yoga

misticismo, esoterismo, riflessioni e temi vari
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Messaggioda AT » 24 maggio 2012, 0:16

...

Indra
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Messaggioda Indra » 24 maggio 2012, 8:21

onkar

il tuo comformismo non ti permette di parlare con la Mano Sinistra?

dici di esser insegnante di kundalini yoga

quindi sai il perchè del suo Duplice Triplice nome
del suo Duplice Triplice Aspetto
della mezza spira e della bocca

buona fortuna
ne avrai bisogno
Ultima modifica di Indra il 26 maggio 2012, 15:39, modificato 4 volte in totale.

grazianozap
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Messaggioda grazianozap » 24 maggio 2012, 8:35

Caro L.O. leggendoti (premetto non capisco nulla di quello che scrivi) mi verrebbe da chiederti dove hai sbagliato
Queste tue affermazioni
la Verità non esiste.
L' Amore non esiste.
Sono dispiaciuto se non hai mai provato queste cose, perchè la Gioia che ti danno sono la vera essenza della vita.
Probabilmente dovresti rivedere la pratica...già tante volte ho sentito questa cosa pratica, pratica, ma pratica cosa?
l'eccesso di qualunque pratica se non ben gestita a cosa porta?
Vivi lo scorrere della vita in pienezza e lascia perdere tutto il resto, credimi non conta.
samastaloka sukhino bhavantu

Indra
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Messaggioda Indra » 24 maggio 2012, 9:06

AT
nessuna accusa
solo un invito ad una maggior apertura

il samkya è non teistico ed attualmente alcuni studiosi
lo collocano tra le vie eterodosse insieme al jain e al buddismo
Tucci rileva come samkya e yoga abbiano una derivazione comune da un sapere più antico
lo yoga introduce sì isvara ma nel suo modo
certo che sono tutti imparentati poichè è da una base
comune che hanno attinto come già detto
ho confrontato diverse traduzioni dei termini purusa isvara prakrti nei vari contesti filosofici ed ho scelto quelli più scevri da influenze di parte
tu continui a riportare quelli che vengono dati per scontati ma che tali non sono
perchè credi che patanjali non abbia parlato di manas
ma di citta?
poichè sapeva per esperienza pratica che non esiste separazione tra manas buddhi e citta
sapeva bene che senza la mente non si va da nessuna parte nè in fisica nè in metafisica
così come sapeva che la metafisica è indimostrabile
ma diviene una realtà se lo si vuole
citta concentrata costantemente crea qualsiasi cosa anche dio in tutti i modi concepibili ed anche inconcepibili
è solo questione di quanta energia ci si riesce a veicolare

come potrebbe esser Vero un purusha che si separa da qualcosa?

prakrti significa natura che nel senso più ampio
significa ' la forza che genera '
sai cosa ti sfugge?
l'origine di quella forza
ci si interroga da millenni su questo
ma dio resta indimostrabile se non con la fede
e la fede sempre una modalità della mente resta

senza la mente non si va da nessuna parte

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Chlòé
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Messaggioda Chlòé » 24 maggio 2012, 16:45

Vedi, LO...
Purtroppo i Vira non esistono...
Non esistono più o forse non sono mai esistiti.
E qualora anche esistessero, non andrebbero certo a frugare nell' occultismo.
Perciò occorre una grandissima attenzione al dato di realtà e cioè al fatto che molti, seguendo questi percorsi, si sono coagulati in personalità dai tratti marcatamente psicopatici.
E questo non può dirsi un progresso...nè per se stessi, nè per la società.

padme
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Messaggioda padme » 24 maggio 2012, 19:34

baba ji nientemeno!

Curioso che tu tiri fuori il riferimento al santone quando pochi gg prima l'avevo citato io in un post. Non ne parla mai nessuno...

Visto che ci siamo, e sei tra i pochi con cui posso soddisfare la mia sete di sapere su una tecnica con cui divido ultimamente le mie ore di sonno,

raccontami di dove hai conosciuto Sanakananda, conosco ben 4 persone che negli stessi anni tuoi l'hanno frequentato, chi sai mai che condividiamo un entourage.
Loro sono un pochino più anzianelli di me.

Illuminami su quel che sai del primo dei kriya superiori, che così poco assomiglia a quel che tramandano Yogananda & c., raccontami del significato del fluire dell'inspiro nell'espiro...

Raccontami di quello swami così "tosto"...
grazie

Indra
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Messaggioda Indra » 24 maggio 2012, 21:33

chlòè

vira è scegliere di fare ciò che si vuole

lo descrive molto bene il tuo poeta greco

ed anche tu lo ricerchi nel tuo modo

in fondo ogni tanto non agisci da virago?

ecco che tu esisti

ecco che i vira esistono


ad elena ellas

bianca spuma e liquida veste
negra vela nel cielo celeste
sorride di cipro la candida dea
sorride il vira della prora achea
Ultima modifica di Indra il 25 maggio 2012, 6:12, modificato 1 volta in totale.

Indra
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Messaggioda Indra » 24 maggio 2012, 22:56

padme
baba ji è un modo di essere che ancor oggi conservo
forse un giorno ne parleremo e ti mostrerò il colore
della sua trasparenza

fui iniziato a roma nel corso di alcuni incontri organizzati da un centro romano di kriyaban
la prima volta avvenne in un appartamento dalle parti di piazza fiume o nomentana
eravamo in quattro di cui due degli organizzatori ed un mio amico
sanakananda era anziano magro con lunghi capelli sciolti e fluente barba bianca avvolto in un longhi bianco sedeva in terra su una coperta bianca ed alla sua sinistra un giovane indiano dalla folta capigliatura vestito di rosso
lo swami parlava in inglese e descrisse in sintesi il kriya e la sua suddivisione pratica
io mi ero seduto in padmasana di fronte a lui a meno di due metri di distanza e lo fissavo negli occhi
praticavo già da otto anni yoga e magia ed avevo già sperimentato l'adesione al mahavatar per cui mi concentrai e proiettai la mia essenza nella sua mente
mi guardò incuriosito ma non disse nulla
alla fine della riunione fece cenno a me ed al mio amico di avvicinarsi
pose la mano sulla testa del mio amico e sussurrò qualcosa poi si rivolse verso di me prese la mia mano posò l'altra sulla mia testa e mi sussurrò all'orecchio un mantra
allora nella mia mente apparve una sequenza respiratoria che non ho mai ritrovato in nessun testo
il modo di canalizzarla ed ignificarla espandendola ed un modo altrettanto sconosciuto di kecari
il giorno seguente non mi chiamò
aveva già mostrato tutto quello che aveva per me

padme
sai che il rapporto è diretto
quale il tuo attuale livello?
sappi che il kriya di baba ji è diverso da quello di lahiri

padme
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Messaggioda padme » 25 maggio 2012, 9:43

caro LO baba ji,

non sono appassionata nè devota ad alcuna tecnica.

L'unico stato che desidero davvero è l'ascolto silenzioso, l'immobilità in un punto, grazie al quale riuscire a scorgere la Presenza che sta dietro a questa ordinaria realtà.
Che è qualcosa di molto, molto semplice, in teoria.

Questa coincidenza del kriya mi ha divertito per la apparente sincronicità con cui si è manifestata.
Ma per ogni mia pratica mi fondo su quel che ho appreso direttamente da chi mi guida.

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Messaggioda AT » 26 maggio 2012, 0:21

Luce Oscura ha scritto:AT

come potrebbe esser Vero un purusha che si separa da qualcosa?

prakrti significa natura che nel senso più ampio
significa ' la forza che genera '
sai cosa ti sfugge?
l'origine di quella forza


senza la mente non si va da nessuna parte

59.Come la danzatrice smette di danzare dopo essersi mostrata al pubblico, così la natura cessa la sua attività essendosi manifestata all'anima.
61. Nulla a mio vedere è più sensibile della natura, la quale, non appena è conscia di essere stata vista, non si porge più allo sguardo dell'anima.
65. In virtù di ciò l'anima, che se ne sta raccolta in sé stessa al suo posto come uno spettatore, vede la natura che ha cessato di essere produttiva e che risulta svincolata dalle sette forme per avere alfine compiuto il fine dell'anima.
68. Avvenuta la separazione del corpo e avendo la natura, poiché il suo fine è compiuto, cessato l'attività, l'anima perviene all'isolamento assoluto e definitivo.

Le strofe del Samkhya.


Lo scopo del sistema del Samkhya è la liberazione dell'anima (Purusha). Il mezzo utilizzato è la conoscenza, e si tratta di una conoscenza metafisica, anche se di metafisica atea si tratta. La conoscenza è la conoscenza discriminativa del conoscente (Purusha), del conosciuto (dieci elementi, dieci sensi, manas, senso dell'io e buddhi) e dell'immanifesto (Prakriti). Da notare che la Prakriti, o Immanifesto, non è nulla di ciò che appare nel divenire (sensi, elementi, senso dell'io, manas, buddhi) ma la radice del divenire, radice creativa, produttiva e non prodotta o creata. Oltre spazio e tempo, la Prakriti.
Per giungere a tale conoscenza, il manas, la mente discorsiva e razionale, è necessaria ma assolutamente insufficiente. Occorre creare in sé stessi un nucleo centrale sattvico, e risvegliare la buddhi, capace di intuire, vedere, riconocere grandi verità universali. Il Purusha è pura coscienza, uno spettatore silenzioso al di là anche della buddhi e del senso dell'io. Ora, quando questo Purusha raggiunge, secondo il Samkhya, l'isolamento definitivo, cessando l'attività della Prakriti in lui, che cos'è (dal punto di vista del Samkhya) tutto questo se non Verità (sempre dal punto di vista del Samkhya)? Il Purusha non ha né mente, né pensieri, né attività di alcun genere, è eterno silenzio, è Essere e non divenire. In esso non c'è spazio alcuno per scelta, ego, mutamento. Diciamo che è il modo con cui il Samkhya, da sistema ateo, concepisce l'Essere, la Verità e l'eternità. Da notare che Purusha non vuol dire Uomo (come essere senziente e vivente) ma il Vero Uomo, cioé il Sé, concepito come pura coscienza. Nel Samkhya i Purusha sono molteplici,anche se tutti uguali, e viene a mancare quell'Unità Divina che invece compare nella metafisica di Patanjali con il concetto di Isvara: pura coscienza in senso però universale e unificante. Perciò, caro Luce Oscura, sia nel Samkhya che nello Yoga siamo di fronte ad una conoscenza metafisica, che ha l'intento di condurre l'essere umano alla Verità, anche se concepita nel loro modo. E ti ripeto, io sono critico nei confronti di entrambi i sistemi, ma mi domando come fai ad indulgere in certe ingenue forme di relativismo se solo hai iniziato ad intuire qualcosa di quella buddhi che è un elemento indispensabile in entrambi i sistemi. Le strutture razionali sono insufficienti anche solo per capire che cosa corrisponde al Purusha, ( e nel Samkhya le strutture razionali sono un prodotto della Prakriti, quella Prakriti che cessa la sua attività non appena il Purusha giunge all'auto-coscienza) figuriamoci poi riflettere su Dio sul serio.

Indra
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Messaggioda Indra » 26 maggio 2012, 7:41

AT
samkya o qualunque modo dello yoga o altre vie hanno tutti dei punti deboli che cercano di superare e giustificare con artifici più o meno sofisticati
in genere con asserzioni aprioristiche indimostrabili
prive di qualsiasi fondamento logico o non
quindi dogma fede o presunta impossibilità a comprendere il divino
le strofe da te riportate si smontano subito
chi e come afferma che la natura cessa la sua attività?
il purusha? e da dove salterebbero fuori prakrti e purusha? chi li ha creati? poichè dire che sono increati
è dogma e fede
purusha anima? e che significa? e la natura che si attiva solo per lei è quindi subordinata all'anima?
peccato che non smetta affatto di agire o meglio generare anche se il purusha VORREBBE ignorarla con la modificazione della sua personalissima mente
e per potersi bloccare la natura deve avere una sua coscienza ma da dove viene e dove va?
non ha alcuna possibilità di evoluzione? resta mero strumento ad uso e beneficio esclusivo del purusha?
e chi lo avrebbe stabilito? chi lo mantiene? non il purusha poichè non riesce a farla svanire ed un dio non ha limiti
anima in isolamento assoluto? isolamento da che?
a parte che lo può realizzare solo in presenza di un molteplice, oppure non potrebbe nemmeno rendersi conto di essere isolato un isolamento assoluto comporta necessariamente isolarsi anche dallo stesso isolamento ricadendo quindi nel molteplice oppure si dovrebbe inserire un terzo modo che a sua volta dovrebbe prevederne un quarto e così via
prakrti immanifesta? e da dove salta fuori la manifestazione con o senza radice?
oltre spazio e tempo è fede e dogma

certo che esiste la metafisica
solo che non è comprovabile
la metafisica resta un bel costrutto della mente
che non è su tre livelli ma lo diviene solo perchè il suo creatore SCEGLIE di applicarla in un modo od in un altro
patanjali che era un furbacchione non si fa incastrare facilmente
non ha MAI detto che lo yoga è ' IL 'modo per arrivare
a dio e parla di isvara che è sì l'Uomo cosmico ma cosa intende per Uomo cosmico? non dio o lo avrebbe esplicitato con altri termini noti poichè patanjali ammesso che sia stato un singolo è databile intorno al secondo terzo secolo dc
nè ha MAI detto che manas sia altro da buddhi o da citta poichè da praticone sapeva bene che dipende solo da come si SCEGLIE di adoperare la mente
ed infatti ha indicato UN modo per farlo e poter affermare ' IO SONO'
e se si VUOLE anche giochetti mentali come SONO o NON SONO o turiya o quinto e via così

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Messaggioda dattatreya » 26 maggio 2012, 17:12

Per Patanjali l'essenza dello yoga è citta vritti niroda. rendere fertile il terreno, perché se è arido, non vi cresce nulla.

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Messaggioda stebau » 26 maggio 2012, 22:44

Luce Oscura ha scritto:padme
baba ji è un modo di essere che ancor oggi conservo
forse un giorno ne parleremo e ti mostrerò il colore
della sua trasparenza

fui iniziato a roma nel corso di alcuni incontri organizzati da un centro romano di kriyaban
la prima volta avvenne in un appartamento dalle parti di piazza fiume o nomentana
eravamo in quattro di cui due degli organizzatori ed un mio amico
sanakananda era anziano magro con lunghi capelli sciolti e fluente barba bianca avvolto in un longhi bianco sedeva in terra su una coperta bianca ed alla sua sinistra un giovane indiano dalla folta capigliatura vestito di rosso
lo swami parlava in inglese e descrisse in sintesi il kriya e la sua suddivisione pratica
io mi ero seduto in padmasana di fronte a lui a meno di due metri di distanza e lo fissavo negli occhi
praticavo già da otto anni yoga e magia ed avevo già sperimentato l'adesione al mahavatar per cui mi concentrai e proiettai la mia essenza nella sua mente
mi guardò incuriosito ma non disse nulla
alla fine della riunione fece cenno a me ed al mio amico di avvicinarsi
pose la mano sulla testa del mio amico e sussurrò qualcosa poi si rivolse verso di me prese la mia mano posò l'altra sulla mia testa e mi sussurrò all'orecchio un mantra
allora nella mia mente apparve una sequenza respiratoria che non ho mai ritrovato in nessun testo
il modo di canalizzarla ed ignificarla espandendola ed un modo altrettanto sconosciuto di kecari
il giorno seguente non mi chiamò
aveva già mostrato tutto quello che aveva per me

padme
sai che il rapporto è diretto
quale il tuo attuale livello?
sappi che il kriya di baba ji è diverso da quello di lahiri


grazie per averci raccontato la tua esperienza diretta fonte di confronto verità e istruzione.
Om Sai Ram
stebau
Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.

Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
R.Maharshi

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Messaggioda Indra » 27 maggio 2012, 19:01

altro luogo comune da sfatare è il funzionamento del mantra inteso come una vibrazione percepibile o non
ed in sanscrito

i suoni e le tecniche di risonanza vocale sono stati usati dagli shamani fin dagli albori e non risulta che adoperassero il sanscrito che è lingua derivante dal brahmi il quale è databile intorno al V secolo ac.
però risulta che funzionassero benissimo lo stesso

mantra come termine è dato da man- e tra che significa strumento o che agisce
il problema è interpretare man che è cosa più sottile

chi pratica la magia sa che non ha molta importanza la pronuncia delle parole di potenza o il ritmo ma appunto la potenza che ci si fa affluire mentre i seguaci dei veda danno massima importanza al ritmo ed alla pronuncia sia sonora che interna dimenticando che partono da un assunto che non è affatto scontato che è la presunta sacralità del sanscrito
il mahamantra aum ha fatto versare fiumi di inchiostro
sulla sua interpretazione ma compare per la prima volta come aum nelle UP databili intorno al IX V secolo ac
per la grafia più ricorrente invece essa è resa in devanagari che è databile intorno al secolo VIII dc
pertanto aum non è il nome di dio ma al massimo di quello che i veda credono sia la divinità
quindi impensabile che un mantra funzioni solo se pronunciato in alfabeto sanscrito
infatti funziona altrettanto bene qualsiasi parola o sillaba in qualsiasi altra lingua
nello yoga l'uso dei mantra è minimo e minimale per patanjali poichè sapeva che sono facenti parte del pranayama e quale fosse il reale significato di aum
come ben sanno i tantrici

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Messaggioda AT » 27 maggio 2012, 22:10

Luce Oscura ha scritto: e la natura che si attiva solo per lei è quindi subordinata all'anima?
peccato che non smetta affatto di agire o meglio generare anche se il purusha VORREBBE ignorarla con la modificazione della sua personalissima mente

Il Purusha non ha mente, e non ha quindi modificazioni della mente. Il Purusha E', e mente, buddhi e senso dell'io sono prodotti della Prakriti. Tale concezione del Purusha come coscienza-testimone al di là dei sensi e della mente è essenziale anche per capire Patanjali, e mi stupisco che tu ti dibatta ancora in tali confusionarie obiezioni dopo tanti anni di Yoga. Mi pare anche strano che obiezioni razionalistiche ( e quindi deboli per loro stessa natura, essendo il razionalismo tagliato fuori da ogni comprensione più approfondita della realtà) vengano mosse da un'occultista dedito alla magia nera. Il tutto è un po' paradossale.
Io volevo solo stabilire un po' di correttezza storica su ciò che il Samkhya è effettivamente. Ed è un sistema metafisico e realizzativo estremamente interessante, contenente idee basilari per capire le scuole filosofiche indiane. Ogni visione del mondo è una metafisica in senso ampio. Ci sono visioni del mondo costruite solo attraverso il contributo del manas, e visioni del mondo, come il Samkhya, che coinvolgono oltre al manas la buddhi, ed oltre. E' grande lo stupore nell'osservare che dopo tanti anni di yoga per te Prakriti e Purusha sono concetti immaginari e astratti, e non corrispondono invece a realtà concrete, al di là di differenze di linguaggio. Chiunque abbia inquadrato storicamente il Samkhya e compreso la sua struttura non può indulgere in nessuna forma di materialismo o razionalismo. E' una testimonianza secondo me imperfetta, ma decisiva. E le idee metafisiche servono ad aiutare la mente ad avere orizzonti degni dell'essere umano.


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