OM tare... la mente è il mantra

il significato, le tecniche
Paolo proietti
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OM tare... la mente è il mantra

Messaggioda Paolo proietti » 20 ottobre 2014, 21:11

La prima volta che ho praticato il mantra di Tara verde era il 1996.
Con la World Mysteries Foundation, in un progetto di ricerca sulle tecniche operative dello yoga, della Danza indiana, delle tecniche psicofisiche cinesi, del buddismo esoterico giapponese.
Bella roba.
Quando crollarono le torri gemelle, nel 2001 crollò anche il progetto.
Restano dei bei video (uno ce l'ha la mia amica, uno la Biblioteca dello spettacolo di new York) ed una serie di scritti, un diario che tenevo all'epoca.
A rileggere mi ritornano a gola, come le cipolle crude, una serie di emozioni , di sensazioni e anche di tecniche.
Un patrimonio, secondo me, che non ho mai avuto modo di condividere per intero.
Credo sia un peccato.
Anche quello di World Mysteries era un bel gruppo, anche con loro si è stabilito un legame di amore, forte, indissolubile nel tempo.
A distanza di 15 - 18 anni quando mi arrivano le notizie di Akira Matsui, il maestro giapponese che mi ha insegnato a "giocare" con le linee di energia, di Caterina che insegnava a sciogliersi nella luce o Balsundaram Soman ("Paula... l'artista muove le mani dalla pancia...i dieci maestri sono nella pancia") mi sento felice.
Chi non ha vissuto l'energia del gruppo, la gioia creativa e l'amore che annullano le individualità non credo possa capire.
Puntsok Dhosam adesso è Geshe di un Monastero nel Vermont.
Mia figlia lo chiamava Zio Ponzo.
E' lui che mi ha iniziato al Mantrayana.
Di Jinpa, che mi fece sbirciare in un mondo fino allora per me sconosciuto, di vite precedenti, coincidenze significative, e maestri di Luce, non so niente da anni.
era in india fino a una decina di anni fa.
Chissà dov'è ora.
Ci scambiammo dei doni, l'ultima volta che ci siamo visti.
Lui mi regalò una mala, ed io una conchiglia.
-" chiamami quando avrai bisogno di me, mi disse, la conchiglia mi porterà la tua voce.
Credo che impressioni che al tempo misi per iscritto potrebbero interessare qualcuno.
Per me sono comunque la testimonianza di un percorso di formazione che continua, negli anni.
Si i nomi, gli abiti e le facce sono diverse, ma gli sguardi, signori miei, pieni di amore e di allegria, sono sempre gli stessi.
Volano a stormi, le aquile, talvolta.
Con amore,
P.

14 settembre 1996:
-”D“ on't sing!”-”
Nel suo pessimo inglese Jinpa stava sgridando Maria Grazia.
La sgridava sempre, e lei piangeva.
Intonava i mantra con la sua voce da mezzo soprano.
Una gran bella voce, e pure lei era bella, con gli occhi verde acqua e i capelli neri.
Neri come l'ala del corvo, avrebbe detto un poeta indiano.
Cantava, ma i mantra non si devono mica cantare.
Si recitano mentalmente, si bofonchiano.
Al limite si dicono.
Il Mantra non è una canzone, una poesia o una preghiera.
Il mantra è una divinità.
Maria Grazia piangeva e il nome della Dea accompagnava i suoi singhiozzi.
-”Oṃ Tāre Tuttāre Ture Svāhā “-
-”...Ascolto...”-
Il mantra vibra, nella pelle, nella carne, nelle ossa, e “dentro” c'è qualcosa che
risponde, un'eco lontana, un' onda che risciacqua la memoria e fa tornare in gola i
ricordi...
-”Il puzzo di fritto dei mercatini di Livorno...
gli ori delle donne ebree...
Irish che sbava sulle mani di mio nonno...”-
Sbavano i boxer, ma sono belli.
Se ne sono andati d'estate, insieme.
I cani se ne vanno sempre con le persone amate, forse hanno paura che si perdano.
Da bambino pensavo che i morti se li portava via il libeccio.
La risacca si lascia dietro un sacco di cose, mucchi di alghe, corde, ossa di pesce
scolorite, che sole e salmastro incollano agli scogli.
Al tramonto si fanno facce, alberi o draghi antichi.
Sembrano lì da sempre.
Quasi ci si affeziona a quei guardiani scolpiti dal mare.
Poi l'onda del libeccio li strappa via.
Resta solo lei, l'onda, che sbatte sulla scoglio e si ritrae, senza fretta.
Poi si alza per rovesciarsi di nuovo.
Il mantra strappa i ricordi dalla carne.
La vibrazione è ritmo.
Va sentita col respiro, col cuore, con le viscere.
La mente si fa ritmo.
La mente è il mantra.
-” Don't sing! “-
Ora Mariagrazia non piangeva più.
Mi faceva un po' male la schiena, a sinistra e i piedi erano addormentati.
Stesi le braccia in avanti, ruotai le spalle e scrollai la testa e il torace fino a farmi
scrocchiare le vertebre in mezzo alle scapole.
Allungai le gambe, piano piano.
Il Manzo non Esiste

mauro
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Messaggioda mauro » 21 ottobre 2014, 6:22

Ricordi struggenti, che mi sembra di vivere in prima persona.
Forse li ho vissuti anch'io, nella mia smilza esistenza.
Alcuni li sento forti e vividi, che feriscono ancora con una incessante nostalgia.
Grazie.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 21 ottobre 2014, 13:06

mauro ha scritto:Ricordi struggenti, che mi sembra di vivere in prima persona.
Forse li ho vissuti anch'io, nella mia smilza esistenza.
Alcuni li sento forti e vividi, che feriscono ancora con una incessante nostalgia.
Grazie.

nessuna esistenza è smilza, Mauro.
la vita è sempre un dono enorme di cui bisogna imparare a godere.
La testimonianza ti "risuona" perché è autentica.
ma attenzione al termine autentica, non voglio dire che quelle che risuonano, di testimonianze, son vere e le altre no.
Una testimonianza, sia essa il racconto di esperienze vissute, sia un aneddoto che riassume vicende narrate da altri, sia invenzione letterale, è sempre, in un certo modo, VERA.
Per autentica (parliamo di Yoga, giusto?) qui intendo ciò che riguarda insegnamenti particolari, sull'apertura del cuore.
I tibetani con i quali ho lavorato erano monaci guaritori, e l'arte del guarire il corpo, per chi mastica di veda, vedanga e vedanta, è quasi un paradosso.
Il corpo è uno scafandro genetico, una tuta spaziale (pardon... terrestre...) abitata dall'anima.
il samsara sarebbe un cambiar scafandro di vita in vita, sperimentando il frutto delle azioni di 100, 1.000, un milione di anni fa.
Perché dedicare le energie vitali a curare il corpo altrui?
Se ci pensi è strano.
Eppure è da prima dell'inizio che Maestri (Maestre...) illuminati, sciamani (sciamane), monaci (monache) e yogin si dedicano al benessere anche fisico degli esseri umani.
A che pro?

Immagine

Il lignaggio dei guaritori è quello di Bhaiṣajyaguru, il signore della medicina.
Se guardi l'immagine vedrai che sat nella stessa posizione di Shakyamuni, seduto in loto con la mudra della "famiglia Mistica dell'Acqua e dell'Odio".

Perché dico testimonianza autentica? Perché per il Buddha non bisogna credere a ciò che dicono i testi, i maestri, i sogni profetici o le apparizioni divine, ma solo a ciò che "è ragionevole e procura il bene agli esseri senzienti".

I guaritori sono i maestri luminosi che hanno aperto, con sofferenza e fatica, l'ultimo nodo (granthi) del Corpo fisico (intendo il PINDA, Corpo-Parola-mente): il nodo del cuore.
Risuona nel cuore ciò che dal cuore proviene, Mauro.
E i monaci guaritori che mi passarono i mantra e le mudra quello cercavano di insegnare.
Sicuramente ho ancora molto da lavorare, ma il seme che hanno gettato, a giudicare dalle tue parole, comincia a dare i suoi frutti.

il Maestro della Luce Blu vive nella Terra Pura dell'Est, Vaidūryanirbhāsa, e da lì affida ai suoi emissari 12 compiti, impossibili da svolgere se non si apre il nodo del cuore:

1) Diffondere la sua luce in innumerevoli mondi e rendere gli altri uguali a lui.

2)Illuminare tutti gli esseri immersi nelle tenebre.

3)Soddisfare le necessità individuali con equanimità.

4)Ricondurre sulla retta via coloro che si sono smarriti.

5)Guidare chi ha fede in lui.

6)Guarire tutti coloro che soffrono di qualsiasi disabilità e malattia fisica o disturbo mentale.

7)Dotare di amici, famiglia e casa coloro che ne sono privi e guidarli verso l'illuminazione.

8)Fare in modo che le donne, sfavorite, rinascano come uomini fino all'illuminazione (su questo aprirei una discussione... secondo me c'era qualche traduttore misogino :roll: )

9)Proteggere gli esseri senzienti dall'illusione, donare loro la retta visione e mostrare loro la via dei Bodhisattva verso l'illuminazione.

10)Salvare coloro che sono caduti in disgrazia, imprigionati o condannati a morte.

11)Nutrire gli affamati e dare da bere agli assetati.

12)Procurare abiti agli ignudi o agli indigenti.


Immagine

Oṃ muni muni mahāmuni śākyamunye svāhā

Oṃ Bhaishajye Bhaishajye Mahābhaishajye Bhaishajye Rāja Samudgate Svāhā

Con Amore,
P.
Il Manzo non Esiste


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