Svatmarama - Hathapradipika

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malcolm
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Messaggioda malcolm » 12 ottobre 2006, 17:25

AT ha scritto:ok, il castello di Fontainebleau lo prendo io e mi occupo di mantenervi tutti miei amati e stimati amici guru/allievi...


Ora mi devi spiegare perché proprio il castello di Fontainebleau.


Il 24 novembre 1921 Gurdjieff tiene a Berlino la sua prima conferenza europea. Nel frattempo Ouspensky in Inghilterra aveva divulgato il lavoro di Gurdjieff raccogliendo attorno a sé molti allievi. Fu grazie al consistente aiuto economico che gli giunse dall'Inghilterra che Gurdjieff poté acquistare la tenuta di la Prieuré des Basses Loges a Fontainbleu-Avon, alle porte di Parigi, dove si stabilisce nel 1922. Alla Prieurè fonda una grande Casa di Studi in cui vissero e lavorarono accanto a lui artisti, scrittori, pittori, matematici, filosofi, architetti, musicisti, e ogni genere di individui, impegnati in quotidiane pratiche orientate ad imparare il "ricordo di sé". Qui organizzò una vera e propria comunità indipendente con pascoli, coltivazioni, diverse attività lavorative e classi di esercizi per la "trasformazione delle energie", attraverso i "movimenti" o "danze sacre".
:wink:

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Messaggioda adriana » 12 ottobre 2006, 19:32

Scusa Fabio non ho capito bene , che é questo fatto delle cinture??
l' odio non finisce con odio.solo si ferma con l'amore.buda

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Messaggioda malcolm » 12 ottobre 2006, 20:40

mi permetto di risponderti, le cinture significano diversi livelli di bravura o se vogliamo di evoluzione nelle arti marziali, che per certi aspetti è legato al modello consumistico ed agonistico di intendere le stesse...però forse un senso in rapporto ai livelli nell'evoluzione spirituale (e quindi nello yoga) c'è. o no paolino?

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Messaggioda adriana » 12 ottobre 2006, 21:03

AH ho capito!! forse nello Yoga le cinture si vedono proprio nel viso della persona !!
l' odio non finisce con odio.solo si ferma con l'amore.buda

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 12 ottobre 2006, 22:35

L'uso delle cinture nel Karate( e dopo in tutte le arti marziali) è nato dall'adattamente del Karate all'insegnamento scolastico ed è stato voluto dal maestro Itosu (si parla del xx secolo.
la fonte di ispirazione è naturalmente occidentale.
Itosu si ispirò ai modelli delle scuole militari francese e tedesca.
Funakoshi, fondatore dello Shotokan,ed i suoi allievi praticavano in mutande e non avevano certo cinture..
fu invitato a Tokio a dare una dimostrazione pubblica di OKINAWAKAkaratejutsu e ritenendo disdicevole il mostrarsi in mutande comprò della stoffa bianca per fare dei calzoni e ci aggiunse delle cinture colorate da Kimono (OBI).
Prima di Itosu e Funakoshi nessuno si sarebbe messo delle cinture colorate per rappresentare una maggiore o minore maestria nelle arti marziali.nelle arti marziali si fa a botte, chi è più forte vince a prescindere dal colore della cintura.
nello yoga non mi pare che debba vincere nessuno nè mi pare che ci siano dei livelli, detto tra noi.
Io riconosco solo il Guru e il discepolo.
Chi sa davvero e chi impara davvero.

capito malcolm :wink:
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Messaggioda Paolo proietti » 12 ottobre 2006, 23:00

cicciopasticci ha scritto:IL MANZO NON ESISTE


W LA CICCIA
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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 12 ottobre 2006, 23:06

HathaJo ha scritto:Penso che un po’ di ragione l’abbiamo tutti, come dice Adriana: non c’è solo il bianco e il nero, ma anche il grigio (e io aggiungo: e anche tanto marrone!)

Paolo conviene con me; ed io so che, in questo, è coerente (anche se non posso raccontarvi perché! Ma se mi dà il consenso ve lo dico)



Può anche darsi che io e te siamo un pochino moralisti..chissà..
Oh! per dire quello che vuoi non hai certo bisogno del mio consenso...
ma se è quello che ho capito io ...boh...teniamocelo tra di noi vah....
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Messaggioda malcolm » 12 ottobre 2006, 23:33

l'ho sentito da te sto discorso dei livelli, o gradi o come diavolo li si può descrivere... :mrgreen:
ovviamente non certo per dire che io sono più bravo/forte di te ma per capire, forse, a che punto del mio viaggio sono giunto e che strumenti utilizzare...

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Messaggioda Paolo proietti » 12 ottobre 2006, 23:51

malcolm ha scritto:l'ho sentito da te sto discorso dei livelli, o gradi o come diavolo li si può descrivere... :mrgreen:
ovviamente non certo per dire che io sono più bravo/forte di te ma per capire, forse, a che punto del mio viaggio sono giunto e che strumenti utilizzare...

Livelli di comprensione.
Se io sono un uomo di livello 4 e tu un uomo di livello 2 tu hai la possibilità di capire quello che dico e puoi trarne nozioni utili per diventare un uomo di livello 4.
Posso provocarti uno shock addizionale( do do# re - re re# mi-
mi-shock-fa........)
ma se uno è uomo a livello 1 avrà la possibilità di comprendere quello che dici tu ma non quello che dico io.
......
Era questo il discorso che abbiamo fatto sui livelli era un discorso sull'enneagramma.......
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Messaggioda malcolm » 13 ottobre 2006, 8:43

si hai ragione, forse faccio un poco di confusione al mio solito, ma ricordo che centrava qualcosa anche la massoneria e i sui gradi come discusso in altri post...
oops che confusione...
:wink:

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17° verso

Messaggioda HathaJo » 17 ottobre 2006, 15:58

17. Innanzitutto verranno esposti gli asana, poiché costituiscono il primo membro dello hatha-yoga. Gli asana rendono il corpo stabile, sano e le membra leggere.

Dunque, per Swatmarama, il primo membro (anga) dello Hatha-yoga non sono yama e niyama (ossia, in generale, i precetti di condotta verso sé stessi e verso gli altri), come per il Raja-Yoga di Patanjali, bensì gli asana, le posizioni.
Va ribadita, in relazione all’uomo contemporaneo (soggiogato alla tirannia dei sensi e del desiderio, all’attrattiva dei beni materiali e al fascino dei piaceri carnali), la preminenza della corporeità sulla dimensione etica e mentale: Swatmarama ha ben presente la ‘pasta’ di cui è fatto l’uomo contemporaneo; sa benissimo che, nel XVI secolo come nel 2006, l’uomo reputa efficaci i rimedi ‘fisici’, alchemici, magici, eroboristici, galenici… fino all’odierna chimica e farmaceutica; e la sua è una profezia a tutt’oggi attuale: l’uomo di oggi come l’uomo di ieri, istintivamente, è portato ad attribuire ai suoi mali una causa fisica, corporea, materiale… e quindi ad approntare un rimedio della stessa natura: fino al Rinascimento i disturbi psichici erano curati con rimedi ‘fisici’ (salassi, percosse, torture, intrugli, etc.), oggi, allo stesso modo, con sostanze psicoattive [e non mi venite a raccontare che la maggior parte della gente non cerca di risolvere le proprie ansie e nevrosi attravero gli psicofarmaci!].
Quindi è necessario partire dal corpo: ricondizionando il corpo (il veicolo, l’involucro più esterno e ‘denso’) si creeranno le condizioni per un più efficace ricondizionamento della mente (l’involucro più interno e ‘sottile’).
Le ‘posizioni’ (asana) rendono il corpo stabile: questa è anche il primo requisito posto da Patanjali: non si può meditare se il corpo è agitato ed instabile. Quindi il corpo deve poter assumere una posizione stabile e comoda□ mantenendo l’immobilità.
Ma Swatmarama aggiunge, oltre alla stabilità, un altro effetto degli asana: la leggerezza delle membra e un migliore stato di salute del corpo. Quindi gli asana non sono solamente funzionale alla meditazione: la loro proprietà è più ampia: quella di mantenere il corpo in salute.
Ma adesso lascio spazio ai maestri del forum che sicuramente potranno aggiungere dell’altro.

Paolo proietti
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Re: 17° verso

Messaggioda Paolo proietti » 17 ottobre 2006, 16:24

HathaJo ha scritto:17. Innanzitutto verranno esposti gli asana, poiché costituiscono il primo membro dello hatha-yoga. Gli asana rendono il corpo stabile, sano e le membra leggere.

Dunque, per Swatmarama, il primo membro (anga) dello Hatha-yoga non sono yama e niyama (ossia, in generale, i precetti di condotta verso sé stessi e verso gli altri), come per il Raja-Yoga di Patanjali, bensì gli asana, le posizioni.
Va ribadita, in relazione all’uomo contemporaneo (soggiogato alla tirannia dei sensi e del desiderio, all’attrattiva dei beni materiali e al fascino dei piaceri carnali), la preminenza della corporeità sulla dimensione etica e mentale: Swatmarama ha ben presente la ‘pasta’ di cui è fatto l’uomo contemporaneo; sa benissimo che, nel XVI secolo come nel 2006, l’uomo reputa efficaci i rimedi ‘fisici’, alchemici, magici, eroboristici, galenici… fino all’odierna chimica e farmaceutica; e la sua è una profezia a tutt’oggi attuale: l’uomo di oggi come l’uomo di ieri, istintivamente, è portato ad attribuire ai suoi mali una causa fisica, corporea, materiale… e quindi ad approntare un rimedio della stessa natura: fino al Rinascimento i disturbi psichici erano curati con rimedi ‘fisici’ (salassi, percosse, torture, intrugli, etc.), oggi, allo stesso modo, con sostanze psicoattive [e non mi venite a raccontare che la maggior parte della gente non cerca di risolvere le proprie ansie e nevrosi attravero gli psicofarmaci!].
Quindi è necessario partire dal corpo: ricondizionando il corpo (il veicolo, l’involucro più esterno e ‘denso’) si creeranno le condizioni per un più efficace ricondizionamento della mente (l’involucro più interno e ‘sottile’).
Le ‘posizioni’ (asana) rendono il corpo stabile: questa è anche il primo requisito posto da Patanjali: non si può meditare se il corpo è agitato ed instabile. Quindi il corpo deve poter assumere una posizione stabile e comoda□ mantenendo l’immobilità.
Ma Swatmarama aggiunge, oltre alla stabilità, un altro effetto degli asana: la leggerezza delle membra e un migliore stato di salute del corpo. Quindi gli asana non sono solamente funzionale alla meditazione: la loro proprietà è più ampia: quella di mantenere il corpo in salute.
Ma adesso lascio spazio ai maestri del forum che sicuramente potranno aggiungere dell’altro.


Credo che ci sia una differenza concettuale (si dice così?)

Yama è il primo degli anga(membra) dell'ashtanga Yoga:
che non è un tipo di yoga ma sono i 5 metodi esteriori (VAHIRANGA) e i 3 metodi interiori (YOGANGA) per educare il corpo,parola e mente alla pratica dello yoga.

La leggerezza (LAGHAVA) e la fermezza o stabilità (DRIDHATA) non fanno,di solito almeno, parte dell'ashtanga ma sono due delle sette qualità che si acquisiscono tramite lo yoga:
SHODANA= purezza,purificazione
DRIDHATA= forza, stabilità
STHIRATA= carattere, forza d'animo.
DHAIRYA= costanza, continuità
LAGHAVA= leggerezza
PRATYAKSHA =realizzazione tramite la meditazione (più o meno :shock: )
NIRLIPTAVA= distacco che conduce alla liberazione.
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Messaggioda malcolm » 25 ottobre 2006, 16:42

ehi jo che fine hai fatto, ci siamo arenati? :mrgreen:

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Messaggioda HathaJo » 26 ottobre 2006, 14:57

No, no, scusate,
sto un po' inguaiato, ho avuto qualche problemuccio... che spero di risolvere al più presto (la vita, purtroppo, è così complicata; anzi, ce la rendono così complicata!)... poi riprendo.

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Messaggioda malcolm » 18 novembre 2006, 14:39

seguono le descrizioni di alcuni asana, dei quli si dice che il gruppo dei quattro migliori è costituito da: siddha, padma, simha e bhadra. tra di essi è bene praticare sempre il più confortevole siddhasana. (prima lezione.34)


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