pensiero realizzativo

chakra, nadi, kundalini ed esperienze del corpo energetico
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Messaggioda anais » 25 gennaio 2011, 23:46

gb ha scritto:Sull'essere soli, o meglio il sentirsi soli, credo sia uno dei più grandi bluff messi in atto dalla nostra mente, che, forse, è "Un Dio geloso".


non capisco in che senso parli di 'bluff' secondo me non c'è nulla da correggere.
Se per la gioia cammini a un metro da terra, niente ti farà inciampare.

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Messaggioda anais » 25 gennaio 2011, 23:51

Paolo proietti ha scritto:
anais ha scritto:beh magari parlo per sentito dire...
oppure l'ho sognato...va a sapere... :twisted:
ancora una volta mi sgridi perchè non cito le fonti.
ma non solo presso le fonti si trova acqua da bere.
e a volte saltando da un sasso all'altro si cade nel fiume senza aver sete.
bisogna avere dei perimetri.
e questo non è quello giusto. quindi non approfondisco.



l'importante è che ci sia acqua da bere, giustamente.

ma se si parla, come spesso si parla qui di tradizione o lignaggi è ovvio che quel discorso sull' essere "soli" può sembrare un pochino stravagante.stravagante.


un sorriso,
r.


non sento il bisogno di dimostrarti niente.
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Messaggioda gb » 25 gennaio 2011, 23:55

Ora basta tutti zitti e tutti a letto
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda anais » 26 gennaio 2011, 0:28

yoga.san ha scritto:
anais ha scritto:beh magari parlo per sentito dire...
oppure l'ho sognato...va a sapere... :twisted:
ancora una volta mi sgridi perchè non cito le fonti.
ma non solo presso le fonti si trova acqua da bere.
e a volte saltando da un sasso all'altro si cade nel fiume senza aver sete.
bisogna avere dei perimetri.
e questo non è quello giusto. quindi non approfondisco.


come siamo differenti... il mio "sentire" in apparenza va dalla parte opposta alla tua, ma potrebbe essere solo una non-comprensione di linguaggio. In primo luogo la parola "evoluzione". Un termine che può avere mille sfaccettature e interpretazioni. Vuol dire andare avanti nelle pratiche-di-conoscenza-di-sè? Che potrebbe anche essere andare indietro, dal punto di vista di de-costruire una serie di maschere. Andare indietro, con la stessa accezione positiva che mi pare di intendere nel tuo dire a proposito di evolversi.
Siamo in sintonia se parliamo, pur genericamente, di "accadimenti" che succedono nel corso di anni nei quali si pratica yoga?
Ecco, se il senso è questo, il tuo

Si può morire.
per la sensazione di incontenibilità che la felicità crea.
si muore di bellezza.
ci si annulla nel trasporto...
la 'beatitudine' arriva anche nelle azioni minime...


io credo che a certi livelli nemmeno i gruppi si possano più costituire..
si diventa tanti "soli" che si riuniscono insieme, ma non c'è più mélange.


non lo comprendo. Soli in che senso? La stessa sensazione a me porta a trovare un'unione con le altre persone che mai avevo provato prima.
Anzi, io ho in mente l'immagine di un puzzle.... fatto di incontri, condivisioni, affetto, che pian piano si ricompone in un disegno più ampio.
Ti abbraccio con forza.
S.


Carissimo,
intanto ti ringrazio x il tempo che mi hai dedicato.
per la parola 'evoluzione' in avanti e indietro ci troviamo d'accordo e mi è piaciuta la tua chiarezza nell'esprimere il concetto.
Per quanto riguarda il 'morire' è perchè ogni volta che spicca il volo una farfalla 'il suo bruco' è morto.
e la farfalla non può tornare bruco.
e fa paura sapere di dover passare attraverso 'una morte'.
la trasformazione comporta sforzi? io credo di sì.
è naturale sforzarsi? il bruco fa fatica a diventare farfalla? questo me lo sto ancora chiedendo.
e ora veniamo al sentirsi soli.
ma più che sentirsi soli parlerei di sentirsi uno solo.
Sentimento di 'unione' intesa come 'fusione' l'ho provato una sola volta respirando dalla stessa pancia (non mi ricordo a chi ho rubato quest'espressione che ben descrive ciò che sento) di un uomo che ho amato molto.
basta.
ma più ci si evolve più si rende pura la propria essenza e più è difficile mischiarla con altre pechè ognuna ha il suo particolare profumo.
è come se 'le maschere' proprio perchè spesso più simili ta loro di quanto lo siano le essenze potessero costituire la malta che cementa un mattone-essenza all'altro.
ti chiedo scusa se non mi so esprimere meglio.
faccio fatica a rendere ciò che intendo.
a me non è mai capitato di sentirmi 'unita' in qualsivoglia gruppo se non nel modo in cui intendevo prima: 'tanti soli che stanno insieme' , ovvero mattoni cementati da una stessa malta che unisce sì, ma non fonde i mattoni tra loro.
per questo sto lavorando sulla coralità..sto lavorando sulla malta.
perchè si parla di evoluzione come di 'pulizia dalle scorie'...ma siamo poi così sicuri che occorra davvero buttare via e limare e lustrare?
secondo me per natura siamo essenza e anche no.
forse tutto serve, anche la pula al chicco di grano.
so che non sono stata chiara, ma per ora più di così non riesco ad esserlo, ed è frustrante.
buona notte e grz per l'attenzione,
anais

ps. sono consapevole che ovviamente anche se non ho mai provato unione in un gruppo non significa che per altri non debba esistere.
ps2. avrei voluto poter mettere come colonna sonora di questo post 'another brick in the wall' dei pink floyd per creare l'atmosfera...
Se per la gioia cammini a un metro da terra, niente ti farà inciampare.

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Messaggioda Annananda » 26 gennaio 2011, 9:56

Yoga.san ha scritto:
come siamo differenti... il mio "sentire" in apparenza va dalla parte opposta alla tua, ma potrebbe essere solo una non-comprensione di linguaggio. In primo luogo la parola "evoluzione". Un termine che può avere mille sfaccettature e interpretazioni. Vuol dire andare avanti nelle pratiche-di-conoscenza-di-sè? Che potrebbe anche essere andare indietro, dal punto di vista di de-costruire una serie di maschere. Andare indietro, con la stessa accezione positiva che mi pare di intendere nel tuo dire a proposito di evolversi.
Siamo in sintonia se parliamo, pur genericamente, di "accadimenti" che succedono nel corso di anni nei quali si pratica yoga?
Ecco, se il senso è questo, il tuo

Si può morire.
per la sensazione di incontenibilità che la felicità crea.
si muore di bellezza.
ci si annulla nel trasporto...
la 'beatitudine' arriva anche nelle azioni minime...


io credo che a certi livelli nemmeno i gruppi si possano più costituire..
si diventa tanti "soli" che si riuniscono insieme, ma non c'è più mélange.


non lo comprendo. Soli in che senso? La stessa sensazione a me porta a trovare un'unione con le altre persone che mai avevo provato prima.
Anzi, io ho in mente l'immagine di un puzzle.... fatto di incontri, condivisioni, affetto, che pian piano si ricompone in un disegno più ampio.
Ti abbraccio con forza.
S.[/quote]

Anais ha risposto:
......................................................
Sentimento di 'unione' intesa come 'fusione' l'ho provato una sola volta respirando dalla stessa pancia (non mi ricordo a chi ho rubato quest'espressione che ben descrive ciò che sento) di un uomo che ho amato molto.
basta.
ma più ci si evolve più si rende pura la propria essenza e più è difficile mischiarla con altre pechè ognuna ha il suo particolare profumo.

Quello che tu dici Anais ,l'ho provato anche io in un periodo durato quasi un anno,in cui vivevo in uno stato coscienziale molto elevato,dopo aver svolto per mesi una intensa pratica,seguita dal picco esistenziale di un amore appassionato e travolgente con un tantrista con cui ho provato davvero quella sensazione che tu descrivi in modo perfetto di unione cosmica ma mi sono resa conto che in seguito,questo stato era talmente appagante e perfetto in se stesso,che non avevo davvero bisogno più di nulla.Avrei potuto anche non dormire e non nutrirmi.Sono molto dimagrita e non avevo senso di fame.Non sono più uscita granchè con gli amici per mesi.Ne approfittavo del tempo libero per letture spirituali e per studiare.
Poi,memore di tanti percorsi fatti,mi sono chiesta se era questo il senso della vita...Se era davvero una evoluzione.Se doveva prevalere lo stato fisico ed emotivo che provavo o l'osservatore.E mi sono risposta che non era questo il senso.Che più vai in alto e più devi bilanciare questo,sapendo poi scendere a terra a costruire radici più forti e più ampie.
C'è uno stato fisiologico,che accompagna queste sensazioni e che è dato da un aumento notevole,ad esempio,della dopamina,che è correlata a questo disinteresse per la socialità e al raffreddamento emozionale.
Ma sappiamo anche che c'è uno stato di coscienza preferenziale,per ogni specifica attività umana.
Allora,è subentrato in me il riconoscimento e la volontà dell'Io e ho ripreso a frequentare gli altri,ho ripreso a fare volontariato etc...con una forza molto più sviluppata:quella del non-attaccamento ma con lo stesso calore umano ed empatico di prima.Con amore disinteressato.Con la sensazione di poter fare nuovi progetti e poter affrontare nuove sfide esistenziali.

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Messaggioda yoga.san » 26 gennaio 2011, 12:04

anais ha scritto:
.... secondo me per natura siamo essenza e anche no.
forse tutto serve, anche la pula al chicco di grano.
so che non sono stata chiara, ma per ora più di così non riesco ad esserlo, ed è frustrante.
buona notte e grz per l'attenzione,
anais

ps. sono consapevole che ovviamente anche se non ho mai provato unione in un gruppo non significa che per altri non debba esistere.
ps2. avrei voluto poter mettere come colonna sonora di questo post 'another brick in the wall' dei pink floyd per creare l'atmosfera...


we don't need no education?
E' l'inno alla de-costruzione!
A meno di nobili eccezioni (che tuttavia di solito hanno infanzie travagliate), viviamo per anni nella condizione di riempirci e farci riempire il contenitore mentale, di qualsiasi sciocchezza e sovrastruttura. Fino ad identificarci e credere di essere per davvero quel contenuto improprio. Poi, se si hanno gli strumenti e la volontà, si attiva il processo opposto. Processo che, per come la penso io, difficilmente può essere attivato se non si è fatta esperienza pratica, diretta, sulla propria pelle, di ciò che si sceglie di andare a svuotare.
Quindi “per natura siamo essenza e anche no?”. Soprattutto no, dico io. Siamo sommersi dalla pula. La vita… le vite…. vanno sperimentate fino in fondo. Lasciamo perdere l’essenza… lasciamola ai filosofi. Potrebbe essere un risultato finale…. chi lo sa? Vedremo. Ma non c’è prima il risultato e poi la procedura. Vale esattamente l’opposto, se no si torna indietro, tutte le volte, al punto di partenza. Occorre rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Ma senza le altre persone, senza il confronto, senza il conforto del cuore-a-cuore, allora sì che si è soli. Soli con quelle che son putroppo assai spesso illusioni. E non si arriva, per come la penso io, da nessuna parte.
Ti abbraccio
S.

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Messaggioda anais » 26 gennaio 2011, 13:03

probabilmente risulterò distruttiva, ma in realtà credo che non ci sia niente da imparare o da scoprire.
non abbiamo insegnato al nostro cuore a battere o al nostro stomaco a digerire.
non si rischia, nel tentativo di togliere delle sovrastrutture, di inserirne delle altre?
non ho mai visto un sacco svuotarsi riempiendolo.
e le illusioni purtroppo si alimentano di consensi.
meglio dubbi giusti che certezze sbagliate.
non intendo correggere nulla nè intraprendere alcun procedimento.
"rimboccarsi le maniche e darsi da fare" mi fa percepire sforzo. per essere la propria natura bisogna dunque faticare?
ripeto: vorrei poterlo chiedere a un bruco se fa fatica a costruire il bozzolo.
perchè già vivere di per sè è un procedimento.
utilizzare i 5 sensi appieno è già un procedimento.
credo che la vita viva noi.
cari saluti.
anais
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Messaggioda Annananda » 26 gennaio 2011, 13:58

anais ha scritto:credo che la vita viva noi.
cari saluti.
anais[/color]


Essere barchette senza timone in mezzo ai flutti dell'oceano?Senza progetti,senza intenzioni,senza volontà personale,senza una meta,senza uno scopo?Lasciare che accada ciò che accadrà?E chi lo farà accadere?Dio,la Dea,gli archetipi,il leader più forte,il più furbo,il più potente,il più carismatico,il più pragmatico che nel sistema sceglierà e tirerà le fila e la trama della ragnatela della nostra vita,anche per noi?E noi a commuoverci di fronte ad un fiore che sboccia,in contemplazione o in stato di porosa apertura a ciò che capita spontaneamente? Non avere mai intravisto una Leggenda Personale,come direbbe Cohelo ne "Il guerriero della Luce"? Mah.Non credo basti lasciare che la vita viva in noi.Lo trovo ,francamente,anche molto rischioso. :cry:

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Re: Pensiero realizzativo.

Messaggioda anais » 26 gennaio 2011, 14:12

Annananda ha scritto:
anais ha scritto:credo che la vita viva noi.
cari saluti.
anais[/color]


Essere barchette senza timone in mezzo ai flutti dell'oceano?Senza progetti,senza intenzioni,senza volontà personale,senza una meta,senza uno scopo?Lasciare che accada ciò che accadrà?E chi lo farà accadere?Dio,la Dea,gli archetipi,il leader più forte,il più furbo,il più potente,il più carismatico,il più pragmatico che nel sistema sceglierà anche per noi?E noi a commuoverci di fronte ad un fiore che sboccia,in contemplazione? Non avere mai intravisto una Leggenda Personale,come direbbe Cohelo ne "Il guerriero della Luce"? Mah.Lo trovo ,francamente,bruttissimo e molto rischioso. :cry:


credo che i sensi ci permettano di orientarci, senza seguire chimere...e passare la vita a correre da una parte all'altra...
credo che lasciarsi vivere permetta di far splendere l'anima.
a me non pare bruttissimo.
le cose più incredibili mi sono accadute quando non mi prefiggevo obiettivi..ma lasciavo fare all'anima.
ma non ci sono ricette...
a ciascuno la propria percezione delle cose.
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Messaggioda yoga.san » 26 gennaio 2011, 15:31

anais ha scritto:....
"rimboccarsi le maniche e darsi da fare" mi fa percepire sforzo. per essere la propria natura bisogna dunque faticare?
...
[/color]


Come in cielo così in terra.
Per guadagnarsi il pane occorre far fatica.
Così come per guadagnarsi il paradiso
Può dare una mano affrontare la faccenda in allegria e senza tanti piagnistei.
Ma ovviamente è solo la mia opinione.
A presto.
S.

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Messaggioda anais » 26 gennaio 2011, 15:37

yoga.san ha scritto:
anais ha scritto:....
"rimboccarsi le maniche e darsi da fare" mi fa percepire sforzo. per essere la propria natura bisogna dunque faticare?
...
[/color]


Come in cielo così in terra.
Per guadagnarsi il pane occorre far fatica.
Così come per guadagnarsi il paradiso
Può dare una mano affrontare la faccenda in allegria e senza tanti piagnistei.
Ma ovviamente è solo la mia opinione.
A presto.
S.


ma infatti la preghiera è:
'DACCI oggi il ns. pane quotidiano'..
ma è solo la mia opinione... :D
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Messaggioda yoga.san » 26 gennaio 2011, 15:57

anais ha scritto:
yoga.san ha scritto:
anais ha scritto:....
"rimboccarsi le maniche e darsi da fare" mi fa percepire sforzo. per essere la propria natura bisogna dunque faticare?
...
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Come in cielo così in terra.
Per guadagnarsi il pane occorre far fatica.
Così come per guadagnarsi il paradiso
Può dare una mano affrontare la faccenda in allegria e senza tanti piagnistei.
Ma ovviamente è solo la mia opinione.
A presto.
S.


ma infatti la preghiera è:
'DACCI oggi il ns. pane quotidiano'..
ma è solo la mia opinione... :D


Come siamo differenti.... tanto per rimanere nelle opinioni, della mia preghiera fa parte invece
'Ogni giorno Ci dai il nostro pane'
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Messaggioda anais » 26 gennaio 2011, 16:15

yoga.san ha scritto:
anais ha scritto:
yoga.san ha scritto:
anais ha scritto:....
"rimboccarsi le maniche e darsi da fare" mi fa percepire sforzo. per essere la propria natura bisogna dunque faticare?
...
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Come in cielo così in terra.
Per guadagnarsi il pane occorre far fatica.
Così come per guadagnarsi il paradiso
Può dare una mano affrontare la faccenda in allegria e senza tanti piagnistei.
Ma ovviamente è solo la mia opinione.
A presto.
S.


ma infatti la preghiera è:
'DACCI oggi il ns. pane quotidiano'..
ma è solo la mia opinione... :D


Come siamo differenti.... tanto per rimanere nelle opinioni, della mia preghiera fa parte invece
'Ogni giorno Ci dai il nostro pane'
:D



Carissimo,
non voglio essere strafottente.
ma ho imparato a voler bene alla mia proverbiale pigrizia, che ho cercato di combattere per 20 anni.
quando l'ho accettata, mi è stata utile perchè in negativo mi ha fatta indirizzare verso le passioni.
quando faccio o cerco qualcosa che mi interessa davvero, non conosco fatica.
:D
ma non tutti i gusti sono alla menta.
un'amichevole pacca sulla spalla,
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Messaggioda yoga.san » 26 gennaio 2011, 16:25

anais ha scritto:....
quando faccio o cerco qualcosa che mi interessa davvero, non conosco fatica.
:D
ma non tutti i gusti sono alla menta.
....
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.
:D :D

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Messaggioda gb » 26 gennaio 2011, 16:54

Nella versione precedente alla traduzione latina e quindi poi italiana del Padre Nostro, se non ricordo male tutti i verbi sono all'indicativo, quindi "ci dai oggi... Ci rimetti... Non ci induci... Ma ci liberi".

Qualcuno anche in seno alla Chiesa aveva chiesto di cambiare l'attuale versione in quella "giusta", ma la cosa non e' stata fatta.

D'altra parte, avere una preghiera che ordina a Dio, e' coerente con l'avere come brand un Dio fatto Uomo torturato, crocifisso, ucciso.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

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