Visione di un simbolo

il significato, le tecniche
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Visione di un simbolo

Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 18:43

Buongiorno, scrivo per avere qualche opinione in merito ad un'esperienza meditativa...

Ho cominciato a meditare dopo aver parlato con un amico che mi ha detto di aver risvegliato la kundalini. Ho fatto circa 2 mesi meditando ogni giorno da 20 minuti a un'ora.

Dopo solo una settimana dall'inizio durante una sessione ho visto quanto segue, provo a descriverlo al meglio:

Un sole che sorgeva, solo la parte superiore del disco, e sopra questo "sole" c'era un simbolo, una figura geometrica che subito io ho collegato ad uno scarabeo, ovviamente ci assomigliava soltanto perchè in realtà era una figura geometrica ben precisa.

Il "sole" aveva lo stesso aspetto di quando si vede un po di fosfenismo, ovvero era di una luce gialla un po evanescente. Il simbolo sopra di esso invece non era per nulla evanescente, era come se fosse fatto di scaglie d'oro, e girava su se stesso...
Il tutto accompagnato da brividi di freddo e sudorazione.

Nei due mesi seguenti ho avuto altre esperienze particolari, come non sentire più il corpo, girare su me stesso velocissimamente (o perlomeno quella è la sensazione), ma non ho più avuto "visioni" come quella che vi ho descritto.

Ho visto che gli egizi associano lo scarabeo a cose positive e alla rinascita, ma in realtà non sono nemmeno sicuro che quello fosse uno scarabeo.

Voi come interpretereste tutto ciò?

Un saluto

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Re: Visione di un simbolo

Messaggioda DELETED » 3 giugno 2014, 19:51

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 20:30

Grazie per la risposta gentile, magari medita che ti tranquillizzi! ;)

Ne ho parlato molto con il mio amico. Se tu avessi una visione non ne parleresti anche con altri?
Ho chiesto opinioni su un forum di yoga e meditazione, non su uno di saldatura ad arco voltaico...

Non so dirti che tipo di meditazione faccio, ho letto un solo libro di meditazione "meditazione per negati".
Stanza buia, seduto su una sedia con schiena appoggiata, e seguo il respiro, niente più di questo.

Se ti servono altre spiegazioni, sono qui :)

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Messaggioda DELETED » 3 giugno 2014, 20:55

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 21:27

Non capisco perchè reagisci in questo modo.

La meditazione non è nulla più che sedersi e concentrarsi sul respiro.
Ci sono mille tecniche di meditazione, ma lo scopo è sempre lo stesso, non avere scopo.
Io lo faccio al buio e ad occhi chiusi semplicemente perchè al buio si vedono meglio i fenomeni di fosfenismo.

Specificatamente sulla meditazione ho letto i seguenti libri:

"meditazione per negati" (non ricordo l'autore)
"Dovunque tu vada ci sei già" di Jon Kabat Zinn (meditazione di consapevolezza)

Se non sai nulla sulle mie "caz-za-te", come le chiami tu, non serve che rispondi, ci sarà qualche utente più preparato e interessato!

Grazie!

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 21:33

P.s.

Se non è chiaro, non sto parlando di immagini mentali, ovvero di immaginazione, sto parlando di ben altro.

Sto parlando di una visione vera e propria, se non sei ferrato sull'argomento, o non hai mai fatto meditazione, non tentare di rispondermi...

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Messaggioda DELETED » 3 giugno 2014, 21:57

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Messaggioda mauro » 3 giugno 2014, 22:14

Arkad ha scritto:P.s.

Se non è chiaro, non sto parlando di immagini mentali, ovvero di immaginazione, sto parlando di ben altro...


perche' sei cosi' convinto che NON siano immagini mentali o comunque costrutti della mente?

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 22:14

Ok, ti sei sfogato, sai anche dirmi qualcosa su quello che ho visto?

Se vuoi parlarne posso anche descriverti altre sensazioni che ho avuto, oltre alla "visione".
Spesso non sento più il corpo, e sento il vortice di energia.

Per quanto riguarda il mio amico, dopo il risveglio della kundalini è stato 2 settimana senza dormire.

Non capisco la tua reticenza...

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 22:19

mauro ha scritto:
Arkad ha scritto:P.s.

Se non è chiaro, non sto parlando di immagini mentali, ovvero di immaginazione, sto parlando di ben altro...


perche' sei cosi' convinto che NON siano immagini mentali o comunque costrutti della mente?


E' come se io ti chiedessi come fai ad essere convinto di essere sveglio e di non dormire in questo momento...

Per spiegarlo ad un profano:

Quando chiudi gli occhi vedi nero, ok?
Il fosfenismo sono quelle luci che si vedono ad occhi chiusi, possono essere il residuo di una luce impressa sulla retina, oppure provengono dalla nostra aura.
Mettiti al buio e strofinati gli occhi, vedi delle luci.

Di solito queste luci sono "evanescenti", quando ho avuto la visione invece, come ho già descritto, il sole era evanescente, se pur con una forma ben precisa, la figura geometrica invece sembrava disegnata con scaglie dorate, precisissime nella forma e definite.

:)

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 22:22

Per spiegare meglio lo scarabeo, era molto simile ai simboli che rappresentano i chakra, infatti subito dopo sno andato a controllare se ce ne fosse uno simil, ma la fidura che ho visto io non era uguale a nessuno dei simboli dei 7 chakra principali.

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Messaggioda DELETED » 3 giugno 2014, 22:58

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Messaggioda Arkad » 3 giugno 2014, 23:04

Adesso stai esagerando e inizi a darmi seriamente fastidio.
Se vuoi parlare bene, se vuoi prendermi a parolacce, ti dico che le palle girano anche a uno con le visioni...

Grazie...

Ventus
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Messaggioda Ventus » 4 giugno 2014, 8:29

Marspiter, a me sembra che si possa anche essere più gentili. In questo forum ci sono state discussioni anche accese e molto accese, anche dure, ma senza usare parolacce.
Se hai bisogno di dire parolacce (può succedere), e se non sei proprio un disperato che non può più rimandare oltre (può accadere), è meglio farlo con qualcuno che “non” sta chiedendo aiuto o domandando qualcosa. Non dico di autozittirti, che sarebbe controproducente, ma di non farlo con sconosciuti che chiedono qualcosa.
Se rispondi a me, per esempio, alla fine puoi mettere un po’ di parolacce, magari chiuse tra parentesi. Ma è ovvio che se non lo fai è meglio, grazie.

Arkad, per quel che so da vecchio principiante e da appassionato lettore, ci sono meditazioni di yoga tibetano in cui si “immaginano” forme e movimenti di forme che sono stabiliti in precedenza e che forse si accompagnano a emozioni varie e quindi arricchimenti vari del “visto”. Ma in quegli ambiti il meditante ha ricevuto istruzioni complete su quel che occorre immaginare, e ha qualche persona di riferimento con cui parlare di ogni eventuale “effetto speciale imprevisto” (un maestro).

Invece nelle meditazioni classiche come raja yoga e zazen, le visioni, sensazioni o contenuti diversi dall’eventuale “oggetto di meditazione scelto” non sono l’obiettivo e non sono... ben viste.
Se si verificano, penso che si stia comunque mettendo in movimento qualcosa, e in questo senso il lavoro interiore funziona e la visione può essere apprezzata a livello psicologico, ma non yoga o zazen.

La meditazione non dovrebbe essere un carosello dell’inconscio, con immagini definite, ma una passeggiata fra gli strati (i fotoni..., le emozioni, la crema dell’essere, ...) di tutto “quello che si vede”.
Scavalca gli obblighi, le urgenze, gli scopi, gli obiettivi, gli strumenti, le volontà, i nomi, i generi, addirittura la piacevolezza (senza che questo debba diventare un elenco fisso e imprescindibile, altrimenti è inutile).
Come se tu stessi inseguendo un cervo nei boschi, e poi tutto (te compreso) diventasse spettacolo, panorama, ologramma, cinema, tv a colori, tv in bianco e nero, fosfori e pennello di luce del cinescopio, elettroni, quark, energia, probabilità, amore, essere, nulla oscillante, ... (nemmeno questo è un elenco “vero” e meccanico).

Detto questo, è anche vero che non siamo scatole vuote o statuine fisse ma scatole piene e gente viva (Freud e Jung), quindi quando ci si stacca dalle urgenze quotidiane è normale e anche positivo che possa diventare percepibile qualcosa che prima non notavamo. Non si butta niente, però si lascia tutto. Se vedi un simbolo che apprezzi, godilo pure per un po’, ma non dimenticare che la meditazione passa oltre.

I testi normalmente consigliano di non gioire né disperarsi ma ignorare questi effetti imprevisti.
Come distinguere gli effetti imprevisti normali e insignificanti (che possono essere utili solo allo psicologo) da quelli che invece sono significativi anche in prospettiva yoga o zazen?
Non lo so. In generale credo che singole immagini vadano lasciate scorrere riportando l’attenzione a quel che si stava facendo. Meditazione su Ajna? Riportare l’attenzione ad Ajna. Zazen? Riportare l’attenzione a te col muro e il mondo, o a te col “centro stanza” e il mondo.
Vai avanti piano, senza cercare né rifiutare niente. Il sentiero passa in mezzo a tutto (sia tra cosa e cosa, sia attraverso ciascuna, ed è lo stesso).

Un segno egizio magari ti indurrà ad approfondire testi egizi, il che è bello, ma potrebbe aumentare la possibilità di vederne altri (va bene ugualmente, potremmo essere in savitarka samadhi, samadhi con ragionamenti su cose varie, meglio di niente).
Mi pare che il raja yoga (seguendo fasi prestabilite) e lo zazen (tutto in una volta) tendano a spogliare il tuo normale coinvolgimento nel mondo da vari strati (ragionamenti con scopi, riflessioni amene senza scopo, l’attenzione ai puri segni e addirittura la normale lieve beatitudine della meditazione per arrivare a provare/sentire/essere “senso del puro essere” (senza che “le cose” scompaiano in un sonno, perché si è ben svegli).
Ma la cosa si svolge in progressione, tant’è che si chiamano samadhi anche i samadhi bassi, come dicevamo, che non sono ancora “dharma megha samadhi” (“nuvola che piove meriti o dharma” dice Taimni, oppure “nuvola di cose conoscibili” dice Vyasa).

Quindi fermo e seduto, senza rincorrere la soddisfazione immediata dei sensi (come farebbe una scimmia dei cartoni animati), stai con l’oggetto e non badare al resto. Apprezza le effervescenze in-significanti.

Spero di essere stato utile

mauro
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Messaggioda mauro » 4 giugno 2014, 8:54

Arkad ha scritto:
mauro ha scritto:
Arkad ha scritto:P.s.

Se non è chiaro, non sto parlando di immagini mentali, ovvero di immaginazione, sto parlando di ben altro...


perche' sei cosi' convinto che NON siano immagini mentali o comunque costrutti della mente?


E' come se io ti chiedessi come fai ad essere convinto di essere sveglio e di non dormire in questo momento...

:)


E' una domanda che non ha significato in relazione a quanto da me obiettato precedentemente, poiche' sia il sonno che la veglia sono stati mentali


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