Maometto la vita del Profeta

recensioni, richieste e discussioni su libri, video, musiche, riviste spirituali
AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 17 agosto 2012, 13:37

Aureo Graal ha scritto:[

Se non sai quale strada scegliere, ti suggerisco di schierarti dalla parte di Wilders, mi sembra più adatta per te. Chi ha occhi per vedere ed orecchie per sentire le parole della Armstrong le seguirà, altrimenti si schiererà dalla parte opposta.

Io non ho nessuna intenzione di schierarmi, ma solo di seguire la mia coscienza, ciò che ritengo più vero e giusto. Ed ho ripetuto che né la semplificazione in negativo di Wilders né la semplificazione in positivo della Armstrong sono convincenti, e che il buonismo della Armstrong può avere effetti negativi, eccome. L'indecisione non era su quale di queste due parti scegliere (perché era evidente che non sceglievo nessuna delle due), ma su quale delle due parti fosse la peggiore.
Ultima modifica di AT il 17 agosto 2012, 14:04, modificato 1 volta in totale.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 17 agosto 2012, 13:54

Aureo Graal ha scritto:
"
"Islam era lo straniero per eccellenza, e la gente lo risentì in Europa più di quanto oggi la gente del Terzo Mondo lo prova per gli Stati Uniti d'America. Si potrebbe dire che l'Islam era allora la più grande potenza mondiale, e rimase tale fino ai primi anni dell'impero Ottomano. I musulmani erano presenti dappertutto: Medio Oriente, Turchia, Iran, Sud-Est asiatico e Cina. Dove la gente si recava c'era l'Islam, ed era potente, e la gente lo percepiva come una minaccia. "[/color]

La gente percepiva l'Islam come una minaccia perché l'Islam per secoli e secoli non cessò di cercare la conquista e l'espansione in Europa. Quindi la gente percepiva l'Islam come una minaccia perché l'Islam era una minaccia. E le crociate possono essere interpretate anche come una contro offensiva ed una presa di coscienza del prezioso patrimonio che la cristianità, unita, aveva da difendere e tramandare ai posteri.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 17 agosto 2012, 14:00

Aureo Graal ha scritto: Lui non sa cos'è l'islam. Per lui esiste un solo islam monolitico e basta. Lui non pensa e non gli interessa che possano esistere altri islam, né che certi autori abbiano scorto positività nell'islam. Tali positività per lui sono illusioni irrealizzabili.

Quando mai? Quando mai ho detto che vedo un solo Islam? Quando mai non ho scorto anche positività nell'Islam?

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 17 agosto 2012, 15:03

L'Islam non vuole e non può integrarsi: tutto quello che può fare, è essere lui a integrare noi. L'Islam non vuole partecipare ad una società: vuole dominarla. Non vuole coesistere con altre visioni del mondo: le vuole annientare. Basta un minimo di approfondimento per rendersene conto. Anche altre tradizioni religiose hanno fatto ricorso a violenze, intimidazioni, abusi di potere e propaganda nel corso della loro storia, ma nessuna come l'Islam rappresenta un sistema coerente finalizzato a sottomettere l'essere umano sotto un sistema totalizzante. Quello che può essere detto su altre tradizioni circa gli abusi di potere, per l'Islam vale moltiplicato per mille.


Ecco cosa hai dichiarato in passato. Ecco perché c'è un solo islam per te ed è monolitico. Quando si ha una simile visione come si può dialogare con te? L'occidente cristiano oggi sta rivoltando il mondo islamico e vuole raggiungere tutte sue capitali. Altro che l'islam vuole dominare... L'occidente cristiano vuole sottomettere anche l'asia, la cina e la russia.

La gente percepiva l'Islam come una minaccia perché l'Islam per secoli e secoli non cessò di cercare la conquista e l'espansione in Europa. Quindi la gente percepiva l'Islam come una minaccia perché l'Islam era una minaccia. E le crociate possono essere interpretate anche come una contro offensiva ed una presa di coscienza del prezioso patrimonio che la cristianità, unita, aveva da difendere e tramandare ai posteri.


La vera minaccia erano le crociate che intendevano controllare la Terrasanta e l'islam ha reagito ad esse. Le crociate furono delle guerre combattute per due secoli, XI-XIII secolo, prevalentemente sul terreno dell'Asia minore, nel Mediterraneo orientale e nel Nord Africa con la benedizione del Papato e motivate da un sentimento eminentemente religioso. Erano combattute sul territorio islamico perché i cristiani invasori volevano conquistare. Questa era la vera minaccia che si ripropone oggi.
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 18 agosto 2012, 22:23

E' veramente preoccupante che tu abbia sviluppato una visione così distorta e ossessiva dell'occidente e del cristianesimo: dove l'hai imparata? Quale propaganda ti ha lavato il cervello?
Il bello, è che qui da noi (in occidente) se uno getta fango sulla Chiesa Cattolica va benissimo, anche usando ampiamente la distorsione e la menzogna: è politicamente corretto, suona bene, mentre se uno si azzarda, anche educatamente ed intelligentemente, a criticare l'Islam è subito accusato di razzismo.
Non credo che in nessun paese islamico ci sia la possibilità di critica o di studio storico intelligente ed imparziale sull'Islam: si rischia la vita.
Sulle crociate, la moda occidentale prevalente è quella di fornirne una visione estremamente negativa. Vorrei ricordarti che la Palestina, la Persia, il Medio Oriente e l'Africa settentrionale erano aree cristiane, ebraiche, zoroastriane, manicheiste. Tutta questo fu spazzato via in gran parte dagli invasori musulmani, che poi si dettero all'impresa di assalire l'Europa. La catastrofe di un'invasione islamica dell'Europa fu impedita solo da una lunga e difficile resistenza. In quest'ottica vanno intese le crociate: di fronte alle ripetute minacce islamiche, di fronte ai continui oltraggi, saccheggi, umiliazioni subiti dai pochi cristiani sopravvissuti nelle aree della terrasanta, alcuni potenti cristiani decisero una contro offensiva. Fecero bene? Fecero male? La lotta per il potere coinvolge ogni grande movimento di massa, religioso e non religioso. Come porsi di fronte a tale sanguinosa questione è un problema difficilissimo. Certo è che la Chiesa ha fatto esame di coscienza in gran quantità sul fenomeno delle crociate. Nessun musulmano, invece, può guardare con senso critico al processo espansionistico in cui la fede islamica si diffuse in Africa, Spagna e Asia attraverso la jihad: è la sua stessa fede che lo obbliga alla jihad.
Ecco un piccolo articolo interessante, in cui si parla anche della dhimmi Karen Armstrong:
Crociate
Scritto da Rino CAMMILLERI

A soli otto anni di distanza dalla morte del Profeta, avvenuta nel 632», l’islam si era steso su Nordafrica, Cipro, la maggior parte del Medioriente e la Spagna. Come era stato possibile? Le ragioni militari sono in fondo semplici: innanzitutto bizantini e persiani si erano dissanguati in secoli di guerre; disponevano solo di truppe di confine, dislocate in piazzeforti e spesso mercenarie, mentre gli arabi erano usi alle armi fin dall’infanzia; non disponevano di reparti di cavalleria in grado di spostarsi rapidamente da un punto all’altro; gli arabi avevano i cammelli, con cui attraversavano velocemente il deserto; concentravano le forze per colpire in un punto, mentre il grosso delle forze imperiali era sparso su confini lunghissimi. Questi ultimi, infine, erano non di rado presidiati da tribù arabe pagate all’uopo e che subito cambiarono campo ai primi attacchi.

«Sulla presunta tolleranza dei musulmani», poi, «sono state scritte non poche sciocchezze», che iniziarono «con Voltaire, Gibbon e altri scrittori del XVIII secolo, intenzionati a ritrarre la Chiesa cattolica nella peggiore luce possibile», dice Rodney Stark in quello che, a mio avviso, è il più bel libro mai scritto sulle crociate: Gli eserciti di Dio. Le vere ragioni delle crociate (Lindau). Per esempio, i persiani «si ribellarono per più di un secolo al dominio islamico», scatenandosi addosso «la repressione più brutale». E «settanta pellegrini cristiani provenienti dall’Asia Minore furono messi a morte (…), tranne sette che acconsentirono a convertirsi all’islam. Di lì a non molto altri sessanta pellegrini (…) furono crocifissi a Gerusalemme. Verso la fine dell’VIII secolo i musulmani attaccarono il monastero di San Teodosio, nei pressi di Betlemme, massacrarono i monaci e distrussero due chiese vicine. Nel 796 i musulmani misero al rogo venti monaci del monastero di Mar Saba. Nell’809 vi furono molteplici assalti a un gran numero di chiese e monasteri, sia dentro le mura di Gerusalemme sia attorno alla città, con stupri e uccisioni di massa. Gli attacchi si ripeterono nell’813. Il giorno della Domenica delle Palme del 932 esplose una nuova ondata di violenze, con distruzioni di chiese e molte uccisioni» (Moshe Gil). Alla fine del X secolo il sultano d’Egitto e sesto imam fatimide Tariqu al-Hakim costrinse «i cristiani a portare al collo una croce di quasi due chilogrammi, imponendo invece agli ebrei la scultura di un vitello di identico peso». Fece incendiare e radere al suolo 30mila chiese, compresa quella del Santo Sepolcro.

Per gli europei gli islamici «avevano proditoriamente occupato con la forza terre che un tempo appartenevano alla cristianità» e «oltraggiavano le regioni cristiane soggette al loro dominio, razziavano le regioni cristiane riducendo in schiavitù la popolazione e si abbandonavano al saccheggio esaltati dal puro desiderio di distruzione» (Derek Lomax). Se Carlo Martello non li avesse fermati a Poitiers nel 732, «forse oggi nelle scuole di Oxford si insegnerebbe l’esegesi coranica», deve ammettere Edward Gibbon).«Nella storia mondiale non vi fu nessuna battaglia più importante di questa » (Hans Delbrück).Ma tutto il libro di Stark è pieno di chicche da mandare a memoria. Come questa: «Non dimentichiamo che il Saladino, il famoso eroe dell’islam tanto ammirato dagli scrittori occidentali, fece chiudere la biblioteca del Cairo e ne gettò i libri tra i rifiuti». L’altrettanto ammirata civiltà islamica? «Quello che sappiamo con assoluta certezza è che dopo la conquista islamica dell’Egitto, del Nordafrica e della Spagna, da tutte queste terre scomparve la ruota». Già: la ruota richiedeva strade, mentre gli arabi erano abituati ai cammelli, di cui avevano il monopolio.

Per i cristiani «era giunto il momento di passare al contrattacco». Ma «i grandi nobili e i cavalieri non erano né stupidi né ingenui e di una spedizione in Terrasanta ne sapevano già abbastanza, visto che alcuni vi erano già stati in pellegrinaggio e tutti avevano qualche familiare o compagno d’armi» che lo aveva fatto. «Sapevano anche che ad attenderli tra le sabbie della Palestina non vi erano certo cumuli d’oro». Il Saladino? «A partire dell’Illuminismo » fu «bizzarramente» ritratto «come un personaggio razionale e civilizzato in contrapposizione ai crociati, barbari e creduli». Invece, quando sconfisse i cristiani ad Hattin, riporta il suo segretario Imad ad-Din che prese i templari e gli ospitalieri sopravvissuti e «ordinò che fossero decapitati, preferendo l’ucciderli al farli schiavi. C’era presso di lui tutta una schiera di dottori e sufi, e un certo numero di devoti e asceti: ognuno chiese di poterne ammazzare uno», cosa che il Saladino concesse «a lieto viso». Quel che appare nel film di Ridley Scott, Le crociate, è una balla: presa Gerusalemme, metà degli abitanti fu venduta schiava perché non poteva pagarsi il riscatto. Anche la famosa quarta crociata, quella che prese Costantinopoli anziché Gerusalemme, va ridimensionata: i bizantini si erano sempre comportati slealmente con i crociati, sempre; nel 1189 l’imperatore Isacco II si era addirittura alleato col Saladino in cambio della consegna di tutte chiese latine d’Oltremare ai greci- ortodossi. Anche alla quarta crociata i latini furono traditi dai bizantini: per questo decisero di togliersi quell’impiccio alle loro spalle una buona volta. Riguardo al presunto massacro: meno di duemila vittime in una città, Costantinopoli, di 150mila abitanti.

Nulla in confronto alle intere città massacrate da Baibars e dai mamelucchi, massacri di cristiani tutti compiuti in dispregio della parola data: promessa della vita in cambio della resa, rimangiata appena aperte le porte. Anche all’assedio di Acri del 1291, ultimo baluardo cristiano, gli ambasciatori attirati con la promessa di trattare vennero decapitati. Nel maggio 1268 ad Antiochia ci fu «il peggiore massacro (di cristiani, ndr) dell’intera epoca delle crociate». Ma gli storici occidentali sorvolano: il famoso Steven Runciman «gli dedica ben otto righe »; Christopher Tyerman, «che si era dilungato per molte pagine sugli efferati dettagli del massacro di Gerusalemme nella prima crociata, liquida la carneficina di Antiochia in quattro parole». Meglio di tutti Karen Armstrong, che «riserva dodici parole al resoconto della strage, di cui attribuisce la colpa agli stessi crociati, poiché era stata la loro orrenda minaccia a creare un “nuovo islam”, segnato da una “disperata determinazione alla sopravvivenza” ». Sembra di sentire gli odierni commentatori nei confronti del terrorismo e dei kamikaze. «I monaci del monte Carmelo furono massacrati senza pietà». E così finì la storia dei regni latini d’Oriente, che tuttavia «riuscirono a sopravvivere, almeno lungo la costa, un numero di secoli pari a quello vissuto fin a oggi dagli Stati Uniti come nazione».
Il bello è che il risentimento per le crociate i musulmani l’hanno appreso nelle università occidentali verso la fine del XIX secolo, laddove prima, per gli arabi, si era trattato, anzi, di un’impresa contro gli odiati turchi. Solo la fede mosse la crociate, e nient’altro: questo va affermato con chiarezza contro ogni giudizio malevolo perché ideologicamente anticattolico. Finirono perché costava troppo all’Europa, in termini di dissanguamento finanziario e umano, mantenere un’isola occidentale così lontana e circondata dalla marea islamica. Ma finché i crociati furono là, l’espansionismo islamico segnò il passo. Per riprendere subito dopo e arrestarsi solo nel XVIII secolo. E solo davanti alla sconfitta militare.

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 19 agosto 2012, 1:16

Per una superiore visione storica (e non i libri o i saggi di parte che leggi tu sulle crociate) che cerchi veramente di abbracciare la verità, può essere utile conoscere più da vicino, la genuina mentalità, gli ideali, i modi di vita e di guerra degli avversari delle Crociate, quali appaiono nelle pagine dei loro storici e cronisti, non certo inferiori per quantità e qualità a quelli occidentali. E' importante veder rovesciata la tavola dei valori, ai « cani saracini » sostituiti i « porci cristiani », all'anelito per il Santo Sepolcro contrapposto quello per la Santa Roccia dove poggiò il piede il Profeta nella miracolosa ascensione notturna, al pio Goffredo il pio Saladino. Lo storico appassionato di storia ascolterà un'altra campana, un complemento al quadro che ci è solitamente offerto dalle fonti occidentali. L'attacco delle Crociate colpì l'Islam in un momento particolarmente critico della sua storia, quando l'ondata araba era da tempo arrestata, o rifluiva sulla difensiva (fu quindi un intento imperialista cristiano), e quella turca si andava ancor affermando e sistemando in seno ai territori musulmani e di confine, prima di trapassare nell'offensiva in grande stile contro il mondo cristiano. Precedenti ritorni controffensivi da parte cristiana l'Islàm aveva ben conosciuti nelle croniche guerre contro i Bizantini, particolarmente vivaci nel corso del secolo X: ma l'attacco in forze dall'Occidente latino, e con scopi di guerra prevalentemente e ostentatamente religiosi, colse di sorpresa una società musulmana politicamente divisa, inetta a una rapida ed efficiente parata. La schematica formula del Grousset - iniziale impreparazione musulmana contro un'imperialista monarchia franca - ben rende la situazione tra la fine del secolo xi e i primi decenni del xii in Siria: il territorio frazionato tra emirati turchi rivali, di ufficiali dei Selgiuchidi (atabek) e loro minori vassalli, con un malfermo dominio dell'Egitto fatimida sulla Palestina. A Baghdad, un califfo abbàside sotto tutela del sultano turco, ombra ormai di quel che era stata la somma dignità islamica ai giorni di al-Mansùr e al-Ma 'mùn. I principotti della Siria settentrionale, i luogotenenti fatimidi di Gerusalemme e delle città del litorale resisterono come poterono, cioè male; la Crociata si allargò come una macchia d'olio, e l'Anticrociata, invano attesa e sollecitata da Baghdad, si mostrò sulle prime impotente (i poveri musulmani non si aspettavano tanta determinazione e crudeltà cristiana). Solo a partire dal terzo e quarto decennio del secolo XII, , la resistenza (possiamo usare così un termine partigiano contro il fascismo cristiano) musulmana si irrigidisce ad opera degli Artuqidi di Mardin (oggi Turchia), di Tughtikìn di Damasco, e soprattutto degli atabek di Mossul, Zinki e Norandino, che, liquidata l'avanzata Contea di Edessa, puntano sulla Siria col duplice scopo di unificarla sotto la loro signoria e respingere i Franchi invasori al mare. E potrei fornirti altri dettagli storici molto precisi per farti capire quanto sia stata studiata l'invasione imperialista dei Crociati.

La tranquillità e l'impreparazione in cui vivevano le contrade islamiche permise ai Franchi di preparare i loro piani e di avanzare con una spietata crudeltà. Dai versi seguenti traspare che i musulmani sono pacifici, vivono nell'opulenza e non pensano a guerreggiare, invece i franchi sono dei preparati guerrafondai in cerca di sangue. Ecco i versi di Abul Muzzafar al Abiwardi:

"Abbiam commisto il sangue alle scorrenti lacrime, e non è rimasto più campo in noi alla pietà (?)
La peggior arma dell'uomo è lo sparger lacrime, quando le spade attizzano il fuoco della guerra.
Figli dell'Islam, vi stanno addosso battaglie tali da far ruzzolare le teste (recise) sui piedi.
Osate sonnecchiare all'ombra di una beata sicurezza, in una vita molle come fior di verziere?
Ma come può dormir l'occhio entro le palpebre, su sciagure tali da destare ogni dormiente?
Mentre i vostri fratelli di Siria son ridotti ad aver riposo sui dorsi dei destrieri, o nei ventri degli avvoltoi?
Quanto sangue è stato versato, quante vaghe fanciulle hanno dovuto per pudore nascondere fra le mani il loro bel viso!
Mentre le bianche spade han le punte arrossate di sangue, e le brune lance hanno insanguinato il ferro!
E si incrociano colpi di lancia e di spada, tali che i fanciulli ne hanno incanutite le tempie.
Son guerre, queste, che chi ne schiva il gorgo per aver salva la vita digrignerà poi i denti pentito.
Guerre che in mano agli Infedeli han snudato spade, destinate a esser rinfoderate nei lor colli e nei crani.
A tali guerre, Colui che dorme nel sepolcro di Medina pare elevare alta la voce nel grido: « O stirpe di Hashim! Vedo il mio popolo che non drizza veloce le lance contro il nemico, vedo la fede poggiare su deboli sostegni.
Per timor della morte, i musulmani evitano il fuoco della battaglia, e non credono che il disonore inevitabilmente li colpisca».
I campioni degli arabi si acconcian dunque a soffrire offesa, e chiudon gli occhi sull'ignominia i prodi persiani?"

Questa lettura fa capire perché Karen Armstrong spiega con impegno che non bisogna essere ostili verso i buoni musulmani (lei sa chi sono i veri guerrafondai che non fanno costruire le moschee in Italia.... in barba alla libertà di religione). Per questo motivo, risponde ad un intervistatore.

Un intervistatore chiede a Karen Armstrong: Perché hai scritto il tuo libro, Muhammad: Una biografia del Profeta?

Karen Armstrong: Ero molto turbata dalla notevole ostilità verso l'Islam che è così evidentissima in occidente, anche tra le persone molto liberali. Sentivo che quest'atteggiamento radicato era una cosa pericolosa per noi, soprattutto in Europa, dove abbiamo avuto una storia terribile di persecuzione religiosa. Non possiamo permetterci questi pregiudizi culturali. Il modo migliore di affrontare l'Islam era di guardare la biografia del suo grande profeta, Muhammad. Dopo tutto, Muhammmad è il modello dei musulmani per tutta la loro vita. La sua biografia presenta l'archetipo del perfetto atto di auto-rinuncia a Dio, che tra l'altro è il significato di Islam. Le sue parole registrate e le sue azioni costituiscono la base del diritto musulmano. Quando si guarda alle lotte di Maometto, alle sue sofferenze, ai suoi trionfi, si inizia a cogliere il senso passionale e la spiritualità di fondo dell'Islam. Ogni religione ha il suo genio particolare e ognuna ha i suoi difetti particolari. E guardando alla vita, alle lotte, alle passioni e ai trionfi del suo fondatore Muhammad, possiamo vedere il particolare ritmo e il dinamismo della sua religione.
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14

Yogavira
brahmana
brahmana
Messaggi: 1229
Iscritto il: 23 settembre 2006, 21:47

Messaggioda Yogavira » 19 agosto 2012, 10:32

Aureo Graal ha scritto

(....).Dopo tutto, Muhammad è il modello dei musulmani per tutta la loro vita. La sua biografia presenta l'archetipo del perfetto atto di auto-rinuncia a Dio, che tra l'altro è il significato di Islam. Le sue parole registrate e le sue azioni costituiscono la base del diritto musulmano.(....)

Non so se ridere o se piangere.

Un uomo che ha personalmente partecipato a guerre e ucciso...un modello ??!!

un uomo che aveva decine di concubine e non so quante mogli un 'archetipo del perfetto atto di auto-rinuncia a Dio' ??!!

'le sue azioni costituiscono la base del diritto musulmano' :....e infatti le vicende della storia, passata e recente, parlano chiaro ( e i tuoi mirabolanti e insensati esercizi di retorica e di storia da 'Reader's digest' possono abbindolare un adolescente ignorante, ma non un adulto sensato) .... Paesi dove non è mai esistito un diritto e solo ora, DOPO SECOLI di arretratezza, dittatura, povertà, ignoranza, stanno trovando, a carissimo prezzo, la democrazia, il diritto, il benessere. Ma con chi credi di parlare, con deficenti ?! Ma perfavore ......
Immagine mitico ! Immagine

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 19 agosto 2012, 10:58

Per fortuna ho riportato le parole dell'autrice Karen Armstrong. Se eventualmente con le condividi rivolgiti a lei. La discussione verte sulle sue dichiarazioni, condivisibili da alcuni, da altri meno. Il punto è che questa ex-suora è più intelligente di te. Il libro non l'ho scritto io, questo argomento non l'ho postato io, ma GB, non so se con l'intento di generare una polemica, ma non credo. Credo nella genuinità delle intenzioni di GB. Che poi a te come ad altri anti-islamici non interessa ascoltare le cronache arabe, né gli studiosi imparziali come la Armstrong (e i loro punti di vista), è un tuo problema. Ma esse sono state scritte da Ibn al-Kathir e da altri studiosi del mondo musulmano, e quindi noi abbiamo il diritto di leggerle e di attingere non solo alle fonti occidentali come farebbe comodo a molti di voi succubi delle loro manipolazioni...
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14

Yogavira
brahmana
brahmana
Messaggi: 1229
Iscritto il: 23 settembre 2006, 21:47

Messaggioda Yogavira » 19 agosto 2012, 11:48

Sì, sì....va bene, hai ragione.
Immagine mitico ! Immagine

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 19 agosto 2012, 12:01

Oggi molti musulmani festeggiano la fine del Ramadan 2012
Immagine

Allego la traduzione di questa poesia che mi è giunta ultimamente:

O cuore, il Ramadan è giunto alla fine,
e il felice Eid bussa alle porte per tutti,
Vieni, oggi regalati appassionatamente,
rispondi alla chiamata divina.

Offri tutte le tue ricchezze e i tuoi tesori
al tuo Signore Benevolo,
Paga la zakat per risvegliare gli agonizzanti Musulmani,
dal torpore che non possono permettersi.

Vieni, o cuore, offri la tua preghiera dell'Eid
in quel terreno sacro,
dove i valorosi Musulmani hanno sacrificato la loro vita
e divennero martiri, non invano.

Lasciamo perdere chi oggi è amico o nemico,
e abbracciatevi l'un l'altro premurosamente.
Permetti al tuo amore di essere il magnete
che trasporta l'umanità alla grazia di Allah.

Ricordati di coloro che digiunano perennemente,
costantemente nella fame e nella miseria,
Condividi con i poveri, gli orfani e gli indigenti,
includendoli nella tua celebrazione.

Versa nella ciotola del tuo cuore
l'ambrosia del tawhid.
Il Profeta stesso potrebbe accettare l'invito,
e potrebbe associarsi al tuo banchetto realmente.

O cuore, con le molte pietre o mattoni
che alcune persone ti hanno scagliato contro tutto il tempo,
costruisci una moschea meravigliosa di amore
dalla base solida e forte.

Kazi Nazrul Islam, poeta
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 19 agosto 2012, 19:40

Aureo Graal ha scritto:Per fortuna ho riportato le parole dell'autrice Karen Armstrong. Se eventualmente con le condividi rivolgiti a lei. La discussione verte sulle sue dichiarazioni, condivisibili da alcuni, da altri meno. Il punto è che questa ex-suora è più intelligente di te. Il libro non l'ho scritto io, questo argomento non l'ho postato io, ma GB, non so se con l'intento di generare una polemica, ma non credo. Credo nella genuinità delle intenzioni di GB. Che poi a te come ad altri anti-islamici non interessa ascoltare le cronache arabe, né gli studiosi imparziali come la Armstrong (e i loro punti di vista), è un tuo problema. Ma esse sono state scritte da Ibn al-Kathir e da altri studiosi del mondo musulmano, e quindi noi abbiamo il diritto di leggerle e di attingere non solo alle fonti occidentali come farebbe comodo a molti di voi succubi delle loro manipolazioni...

Hai parlato di intelligenza. Bene, qualunque persona mediamente intelligente può riconoscere che la Armstrong non è una studiosa imparziale, tutt'altro. Per quello che mi riguarda, io sono a favore della libertà di espressione, anche per personaggi come la Armstrong, e sono favorevole a rispettare e studiare i documenti storici, ovviamente anche quelli di parte musulmana. Come ti ho già detto, troverai tantissimi cristiani profondamente critici nei confronti delle crociate. Troverai poi tantissimi occidentali, ostili al cristianesimo, pronti a dipingere le crociate in tinte ancora più negative di quanto realmente furono. Ma non credo che troverai molti musulmani pronti ad essere critici nei confronti di quel processo di espansione militare che ha consentito all'Islam di espandersi in Africa del Nord e di minacciare l'Europa per secoli e secoli. E' proprio una questione di struttura stessa del messaggio religioso originario, e questa struttura il buonismo falso ed ipocrita della Armstrong non la mette in luce, anzi, fa di tutto per occultarla. Quindi, permettimi di pensare che la Armstrong può recare danno, in senso opposto al danno che può recare Wilders gettando benzina sul fuoco.

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 19 agosto 2012, 20:20

Non devi chiedermi nessun permesso. Le tue opinioni sull'islam e sui musulmani non turbano minimamente i miei sogni, né mi interessano attualmente.

Ricollegandomi invece al thread iniziale inserito da Gb, potrebbe essere utile cercare di capire il pensiero di Karen Armstrong. In lingua italiana, in internet, ho trovato quest'articolo:

L’inchiesta Chilcot sulla guerra in Iraq cambierà il modo in cui i musulmani vedono l’Occidente

Original Version: Chilcot will change the way Muslims see the west
Se l’inchiesta Chilcot, promossa dal governo britannico sulla guerra in Iraq, dovesse tradursi in un tentativo di nascondere le colpe britanniche ed occidentali in quella guerra, ciò provocherebbe un’ulteriore delusione nel mondo islamico, dopo quella suscitata finora dal fatto che il discorso di Obama al Cairo non è stato seguito da alcun passo concreto. Si tratta di un rischio che l’Occidente non può permettersi di correre – scrive la studiosa britannica Karen Armstrong

Mentre osserviamo lo svolgersi del dramma dell’inchiesta Chilcot, dovemmo essere consapevoli che non si tratta solo di un semplice atto di pulizia interna. Qualsiasi siano le implicazioni per le nostre istituzioni politiche e giudiziarie, è cruciale che il popolo britannico capisca come siamo giunti alla decisione di andare in guerra. Ma anche i musulmani stanno aspettando i risultati dell’indagine, e questo rende l’inchiesta un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere.
È semplicemente falso che l’attuale tensione tra l’Occidente e il mondo islamico sia causata da un inevitabile “scontro di civiltà”. All’inizio del XX secolo, quasi tutti gli intellettuali musulmani erano innamorati del moderno Occidente, che trovavano profondamente affine alle loro tradizioni. Da qui la famosa osservazione di Muahmmad Abduh (1849-1905), Gran Mufti d’Egitto, che dopo un viaggio a Parigi disse provocatoriamente: “In Francia ho visto l’Islam, ma nessun musulmano; al Cairo ho visto musulmani, ma non l’Islam”. La sua opinione era che la moderna economia europea aveva creato condizioni di giustizia ed eguaglianza che si avvicinavano all’ideale coranico in misura maggiore di quanto non fosse possibile nelle economie pre-moderne del mondo musulmano.
Purtroppo, troppe politiche occidentali nel mono islamico, concentrate esclusivamente sugli interessi dell’Occidente, hanno guastato quell’entusiasmo iniziale. Ma non tutti i musulmani hanno rinunciato all’Occidente. Uno studio senza precedenti dell’organizzazione Gallup, condotto tra il 2001 e il 2007 in 35 paesi su più di un miliardo di musulmani, ha rivelato – per esempio – che ciò che i musulmani ammirano di più dell’Occidente sono la sua libertà politica e di parola.
Ma negli ultimi mesi, la situazione è diventata più seria, come ho scoperto io stessa, per ironia della sorte, durante una visita al Cairo lo scorso giugno – proprio tre settimane dopo che il presidente Obama vi aveva tenuto il suo storico discorso , promettendo una nuova era nelle relazioni tra America e mondo musulmano. Ero stata invitata a prendere parte alla prima conferenza inter-religiosa internazionale della prestigiosa Università di Al-Azhar (uno dei principali centri d’insegnamento religioso dell’Islam sunnita (N.d.T) ). Sembrava un’occasione propizia. L’argomento della conferenza era: “Come può Al-Azhar usare la sua enorme influenza per promuovere la cause della pace e della comprensione globale?”.
Ma ci siamo ben presto resi conto dell’intensa collera che aleggiava nella sala. Sebbene molti di noi fossero personalmente conosciuti ad Al-Azhar, e fossero stati accolti con calore e affetto, nel momento in cui i delegati occidentali si sono seduti ai loro posti sulla tribuna, essi sono diventati rappresentanti dell’ “Occidente”. Non c’è stato dialogo. Nessuno ha reagito al contenuto dei nostri documenti. Invece, uno dopo l’altro, i distinti professori e imam di Al-Azhar si sono alzati in piedi per denunciare la politica occidentale nella regione.
Sebbene fosse teoricamente una conferenza religiosa, hanno tutti insistito sul fatto che la religione non è il problema. Non erano interessati alle differenze in fatto di fede e di dottrina: del resto, non fu il Corano stesso ad insistere che la diversità religiosa fa parte della volontà di Dio (5:48)? Invece, senza prestare attenzione ai limiti di tempo o alle proteste dei moderatori, essi si sono lamentati ampiamente e in dettaglio delle sofferenze dei Palestinesi, della tragedia di Gaza, del conflitto per Gerusalemme, del crimine rappresentato da Guantanamo e, ovviamente, dell’orrore dell’Iraq. Il messaggio implicito era chiaro: l’Occidente ha dominato a lungo il discorso politico senza prendere in seria considerazione il punto di vista musulmano; adesso toccava a noi ascoltare.
Quando ho discusso della situazione con i miei colleghi occidentali, molti dei quali esperti viaggiatori nel mondo musulmano, eravamo preoccupati dall’intensità, se non dal contenuto stesso di quell’aggressione. Dopotutto, siamo ormai da tempo consapevoli che non ci potrà essere pace per il mondo senza una soluzione giusta ed equa di questi problemi. Ma questa collera apparentemente intrattabile era nuova. Obama, abbiamo convenuto, aveva alimentato le speranze – e questo potrebbe essere pericoloso: se nell’immediato futuro non compirà qualche gesto tangibile per mostrare che il processo di cambiamento è davvero iniziato, la delusione potrà solo peggiorare le cose. E se i professori erano così arrabbiati, quale poteva essere la situazione nelle strade del Cairo, dove il livello di frustrazione, aggravato dallo scontento politico ed economico, potrebbe rendere molte persone una facile preda della propaganda estremista?
Ma l’umore della nostra conferenza cambiò. Durante l’ultima seduta, un teologo americano è riuscito, con qualche difficoltà, a prendere la parola e parlare a nome di tutti noi. “Siamo rimasti molto colpiti – ha detto – dalla sofferenza in questa stanza: sappiamo che “gli 8 orribili anni di George W. Bush” hanno inflitto gravi danni alla regione, e faremo qualsiasi cosa in nostro potere per lavorare con Al-Azhar per un futuro migliore”. Immediatamente, uno dei nostri aggressori più accaniti ha risposto con generosità, e la conferenza è stata finalmente in grado di emettere una ferma e positiva risoluzione comune.
Finora Obama non ha dato quel segnale concreto che consideravamo essenziale. Ma l’inchiesta Chilcot ha anch’essa alimentato le speranze. Se ci dovesse essere anche solo un tentativo di nascondere o di insabbiare le colpe, la delusione che ne conseguirebbe potrebbe solo peggiorare ulteriormente una situazione già infiammata. Al Cairo abbiamo scoperto che una franca ammissione di colpa può cambiare le cose. Nel nostro mondo pericolosamente polarizzato, potremmo non avere più una simile opportunità.
Karen Armstrong è una studiosa britannica, fautrice del dialogo interreligioso ed autrice di numerosi libri sulle caratteristiche che accomunano le tra grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam

fonte: http://www.medarabnews.com/2010/02/14/c ... occidente/
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 20 agosto 2012, 17:12

Karen Armstrong ha acquistato una fama negativa almeno in due ambienti: l'ambiente dei movimenti anti-Islam e l'ambiente dei razionalisti atei come Richard Dawkins. Si possono trovare in rete osservazioni estremamente sprezzanti nei suoi confronti nei siti legati a questi due ambienti. Il suo lavoro è appassionato e bene intenzionato, ma probabilmente alcune ingenuità ed alcune forzature prestano il fianco a critiche feroci da parte di ambienti come questi.

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 20 agosto 2012, 17:56

Investighiamo adunque le riflessioni di Karen Armstrong e di Robert Bruce Spencer:

Secondo una famosa scrittrice dell’Islam, Karen Armstrong, le donne ai tempi di Maometto “non sembra avessero un’esperienza oppressiva dell’Islam, benché più tardi, come è avvenuto per la Cristianità, gli uomini hanno preso in mano la fede dirottandola verso la patrarchia in vigore.” (Karen Armstrong, Islam: A short history, Modern Library, 2000, p. 16)

Dopo aver riscontrato questa equivalenza morale, Armstrong afferma che “l’emancipazione delle donne era un progetto molto caro al cuore del Profeta” ed enumera le innegabili conquiste dell’Islam per le donne: “Il Corano ha dato alle donne il diritto all’eredità e al divorzio secoli prima che alle donne dell’Occidente fossero accordati tali diritti.” Ma, sotto l’influenza Cristiana, la tolleranza del Profeta non seguitò nelle successive generazioni:

"Il Corano prescrive un certo grado di segregazione e di uso del velo per le mogli del Profeta, ma non c’è niente nel Corano che richieda che tutte le donne usino il velo o la loro segregazione in una parte separata della casa. Queste usanze vennero adottate tre o quattro generazioni dopo la morte del Profeta. I Musulmani all’epoca imitavano i Greci Cristiani di Bisanzio, le cui donne indossavano lunghi veli e vivevano segregate in questa maniera; essi hanno fatto propria in una certa misura anche la loro misoginia." (Karen Armstrong, Islam: A short history, Modern Library, 2000, p. 16)

Interessante è la seguente dichiarazione di Robert Bruce Spencer, un blogger americano noto per le sue critiche all'Islam: "Forse è vero che la misoginia Islamica è semplicemente un’influenza straniera proveniente dalla Cristianità. D’altro canto, forse — come in altri campi — ciò che era innovativo ed umano agli albori dell’Islam è oggi antiquato e limitante, poiché i Musulmani mancano di un meccanismo che conduca quelle che essi considerano le parole di Dio Onnipotente ad essere in linea con le circostanze moderne"

Pertanto, l'islam alle origini non era misogino, tutt'altro. Era superiore a tutte le altre religioni. Certamente vero è che i musulmani non hanno seguito il vero islam. Oggi non esiste l'islam autentico che è purezza e nobiltà così come santo e puro era il suo profeta. Il nome dell'islam, è quindi impropriamente utilizzato.
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14

Avatar utente
Aureo Graal
vaisya
vaisya
Messaggi: 123
Iscritto il: 1 luglio 2011, 20:04

Messaggioda Aureo Graal » 20 agosto 2012, 21:31

Karen Armstrong presenta la sua Ted Prize: la Carta della Compassione

Una conferenza video di Karen Armstrong con i sottotitoli in italiano

http://www.ted.com/talks/lang/it/karen_ ... ssion.html
“Indra mangerà i tuoi buoi, la tua preziosa offerta che vale molto." Rig Veda, Libro 10, Inno 86, verso 13-14


Torna a “Testi, video, musiche spirituali”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite