Testamento spirituale 0.1 continua

tecniche ed esperienze
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Testamento spirituale 0.1 continua

Messaggioda matasilogo » 9 agosto 2013, 17:12

una visione del mondo 20130809


IN TUTTI I TEMPI,
IN TUTTI I LUOGHI,
IN TUTTE LE CULTURE:
QUALCUNO HA CAPITO
COME FARE PER STARE BENE,
NONOSTANTE TANTE DIFFICOLTA’.
Ma ci vogliono dei metodi accurati,
che derivano dalla conoscenza dell’esistente,
dalla comprensione delle proprie caratteristiche positive e negative
e dalla percezione dell’effetto delle nostre azioni su di se e sul prossimo.
Il percorso è lento o improvviso, con stop e regressioni, con passi erronei o scatti in avanti.
Raggiunto un certo accumulo di capacità percettive, molti si propongono di farne profitto.
La ricerca di profitto può essere precoce, quando l’ego infantile non è ancora completamente superato ed allora si cercano vantaggi economici e di potere personale.
Ma se la modestia, l’accettazione dei propri limiti, la comprensione che c’è molto altro da scoprire per crescere, la empatia col prossimo che sta più o meno bene, allora qualcuno decide di mettere la propria conoscenza al servizio del prossimo e propone al prossimo la propria conoscenza, per vedere intorno a se della gioia nel prossimo e diffondere creatività.
Perché diffondere benessere e creatività fa bene a se stessi ed agli altri
Ed a parte la fatica e l’impegno per trovare metodi didattici efficaci, la resistenza di chi ha opinioni radicate contrapposte e fa fatica a recepire il nuovo ed il diverso, il compenso non è in questo caso economico o di prestigio, ma stimola ad andare avanti per migliorare il metodo se si assume percezione del benessere che si diffonde.
L’andare avanti, per mia esperienza personale, alla piccola età di 79 anni, non comprende solo il continuare a fare quello che si fa, ma concretamente crea energia e qualche forma di carica anche immunitaria per stare in forze fisicamente ed intraprendere nuove avventure e sfide culturali, come questa di riformulare ed implementare forme di interpretazione dell’esistente come se la conoscenza fosse infinita e sempre perfezionabile.

Che nesso ha quanto sopra con le pratiche Yoga che pratico e divulgo?
Ero un bambino malaticcio, un ragazzo sofferente, un adulto che si era impegnato nel lavoro di ricercatore nel campo della fisica avanzata e progettista di prototipi di successo e nella famiglia con grossi problemi.
Mentre sudava durante le coliche ed il mal di testa esagerato, ma nel momento peggiore della mia vita, un noto architetto allievo di Mayer, l’ing Nicola, mi propose di avviarmi alla filosofia presso il centro Sapienza di Porta nuova a Milano di cui faceva parte. Dopo due anni di corsi di filosofia, ci eravamo trovati in un gruppo di 20 persone, per trarre al termine delle conclusioni, purtroppo delusi dai troppi filosofi che spiegano il mondo in modi con vinti ma contrastanti e competitivi.
Ci proponemmo di cercare in altre filosofie, non so dove sono andati gli altri, ma io ho provato con lo Yoga che allora si passava come fosse una filosofia.
In parte subito, ma soprattutto, dopo anni, reinterpretando in modo moderno e scientifico il testo principale, estremamente sintetico, degli Yoga Sutra di Patanjali, mi sono reso conto che il modo di operare da ricercatore era proprio quello descritto nel testo.
Ancora di più sintetico, Gaiatri: un mantra antico di parecchia migliaia di anni fa canta
OM BHUR BHUVA SVAHA TAT SAVITHUR VARENYAM BHARGO DEVASYA DHEEMAHI DHIYO YONAH PRACHODAYAT
ONDA, MATERIA, ENERGIA CAUSE: FORMA SOLE, PRODUCE LUCE VITALE. COMPRENDI CRESCI
Un moderno trattato di astrofisica in 12 parole, dal bir bang alla mente.
Anche il MALA è una metafora dell’evoluzione esponenziale della materia:
composto da 108 semi=2x2x3x3x3=
=4x27=22x33=11x22x33=1X.
Ci si dovrebbe domandare come hanno fatto, senza l’attuale apparato economico, strumentale, umano e culturale a capire quelle cose?
Perché sono dentro in tutti noi e qualcuno riesce a capirle spontaneamente riducendo i blocchi mentali prodotto da culture che deprimono la percezione e formano culture atte a porsi come intermediari profittuali tra gli individui e Dio che è dentro di noi (vangelo Giovanni 10.34 e Salmo 82), il MOTORE PRIMO, la conoscenza di ogni nostra cellula, molecola, atomo, quark, stringa o brama o vibrazione di ogni particella d’aria davanti il nostro naso.

Quando percepiremo tutto questo davanti al naso ed in tutto il corpo apriremo in stati di trance i nostri emissari cerebrali per evitare danni al cervello.
Ma questa funzione è stata inibita dalle culture dominanti con nozioni false, con la forza delle armi

Immagine

ed il potere per mantenere ignoranza, confusione e paura.

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Ultima modifica di matasilogo il 10 agosto 2013, 0:38, modificato 1 volta in totale.
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
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Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
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Messaggioda Ventus » 9 agosto 2013, 23:30

Grazie Matasilogo
è una visione molto bella. Mi ha affascinato in particolare l’avvicinamento allo yoga visto come filosofia, credo nel senso dello Jnana Yoga o yoga della conoscenza.
La filosofia ha sempre alimentato e tratto alimento dai ricercatori del profondo e dell’alto, che sono lo stesso. E questa capacità di aprire porte sullo yoga lo dimostra. La conoscenza intellettuale non è mai “solo” intellettuale (anche se qualche volta lo dimentica), e l’esperienza non è mai “solo” esperienza.
La riflessione intellettuale vive di esperienza, e l’esperienza si sa spiegare in termini di riflessione intellettuale.
Bella anche quella visione della trasformazione del famoso tridente di Shiva nella Om. Non ci avevo mai pensato.

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Messaggioda matasilogo » 10 agosto 2013, 0:36

Ventus ha scritto:Grazie Matasilogo
è una visione molto bella. Mi ha affascinato in particolare l’avvicinamento allo yoga visto come filosofia, credo nel senso dello Jnana Yoga o yoga della conoscenza.
La filosofia ha sempre alimentato e tratto alimento dai ricercatori del profondo e dell’alto, che sono lo stesso. E questa capacità di aprire porte sullo yoga lo dimostra. La conoscenza intellettuale non è mai “solo” intellettuale (anche se qualche volta lo dimentica), e l’esperienza non è mai “solo” esperienza.
La riflessione intellettuale vive di esperienza, e l’esperienza si sa spiegare in termini di riflessione intellettuale.
Bella anche quella visione della trasformazione del famoso tridente di Shiva nella Om. Non ci avevo mai pensato.


Scusmi, ma come dico in un punto:
"che allora si passava come fosse una filosofia" intendo dire trascendere
La filosofia. che Aristotele aveva ben chiaro non essere solo prodotto del pensiero, ma conseguenza prima (META) della osservazione, comprensione e conoscenza della natura, da cui METAFISICA e quindi prima e non sopra come si intende oggi da parte di coloro che si ammantano di questa parola.
Dici bene:
"La conoscenza intellettuale non è mai “solo” intellettuale (anche se qualche volta lo dimentica), e l’esperienza non è mai “solo” esperienza."
Nei testi si legge che la filosofia ha per ancelle l'arte, le religioni e la scienza, ma con Cartesio la scienza si è staccata per porsi di fronte all'esistente senza preconcetti, come dovrebbe essere con Dio: non chiedere a Dio la grazia di ottenere quello che si desidera (si chiama preghiera), ma di capire cosa ci offre, il suo linguaggio,
SERENDIPITI. oppure meditazione, ma sopatutto l'ottavo stadio che comprende il tempo.
Poi a seconda degli uomini, filosofia , scienza e religioni hanno portato cose buone ed altre turpi.

Da martedi per 5 giorni parteciperò con delle persone alla ricerca nei boschi cosa può essere commestibile

Filosofare o fare scienza sono bisogni dell'essere umano, uomo o donna in modi diversi, per trovare le connessioni tra le cose, gli eventi e gli esseri viventi in modo da comprenderne l'evoluzione nel senso di effetto del tempo: questo inafferrabile.
Con la rivista le scienze in edicola questo mese si troba un pesante testo sulla connettivita come modo di agire del sistema nervoso.
Appena postato ho pensato di cambiare il titolo con
"Testamento spirituale" e vedi ora.
Chissà che non sia un presentimento
Om
A proposito: l'om dal tridente non è una mia pensata, la grafica si.
Quando ero a Rishikesh sono stato come adottato da un vecchio sadu che girava con un tridente, mi ha spiegato la cosa, ma ha detto che se si vuole poteva anche non ferire e per dimostrarlo lanciava il pesante tridente di bronzo con l'asta d'acciaio appuntito che si conficcava nella terra battuta del mercato e la gente non faceva una piega.
Riom
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
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