pericoli? aiutatemi a capire

il significato, le tecniche
lucy
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aiutatemi a capire

Messaggioda lucy » 30 dicembre 2006, 10:36

Ciao a tutti.
Sono entrata in questo sito per la prima volta oggi e non vi nascondo che sono confusa più che mai.
E vi spiego perché, cercando di sintetizzare quanto più è possibile.
Per caso un giorno mi ritrovai tra le mani un libro di Osho. Leggendolo mi resi conto di quanto il mio modo di vivere e di essere fosse sbagliato. Entrai in un ordine di idee diverso che inquadrò finalmente la mia vita nel qui e ora e che mi permise di lasciar andare una parte del mio passato che mi faceva soffrire. Mi affascinava la meditazione per cui cominciai a leggere tantissimo apprendendo molto sulle varie tecniche. Ma rimaneva, in buona parte, solo teoria perché non riuscivo ad avere il tempo necessario per starmene in pace, anche solo mezz’ora al giorno, per meditare. Avevo il tempo solo la sera prima di dormire e, sebbene dovrebbe essere il momento migliore per la meditazione, spesso succedeva che mi addormentavo per la stanchezza di tutta la giornata. Non riuscivo proprio a fare come suggeriva Osho e cioè ad addormentare il corpo rimanendo vigile ad osservarlo. Provai, e continuo a provare ancora, la tecnica di osservare il respiro e anche questa, per quanto mi sforzi, mi riesce difficile perché me ne dimentico in continuazione.
Meditare, quindi, anche se trovo dei benefici a livello psico-fisico quando lo faccio, mi riusciva difficile.
Leggendo sulla meditazione mi sono “imbattuta” nei mantra. In un primo momento è stato un argomento che non mi ha molto colpito. Ho letto le varie definizioni e, siccome in certi casi sembravano quasi contrastanti, inizialmente sono rimasta un po’ perplessa ma per curiosità continuavo a documentarmi.
Poi ho avuto un classico “colpo di fulmine”!
Un giorno trovai su Internet alcuni file audio. Provai una sensazione strana che mi spingeva ad ascoltarli con maggiore interesse. A dire la verità, quasi scherzando con me stessa, cercavo un mantra che mi apportasse un po’ di prosperità perché ne ho proprio bisogno. Fino a quando non ascoltai per caso Om mani padme hum. Fu una sensazione straordinaria, indescrivibile. Fu come se l’avessi sempre conosciuto, mi fece provare una sensazione strana, di “ritorno a casa” (non so spiegarmi meglio). Un ritrovare me stessa. Mi procurò e mi procura tutt’ora un caleidoscopio di sensazioni strane ed appaganti che, ancora oggi non riesco a decifrare.
Non conoscevo tecniche di recitazione di mantra ma c’era qualcosa che mi attirava nell’intonarli e così seguii il mio istinto e cominciai a cantarli. Senza un tecnica. Quando ne sentivo il bisogno. Anche ora li intono magari in un momento di nervosismo perché calmano la mente e mi rilassano oppure quando ho bisogno di sentirmi in contatto con la natura, con l’universo, oppure quando senvo la necessità di ringraziare l’energia divina che avverto in me e che impregna l’Universo intero. A volte senza un motivo. Spesso canto ad alta voce, altre volte sommessamente, qualche volta mi accorgo che lo sto ripetendo in silenzio senza rendermene conto.
Non so per quanto tempo si debba ripetere il mantra nell’arco della giornata, io lo faccio in maniera molto spontanea e quello che provo è davvero indescrivibile. A volte mi pervade una gioia immensa che non ha niente a che fare con quella felicità che può provare un adulto quando gli succede qualcosa di bello. E’ più simile alla gioia pura che si prova da bambini, quel sentimento spontaneo che mette allegria (?) moltiplicato però all’ennesima potenza! E’ come se quel canto mi elevasse in un’altra dimensione e mi “incastonasse” al posto giusto. In quei momenti è come se tutto l’universo fosse un puzzle immenso ed io fossi un tassello infinitesimale che però si incastra perfettamente facendo risplendere di perfezione e bellezza tutto l’insieme e se stesso. In quei momenti mi sento in pace con me stessa e con il mondo intero. E’ come se tutta la negatività accumulata mi abbandonasse e venisse fuori la parte migliore e vera di me, quell’essenza che nella vita quotidiana spesso soffoco. In quei momenti mi sento davvero “centrata”.
E tutto questo mi succede in maniera spontanea, infatti se lo cerco, se mi sforzo di ritrovare queste sensazioni non ci riesco.
Ripeto lo stesso mantra da circa quattro mesi e fino ad ora non mi ero proprio posta il problema se la tecnica fosse sbagliata o meno.
Ora, leggendo gli interventi al forum, non ci capisco più niente e mi sono sorti mille dubbi.
Il più serio è racchiuso in queste domande: che cosa potrebbe succedermi di brutto? Perché potrebbe essere molto pericoloso?
Io non ho perso il senso della realtà né mi sento “intontita” dal ripeterlo, anzi da quando lo faccio sto proprio bene. Sono diventata più positiva nei pensieri, negli atteggiamenti, nel modo di affrontare i problemi e la vita.
Lo so, sarebbe l’ideale essere seguiti da un maestro in questa esperienza che sicuramente è più grande di noi ma se una persona non ne ha la possibilità cosa deve fare? Abbandonare tutto? Far finta di non aver mai letto niente e tornare alla vita di prima? Rinunciare a qualcosa che dà solo gioia e serenità?
No, non chiedetemelo, non ci riuscirei!
Vi chiedo però di darmi dei consigli e soprattutto se, a lungo andare, io corro davvero dei pericoli.
Chiedo scusa per il messaggio molto lungo, non lo farò più, promesso!
Ringrazio da ora tutti coloro che volessero aiutarmi ed auguro a tutti un sereno 2007

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Messaggioda Cassius » 30 dicembre 2006, 14:03

Ciao lucy!

Ho letto tutto il tuo intervento..Molto bello davvero!!C'ho messo un pò(per via della lunghezza)... :D Comunque ho pochissima esperienza in materia,però ti posso dire che non credo che la strada che hai intrapreso possa arrecarti effetti negativi....Se una cosa ti fa stare bene non devi privartene..certo il maestro saprebbe indirizzarti in maniera giusta..comunque la ripetizione del mantra avverrebbe ugualmente quando ne sentiresti il bisogno e non sarebbe circoscritto all'ora passata con il maestro... o no? :mrgreen:

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 30 dicembre 2006, 14:37

I mantra agiscono su più piani e, come abbiamo già detto più volte, sono di vario tipo.
una cosa importante è che il mantra "é" una divinità o un bodhisattva, non è una preghiera.
nel caso specifico Om mani padme hum è il mantra di Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione infinita.
in cina è una divinità femminile Kanon.
In realtà é il mantra di Padma (Padme) la dea segreta, l'aurea vagina cosmica dalla quale, all'inizio di ogni ciclo temporale, rinasce l'universo.
i mantra vanno compresi intellettualmente e in qualche maniera "attivati".
nel senso che senza iniziazione ( un guru che ti spiega il significato , l'esatta pronuncia, ti dice come recitarli, dove fare le pause ecc)
come altri mantra (tipo om muni muni maha muni shakiamunie so ha) è considerato un "mantra di compagnia", nel senso che anche senza iniziazione lo si recita tranquillamente.
Recitarlo (non cantarlo!) per 108 volte fa solo bene.
su internet ci sono varie melodie sulle quali viene recitato (se vuoi posso fornirtene qualcuna in mp3).
Il discorso di andarci cauti sui mantra ( su mantra potenti come il gayatri mantra o sui bija Yam, ram, lam, vam ecc) dipende dalla loro, secondo la tradizione) potenza.
I mantra non vanno cantati.
ci sono tre maniere di recitarli: Il mantra parlato (reciti le parole in maniera che nella stanza vicina non si senta che un sommesso mormorio) il mantra che possiamo definire "bofonchiato" (si muovono le labbra e si sente appena un bisbiglio) e il mantra mentale.
Il conteggio dei mantra si chiama japa.
Già la respirazione (ham-sa) è considerato un mantra e fare japa con la respirazione (ovvero contare le respirazioni) è già un ottimo esercizio.
Il mantra non è solo una parola: è fatta di Shabda.
Shabda è la vibrazione del creatore che si manifesta solo nell'etere.
non possiamo ascoltarla direttamente, ma possiamo ascoltarne una eco ascoltando il proprio "suono interiore".
Se, ad occhi chiusi e orecchie tappate, in un ambiente tranquillo ti concentri, durante la pausa del respiro, sul primo chakra, dovresti sentire un suono strano, una specie di ronzio intervallato da un suono metallico.
nei testi è paragonato al "dolce ronzio dell'ape nera".
quella è l'eco di shabda, la materia di cui sono fatti i mantra.
Quella vibrazione può trasformarsi in un MMMHHH molto particalare: è la M di A-U-M.
é il tuo suono interiore al quale dovresti intonarti nella recitazione dei mantra.
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Messaggioda YogaeIslam » 30 dicembre 2006, 14:47

Paolo Proietti ha scritto:

"i mantra vanno compresi intellettualmente e in qualche maniera "attivati". nel senso che senza iniziazione ( un guru che ti spiega il significato , l'esatta pronuncia, ti dice come recitarli, dove fare le pause ecc) "


Qualcuno dice che i mantra siano morti, nel senso che solo qualche energia speciale (sessuale?) possa attivarli. Che ne pensi?
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Messaggioda Paolo proietti » 30 dicembre 2006, 15:06

YogaeIslam ha scritto:Paolo Proietti ha scritto:



Qualcuno dice che i mantra siano morti, nel senso che solo qualche energia speciale (sessuale?) possa attivarli. Che ne pensi?


Dico che c'è confusione tra shakti intesa come potenza e energia sessuale.
quello che tu dici fa riferimento alla teoria degli yuga.
nei tre primi yuga il toro(o la vacca sacra) del dharma è in equilibrio su quattro, tre, due zampa (pada che vuol dire anche quarto) ciò significa che "basta la parola" è sufficiente cioè la lettura dei testi per comprendere la legge del dharma e ottenere(sempre con sforzo e fatica naturalmente)la liberazione.
nel kali yuga (cominciato più di 5000 anni fa) la mente umana si fa ottusa.
ecco quindi che il mantra e la Parola devono essere "rivitalizzati dal tantra" perchè non sono più compresi.
Il tantra è la dottrina della shakti.
Tramite le tecniche tantriche al settimo degli ashtanga si risveglia Kundalishakti, che è anche definita come energia sessuale.
durante lo Shatchakra-bheda (penetrazione dei sei chakra) i chakra vengono attivati ed il corpo diventa più recettivo.
soprattutto l'attivazione del 5° chakra, collegato all'etere e alla comunicazione, viene collegato all'assimilazione della potenza dei mantra.
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Messaggioda Rudra » 30 dicembre 2006, 16:16

YogaeIslam ha scritto:Paolo Proietti ha scritto:

"i mantra vanno compresi intellettualmente e in qualche maniera "attivati". nel senso che senza iniziazione ( un guru che ti spiega il significato , l'esatta pronuncia, ti dice come recitarli, dove fare le pause ecc) "


Qualcuno dice che i mantra siano morti, nel senso che solo qualche energia speciale (sessuale?) possa attivarli. Che ne pensi?




Personalmente penso che sia una sciocchezze.
Nel senso che il mantra oltre alla forza che forse può avere in se come Suono nel suo più alto significato, viene attivato dalla potenza che gli sta dietro.
La potenza è l'ntenzione, lo slancio,la fede, la pratica perseverante, la diksha o iniziazione del Maestro che necessita, l'incessante riflessione-meditazione sul suo sognificato, l'appartenenza ad un lignaggio tradizionale vero, il non fare mescoloni con l'utilizzo di 30 mantra di matrice e origini differenti....etc

Dobbamo ricordare sempre che in noi c'è Tutto, e che è in noi che risiedono più o meno latenti tutte le potenze e tutti i Mantra. E in noi che risiede e nasce Shabda.
Queste esperienze di brussi di movimenti e suoni interiori pur se indicatori di qualche cosa sono semplici brusii e fenomeni a cui bisogna prestare poca attenzione.. In confronto alla purezza assoluta del'Essere che noi siamo sono nulla.
Non perdetevi dietro a tante sciocchezze, il compito di uno Yogi è di no fermarsi e di no farsi abbagliare da nulla se non da "Quello."

Riguardo alla ragazza che ha chiesto consiglio..credo che la
cosa migliore sarebbe affidarsi e chieder consiglio ad un Istruttore serio...e farsi "guidare" dalla sua esperienza.

Gli stati che vengono attivati dall'autilizzo del mantra possono essere scontati e piacevoli, ma anche inaspettati e di non facile gestione.
In questo senso serve sempre una guida che abbia già vissuto e attraversato determinate eserienze.

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Re: aiutatemi a capire

Messaggioda cico » 30 dicembre 2006, 16:46

lucy ha scritto:Lo so, sarebbe l’ideale essere seguiti da un maestro in questa esperienza che sicuramente è più grande di noi ma se una persona non ne ha la possibilità cosa deve fare? Abbandonare tutto? Far finta di non aver mai letto niente e tornare alla vita di prima? Rinunciare a qualcosa che dà solo gioia e serenità?
No, non chiedetemelo, non ci riuscirei!
Vi chiedo però di darmi dei consigli e soprattutto se, a lungo andare, io corro davvero dei pericoli.
Chiedo scusa per il messaggio molto lungo, non lo farò più, promesso!
Ringrazio da ora tutti coloro che volessero aiutarmi ed auguro a tutti un sereno 2007


Ciao,
Sereno 2007 anche a te!
Guarda... direi che hai sbagliato approccio. Niente di grave, però sarebbe opportuna qualche correzione di rotta.

I mantra non sono strumenti per principianti.
Quindi, se fossi in te, li lascerei perdere, anche se ti sembra di provare dei benefici. L'argomento è stato discusso più volte, quindi non sto a ripetere cose già scritte, che magari hai anche già letto; ad ogni modo lo strumento "cerca" può esserti d'aiuto.

I pericoli nel seguire una pratica di cui non si conoscono gli effetti ci sono eccome. Ti consiglierei di utilizzare altre tecniche meno potenti ed adatte ai principianti. Cmq nello yoga (IMHO) è essenziale la guida di un istruttore preparato; diversamente si corre il rischio di combinare pasticci.
Ciaociao cico :)
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Messaggioda YogaeIslam » 30 dicembre 2006, 16:58

Paolo proietti ha scritto:
YogaeIslam ha scritto:Paolo Proietti ha scritto:



Qualcuno dice che i mantra siano morti, nel senso che solo qualche energia speciale (sessuale?) possa attivarli. Che ne pensi?


Dico che c'è confusione tra shakti intesa come potenza e energia sessuale.
quello che tu dici fa riferimento alla teoria degli yuga.
nei tre primi yuga il toro(o la vacca sacra) del dharma è in equilibrio su quattro, tre, due zampa (pada che vuol dire anche quarto) ciò significa che "basta la parola" è sufficiente cioè la lettura dei testi per comprendere la legge del dharma e ottenere(sempre con sforzo e fatica naturalmente)la liberazione.
nel kali yuga (cominciato più di 5000 anni fa) la mente umana si fa ottusa.
ecco quindi che il mantra e la Parola devono essere "rivitalizzati dal tantra" perchè non sono più compresi.
Il tantra è la dottrina della shakti.
Tramite le tecniche tantriche al settimo degli ashtanga si risveglia Kundalishakti, che è anche definita come energia sessuale.
durante lo Shatchakra-bheda (penetrazione dei sei chakra) i chakra vengono attivati ed il corpo diventa più recettivo.
soprattutto l'attivazione del 5° chakra, collegato all'etere e alla comunicazione, viene collegato all'assimilazione della potenza dei mantra.


Io penso che Proietti abbia meglio centrato il problema rispetto a Rudra che molto semplicisticamente considera tutto e tutte schiocchezze.

L'immagine della vacca spiega il concetto dell’Unico a coloro che vedono le divinità separate.
"Vi ha creati da un solo essere, da cui ha tratto la sua sposa. E del bestiame ve ne diede otto accoppiate." (Corano 39:6)

nei tre primi yuga il toro(o la vacca sacra) del dharma è in equilibrio su quattro, tre, due zampa


Un grafico molto antico della cosmologia egiziana dipinge Nut simile ad una vacca con otto dei che sostengono le sue quattro gambe, due per ogni zoccolo. Questi sono gli otto dei dati dalla vacca (“bestiame”) in coppie.

In ogni caso alla fine si identificano o no energia e potenza nell'attivazione?
YOGA E ISLAM: IL CONFLUENTE DEI DUE FIUMI

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Insegnanti qualificati

Messaggioda Paolo proietti » 30 dicembre 2006, 18:21

una domanda per Cico:
prescindendo dal fatto che sono d'accordo con te sugli insegnanti qualificati, cosa intendi per insegnanti qualificati?
Una persona che ha studiato per tre anni uno week end al mese è un insegnante qualificato?.


per yoga e islam:
il discorso dell'energia sessuale è rappresentato dalle coppie di divinità che hanno sede nei vari chakra: la parte maschile (H+) rappresenta la , se mi si passa il paragone, massa e la parte femminile (oh-) l'energia.
alcuni bija diciamo che fanno da catalizzatori.
se vuoi puoi trasformare H+ e oh- con solfo e mercurio.
l'iniziazione è come l'interruttorere.
facciamo un paragone scientifico:
perchè la lampadina si accende?
perchè un elettrone viene "eccitato" e passa ad un livello energetico superiore.
accumula energia che viene rilasciata sotto forma di luce.
premendo l'interruttore la luce si spegne, l'elettrone torna al livello energetico più basso, allo stato di quiete.
il mantra non attivato è la lampadina spenta.
tanto è vero che durante l'ascesa di kundalishakti una volta che si passa ad un chakra più"alto" il più basso si raffredda.
Una volta compiuto l'intero percorso di kundalini,lo yogi è in grado di produrre calore interiore a proprio piacimento.
E' ciò che in molti testi viene definito tapas.
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Messaggioda lucy » 30 dicembre 2006, 18:39

Un grazie di cuore a coloro che hanno risposto al mio messaggio. A Cassius un grazie per gli auguri di Buon Anno e per aver trovato bello il mio intervento.
Vorrei precisare che non ho una gran proprietà di linguaggio in questo campo e quando ho scritto "cantare" i mantra intendevo dire proprio recitarli su una melodia come ha precisato Paolo Proietti. Gradirei molto le melodie in MP3. Io lo recito su una melodia che ho ascoltato nel sito http://www.padmanet.com/padmanet/home/mantra.html.
A Paolo Proietti voglio far sapere che mi affascina il suo modo di esporre le cose, il suo modo di renderle semplici e comprensibili. Sicuramente non sono all'altezza di sostenere con lui un dibattito ma vi assicuro che qualche sfaccettatura del problema mi è più chiara.
Sai Paolo, ho provato a sentire il mio "suono interiore" come tu mi hai consigliato ed è vero si sente! Ho sentito il ronzio (un po' meno il suono metallico di cui parlavi) e ho provato ad intonarmi recitando il mantra. Ho avuto l'impressione però che risultasse un'intonazione molto bassa e un po'....nasale (?). Ci proverò ancora!
Grazie a tutti

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 30 dicembre 2006, 18:49

lucy ha scritto:Un grazie di cuore a coloro che hanno risposto al mio messaggio. A Cassius un grazie per gli auguri di Buon Anno e per aver trovato bello il mio intervento.
Vorrei precisare che non ho una gran proprietà di linguaggio in questo campo e quando ho scritto "cantare" i mantra intendevo dire proprio recitarli su una melodia come ha precisato Paolo Proietti. Gradirei molto le melodie in MP3. Io lo recito su una melodia che ho ascoltato nel sito http://www.padmanet.com/padmanet/home/mantra.html.
A Paolo Proietti voglio far sapere che mi affascina il suo modo di esporre le cose, il suo modo di renderle semplici e comprensibili. Sicuramente non sono all'altezza di sostenere con lui un dibattito ma vi assicuro che qualche sfaccettatura del problema mi è più chiara.
Sai Paolo, ho provato a sentire il mio "suono interiore" come tu mi hai consigliato ed è vero si sente! Ho sentito il ronzio (un po' meno il suono metallico di cui parlavi) e ho provato ad intonarmi recitando il mantra. Ho avuto l'impressione però che risultasse un'intonazione molto bassa e un po'....nasale (?). Ci proverò ancora!
Grazie a tutti

prova a seguire il suono all'interno del tuo corpo e concentrati prima sul petto (appoggia una mano sul petto e senti se vibra),poi sulla gola e infine nella zona che i cantanti lirici chiamano "maschera (zigomi, naso ecc.)
se senti il suono nasale e basso vuol dire che di solito usi una voce più alta di quello che sarebbe il tuo tono abituale, cosa tipica per le donne.
l'educazione maschilista predilige le donne con la vocetta da barbie.
il discorso nasale mi sembra buono.
prova a spingere l'aria verso il naso facendo Mmmmnnnn fino a quando non senti vibrare le narici.
a questo punto fai ONNNG (è il suono dell'om senza bindu l'om parlato.)
col tempo imparerai a spostare il suono sul palato, sino alla zona molle (quella dalla quale entra l'acqua in bocca dal naso quando vai sott'acqua), sentirai che il suono muta di tono (per tono intendo la nota ) senza cambiare l'emissione vocale.
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Messaggioda Rudra » 30 dicembre 2006, 19:06

Io penso che Proietti abbia meglio centrato il problema rispetto a Rudra che molto semplicisticamente considera tutto e tutte schiocchezze.



La sciocchezza non era riferita allo scrtto di Proietti.

L'immagine della vacca spiega il concetto dell’Unico a coloro che vedono le divinità separate.
"Vi ha creati da un solo essere, da cui ha tratto la sua sposa. E del bestiame ve ne diede otto accoppiate." (Corano 39:6)



Certo

Un grafico molto antico della cosmologia egiziana dipinge Nut simile ad una vacca con otto dei che sostengono le sue quattro gambe, due per ogni zoccolo. Questi sono gli otto dei dati dalla vacca (“bestiame”) in coppie.

In ogni caso alla fine si identificano o no energia e potenza nell'attivazione?




Le Potenze o energie sono al'interno di te, tutte.
Le potenze possono manifestarsi a vari livelli e qualificazioni.
Sono rtutte determinazione o Princicpi con cui Quello si manifesta.
L'Esistenza i se è una potena
L'Amore in se è una Potenza
L'Energia in se
La luminosità in se
La Beatitudine in se
e a consapevolezza in se.

Sono queste le forze a cui dobbiamo aggrapparci, non ad altri fenomeni particolari., che fanno parte e che nascono da livelli grossolani se non dell'Io.

un saluto
Rudra

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Messaggioda lucy » 30 dicembre 2006, 19:08

Ho provato Paolo, e quando metto la mano sul naso e sugli zigomi il suono non mi sembra basso. Comunque mi eserciterò ancora e tanto.
Volevo farti anche i complimenti per il tuo sito personale. Ci sono stata ora e mi ha affascinato!

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Re: Insegnanti qualificati

Messaggioda cico » 30 dicembre 2006, 19:30

Paolo proietti ha scritto:una domanda per Cico:
prescindendo dal fatto che sono d'accordo con te sugli insegnanti qualificati, cosa intendi per insegnanti qualificati?
Una persona che ha studiato per tre anni uno week end al mese è un insegnante qualificato?.


Ciao,
Credo che una persona qualificata ad insegnare yoga debba avere una buona esperienza di pratica personale quotidiana di almeno 5-6 anni, nei quali dovrebbe aver sperimentato le tecniche normalmente più utilizzate, ed aver frequentato un corso di formazione in cui le siano state insegnate tutta una serie di materie ed argomenti (non sto ad elencare)... la durata credo possa essere quella da te indicata... mi pare che in tale lasso di tempo si possano apprendere le nozioni necessarie per insegnare, per lo meno per tenere corsi per principianti... poi... ovvio che un buon insegnante dovrebbe continuare a formarsi, documentarsi, sperimentare ed approfondire.
Però... in questo post direi che la cosa non c'entra molto... se vuoi apriamo una nuova discussione altrove... peraltro mi pare di ricordare che l'argomento sia già stato dibattuto... mi pare ci siano vecchi post al riguardo...
Ciaociao cico :)
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Re: Insegnanti qualificati

Messaggioda Rudra » 30 dicembre 2006, 22:11

cico ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:una domanda per Cico:
prescindendo dal fatto che sono d'accordo con te sugli insegnanti qualificati, cosa intendi per insegnanti qualificati?
Una persona che ha studiato per tre anni uno week end al mese è un insegnante qualificato?.


Ciao,
Credo che una persona qualificata ad insegnare yoga debba avere una buona esperienza di pratica personale quotidiana di almeno 5-6 anni, nei quali dovrebbe aver sperimentato le tecniche normalmente più utilizzate, ed aver frequentato un corso di formazione in cui le siano state insegnate tutta una serie di materie ed argomenti (non sto ad elencare)... la durata credo possa essere quella da te indicata... mi pare che in tale lasso di tempo si possano apprendere le nozioni necessarie per insegnare, per lo meno per tenere corsi per principianti... poi... ovvio che un buon insegnante dovrebbe continuare a formarsi, documentarsi, sperimentare ed approfondire.
Però... in questo post direi che la cosa non c'entra molto... se vuoi apriamo una nuova discussione altrove... peraltro mi pare di ricordare che l'argomento sia già stato dibattuto... mi pare ci siano vecchi post al riguardo...
Ciaociao cico :)



Parte ciò, che può sicuramente avere un suo valore,
ogni istruttore dovrebbe parlare sola dalla sua ralizzazione grande o piccola che sia.

Inoltre questa realizzazione per essere tale dovrebbe venire "riconosciuta" da un altro Maestro, possibilmente a sua volta riconosciuto. Comunque agganciato ad un lignaggio.
Questo era quello che accadeva e che accade tuttore in una Tradizione autentica.
Nessun diploma ti certifica a nulla. Ci sono persone che dopo 30 anni di pratica non hanno vissuto ne sperimentato nulla o poco più. Ci sono anime che nel giro di poco tempo accedono a stati più o meno elevati.
Ce ne sono altre a cui necessita solo il tempo per stabilizzare determinati livelli altissimi di coscienza.
Come può un diploma riconoscere la maturità spirituale ?

Ru.


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