Rebirthing transpersonale

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pushan
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Messaggioda pushan » 16 dicembre 2007, 10:41

malcolm ha scritto:mi ostino! sono ostinato! un caprone!

"APANE JUHVATI PRANAM
PRANE PANAM TATHA PARE
PRANAPANAGATI RUDIHVA
PRANAYAMA PARAYANAN"

(BHAGAVAD GITA IV, 29)


"Lo Yogi che immette il respiro inalante nel respiro esalante, e il respiro esalante nel respiro inalante, tramite PRANAPANAGATI porta la vita e la mote sotto il suo controllo e giunge alla Conoscenza trascendente".


Questo verso magistrale del CANTO DEL BEATO, considerato come il testo sacro più importante della spiritualità induista e quint'essenza dei SACRI VEDA, chiarisce in maniera lapidaria i seguenti punti:

A - che la moderna tecnica respiratoria, denominata REBIRTHING da un pionere della NEW AGE, californiano conosciuto col nome di LEONARD ORR, proviene dallo Yoga;

B - che questa antica tecnica era conosciuta e praticata da Yogi sia induisti che buddhisti;

C - che il suo nome originale in sanscrito è PRANAPANAGATI;

D - che veniva trasmesso da Maestro a discepolo tramite iniziazione e che il suo scopo primario era la RINASCITA SPIRITUALE dell'individuo;

E - che non si tratta di una respirazione CIRCOLARE e neppure di IPERVENTILAZIONE, ma di una "RESPIRAZIONE CONNESSA".

La corretta respirazione connessa consiste nella connessione di prana e apana.

PRANA è la forza bioenergetica ascenzionale azionata da PURAKA;
APANA è la forza bioenergetica discenzionale azionata da RECAKA.

Queste due forze, o correnti vitali, controllano le altre correnti primarie (VYANA - UDANA -SAMANA) le quali assieme presiedono al funzionamento dei 7 CHAKRA e delle 72.000 VENE ETERICHE.
L'organo preposto naturalmente per la respirazione è il naso.
In certi casi, limitatamente alla fase terapeutica, può essere utile respirare attraverso la bocca. Ma se questa si protrae oltre la prima fase (10 sedute) e lungamente nel tempo può produrre uno squilibrio energetico.
Allorquando, tramite la respirazione connessa, il prana si immette nell'apana e l'apana nel prana, la forza bioenergetica esplode nel PRANAMAYAKOSA (guaina bioenergetica o corpo astrale), la quale tramite il DOPPIO ETERICO - vero e proprio punto di collegamento - va a magnetizzare il sistema nervoso autonomo del corpo fisico.
Questa magnetizzazione porta ad una sospensione naturale del respiro (KUMBHAKA) arrestando il normale processo di decadimento cellulare e attivando potenti processi di autoguarigione e autotrasformazione.
Tradizionalmente, pratiche yogiche come MAHAMUDRA e PRANAPANAGATI devono essere apprese da un Maestro veramente competente.

malcolm, scusa, ma a parte la bhagavath gita, tutto il resto mi sembrano menate, parole che descrivono esperienze veramente altissime:
"il prana si immette nell'apana e l'apana nel prana, la forza bioenergetica esplode nel PRANAMAYAKOSA"
concetti.
Fai qualche semplice asana in piedi con respirazioni un po' forzate, magari in ritenzione, e al mattino.
Poi lascia andare il soffio magari distraendoti....
mai capitato quasi di svenire per lo stordimento?
sarà il prana che si immette nell'apana?
non lo so.
So che quello che ha detto Paolo: rendi l'inspirazione femmina e l'espirazione maschio mi fà riflettere molto di più del dotto commento alla BG (di chi è?)
Non si scherza col respiro e le dotte elucubrazioni sono solo teoria.
Concordo che, tradizionalmente, pratiche yogiche come MAHAMUDRA e PRANAPANAGATI devono essere apprese da un Maestro veramente competente.
Lo yoga è autodisciplina trasformatrice, un maestro qualificato mi porge un cucchiaio ma sta a me immetterlo nella scodella di zuppa e nutrirmi.
ciao
pushan
Ultima modifica di pushan il 16 dicembre 2007, 10:43, modificato 1 volta in totale.

malcolm
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Messaggioda malcolm » 16 dicembre 2007, 10:41

mi ci sono voluti 6 mesi per iniziare a intravedere il senso di ciò che dice Miranda, credo ce ne vorranno altrettanti per te cara
baci

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 16 dicembre 2007, 12:29

PRANA è la forza bioenergetica ascenzionale azionata da PURAKA;
APANA è la forza bioenergetica discenzionale azionata da RECAKA.


il termine bioenergetica fa pensare che questo testo l'abbia scritto uno psicologo.

comunque prana e apana possono essere considerati in realtà due dei cinque venti i 5 vaju.
che fine fanno gli altri tre?

si fa riferimento ad un tipo di respirazione particolare che il piccolo circuito celeste, pratica taoista e non indiana.
sicuramente vi sono delle analogie e l'autore dell'articolo le potrebbe mettere in rilievo, ma ci sono altre differenze(che alla fine probabilmente scompaiono).

si suppone che apana sia indicato nel testo come energia maschile calda discendente e Prana usato nel significato di energia fredda ascendente.

ma ciò è comprensibile solo se si fa riferimento agli otto canali psichici della fisiologia taoista.

la tradizione è unica, ma per evitare di fare un polpettone sarebbe meglio chiarire tutti i termini.

probabilmente il testo che hai preso è riservato ad appartenenti ad un gruppo in cui sono già state sviscerate la fisiologia yoga e la fisiologia taoista.
per cui si danno per scontate cose che per noi comuni mortali non lo sono affatto.

almeno spero.

un abbraccio.
Ryu no kokyu
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Messaggioda pushan » 16 dicembre 2007, 12:44

malcolm ha scritto:mi ci sono voluti 6 mesi per iniziare a intravedere il senso di ciò che dice Miranda, credo ce ne vorranno altrettanti per te cara
baci

cara me?

Lakshmi
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Messaggioda Lakshmi » 17 dicembre 2007, 0:05

Ciao Malcolm,
viene spontanea una domanda: c'e' l'hai un maestro?
Se hai gia' un maestro, perche' perdere tempo con altro?
Se non ce l'hai, perche' non decidi se questo maestro del rebirthing e' il tuo maestro o no?

Se trovi un vero maestro, e se e' il tuo vero maestro,dovresti riconoscerlo con il cuore.
O forse sei innamorato dell'esperienza che hai fatto?

La tua vita e' permanentemente cambiata, dopo questa esperienza di rebirthing? Pensi che questo sia il tuo cammino verso l'illuminazione?

Che dice il cuore?

Lakshmi

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 17 dicembre 2007, 20:48

malcolm ha scritto:


"APANE JUHVATI PRANAM
PRANE PANAM TATHA PARE
PRANAPANAGATI RUDIHVA
PRANAYAMA PARAYANAN"

(BHAGAVAD GITA IV, 29)


"Lo Yogi che immette il respiro inalante nel respiro esalante, e il respiro esalante nel respiro inalante, tramite PRANAPANAGATI porta la vita e la mote sotto il suo controllo e giunge alla Conoscenza trascendente".


Questo verso magistrale del CANTO DEL BEATO, considerato come il testo sacro più importante della spiritualità induista e quint'essenza dei SACRI VEDA, chiarisce in maniera lapidaria i seguenti punti:

A - che la moderna tecnica respiratoria, denominata REBIRTHING da un pionere della NEW AGE, californiano conosciuto col nome di LEONARD ORR, proviene dallo Yoga;

questa citazione mi era sfuggita :shock:

non so se ridere o piangere.

preferisco ridere va!.

Tu malcolm lo hai letto il quarto capitolo della Bhagavad-Gita?
suppongo di no.

è il capitolo in cui secondo Aurobindo, krisna parla della natura e delle funzioni dell'avatar.

ora il sutra 29 nella traduzione di Aurobindo dice:

Coloro che si consacrano al dominio del respiro sacrificano il fiato espirato a quello inspirato e il fiato inspirato a quello espirato, dopo aver disciplinato il doppio movimento della loro respirazione.

e nella traduzione di raphael:

Altri dediti al Pranayama, regolando il flusso inspiratorio ed espiratorio, sacrificano l'inspirazione all'espirazione e l'espirazione all'inspirazione.

niente di ciò che scrivono aurobindo e rapahel mi sembra abbia a che vedere con la conoscenza trascendente,
scrive infatti malcolm:

Lo Yogi che immette il respiro inalante nel respiro esalante, e il respiro esalante nel respiro inalante, tramite PRANAPANAGATI porta la vita e la mote sotto il suo controllo e giunge alla Conoscenza trascendente

potrebbe essere semplicemente una differenza di traduzione.

il problema, caro malcolm, è che i sutra dal 24 al 32 non parlano di conoscenza trascendentale o illuminazione, ma di sacrificio.

in pratica, te lo sintetizzo si dice che alcuni yogi sacrificano l'udito e gli altri sensi, altri sacrificano le energie vitali.
altri ancora offerte materiali.
altri la respirazione, altri il soffio vitale.

tuttio i sacrifici in fondo sono "allestiti nella bocca del brahman".
tutti i sacrifici sono azioni, cioè karman.


il 33 sutra dice:
Superiore ad ogni sacrificio è il sacrificio della conoscenza o Paramtapa.
tutte le azioni, senza alcuna esclusione, o Partha, si dissolvono nella conoscenza-sapienza.


con le parole conoscenza sapienza raphael traduce Jnana .
la conoscenza-sapienza che riduce in cenere tutte le azioni è jnana yoga.

mi pare che il significato dell'intero canto dia, a prescindere dalle differenti traduzioni, dia al sutra da te citato, malcolm, un valore affatto diverso.

in soldoni si dice: va bene fare sacrifici rituali, va bene fare offerte, va bene fare pranayama, va bene tutto, ma ricordati che tutte le azioni bruciano nel fuoco della conoscenza.

non mi sembra che dica che l'illuminazione si ha tramite il pranayama.

questa maniera tendenziosa di usare i classici non mi sembra la migliore per comprenderli.

una upanishad , o la gita, o un canto dei veda va letto, studiato e vissuto nella sua interezza.

cercare di giustificare proprie credenze e teorie tirando per la giacchetta i rshi mi sembra un pò stravagante.

soprattutto non capisco a che serva, se non a fare qualche soldino in più spacciando certe tecniche di orgine psicanalitica per via orientali verso l'illuminazione.

il che può anche essere un buon motivo, per carità.
basta esserne coscienti.

che poi l'esperienza da te descritta abbia a che vedere con il pranayama è tutto da dimostrare.

per dirti quello che penso, malcolm, credo che quando trovi una citazione faresti meglio a verificarla prima di rivenderla.


il mondo è pieno di venditori di fumo consapevoli ed inconsapevoli.

quelli inconsapevoli sono i più pericolosi.

un abbraccio.
ryu no kokyu
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Messaggioda malcolm » 17 dicembre 2007, 21:54

purtroppo l'ho letto il IV capitolo della Gita è che comprenderlo è un altro paio di maniche.+
può darsi che sia come dici tu Paolo, anch'io non credo sia un pranayma quello che ho sperimentato (almeno non in senso classico) ma è pur sempre un qualcosa di forte, di molto solido, come lo sono molte pratiche che non hanno radici indiane. ad ogni modo torno a ripetere il mio invito a provare sulla propria pelle e poi esprimere un parere.
in fondo quello che non ti ammazza ti rinforza...dicono...
bacio

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 17 dicembre 2007, 22:10

malcolm ha scritto:purtroppo l'ho letto il IV capitolo della Gita è che comprenderlo è un altro paio di maniche.+
può darsi che sia come dici tu Paolo, anch'io non credo sia un pranayma quello che ho sperimentato (almeno non in senso classico) ma è pur sempre un qualcosa di forte, di molto solido, come lo sono molte pratiche che non hanno radici indiane. ad ogni modo torno a ripetere il mio invito a provare sulla propria pelle e poi esprimere un parere.
in fondo quello che non ti ammazza ti rinforza...dicono...
bacio


il problema non è questo, malcolm, penso che si dovrebbe riflettere sul fatto che la citazione della Bhagavad gita riportata nel testo che tu hai postato mi pare un pò sforzata e leggermente in mala fede.
è come se si scrivesse: "...concentrato nello Yoga compi l'azione" e si dicesse che il verso significa che già nell'antichità si usava il succo di frutta dare energia agli atleti.

volevo riflettere su una tua tendenza a non verificare le fonti.
come quando hai espresso un tuo pensiero e sotto hai scritto:
per dirla con le parole dell'Isha upanishad".

sembra che tu faccia talvolta un pò di confusione e sia un pochino superficiale.
o esprimi tuoi pareri o citi i classici.
ma se decidi di citare i testi sacri citali per bene sapendo cosa stai scrivendo..
naturalmente è una personale opinione del teatrante.

un abbraccio.
paolo
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Messaggioda malcolm » 17 dicembre 2007, 23:47

è una delle tante personali opinioni del teatrante che lentamente ma profondamente stanno mutando il vecchio malcolm (chi era costui?)
grazie di cuore
baci

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Messaggioda Tomoe » 7 luglio 2011, 11:16

Paolo proietti ha scritto:so che piace molto.
io non riesco ad avere simpatie per gli psicologi (
scusami).

per essere una persona che ha lavorato sul transpersonale mi pare molto attaccato alla sua immagine e al suo nome.
questa è la prima cosa che mi colpisce.

ci sono video di wilber che fa i pesi in palestra, video di wilber che ferma il cuore in diretta.

il piccolo paolo è molto divertito.
ma quando va a leggere gli articoli trova sempre delle tecniche dialettiche che conosce e che lo insospettiscono.

.......................................................................................................................................
non mi piacciono gli psicologi, malcolm, perchè comunque vada arrivano al concetto di terapia,

ti mettono in testa che stai male e che dovresti star meglio e ti insegnano delle tecniche per star meglio.

naturalmente a pagamento.

è un mio limite.

il discorso che fai riguardo a boggio gillot per me è senza senso.
pratico la non considerazione e se uno mi dice sono un allievo di raphael o mi dice sono un allievo di gianni e pinotto per me è la stessa cosa.

l'articolo che hai postato di wilber su samantabhadra è molto affascinante ma è assai cialtronesco.

splendida e simpatica persona deve essere wilber .
e assai affascinante.

ma preferisco il mio oscuro monachino tibetano che per non apparire troppo si faceva chiamare puntsok, senza nemmeno il nome.

è possibile usare l'io come un bastoncello per accendere il fuoco sacrificale e poi scrivere centinaia di libri e articoli a proprio nome facendo anche dei bei soldoni parlando di discipline create da noi?

forse si.

non sta certo a me giudicarlo.

nella mia limitatezza ammetto però il mio essere , forse scioccamente prevenuto.

.........................................................................................................................
tu dirai che la tradizione è unica.
giusto.

ma se scrive le stesse cose di raphael in maniera che a paolo piace meno, perchè non leggere raphael?

se scrive le stesse cose delle upanishad in maniera che a me piace meno perchè non leggere le upanishad?


vedi nella mia limitatezza mi affido, scioccamente alla mia vocina interiore.

se guardo una foto di aurobindo o di ramakrisna la mia vocina dice bello!

se leggo un brano di ug krisnamurti la vocina mi dice blutto!.

se leggo iniziazione alla filosofia di Platone di raphael la vocina dice Bello!

se leggo:
La psicologia è lo studio della coscienza umana e delle sue manifestazioni nel comportamento... . Lo sviluppo della coscienza si espande all'intero spettro dal "prepersonale" al "personale" e al "transpersonale", dal subconscio, al conscio al superconscio, dall'id, all'ego, allo Spirito.
la vocina mi dice "Blutto!"

può darsi che sia perchè mi somiglia davvero molto e ciò mi dà fastidio,
chissà.

ma non riesco a fidarmi di questo padre della new age (lo so che lui non parla di new age, ma la new age parla di lui).

i suoi scritti mi fanno l'effetto di una "Profezia di celestino" per intellettuali.
che ci vuoi fare.

ma sicuramente dipende da me.

e dalla mia scarsa simpatia per gli psicologi.



e dalla strana cosa che mi hanno messo in testa i miei amici e maestri orientali che non è bello far soldi insegnando o scrivendo certo cose.

la conoscenza tradizionale appartiene alla tradizione.

scusami.
è un mio limite.

un abbraccio.
ryu no kokyu


MAH.
Wilber ammonisce a non confondere il piano spirituale con il
piano pre-personale (il ritorno nostalgico al piano pre-personale è ciò che molti movimenti new-age
propongono).
Ciò che è vero per il singolo è vero per il collettivo, in qualche maniera questo è anche il processo della
coscienza collettiva: la coscienza si incarna, passa per l'esperienza fisica, reale, materiale e poi verso il
processo evolutivo. Questo comporta una grande differenza tra Wilber e la new age (e una certa
spiritualità junghiana tradizionale): lui trova che il ‘900 con la sua cultura, la sua violenza, con tutto il
disordine e il caos che comporta è molto più spirituale di quel che erano le epoche precedenti. È come se
fossimo passati da epoche pre-personali - quindi più semplici, più immediate - ad epoche di maggiore
incarnazione e consapevolezza, e siccome stiamo scendendo molto nell’ombra e l’incarnazione sta
andando molto nel profondo… questo è il segnale che l’evoluzione andrà verso l’alto.
È dunque in contrasto con i movimenti new-age, quando sostiene che - con questa spiritualità - non
bisogna ritornare alle civiltà precedenti più semplici. Rispetto alle cose del passato possiamo certo
avere delle nostalgie, perché c’era una cultura locale che conteneva le persone, e anche una spiritualità
locale… però non è più il momento per queste cose.
In altre parole secondo Wilber questo momento di brutture è molto più spirituale di quanto lo erano le
epoche precedenti.

Le componenti new-age degli ultimi 30 anni si possono considerare utilissime, perché comunque ispirano
molte persone a intraprendere un cammino interiore, ma vissute ad un certo livello sono assolutamente
false e pericolose perché sono delle assurde illusioni: ci sono tanti falsi maestri dell’ultima ora che si
spacciano come illuminati, le canalizzazioni da ‘altre dimensioni’ che raccontano banalità, il concetto che
la via spirituale è una via di rose e fiori. Non c’è il concetto di realtà, di responsabilità reale della vita, c’è
quasi un concetto di fuga dalla vita per cui bisogna elevarsi, non c’è il lavoro pesante dell’ombra.La via interiore è una via intensa e pesante che a volte porta anche a confrontarsi con questa parte caotica. In alcuni casi - se ci sono stati dei traumi pesanti - può diventare
chiaramente psicotica. È un lavoro pesante e
difficile. Anzi, senza voler fare l’elogio del negativo – non si deve necessariamente soffrire per stare
meglio –ma le persone che hanno vissuto questo negativo possono utilizzarlo per fare dei notevoli passi
avanti.

Namastè.
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Messaggioda Tomoe » 7 luglio 2011, 11:23

malcolm ha scritto:è una delle tante personali opinioni del teatrante che lentamente ma profondamente stanno mutando il vecchio malcolm (chi era costui?)
grazie di cuore
baci


Il senso della vita è una costante ricerca ma credo che ciò che hai studiato non sia proprio tutto da buttare tutto a mare,sai?Potrebbe essere un tesoro prezioso, anche se non luccica.
Nonostante le idee del tuo teatrante illuminato...fermo alla psicologia antecedente agli anni'70.

Dal cuore,
Elena.
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Messaggioda gb » 7 luglio 2011, 11:56

Tomoe ha scritto:
malcolm ha scritto:è una delle tante personali opinioni del teatrante che lentamente ma profondamente stanno mutando il vecchio malcolm (chi era costui?)
grazie di cuore
baci


Il senso della vita è una costante ricerca ma credo che ciò che hai studiato non sia proprio tutto da buttare tutto a mare,sai?Potrebbe essere un tesoro prezioso, anche se non luccica.
Nonostante le idee del tuo teatrante illuminato...fermo alla psicologia antecedente agli anni'70.

Dal cuore,
Elena.


Oh ciccia (come si dice dalle nostre parti), ormai sono mesi che sei qua, oh abbozzala di pigliare tutto come un attacco e di attaccare a tua volta, non ti serve a nulla, non porta ne' te ne' nessun altro da nessuna parte, e non interessa a nessuno.



Molla



Hai tante cose da dire, lo so io e lo sai te, e ogni tanto vengono fuori, ma non sono certo queste bischerate.



Un gb affettuosamente toscaneggiante
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nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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Messaggioda Tomoe » 7 luglio 2011, 12:19

gb ha scritto:
Tomoe ha scritto:
malcolm ha scritto:è una delle tante personali opinioni del teatrante che lentamente ma profondamente stanno mutando il vecchio malcolm (chi era costui?)
grazie di cuore
baci


Il senso della vita è una costante ricerca ma credo che ciò che hai studiato non sia proprio tutto da buttare tutto a mare,sai?Potrebbe essere un tesoro prezioso, anche se non luccica.
Nonostante le idee del tuo teatrante illuminato...fermo alla psicologia antecedente agli anni'70.

Dal cuore,
Elena.


Oh ciccia (come si dice dalle nostre parti), ormai sono mesi che sei qua, oh abbozzala di pigliare tutto come un attacco e di attaccare a tua volta, non ti serve a nulla, non porta ne' te ne' nessun altro da nessuna parte, e non interessa a nessuno.



Molla



Hai tante cose da dire, lo so io e lo sai te, e ogni tanto vengono fuori, ma non sono certo queste bischerate.



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Non sopporto l'ottusità,spacciata per saggezza.
Sarebbe ora di farla finita con certi stereotipi che non giovano a nessuno.
E lo dico a prescindere dal mio interesse personale.
lo trovo semplicemente molto triste.O forse,patetico.
Namastè.
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Messaggioda Tomoe » 7 luglio 2011, 12:43

gb ha scritto:
Oh ciccia (come si dice dalle nostre parti), ormai sono mesi che sei qua, oh abbozzala di pigliare tutto come un attacco e di attaccare a tua volta, non ti serve a nulla, non porta ne' te ne' nessun altro da nessuna parte, e non interessa a nessuno.



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Hai tante cose da dire, lo so io e lo sai te, e ogni tanto vengono fuori, ma non sono certo queste bischerate.



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Ed è anche chiaro che non è necessario che difendi paolo,perchè non ne ha bisogno.
E nemmeno io ho bisogno dello zuccherino,da parte tua,quando hai sempre castrato pesantemente qualsiasi mia proposta di argomentazione e qualsiasi discussione in cui il mio intervento aveva un senso.
E infatti ora me ne frego altamente.Perchè se agli altri non interessa quello che propongo,a me ancora meno perderci tempo.lo dico con consapevolezza e con grande serenità. :)

Namastè.
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Messaggioda gb » 7 luglio 2011, 13:06

Non difendo ne' tantomento distribuisco zuccherini, ne' critico i contenuti, ma critico la modalita'.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

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