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padme
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Messaggioda padme » 3 giugno 2006, 18:57

Vedute sul mondo reale è un libro scritto sulla base degli appunti delle conferenze che si tenevano attorno a gurdjieff.
Quindi naturalmente, come tutti i libri scritti da chi sopravvive a un maestro, è filtrato dal livello di consapevolezza di chi scrive, sulla base di ciò che ha recepito.
io lpersonalmente 'ho trovato comunque utile e interessante.

Il problema è che Gurdjieff è morto, come è morto Osho, come è morto Krishnamurti...
Secondo me Gurdjieff era anni luce più evoluto degli altri che ho citato,
Ma forse, quando muore un Iniziato che ha ricevuto un Compito, viene ritirata anche l'"energia" che gli era stata data per portarlo avanti, se da "Oltre" non si ritiene opportuno continuare in tal senso...le scuole che sopravvivono ai maestri hanno un senso?
Gurdjieff sicuramente aveva una conoscenza profonda degli insegnamenti esoterici, che ha cercato di riunire nei Frammenti di un insegnamento sconosciuto.

Sul sufismo ti vorrei segnalare anche "Il Verbo degli uccelli", edizioni SE.
Neppure questo è un trattato sul sufismo:è un testo poetico-allegorico.

ciao

ku
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Messaggioda ku » 3 giugno 2006, 20:13

si è di un maestro sufi già volevo prenderlo e forse ho ancora la possibilità di trovarlo a metà prezzo, uno dei pochi vantaggi di abitare a napoli soprattutto di sti tempi

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antecedente all'islam

Messaggioda yoghi2000 » 5 giugno 2006, 22:11

Ciao,
sapete dirmi se il sufismo è antecedente all'islam?
Ho sentito delle voci ma non ho riferimenti storici per sapere se è reale come cosa

AT
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Messaggioda AT » 6 giugno 2006, 0:20

"(...) tutti i maestri del sufismo sono invece concordi nel far risalire l'origine della loro Via al Libro di Dio (il Corano) e agli insegnamenti e alla pratica del Profeta (la sunna), fonti primarie di ogni insegnamento islamico tradizionale. Non v'è autentico sufismo senza un'autentica adesione all'Islam: la Legge religiosa ne è l'aspetto esteriore (al-qishr, la <<scorza>>), il sufismo quello interiore (al-lubb, il <<nocciolo>>). Il sufismo inizia secondo i suoi maestri con i ritiri d'isolamento, digiuno e preghiera del Profeta nella grotta Hira nei pressi della Mecca, dove egli riceve la prima rivelazione del Corano. Sempre nel Profeta esso tocca anche il suo punto culminante, quando, qualche anno prima dell'Egira, avviene la sua ascensione celeste fino al Trono di Dio, dove ha la visione del suo volto glorioso di luce.(...). E' dal Profeta che ogni Via spirituale ha inizio, con la trasmissione della sua baraka (<<influenza spirituale>>) mediante un solenne Patto di alleanza lungo linee di maestri che risalgono a lui attraverso alcuni compagni, primo fra tutti il genero e cugino Alì cui si ricollegano la maggior parte delle linee iniziatiche delle turuq, le confraternite del sufismo." Enciclopedia delle religioni in Italia.

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Messaggioda Mellyna » 6 giugno 2006, 1:10

Il problema è che Gurdjieff è morto, come è morto Osho, come è morto Krishnamurti...
Secondo me Gurdjieff era anni luce più evoluto degli altri che ho citato,
Ma forse, quando muore un Iniziato che ha ricevuto un Compito, viene ritirata anche l'"energia" che gli era stata data per portarlo avanti, se da "Oltre" non si ritiene opportuno continuare in tal senso...le scuole che sopravvivono ai maestri hanno un senso?
Gurdjieff sicuramente aveva una conoscenza profonda degli insegnamenti esoterici, che ha cercato di riunire nei Frammenti di un insegnamento sconosciuto.

mi sono posta anch'io la stessa domanda varie volte.
La mia personalissima opinione è che le scuole postume siano sempre inficiate e contengano in sè il germe della loro fine o degenerazione.

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Rita
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Messaggioda Rita » 6 giugno 2006, 21:14

Il problema è che Gurdjieff è morto, come è morto Osho, come è morto Krishnamurti...
....le scuole che sopravvivono ai maestri hanno un senso?


e se Gurdjieff e Osho e Krishanmurti e Gesù e ....
fossero stati "solo" degli strumenti?
L'insegnamento è eterno e non chi lo pronuncia.

:?:

Le scuole potrebbero avere un senso!

Ma quanta coerenza con gli insegnamenti originali vi sia in una organizzazione religiosa/filosofica questo è un problema non da poco.

:roll:

ku
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Messaggioda ku » 6 giugno 2006, 21:37

i problemi sorgono quando si cerca di creare un sistema
ogni scuola si poggia su un sistema

la posizione di Osho è moooolto più semplice di quella di una sua scuola(che alla fine è un aborto)

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Messaggioda Rita » 6 giugno 2006, 23:19

Gurdjieff è morto, Osho è morto, Krishanmurti è morto, Gesù è morto e anch'io non mi sento molto bene!!! :wink:

vabbè :roll:

Deve pur esserci una scuola che promuova un insegnamento, no?
Ma quanto influisce il potere economico/politico sulle varie scuole??
:roll:

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Messaggioda padme » 7 giugno 2006, 10:20

krishnamurti di certo non avrebbe voluto una scuola

Gurdjieff di certo non avrebbe voluto qualcuno che ripetesse a papera i suoi insegnamenti (alla faccia della lotta alla meccanicità!)

Osho... non lo so, non ho molto approfondito ma c'è tanta puzza di business!

padme
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Messaggioda padme » 7 giugno 2006, 10:20

comunque,
come diceva il grande Guzzanti nella sua parodia del guru:

"la risposta è dentro di te.....solo che è sbagliata!!!" :mrgreen:

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Messaggioda fabio » 7 giugno 2006, 12:00

ku ha scritto:i problemi sorgono quando si cerca di creare un sistema
ogni scuola si poggia su un sistema

la posizione di Osho è moooolto più semplice di quella di una sua scuola(che alla fine è un aborto)


ma...io qualcuno lo conosco, il business c'è ovunque, e tante persone mi sento con tranquillità di poter dire che lavorano seriamente e con coscienza. Credono in quello che fanno. Poi in ogni campo c'è chi approfitta, e sono d'accordo, ma noi abbiamo anche la capacità di discernere non trovi? :D
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sufismo - gurdjieff - maestri - etc.

Messaggioda delfitron » 26 luglio 2010, 1:05

Gurdjieff non era un maestro in senso tradizionale in quanto non aveva il mandato di insegnare. L'istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo è stata una sua iniziativa. Egli aveva dei poteri straordinari ed aveva attinto ad una conoscenza speciale durante il suo apprendistato con i Sufi. Tuttavia nel sufismo è necessario il mandato. Senza di esso le chiacchiere stanno a zero. Probabilmente leggere cose provenienti da Gurdjieff può essere più stimolante di leggere materiale proveniente da fonti di insegnamento autentico e può essere in molti casi addirittura utile, ammesso che si sia realmente motivati a trovare l'informazione autentica, altrimenti potrebbe portare a nient'altro che confusione. Certa informazione può fungere da collegamento tra i propri schemi di percezione ed altri corrispondenti ad una visione più in armonia ciò che è utile. E' diciamo un'informazione di passaggio. Se si sarà capaci di trovare l'informazione autentica e sostituirla ad essa, avrà svolto la sua funzione. Il sufismo è attualmente vivo e vitale come lo è sempre stato. La sua qualità è stata tramandata intatta attraverso le ere. Nel sufismo sono importanti il tempo, il luogo e le persone e l'insegnamento non è di tipo lineare. Per poter apprendere in esso bisogna sviluppare la capacità di essere attenti alle possibilità per imparare. In Esso letture esercizi e quant'altro avvengono sia per prescrizione che attraverso la capacità che si sviluppa di fare il giusto passo al giusto momento nella giusta circostanza. Gran parte delle forme di sufismo che si trovano in giro sono forme degenerate. Sono qualcosa che esaurito lo scopo che avevano originariamente sono state portate avanti in modo meccanico dapprima diluendosi e poi perdendo del tutto il fattore essenziale. Per trovare una scuola autentica bisogna cercare sinceramente. Decidere che ciò sia una priorità nella propria vita. Bisogna avere una mentalità aperta ed elastica. Esistono libri che servono da preparazione per poter aspirare ad essere un discepolo nella maniera corretta. Se uno cerca sinceramente prima o poi si imbatte in qualcosa in cui percepisce una qualità ed un buon senso differenti. Di base bisogna tenere in considerazione che un insegnamento autentico ti consente di svilupparti in armonia con il contesto nel quale ti trovi per cui la base è per l'appunto il buon senso. Se sia necessaria un'aderenza formale o meno alla religione islamica è una fattore irrilevante. L'autentico sufismo a prescindere dalla forma esteriore in cui l'insegnamento si manifesta è la parte interna delle religioni, e formalmente della tradizione giudaico-cristiano-islamica. Le forme sono un fattore secondario. Quello che importa è trovare una scuola in cui ci si può evolvere. Ogni cosa ha la sua funzione.


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