Il canto alla dea di ramana maharishi

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Paolo proietti
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Il canto alla dea di ramana maharishi

Messaggioda Paolo proietti » 4 dicembre 2013, 14:59

TRIPURA RAHASYA - IL MISTERO OLTRE LA TRINITÀ

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Lo Sri Tripura Rahasya di Haritāyana era il libro preferito di Ramana Maharishi che lo commentò negli anni '30 ad uso dei suoi allievi (vedi "Ramana Maharsi "Tripura Rahasya, the Mystery Beyond the trinity", a cura di Sri Ramananda Sarasvati).
Si tratta di un testo tantrico che tratta degli insegnamenti di Dattatreya al suo allievo Paraśurāma, sesto avatar di Viśnu.
Paraśurāma ("Rama con l'Ascia di Guerra") è un Guerriero/Bramino, progenitore dei monaci guerrieri medioevali. Viene istruito alle arti marziali direttamente da Śiva ed alla "conoscenza dei segreti". appunto, da Dattatreya. Il commento di Ramana Maharishi testo di Haritāyana e le note di Ramananda Sarasvati, sono illuminanti. Soprattutto per chi ancora parla di differenze tra Vedanta Advaita e Tantra.
Il succo degli insegnamenti di Dattatreya e Ramana è la Sri Vidya, la conoscenza della Dea tramite lo Sri Yantra, la Kadividya (la pratica dello Sri Yantra tramite il mantra KA E I LA HRIM....) e la Hadividya (la pratica dello Sri Yantra tramite il mantra HA SA KA LA HRIM), ma ci si sono alcuni dettagli che, per chi, si interessa o si è interessato di Ramana Maharishi e Advaita Vedanta possono risultare rivoluzionari.
Innanzitutto l'Assoluto è Femmina.
La si può chiamare Adi Shakti, Durga o Tripurasundari, ma il senso è sempre quello.
In secondo luogo Avidya, che siamo abituati a intendere come "ignoranza metafisica" sulla base di letture condizionati dal dualismo platonico, in realtà, per Ramana e per Shankara (che Ramana cita spessissimo) è un sinonimo di Cit (coscienza/consapevolezza). In pratica Avidya, Cit, Maya, Kundalini e Shakti sono sinonimi. detta così non fa grande impressione, ma in chiaro significa questo: SHIVA è il corpo dell'universo (la MATERIA) e SHAKTI è l'energia intesa come principio di coscienza che dà vita alla materia e permette di conoscerla.
Un'altra cosa interessante è che svatantra (tradotto di solito con "libertà", ma che letteralmente significa "vero tantra") è il nome di "isvara".
Insomma Ramana era uno Shakta, la conoscenza per lui era quella del "Mantrika" (hadi e kadi mantra), tra Vedanta advaita e Tantra ci sono solo differenze fittizie e Dio è femmina...
Credo che studiarsi per bene il Tripura Rahasya commentato da Ramana Maharishi potrebbe spazzar via alcuni dei luoghi comuni che impediscono la reale conoscenza del sapere yogico.

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Il testo integrale, commentato da Ramana maharishi, si può scaricare a questo indirizzo web: RAMANA MAHARISHI - TRIPURA RAHASYA http://www.slideshare.net/RamanaMaharsi/tripura-rahasya-the-mystery-beyond-the-trinity-ramana-maharsi
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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 4 dicembre 2013, 18:09

Ho postato le indicazioni sul TRIPURA RAHASYA di Ramana, perchè, per me, si tratta di un testo sorprendente.
Proposito delle differenze tra Tantra e Vedanta il curatore del libro (riedito nel 2006 dal Ramana Ashram) scrive che bisogna approcciarsi alle fonti (e allo yoga) "WITHOUT TRYING TO FIND THE DIFFERENCES WHERE THEY DO NOT EXIST".
Non credo che ci sia bisogno di traduzione.
Perché il testo per me è sorprendente?
Perché mi avevano detto, e avevo letto che
1)Ramana Maharishi non aveva allievi.
2) non aveva lasciato altre indicazioni che Arunachala l'auto-indagine.
3) Che, non si occupava di tantra e di lavoro sul corpo (asana, mudra, mantra).

A quanto mi sembra di aver capito è tutto falso.
Ramana aveva degli allievi, per i quali ha commentato un testo tantrico (shakta per la precisione) e ai quali insegnava che la via per la liberazione è la Sri Vidya ("conoscenza splendente", il sadhana per realizzare Lalita tripurasundari attraverso l'hadi mantra e il kadi Mantra.

Per chi non lo sa la Sri Vidya è la pratica tantrica per eccellenza.
Il mito da cui prende origine è quello dell'Isola delle Gemme: la Dea che danza sul corpo esanime di Shiva Nishkala, lo risveglia tramite il canto (...HA SA KA HA LA HRIM), lo eccita e si unisce a lui.
L'orgasmo contemporaneo dei due amanti divini (samarasa) è il visarga ":" che tramite l'unione con la prima vocale dà luogo alla determinazione prima della manifestazione अह् ah la prima (o l'ultima) sillaba del cerchio delle matrika (le sedici sillabe del cakra della gola) ela radice dell'individualità AHAM.

Non farò uno dei soliti pipponi sull'Isola delle Gemme e sul tantra.
Dico solo che se si parla di Sri Vidya si parla di Kundalini, Cakra, nadi, mudra, yantra, asana e mantra.
E si parla di corpo e di sesso come rito sacro.

Non so perché ci/mi abbiano raccontato per anni di un Ramana diverso da quello che appare dai testi CHE LUI STESSO HA SCRITTO.
Ramana è inequivocabilmente un tantrico.
Lavora sul corpo (già il solo praticare il kadi mantra sullo Sri yantra è tecnica corporea) ed è coltissimo ( i riferimenti alle scritture e alla letteratura epica indiana sono moltissimi nel testo che sto leggendo).

Affermare che non ha lasciato insegnamenti diretti su tecniche operative come fanno alcuni o farne il paladino di un advaita vedanta alla matriciana che non utilizza mantra, asana o mudra quasi fossero una cosa brutta o sporca , come fanno altri è un grosso errore.
Dovuto ad ignoranza o al desiderio di mistificare la realtà.
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Indra
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Messaggioda Indra » 4 dicembre 2013, 19:30

conosco lo sri tripura rahasya
è testo advaita vedanta composto di tre khanda o sezioni che il mitico datta-atreya trasmise a parasurama che lo trasmise a haritayana che trasmise il solo jnana khanda a narada
nel cap XXI 9-17 esplicita quale sia per lui lo yoga migliore

datta-atreya era chiamato ' lo yogin ape' poichè attinse a molti fiori dello yoga ed era considerato l'adi guru
del nuovo lignaggio nath


il tantra è vasto come il visarga

la mano sinistra di Kali taglia la testa alle lettere dell'alfabeto
Ultima modifica di Indra il 4 dicembre 2013, 19:43, modificato 1 volta in totale.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 4 dicembre 2013, 20:23

"Yogin ape" ha un altro significato.
Ovviamente ci puoi arrivare da solo, ne hai le capacità, gli strumenti e l'esperienza pratica.
Se per caso non ci arrivi e scendi dal trespolo puoi anche chiedere.
Da ricercatore a ricercatore.
Da Mauro a Paolo.
Lasciando stare indri, bagatti, mahavatari e paperoghi.
un sorriso,
P.
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Messaggioda Indra » 5 dicembre 2013, 13:35

va bene
scendo dal mio trespolo di vecchia gallinaccia e ti chiedo cosa sai
come mia abitudine di cortesia comincio io ad esporre
conosco il suono e l'amrta che si produce con esso abbinato a kechari e bhramari in lalata cakra o il lago della luna
conosco il simbolismo operativo della collana di kali in riferimento ai suoni ed alle matrika
lo yogin ape è quello che agisce e pratica come nel modo delle ' mellites' greche che il vedanta e buona parte del tantra non conoscono

ti ascolto

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Messaggioda Paolo proietti » 5 dicembre 2013, 18:26

Indra ha scritto:va bene
scendo dal mio trespolo di vecchia gallinaccia e ti chiedo cosa sai
come mia abitudine di cortesia comincio io ad esporre
conosco il suono e l'amrta che si produce con esso abbinato a kechari e bhramari in lalata cakra o il lago della luna
conosco il simbolismo operativo della collana di kali in riferimento ai suoni ed alle matrika
lo yogin ape è quello che agisce e pratica come nel modo delle ' mellites' greche che il vedanta e buona parte del tantra non conoscono

ti ascolto


Scienza delle vibrazioni.
il riferimento è a una frequenza particolare.
Anzi ad un gruppo di frequenze altissime 8da 5000 hertz in su.
Ed alla serie di Fibonacci che gli indiani definivano Matra meru.
C'è uno stato paragonabile a visva in cui il corpo viene reso docile dal mantra recitato.
Uno stato paragonabile a taijasa sull'ascolto del mantra bofonchiato, uno stato paragonabile a prajna sul mantra mentale.
A un certo punto, nel quarto stato, il corpo comincia a cantare da solo.
Non nel senso che ti ascolti recitare, o che ti vedi "visto".
Si tratta di un suono che viene emesso dal cervello.
viene emesso normalmente ma non lo percepiamo o lo percepiamo solo noi.
Questo suono è oggettivo: lo sentono gli altri e si può registrare, ed è un suono ad una frequenza simile a quella degli insetti.
Ora se hai visto, come avrai visto, gli esperimenti sul piatto di Chadli (o come cavolo si scrive), sai che le frequenze fanno organizzare la materia.
Con il suono si creano yantra e mandala.
il suono/frequenza dell'ape è contemporaneamente la sua danza e la madre delle celle esagonali.
Quando la mente comincia a cantare di sua sponte emette frequenze di 5000-8000-12000 (o 13000) hertz, un suono che può mutare la materia.
Dattatreya non è solo vishnu, brahma e Shiva, è anche le tre paredre.
Una volta "ha meditato così tanto da far crescere alberi sul suo corpo".
Lo yogin può creare mondi interi.
O può anche distruggerli.
Fare samyama sul suono emesso dal cervello dà vita a quella che si chiama, in fisica, Onda solitaria.
Se la api scomparissero, diceva Einstein, l'umanità si estinguerebbe nel giro di cinque anni.
Non credo sia una boutade.
Anu purusha non è l'uomo, ma è l'atomo, che Kashyapa e i rishi conoscevano bene. Akasha è il vuoto in cui ruotano gli elettroni.....
Hai mai pensato che il roteare degli elttroni può somigliare alla danza delle api intorno al fiore o all'arnia?
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Messaggioda Indra » 5 dicembre 2013, 22:11

conosco la geometria sacra e la divina proporzione della sezione aurea e i solidi platonici alkhemici e la merkaba
le frequenze sono influenzate da diverse variabili come ampiezza spazio tempo mezzo di propagazione dissipazione e sono esse stesse create
non esistono di per sè
il suono non crea ma rende visibile la forma dell'energia
datta-atreya è un alveare vuoto
siva brahma e visnu sono i ritmi del tetraedro platonico
i tuoi studi sui suoni sono interessanti
tempo fa adoperavo un diapason in La a 440 h ma non ne scrivo o pashu incauti potrebbero farsi male
come saprai l'applicazione delle frequenze presenta dei problemi in anahata ed ajna

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Messaggioda Paolo proietti » 6 dicembre 2013, 10:22

prova Fa, Fa fa#.
Quello cui mi riferiscoè "il quarto suono corrispondente al quarto stato" di cui parla, ad esempio, Tsong ka pa nella "grande esposizione del mantra segreto.
Se non lo conosci cercalo. Ci sono alcune descrizioni estremamente chiare sulla stabilizzazione " dell'immagine e del suono", la stabilizzazione delle lettere sull'immagine", la stabilizzazione sulla triplice concentrazione (corpo della divinità, proprio corpo divino e suoni mantrici nel cuore della divinità) e, infine, "l'espressione della mente attraverso i suoni mantrici".
Non si tratta di metafore.
Il cervello canta.
Te la metto così: se cantiamo o parliamo c'è una volontà che fa mettere in moto i muscoli respiratori, la gola, la laringe.
Se il suono insorge è come se la volontà fosse di qualcun altro.
Il fenomeno di cui sto parlando non è né l'uno né l'altro.
Ho sperimentato la cosa (che credimi è abbastanza "pazzesca")con la mia amica Ivana Cecoli (cantante e sahaja yogini).
Ho un video dove andrea pagano ed io ci dilettiamo con gli overtone.
La registrazione non è di grande qualità ma se si fa attenzione ad un certo punto si sente il quarto suono.
la sensazione è di avere una cantante lirica (o un'esercito di api) nella parte sinistra del cervello (direi l'orecchio) che si mette a cantare di sua spontanea volontà.
Il problema è che la sentono anche gli altri......Non è un suono "interiore".....
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