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pushan
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Messaggioda pushan » 28 agosto 2009, 17:34

ale76 ha scritto:Scusate,
mi intrometto ancora un attimino e poi me ne vo....

Vorrei "approfittare" della vostra esperienza per chiedervi cosa ne pensate di questa interpretazione del
mrityunjaya mantra http://www.youtube.com/watch?v=9kIlYTP2QIU

Grazie Ciao :)
Alessandra

nella versione che hai postato la pronuncia è perfetta ma il modo di cantare il mantra, tipica dei tibetani, è un po' complessa da imparare, per la scansione delle sillabe.
La prima versione postata da cico è corretta, ed è cantata da un'indiana, la seconda invece da un'occidentale.
Perfetta la versione di Satyananda, molto bello anche il video. Io lo imparerei dalì.
Anche questa è stile bramino tradizionale
http://www.youtube.com/watch?v=F0f2Pn_n ... re=related

Lakshmi
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Messaggioda Lakshmi » 28 agosto 2009, 18:58

pushan ha scritto:
shivananda ha scritto:

quando si parla del maha mrityunjaya mantra non riesco a trattenermi dalla voglia di intervenire essendo proprio uno dei miei mantra preferiti, che studio e pratico in modo significativo da un po' di anni, sia cantato che recitato (stile bhajan il primo modo, stile bramini il secondo).
Sto scrivendoci pure un tomazzo sopra...tipo la tela di penelope, mai pronta.
Studiare intensamente un mantra, secondo me, non significa solo praticarlo, recitandolo, interiorizzandone sempre più in profondità il ritmo e il significato, ma anche approfondire sempre di più il significato stesso, analizzando le parole sanscrite e le radici che contengono.
Il mantra è dedicato a Rudra, signore delle lacrime (ru: radice di piangere).
Nel mantra viene chiamato con uno dei suoi nomi: Triambak.
Rudra/Triambak è il fuoco che sale dalle viscere della terra, il rosso, l'irato, il signore delle lacrime e della tempesta, forma primitiva di Shiva, grande guaritore e dispensatore di ogni rimedio che esiste in natura per guarire e salvare dalla paura, dalla malattia e dalla morte. Donatore della salvezza e dell'amrita: il divino nettare dell'immortalità.
Noi preghiamo Rudra perchè ci stacchi con dolcezza dal ramo che ci trattiene, inteso sia come distacco dagli attaccamenti (bhandana: legami) che ci legano alla vita materiale, sia perchè sia benefico e magnanimo con noi nel momento della nostra morte.
In particolare lo preghiamo perchè ci permetta di vivere la nostra vita fino all'ultimo giorno "utile", evitandoci la morte prematura (chi tiene famiglia a volte lo chiede, come grazia speciale, di questi tempi).

Rudra è l'Abitatore delle foreste e il signore degli animali, dispensatore del cibo e di ogni fragranza che ci circonda e ci nutre. (pushtivardanam)
Nella sezione mantra di questo forum se ne è già parlato, se ben ricordo, del significato del maha mantra.
La versione dello swami Satyananda è corretta, se ben ricordo, e ci mancherebbe, considerato la sua tradizione ma poi la riascolterò.
Solitamente nelle versioni che circolano sul web ci sono due pronunce lievemente diverse della parola triambakamya, da traslitterale dal sanscrito traiambakamya, per essere precisi, ma con la prima a muta. Qualcuno però la pronuncia.
Om,
Triambakamya jamahe significa porgiamo omaggio (jamahe) a Triambak,
La particella ya corrisponde ad "a"

Triambak: il signore dai tre occhi: tri ambaka: tre "visioni" ( del passato presente e futuro, dei tri loka: tre mondi.....)
come in tutti i mantra tradizionali il primo verso contiene il nome della divinità invocata con relativo omaggio, nel secondo verso, si rammentano gli attributi della divinità e nei versi finali si chiede lo specifico dono/protezione che la divinità offre, in questo caso la "liberazione" dalla morte e dagli attaccamenti.

Staccaci da ciò che ci trattiene come faresti con uno zucchino attaccato al suo ramo, permettici di assaporare la divina amrita che si dona la salute e la liberazione e non negarci l'immortalita.
ciao
pushan :)


Ciao Pushan!
Nelle ultime versioni di translitterazione ho trovato che Thryambakam e' la prima parola. Il "Ya" finale appartiene alla seconda parola.
Nei testi originali le parole sono tutte attaccate (uno dei problemi della traduzione) come una lunga frase.
Thryambakam Yajamahe.
Baci
Lakshmi

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Messaggioda cico » 28 agosto 2009, 22:31

Lakshmi ha scritto:
Ciao Pushan!
Nelle ultime versioni di translitterazione ho trovato che Thryambakam e' la prima parola.

...

Baci
Lakshmi


Ciao,
Volevo solo dire che, anche in sanscrito, a seconda delle varie tradizioni, si trova sia tryambakam che trayambakam.
E, sempre nello stesso mantra, alcuni ripetono urvaarukamiva bandhanan, altri urvaarukamiva bandhanat...
Quale la versione giusta?
Ai posteri l'ardua sentenza! :)
ciauz! :)
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Messaggioda pushan » 28 agosto 2009, 22:47

Lakshmi ha scritto:
pushan ha scritto:
shivananda ha scritto:

quando si parla del maha mrityunjaya mantra non riesco a trattenermi dalla voglia di intervenire essendo proprio uno dei miei mantra preferiti, che studio e pratico in modo significativo da un po' di anni, sia cantato che recitato (stile bhajan il primo modo, stile bramini il secondo).
Sto scrivendoci pure un tomazzo sopra...tipo la tela di penelope, mai pronta.
Studiare intensamente un mantra, secondo me, non significa solo praticarlo, recitandolo, interiorizzandone sempre più in profondità il ritmo e il significato, ma anche approfondire sempre di più il significato stesso, analizzando le parole sanscrite e le radici che contengono.
Il mantra è dedicato a Rudra, signore delle lacrime (ru: radice di piangere).
Nel mantra viene chiamato con uno dei suoi nomi: Triambak.
Rudra/Triambak è il fuoco che sale dalle viscere della terra, il rosso, l'irato, il signore delle lacrime e della tempesta, forma primitiva di Shiva, grande guaritore e dispensatore di ogni rimedio che esiste in natura per guarire e salvare dalla paura, dalla malattia e dalla morte. Donatore della salvezza e dell'amrita: il divino nettare dell'immortalità.
Noi preghiamo Rudra perchè ci stacchi con dolcezza dal ramo che ci trattiene, inteso sia come distacco dagli attaccamenti (bhandana: legami) che ci legano alla vita materiale, sia perchè sia benefico e magnanimo con noi nel momento della nostra morte.
In particolare lo preghiamo perchè ci permetta di vivere la nostra vita fino all'ultimo giorno "utile", evitandoci la morte prematura (chi tiene famiglia a volte lo chiede, come grazia speciale, di questi tempi).

Rudra è l'Abitatore delle foreste e il signore degli animali, dispensatore del cibo e di ogni fragranza che ci circonda e ci nutre. (pushtivardanam)
Nella sezione mantra di questo forum se ne è già parlato, se ben ricordo, del significato del maha mantra.
La versione dello swami Satyananda è corretta, se ben ricordo, e ci mancherebbe, considerato la sua tradizione ma poi la riascolterò.
Solitamente nelle versioni che circolano sul web ci sono due pronunce lievemente diverse della parola triambakamya, da traslitterale dal sanscrito traiambakamya, per essere precisi, ma con la prima a muta. Qualcuno però la pronuncia.
Om,
Triambakamya jamahe significa porgiamo omaggio (jamahe) a Triambak,
La particella ya corrisponde ad "a"

Triambak: il signore dai tre occhi: tri ambaka: tre "visioni" ( del passato presente e futuro, dei tri loka: tre mondi.....)
come in tutti i mantra tradizionali il primo verso contiene il nome della divinità invocata con relativo omaggio, nel secondo verso, si rammentano gli attributi della divinità e nei versi finali si chiede lo specifico dono/protezione che la divinità offre, in questo caso la "liberazione" dalla morte e dagli attaccamenti.

Staccaci da ciò che ci trattiene come faresti con uno zucchino attaccato al suo ramo, permettici di assaporare la divina amrita che si dona la salute e la liberazione e non negarci l'immortalita.
ciao
pushan :)


Ciao Pushan!
Nelle ultime versioni di translitterazione ho trovato che Thryambakam e' la prima parola. Il "Ya" finale appartiene alla seconda parola.
Nei testi originali le parole sono tutte attaccate (uno dei problemi della traduzione) come una lunga frase.
Thryambakam Yajamahe.
Baci
Lakshmi

si, possibile, io non mi cimento con il sanscrito originale, nella scrittura "esotica" per intenderci, ma tu che conosci il giapponese sei certamente avvantaggiata nel leggere le antiche lettere sanscrite.
Ya è la forma ablativa, om namah shiva- ya, rendo omaggio A Shiva.
Il maha mantra comincia con la om, pare che sia l'unico mantra che comincia con la om, in recitazione.
ciao :)

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Messaggioda pushan » 28 agosto 2009, 22:51

cico ha scritto:
Lakshmi ha scritto:
Ciao Pushan!
Nelle ultime versioni di translitterazione ho trovato che Thryambakam e' la prima parola.

...

Baci
Lakshmi


Ciao,
Volevo solo dire che, anche in sanscrito, a seconda delle varie tradizioni, si trova sia tryambakam che trayambakam.
E, sempre nello stesso mantra, alcuni ripetono urvaarukamiva bandhanan, altri urvaarukamiva bandhanat...
Quale la versione giusta?
Ai posteri l'ardua sentenza! :)
ciauz! :)

quando torno dalle vacanze poi te lo dico, credo che dipenda dalla "persona" che recita il mantra, se singolare o plurale: slegami o slegaci.... Io dico bandhanan, l'ho imparato così.
Anche sulla parola urvaruka ci sono problemi: zucca, cetriolino, zucchino o anche malattia....

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Messaggioda Lakshmi » 29 agosto 2009, 4:19

pushan ha scritto:
cico ha scritto:
Lakshmi ha scritto:

quando torno dalle vacanze poi te lo dico, credo che dipenda dalla "persona" che recita il mantra, se singolare o plurale: slegami o slegaci.... Io dico bandhanan, l'ho imparato così.
Anche sulla parola urvaruka ci sono problemi: zucca, cetriolino, zucchino o anche malattia....


Divertente!
Leggendo questo post stavo pensando a come dove vivo gli scoiattolini li chiamano "marmotte", perche' vivono in buchi sottoterra vicino al mare.
Effettivamente si comportano come marmotte.

In collina invece, gli scoiattoli sono chiamati "scoiattoli" e sono gli stessi animaletti che vivono vicino al mare, ma vivono sugli alberi, come gli scoiattoli in Italia, solo sono piu' grandi di taglia e diversi di colore.
Quando sono venuta a vivere qui un paio di anni fa, ho cercato di far ragionare i locali, chiedendogli di chiamare gli scoiattoli di mare "scoiattoli".
Ma non c'e' stato niente da fare: qui le marmotte non esistono e per i locali gli scoiattoli che vivono sul mare sono "marmotte". :mrgreen:
Non vivo in India, ma tutto il mondo e' paese.
Le cose sono magari le stesse ma con nomi diversi: zucche, cetrioli- io per traduzione per urvaruka ho "uva spina". Chissa'!
Baci
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Messaggioda pushan » 29 agosto 2009, 9:10

Lakshmi ha scritto:
pushan ha scritto:
cico ha scritto:
Lakshmi ha scritto:

quando torno dalle vacanze poi te lo dico, credo che dipenda dalla "persona" che recita il mantra, se singolare o plurale: slegami o slegaci.... Io dico bandhanan, l'ho imparato così.
Anche sulla parola urvaruka ci sono problemi: zucca, cetriolino, zucchino o anche malattia....


Divertente!
Leggendo questo post stavo pensando a come dove vivo gli scoiattolini li chiamano "marmotte", perche' vivono in buchi sottoterra vicino al mare.
Effettivamente si comportano come marmotte.

In collina invece, gli scoiattoli sono chiamati "scoiattoli" e sono gli stessi animaletti che vivono vicino al mare, ma vivono sugli alberi, come gli scoiattoli in Italia, solo sono piu' grandi di taglia e diversi di colore.
Quando sono venuta a vivere qui un paio di anni fa, ho cercato di far ragionare i locali, chiedendogli di chiamare gli scoiattoli di mare "scoiattoli".
Ma non c'e' stato niente da fare: qui le marmotte non esistono e per i locali gli scoiattoli che vivono sul mare sono "marmotte". :mrgreen:
Non vivo in India, ma tutto il mondo e' paese.
Le cose sono magari le stesse ma con nomi diversi: zucche, cetrioli- io per traduzione per urvaruka ho "uva spina". Chissa'!
Baci
Lakshmi

allora...
zucca, cetriolino, zucchino, uva spina :mrgreen:
in ogni caso sono due diverse immagini: liberami dai bandhana, dai legami (curioso come la bandana sia qualcosa che stringe la fronte)
come faresti staccando un frutto/verdura maturo
oppure, come traducono altri autori
liberami dalla morsa della malattia, la radice urv è collegata alla sofferenza fisica.
Considerato che Rudra vive nei boschi, preferisco la prima immagine....o meglio cerco di pensare due cose in una.
ciao
PS: magari entro il 2012 potresti per favore organizzare un gioco a premi o una lotteria per chi indovina il paese dove stai? :mrgreen:
ogni tanto penso che tu sia dei servizi segreti (degli angeli naturalmente)

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Messaggioda shivananda » 29 agosto 2009, 9:21

Grazie Pushan, delle molteplici risposte.

Sì, le mie prime insegnanti me lo insegnarono col TRIAMBAKAM
mentre adesso lo sto recitando secondo la tradizione satyananda col TRAIAMBAKAM.
:wink: :D
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BREATH ONE'S ONLY PRAYER, AND
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Messaggioda pushan » 29 agosto 2009, 10:22

shivananda ha scritto:Grazie Pushan, delle molteplici risposte.

Sì, le mie prime insegnanti me lo insegnarono col TRIAMBAKAM
mentre adesso lo sto recitando secondo la tradizione satyananda col TRAIAMBAKAM.
:wink: :D

ho spesso pensato che i bramini si prendano molta libertà nell'elidere e nell'aggiungere le a, e anche le e, qua e là.
Ma evidentemente avranno i loro motivi, sapranno quello che fanno, noi no.

Diciamo che noi tendiamo a pronunciare le A delle parole sanscrite come "la rana dalla bocca larga", a metterle dappertutto e a evidenziarle molto.
Cantare, ad esempio Rama Rama Rama con le A larghe è una cosa davvero raccapricciante :mrgreen:
si dovrebbe pronunciare Ram, o comunque aggiungere una a chiusa e quasi invisibile. Krishna Das che è anglosassone pronuncia quasi una O qui: Hare Ramo
http://www.youtube.com/watch?v=7WpdSh8VYd4

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Messaggioda shivananda » 29 agosto 2009, 10:29

pushan ha scritto:Krishna Das che è anglosassone pronuncia quasi una O qui: Hare Ramo
http://www.youtube.com/watch?v=7WpdSh8VYd4


Verissimo :mrgreen: :D

Però ha anche una buona pronuncia del nome di Sri Krishna
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Messaggioda pushan » 29 agosto 2009, 13:13

shivananda ha scritto:
pushan ha scritto:Krishna Das che è anglosassone pronuncia quasi una O qui: Hare Ramo
http://www.youtube.com/watch?v=7WpdSh8VYd4


Verissimo :mrgreen: :D

Però ha anche una buona pronuncia del nome di Sri Krishna

è vero, il nome di Krishna richiede una certa attenzione nella pronuncia.
Cmq anche Sting se la cava bene :)

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Ciao.

Messaggioda ahimsa46 » 16 novembre 2009, 18:01

Il mio insegnante dice sempre una cosa: bisogna capire quale è la nostra strada e percorrere quella, quella e basta, senza tante diramazioni. Sono tutte dispersioni, inutili dispersioni di energia. Un'altra cosa che mi viene in mente, in proposito, è un commento sempre in campo yogico: una forma di pigrizia è darsi tanto da fare per cose inutili. Credo che entrambe le cose che ho riportato, abbiano lo stesso significato. E credo che il tutto debba valere per ogni cosa che facciamo nella vita. Da qui, proseguo io dicendoti che potresti iniziare con scegliere una sola strada da percorrere per il tuo cammino spirituale e poi darti da fare moltissimo ma solo per quella. Quindi se questa è lo Yoga, iscriviti ad un corso, trova il tuo Maestro e concentrati su quanto apprenderai. Dici che ti pare che siano aumentati i tuoi impegni. Forse la vita vuole solo dirti: ecco quante cose puoi fare, ma tu devi solo sceglierne una! Auguri.


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