tarapith

il significato, le tecniche
swayambhu
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tarapith

Messaggioda swayambhu » 2 gennaio 2014, 11:05

Tarapith
( Smashan)
La luce frenetica espulsa dai corpi sudati
asseragliati nell'energia primitiva
immobilizza lo spirito sul precipizio
che gli atomi in subbuglio annusano

Due passi e la bolla nera ti risucchia

Dismesse le mille maschere del mosaico
il corpo privo di peli
la mente incatenata al palo di Ulisse
inizia l'attimo predestinato

Non pensare non pensare non pensare
sussurra il mormorio lontano
perso ma presente
al cospetto di forme che scavano
urla che ti accolgono
cadaveri morti oliati per la festa dei folli

Questo buio totale denso
nel quale le membra lasciano impronte
si nutre del potere che esala dalla terra
dei miei fantasmi
delle mie secolari paure
in un via vai di mani aggrappate
al flusso della vita
alla speranza della morte

Occhi neri parlano la lingua che non sapevi di conoscere
fissando appuntamenti che non onorerai e
che le tempie devastate da una pressione sconosciuta
ti consigliano di dimenticare

Dimenticare? chi e che cosa?
forse le fioche luci, la condanna senza parole,
il sentiero disseminato di ossa e la loro energia,
o forse qualcosa di più intimo
quel barlume di te stesso
riposto come un diamante nello scrigno serrato

Uscito dalla bolla la luce abbaglia l'anima
orfana di Tarapith ma ora essa stessa Tarapith
ricongiunta con un ricordo
esploso dall'intimità del tempo.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 2 gennaio 2014, 11:40

KRIM!
Il Manzo non Esiste

Paolo proietti
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Re: tarapith

Messaggioda Paolo proietti » 17 gennaio 2014, 14:26

swayambhu ha scritto:Tarapith
( Smashan)
La luce frenetica espulsa dai corpi sudati
asseragliati nell'energia primitiva
immobilizza lo spirito sul precipizio
che gli atomi in subbuglio annusano

Due passi e la bolla nera ti risucchia

Dismesse le mille maschere del mosaico
il corpo privo di peli
la mente incatenata al palo di Ulisse
inizia l'attimo predestinato

Non pensare non pensare non pensare
sussurra il mormorio lontano
perso ma presente
al cospetto di forme che scavano
urla che ti accolgono
cadaveri morti oliati per la festa dei folli

Questo buio totale denso
nel quale le membra lasciano impronte
si nutre del potere che esala dalla terra
dei miei fantasmi
delle mie secolari paure
in un via vai di mani aggrappate
al flusso della vita
alla speranza della morte

Occhi neri parlano la lingua che non sapevi di conoscere
fissando appuntamenti che non onorerai e
che le tempie devastate da una pressione sconosciuta
ti consigliano di dimenticare

Dimenticare? chi e che cosa?
forse le fioche luci, la condanna senza parole,
il sentiero disseminato di ossa e la loro energia,
o forse qualcosa di più intimo
quel barlume di te stesso
riposto come un diamante nello scrigno serrato

Uscito dalla bolla la luce abbaglia l'anima
orfana di Tarapith ma ora essa stessa Tarapith
ricongiunta con un ricordo
esploso dall'intimità del tempo.


OM TARE TUTTARE TURE SVA HA

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Cosa è lo Yoga? Boh.
"Yoga è Danzare la Vita", come dico spesso, è una definizione bella e poetica ed ha il pregio di poter essere intesa in mille modi diversi, così tutti son contenti.
Certo se si ha intenzione di approfondire risulta un po' vaga.
La verità, secondo me, è che ci sono almeno due Yoga, uno edulcorato, fatto di espedienti letterari, yogini lycrate e piacevoli discussioni tra illuminati della porta accanto ( è fantastico: ci sono più maestri realizzati oggi in italia che nell'India dei Veda!) ed uno "altro", "tosto", riservato a coloro che cercano senza neppure chiedersi il perché.
C'è chi danza per esibirsi, chi per guadagnarsi il pane e chi, invece non può fare altrimenti: la danza è la sua natura.
Se devo essere sincero lo Yoga tarocco, addolcito per i palati delicati del consumatore occidentale, a me non dispiace affatto.
Adoro immergermi in accese quanto inutili discussioni sui massimi sistemi, trovo spassose le conferenze, costosissime, e i libri dei nostrani Jivanmukta ("realizzati") e non disprezzo affatto le contorsioni sexy delle dee (goddess o devi, così si definiscono) di "Undressed Yoga". Anzi, credo davvero che siano un "inno alla vita", oltre che un piacere per gli occhi.


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Però quando mi arriva una botta di yoga "tosto", quello di cui non si parla sui forum internettiani e sulle riviste patinate, ne riconosco immediatamente il sapore aspro e antico e mi succede una cosa strana, le chiacchiere sui massimi sistemi e le copertine patinate svaniscono.
Come i baci recenti, che la nostalgia del primo amore sfuma in rena di sogno.
Qualche giorno fa mi ha scritto Swayambu.
Un mio amico che invece di perder tempo con dispute filosofiche e balli in maschera, insieme alla sua splendida compagna, se ne va a zonzo in India per templi e sacre montagne.
Swayambhu è uno yogin, ed è un Aghori, ma se glielo chiedete negherà finché non gli si bloccano le cervicali.
Dire che è un mio amico è riduttivo.
Ci vediamo poco, è vero, ma se credessi alla reincarnazione direi che ci conosciamo da millenni.
Mi ha raccontato dello Shmashana di Tarapith, e mi ha ricordato la disperazione di Shiva per la morte di Sati, la prima moglie, il suo correre piangendo per l'Universo abbracciato al cadavere dell'amata, il corpo bellissimo della Dea poi fatto a pezzi e gettato sulla terra.
Gli antichi yogin costruirono un tempio per ogni brandello della dea, gli Shakti Pitha.
Ne esistono 51, o forse 54 o 108, non ricordo, ma quello di Tarapith si dice che sia il più sacro di tutti.
Raccontano che la Dea in forma di Tara vi sia apparsa in carne ed ossa almeno due volte: la prima, migliaia di anni fa, allo yogin Vashista, la seconda, nel XX secolo a Bhamakhepa (SIDDHA SADHAK SHRI BAM DEV), un maestro tantrico soprannominato il "Santo folle" o il "folle Amante della Dea.


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Śmaśāna, letto dei morti, è il luogo dove gli Hindu cremano i cadaveri.
ma è anche un luogo di meditazione e i tantrika ci celebrano riti e cerimonie.
Sono strani gli indiani.

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Jai Tara Maa
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Messaggioda neuromante » 17 gennaio 2014, 14:51

Tarapith e' una meraviglia , Tara che allatta shiva dal seno e lo smashan adiacente,un luogo magico...... anche se per me ( tra gli shaktipitha )Kamakhya rimane sempre l'ombellico ( o meglio la yoni) dell'universo.

swayambhu
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Messaggioda swayambhu » 17 gennaio 2014, 15:28

jai Tara MAA

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Messaggioda neuromante » 17 gennaio 2014, 15:36

swayambhu ha scritto:jai Tara MAA


JAI MAA !!!


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