mantra e mudra

il significato, le tecniche
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Re: nonmenefreganiente

Messaggioda jasmin » 29 dicembre 2013, 15:51

Funtasy ha scritto:bel mantra, ricorda un esercizio Zen, cioè la morte. Meditare in savasana immaginando di essere morti e perdendo così emozioni, concretezza, desideri, pensieri, sentimenti. Nella psiche e nel corpo si ristabilisce un ordine, un'autenticità che va oltre quel che ci hanno insegnato ad essere...ma che ci porta al nostro Sé.


immaginare di essere morti?

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matasilogo
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Re: nonmenefreganiente

Messaggioda matasilogo » 29 dicembre 2013, 19:42

Funtasy ha scritto:bel mantra, ricorda un esercizio Zen, cioè la morte. Meditare in savasana immaginando di essere morti e perdendo così emozioni, concretezza, desideri, pensieri, sentimenti. Nella psiche e nel corpo si ristabilisce un ordine, un'autenticità che va oltre quel che ci hanno insegnato ad essere...ma che ci porta al nostro Sé.


Ho inserito una risposta non corrispondente al tuo massaggi
Ora lo riscivo nella seconda parte, la prima diventa in corsivo.

Mi sembra eccessivo
Anche se all’arrivo di un ospite e della morte bisogna sempre essere pronti,
A domanda il corpo risponde.
Il rilassamento è lo sgombero del tavolo o del piatto dove posiamo il nostro cibo od i nostri progetti.
Il vuoto mentale secondo Krishnamurti (in un famoso video) e anche secondo me, non esiste nemmeno nel sonno contrariamente quanto dice il sutra di Patanjali 1.10 (uno delle poche inesattezze di questo testo) e nel coma (da me “vissuto”.).
La morte è sopravvento del Kaos, apooptosi, entropia. Mai invocarla a meno che il costo di vita sia realmente superiore al vantaggio di vivere o solo in tarda età o per salvare qualcuno. Anche il dolore si può tramutare in carica, in segnale da interpretare o rovesciare. Chi ha sofferto intensamente ed a lungo lo trasforma in piacere (masochismo).o esaltazione o in estasi.
A domanda il corpo risponde.
La vita è Kaos del Kaos, doppia negazione raro nel tempo e si ritorna nel Kaos comunque a cicli: buchi neri, caduta di civiltà, estinzione di specie, morte individuale ineluttabile.

In triam bacam il cetriolo, (il frutto, staccato dalla pianta: la morte?) è preceduto da una invocazione di difesa e aiuto alla divinità fragrante (eccellente),
e nel Om namah chivajah il me ne frego va inteso mi distacco dai problemi.
OM
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM

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meditazione

Messaggioda Funtasy » 30 dicembre 2013, 10:09

Quindi anche meditando, simulare la morte può essere pericoloso? Grazie.

Credo che vi sia troppa entropia nelle informazioni che girano. Ho sentito maestri proporre questo esercizio. Ma forse non fa testo.
Basti prendere ad esempio i cinque tibetani e i libri nati intorno ad essi, quando con tutta probabilità sono un'invenzione.

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Messaggioda Indra » 30 dicembre 2013, 11:49

la pratica è corretta solo che è stata esposta male e non è una meditazione
l'originale è tantrica e si attua in due modi
una in savasana e si VISUALIZZA il corpo fisico nelle varie fasi della corruzione post mortem per superare la PAURA della morte e la identificazione col corpo
il secondo modo è più difficile e non è il caso di parlarne
sono tecniche avanzate e non per principianti
ricordare sempre che siddharta il Sublime aveva avuto per maestri di yoga due tantrici

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Messaggioda neuromante » 30 dicembre 2013, 12:36

Esiste anche lo shava sadhana dove mediti seduto su un cadavere o usi il cadavere come yantra per la puja.....il punto e' di andare in profondita' al di la di una delle paure piu profonde : la morte. E comunque sono tutte pratiche avanzate.

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Messaggioda Indra » 30 dicembre 2013, 12:48

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Messaggioda neuromante » 30 dicembre 2013, 13:27

Qui c'e' un interessante articolo sull'argomento
http://tripurayoga.altervista.org/blog/aghora/

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ci ha pensato anche Jung

Messaggioda Funtasy » 30 dicembre 2013, 14:11

Nelle sue migliaia di pagine anche Jung descrive riti e religioni orientali. La sua idea del Sé non è quella del Dio solo buono,ma della totalità.
Sta all'uomo creare Dio, e farlo nel migliore dei modi. In senso evolutivo si intende.
Per uomini primitivi noi siamo Dei, ma ancora non buoni. Questo perché l'umanità è mediamente al secondo/terzo chakra.
Quando entreremo globalmente nel quarto allora ci avvicineremo a un Dio buono, vinceremo entropia e morte.
Il tutto con la scienza. L'uomo sta costruendo/divenendo Dio.

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Re: mantra e mudra

Messaggioda Paolo proietti » 30 dicembre 2013, 19:48

tantra in tibet seconda parte - ubaldini editori

"la grande esposizione del mantra segreto" di tsong kha pa".
Lì è chiaro il rapporto tra mantra e mudra.
Tieni conto che il sadhana è diviso in sei fasi:

1) Ydam (ishtadevata): visualizzazione/identificazione della divinità.
2) mandala: creazione dello spazio sacro in cui si muoverà la divinità.
3)mudra: dare energia alla forma della divinità.
4) mantra: chiamare la divinità con il suo vero nome.
5) puja: celebrazione dell'unione tra il sadhaka e la divinità
6)realizzazione non duale-


Funtasy ha scritto:Buonasera a tutti, e auguri.
Ho trovato su youtube diversi video con mudra e mantra per ogni chakra, atti ad aprirli.
Volevo avere un vostro parere in proposito.
Studio su vari livelli quel che succede in me, e sicuramente credo di avere bisogno di lavorare sui chakra. Questi mantra e mudra (lam, vam, ram, yam, ham, om, ng) si stanno diffondendo sulla rete, recitati da maestri indiani. Mi chiedevo la loro effettiva efficacia nel recitarli, o anche solo nell'ascoltarli.

Che il Natale sia la rinascita di tutto l'universo.
Il Manzo non Esiste

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Messaggioda neuromante » 31 dicembre 2013, 7:43

Forse vado fuori tema , ma e' un argomento che mi interessa in quanto e' parte del mio percorso.
Nella tradizione dello Sri Vidya vengono usati 10 mudra , nove dei quali sono associati ai 9 chakra dello sri yantra.
I mudra sono usati nello sri chakra puja per " comunicare", " interagire" con la Devi.
Ogni mudra e' associato ad un Bija Mantra ed ad una "domanda", " richiesta di permesso", per poter interagire con la Devi prima attraverso I 5 sensi e poi per potersi unire e diventare un tutt'uno con Lei ( esperienza non duale) .
Interessante notare che nel primo avarana , il primo chakra dello sri yantra , tra le varie yogini figurano i 10 mudra , le 8 Devi e le 10 siddha.
Le 8 Devi sono associate alle Otto passioni che disturbano la mente ed I Dieci mudra sono Il metodo attraverso il quale le 8 passioni vengono "ammaestrate" ( ammaestrate non significa represse o soppresse, ma accettate e rese utili allo scopo).

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Messaggioda Indra » 31 dicembre 2013, 13:32

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Messaggioda neuromante » 31 dicembre 2013, 14:02

neuromante
che intendi per tradizione sri vidya?
sentiero sakta trika kaula o che?
che intendi per primo avarana del navayoni yantra?
il quadrato della terra?
che intendi per cakra e mudra ? quale significato ?

il tuo nick non odora di vamamarg
percorri forse il sentiero di Eris?



Lo Sri Vidya e' una delle tradizioni tantriche piu' diffuse in India , maggiormente diffusa al sud. Ma e' anche seguita da gran parte dei Dashnami Sannyasi di Shankara ( vedi Saundarya Lahari)
E' Shakta , e' la Vidya di Lalita Tripurasundari ( tra le Dieci Mahavidya)
Il primo avarana e' quello che tu chiami quadrato della terra .
Per 9 chakra intendo I nove chakra o avarana dello yantra dal piu esterno , il quadrato, al bindu.
Per ogni uno dei nove avarana o chakra c'e' un mudra che viene usato nel rituale.
Lo sri vidya puo essere sia samachara,dakshinachara o kaulachara , dipende dal modus operandi.
Il sentiero che percorro nello Sri vidya include sia la tradizione kaulachara, ( vedi kularnava tantra) , che samachara e dakshinachara.
Il Mio nik si riferisce ad un libro.
Non conosco Eris.
Buon Anno Nuovo
Ultima modifica di neuromante il 2 gennaio 2014, 6:47, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda Indra » 31 dicembre 2013, 14:48

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Ultima modifica di Indra il 1 gennaio 2014, 14:51, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda neuromante » 31 dicembre 2013, 15:12

Comunque lo sri vidya qui in India continua ad essere tenuto nascosto specialmente il filone kulachara ,data la natura " non socialmente accettata" della pratica. Ma esistono posti dove e' possibile apprendere la tradizione.

Indra
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Messaggioda Indra » 31 dicembre 2013, 15:41

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Ultima modifica di Indra il 1 gennaio 2014, 14:52, modificato 1 volta in totale.


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