La giusta concentrazione

il significato, le tecniche
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shivananda
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La giusta concentrazione

Messaggioda shivananda » 27 agosto 2009, 14:19

Riferendomi ad una parte del discorso di vesta in cui dice, giustamente:

vesta ha scritto:Il Mrtyunjaya si può recitare con la giusta concentrazione per la salute (nostra o di qualcuno che vogliamo aiuare), la protezione (ad esempio prima di mettersi in viaggio) e per vincere le paure in generale ...
shanti :)


Ho notato spesso divergenze d'opinione sul recitare mantra.
La mia insegnante, ad esempio ripete spesso, che "mantra siddhi", ovvero che il mantra ha in se un potere e che con la recitazione continua, arrivando al livello di recitazione automatica col respiro, come dice anche swami Satyanandaji nel suo libro:
Immagine si acquisisce il potere del mantra che si è scelto di recitare.
quindi non bisogna recitarlo se non con dovuta concentrazione sul mantra stesso.

I miei primi anni di yoga, invece, furono all'insegna del recitare i mantra quando si voleva:
appunto, sotto la doccia, in macchina ecc...

Naturalmente un praticante può anche trovare la giusta concentrazione mentre esegue altre azioni, questo comunque mi lascia perplesso, in quanto penso che gli oggetti e gli elementi di distrazione sono tanti intorno a noi ed è facile mentre si guida o si fa altro, che il mantra diventi una canzoncina piacevole da recitare.

Appunto per questo, ci sono diverse scuole e diversi praticanti, che affermando il grande beneficio che la vibrazione prodotta dal mantra porta dentro noi, affermano anche che l'importante è solo recitarli producendo quella vibrazione utile per il nostro fine (qualunque esso sia per qualsiasi mantra noi stiamo recitando)

Quale è il vostro pensiaro a proposito?
Quale pensate sia la forma più corretta ed indicata (sempre che per voi ce ne sia una superiore alle altre) per la recita dei mantra e la pratica del japa yoga?
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Re: La giusta concentrazione

Messaggioda cico » 27 agosto 2009, 15:26

shivananda ha scritto:Appunto per questo, ci sono diverse scuole e diversi praticanti, che affermando il grande beneficio che la vibrazione prodotta dal mantra porta dentro noi, affermano anche che l'importante è solo recitarli producendo quella vibrazione utile per il nostro fine (qualunque esso sia per qualsiasi mantra noi stiamo recitando)



Ciao,
Concordo con questi ultimi.
Per quella che è la mia esperienza, posso dire che la recita del mantra senza particolare concentrazione funziona benissimo per portare la mente in una condizione di calma e unidirezionalità, condizione che facilita poi il raggiungimento della condizione meditativa o estatica.
Certo, in casi "normali" ci vuole un bel po' di tempo, non è un risultato che si raggiunge in due-tre mesi di pratica quotidiana.
Ciaociao cico :)
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Re: La giusta concentrazione

Messaggioda Lakshmi » 30 agosto 2009, 0:18

shivananda ha scritto:Riferendomi ad una parte del discorso di vesta in cui dice, giustamente:

vesta ha scritto:Il Mrtyunjaya si può recitare con la giusta concentrazione per la salute (nostra o di qualcuno che vogliamo aiuare), la protezione (ad esempio prima di mettersi in viaggio) e per vincere le paure in generale ...
shanti :)


Ho notato spesso divergenze d'opinione sul recitare mantra.
La mia insegnante, ad esempio ripete spesso, che "mantra siddhi", ovvero che il mantra ha in se un potere e che con la recitazione continua, arrivando al livello di recitazione automatica col respiro, come dice anche swami Satyanandaji nel suo libro:
Immagine si acquisisce il potere del mantra che si è scelto di recitare.
quindi non bisogna recitarlo se non con dovuta concentrazione sul mantra stesso.

I miei primi anni di yoga, invece, furono all'insegna del recitare i mantra quando si voleva:
appunto, sotto la doccia, in macchina ecc...

Naturalmente un praticante può anche trovare la giusta concentrazione mentre esegue altre azioni, questo comunque mi lascia perplesso, in quanto penso che gli oggetti e gli elementi di distrazione sono tanti intorno a noi ed è facile mentre si guida o si fa altro, che il mantra diventi una canzoncina piacevole da recitare.

Appunto per questo, ci sono diverse scuole e diversi praticanti, che affermando il grande beneficio che la vibrazione prodotta dal mantra porta dentro noi, affermano anche che l'importante è solo recitarli producendo quella vibrazione utile per il nostro fine (qualunque esso sia per qualsiasi mantra noi stiamo recitando)

Quale è il vostro pensiaro a proposito?
Quale pensate sia la forma più corretta ed indicata (sempre che per voi ce ne sia una superiore alle altre) per la recita dei mantra e la pratica del japa yoga?


Ciao Shivananda,
per me tutte le forme sono corrette.
La mente ha bisogno di cose diverse in momenti diversi (almeno secondo la mia esperienza).
Ad esempio, quando preparo la cena, non ho bisogno di pensare molto e quindi mi canticchio il mantra o lo fischietto.
Questo processo aiuta la mia mente a non pensare ad altro nel momento in cui preparo la cena, perche' la mente e' occupata a canticchiare - e mi permette quindi di concentrarmi solo su quello che sto facendo (ed aiuta il cibo che preparo, cosi' che altri pensieri non vadano nel cibo).

Questo processo accellera tutte le azioni che faccio a livello di velocita' e concentrazione.
Quando guido la macchina, ripeto o canticchio il mantra, cosi' che la mia mente non vaghi in altri posti, spostando la mia attenzione dalla guida ad altro.
Infatti ho notato che tutte le azioni fatte pensando ad altro, rallentano notevolmente il tempo di attuazione di un'azione.
Di solito facendo la doccia la mattina ad esempio, automaticamente la mente inizia a pensare a qualcosa, ad esempio a tutto quello che devo fare durante la giornata. Il tempo materiale che impiego a fare una doccia pensando, diciamo che puo' essere 10 minuti.
Se faccio la doccia ripetendo il mantra invece che pensando ad altre cose -e' vero' l'ho provato- e' un terzo del tempo o meno.
In realta' c'e' bisogno di tutto questo pensare?
No.
Quando finisco la doccia, guardo la mia agenda che mi dice tutti gli appuntamenti che ho durante la giornata.
La canzoncina che si canta non e' solo canzoncina per me, agisce comunque ad un certo livello, anche se non visibile e tangibile.

Altre volte volte poi mi piace proprio fare japa.
Allora mi programmo una bella camminata all'aperto e con la mala in mano, mi concentro solo sul mantra, con tutta la mia attenzione.
O mi siedo in riva al mare e ripeto solo il mantra, a volte abbinato con il respiro a volte no, andando piu' veloce a seconda dell'intenzione.

A volte durante la giornata quando pensieri negativi arrivano, semplicemente ripeto il mantra, dono quei pensieri al mantra e magicamente scompaiono.
Poi con il tempo il mantra se li prende proprio tutti -chissa', probabilmente il mantra se li prende e li brucia prima ancora che arrivino nella mia mente :mrgreen:

Per me la ripetizione del mantra e' sempre molto beneficiale, sia dandogli lo spazio che merita, sia canticchiato o ripetuto casualmente.

Rileggendo questo:
si acquisisce il potere del mantra che si è scelto di recitare.
quindi non bisogna recitarlo se non con dovuta concentrazione sul mantra stesso.

Sono d'accordo, certi mantra si dovrebbero recitare solo con concentrazione (pensando al Mrtyunjaya Mantra), dandogli lo spazio necessario, all'interno ed all'esterno.

Baci
Lakshmi

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Re: La giusta concentrazione

Messaggioda pushan » 30 agosto 2009, 10:32

Lakshmi ha scritto:Ciao Shivananda,
per me tutte le forme sono corrette.
La mente ha bisogno di cose diverse in momenti diversi (almeno secondo la mia esperienza).
Ad esempio, quando preparo la cena, non ho bisogno di pensare molto e quindi mi canticchio il mantra o lo fischietto.
Questo processo aiuta la mia mente a non pensare ad altro nel momento in cui preparo la cena, perche' la mente e' occupata a canticchiare - e mi permette quindi di concentrarmi solo su quello che sto facendo (ed aiuta il cibo che preparo, cosi' che altri pensieri non vadano nel cibo).

Questo processo accellera tutte le azioni che faccio a livello di velocita' e concentrazione.
Quando guido la macchina, ripeto o canticchio il mantra, cosi' che la mia mente non vaghi in altri posti, spostando la mia attenzione dalla guida ad altro.
Infatti ho notato che tutte le azioni fatte pensando ad altro, rallentano notevolmente il tempo di attuazione di un'azione.
Di solito facendo la doccia la mattina ad esempio, automaticamente la mente inizia a pensare a qualcosa, ad esempio a tutto quello che devo fare durante la giornata. Il tempo materiale che impiego a fare una doccia pensando, diciamo che puo' essere 10 minuti.
Se faccio la doccia ripetendo il mantra invece che pensando ad altre cose -e' vero' l'ho provato- e' un terzo del tempo o meno.
In realta' c'e' bisogno di tutto questo pensare?
No.
Quando finisco la doccia, guardo la mia agenda che mi dice tutti gli appuntamenti che ho durante la giornata.
La canzoncina che si canta non e' solo canzoncina per me, agisce comunque ad un certo livello, anche se non visibile e tangibile.

Altre volte volte poi mi piace proprio fare japa.
Allora mi programmo una bella camminata all'aperto e con la mala in mano, mi concentro solo sul mantra, con tutta la mia attenzione.
O mi siedo in riva al mare e ripeto solo il mantra, a volte abbinato con il respiro a volte no, andando piu' veloce a seconda dell'intenzione.

A volte durante la giornata quando pensieri negativi arrivano, semplicemente ripeto il mantra, dono quei pensieri al mantra e magicamente scompaiono.
Poi con il tempo il mantra se li prende proprio tutti -chissa', probabilmente il mantra se li prende e li brucia prima ancora che arrivino nella mia mente :mrgreen:

Per me la ripetizione del mantra e' sempre molto beneficiale, sia dandogli lo spazio che merita, sia canticchiato o ripetuto casualmente.

Rileggendo questo:
si acquisisce il potere del mantra che si è scelto di recitare.
quindi non bisogna recitarlo se non con dovuta concentrazione sul mantra stesso.

Sono d'accordo, certi mantra si dovrebbero recitare solo con concentrazione (pensando al Mrtyunjaya Mantra), dandogli lo spazio necessario, all'interno ed all'esterno.

Baci
Lakshmi

quello che scrive lakshmi descrive anche la mia pratica.
Durante la giornata uso il mantra che utilizzo per la pratica del japamala o namasmarana (ripetizione del nome) senza utilizzare il supporto del mala, tranne che nei casi in cui posso (ad esempio sul bus, o nel letto prima di dormire).
Questa pratica come dice Shivananda non dovrebbe essere ripetitiva in quanto il nome dovrebbe essere sempre accompagnato dalla visualizzazione della forma divina prescelta.
Nama e rupa vanno insieme, l'uno aiuta l'altra nel mantenimento della connessione con l'isthadevata, il divino interiore.
Faccio un esempio, sono in un gruppo di persone, qualcuno inizia ad alzare la voce o dice qualcosa di sgradevole, magari proprio a me, nell'attimo in cui la mente sta per partire con una replica o la lingua sta per parlare, il mantra esce da dentro....rimango con il mantra e non replico, semplicemente guardo ciò che accade...oppure replico, ma senza perdere la ripetizione interiore silenziosa.
Altra cosa sono i momenti in cui si può "praticare", allora lì scelgo di cantare per un po' uno dei mantra che conosco.....spesso ne affiora uno e lascio che sia quello....oppure è un canto di lode....
a volte alla madre, a volte lo mrityumjaya mantra, a volte la gayatri, dipende.
Questa pratica, del mantra cantato, è molto lenitiva e dolce, la voce è sottile e naturale, il canto si accompagna allo sforzo di capire che cosa sto dicendo: madre compassionevole, madre del cosmo, portatrice di pace, di amore, di liberazione....
Mukthi Pradayini Prema Pradayini Shanti Pradayini Ma...
dal mio punto di vista non c'è una "regola" fissa, ognuno, se si sente portato a questo tipo di sadhana, di pratica, troverà la gioia nel praticare e il proprio modo per farlo.
ciao
pushan

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Messaggioda adriana » 30 agosto 2009, 15:15

NAMASTE Sono totaLmente in sinto nia con Lakshini il mantra si puo recitare in diversi modi anche se capita di farlo devotamente oppuere se sembra di farlo meccanicamente sempre FA BENE , sempre compie il suo scopo .Perche se non sei molto devoto e concentrato , comunque e sempre meglio di recitarlo e non lascar la mente libera , che sappiamo sempre diventa dopo un problema ...iL MANTRA agisce al di la di quello che capiamo o conosciamo Non bisogna averne pregiudizi :questo e il modo giusto , questo no Smepre che sia legato al cuore , sempre che sia rispettosamente , il MANTRA aggira in noi Da poco faccio japa e veramente grandioso per me Nel metro , camminando verso l ufficcio o verso qualche impegno di lavoro Arrivo e sono un altra persona libera , felice , vuota ....Sono che sono un po dipendnete del mala se non lo tengo non riesco a concentrare la mente .BEne son piccina ....OM SHANTI
l' odio non finisce con odio.solo si ferma con l'amore.buda


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