UG Krisnamurti

yogin, filosofi e personaggi del mondo della spiritualità
Paolo proietti
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UG Krisnamurti

Messaggioda Paolo proietti » 25 marzo 2007, 20:10

il 22 marzo 2007 è morto UG krisnamurti.
pare fosse un tipo originale.
incollo un suo brano della sua biografia tratto da:

http://www.riflessioni.it/enciclopedia/u_g_krishnamurti.htm


Immagine


Mio nonno soleva meditare, (Egli è morto e non voglio dire nulla di brutto su di lui), per una o due ore, in una stanza separata. Un giorno un infante, di circa un anno e mezzo o due, scoppiò a piangere per qualche ragione. Mio nonno uscì dalla stanza di meditazione ed iniziò picchiarlo finché non divenne quasi blu. - E questo era un uomo che meditava due ore al giorno – Quell’esperienza ha creato in me, (non mi piace usare termini psicologici ma non c'è scampo ad essi), una sorta di esperienza traumatica. Pensavo: - Ci deve essere qualche cosa di assurdo riguardo a questa pratica della meditazione. Le vite di chi medita sono assolutamente vuote. Quelli che meditano dicono cose meravigliose, si esprimono in modo molto bello. Ma cosa dire circa il loro comportamento? C'è qualche paura nevrotica nelle loro vite: loro parlano di cose che non sono inerenti a come agiscono. Cosa c'è di sbagliato in loro?

[...]Crescendo il sesso diventò un tremendo problema per me che ero un giovane uomo. Mi dicevo: - Il sesso è qualche cosa di normale, una cosa biologica, un urgenza del corpo umano. Perché tutte queste persone vogliono rinunciare al sesso e sopprimere qualche cosa di così naturale, qualche cosa che è parte della vita, al fine di raggiungere qualche altra cosa? Il sesso è più reale, più importante per me che la liberazione, la Moksha e tutto il resto. Questa è la realtà -

Pensavo a dei e dee e facevo sogni erotici. Mi succedevano questo tipo di cose e perché avrei dovuto sentirmi colpevole? Era così naturale ed io non avevo nessun controllo - La meditazione non mi aveva aiutato, gli studi non mi avevano aiutato, le mie discipline non mi avevano aiutato. Mi astenevo da cibi con spezie o piccanti, ma non serviva -


[...]Quando avevo 21 anni arrivai ad un punto in cui sentii in maniera molto forte che - Budda, Gesù, Ramakrishna e tutti i mistici e santi, avevano imbrogliato e deluso se stessi e deluso gli altri. Questo, vedi, non poteva essere assolutamente il punto. - “Dov’è quello stato di cui hanno parlato e che hanno descritto quelle persone? Quelle descrizioni sembravano non avere nesso con me, e col modo con cui io funzionavo. Tutti dicevano: “Non arrabbiarti” ed io ero rabbioso tutto il tempo. Io ero pieno dentro di me di cose brutali - così quello che dicevano doveva essere falso. Il mio pensiero era: - Quello che mi dicono è falso, e renderà falso anche me. Io non voglio vivere una vita di falsità. Io sono avido e loro stanno parlando di non avidità. C’è qualche cosa di sbagliato da qualche parte. Questa avidità è un qualche cosa di reale, qualche cosa di naturale per me. Quello di cui stanno parlando è innaturale –

L’incontro con Ramana Maharishi
A quel punto discussi di queste cose con un mio amico. Lui disse che io ero praticamente un ateo, scettico su tutto, ed eretico. Egli disse: - C’è un uomo a Tiruvannamali vicino a Madras chiamato Ramana Maharishi andiamo a vederlo. Lui è un’incarnazione vivente della tradizione indiana.

Io non volevo vedere più nessun santo; dentro me pensavo: - Sono tutti uguali. Se ne hai visto uno li hai visti tutti. Tutti ti dicono impegnati di più ed otterrai la tua meta, invece per me, quelle pratiche accrescevano solo le mie esperienze e queste esperienze chiedevano di perpetuarsi nel tempo. Quindi i santi sono tutti “ripetitori”. Essi ripetono solo quello che c’è nei testi sacri. Io non voglio leggere, non voglio più esperienze. Loro stanno provando a condividere un’esperienza con me, ma io non sono interessato all’esperienze. Le esperienze vanno e vengono e non c’è differenza per me tra un’esperienza religiosa ed una sessuale o qualsiasi altra esperienza.

Tuttavia con esitazione, riluttanza e senza entusiasmo, andai a vedere Ramana Maharishi. Quel mio amico mi condusse là. Egli mi aveva detto: - vai là almeno una volta, qualche cosa ti succederà - Egli mi aveva parlato di lui e mi aveva dato anche un libro – India segreta - di Paul Brunton (7) così io lessi il capitolo relativo a questo uomo ed alla fine acconsentii ad andare.

Ramana era seduto là, quando fui in sua presenza la prima sensazione fu: - Come può aiutarmi quest’uomo che è seduto a leggere fumetti, che taglia verdure per la mensa, e che fa un sacco di cose normali? Egli non può certo aiutarmi. - Ad ogni modo mi sedetti. Non successe nulla. Lo guardavo e lui mi guardava. Quello che avevo letto - in sua presenza sentirai il silenzio, le tue domande scompariranno, il suo sguardo ti cambierà - rimanevano storielle per me. Io ero seduto là ed avevo un mucchio di domande dentro di me. Domande stupide che non erano affatto scomparse. Ero seduto da due ore e le domande non scomparivano. - Ok, mi dissi, lasciami fare qualche domanda -

Siccome a quei tempi ero molto interessato alla liberazione (moksha) che era parte del mio back-ground culturale io dissi: - si suppone che lei sia un uomo liberato – (io non feci realmente quella premessa) - Può darmi quello che lei hai? –

Io gli feci la domanda ma lui non rispose, così dopo qualche momento io ripetei la domanda. Sto chiedendo: - qualsiasi cosa lei abbia, può darla anche a me? -

Egli rispose: - Io posso dartela ma tu sei pronto a riceverla?

Oh ragazzi, per la prima volta un uomo stava dicendo che lui aveva qualche cosa che io no potevo ricevere. Nessuno prima di allora aveva detto: - Io posso dartela - ma quest’uomo non solo diceva: - io posso dartela, ma dubitava pure che io potessi riceverla -

Io dissi a me stesso: - se c’è un individuo in questo mondo che può riceverla, quello sono io, visto che ho fatto così tanto cammino spirituale, (Sette anni di Sadhana (8)). Lui può pensare che io non posso prenderla, ma io posso prenderla. Se non posso riceverla io chi altri può riceverla? - Quello era il mio pensiero a quel tempo, sai, (ridendo), avevo molta auto stima.

Io non rimasi con lui, non lessi nessuno dei suoi libri, gli chiesi solo poche altre domande: - Si può essere liberi in maniera intermittente? –

Egli disse: - O sei libro o non lo sei affatto – Ci fu un’altra domanda che ora non ricordo a cui lui rispose: - non ci sono gradini che ti conducono là - Ma io ignoravo tutte queste cose e quella risposta non significò nulla per me.

Andandomene pensai: - quanto è arrogante mi chiede se io posso riceverla. Perché non dovrei poter riceverla, qualsiasi cosa sia? - Quella divenne la mia domanda, una domanda naturale. In quel modo la domanda formulava se stessa - Cos’era quello stato che tutta questa gente: Budda, Gesù ecc. avevano conseguito? Ramana è in quello stato? Si pensa di si, io non lo so, ma quell’uomo è un essere umano come me. In cosa differisce da me? –

Quello che gli altri dicevano, o quello che lui diceva non aveva peso per me. Io pensavo: - Tutti possono fare quello che lui fa. Cose c’è dunque di altro? Egli non può essere molto diverso da me. Anche lui è nato da genitori. Lui ha le sue idee particolari su queste cose. La gente dice che gli è successo qualche cosa, ma in che modo è diverso da me? Cose c’è in lui? Cos’è quello stato? - Quella era diventata la mia domanda fondamentale.

Quella domanda andò avanti e avanti dentro di me. - Io devo trovare quello stato. Nessuno me lo può dare, sta solo nelle mie mani. Devo andare in questo “mare sconosciuto” senza un compasso, senza una barca, senza neppure una zattera di salvataggio. Io devo trovare da solo qual è lo stato in cui quell’uomo è - “Volevo così intensamente questa cosa che avrei dato la mia vita per essa”.
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Messaggioda fabio » 25 marzo 2007, 20:59

personalmente mi calza a pennello :|
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Messaggioda Paolo proietti » 25 marzo 2007, 21:26

fabio ha scritto:personalmente mi calza a pennello :|

se ti calzasse a pennello non avresti detto personalmente :D
un abbraccio.
p.
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Re: UG Krisnamurti

Messaggioda fabio » 26 marzo 2007, 9:44

Egli rispose: - Io posso dartela ma tu sei pronto a riceverla?


ecco, bella domanda. ne parliamo così tanto. ma siamo pronti a riceverla? quando me lo chiedo davvero, nel cuore, in silenzio, non c'è risposta.

Quella domanda andò avanti e avanti dentro di me. - Io devo trovare quello stato. Nessuno me lo può dare, sta solo nelle mie mani. Devo andare in questo “mare sconosciuto” senza un compasso, senza una barca, senza neppure una zattera di salvataggio. Io devo trovare da solo qual è lo stato in cui quell’uomo è - “Volevo così intensamente questa cosa che avrei dato la mia vita per essa”.


devo andare in questo mare sconosciuto. è una esigenza, per me. non è un sentirsi indietro o avanti. rispetto a cosa poi? e' un ritorno a casa.
anni fa volevo questa cosa intensamente. circa 10 anni fa.
ora è meno intenso il desiderio, è più "morbido", come una cucchiaio di yogurt in bocca.
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Messaggioda Paolo proietti » 26 marzo 2007, 13:32

lo yoghurt è morbido perchè qualcuno ti ha detto che è morbido!
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Messaggioda Yogavira » 26 marzo 2007, 13:36

Atmospheric pollution is most harmless when compared to the spiritual and religious pollution that have plagued the world.

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Messaggioda fabio » 26 marzo 2007, 14:41

Paolo proietti ha scritto:lo yoghurt è morbido perchè qualcuno ti ha detto che è morbido!


mi sopravaluti
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Messaggioda fabio » 26 marzo 2007, 17:17

è tutto il pomeriggio che penso a ciò che hai scritto. e non capivo quello che volevi dire. sono andato a caso sul sito che hai segnalato e questa è l'unica cosa che ho letto.

Guarda, vecchio mio, dopo 40 anni non ti sei mosso di un passo, sei sempre al punto di partenza. E’ la stessa conoscenza che hai delle cose che proietta la tua mente là quando tu chiedi queste domande. Sei nella stessa situazione e stai facendo le stesse domande: - Come faccio a saperlo? – Perché è la conoscenza della descrizione dello stato di quelle persone che ha creato questo stato per te. Stai imbrogliando te stesso. Sei un maledetto folle. Ma c’era ancora qualche sensazione che quello fosse realmente “lo stato”.
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Messaggioda Paolo proietti » 26 marzo 2007, 22:59

fabio ha scritto:è tutto il pomeriggio che penso a ciò che hai scritto. e non capivo quello che volevi dire. sono andato a caso sul sito che hai segnalato e questa è l'unica cosa che ho letto.

Guarda, vecchio mio, dopo 40 anni non ti sei mosso di un passo, sei sempre al punto di partenza. E’ la stessa conoscenza che hai delle cose che proietta la tua mente là quando tu chiedi queste domande. Sei nella stessa situazione e stai facendo le stesse domande: - Come faccio a saperlo? – Perché è la conoscenza della descrizione dello stato di quelle persone che ha creato questo stato per te. Stai imbrogliando te stesso. Sei un maledetto folle. Ma c’era ancora qualche sensazione che quello fosse realmente “lo stato”.


e quindi....dai va avanti con le tue riflessioni che è interessante....
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Messaggioda fabio » 27 marzo 2007, 10:21

quindi niente.

da un lato c'è una istruzione che deve esserci

ma poi sembrerebbe che te la devi far "passare"...

poi c'è un momento nel quale ti rendi conto che ciò che accade è quello che viene descritto da altri ricercatori.

ma siccome l'hai letto prima non riesci a capire se quello stato in cui ti trovi è spontaneo/originale o frutto di ciò che ti aspetti avvenga.

quindi non c'è risposta.

perchè cade la domanda.

dicono capiti una frattura "catastrofica" della coscienza ordinaria. parlo per sentito dire.

ma nel mio piccolo mi rendo conto che ciò che talvolta vivo non so quanto sia spontaneo o frutto del mio subconscio. come posso con certezza dire che il mio sentire sia "perfetto"(privo di sovrastrutture?).

il lavoro è far cadere ciò che si sa, per essere più trasparenti possibili.

che sembra un pò il contrario di ciò che faccio e facciamo qui dentro :oops:
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Messaggioda tweety75 » 27 marzo 2007, 10:48

fabio ha scritto:il lavoro è far cadere ciò che si sa, per essere più trasparenti possibili.

che sembra un pò il contrario di ciò che faccio e facciamo qui dentro :oops:


sì,anch'io ho recepito questo messaggio.....ma anche questo non và preso come dictat mentale......forse tutto deve essere impermeabile,il sapere e l'ignoranza.
a me viene bene l'ignoranza!!

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Messaggioda fabio » 27 marzo 2007, 14:23

tweety75 ha scritto:sì,anch'io ho recepito questo messaggio.....ma anche questo non và preso come dictat mentale......forse tutto deve essere impermeabile,il sapere e l'ignoranza.
a me viene bene l'ignoranza!!


ciao cara :mrgreen: , cosa intendi per impermeabile?
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Messaggioda tweety75 » 27 marzo 2007, 15:06

impermeabile,impermanente.....i cicli della vita cambiano,lo possiamo vedere anche nel nostro passato, convinzioni e disillusioni e ripensamenti e nuove convinzioni e nuove disillusioni e nuovi ripensamenti ecc....fino a questo istante.

domani non ricorderò quello che ho scritto oggi e non lo riconoscerò.

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Messaggioda fabio » 27 marzo 2007, 15:15

:D grazie cara!

paolo tu cosa volevi dire?

volevi mettere l'accento su qualche cosa in particolare?
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Messaggioda Paolo proietti » 27 marzo 2007, 15:53

fabio ha scritto::D grazie cara!

paolo tu cosa volevi dire?

volevi mettere l'accento su qualche cosa in particolare?


l'io è furbissimo.
fa indulgere al sentimentalismo.
di solito scriviamo ed agiamo per ideali altissimi.
i nostri intenti sono sempre rivolti agli altri.
quando facciamo qualcosa che non ci piace è perchè non ne possiamo fare a meno, perchè ci hanno costretto, perchè siamo in prigione.
non ti piace quello che fai sul tuo lavoro?
smetti di lavorare.
è così semplice.
ma il tuo io troverà tutta una serie di giustificazioni meravigliosamente plausibili.
qualsiasi cosa si faccia è il nostro io che la fa.
non agire non significa non far niente.
significa far tutto con la giusta "cadenza.
il giiusto ritmo.
il giusto respiro.
kokyu.
se fai la cosa con il giusto respiro, perchè essere felice di scrivere sul forum o di giocare con la spada ed essere infelice di lavorare?
vorrei ma non posso.
è questa la mentalità tipica di noi piccoli uomini moderni.
posso quindi sono potente.
è questa la mentalità tipica di noi piccoli uomini occidentali.
è per questo che abbiamo inventato un Dio che ci giudica e ci punisce se facciamo qualcosa di male.
che ci premia se facciamo qualcosa di bene.
ci sollaziamo con le piacevolezze del nostro io per dimenticare che siamo gli unici artefici del nostro destino.

e' molto comoda la vita di noi omuncoli occidentali.
parliamo di realizzazione.
bene.la vogliamo davvero?
siamo disposti a rininciare al nostro piccolo ego.

la verità suprema, probabilmente è che noi siamo già Dio.
dentro di noi vi è un frattale dell'assoluto.
ma ammetterlo significherebbe dire che non vogliamo esserlo.

identificarsi con l'assoluto significa annullare completamente le nostre credenze le nostre ambizioni i nostri desideri la nostra identità.
è questo che vogliamo?

quanto il non essere consapevoli è colpa di ciò che ci hanno insegnato, della cultura, dell'educazione e quanto invece è dovuto alla nostra volontà di esistere come fabio, paolo,malcolm,devata....
ahang bramasmi.
lo scriviamo spesso.
ma per arrivare a dire davvero ahang bramasmi paolo deve morire.
e poichè è diviso in milioni di parti ogni giorno deve morire un pò di paolo.

bene.
che bella la realizzazione!
ma abbiamo capito che significa scavarsi ogni giorno la propria tomba?

non so se l'ho capito bene.
tu fabio l'hai capito?
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