Usare Japa Mala

il significato, le tecniche
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Usare Japa Mala

Messaggioda 89loal68 » 21 maggio 2011, 14:39

Ho diversi mala e sumerini induisti ma non riesco a trovare quale sia il modo migliore di usarli durante il japa per l'induismo.

Poi, che rappresenta quella coda in tessuto che sta vicino al primo grano?
Qualcuno mi può aiutare?

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pushan
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Re: Usare Japa Mala

Messaggioda pushan » 21 maggio 2011, 15:31

89loal68 ha scritto:Ho diversi mala e sumerini induisti ma non riesco a trovare quale sia il modo migliore di usarli durante il japa per l'induismo.

Poi, che rappresenta quella coda in tessuto che sta vicino al primo grano?
Qualcuno mi può aiutare?
E' un ornamento della Madre del mala, il grano solitamente più grande che ti segnala la fine del giro dei 108 grani del rosario induista e buddhista che fai scorrere tra le mani ripetendo il nome di Dio che hai scelto per la tua pratica: namas -marana: ripetizione del nome.
Il rosario islamico ha 100 grani perchè sono 100 i nomi con cui si può "lodare" il Senza Nome: Allah.
Pare che tu abbia una certa fretta di assaggiare tutti i piatti del buffet...tipica voracità giovanile, l'entusiasmo ti spinge ed è comprensibile, ma lo yoga insegna a frenare, a rimanere fermi, a osservare, cominciando dalle posizioni del corpo, raggiunte gradualmente e osservate per come sono venute, per come sono "insorte".
Non performance ginnica, osservazione di sè nel movimento e nella posizione statica, da mantenere per qualche atto respiratorio, contemplando il respiro.
Yoga: amare e rispettare se stessi.
Imparare a contemplare la difficoltà, a eliminare lo sforzo facendo ogni giorno quel poco che si può, non quel tanto che viene fotografato e illustrato sui libri.
Dovrai prima o poi trovare un punto di equilibrio.
Tenere un diario del tuo yoga, di come procedi, appunti di viaggio.
Per tutti i territori ampi e impervi da esplorare, come ad esempio una foresta, ci vuole una certa organizzazione, un percorso preciso, possibilmente si viaggia in compagnia di qualcuno che conosce la foresta.
Yoga autentico indiano doc presto e bene? un tanto al chilo?
Non è in vendita sui banchetti delle fiere, anche se ci sono tanti prodotti in offerta. Belle confezioni.
Ci vogliono anni di pratica costante per "realizzare" lo yoga, in quel poco di unione e di armonia che ognuno porta nella propria vita e nella propria mente.
Anni.
E poi, curiosità, spirito di ricerca e soprattutto umiltà. Siccome so di non sapere chiedo e mi confronto, ma contemporaneamente mi attivo, mi documento, leggo, studio...e soprattutto evito di improvvisare.
Che sono i sumerini indiani?
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Messaggioda 89loal68 » 21 maggio 2011, 15:39

I sumerini sono dei mala più piccoli che hanno da 18, 21 o 27 grani.
Comunque lo so che forse sto correndo ma quella con il mala alla fine è adorazione che è la via dello bhakti yoga che, a quanto ho capito, prescinde dall'abilità che si ha negli asana e anche dalla conoscenza sulla materia dato che chiunque può lodare Dio.
Volevo appunto sapere come farlo al meglio :)

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Messaggioda pushan » 21 maggio 2011, 19:06

89loal68 ha scritto:I sumerini sono dei mala più piccoli che hanno da 18, 21 o 27 grani.
Comunque lo so che forse sto correndo ma quella con il mala alla fine è adorazione che è la via dello bhakti yoga che, a quanto ho capito, prescinde dall'abilità che si ha negli asana e anche dalla conoscenza sulla materia dato che chiunque può lodare Dio.
Volevo appunto sapere come farlo al meglio :)

la devozione ha tante forme. Inizialmente ci sono io e c'è Lui. Due. Oggetto d'adorazione, dispensatore della grazia ancora per la soddisfazione dei desideri dell'io.
Io sono in Lui, la luce che contiene la fiammella.
Ci voglio credere, mi piace questo senso di continuità...sapere che se lascio il corpo salto in quel Mare d'eternità che mi risospingerà di nuovo nel teatro del mondo (se son stato bravo...). Perchè la vita mi piace, me la gusto. IO. Con l'aiuto di Lui poi...sono certo potenziato.
La preghiera purifica, brucia le scorie, vero, ma può essere una trappola, a volte.
La mente balla come una scimmia pazza e cieca anche mentre si recitano centinaia di migliaia di mantra...
Ci sono anche i contamantra elettronici lo sapevi?

Secondo momento, a quello si tende.
Il Divino, Lui viene portato all'interno, nel cuore.
La Luce è in me. Vibra il cuore con la Om...il Nome e la Forma sono Uno nel mio cuore. La fiamma brilla, un nocciolino d'oro che brilla.
La natura della luce è in me.
A questo livello la devozione è scoperta della propria natura interiore. Viaggio all'interno. Mi riconosco goccia dello stesso sapore del mare.
Assaporo il sale e per avere acqua dolce brucio nel cuore, offro, tutto il mio "sale".
Nel cuore sorge un sole rosso che irradia. Luce a cui abbandonarsi.

All'ultimo livello le scritture dicono che l'identificazione è piena. Si afferma: Io sono la Luce.
Pochi pochissimi possono affermare tale identità.
Si realizza per identità il Principio dell'amore: motore dei mondi. Nessun oggetto, nessun soggetto. Quello. Tat.
Parabhakti.
Devozione suprema.
Attraverso la bhakti si rinuncia al desiderio dell'io, surrender: abbandono totale.
Azione, adorazione senza aspettarsi nulla in cambio. Neppure una grazia piccina picciò...
Tengo aperti gli occhi e le orecchie, uso i sensi per entrare in me stesso, conoscermi, non solo per uscire fuori.
Allora si sperimenterà quell'unione, quella luce nel cuore, forse. Si tenta, ognuno a suo modo, trovando il proprio modo, nel tempo. Non è lavoro da poco
Volando basso la pratica del namasmarana, come il canto di bhajan kirtan e mantra aiuta a calmare la mente, tenendola concentrata su un solo "oggetto".
ma Dio, si sa, non è un oggetto della conoscenza.
Al massimo potrebbe essere una lepre che corre molto velocemente e si nasconde di qua e di là.
buona pratica.
Che Patanjali sia con te!
:)

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Messaggioda stebau » 23 maggio 2011, 12:41

Mi piacerebbe far benedire Il Japa Mala magari in un tempio Hare Krishna.
Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.

Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
R.Maharshi

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Messaggioda cico » 24 maggio 2011, 12:26

stebau ha scritto:Mi piacerebbe far benedire Il Japa Mala magari in un tempio Hare Krishna.


è già benedetto...
è solo la tua mente che ne ha bisogno...
:)
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Messaggioda Yogavira » 24 maggio 2011, 15:13

Non lo so se sono d'accordo, Cico, non è così.
Il prana, il Ki, si trasmettono da una parte del corpo all'altra e da un corpo all'altro. Ci sono luoghi carichi di prana e di energia. Lo stesso vale per gli oggetti. 'Lo Spirito soffia dove vuole e nessuno sa da dove viene e donde va' : ci sono luoghi benedetti e luoghi maledetti. L'imposizione delle mani per la guarigione e per la benedizione è una pratica consolidata e millenaria appartenente a tutte le spiritualità.
Gli oggetti di culto possono (e dovrebbero ) essere benedetti, non è questione mentale o di superstizione. E' un fatto oggettivo. Naturalmente parliamo di ontologia transfisica.
Un oggetto di culto benedetto ha una carica energetica che uno non benedetto non ha.
Naturalmente ho semplificato al massimo. Queste sono cose trite e ritrite. Va detto però che chi si fa benedire l'automobile scade nella superstizione, come va detto che il prete non benedice la casa come oggetto, ma la famiglia che vi ci abita. Le sfumature sono molte e complesse, in generale va detto che la Benedizione è una trasmissione transfisica.
Non credo sia giusto semplificare il tutto ad un fatto mentale.
Vero è che la 'mente' si fa condizionare, certo. :shock: ..... 8)
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Messaggioda 89loal68 » 25 maggio 2011, 11:09

Io ho sumerini di 18, 24 e 27 grani.
Per recitare le 21 om del mattino prendo quello di tulsi da 27 e salto 6 grani per poi arrivare alla fine alla Madre.
Faccio bene?

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Messaggioda cico » 25 maggio 2011, 13:14

Yogavira ha scritto:Non lo so se sono d'accordo, Cico, non è così.
Il prana, il Ki, si trasmettono da una parte del corpo all'altra e da un corpo all'altro. Ci sono luoghi carichi di prana e di energia. Lo stesso vale per gli oggetti.


sulla carica energetica sono d'accordo, sul fatto che quando lo porti in un tempio venga "caricato" energeticamente... un po' meno... dipende chi ci "lavora sopra"..

secondo me è comunque molto più importante lo sforzo del praticante...
Namastè! :)
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Messaggioda pushan » 25 maggio 2011, 22:40

89loal68 ha scritto:Io ho sumerini di 18, 24 e 27 grani.
Per recitare le 21 om del mattino prendo quello di tulsi da 27 e salto 6 grani per poi arrivare alla fine alla Madre.
Faccio bene?

Perchè queste preoccupazioni? da che cosa hanno origine? C'è una lieve incertezza, mi pare, stai cercando verifiche a qualcosa che ti piace ma che non ti convince del tutto...?
Ci vuole tempo perchè il nuovo diventi "vivo" e proprio. Parte di sè, sadhana.
Tu non sei un ragazzo indiano, ma di Pompei, giusto?
Dunque il sumerino non fa parte della tua tradizione, perciò a chi chiedere consigli sul rituale da seguire se non a te stesso, alla tua ispirazione del momento, o invece a un indiano dell'India, vero induista doc?
Se invece è il cugino della tua fidanzata che te l'ha illustrata, la pratica, allora le perplessità sono più comprensibili. O forse è il libro che stai leggendo...?
Scherzo, ma mi pare che ti stai invorticando con tutte queste domande e preoccupazioni...In ogni caso, visto che è qualcosa che hai appreso e che senti l'esigenza o ti sta piacendo di praticare, vai sereno con le 21 Om, usa il sumerino che ti ispira e conta come ti viene.
Omkaram: saluto la giornata, quando la Vibrazione sveglia la natura o dolcemente la riporta al sonno.
Lode al sorgere del Sole o al suo tramonto.
Io solitamente conto sulle dita, quando pratico le 21 Om, senza muoverle naturalmente. :)
p.

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Messaggioda 89loal68 » 26 maggio 2011, 8:45

Il fatto è che a me piacciono molto le tradizioni e i rituali, quindi se ce ne fossero mi farebbe piacere rispettarli :)

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Messaggioda pushan » 26 maggio 2011, 11:22

89loal68 ha scritto:Il fatto è che a me piacciono molto le tradizioni e i rituali, quindi se ce ne fossero mi farebbe piacere rispettarli :)

se tu fossi bramino di nascita, ad esempio, avresti vari rituali da seguire ed obblighi di "casta" (che in sanscrito significa "colore") oppure, se avessi un istruttore/maestro che ti mostra i "significati intrinseci" di determinati rituali di matrice vedico/induista ( erelativi mantra da recitare), avresto l'obbligo/necessità/impegno di eseguire/adempiere le istruzioni date.
Ma visto che non è così, parrebbe, ribadisco l'opportunità di auto-informarsi, studiare e provare a trovare una propria ritualità interiore di rispetto e conoscenza, anche minima, delle pratiche intraprese.
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Messaggioda Chlòé » 16 ottobre 2013, 14:23

Mi è accaduta una cosa stranissima: ho usato il mio mala per un japa mantra verso la tarda sera mentre già avevo sonno ed ero a letto distesa, sotto le coperte. Non l' ho mai fatto prima, di ripetere il mala a letto...Mi sono addormentata mentre lo recitavo, con il mala tra le dita,dopo aver fatto almeno 3 giri di mala sicuri.
Verso le due di notte mi sono svegliata che sudavo freddo, come dopo un momento di shock, con un attacco di adrenalina fortissimo e un senso di spaesamento, come se la mia testa non rispondesse allo stato di veglia.Senza centratura.
Ho preso molta paura.
Qualcuno sa dirmi cosa è accaduto?
...Dii di dooh
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Messaggioda gb » 16 ottobre 2013, 23:04

Chlòé ha scritto:Mi è accaduta una cosa stranissima: ho usato il mio mala per un japa mantra verso la tarda sera mentre già avevo sonno ed ero a letto distesa, sotto le coperte. Non l' ho mai fatto prima, di ripetere il mala a letto...Mi sono addormentata mentre lo recitavo, con il mala tra le dita,dopo aver fatto almeno 3 giri di mala sicuri.
Verso le due di notte mi sono svegliata che sudavo freddo, come dopo un momento di shock, con un attacco di adrenalina fortissimo e un senso di spaesamento, come se la mia testa non rispondesse allo stato di veglia.Senza centratura.
Ho preso molta paura.
Qualcuno sa dirmi cosa è accaduto?


Ci sono state due o tre notti un pó "agitate" con risvegli frequenti anche per me e per qualcuno connesso con me, forse il mala nn c'entra niente...
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda Chlòé » 17 ottobre 2013, 8:19

gb ha scritto:
Chlòé ha scritto:Mi è accaduta una cosa stranissima: ho usato il mio mala per un japa mantra verso la tarda sera mentre già avevo sonno ed ero a letto distesa, sotto le coperte. Non l' ho mai fatto prima, di ripetere il mala a letto...Mi sono addormentata mentre lo recitavo, con il mala tra le dita,dopo aver fatto almeno 3 giri di mala sicuri.
Verso le due di notte mi sono svegliata che sudavo freddo, come dopo un momento di shock, con un attacco di adrenalina fortissimo e un senso di spaesamento, come se la mia testa non rispondesse allo stato di veglia.Senza centratura.
Ho preso molta paura.
Qualcuno sa dirmi cosa è accaduto?


Ci sono state due o tre notti un pó "agitate" con risvegli frequenti anche per me e per qualcuno connesso con me, forse il mala nn c'entra niente...

PURTROPPO la connessione wireless ha di questi imprevisti...già.
:idea: :mrgreen:
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