Lo yoga non e' unione

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Messaggioda Toki » 16 maggio 2013, 10:21

Paolo proietti ha scritto:questi sotto sono alcune edizioni del testo ordinabili via internet.
Il numerino (tipo "ISBN 13: 9788121509084") è il codice che puoi dare a qualsiasi biblioteca o libreria per rintracciare il testo.


Gentilissimo caro, l'avevo già trovata ma costa 50 mauri e al momento non ce li ho... pensavo tu ne avessi trovata una versione gratuita scaricabile (una volta mi dicesti: "c'è anche su internet..." e ho frainteso).

In futuro, allora.

quello che mi premeva era evidenziare la differenza tra scienza del suono e grammatica sanscrita.


Aridanghete... l'ho capito, il "problema" è che, a parer mio, confondi i campi di applicazione dell'una e dell'altra, e generi mostri (vabbè esageruma nen...).

Sulla fonetica sanscrita ne so ancora troppo poco per giocare, ma dammi un mesetto... poi ne riparliamo.

Comunque bravo discussione divertente, pian piano risponderò alle tue 4 +1 domande. O meglio ne parliamo domenica a pranzo, facendo attenzione a non uccidere di noia i commensali.
Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

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Messaggioda Paolo proietti » 16 maggio 2013, 13:05

Toki ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:questi sotto sono alcune edizioni del testo ordinabili via internet.
Il numerino (tipo "ISBN 13: 9788121509084") è il codice che puoi dare a qualsiasi biblioteca o libreria per rintracciare il testo.


Gentilissimo caro, l'avevo già trovata ma costa 50 mauri e al momento non ce li ho... pensavo tu ne avessi trovata una versione gratuita scaricabile (una volta mi dicesti: "c'è anche su internet..." e ho frainteso).

In futuro, allora.

quello che mi premeva era evidenziare la differenza tra scienza del suono e grammatica sanscrita.


Aridanghete... l'ho capito, il "problema" è che, a parer mio, confondi i campi di applicazione dell'una e dell'altra, e generi mostri (vabbè esageruma nen...).

Sulla fonetica sanscrita ne so ancora troppo poco per giocare, ma dammi un mesetto... poi ne riparliamo.

Comunque bravo discussione divertente, pian piano risponderò alle tue 4 +1 domande. O meglio ne parliamo domenica a pranzo, facendo attenzione a non uccidere di noia i commensali.


http://www.openisbn.com/price/9780710008268/
26.75 dollari

Questo che è uno studio sul testo pieno di citazioni è invece gratuito:
http://www.academia.edu/210373/The_So-called_Yoga_of_Suppression_in_the_Patanjala_Yogasastra

credo che comunque si trovi una versione scaricabile aggratis su "progetto gutemberg".

Per ciò che riguarda la nostra, divertita e divertente (almeno per me) diatriba.
Visto che comunque essendo tu un mio allievo, ho delle responsabilità è meglio che ti dica tutto:

1) Il testo di Shankara Vyasa non mi è caduto dal cielo: tre anni fa me ne ha dato notizia Teano di IPITAGORICI chiedendomi di tradurne una edizione in inglese con testo a fronte scritta da un sanscritista indiano.

2) "YOGA NON E' UNIONE" è vero, come dici tu che non è una provocazione, è un dato di fatto, e lì ho fatto un pochino il gesuita.
Mi spiego.
Un conto è discutere sulla derivazione della parola Yoga o Yuga da Yuj o da cammello.
Cosa diverse è vagliarne il significato nei testi che per noi, che pratichiamo yoga sono da considerare manuali tecnici:
Hatha Yoga Pradipika, Gheranda Samhita, Yoga Sutra, Aparokshanobhuti, Soundarya Lahari, Gaudapada Karika ecc. ecc.

Lì, in quei testi, Yoga ha due significati:
1) Yoga= tecniche psicofisiche finalizzate alla realizzazione di stati non ordinari di coscienza intendendo per stati ordinari la coscienza di veglia.
2) Yoga = darshana ovvero punto di vista di interpretazione dei Veda.

Che poi un contadino del kerala chiami il giogo dei buoi Yoga a me non me ne po' fregà de meno.
Come non me ne fregà de meno se tu salti in groppa ad un cavallo di frisia e cerchi di mandarlo al galoppo.

3) la prima cosa che ho notato spiluccando il commento di shankara vyasa (che si riferisce al significato di YOGA in Patanjali, e non trai contadini del Kerala) è stata la definizione Yoga = Riposo e non Yoga = Unione e mi sono messo a fare una ricerca.
Il punto in discussione trai sanscritisti del '900 non era la derivazione di Yoga da Yuj, ma l'esistenza, nei veda di un verbo YOGA sinonimo di Yuj= unire.
Mircea Eliade, afferma questo e A.K. Coomarasvamy cita il passo dei veda che ti ho incollato sopra a suffragio dell'ipotesi.

Ecco che siamo al punto.
Noi ci occupiamo di Patanjali Yoga, ovvero Veda, Vedanta, Tantra.
La diatriba sull'interpretazione di Yoga= Unione in Patanjali ha senso solo se esiste prima di lui nei testi filosofici e nei manuali di applicazione, qualche verso, frase, libro in cui YOGA è usato nel senso di UNIONE o UNIRE.
Vuoi vedere se esiste una cosa del genere nei Veda?
Non è difficile.
Puoi cominciare con il Rig Veda.
Qui:
http://www.sacred-texts.com/hin/rvsan/index.htm
trovi tutti e dieci i libri degli inni in devangari e in sanscrito romanizzato (IAST) basta che per ogni libro fai ctrl F e cerchi yoga.
Se lo trovi guarda se esiste nel significato di Unione o unire.
Se c'è parliamone.
Se non c'è di cosa stiamo a parlà?

Un sorriso,
P.
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Messaggioda pushan » 16 maggio 2013, 14:06

Nella Taittiriya upanishad (Yajur Veda nero) compare la parola "yoga". Un’altra citazione la si trova nella Katha upanisad, ove ricorre il termine adhyatma-yoga:
« Il saggio, grazie allo yoga individuale (adhyātma yoga), avendo contemplato la divinità difficile da percepire, penetrando nel mistero posto nell'intimo, nel primordiale, abbandona ogni piacere ed ogni dolore. »

Nella taittiriya la parola yoga la troviamo nel secondo Adhyaya, quarto anuvaka nel quale vengono illustrati i corpi-veicoli del jiva.

Nello specifico, viene descritto il corpo costituito di intelletto che ha "ancora fattezza umana" e viene detto (ne cito parte):

"Questo [sè di intelletto] dalla fattezza umana è conforme alla fattezza umana di quello [più esterno costituito di mente].
Di tale corpo costituito di intelletto, la fede stessa è il capo.
La rettuitudine è il lato destro. La verità è il lato sinistro. Lo yoga è il sè [il tronco]. Il Mahat è l'estremità quale base stabile. Anche a questo riguardo vi è questo sloka [seguente].


Il testo sanscrito recita: yoga atma yoga è atma, il sè.

Nel commento di Shankara, completato da Raphael, si dice, tra l'altro:
"Formato di ciò, il sè costituito di intelletto scaturisce dalle conoscenze certe [racchiuse nei veda e intuite direttamente] che per propria natura posseggono autorevolezza. (...)
In colui che possiede la conoscenza certa, dapprima si manifesta la fede (sraddha) in relazione alle cose che si devono compiere; poichè essa precede tutti gli atti che si devono compiere. La fede stessa è il capo, cioè è come la testa.
Per quanto riguarda la rettitudine (rta) e la verità (satya) esse sono come si è già spiegato [si fa rinvio alle spiegazioni del primo adhyaya].
Lo yoga, ossia il congiungimento [del sè individuato con l'atma], o la concentrazione, "è il sè", cioè: è come il sè.
Infatti la fede e le altre cose, al pari delle membra del corpo, divengono idonee alla ricezione [della conoscenza autentica] secondo il suo vero significato per colui che, dotato del sè [costituito dall'intelletto], è congiunto con quello attraverso la concentrazione, perciò lo yoga, cioè la concentrazione (samadhana), è il sè [ossia il tronco] del corpo-veicolo costituito dall'intelletto."

Per il significato della parola yoga si veda anche Sai Baba (discorso del 17 aprile 1996)

Tutti i Veda ed i Vedânga (le sei conoscenze ausiliarie a quelle dei Veda: Shîkshâ (la scienza della pronunzia), Vyâkarana (la grammatica), Nirukta (l'interpretazione etimologico-simbolica delle parole), Kalpa (la pratica cerimoniale), Chanda (la prosodia), Jyotisha (l'astronomia) sono testi sacri.
La mente è simile ad una tenda: da un lato della tenda c'è l'uomo, dall'altro c'è Dio. Egli è la causa, l'uomo l'effetto. L'intero universo si basa sul rapporto di causa-effetto; la loro combinazione è yoga.
Poiché deriva dal verbo yug (congiungere, unire), yoga significa "combinazione", "unione". Fin dai tempi antichi, non si conosceva esattamente il significato di questa parola. Se una persona fa penitenza e si nutre solo di foglie, questo non è yoga. Nella scienza ayurvedica, yoga è una mescolanza di varie foglie ed erbe. Anche la parola samayoga significa "congiunzione", "unione".

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Messaggioda AT » 16 maggio 2013, 18:04

La questione è molto semplice: non esiste una sola scuola filosofica che, nei secoli, ha attribuito valore a qualche pratica yoga. Ne esistono tante. E' chiaro che, per un Vedantino advaita, l'interpretazione di Yoga come riposo delle potenze della manifestazione è particolarmente calzante. Ma la tendenza Vedanta advaita non è l'unica. Esistono tanti Yoga, e sono convinto che lo Yoga descritto nel Vjinana Bhairava o nello Spandakarika abbia connotazioni molto diverse dal semplice riposare in sé stesso del Purusha. Quale Yoga è più autentico? Questa è una domanda che riguarda la Verità ultima sulla realtà e su Dio. E non è detto che le tendenze più antiche siano le migliori, o viceversa.

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Messaggioda Toki » 16 maggio 2013, 22:34

Proio Paoletti ha scritto:1) la derivazione di yoga dalla radice युज् yuj( esempio il sostantivo yuj che significa credo coppia e l'aggettivo yuj che significa, credo, unito) non è cosa che riguarda Panini o il suo allievo Patanjali (un omonimo dello Yogin) , ma (mi direte voi se sbaglio, vi prego di farlo se avete notizie in proposito) Mircea Eliade.


Sbagli.

Premetto che io di sanscrito ne so (ancora) pochissimo, ma a riguardo mi fido del mio caro vecchio cerebro perchè tutte le intuizioni linguistiche avute al riguardo si sono sempre rivelate clamorosamente esatte - vedi l'argomento "risorse sul sanscrito", in cui parlavo della morfologia senza averne letto da nessuna parte (come vedi l'unica cosa che sei riuscito a insegnarmi fin'ora è la completa mancanza di umiltà).

Prima di tutto bisogna sapere che cos'è il sanscrito. Copio da

http://www.sanscrito.it/?page_id=18

sempre del povero prof. Geymonat (che a 'sto punto ckstar potresti invitare direttamente nella discussione), che consiglio a tutti di leggere per intero.

La caratteristica unica del sanscrito è quella di non essere una lingua naturale (come il latino e il greco, anche loro lingue antiche di famiglia indo-europea) ma una lingua “grammaticale”.

Il sanscrito cosiddetto classico, quello con cui l’India brahmanica ha prodotto codificato e trasmesso tutto il suo sapere per più di 1500 anni, cioè circa dal I al XVIII secolo d.C., si fonda sulla grammatica di Patanjali, vissuto probabilmente intorno al I a.C.

La grammatica di Patanjali a sua volta si basa, “completandoli” attraverso la forma letteraria del commento, sui lavori di altri due grammatici, Katyayana (ca II a.C) e Panini (ca IV a.C.).


(...)

Nell’opera di Panini si sviscerano i meccanismi grammaticali fondamentali del vedico (che sono gli stessi del sanscrito), quindi principalmente l’utilizzo dei casi (concetti di soggetto, oggetto e complementi vari), i concetti di sostantivo aggettivo e pronome, i generi e i numeri, la coniugazione verbale (concetti di persona, modo, tempo, voce, ecc.) e l’utilizzo degli indeclinabili (particelle, avverbi, forme verbali non coniugate).

Ma oltre a ciò (e in questo sta la vera fondazione del sanscrito) la grammatica di Panini definisce le regole morfologiche “dietro” alla formazione delle parole, identificando i concetti di radice, suffisso, terminazione e definendo le regole con cui tali elementi minimi della parola agiscono e si uniscono fra loro.


(...)

Dopo Patanjali è sanscrito solo quel che rispetta le regole definite dall’opera dei tre grammatici, che verrà studiata e ristudiata (nonchè riassunta in opere più snelle) per sfruttare tutte le potenzialità che le loro regole offrono.

Che ce ne facciamo di 'sto pippone? Ci serve per stabilire un punto fermo:

- il sanscrito è un orologio, un meccanismo perfetto, costruito appositamente a tavolino da delle menti geniali per trasmettere la conoscenza in una forma immutabile; caratteristica peculiare di questo strumento perfetto è proprio la morfologia (come si formano le parole).

Teniamo presente un altro fatto: sebbene alcuni storici moderni tra cui Tucci (ma non tutti), a torto o ragione non importa, sostengano che il Patanjali degli Yoga Sutra e il Patanjali del Mahābhāshya siano due tizi diversi, per la tradizione indiana sono invece la stessa persona. Questo, per me che una linea tradizionale orientale, ancorchè cinese, la conosco dall'interno, pesa una tonnellata. Poi anche se sotto la firma Patanjali a scrivere era un gruppo di ciccioni ubriachi non fa nessuna differenza.

La conclusione che ne traggo è che gli Yoga Sutra vadano interpretati secondo le regole con le quali sono stati scritti (e non mi sembra 'sta gran rivoluzione...).

Come detto queste regole sono precisissime.

Ed è proprio secondo queste regole che, nel sanscrito, yoga deriva da yuj (intesa come radice verbale, non come sostantivo o aggettivo). Gli Yoga Sutra sono scritti in sanscrito, non in vedico, questo è un punto fondamentale.

Il problema è che se non si conosco queste regole, non è umanamente possibile, neppure per un crapulone come te, comprendere tale derivazione.

Mò non te le sto a spiegà sia perchè non avrei proprietà ma soprattutto perchè vado a nanna.

Comunque per il rasoio del tuo amico Occam non c'è alcun bisogno di tirare in ballo Eliade.
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Messaggioda Chlòé » 17 maggio 2013, 9:25

Ricordo a casa di un mio amico avvocato, di aver parlato con una persona di yoga e ad un certo punto ho capito che io parlavo di yoga, mentre lui parlava di yoghurt...
...Dii di dooh
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da daah...

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Messaggioda yoga.san » 17 maggio 2013, 9:54

Chlòé ha scritto:Ricordo a casa di un mio amico avvocato, di aver parlato con una persona di yoga e ad un certo punto ho capito che io parlavo di yoga, mentre lui parlava di yoghurt...


errato, mia cara...
la trasposizione letterale della radice vedica del termine porta a valutare che yog-h-urt è una interpretazione tardo ottocentesca, tipica del dialetto tamil.
Più corretta e storicamente appropriata (v. Granarolo, Parmalat et al.) la locuzione yogurt
:)
basium bifidus bifidus

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Messaggioda Chlòé » 17 maggio 2013, 10:09

yoga.san ha scritto:
Chlòé ha scritto:Ricordo a casa di un mio amico avvocato, di aver parlato con una persona di yoga e ad un certo punto ho capito che io parlavo di yoga, mentre lui parlava di yoghurt...


errato, mia cara...
la trasposizione letterale della radice vedica del termine porta a valutare che yog-h-urt è una interpretazione tardo ottocentesca, tipica del dialetto tamil.
Più corretta e storicamente appropriata (v. Granarolo, Parmalat et al.) la locuzione yogurt
:)
basium bifidus bifidus


C' hai ragione. Sono molto ignorante. :)

Baci molto affettuosi!!! :)
...Dii di dooh

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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 17 maggio 2013, 10:48

Chlòé ha scritto:Ricordo a casa di un mio amico avvocato, di aver parlato con una persona di yoga e ad un certo punto ho capito che io parlavo di yoga, mentre lui parlava di yoghurt...


Beh. ci sta che Yoghurt derivi da Yuj, unire.
.... :mrgreen:
Devo dire che erano anni che non mi divertivo così sul forum.
E questa discussione mi sta insegnando parecchio.
Ha ragione Toki (
Comunque per il rasoio del tuo amico Occam non c'è alcun bisogno di tirare in ballo Eliade
) nella mia ricerca attuale (non su yoga= unione, quello è un gioco ma sui suoni, lo sri yantra e la sri vidya) mi sto muovendo sulla base dei principi del buon Guglielmo.

Comunque, dicevo, questa discussione mi sta insegnando un mucchio di cose.
Prima di tutto che l'erudizione e la fede cieca nulla possono davanti al buon senso comune.
Poi che la maggior parte dei praticanti interessati a questo argomento (quelli che sono intervenuti) quando ricerca sul web lo fa in negativo.


Dite la verità: c'è qualcuno che come chiave di ricerca su Google ha digitato, per esempio, "yogasutrabashya+ Shankara+ yoga+rest+joint" o qualcosa del genere?
Avete cercato, secondo me, solo le conferme a quelle che erano le vostre opinioni pregresse basate, il più delle volte, su cose che vi ha detto qualcun altro.
E anche questo è interessante.....

Non so se l'avete notato, ma è tutto un dire: YOGA E' UNIONE (o GIOGO o UNIRE) perchè Tizio ha detto.... Caio ha scritto.... Sempronio ha affermato.....
E' la logica dei luoghi comuni.
Uno, Mircea Eliade, per esempio, dice una cosa "YOGA VUOL DIRE UNIONE".
Siccome è una bella frase ad effetto ecco che altri studiosi e Maestri, Orientali e occidentali, adottano la definizione e si cominciano a fare delle ricerche per dimostrare che YOGA VUOL DIRE UNIONE.
E ovviamente, nel mare magnum della letteratura indiana, se si cerca si trova di tutto e il contrario di tutto.


Un altro , Krishnamacharya, di ritorno dal Tibet si inventa una sequenza a fine didattico, per avvicinare gli allievi alle dinamiche dello Yoga Himalayano (asana, Mudra, Mantra e visualizzazioni insieme) la chiama Saluto al Sole.
La sequenza piace e diventa "un antico rito Brahminico" tramandato di maestro ad allievo da generazioni senza nome (non ci crederete ma non c'è traccia di Saluti al Sole nella tradizione indiana, prima del '900....).

I luoghi comuni rappresentano la morte, per il libero ricercatore.
Ma fanno tanto comodo......



Vi chiedo un favore:
Per me lo yoga è:
1) Un'insieme di tecniche psicofisiche.
2) Un punto di vista filosofico sui Veda

E niente di ciò che avete scritto mi spinge a cambiare opinione.
Mi trovate una citazione (in devangari, sanscrito traslitterato e italiano/inglese) tratta da un testo tecnico (tra virgolette) appartenente a Veda, Vedanga, Upaveda, Vedanta, Tantra, in cui la parola योग yoga è usata nel senso di GIOGO, UNIONE, UNIRE?

Dico citazione dai testi, non dalle interpretazioni che altri fanno di quei testi.
Niente "Sai baba ha scritto, Raphael sostiene, Eliade ha detto".
Citazioni di testi antichi.

E' una cosa assai semplice da verificare: se è usata con uno di quei sensi il significato della frase non muta sostituendo l'uno all'altro.

Faccio degli esempi:
1)" Il saggio, grazie allo yoga individuale (adhyātma yoga), avendo contemplato la divinità difficile da percepire, penetrando nel mistero posto nell'intimo, nel primordiale, abbandona ogni piacere ed ogni dolore."


2)" Il saggio, grazie al GIOGO individuale (adhyātma GIOGO), avendo contemplato la divinità difficile da percepire, penetrando nel mistero posto nell'intimo, nel primordiale, abbandona ogni piacere ed ogni dolore. "

Oppure:
(Shankara, Aparokshanobhuti 143, traduzione di Raphael):
1) "Così è stato descritto il Raja-yoga (vedantico). A questo può essere associato lo Hatha-yoga per coloro i cui desideri mondani sono solo estinti in parte"

2) "Così è stato descritto il Raja-GIOGO(vedantico). A questo può essere associato lo Hatha-GIOGO per coloro i cui desideri mondani sono solo estinti in parte"

Si può provare a fare lo stesso giochino anche nel linguaggio comune:

Yoga ludico:
"Buon giorno, mi chiamo X e insegno il GIOGO DELLA ROTONDA (Kundalini Yoga)".

Yoga contraddittorio:
"Da quando pratico il GIOGO la mia mente è libera dai pensieri".

Yoga ermetico:
"Il GIOGO DELLE OTTO MEMBRA è molto impegnativo, a livello fisico".

Yoga sadomaso:
"Ci sono tecniche di GIOGO che portano portano alla beatitudine sessuale"


Va beh ho preso il via.
Meglio fermarsi
Torniamo a bomba:

Mi trovate una citazione (in devangari, sanscrito traslitterato e italiano/inglese) tratta da un testo tecnico (tra virgolette) appartenente a Veda, Vedanga, Upaveda,Vedanta, Tantra, in cui la parola योग yoga è usata nel senso di GIOGO, UNIONE, UNIRE?


Un sorriso,
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Messaggioda Toki » 17 maggio 2013, 14:52

Paolo proietti ha scritto:Non so se l'avete notato, ma è tutto un dire: YOGA E' UNIONE (o GIOGO o UNIRE) perchè Tizio ha detto.... Caio ha scritto.... Sempronio ha affermato.....
E' la logica dei luoghi comuni.


Questa sì che è disonestà intellettuale. Mentre i bambini si divertono nell'altra stanza e fanno colazione con lo yogurt, sperando che non si imbrattino troppo, se io, te e chiunque lo desideri si vuol portare avanti questa simpatica partita a scacchi, credo sia meglio comportarci da adulti e soprattutto parlare da uomini. Se preferisci andare a far merenda anche tu o farti un giro al roxy bar va benissimo, io vado nei boschi col lupo.

1 - Cita un mio passaggio in cui sostengo che "yoga è unione" in questo thread, o in alternativa ammetti di esserti sbagliato. Ho anche scritto che "qualunque traduzione è un tradimento".

2 - Hai posto 4 + 1 domande ben precise, e hai ricevuto un'unica risposta alla prima di esse dal sottoscritto. Leggila con attenzione e poi barra una delle caselle sottostanti (puoi anche riempire gli spazi coi puntini):

* Hai ragione tu Toki, mi ero sbagliato

* Ho letto e compreso, ma non sono d'accordo perchè...

* Ho letto, ma non capisco bene questo e quest'altro... puoi spiegarmi meglio?

Fatto questo si potrà passare alla tua seconda domanda. Se invece continui a metter carne sul fuoco non si va da nessuna parte.

Per far capire ai telespettatori cos'è una lingua orientale, posto l'ideogramma , tradotto con "vuoto".



Non vi spiego il perchè e il percome, ma sapete cosa rappresenta? Una tigre che osserva dall'alto di un precipizio. Non è la stessa cosa che dire "vuoto", vero? Gli amici marzialisti in particolare capiranno bene di che sto parlando.

E il sanscrito non è certo da meno.

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Messaggioda yoga.san » 17 maggio 2013, 15:34

Toki ha scritto:Questa sì che è disonestà intellettuale. Mentre i bambini si divertono nell'altra stanza e fanno colazione con lo yogurt, sperando che non si imbrattino troppo, se io, te e chiunque lo desideri si vuol portare avanti questa simpatica partita a scacchi, credo sia meglio comportarci da adulti e soprattutto parlare da uomini. Se preferisci andare a far merenda anche tu o farti un giro al roxy bar va benissimo, io vado nei boschi col lupo.
...


un elemento in più dall'asilo.
che è luogo nobile e nel quale mi ritrovo a mio agio.
non sto scherzando!
se valuto la colossale quantità di cose che non conosco in rapporto a quelle di cui (forse) ho una qualche confusa idea, l'asilo è probabilmente un'auto-allocazione presuntuosa.
Yoga è unione.
Dell'uomo con il suo principio creatore.
chi lo dice?
il Maestro.
mi basta?
Assolutamente sì, senza alcun dubbio.
Forse non è vero?
e chi lo dice?
baci
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Messaggioda Toki » 17 maggio 2013, 15:58

yoga.san ha scritto:non sto scherzando!


Io invece sì, ovviamente.

:wink: anche a te.
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Messaggioda Paolo proietti » 17 maggio 2013, 17:14

Una citazione, una sola citazione in sanscrito nella quale yoga è usato nel senso di unione, unire, giogo. Me la trovi toki? 8) un sorriso,p.
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Messaggioda AT » 17 maggio 2013, 20:14

Proietti, se vuoi soddisfazione ti devi rivolgere ad un vero storico studioso di sanscrito. E non basterebbe, perché le fonti delle numerose pratiche yoga sono Vediche e non Vediche, e vi sono testi in sanscrito e testi in altre lingue. Le interpretazioni più frequenti sono Yoga come unione, Yoga come giogo, Yoga come riposo. E ti dico la verità, a me personalmente non soddisfa nessuna delle tre interpretazioni. L'interpretazione di Yoga come riposo delle potenze della manifestazione è ottima dal punto di vista Vedanta, dal punto di vista Samkhya, e anche dal punto di vista di Patanjali. Ma c'è dell'altro, sicché anche tale interpretazione, per me, si rivela illuminante ma parziale.

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Messaggioda Paolo proietti » 17 maggio 2013, 20:49

AT ha scritto:Proietti, se vuoi soddisfazione ti devi rivolgere ad un vero storico studioso di sanscrito. E non basterebbe, perché le fonti delle numerose pratiche yoga sono Vediche e non Vediche, e vi sono testi in sanscrito e testi in altre lingue. Le interpretazioni più frequenti sono Yoga come unione, Yoga come giogo, Yoga come riposo. E ti dico la verità, a me personalmente non soddisfa nessuna delle tre interpretazioni. L'interpretazione di Yoga come riposo delle potenze della manifestazione è ottima dal punto di vista Vedanta, dal punto di vista Samkhya, e anche dal punto di vista di Patanjali. Ma c'è dell'altro, sicché anche tale interpretazione, per me, si rivela illuminante ma parziale.


No AT, non voglio soddisfazione.
Ed è perchè sono d'accordo con te.
Nessuna definizione può essere soddisfacente.
Lo yoga si pratica non si definisce. In fondo credo sia come Luce, Silenzio, Vuoto, Amore....parole che se le ingabbi in definizioni scientifiche o pseudo tali si inaridiscono inevitabilmente.

No, non mi interessa avere una definizione.
Mi intriga però il tono che ha assunto la discussione.
Mi ricordo un vecchio argomento, del 2005 forse, sullo stesso tema.
C'erano Faber, il buon Govinda, il "grande" hatha Jo, tu, io e non ricordo chi.
Io ero entrato come sempre a gamba tesa (quella volta la mia bandiera non era YOGA= RIPOSO, ma YOGA=GIOGO) e la discussione era filata via liscia come l'olio.
Non so perché adesso sia così accesa.
Deve essere cambiato qualcosa.
Forse ci sono più persone con problemi di identità, forse è un momento in cui si ha bisogno di sfogare energie represse.
Chissà.
Forse sono invecchiato.
O magari è solo che Faber, Govinda, Hatha Jo erano, sono ricercatori puri senza pregiudizi e c'è stato una specie di cambio della guardia, una maggiore ideologizzazione..... non lo so.
Secondo te perché una provocazione (identica anche se tra virgolette opposta) che 7 anni fa aveva prodotto solo scambi amichevoli, sorrisi e condivisioni, adesso provoca battute acide e aggressività?
:shock:
Un sorriso,
p.
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