vestito della Materia? Chi disvelerà il corpo del Dio, che in un velo d'incanti s'occulta? Varcando la soglia di quali portali accederemo al suo cospetto? E quale chiave ci schiuderà il portale?

Il maschio avvicina la soglia femminina.
Alla sua porta impone un itifallo, avita chiave. Essi intravedono un elisio lucore; la porta si schiude; li sopraffà una visione: Anthropos, privo di vesti, nella beatitudine dell'immortalità, compreso da se stesso, Essere in stato di Necessità.
Ah, dove vive costui? Fuori della Natura? Dentro, piuttosto. Sotto. Al di là, forse. Si può coglierlo forse eludendo la natura medesima? Ah, non si incorrerebbe che nel male esiziale della separatezza (unico, tra i mortali, male).

Può veder la dama nuda colui che non la svesta ma volga l'iride altrove, dacché la veste è ragione d'impaccio? (Così fan certi anacoreti, che vogliono il dio e ricusano il mondo).

Essi dunque (gli amanti) conoscono Anthropos, ch'è Luce nella materia, se solo essi attraversino la Materia e si spingano oltre. Se solo essi colgano il Bello mondano ed intellegano l'oltremondano.

Che cosa, dunque, faranno gli Amanti dinnanzi al dio? In verità all'arbitrio mortale il decreto.
I più concretano l'epifania dell'Androgino nella materiazione del Fulgore di quello in forma orgasmastica, la quale forma non è se non l'atto della chiusura degli schiusi portali, il quale concede agli amatori una stilla dell'oro e reca, talora, con l'oro, uno spirito in terra.
Varca dunque il dio la soglia, per costoro, e si mostra, e quasi, per un istante, tra i vivi mortali appare, e talora s'incarna nel Figlio.

Talaltri varcan loro stessi la soglia, né più fan ritorno.

Per questa porta, infatti, il dio si fa uomo, o l'uomo dio.
Questa è la porta, mio caro AT, che conduce le anime al ciclico regno della Natura, che fuori di esso può condurle.
Simili celebrazioni chiameremo noi "naturali"? Le designerei piuttosto "rituali", mostrandosi esse quali disegni volontaristici nell'uomo. La Volontà, si converrà, può ben al di là della Natura, la quale non ha orientamento che quello di perpetuare l'assetto delle cose del mondo.


Lella: "a sto punto è + facile x una donna divenire
taoista naturale senza neanche rendersene
conto....xchè non dico in tutte, ma nella maggior
parte sì, si accende un amore grande nel cuore, dove
in automatico nasce poi la passione, un desiderio
profondo di comunione e compenetrazione fisica con l
uomo da cui si sente attratta..."

In merito alla natura femminina, mia buona amica, la definirei più rarefatta e per innatismo compresa delle forze celesti.
Così come il maschio fu provvisto d'una salda struttura corporea, atta a salvaguardare la minuta leggerezza della Fanciulla, così la Fanciulla medesima fu informata d'uno spirito meglio teso alla permeazione del Mistero universo ed eletta Beatrice e custode dell'animo mascolino. D'un simile potere non si vada fiere, né se ne abusi.
Coloro che perseguano consapevoli lo stato dell'androginìa non son punto soggetti a un tal genere di distinguo.
Si diffidi inoltre da quelle animule femminili le quali, celatesi dietro la maschera dell'amore emozionale, piuttosto, alla stregua dei succubi dello stato onirico, pongono il proprio dominio sull'uomo che hanno arbitrariamente trascelto quale vittima della propria sete.
Costoro, demoni malcelati, impongono il vincolo d'una perpetua schiavitù alla preda che deprivano del plasma vitale.
Il nodo d'amore sia un serto di rose, non una morsa. Da questa si toglie per natura e saggiamente il povero maschio. Esso, alla stregua d'una belva braccata, tenta intravedere la fuga e la salvezza.
Similmente diffidi la Sacerdotessa da quegli spiriti mascolini irriducibili alla salvazione e che piuttosto, belluinamente dediti alla vita del basso ventre, la condurrebbero, essa stessa, ad immondi abissi.

lELLA: "poi sempre sta competizione tra donne anzichè
complicità, sorellanza , fiducia e amore....insomma..."

CIRCA LA SORORANZA

Conversammo sino a tarda notte della natura del mondo. Degli dèi, sovrani e custodi. La vidi scintillare alla stregua d'un tizzo d'Efesto, al buio estivale. Imbracciava uno strumento canterellando. Vidi mai più bella signora? Dalle iridi, immacolate e colme d'un sole suo proprio, promanava Bellezza e Audacia. Senza mende. Senza velo. Due cantatrici e una sola notte; un solo uomo, anche, o l'ombra di quello, in lontananza. Una bestiola sconfortata.
Dopo aver sussurrato, albeggiando il giorno, l'inno agli asfodeli, a noi così noto, quasi una nenia comune, ella volge a me lo sguardo, lacrimando dagli occhi una luce divina. Ed io la riguardo. Non m'apostrofa. Tace, ma si avvicina, avvolta in un manto purpureo. Mi stringe e avvicina il pallore del volto al mio volto incantato. La stringo e sussulto per l'ardore del labbro. Una celebrante mi stringe, una celebrante mi bacia. Ed io non avevo più nome, né persona. Ch'io fossi un uomo non si sarebbe detto, ma avreste detto che fossi una donna, una sola donna? In Sara baciavo la dèa. E la sua chioma era tessuta dalle mie dita, la mia dalle sue. Il fanciulletto, lontano, osservava, impietrito. Oh, fanciulletto, perché t'allontani? Quest'amore, cui leviamo inni, è forse nostro? Mio e della sola Sara? Oh, che torto all'umano consorzio! Raggiungici, piccolo amico e fatti beare! Costui ci raggiunse, tra noi si frappose che mormorammo della ferocia maschile.
Egli, torturato da se stesso, si fece bear da noi. Sara lo ricopriva di teneri baci, sottili come fiori caduchi, ma stringeva la mia mano ed io carezzavo i suoi capelli. Lui mi guardava. Ci guardavamo, in tre, per Amore. Oh, decada il mistero, né la malizia ottunda le nostre sensitività! Solo Amore. Riposammo così, nel talamo d'un quarto, stretti meditando i segreti del contatto e del legame.
"Questi sono i Segnali per le Locande della Natura/
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A gustare il suo mistico Pane"

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Messaggioda AT » 6 ottobre 2007, 20:03

Io volevo solo osservare come in una certa misura anche le fantasie sessuali abbiano ragione di esistere. E' vero che nella nostra società il sesso è diventato sempre più cerebrale, ma non bisogna neanche cadere nell'eccesso opposto. Dire che il sesso debba essere separato dalla fantasia e dall'immaginazione non credo che sia corretto, da nessun punto di vista.
Vuoi una citazione da un testo tradizionale autorevole?
"In virtù di una intensa rammemorazione del piacere che dà una donna, coi suoi baci, scotimenti e carezze, pur in assenza di essa potenza, o Signore degli Dei, si può verificare un'inondazione di beatitudine. Vijinanabhairava, XLVI.

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Messaggioda Miranda Fey » 7 ottobre 2007, 22:01

Convengo con te, mio amico.
Ma quest'arcano potere, l'immaginazione che tu dici, può sollevarci agli Elisi o profondarci all'abisso miasmatico dell'Orco; farci similari ai fiori o porci un marmo in petto; far che siamo fatati o maledetti. Dunque l'immaginazione sessuale, la quale è per certo la più prospera e vivida, non ci rechi alle buie regioni dell'Ade, ma liberi gli spiriti che han sede nei corpi per i Cieli ove gli Archetipi han dimora.
Circa la prolifica fantasia dei giovinetti, tale è la corruzione da cui essi son provati, sin dai più teneri anni della vita loro, ch'io stenterei ad immaginar pura la loro immaginazione.
Nulla vieta alla carne di sentirsi turbata, nulla vieta al ragazzo di fremere per un ignoto ardore nell'epidermide con compiacimento degli Iddii, se questi accolga in cuore il sentimento degli Iddii stessi. Ma come capita un simile sentimento se i "Savi" han diviso per le genti occidentali il corpo e lo spiritetto e han creato per uno un regno luciferino, per l'altro la castità delle santocchie?
Nasce da simili indotti equivoci la follia, non la fantasia, nel giovanetto.

Miranda
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Messaggioda R9+ » 16 novembre 2007, 21:25


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Messaggioda anais » 16 novembre 2007, 21:32

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che l’equilibrio si vede da sè si avverte immediatamente.... "
Se per la gioia cammini a un metro da terra, niente ti farà inciampare.


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