Lo yoga non e' unione

misticismo, esoterismo, riflessioni e temi vari
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Messaggioda Indra » 14 maggio 2013, 8:13

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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 14 maggio 2013, 10:15

Luce Oscura ha scritto:non ci siamo
a me gli occhi
i significati delle parole variano a seconda del Fissare
gli occhi della mente
pratistha sta per stabile FISSAZIONE e considerare che in latino è cum sidera
o FISSARE le stelle(TARA) ma sta anche per COSTELLAZIONE
samadhi sta per acquisire l'interezza o EQUILIBRARE la mente
yoga è analogo al latino iugum ed a iungere
iungere sta per congiungere ma anche FORMARE e svarupa è la FORMA PROPRIA
iugum sta per FISSARE insieme come dire interezza o
equilibrare
ma sta anche per COSTELLAZIONE della LYBRA
yoga è lo stesso di yuga che sta per FISSARE un punto da cui si inizia a contare
per paolo
pratist-HA sta per il mistico significato della lettera HA la PRIMA dell' ALEPH BEITH
patanjali era un bagatto
spiega tutto congiungendo ed Equilibrando DUE e DUE non nel tre ma nel QUATTRO
così QUATTRO PADA o YUGA o le QUATTRO OPERE alkhemiche e infatti di alkhemia parla
laddove sankara e vyasa balbettano

Ops... siamo alle solite.
Per fortuna (o purtroppo?) che c'è Luce Oscura.
Quando parte in quarta con i suoideliri ermetici è veramente poco digeribile.
Epperò infila di tanto in tanto nelle sue cervellotiche elucubrazione una frase che "mi risuona", che mi fa supporre pratiche ed esperienze simili ma non identiche alle mie (non so sia un bene :mrgreen: , ne parlerò con il mio psicanalista....)

per paolo
pratist-HA sta per il mistico significato della lettera HA


Vedete, facciamo (mi ci metto anch'io, ovviamente) tutti un gran parlare per sentito dire:
".... Sostiene Shankara che....Sostiene Panini che..... Sostiene Geymonat che.... Sostiene Pereira che...."
Tutte cose buone per le conferenze che hanno a che vedere con lo yoga come gli articoli di Carlo Giulio Argan hanno a che vedere con il guizzo creativo di Caravaggio.

Per uno Yogin, secondo me, le parole scritte(teorie) hanno senso solo se si sono "vissute" con il corpo (corpo/parola/mente), se si sono "realizzate se no, anche se sono belle e affascinanti, sono solo aria fritta.

Prendiamo la lettera HA .
"SOSTENGONO" 8) :D Abhinavagupta e Giuseppe Tucci (vedi "Teoria e Pratica del Mandala") che ha viene prodotto dal visarga (la ha finale aspirata che si indica con i due punti traslitterati con) che il visarga è il suono dell'EFFLUSSO DELLE POTENZE LUNARI CHE INSORGONO NEL RIPOSO DELLE POTENZE SOLARI.

Le POTENZE SOLARI sarebbero i suoni:
अ a in relazione, nel corpo umano, con la GOLA

इ i in relazione con il PALATO

उ u in relazione con le LABBRA.

E i loro corrispettivi "lunari" sarebbero invece le lettere

आ ā ई ī ऊ ū .
Il Visarga su piano di manifestazione potenziale indicherebbe (sarebbe) il Potere di Emissione.
Ha sul piano della manifestazione sarebbe invece La volontà della manifestazione, o forse l'atto, il primo atto.

Ora, in base alla pratica e a quella roba che si chiama intuizione, le parole di Abhinavagupta e Tucci "mi risuonano".

Che dicono i sanscritisti del Visarga?
Dicono che è una derivazione/sostituzione della "s" e della "r" finali.
E portano anche delle prove:

कस् kas - क: - kaḥ - chi?
पुनर् punar - पुन: punaḥ - di nuovo


Sicuramente ciò che dicono i sanscritisti ha un fondo di verità.
Ma a me "NON RISUONA"affatto.
Intendo fisicamente, se provo a trasformare il suono S o il suono R in H aspirata mi rendo conto che non c'è nessuna relazione.
La maniera di utilizzare il palato la lingua, le labbra è completamente diversa.
Ed emettendo i tre suoni si hanno delle risposte in zone del corpo completamente diverse.

Il sanscritista lavora sul piano di quello che Ugo di San Vittore chiamava "Linguaggio letterario".
Lo yogi cerca di accedere al "quarto livello di linguaggio" il linguaggio mistico.

i quattro livelli di linguaggio vengono "appresi" progressivamente (o improvvisamente in alcuni casi) tramite una serie di esperienze che vengono definite, nello yoga, pare, samadhi savikalpa.

samadhi savitarka = linguaggio letterario.
samadhi savichara= linguaggio allegorico.
samadhi sananda= linguaggio morale.
samadhi sasmitha= linguaggio mistico o anagogico.


Ovviamente anche queste sono solo parole.
La cosa più importante però è questa: la verità dei suoni è precedente alla scrittura e agli studi linguistici.
E se si lavora sui suoni bisogna praticare.
Respiro, emissione vocale, meditazione sul suono interiore.

Realizzare che Lo yoga è unione credo che sia un po' diverso dallo scrivere che lo yoga è unione.

Un sorriso,
P.



[/b]
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Messaggioda Toki » 14 maggio 2013, 15:14

Paolo proietti ha scritto:Quanto é brutta, ventus, la tua affermazione che io faccio dire a shankara che yoga è riposo! Implica un giudizio di disonestà nei miei confronti che detto tra noi non credo di meritarmi. Tu lo hai letto il commento di vyasa e di shankara a patyanjali?


Brutto sarai te.

Immagino ti riferisca a me anche se mi hai chiamato Ventus... Nessun implicito giudizio di disonestà. Sei il mio insegnante, mi fido di te e per difendere il tuo onore farei a botte con un rottweiler o starei una settimana su un'isola deserta con AT.

Qualunque traduttore "fa dire", sempre e comunque. Succede traducendo dall'inglese o dal francese, figuriamoci con il sanscrito (per non parlare poi del cinese!). L'unica parziale soluzione è la traduzione letterale che il più delle volte non è possibile se il sistema linguistico è molto differente, come è il caso del sanscrito.

Tradurre è tradire. Quindi se vogliamo usufruire dei testi classici dello Yoga a un livello superiore alla quinta elementare c'è un solo modo: leggerli e comprenderli direttamente in sanscrito. Il forum sarebbe un'ottimo strumento di confronto in questo senso, mentre per ciò che riguarda aspetti più materiali della pratica (già, perchè lo studio dei testi è pratica, se non decade in puro onanismo intellettuale) mi pare lasci un po' il tempo che trova, ci vuole l'insegnamento diretto.

Non ho letto il commento di Vyasa e Sankara, infatti ti ho chiesto per cortesia di linkarmelo o almeno di postare le parole originali di Sankara per confrontarci. Rinnovo l'invito.

Riguardo al tuo secondo messaggio, nessuno (o almeno non io) sta dicendo che il tuo discorso sulle lettere, suoni e potenze della creazione sia men che sublime, semplicemente hai scritto alcune cose da cui è evidente che hai delle lacune a riguardo del sanscrito e si voleva integrarle in spirito di riconoscenza, ma c'hai la testa quasi dura come la mia... Queste lacune ti fanno commettere degli errori e soprattutto rendono misterioso e arcano ciò che è semplice, anzi matematico.

A proposito, è come se stessi mescolando aritmetica e numerologia esoterica... se devo fare 35 + 72 la seconda mi complica parecchio la vita. Una cosa è un mantra come "ha sa ka...", altra cosa è un testo come gli Yoga Sutra et similia; nel primo caso ben venga il simbolismo fonetico, nel secondo caso prescindere dalla grammatica e dalla morfologia è un suicidio. Non mi pare di scrivere niente di straordinario o offensivo.

Il sanscritista lavora sul piano di quello che Ugo di San Vittore chiamava "Linguaggio letterario".
Lo yogi cerca di accedere al "quarto livello di linguaggio" il linguaggio mistico.


Io le scale preferisco salirle un gradino alla volta. Inoltre se non c'è nemmeno comprensione del linguaggio letterario gli altri tre credo che uno se li possa scordare. Inoltre-bis la comprendere la morfologia sanscrita è già andare mooolto oltre al linguaggio letterale... ma come sempre costa un po' di fatica.

Sicuramente ciò che dicono i sanscritisti ha un fondo di verità.
Ma a me "NON RISUONA"affatto.


Fondo di verità? Risuona?

Questa è pura new-age.

Per uno Yogin, secondo me, le parole scritte(teorie) hanno senso solo se si sono "vissute" con il corpo (corpo/parola/mente), se si sono "realizzate se no, anche se sono belle e affascinanti, sono solo aria fritta.


Ma per piacere...

Allora che facciamo, il prossimo inverno ci scaldiamo con i libri? L'hai scritto tu, Corpo, Parola e Mente. Tutti e tre ugualmente importanti... a volte mi sembra che ci sia il rischio di rigirare la frittata pseudo-vedantina (yoga da salotto) e ridurre tutto alla fisicità.

Leggere Sivananda o Raphael è meditazione pura, se si è "intonati". Leggere certi testi (ed eventualmente discuterne) è il primo e indispensabile passo per realizzarli. I casi patologici alla topo gigio non c'entrano.

Comunque io ti voglio ancora bene, sia ben chiaro...
Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 14 maggio 2013, 18:11

Non sei brutto toki.
affatto (baciami stupido:mrgreen: )
ma le parole scritte sui libri sono una cosa diversa dai suoni.
E mi riferisco al lavoro sulle lettere, non ai significati.
E' roba diversa.
Un conto è raccontare una bellissima storia che riguarda Shiva.
Un'altro conto è sapere che HA per gli yogin significa Shiva.
Una terza cosa è realizzare che HA è Shiva.

é più chiaro così?

Un sorriso,
P.
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Messaggioda Ventus » 14 maggio 2013, 18:18

No Toki, Paolo si sta rivolgendo proprio a me.
No Paolo, non ho letto quei due commenti, ho letto solo quello di Taimni e adesso ho letto il tuo lavoro. Certo l’ho solo letto, non l’ho ancora “realizzato”.
Forse ho condensato troppo: “riposo (delle potenze come delle onde del mare)” ma non volevo certo sminuire il tuo lavoro, altrimenti non sarei qui. Al contrario, sono qui esattamente perché lo apprezzo.
Mi pare anche di averlo detto sempre.
Non capisco.

Indra
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Messaggioda Indra » 14 maggio 2013, 18:27

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Messaggioda Toki » 14 maggio 2013, 18:58

Paolo proietti ha scritto:é più chiaro così?


Era già chiaro prima, per me. I punti che non ti entrano in zucca sono 2:

1 - STUDIA UN PO' DI GRAMMATICA SANSCRITA E MI RINGRAZIERAI

2 - DAMMI UN LINK PER LO Yogasutrabhasyavivarana O MANDAMELO VIA MAIL E TI RINGRAZIERO'

Lo Yoga è l'arte di comprendere i paradossi.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 14 maggio 2013, 20:07

Toki ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:é più chiaro così?


Era già chiaro prima, per me. I punti che non ti entrano in zucca sono 2:

1 - STUDIA UN PO' DI GRAMMATICA SANSCRITA E MI RINGRAZIERAI

2 - DAMMI UN LINK PER LO Yogasutrabhasyavivarana O MANDAMELO VIA MAIL E TI RINGRAZIERO'



Prova ad ascoltare.
A volte.
Non solo a pensare.

un sorriso,
p.
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Messaggioda Ventus » 15 maggio 2013, 2:40

Anzi, ho letto anche i commenti di Vivekananda e di Raphael. Però adesso provo a cercare quello con Vyasa e Shankara. E’ davvero strano che non ci sia. Spero esista almeno in inglese.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 15 maggio 2013, 9:46

X Toki 1):

questi sotto sono alcune edizioni del testo ordinabili via internet.
Il numerino (tipo "ISBN 13: 9788121509084") è il codice che puoi dare a qualsiasi biblioteca o libreria per rintracciare il testo.


Yogasutrabhasyavivarana of Sankara: Vivarana Text with English Translation, and Critical Notes Alongwith Text and English Translation of Patanjali's Yogasutras and Vyasabhasya
Sankaracarya; Patanjali; T. S. Rukmani; Vyasa

ISBN 10: 8121509084
ISBN 13: 9788121509084
Casa editrice: Munshiram Manoharlal Publishers
Data di pubblicazione: 2001




Yogasutrabhasyavivarana of Sankara (Vivarana text with English trans. And critical notes alongwith text and translation of Patanjali's Yogasutras and Vyasabhasya) (ISBN: 9788121509084)
Sankaracarya;Patanjali;Rukmani, T. S.;Vyasa
ISBN 10: 8121509084
ISBN 13: 9788121509084
Libreria: Books from India or Oscar Publications
(Delhi, DEL, India)




Yogasutrabhasyavivarana of Sankara Vivarana Text with English Translation of Patanjali's Yogasutras and Vyasabhasya (ISBN: 8121509084)
Sankaracarya;Patanjali;Rukmani, T. S.;Vyasa
ISBN 10: 8121509084
ISBN 13: 9788121509084
Libreria: Alden Books
(New York, NY, U.S.A.)



X Toki 2): scrivendo
C'è da dire che se di yoga penso di capirne, per le lingue sono proprio una capra.
E la mia opinione non è certo paragonabile a quella di Yoghi Bhajan e di quella del Prof. Geymonat.
non ero assolutamente ironico (mi hai sentito parlare in inglese? :mrgreen: ).

A parte il discorso di YOGA= RIPOSO che è preso veramente da Vyasa/shankara (ne avevo già parlato su "IPITAGORICI") quello che mi premeva era evidenziare la differenza tra scienza del suono e grammatica sanscrita.
Questo significava il mio consiglio di metterti ad "ASCOLTARE".
che il visarga ":" sia una derivazione sostituzione di "r" ed "s" finali, come dicono i sanscritisti, secondo me è vero.
Ma non me ne importa niente che sia vero.
Mi interessa di più Abhinavagupta che dice, nel tantra sara, che è il suono "DELL'EFFLUSSO DELLE POTENZE LUNARI NELLE POTENZE SOLARI" reso HA nella manifestazione e che viene prima, quindi, delle consonanti.
Quindi ti suggerivo, oltre che pensare e studiare la gammatica sanscrita, di metterti semplicemente a fare delle prove "pratiche" mettendo l'aspirazione della h subito dopo le vocali trasformandola nelle varie consonanti e semivocali.
Prova ad esempio a ripetere senza sonorizzare HRAM HRIM HRUM HRAIM HRAUM HRAH e a ricominciare da HRAH cercando di sentire dove risuonano, nel corpo, quei suoni.


X Ventus: No, con la frase "Quanto é brutta la tua affermazione che io faccio dire a shankara che yoga è riposo!" mi riferivo a Toki. Però scrivevo con il cellulare e ci ho le dita troppo grosse (o forse sono i tasti troppo piccoli): ho cancellato una frase che riguardava Saussure in cui ti citavo e mi è rimasto il nome in mezzo.
Ti chiedo scusa.

Un sorriso,
P.
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Messaggioda Ventus » 15 maggio 2013, 11:43

Grazie Paolo Proietti, ma sono sempre io che invece devo chiedere scusa a te! Mi piace molto seguire le tue ricerche, e salto nel thread con le mie riflessioni a ruota libera, magari facendo confusione.
Vivo lo yoga, lo zen e la filosofia in modo concentrico (come fai anche tu, ed è una cosa che apprezzo tantissimo), e questo a volte mi induce a scrivere con troppo piacere.
Grazie di tutto sempre

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Re: Lo yoga non e' unione

Messaggioda ckstars » 15 maggio 2013, 18:12

Paolo proietti ha scritto:
ckstars ha scritto:- -- -- - -
Chiedendomi da tempo il legame tra Yoga e .... “unire”, “attaccare”, “imbrigliare” e il verbo Yuj e non sapendo soprattutto perche’ etimologicamente ci fosse tale legame ho chiesto aiuto al Prof. G.Geymonat docente di sanscrito e filosofia. Cosi’ mi ha risposto:

“yoga e yuj sono connessi come, citando alcuni esempi, krodha (ira) e krudh (irarsi), sarga (creazione) e sRj (creare), sara (flusso) e sR (fluire), lobha (brama) e lubh (bramare), ecc..

In ognuno di questi casi vediamo agire il suffisso -a che morfologicamente comporta un'alterazione della vocale radicale, (per cui da u/U in radice abbiamo o nel tema, da i/I in radice abbiamo e, ecc..), e semanticamente serve per formare nomi (aggettivi e sostantivi) appartenenti all'ampia categoria dei nomi d'azione (l'altra categoria di nomi essendo i nomi d'agente).

Aggiungo che la trasformazione di una -j finale in -g è standard (vedi per esempio vRj/varga vij/vega o tyaj/tyAga).
Tutto ciò fa parte delle prime cose che si devono imparare quando si studia sanscrito!”

Naturalmente ringrazio il Prof., un abbraccio, Cks


Anch'io ringrazio, sentitamente il Prof. G.Geymonat docente di sanscrito e filosofia, ma vorrei chiederti delle cose.
Si dico a te, P.P., quello in seconda fila con la maglia della Fiorentina e la birra in mano.
Ti chiedo un paio di risposte secche, terra terra.
quali di queste parole, secondo te si somigliano (graficamente) di più tra di loro?
1) योग
2) युज
3) यग.

Seconda domanda:
hai provato confrontare la pronuncia della parola योग YOGA e della parola युज YUJA ?

Vediamo: Y si pronuncia come la I di IERI-
O è una "palato gutturale" e il suono è simile alla nostra O stretta
La G sanscrita invece è una gutturale che assomiglia quasi più alla K che alla nostra G, diciamo che è la G di Gatto ma un pochino più dura.
La A finale è poco udibile.
La pronuncia è più o meno (se sbaglio mi corigerete) YO.kGà

YU si pronuncia più o meno come la I e la U in AIUTO
mentre la sillaba ज ja si pronuncia come l'angloamericano JO di JOE[/b].

Quindi YO kGà e YU GiO.
Ti sembrano simili?

Beh lo so che non significa niente, i filologi e i linguisti ragionano in maniera diversa dai comuni mortali, ma considerato che secondo me gli antichi indiani non erano degli alieni ma avevano cervello, lingua, occhi e orecchie che funzionavano come i nostri, mi chiedo per quale motivo si faccia derivare la parola Yoga da Yuja anzichè da Yaga, che ha aspetto grafico, significato e pronuncia assai più simile.
Va beh che si facevano tante canne, ma che razza di logica c'é?

C'è da dire che se di yoga penso di capirne, per le lingue sono proprio una capra.
E la mia opinione non è certo paragonabile a quella di Yoghi Bhajan e di quella del Prof. Geymonat.

Però ci sono due tipi che ne capiscono sia di yoga che di sanscrito che , incredibilmente, sono d'accordo con me.
Il primo è Vyāsadeva, quello che noi chiamiamo Vyasa, uno che ha messo per scritto i Veda, stilato i 18
Purāṇa, scritto il Vedānta Sutra e dettato a Ganesha il Mahābhārata.
Uno "grosso" insomma.
L'altro è Adi Śaṅkara, un altro che "gliel'ammollava" parecchio nel campo dello yoga e del sanscrito.

Bene questi signori, commentando gli Yoga Sutra di Patañjali, soffermandosi sul secondo sutra dicono che
"IL SIGNIFICATO DI YOGA NON E' UNIONE, IL SIGNIFICATO DI YOGA E' RIPOSO".

Il commento di Vyasa agli Yoga Sutra, con le glosse di Shankara si chiama Yogasutrabhasyavivarana e non è mai stato tradotto in italiano.
Non ne capisco il motivo, a dir la verità, perché da quel poco che ho tradotto mi pare una miniera d'oro.
Vyasa scrive, ad esempio, commentando Yoga sutra I, 2 :
योगःसमाधिः
yogaḥ samādhiḥ (Vyasa, YBh. I,1)
che io ho sempre interpretato con : "LO YOGA E' LA PRATICA DEL SAMADHI".

E Shankara, di rimando: Yoga nei Sutra di Patanjali ha il significato di 'riposo'.


Un testo di non difficile reperimento su internet che dà notizie al riguardo è
Sankaracarya; Patañjali; T. S. Rukmani- Vyasa. Yogasutrabhasyavivarana of Sankara: Vivarana Text with English Translation, and Critical Notes along with Text and English Translation of Patañjali's Yogasutras and Vyasabhasya. Munshiram Manoharlal Publishers, 2001.

La presunta o reale che sia derivazione della parola Yoga dal verbo Unire è successiva alla trasformazione del significato di Yoga negli Yogasutra operato da ambienti Bhakti.
La traduzione di Yoga con Unione deriva dall'interpretazione, secondo me un pochino cervellotica , di Yogasutra IV, 34:

पुरुषार्थशून्यानां गुणानांप्रतिप्रसवः कैवल्यं स्वरूपप्रतिष्ठा वा चितिशक्तिरिति ॥३४॥

[b]puruṣa-artha-śūnyānāṁ guṇānāṁ-pratiprasavaḥ kaivalyaṁ svarūpa-pratiṣṭhā vā citiśaktiriti ||34||


kaivalyaṁ è la liberazione/realizzazione, svarūpa-pratiṣṭhā è " ripristinare la propria natura autentica" o meglio (riprendendo il primo capitolo) "riposarsi nella propria vera natura", riscoprirsi DIO.
Ora, per i Bhakti l'identità con Dio è inconcepibile (chiedi agli Hare Krishna, per loro la realizzazione non duale equivale all'inferno) per cui hanno forzato un pochino l'interpretazione del 34 sutra di Patanjali:
svarūpa-pratiṣṭhā è stato interpretato con "unirsi alla vera natura dell'Essere" (che ci sta pure, volendo) e Yoga , da "Riposo" è stato trasformato in "Unione".
L'etimologia , ahimé è venuta dopo, nell'ambito di un processo di manipolazione ( a fin di bene ovviamente) che ha colpito sia gli Yoga Sutra che i testi tantrici.

Yoga non è unione, Yoga è RIPOSO.

Capisco che se lo dice l'urfido Proietti la cosa possa apparire poco attendibile, ma se lo dicono Shankara e Vyasa come la mettiamo? 8)

Un sorriso,
P.


Sara' difficile che mi trovi con la maglia Viola essendo un semplice simpatizzante .... con una birra belga davanti piu' facile. Capisco che e' sempre bello condividere concetti ma sarebbe possibile con un attimo di maggiore calma ?!

Intanto la mia osservazione da alinguista e' originata da cercare di capire perche' effettivamente in sanscrito una parola puo' derivare originariamente da un altra, cosi' ho chiesto al Prof. e postato la risposta non volevo mettere in crisi nessuno ne' alimentare alcuna polemica.

Secondo: quando l' italiano lingua diventera' lingua morta una reincarnazione di Proietti (ci saranno sempre reincarnazioni di Proietti) mi dira' che Pero - pianta si comporta avversativamente verso la terra perche' assomiglia a Pero' - prep. avversativa con l' accento sulla o, perbacco si assomigliano suonano quasi uguali !!!
Allora Proietti ti chiedo con la birra in mano perche' non lavori sui suoni e sul disegno dei caratteri e sulla loro similitudine (che ti riesce bene) lasciando stare le regole del sanscrito che ci ha le sue ?
Un affettuoso abbraccio, Cks

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Messaggioda Paolo proietti » 15 maggio 2013, 19:53

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Messaggioda Paolo proietti » 15 maggio 2013, 19:59

Caro paolo il discorso nasceva da una provocazione: se scrivi " lo yoga non é unione" subito c' é un ambardam di chi é affezionato per motivi ideologici e religiosi a quella definizione. Vedi il fatto che una parola derivi da un'altra non vuol dire che abbia lo stesso significato. Non ci avevi mai fatto caso? Ma detto tra noi: a parte la maglia viola che sfoggiavi in pizzeria e il fatto che non hai evidentemente letto il commento di vyasa agli yoga sutra e nemmeno tutto ciò che ho scritto in questo argomento, come é che mi sembra di cogliere un pizzico di proiettesca vis polemica nei tuoi interventi? Che ti succede? Un sorriso, paolo
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Messaggioda Paolo proietti » 16 maggio 2013, 1:14

Devo dire che sono rimasto sorpreso dalle reazioni di Toki e Ckstar.
Deve essere colpa mia che sono stato poco chiaro e che mangio pane e presunzione a colazione :mrgreen: .
Comunque sia ribadisco il concetto che volevo esprimere e che sbagliando, pensavo fosse passato.
Credo che lo yoga sia essenzialmente pratica e che ogni cosa, anche il senso di una parola (se ha a che vedere con la sua pratica), debba essere compresa o meglio vissuta nella carne.
Se no va bene per le discussione salottiere.
Un'altra cosa che mi sento di affermare è che se non si segue la via della devozione bisogna assolutamente evitare di procedere per sentito dire.

Se uno si riconosce in Sai baba e Sai baba dice che la terra è quadrata comprendo che affermi acriticamente che la terra è quadrata.
Il suo maestro è Dio per lui e prima o poi, se ha fede scoprirà che quell'affermazione ha un senso.

Per me, che non seguo la via della devozione non è così.
Se Saussure, Geymonat, il Papa, il fantasma di Patanjali o Brancaleone da Norcia mi dicono una cosa che riguarda lo Yoga per me, che pratico Yoga, non è vera fin quando non l'ho verificata e soprattutto compresa.

Che io non capisca niente di lingue e che la mia conoscenza del sanscrito sia nettamente inferiore di quella che possano vantare il professore amico di Ckstar o Toki credo che sia cosa fuori discussione.
La mia scarsa (non sto nicchiando dico sul serio) conoscenza dipende solo dai goffi tentativi di traduzione di Patanjali, Shankara e di qualche upanishad che ho fatto negli ultimi sei anni.

A un certo punto (mangio pane e presunzione, l'ho già detto), ho pensato che certe versioni/interpretazioni non erano convincenti ed ho cercato, facendo probabilmente dei gran casini, di tradurre per conto mio.

Conoscenza elementare appunto.
E vorrei cercare di condividere alcune delle cose che ho imparato (o credo di aver imparato) con Toki e Ckstar per sentire cosa ne pensano loro due.
Ritorniamo quindi alla parola Yoga.
Anzi योग.
Non ci crederete forse, Toki e Ckstar, ma è stata la prima parola sulla quale ho fatto delle ricerche ( se hai voglia magari, Toki fai una ricerca sulle cose che ho scritto nel 2010 su IPITAGORICI) e, visto che mi ricordo bene cosa avevo trovato, lo condivido con voi:

1) la derivazione di yoga dalla radice युज् yuj( esempio il sostantivo yuj che significa credo coppia e l'aggettivo yuj che significa, credo, unito) non è cosa che riguarda Panini o il suo allievo Patanjali (un omonimo dello Yogin) , ma (mi direte voi se sbaglio, vi prego di farlo se avete notizie in proposito) Mircea Eliade.


2) Nel sanscrito di Pāṇini (diverso dal vedico) non c'è a quanto so, nessuna regola di derivazione della sillaba ग ga dalla sillaba ज ja.
Questo certo non significa che sia impossibile che un parola con GA abbia lo stesso significato di una con JA , ma una regola non c'è.
C'è un rapporto direi di prossimità.
In sanscrito ci sono cinque classi di consonanti,
Gutturali, Palatali, Linguali, Dentali e Labiali e cinque suoni consonantici di base ( le consonanti sono 25,le altre lettere sono vocali e semivocali).
Questi suoni sono le derivazione della A (prima vocale, suono gutturale) e sono:
क ka ख kha ग ga घ gha ङ ṅa


Spostando il suono progressivamente più avanti (palato molle, palato, denti, labbra) si ottengono le altre classi di consonanti (è una cosa tecnica, provare per credere)

Per capire cosa intendo vi metto le palatali sotto le gutturali:

क ka ख kha ग ga घ gha ङ ṅa
च ca छ cha ज ja झ jha ञ ña

Ci possono essere tutti i casi del mondo e tutte le spiegazioni del mondo.
Ma "fisicamente" a livello di tecnica di emissione e tenendo conto che la KA è Shiva inteso come inizio (Ka e i la Hrim....) per me sul fatto che sia la JA che viene dopo la GA e non viceversa ci sono pochi dubbi, ma
pronto naturalmente a cambiare opinione quando mi dimostrerete il contrario.


3) da sempre mi dicono che l'uso di della parola Yoga come unione (riferito ad uno dei significati di युग yuga usato talvolta come GIOGO) risale ai veda e nei libri e sui siti che ho consultato si rimanda a Ṛgveda V,46,1.
ovviamente sono andato a verificare.
Ecco qua il brano:
hayo na vidvāṃ ayuji svayaṃ dhuri tāṃ vahāmi prataraṇīm avasyuvam |
nāsyā vaśmi vimucaṃ nāvṛtam punar vidvān pathaḥ puraeta ṛju neṣati ||

हयो न विद्वां अयुजि सवयं धुरि तां वहामि परतरणीम अवस्युवम |
नास्या वश्मि विमुचं नाव्र्तम पुनर विद्वान पथः पुरेत रजु नेषति ||


Voi trovate traccia della parola YOGA?

4) ammettiamo che Yoga significhi in alcuni casi unione e giogo.
Ci sta pure a livello intuitivo.
Ma siete sicuri che mantiene questo significato nelle upanishad o negli Yoga sutra?
Voi pensate, veramente, che Patanjali scrivendo Yoga citta vrtti nirodha intendesse che SOSPENSIONE DELLE MODIFICAZIONE DELLA MENTE E' L'UNIONE?
Vorrei farvi notare una cosa.
In sanscrito (così come in tutte le lingue, forse) avviene talvolta che un termine assuma vari significati a seconda dell'uso che se ne fa in vari ambienti.
Qui ovviamente si sta parlando di Yoga.
Un ambito specialistico.
Faccio un esempio:
la parola अनुत्तर anuttara significa "inferiore, basso" e per ampliamento semantico "meridionale".
Voi, sinceramente, pensate che l'anuttara yoga dei Tibetani sia lo yoga inferiore o lo yoga del sud?
pensate che la POTENZA SUPREMA dello shivaismo del kashmir sia chiamata anuttara perché è meridionale?
Visto che entrambi, Toki e Paolo, siete stati prodighi di consigli (che terrò cari ovviamente) mi farebbe assai piacere che commentaste queste mie riflessioni mostrandomi dove sbaglio.

E magari mi piacerebbe che rispondeste a questa mia domanda:
1)Secondo voi non è possibile, pur ammettendo che Yuga e Yoga siano legati che quando si parla di Yoga Sutra, Raja Yoga e Yoga Darshana si intenda qualcosa che ha poco a che fare con il giogo dei buoi?

un sorriso e una strizzata d'occhio,
Paolo
Il Manzo non Esiste


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