Shiva e san michele

esperienze di vita in Ashram, viaggi e seminari
Paolo proietti
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Shiva e san michele

Messaggioda Paolo proietti » 10 settembre 2014, 9:53

Ieri mia sorella mi ha caricato in macchina e mi ha portato in Val di Susa, alla sagra San Michele, davanti al Monte Musiné.

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E' strana l'abbazia.
E' costruita con rocce marine (C'era l'Oceano, un tempo) ed è piena di simboli dei Cavalieri Templari, nonostante, ufficialmente, non ci abbiano mai messo piede.

Immagine

La leggenda vuole che sia stata costruita per tenere a bada un Drago enorme nascosto alle pendici del Musiné, un monticello alto poco più di mille metri,
Se ne dicono tante sul Musinè: per qualcuno è un luogo infestato dai demoni, per altri una base di alieni, per altri ancora un luogo sacro dal quale attingere l'energia della Dea madre.



Immagine

Tra le mille storie che si raccontano, quella più intrigante per new ager e cacciatori di misteri, è quella della Linea del Drago, o Linea di San Michele o Ley Line o Linea di Luce, un canale energetico che unirebbe l'Irlanda al Monte Carmelo ( Gerusalemme), passando per una serie di luoghi sacri tutti dedicati all'Arcangelo Michele.
Come Skelling Sain Michael in Irlanda, Saint Michael's Mountain in Cornovaglia, Mont San Michel in Normandia, Monte Sant'Angelo in Puglia e, appunto la Sagra San Michele in Val di Susa.


Immagine

I luoghi della Linea del Drago sono tutti bellissimi, e, in qualche modo si somigliano.
Il monte Carmelo ad esempio, sembra il cugino del Musiné.


Immagine


Mentre Saint Michael Mount e Mont Sant Michel sono decisamente fratelli:


ImmagineMont san Michel -Normandia






ImmagineSaint Michael Mount - Cornovaglia


Su internet si trovano migliaia di articoli sulla Linea di san Michele e migliaia di mappe, tutte eguali, prendiamone una a caso: il punto di partenza è l'Irlanda, confine nord occidentale del mondo cristiano, anzi del mondo conosciuto nel medioevo, e il punto d'arrivo, ovviamente è Gerusalemme.
Dove altro può arrivare, per un cristiano la "Linea di Luce"?


Immagine

Già, dove altro potrebbe arrivare?
Farsi le domande sciocche che gli altri non osano formulare credo sia un buon metodo per aprire la mente.
Abbiamo prolungato verso Sud Est la linea di San Michele e ci siamo ritrovati, guarda caso,


Immagine

ad incrociare un luogo sacro: Arunachala, la montagna di Shiva, nel Sud dell'India.
Certo, in India ci sono più luoghi sacri che scimmie, difficile non incrociarne uno, ma la forma di Arunachala mi ha sorpreso:

Immagine
,
è praticamente identico al Musinè!

Immagine


A questo punto mi è venuto in mente un'idea folle: e se San Michele fosse la versione biblica di Shiva?


ImmagineSan Michele



ImmagineShiva

E se entrambi fossero qualcosa di diverso da ciò che si crede? Qualcosa legato, ad esempio alla costellazione di Orione, il Cacciatore, chiamato in India "Shiva Nataraja"?


Immagine

Ma non è finita qua. Continuando a viaggiare verso Sud Est sulla Linea del Drago, arriviamo a Giava, in Indonesia

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Precisamente, a Borobudur il tempio dei 504 Buddha.


Immagine

Strano vero?
Shiva, Orione, San Michele, Buddha Shakyamuni, tutti uniti dalla Linea del Drago.
Sembra quasi che Cristiani, Hindu e Buddisti si siano messi d'accordo per mostrarci qualcosa, ma probabilmente si tratta solo di coincidenze.
Coincidenze bizzarre.
Il Manzo non Esiste

Ventus
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Re: Shiva e san michele

Messaggioda Ventus » 10 settembre 2014, 12:04

Paolo proietti ha scritto:Ieri mia sorella mi ha caricato in macchina e mi ha portato in Val di Susa, alla sagra San Michele, davanti al Monte Musiné.

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E' strana l'abbazia.
E' costruita con rocce marine (C'era l'Oceano, un tempo) ed è piena di simboli dei Cavalieri Templari, nonostante, ufficialmente, non ci abbiano mai messo piede.

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La leggenda vuole che sia stata costruita per tenere a bada un Drago enorme nascosto alle pendici del Musiné, un monticello alto poco più di mille metri,
Se ne dicono tante sul Musinè: per qualcuno è un luogo infestato dai demoni, per altri una base di alieni, per altri ancora un luogo sacro dal quale attingere l'energia della Dea madre.



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Tra le mille storie che si raccontano, quella più intrigante per new ager e cacciatori di misteri, è quella della Linea del Drago, o Linea di San Michele o Ley Line o Linea di Luce, un canale energetico che unirebbe l'Irlanda al Monte Carmelo ( Gerusalemme), passando per una serie di luoghi sacri tutti dedicati all'Arcangelo Michele.
Come Skelling Sain Michael in Irlanda, Saint Michael's Mountain in Cornovaglia, Mont San Michel in Normandia, Monte Sant'Angelo in Puglia e, appunto la Sagra San Michele in Val di Susa.


Immagine

I luoghi della Linea del Drago sono tutti bellissimi, e, in qualche modo si somigliano.
Il monte Carmelo ad esempio, sembra il cugino del Musiné.


Immagine


Mentre Saint Michael Mount e Mont Sant Michel sono decisamente fratelli:


ImmagineMont san Michel -Normandia






ImmagineSaint Michael Mount - Cornovaglia


Su internet si trovano migliaia di articoli sulla Linea di san Michele e migliaia di mappe, tutte eguali, prendiamone una a caso: il punto di partenza è l'Irlanda, confine nord occidentale del mondo cristiano, anzi del mondo conosciuto nel medioevo, e il punto d'arrivo, ovviamente è Gerusalemme.
Dove altro può arrivare, per un cristiano la "Linea di Luce"?


Immagine

Già, dove altro potrebbe arrivare?
Farsi le domande sciocche che gli altri non osano formulare credo sia un buon metodo per aprire la mente.
Abbiamo prolungato verso Sud Est la linea di San Michele e ci siamo ritrovati, guarda caso,


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ad incrociare un luogo sacro: Arunachala, la montagna di Shiva, nel Sud dell'India.
Certo, in India ci sono più luoghi sacri che scimmie, difficile non incrociarne uno, ma la forma di Arunachala mi ha sorpreso:

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,
è praticamente identico al Musinè!

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A questo punto mi è venuto in mente un'idea folle: e se San Michele fosse la versione biblica di Shiva?


ImmagineSan Michele



ImmagineShiva

E se entrambi fossero qualcosa di diverso da ciò che si crede? Qualcosa legato, ad esempio alla costellazione di Orione, il Cacciatore, chiamato in India "Shiva Nataraja"?


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Ma non è finita qua. Continuando a viaggiare verso Sud Est sulla Linea del Drago, arriviamo a Giava, in Indonesia

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Precisamente, a Borobudur il tempio dei 504 Buddha.


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Strano vero?
Shiva, Orione, San Michele, Buddha Shakyamuni, tutti uniti dalla Linea del Drago.
Sembra quasi che Cristiani, Hindu e Buddisti si siano messi d'accordo per mostrarci qualcosa, ma probabilmente si tratta solo di coincidenze.
Coincidenze bizzarre.



Caspita! Un'altra chicca stupenda su cui lavorare.

Paolo proietti
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Sirio mikhael e mahakaal

Messaggioda Paolo proietti » 11 settembre 2014, 23:45

Paolo proietti ha scritto:Ieri mia sorella mi ha caricato in macchina e mi ha portato in Val di Susa, alla sagra San Michele, davanti al Monte Musiné.

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......


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Strano vero?
Shiva, Orione, San Michele, Buddha Shakyamuni, tutti uniti dalla Linea del Drago.
Sembra quasi che Cristiani, Hindu e Buddisti si siano messi d'accordo per mostrarci qualcosa, ma probabilmente si tratta solo di coincidenze.
Coincidenze bizzarre.


SIRIO, MIKHAEL E MAHAKAAL
Che ci sia affinità tra san Michele e Shiva mi sembra fuori discussione, basta guardare con attenzione statue e dipinti che li ritraggono:

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tengono, entrambi, un piede sul demone che hanno sconfitto, con i capelli e le vesti mossi dal vento e una specie di foulard intorno al collo (quello di Shiva è un serpente a dir la verità).

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Tutti e due sono "danzatori": Shiva, lo sappiamo è il Nataraja, il re dei ballerini, e Raffaello avrà pure le sue buone ragioni se ritrae Michele in "Attitude" un inconfondibile passo di danza tipico anche di Shiva.


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In qualche modo Shiva e San Michele sono la stessa "Persona". Stringono in mano armi e strumenti di "misura": Shiva suona un tamburello/clessidra per tenere il ritmo e misurare il tempo.

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Mentre Michele ha in mano una bilancia (è il Reggente dell'Equinozio d'autunno, che avviene nel segno della Bilancia) per pesare le anime (Psicostasi) e per insegnarci " a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, la cosa morta da quella viva" e il "discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male"[Mikhaël Aïvanhov]

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Si somigliano anche nel nome, nonostante l'apparenza.
San Michele in ebraico è מיכאל in caratteri latini MI KA EL o MI KHA EL che significa "Colui che è come Dio" (interrogativo, "Chi è come Dio?" per i teologi cristiani).
Shiva con la spada e il tamburello e il "Distruttore del Tempo" o il "Signore del tempo" che in sanscrito si chiama महाकला , mahākala.
MAHA KA AL e MI KA EL sembrano quasi la pronuncia diversa dello stesso termine....
Tanto per giocare (l'aspetto ludico è sempre importante...): ripetendo di seguito le sillabe MI KA EL, come fosse un mantra, dopo un po' sembra di ascoltare il primo verso del Kadi Mantra: KA E I LA HRIM....
Divertente, anzi, "bizzarro".

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Ricapitolando, abbiamo MAHA KA AL e MI KA EL che di solito sono rappresentati nell'atto di danzare sulla testa di un drago o di un essere antropomorfo,
Tutti e due hanno la spada (sostituita a volte dalla lancia, altre dal tridente) e uno strumento di misura (del tempo o del peso).
Uno ha quattro o sei braccia, l'altro ne ha due sole, ma in compenso ha le ali. Spesso hanno l'aureola, e, a volte, una corona sulla testa.
Di Shiva si sa che danza sul DEMONE DELL'IGNORANZA.
Di Michele si dice che calpesta il più luminoso degli angeli, LUCIFERO, poi caduto sulla terra per IGNORANZA.
Mi sembra evidente che si tratta di una stessa Energia, Entità o Persona che culture lontane tra loro hanno vestito con costumi di scena diversi.
Un altra cosa interessante è che Shiva danzante, il Nataraja, in India era una costellazione: Orione, il cacciatore.

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Se San Michele e Shiva Mahakaal sono nomi diversi di una costellazione non è possibile che le loro gesta, come vengano raccontate dall'iconografia e dai testi sacri, siano in realtà dei movimenti cosmici? Degli "Asterismi"?
Ricordo di aver notato, all'ingresso del Dhuni (il Tempio del Fuoco) dell'Ashram di Bhole Baba, in Puglia, una statua di Shiva Bhairava, che cavalca un grosso cane.

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Si tratta di una forma particolare di Shiva, relativamente poco nota da noi, in Occidente.
Ho fatto una ricerca sull'Arcangelo Michele ed ho scoperto, guarda a volte il caso, che, nel medioevo, era spesso collegato ad un grosso cane, anzi un cane enorme, dalla bocca infuocata, che sembra "mangiarsi le anime"


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Coincidenza singolare.
Se le mie ipotesi sono giuste anche Orione avrà a che vedere con un grosso cane, cosa tutt'altro che sorprendente visto che è un "Cacciatore"
E infatti basta prendere una mappa del cielo per vedere che ne ha addirittura due di cani: la costellazione del CANE MINORE o PICCOLO CANE e la Costellazione del CANE MAGGIORE, o GRANDE CANE.

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Il GRANDE CANE era una delle costellazioni più importanti per gli antichi Egizi perché una delle sue stelle, detta appunto Stella del Cane o Sirio, era associata ("era") Iside, Madre di Horus.
Sirio è la stella più luminosa del cielo notturno: in una notte senza luna è in grado, addirittura, di proiettare una leggera ombra degli oggetti.
Ma soprattutto è uno dei vertici del "TRIANGOLO INVERNALE" formato da una stella gigante Blu (SIRIO appartenente alla costellazione del CANE MAGGIORE), una stella gigante rossa (BETELGEUSE appartenente ad ORIONE) ed una stella multipla bianca (PROCIONE, appartenente al CANE MINORE).
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Per gli antichi yogin questo asterismo ( esattamente come quello del triangolo d'Estate, nel quale però il vertice inferiore è rappresentato da una stella rossa), rappresentava le "TRE KUNDALINI".
Sirio è Kundalini LUNA (SHIVA), Betelgeuse Kundalini FUOCO (SHAKTI) e Procione Kundalini di SOLE (KAMA).
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Il rapporto tra divinità, energie e movimenti cosmici, è espresso dal Kadi Mantra,il mantra dello Sri Yantra, composta da tre versi (ka e ī la hrīm - ha sa ka ha la hrīm - sa ka la hrīm) ciascuno dei quali è dedicato ("risveglia") una delle tre Kundalini. Credo che valga la pena di Ricordarne la struttura e il significato:

il primo verso dedicato a kuṇḍalinī di Fuoco, viene spiegato così:

ka è śiva/luna;

e è śakti/fuoco;

ī è kāma/sole;

la è kṣiti/terra nel senso di casa, patria;

hrīm è Durga nella forma di kuṇḍalinī.

Il primo verso indica la meta della pratica: un movimento in direzione oraria del KAMAKALA , una inversione del suo movimento "naturale" per"tornare a casa".

Nel secondo verso, dedicato a kuṇḍalinī di Sole, al praticante si suggerisce la maniera di invertire la "rotazione naturale" utilizzando le energie del corpo:

ha è ravi/dio del sole e "nadi di destra"del corpo umano;

sa è śītakiraṇa/luna, ma anche "colei che irradia fresco", le "nadi di sinistra del corpo umano";

ka è smāra, parola che indica il desiderio di appartenenza al dio dell'Amore;

ha è haṃsa/cigno cosmico che rappresenta i due lati del KAMAKALA: haṃ (suono del lato "solare", destra) e saḥ (suono del lato "lunare" sinistra);

la è śakra, altro nome di jyeṣṭha una delle tre dee del triangolo centrale dello sri yantra corrispondente a LAKSHMI e alla lettera "U" (le altre sono VAMA/SARASVATI , "A", e RAUDRI/PARVATI "I").

L'ultimo verso riguarda lo "sblocco dei tre nodi ("granthi") del corpo umano":

sa è para che sta per parabrahman o adi paraśakti e ci rimanda al nodo delmuladhara cakra, dove risiede la kuṇḍalinī dormiente e nel quale, simbolicamente, per il gioco di specchi della manifestazione, è contenuto lo yoni lingam che compare al vertice dello sri yantra;

ka è mara che qui é la forma terrifica di śiva detta rudra e, nel buddismo tibetano, mahākāla, e ci indica il "nodo della fronte", o meglio il palato molle, terzo nodo del corpo e dimora di rudra.

La infine è Hari/viṣṇu ad indicare il cuore, ultima destinazione di kuṇḍalinī dopo la sua "risalita".


Mi rendo conto che la situazione si fa complessa. L'interpretazione dualista che si dà di solito dell'immagine di San Michele che schiaccia il Drago come lotta tra il bene e il male mi va un pochino stretta.
Se "Colui che è come Dio" è lì forte ed elegante, con uno spadone in mano e il Male è alla sua mercé a terra, sconfitto, senza forze, perché non la fa finita una volta per tutte tagliandogli la testa? Saremmo tutti più contenti? O no?
Perché Michele non fa fuori Lucifero (che tra parentesi è "il Produttore di Luce", la stella più luminosa)?


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E se avessimo male interpretato i simboli?
Se l'Angelo Guerriero e l'Angelo Caduto non fossero veramente in lotta tra loro, ma stessero "lavorando assieme"?
Se, addirittura, fossero le due facce di un'unica medaglia o i due poli di un'unica "PILA"?
Ipotesi sciocca, mi rendo conto, ma come dicevo stiamo giocando e a volte, divertendosi, si scoprono cose singolari.
Secondo me, se osservassimo con attenzione i dettagli delle immagini più antiche, più, tra virgolette"ortodosse" di Mikhail troveremmo degli spunti di riflessione interessanti, molto interessanti.
Immagine[/img]
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Messaggioda neuromante » 12 settembre 2014, 0:09

Mi ricordo che una decina di anni fa , ero a Calcutta durante Ashwin Navratri (Durante Navratri si festeggia Kali/Durga e Calcutta ed uno dei luoghi in India dove tale aspetto del Divino e' molto sentito). Comunque camminando per strada, mi trovai faccia a faccia con una statua di
Mahishasuramardini (Durga nell'atto di uccidere un Asura).

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La prima cosa che mi venne in mente venne in mente fu l'immagine di San Michele.

Durga e' la Shakti (Potenza manifesta) di Shiva.

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Messaggioda Ventus » 12 settembre 2014, 1:42

Viaggio affascinante. E avete aggiunto un sacco di materiale nuovo. Aggiungo anch’io quel che mi ero segnato oggi, così com’è.

Pensando a quell’estremo della linea indicata da Paolo Proietti, ho guardato alla voce Borobudur di Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Borobudur
mi ha particolarmente colpito quella immagine di un Budda circondato da pietre dalla forma un po’ a clessidra, come degli 8 ingrassati al centro o dei rettangoli o parallelepipedi dimagriti al centro.
Queste pietre mi hanno ricordato le pietre verticali di Stonehenge, e più ancora certe riflessioni lette chissadove, tanti anni fa, in cui si metteva in relazione la forma della famosa ascia bipenne o scure bipenne (una delle icone classiche della civiltà Minoica) con la forma di quelle “chiavi” di metallo usate per unire due pietre in certe costruzioni antiche e moderne.

Queste “chiavi” di metallo si possono vedere facilmente anche oggi passeggiando su qualche lungomare o lungolago. Il marmista o lo scalpellino vi ha scavato, sulle superfici di due pietre adiacenti del parapetto, due mortase (cavità in cui inserire un tenone, come per le traverse che collegano le gambe di una sedia) ma fatte con forma svasata.
E poi forse il fabbro ha colato del ferro fuso in quelle mortase adiacenti, formando un doppio tenone dalla forma appunto di otto ingrassato al centro, o rettangolo dimagrito al centro, o potremmo anche dire di clessidra o di... pavesino.
Gli scalpellini potrebbero anche portarsi dei pezzi di ferro battuto già forgiati con quella forma, preparare le mortase nelle pietre adiacenti, e poi adattarci dentro i ferri a freddo, se sono ragionevolmente morbidi, col martello. Forse col ferro dolce o col rame si può fare senza rovinare troppo la pietra.

In ogni caso, la forma di quel doppio tenone o clessidra o pavesino può assurgere un po’ a simbolo di collegamento o unione o comunione, come spiegava lo studioso che in quel vecchio libro ci ricollegava anche le scuri bipenne minoiche.
Parlando di forme simili, in qualche vecchio thread si erano ricordate anche le noccioline di Superpippo.
(E adesso ci aggiungerei quei piccoli doppi tamburi che ha evidenziato Paolo Proietti poco fa).

I monaci buddisti che disegnarono quel Buddha di Borobudur forse pensavano a un collegamento profondo o unione o comunione tra alto e basso (quello evocabile da quelle pietre/pavesini), e ad una comunione tra qui e lì (forse evocabile dalle strettoie vuote che permettono una vista attuale/contingenza/esperienza, proprio come le “chiavi” piene di metallo o di pietra). Come se la meditazione di quei Budda (quantomeno per quel che posso intenderne io stesso) consistesse proprio nel vivere la comunione col mondo circostante, in tutte le direzioni.
Pane in via di spezzarsi fatto di pietra (che evoca fonte verticale, cielo/sovrasensibile/vuoto, giapponese KU, sanscrito SHUNYA) e fatto di visibilità/visione (che è mondo orizzontale, forma/sensibile/divenire, giapponese SHIKI oppure IRO, sanscrito RUPA).
O clessidre di tempo vivente.

All’altro capo dell’allineamento indicato da Paolo Proietti, San Michele Arcangelo mi sembra evocare la stessa dimensione e lo stesso invito ad assaporare un “essere come Dio” (che sarebbe il significato letterale di Michele, leggo su Wikipedia), ma senza dimenticare mai che questa è pur sempre una dimensione “offerta” da una Fonte. Quindi è una condizione che non è, e non deve essere, una condizione assoluta e sciolta dalla Fonte e dalle creature (che qui sarebbe peccato di orgoglio capitale, dalle note e terribili conseguenze, secondo la letteratura sacra che ho potuto comprendere come lettore qualsiasi), ma al contrario è una comunione, o una condivisione (verticale, dall’alto) in cammino. Comunione proveniente, grazia. Una sostanza di comunione che non dimentica l’umiltà di yama e niyama ma la prosegue e vi si evolve, come un seme, o un filo d’erba, o un orante, o meditante, o un uomo di buona volontà, o vita quotidiana meditante.
Ho compreso più o meno così.

In questo momento non ho a portata di mano il Vijnana Bhairava né Shivasutra, ma per quanto ricordo credo di poter dire che vi troverei qualcosa di molto simile e di altrettanto condividente, con-vivente, umile e santificante/verticalizzante il quotidiano.

Riflessioni o Vicara a ruota libera.
Piano col kyosaku.

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Messaggioda neuromante » 12 settembre 2014, 11:16

A proposito di San Michele e Orione e shiva.

Se consideriamo lo Zodiaco come una divisione della sfera Celeste in 12 parti, Orione diventa parte della costellazione del Toro ( Nandi ).
La costellazione del Toro e' "governata" da Venere ( Shukra- Lucifero).
L'altra costellazione governata da Venere e' Bilancia ( lo strumento che San Michele mantiene).

Gli arcangeli in totale sono 7 , spesso vengono associati ai 7 pianeti visibili : sole, luna, mercurio,venere, marte, Giove , Saturno .

Nel sistema vedico ( jyotish) a questi 7 pianeti si aggiunge Rahu e Ketu ( I nodi dell' eclisse) , che sono testa e coda di un drago/asura ( l'unico asura che riesce a bere un po di Amrita).

Michele a volte viene associato a venere.

Venere- Shukra - Lucifero e' il Guru degli Asura.
Non e' un " cattivo" , anzi e' un "Maestro" un Acharya.


Deva ed Asura spesso vengono associati a Angeli- Demoni, Bene / Male, Tale Dualismo si trasmette dei Veda ai testi sacri dei Parsi e da questi al popolo ebraico e di coseguenza continua nel cristianesimo ed Islam.

Durante tale "trasmissione" si e' dimanticato il fatto che durante l'eterno conflitto ,ad un certo punto Deva e Asura devono "collaborare", unire le forze per poter estrarre l'Amrita dall' "oceano di latte".

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Messaggioda gb » 12 settembre 2014, 13:05

Questo thread mi provoca orgasmi multipli, e il Proietti lo sa
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda Paolo proietti » 12 settembre 2014, 13:10

gb ha scritto:Questo thread mi provoca orgasmi multipli, e il Proietti lo sa

Tieni conto che il Monte Carmelo , sulla linea di san Michele, non fa parte dell'iconografia Cristiana.
Si tratta del monte sul quale Elia fece il Sacrificio del fuoco con LEGNA BAGNATA.

Eliyyāhū o 'Elivyāh è anche colui che "dà vita al figlio della Vedova", un epiteto che ai cristiani non dice niente, ma ai agli yogin tantrici dice molto.
Chissà.
Un sorriso,
P.
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Messaggioda Paolo proietti » 12 settembre 2014, 13:29

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guardate la punta della lancia: è fatta da due freccie unite per la punta.
Secondo voi potrebbe uccidere un drago?

E quella croce nell'ampolla?
siamo proprio sicuri che sia una croce?

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Messaggioda Paolo proietti » 12 settembre 2014, 14:06

Un'altra straordinaria coincidenza riguarda il nome di Elia.
ELIYA è il nome di un mantra, eliya yavana mantra.
fa parte del rituale della luce e del fuoco che si fa per hanuman e per sua madre.
Che roba strana....
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Yogavira
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Messaggioda Yogavira » 12 settembre 2014, 14:10

La teoria degli antichi astronauti/teoria del cargo è vecchia di 50 anni.
I problemi sono 3 :
1 - la maggior parte dei sostenitori/studiosi di queste teorie non sono riconosciuti/ammessi dalla scienza accademica ufficiale (certo questo non cambia la bontà delle intuizioni e la potenza di queste teorie)
2 - Ci sono verosimilmente lobby di potere politico/economico/'diffusione cultura' che ostacolano queste teorie o le diffondono in modo da renderle risibili o monche.
3 - Ci sono sostenitori/divulgatori che diffondono queste teorie omettendo volontariamente (perchè ne uscirebbe vincitore solo e solamente il depositum fidei della Chiesa Cattolica) gli ultimi 2000 anni di storia, ovvero omettono l'avvento/messaggio/innesto di Gesù Cristo, il 'contromessaggio' di Maometto (fu istruito/guidato da un Arcangelo), le apparizioni Mariane e gli UFO.

Sono convinto che questo sarà un tema culturale/scientifico che molto presto entrerà a forza nelle accademie/università e nei circoli culturali.
Gli esopianeti scoperti sono più di 1500.

Complimenti a Paolo per la sua analisi, ma rimane ancora (la sua analisi) vagamente nel campo esoterico, lasciando a latere la storia e tutto ciò che ne consegue.

Occhi aperti su questa faccenda perchè nei prossimi 2 o 3 anni ne vedremo delle belle (si fa per dire naturalmente : c'è troppa ignoranza, faciloneria - e odio aggiungo io - in giro): già si è mosso qualcosa dalla rete alla realtà, con ampi e acerrimi dibattiti.
Mi fermo quì, per il momento.
Immagine mitico ! Immagine

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Messaggioda Chlòé » 24 settembre 2014, 18:51

Trovo questo thread estremamente stimolante, direi suggestivo.
Ho letto i vostri interventi tutti d' un fiato... :)
...Dii di dooh
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da daah...

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Messaggioda Chlòé » 24 settembre 2014, 18:53

Paolo proietti ha scritto:
Eliyyāhū o 'Elivyāh è anche colui che "dà vita al figlio della Vedova", un epiteto che ai cristiani non dice niente, ma ai agli yogin tantrici dice molto.
Chissà.
Un sorriso,
P.


Puoi spiegare, per favore?
Grazie.
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Messaggioda Chlòé » 24 settembre 2014, 19:58

Secondo me esiste una linea di san Michele anche dentro ognuno di noi ed è quella linea di confine su cui se sbagli a muovertici sopra, finisci nell' abisso, a contatto con il drago più grande e difficile da fronteggiare: la paura del vuoto totale e dell' infinito totale e del freddo dell' infinito vuoto che ti fagocita, il freddo del mare magnum da cui attingiamo tutti l' energia vitale ma che al contempo ci annichilisce, rendendoci nullità e in cui se non navighi col timone ben saldo, ti disperdi in mille pezzi e se ti va bene non ti frantumi e fai ritorno ma una parte di te che senti quando il controllo razionale allenta la sua supervisione, una parte nascosta in ombra, silenziosa ma feroce, ti ricorderà sempre che sei stato lì sull' orlo del baratro a guardare e sentire il vuoto e cercherà sempre di riportarti lì, combattendo dentro di te l' altra parte, che ha paura di tornare in quel luogo. Gli sciamani vivono quell' immenso freddo e ne attingono poteri medici ma sono malinconici, sono sempre sul limen terrifico.
Credo che tutte le malattie autoimmuni in fondo non siano che questo: una parte di te che ti vuole lanciare nel vuoto e farti sentire sulla carne viva il nulla, anche a costo di ucciderti con guerre intestine che attaccano parti del tuo stesso corpo, ritenute da espellere, da eliminare e l' altra che cerca di resistervi.
...Dii di dooh

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Re: Shiva e san michele

Messaggioda Pinin » 13 giugno 2016, 22:57

Molto interessante questo post, curioso e coinvolgente
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