5 tibetani

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Messaggioda malcolm » 14 marzo 2006, 23:01

grazie mille piccolo paolo. ora ti sono ancora più debitore...
bo magari sarà un segno, un tentativo di comunicarci qualcosa? 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8) 8)

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La saga continua

Messaggioda freealex » 29 marzo 2006, 23:38

E dopo i cinque tibetani ... il signor Salvesen ha annusato l'aria ed ecco pronti anche il sesto e il settimo (rituale) tibetano con l'intenzione di re-inventare il Tantra ... mi sà che l' amico Paolo abbia proprio ragione.

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Messaggioda gb » 30 marzo 2006, 11:01

Paolo proietti ha scritto:Francamente mi sembra un lavoro un pò parziale.
ribadisco che secondo me, se è vero che sono stati trovati per caso sotto forma di manoscritto, erano esercizi specifici per un allievo di arti marziali dotato di problemi posturali specifici e non dotato di grande scioltezza.
ma sicuramente, sempre secondo me, male non fanno.


Interessante: quando dici probelmi posturali specifici ti riferisci a scoliosi e cifosi? Quando dici non dotato di grande scioltezza intendi che tali esercizi lo avrebbero aiutato ad essere più "sciolto di schiena" o che invece sono fatti per qualcuno che non riesce ad essere molto sciolto?
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Re: La saga continua

Messaggioda gb » 30 marzo 2006, 11:05

freealex ha scritto:E dopo i cinque tibetani ... il signor Salvesen ha annusato l'aria ed ecco pronti anche il sesto e il settimo (rituale) tibetano con l'intenzione di re-inventare il Tantra ... mi sà che l' amico Paolo abbia proprio ragione.

alex


Ho visot anche io ieri l'altro il libro sul settimo, e concordo sul fatto che si tratti di un operazione di marekting....

resta il fatto che i 5 mi scaldano a meraviglia prima della sezione di asana: io li ho iniziati ad usare al posto del saluto al sole perchè a freddo questo per me era problematico; in realtà adesso che sono più sciolto potrei cominciare da quello per scaldarmi.

Paolo (o gli altri esperti), cosa mi consigli(ate) tra i 5 tibetans e il saluto al sole come riscaldamento dinamico prima delle asana? Qual è il lavoro migliore, diciamo più "olistico"?
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Messaggioda Paolo proietti » 30 marzo 2006, 14:12

gb ormai mi conosci .. :D che risposta ti aspetti che ti dia?
Quello che senti è più giusto per te.
ogni corpo è diverso dall'altro.
Quando si fa una classe si fa una media, tenendo conto del livello e del tipo di attività che svolgono gli allievi.
Io insegno 3 a settimana a danzatori, 3 ore a settimana ad attori ( un mix di professionisti e non professionisti tra cui una decina di disabili) e 5 ore la settimana ad un guppo di signori signore e signorine trai i 30 e gli 80 anni di età.
pensi che proponga sempre gli stessi esercizi?
in alcuni periodi ho avuto anche allievi che mi richiedevono corsi individuali soprattutto per quel riguarda certe tecniche di bastone di spada e un certo tipo di cadute.
in quel caso il riscaldamento era chiaramente più personalizzato.
Senza vedere le tue caratteristiche fisiche e vedere come pratichi certe forme in movimento non sono assolutamente in grado di consigliarti un tipo di esercizi od un altro.
Il riscaldamento deve essere, secondo me, lo "scatenamento" di qualcosa.Io vedo il corpo come una serie di tubi idraulici e quel qualcosa che deve scatenarsi come l'acqua che scorre in quei tubi.
il riscaldamento deve servire a sciogliere certi blocchi ( alcuni tubi possono essere otturati) e ad eliminare certi "ristagni".
prima di poter proporre un "riscaldamento" ad una persona devo poter fare un analisi posturale e muscolo scheletrica.
al di là dei "paroloni", guardo l'allineamento posturale e la presenza di disquilibri.
molte persone che praticano pesi ad esempio hanno pettorali e deltoidi ipertrofici.
Ipertrofia che spesso si accompagna ad una debolezza della zona lombare.
Altre volte , visto che va di moda la pancia a guscio di tartaruga, hanno i muscoli addominali alti e medi molto contratti, il che provoca, secondo me, problemi nella pratica in movimento.
la salute e la capacità di movimento del corpo umano dipendono, secondo me, dalla capacità di distensione dei muscoli.
Diciamo che propongo spesso dei test.
faccio accovacciare le persone sui talloni e guardo se hanno la tendenza a cadere e/o ad alzarsi sulle punte.
le faccio inginocchiare con le punte dei piedi ( i polpastrelli delle dita dei piedi) a contatto con il pavimento per osservare la scioltezza delle dita dei piedi e della caviglia.
Li faccio mettere sulle ginocchia con i piedi distesi e chiedo loro di allungare la schiena sul pavimento( se toccano solo con le mani o se riescono ad appoggiarsi sui gomiti o sulla schiena completamente distesa all'indietro).
le faccio sedere su una sedia e li faccio andare in piedi più volte per vedere il rapporto tra vertebre cervicali e parte alta della schiena etc etc etc.
In pratica controllo lo stato di tutte le articolazioni ( caviglie, ginocchia, anche, scapole, gomiti, polsi, collo + pseuudo articolazione della vita e del petto) e dei muscoli più grossi.
ed osservo il ritmo respiratorio.
alla fine di questo "Inventario" posso passare a proporre esercizi specifici.....
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Messaggioda gb » 30 marzo 2006, 14:35

a parte rassicurarti che il tubo idraulico è in ottima forma, direi a questo punto che passerò al saluto al sole, mantenendo i riti inizialmente per poi abbandonarli, perchè come giustamente dici tu è quello che sento in questo momento.

Non posso farmi fare una diagnosi per web!

Ma ci provo lo stesso

Posso solo dirti che sono 1,70 cm x 65 kg, % di grasso corporoeo piuttosto bassa, muscolatora sviluppata ma non ipertrofica, piuttosto forte per la mia "stazza", piuttosto veloce ma un pò legato (tieni conto che da ragazzo ero un agonista di 100-200-400 mt, lungo, giavellotto), equilibrio piuttosto buono

In particolare
per quanto riguarda la scioltezza mi sembra di poter dire che

parte bassa della schiena normale
anche legate ma ultimamente molto migliorate
parte alta legata ma tendente al miglioramento
caviglie legate (sono piuttosto forti, anche quando mi capita di mettere male il piede anche correndo non mi si sono mai storte o traumatizzate, ma sono molto legate)
ginocchia legate ma ultimamente molto migliorate
gambe legate ma ultimamente molto migliorate
spalle legate ma tendenti al miglioramento
polsi legati ma tendneti al miglioramento

Per contestualizzare quanto sopra riguardo alla scioltezza, se prendiamo la media della popolazione maschile tra i 30 e i 40 e la facciamo valere 1, e Iyengar dei tempi d'oro e lo facciamo valere 100, dovrei essere verso il 30-40 (dico questo perchè nonostante durante la pratica mi renda conto di avere moltissima strada da fare, rispetto a molti amici, colleghi e conoscenti ad esempio sono un fachiro...)

Che devo fà?
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Messaggioda Paolo proietti » 30 marzo 2006, 18:19

oh ma sei insistente!
1)Riesci a tenere la posizione accovacciata?
2)Se stendi le gambe in posizione seduta e allunghi le braccia per prendere i piedi le ginocchia tendono ad alzarsi?
per darti un idea la posizione 100 è quella che assumo io, non per bravura ma perchè ho le articolazioni lasse, con le mani incrociate in contatto con piante dei piedi, la posizione 0 è quella di chi non riesce neppure a tenere la schiena dritta.
3) a gambe divaricate tenendo i piedi in linea con ginocchio e anca( cioè senza mandarli all'interno) riesci a toccare terra senza piegare le ginocchia:
a) con il petto e la testa.
b) con i gomiti.
c) con le mani e basta.

4) Sdraiato sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi a terra, appoggia il braccio,Piega i gomiti a 90° verso il soffitto palme delle mani in avanti:
riesci a toccare la palma della mano sul pavimento in avanti e il dorso sul pavimento indietro mantenendo il braccio e la scapola a terra?

5) in maricyasana semplice riesci :
a) a toccare dietro la schiena le dita delle due mani
b) ad afferrarti i polsi
c) non riesci nemmeno ad avvicinare le mani

6) mani a terra vicino ai piedi in equilibrio sugli avampiedi.
Senza stendere le ginocchia metti i talloni a terra e spingi il bacino in alto.
se srotoli la schiena riesci a proseguire fino ad andare in equilibrio sulle punte (sui metatarsi) mantenendo a lungo braccia e collo rilassati?.

7) riesci a fare padmasana tranquillamente o hai problemi con una delle due gambe?
se non ci riesci mettiti in semifiore di loto da tutti e due i lati, non in siddhasana ( in siddhasana il tallone sinistro è a contatto del perineo e il destro è nella piega tra il polpaccio e la coscia sinistra) e guarda quale è il ginocchio che ti crea più problemi.

8) in ginocchio metti le mani come in Parsvottasanasana ( scusa mi riprometto sempre di non usare parole sanscrite che mi confondo...ma ogni tanto mi lascio trasportare :oops: )..cioè unisci le due palme con le dita rivolte verso l'alto dietro la schiena e senti a che altezza arrivano.....


fai questa prima serie di test e poi fammi sapere...se hai dubbi sulle posizioni o vuoi notizie più dettagliata mandami messaggio privato o mail.
baci
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Messaggioda AT » 1 aprile 2006, 0:37

Alcune persone riusciranno ad eseguire tutti questi test senza problemi, mentre altre non ci riusciranno mai, nemmeno dopo mesi di allenamento. Ma questo non significa che i primi siano messi meglio dei secondi dal punto di vista dell'equilibrio o della salute. Cambiando il tipo di test, cambierebbero i risultati.

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Messaggioda AT » 1 aprile 2006, 0:52

Conosco persone che senza alcun problema o allenamento eseguono il loto con grande spontaneità. Io invece per riuscirci credo che mi dovrei allenare appositamente per anni. Ma in genere queste persone non sono più sane o più equilibrate degli altri.
Comunque senz'altro certe rigidità mentali agiscono sulle rigidità fisiche. Io non ho problemi ad eseguire asana che altri ritengono difficili, come sarvangasana con le braccia lungo i fianchi, halasana, shalabasana tenuta a lungo. Però, sin da bambino, avevo difficoltà a prendermi le mani dietro la schiena o a stare seduto con le gambe incrociate.

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Messaggioda AT » 1 aprile 2006, 1:00

Perché dici che chi fa i pesi o gli addominali è debole a livello lombare? Non c'è niente di meglio dei pesi per rinforzarsi a livello lombare.

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Messaggioda Paolo proietti » 1 aprile 2006, 13:31

AT ha scritto:Conosco persone che senza alcun problema o allenamento eseguono il loto con grande spontaneità. Io invece per riuscirci credo che mi dovrei allenare appositamente per anni. Ma in genere queste persone non sono più sane o più equilibrate degli altri.
Comunque senz'altro certe rigidità mentali agiscono sulle rigidità fisiche. Io non ho problemi ad eseguire asana che altri ritengono difficili, come sarvangasana con le braccia lungo i fianchi, halasana, shalabasana tenuta a lungo. Però, sin da bambino, avevo difficoltà a prendermi le mani dietro la schiena o a stare seduto con le gambe incrociate.

Dunque una cosa per volta:
le posizioni che ho proposto a GB sono test, da realizzare con grande lentezza e senza nessuna tentazione di competizione.
Se io posso annodarmi le gambe rimanendo in equilibrio sulla testa e tu non riesci a mettere in iperflessione le gambe e le ginocchia, ciò non significa assolutamente che io sia una persona più equilibrata o sana di te.
Quelle che ho proposto sono comunque posizioni non da contorsionista tutte le persone senza disabilità fisiche particolari sono potenzialmente in grado di eseguirle.
la difficoltà che si prova a metterle in pratica rappresenta il grado di tensione di determinate fasce muscolari.
Servono, secondo me, per prendere coscienza di eventuali blocchi, per riuscire lentamente a sensibilizzare la parte e migliorare l'efficienza del proprio organismo.
Se tu non riesci a praticare padmasana, dopo anni di lavoro sul corpo, secondo il mio personalissimo punto di vista significa che Sbagli qualcosa.
Il problema è che di solito siamo portati ad essere molto autoindulgenti, soprattutto se quel particolare blocco è legato in qualche maniera ( non sono uno psicologo ma penso sia così) anche a particolari situazioni psicologiche.
E il fatto che non riuscivi a fare padmasana neppure da bambino non significa niente.
Milti blocchi derivano da quello che viene chiamato RIFLESSO DA TRASALIMENTO studiato da landis e Hunt nel 1939.
Altri studi sono stati effettuati da Jones e kennedy (1951) e da Jones, Hanson e Gray ( 1964).
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Messaggioda Sheena » 1 aprile 2006, 15:13

mmm...interessante...a me capita, quando provo ad assumere posizioni come halasana (l'arato), in cui sono capovolta, di percepire l'affacciarsi della paura...mi rendo conto di aver superato molti ostacoli per quanto riguarda il rapporto con la mia dimensione fisica e di aver acquisito una buona consapevolezza del mio corpo, tramite l'uso della ragione, però alcuni gesti, anche banali, costituiscono ancora un motivo di disagio...che fare?!

ciao
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Messaggioda Paolo proietti » 1 aprile 2006, 15:25

AT ha scritto:Perché dici che chi fa i pesi o gli addominali è debole a livello lombare? Non c'è niente di meglio dei pesi per rinforzarsi a livello lombare.


naturalmente ho un po' generalizzato, l'istruttore di fitness nella palestra dove insegno posturale ad esempio lavora molto con i pesi in funzione della riabilitazione e i risultati non sono male.
Molto spesso comunque ho notato che l'amore per gli addominali a guscio di tartaruga porta a contrarre e a tirare in dietro i muscoli addominali con il risultato di accorciare i muscoli lombari.

Io poi storgo sempre il naso( lo sai) quando sento parlare di pesi: sono un po' cinese come cultura fisica (?) e ritengo che lo sviluppo della massa muscolare e l'aumento di peso in persone sane possa portare ad un "restringimento" di quelli che i cinesi chiamano canali psichici.
Se uno con i pesi ci fa i soldi (un sollevatore di pesi, un lottatore di Wrestling o anche un velocista o un calciatore possono sicuramente aumentare le proprie prestazioni con i pesi e non essendo il loro scopo la salute non ho niente da dire, figurati) fa benissimo a fare i pesi, per quanto riguarda un discorso di salute ho seri dubbi.
Con i pesi si sviluppano i muscoli perdendo spesso in agilità o scioltezza.
tra l'altro i muscoli aumentano di massa , ma ossa e tendini ( se non si fa uso di sostanze chimiche che io sconsiglio a priori) no.
il risultato è un aumento del peso della carrozzeria su un motore che mantiene lo stesso numero di cavalli.
se il mio scheletro è stato creato per sostenere un peso forma di 73 chili l'aumento della massa muscolare può creare secondo me, non ora non domani ma tra magari 10 anni, grossi problemi ai legamenti e alle ossa e un superlavoro del cuore.
io credo che uno debba innanzitutto scoprire quali sono i limiti del proprio corpo.
se tu non riesci ad unire le mani dietro la schiena probabilmente ai delle contrazioni alle spalle e al cinto scapolare.
se fai i pesi aumenti il tono muscolare in quelle zone e peggiori la situazione.
se senza avere delle patologie particolari non riesci a praticare in padmasana( non è che sia necessario , mio padre è in ottima salute e non riesce nemmeno a sedersi con le gambe incrociate normalmente) vuol dire che c'è una tensione muscolare che magari ignori.
e se questa tensione è collegata a motivi diciamo "psichici" uno tenderà a "difenderla" il più possibile, trovando mille e mille giustificazioni e "prove al contrario".
Il che non solo è comprensibile, ma anche , in certi casi auspicabili.
Supponiamo ( te lo ripeto non sono uno psicologo, quindi prendi tutto con il beneficio dell'inventario) che la contrazione sia collegata ad un problema o ad uno shock che potremmo definire freudianamente rimosso: prenderne coscienza o scioglierlo significa perdere l'equilibrio che faticosamente ci siamo costruiti dal momento dello shock ad oggi scatenando reazioni anche violente.
leggi a tale riguardo i casi clinici riportati da Lowen nel suo libro Il linguaggio del corpo ( feltrinelli)....allo scioglimento dei blocchi energetici corrispondevano spesso delle reazioni di una violenza inaudita....

ad ogni modo uno deve fare le cose che lo fanno stare meglio, non trovi?
io sconsiglio di fare i pesi così per parlare tra noi, ma se uno con problemi fisici , abituato a fare pesi, mi chiedesse un consiglio...non mi permetterei mai di dirgli "non fare più i pesi".
Così come non direi mai ad un fumatore "devi smettere di fumare"....
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Messaggioda Paolo proietti » 1 aprile 2006, 15:58

Sheena ha scritto:mmm...interessante...a me capita, quando provo ad assumere posizioni come halasana (l'arato), in cui sono capovolta, di percepire l'affacciarsi della paura...mi rendo conto di aver superato molti ostacoli per quanto riguarda il rapporto con la mia dimensione fisica e di aver acquisito una buona consapevolezza del mio corpo, tramite l'uso della ragione, però alcuni gesti, anche banali, costituiscono ancora un motivo di disagio...che fare?!

ciao
Sheena


posso permettermi di suggerirti il metodo del Non fare?
é il metodo proposto sia da Alexander( Frederick Matthias, non Gerda) e da Itsuo Tsuda ( che secondo me l'ha copiato da Alexander ma scrive comunque in maniera molto affascinante),
Si tratta di costringerti a non eseguire gli ordini del cervello.
Preparati ad effettuare l'Aratro e datti l'ordine ( o fatti dare da un altro l'ordine) di portare le gambe dietro la testa ma COSTRINGITI A NON FARLO.
Devi sentire la voglia di farlo ed analizzare il MOVIMENTO PREPARATORIO DEI MUSCOLI DEL COLLO E DELLA PARTE ALTA DELLA SCHIENA.
Questa preparazione, che di per sé è inutile per eseguire il movimento è sicuramente in relazione al tuo stato d'animo.
Piano piano riuscirai a controllare i movimenti preparatori inutili.
Una cosa tipica quando si porta il corpo o parte del corpo all'indietro è l'irrigidimento del collo ( che in realtà dovrebbe distendersi e allungarsi).
pensa ad una tartaruga che per la paura ritira la testa nel guscio!
la contrazione del collo porta all'irrigidimento della parte alta della schiena e della zona della 3 - 4 Dorsale collegata in qualche modo agli stati d'ansia.
Col tempo imparerai a sostituire al "Riflesso di trasalimento" il "movimento primario" dell'animale uomo. che consite nell'allungamento e nella distensione della colonna in maniera CHE IL MENTO SIA IL PIU'LONTANO POSSIBILE DALL'OSSO SACRO.
fammi sapere.
buon lavoro, Paolo.
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Messaggioda AT » 1 aprile 2006, 21:39

Un test importante applicato negli eserciti è quello di riuscire almeno ad effettuare sei trazioni alla sbarra con movimento corretto e controllato. Penso che sia un valido punto di riferimento.Non si possono paragonare esercizi utili come quelli con i pesi ad un vizio come il fumo. Qui vengono fuori alcuni pregiudizi. L'aumento di peso, se uno non fa culturismo, può essere accettabile. Si può sviluppare una buona muscolatura senza superare un b.m.i. di 23. Inoltre alcune tecniche con i pesi possono realmente rafforzare tendini e articolazioni. A proposito di una vecchia discussione: ti stupivi del mio accostamento tra pesi e qi gong, e invece nel bel libro di Bruce K. Frantzis "Opening the energy gates of your body" c'è un capitolo su come applicare il qi gong ai pesi (e uno su come applicare il qi gong allo yoga). Altrettanto per gli addominali: delle tartarughe non mi importa, ma di avere addominali forti sì.
Sicuramente io presento alcuni blocchi o squilibri o scoordinazioni tra parti, infatti soffro di colite ulcerosa dal 1991 e non sono mai stato particolarmente equilibrato. Dal punto di vista della flessibilità, i miei punti deboli sono nelle anche e nel fatto di non riuscire a prendere le mani dietro la schiena. Credo che in gran parte questo sia dovuto al fatto che ho lasciato perdere per anni questi movimenti, ma ora sto lentamente cercando di porre rimedio. Sin da bambino evitavo di sedermi a gambe incrociate, poi con gli anni è diventato un punto debole.
A proposito: io sono legato in quella zona, ma effettuare il loto è difficile per quasi tutti gli uomini che non siano abituati a stare a lungo seduti con le gambe incrociate così come usa in oriente. Come test è un po' difficilino. Io mi accontenterei di stare seduto a gambe incrociate con le ginocchia più basse e con più naturalezza.
Ultima modifica di AT il 1 aprile 2006, 22:07, modificato 1 volta in totale.


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