Visione di un simbolo

il significato, le tecniche
trasparente
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Messaggioda trasparente » 25 giugno 2014, 17:48

mauro ha scritto:ripeto, non parlo di realizzazioni parziali (rispetto le quali tutti siamo maestri e discepoli), ma se parliamo di "Assoluto", tale maestria puo' essere riconosciuta solo da chi ha conseguito tale livello, altrimenti non e' riconoscimento ma sola fede.


CHI metterà un limite all'ASSOLUTO?

La stessa FEDE non è mera CREDENZA, ma "SOSTANZA di cose sperate", dice san Paolo; ovvero un intero processo di riconoscimento.

[La parte luminosa del discepolo riconosce la parte luminosa del Maestro. Un principio valido anche nel mondo profano].

Se il Maestro non è connesso al CIELO [= Spirito], ad esso legato, concatenato, non può dirsi maestro.

E' lo Spirito la garanzia. E sempre lo Spirito la misura d'ogni cosa sulla terra.

Un saluto

mauro
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Messaggioda mauro » 25 giugno 2014, 20:10

non amo san paolo: ha trasformato la chiesa gnostica in chiesa pistica.

ckstars
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Messaggioda ckstars » 26 giugno 2014, 9:56

In riferimento al primo messaggio di Arkad.

"Un simbolo non racchiude nulla,
non da' spiegazioni
rimanda al di la' di se' stesso
verso un senso nell' al di la'
inafferrabile, presentito oscuramente,
che nessuna parola della lingua in cui ci esprimiamo
o nella quale parliamo
potrebbe esprimere in modo soddisfacente"

personalmente reinterpretato da "Archetipi dell' Inconscio Collettivo". C.G.Jung
Un abbraccio, Cks

Ventus
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Messaggioda Ventus » 26 giugno 2014, 9:59

Forse Trasparente voleva riferirsi allo strato più profondo dell’esperienza, quello in cui le cose non si sono ancora distinte.
Quando inizio a “conoscere” qualcosa non si sa ancora cosa ne uscirà, cosa apparirà, né come ne sarò trasformato io stesso. Da quell’incontro (Evento vissuto) potrà uscire qualsiasi cosa: una fame e un biberon, una mamma e un bambino, un papà e un bambino, un qui e un lì, una stella e un astronomo, una luna e un innamorato, un fiore e un meditante, un maestro e un allievo, ...
Forse Trasparente aveva in mente questo strato dell’esperienza vissuta, il pane in via di spezzarsi, che poi è quella cui si appoggia il mondo, anzi quella a partire dalla quale si costruisce il mondo. Una vita profonda dimenticata dalla storia e oggi ricoperta dal buon senso quotidiano. Ma frequentata da sciamani, poeti, meditanti, pensatori ecc.
L’ultimo post di Ckstars mi sembra confermarlo.

trasparente
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Messaggioda trasparente » 26 giugno 2014, 10:20

[Rispetto al riconoscimento del Maestro]:

Dire, come taluno dice, che per riconoscere un Maestro è necessario possedere la sua stessa conoscenza [= essere come lui], distrugge l'idea di Maestro - che è colui che guida - e pure l'idea di Allievo [discepolo] - che è colui che segue.

Cosicché nessun riconoscimento è possibile, poiché non può esservi Maestro e neppure Allievo.

Allora chiediamo: CHI era e a CHI parlava il Buddha?

mauro
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Messaggioda mauro » 26 giugno 2014, 12:28

trasparente ha scritto:[Rispetto al riconoscimento del Maestro]:

Dire, come taluno dice, che per riconoscere un Maestro è necessario possedere la sua stessa conoscenza [= essere come lui], distrugge l'idea di Maestro - che è colui che guida - e pure l'idea di Allievo [discepolo] - che è colui che segue.

Cosicché nessun riconoscimento è possibile, poiché non può esservi Maestro e neppure Allievo.

Allora chiediamo: CHI era e a CHI parlava il Buddha?


a me pare evidente che il processo di riconoscimento avvenga a gradi: prima si riconosce l'identita' delle realizzazioni "parziali" (condotta di vita, atteggiamento, esperienze etc), poi ci si affida alla bhakti, tutto qui.
Magari se si leggesse tutto quello che ho scritto e non solo qualche post si avrebbe compreso che io non nego il ruolo maestro-discepolo, ma lo considero interno ad un rapporto di fede, che nulla dice sulla presunta "illuminazione" del maestro.

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Messaggioda trasparente » 26 giugno 2014, 15:05

Come il sole illumina, scalda e vivifica, così il Maestro.

E l'occhio vede perché di "natura solare" [v. Goethe].

Non chiamammo forse, la pupilla "favorita"?

Anche l'erba cresce protesa verso il cielo.

Questa è la bhakti: una Via d'unione, ovvero uno YOGA.


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