‘na tazzurella de caffe’

cucina vegetariana e yogica, digiuno
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Messaggioda AT » 11 agosto 2012, 23:34

grazianozap ha scritto:non credo (ancora per gb) che si escludano ma semplicemente ci sono momenti in cui ci identifichiamo con il corpo (altrimenti saremmo realizzati) e ci sono momenti in cui riusciamo ad identificarci con qualcos'altro.

Quello che cercavo di suggerire, è che né l'identificazione con il corpo, né il tagliarlo brutalmente fuori dell'identità, sono rispondenti al vero. Più semplicemente, io non sono soltanto il mio corpo, (ma sono anche quello). E questo vale per tutti, dai cosiddetti "realizzati" all'ultimo degli handicappati mentali.

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Messaggioda grazianozap » 12 agosto 2012, 1:37

AT ha scritto:
grazianozap ha scritto:non credo (ancora per gb) che si escludano ma semplicemente ci sono momenti in cui ci identifichiamo con il corpo (altrimenti saremmo realizzati) e ci sono momenti in cui riusciamo ad identificarci con qualcos'altro.


Quello che cercavo di suggerire, è che né l'identificazione con il corpo, né il tagliarlo brutalmente fuori dell'identità, sono rispondenti al vero. Più semplicemente, io non sono soltanto il mio corpo, (ma sono anche quello). E questo vale per tutti, dai cosiddetti "realizzati" all'ultimo degli handicappati mentali.


Quindi quando sei in macchina in quel momento sei anche la macchina?
Il corpo è sicuramente un ottimo strumento ma identificarsi nel corpo fa parte dell'ignoranza di cui ci dovremmo liberare.
Certo nessuno nega l'utilità di avere un corpo sia le scritture che i mistici lo confermano ma ci dicono anche che l'errata identificazione è l'origine della nostra sofferenza.
samastaloka sukhino bhavantu

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Messaggioda AT » 12 agosto 2012, 2:18

Di cosa è fatto il corpo? Ad un certo livello, è fatto di elettroni, protoni, neutroni, particelle. Ad un altro livello, è fatto di atomi e molecole. Ad un altro livello, è fatto di cellule, tessuti, organi. Ad un altro livello, è fatto di esperienza: sensazioni, e intersezioni tra sensazioni e pensieri ed emozioni, tanto che si può parlare di esperienza del corpo. E l'esperienza del corpo mi connette con la natura, nel senso più profondo del termine. Si tratta solo di uno "strumento"? Non credo. Il mio corpo è parte integrante della mia identità perché è collegato direttamente alla mia esperienza, alla mia sensibilità e, più in profondità, alla mia volontà. Non altrettanto si può dire, almeno per ora, di una macchina, di una tastiera o di uno strumento che utilizzo. Il corpo costituisce poi il substrato materiale in cui si inseriscono i pensieri e le emozioni, attraverso il cervello, il sistema nervoso, le ghiandole. Esperienza del corpo, esperienza del pensiero, esperienza dell'emozione: oltre a queste tre esperienze, c'è molto altro a formare la mia identità, ma per me è chiaro che la mia vera identità interseca queste tre esperienze, "affonda" in queste tre esperienze, si connette attraverso e con queste tre esperienze, non le esclude, nello stesso modo in cui la mia esperienza e la mia sensibilità sono direttamente congiunte con il corpo, con questo corpo, qui e ora.
Quando alcuni santoni indù si compiacciono di certe affermazioni, si stanno in realtà tagliando fuori da una connessione più autentica con l'esperienza del corpo, e con tutto quello che questa può significare, anche a livelli misteriosi e profondi. Ho sempre percepito con un senso di falsità e inadeguatezza certe esternazioni.

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Messaggioda grazianozap » 12 agosto 2012, 3:18

non so quali siano state le tue esperienze ma non potrai negare che esistono stati coscienziali diversi,
quando sei nello stato di veglia non puoi essere nello stato di sonno, sogno o sonno profondo.
Quando sei nello stato di sonno profondo che ne è del tuo corpo? Ne hai sensazione? Chi sei?
Quando stai sognando sei cosciente del tuo corpo inerme sul letto? chi è che sogna?
Quando dovrai "morire" cosa pensi che succeda al tuo aggregato molecolare?
I Santoni come li definisci tu parlano di ciò che hanno sperimentato non di ciò che hanno letto e ti danno anche le indicazioni di come fare, certo se uno sente delle esigenze fisiche è giusto (probabilmente) soddisfarle anche perchè il mondo deve continuare a girare.
samastaloka sukhino bhavantu

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Messaggioda AT » 14 agosto 2012, 22:34

La mia esperienza e il mio giudizio mi conducono a pensare che quei santoni abbiano sperimentato qualcosa di autentico, e cioé, in modo incontrovertibile, al di là di ogni dubbio, la realtà di quel Purusha di cui si parla tanto nei sistemi filosofici classici dell'India. Si tratta di una testimonianza di enorme valore, ma la mia convinzione è che si tratti di una verità parziale, e, nel momento in cui ci si compiace eccessivamente di espressioni quali "io non sono il corpo", anche di una verità distorta. Il corpo cresce, si ammala, muta, invecchia, muore, si decompone: e allora? Diviene. Ma "io" infatti sono divenire, e non Essere. Essere è Dio, ma "io" non sono Dio. Al di là del mutamento del corpo, al di là della sua morte e decomposizione, resta però stabile un elemento: l'esigenza di capire a fondo il mistero del corpo, il senso profondo della corporeità, che poi è una delle chiavi per capire il senso profondo della Prakriti. Ritengo che nessuno dei suddetti santoni sia bene indirizzato per comprendere tale mistero.

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Messaggioda grazianozap » 15 agosto 2012, 2:48

AT ha scritto:La mia esperienza e il mio giudizio mi conducono a pensare che quei santoni abbiano sperimentato qualcosa di autentico, e cioé, in modo incontrovertibile, al di là di ogni dubbio, la realtà di quel Purusha di cui si parla tanto nei sistemi filosofici classici dell'India. Si tratta di una testimonianza di enorme valore, ma la mia convinzione è che si tratti di una verità parziale, e, nel momento in cui ci si compiace eccessivamente di espressioni quali "io non sono il corpo", anche di una verità distorta. Il corpo cresce, si ammala, muta, invecchia, muore, si decompone: e allora? Diviene. Ma "io" infatti sono divenire, e non Essere. Essere è Dio, ma "io" non sono Dio. Al di là del mutamento del corpo, al di là della sua morte e decomposizione, resta però stabile un elemento: l'esigenza di capire a fondo il mistero del corpo, il senso profondo della corporeità, che poi è una delle chiavi per capire il senso profondo della Prakriti. Ritengo che nessuno dei suddetti santoni sia bene indirizzato per comprendere tale mistero.


Per quel che mi riguarda l'unica mia esperienza con Maestri riguarda Sai Baba e posso garantirti che non c'è un solo suggerimento che gli esce dalla sua bocca che non possa esserti utile e se Lui afferma l'unica differenza tra Me e voi è Che Io so di essere Dio e voi non lo sapete non ho motivo di non credergli.
Probabilmente se cominciassi a riflettere su questo comprenderesti meglio ciò che fino ad oggi ti è sfuggito.
samastaloka sukhino bhavantu

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Messaggioda ckstars » 28 agosto 2012, 17:58

Scriveva AT:

"Noi SIAMO sistemi biologici" sarebbe un'"evidenza"? Davvero? Per quale tipo di persona può valere un' "evidenza" così grossolana? Comunque, o sei d'accordo con "noi SIAMO sistemi biologici" (a mio avviso grossolana pseudo-metafisica) o sei d'accordo con "io non SONO il mio corpo" (metafisica più fondata, ma unilateralmente e pericolosamente semplicistica). Io penso che nessuna delle due posizioni sia corretta, ma nessuno può pensare di sostenerle entrambe contemporaneamente, perché si escludono.

Rispondo ora:

"Noi SIAMO sistemi biologici" e “Io non sono il mio Corpo” sono proposizioni violente, urtanti, ma atte a mettere in evidenza concetti chiave nella Coscienza nello Yoga.

Se in un sistema logico tipico degli stati “naturali” della coscienza le due proposizioni si escludono in un’ Altra Coscienza tipica degli stati meditativi yoghici si completano, proprio perche’ il nostro corpo e non solo la mente appartiene e si estende in un Se’ piu’ grande.

Negli stati di meditazione profonda esiste una sovralogica con leggi ignote evidentemente non conoscibili proprie del Se’.

Se poi ti poni la domanda su chi accetta la proposizione “Noi siamo Sistemi biologici” trovi nella popolazione scientifica la piu’ ovvia delle obiezioni: “e che cosa dovremmo essere altrimenti ?”

Un Biologo, Medico, .... ti risponderebbe che siamo Sistemi Biologici perche’ le nostre cellule nascono, vivono, muoiono, comunicano tra loro mediante SOLTANTO messaggi elettrici, biochimici, meccanici, magnetici ... e via avanti cosi’.

Un abbraccio, Cks

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Messaggioda AT » 28 agosto 2012, 21:11

Mi dispiace, ma non ti seguo assolutamente. Di fronte a due errori, non è che mettendoli assieme si ottiene chissà quale sublime paradosso.
Esiste il sistema biologico che comprende il corpo umano, i suoi istinti biologici e i suoi organi. E tutta la complessa biochimica. A questo punto, uno scienziato intelligente si arresta, e, studiato tale sistema, non si permette di dire che l'essere umano sia per forza soltanto questo. Quando si parla dell'Essere, ridurre l'Essere alla funzione, per quanto complessa, di sistemi biochimici significa non avere la più pallida idea di cosa significhi "Essere". Purtroppo non ce ne sono molti di scienziati intelligenti. Al tempo stesso, dire "io non sono il mio corpo" significa cadere nell'errore opposto, e non di rado tale affermazione si congiunge con una prassi e con un atteggiamento antisomatico. Lo yoga può offrire dei varchi al di là dell'identificazione con il mondo delle funzioni, può aiutare a capire cos'è la coscienza nel vero senso della parola. Ma il "sottofondo" fatto di molecole, organi e sensazioni che mi lega al corpo e al mondo naturale non va sottovalutato, né giova "staccarsi" da esso. Sicché, non vedo poi tutta questa difficoltà nel riconoscere, come fanno in tanti, fra cui anche la Chiesa Cattolica o lo stesso Islam, che l'essere umano è ANCHE un sistema biologico, ma la storia non finisce certo lì. E che è proprio tale unità tra mondi diversi ad essere interessante e importante.

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Messaggioda gb » 28 agosto 2012, 21:58

AT ha scritto:Mi dispiace, ma non ti seguo assolutamente. Di fronte a due errori, non è che mettendoli assieme si ottiene chissà quale sublime paradosso.
Esiste il sistema biologico che comprende il corpo umano, i suoi istinti biologici e i suoi organi. E tutta la complessa biochimica. A questo punto, uno scienziato intelligente si arresta, e, studiato tale sistema, non si permette di dire che l'essere umano sia per forza soltanto questo. Quando si parla dell'Essere, ridurre l'Essere alla funzione, per quanto complessa, di sistemi biochimici significa non avere la più pallida idea di cosa significhi "Essere". Purtroppo non ce ne sono molti di scienziati intelligenti. Al tempo stesso, dire "io non sono il mio corpo" significa cadere nell'errore opposto, e non di rado tale affermazione si congiunge con una prassi e con un atteggiamento antisomatico. Lo yoga può offrire dei varchi al di là dell'identificazione con il mondo delle funzioni, può aiutare a capire cos'è la coscienza nel vero senso della parola. Ma il "sottofondo" fatto di molecole, organi e sensazioni che mi lega al corpo e al mondo naturale non va sottovalutato, né giova "staccarsi" da esso. Sicché, non vedo poi tutta questa difficoltà nel riconoscere, come fanno in tanti, fra cui anche la Chiesa Cattolica o lo stesso Islam, che l'essere umano è ANCHE un sistema biologico, ma la storia non finisce certo lì. E che è proprio tale unità tra mondi diversi ad essere interessante e importante.


AT forse ckstars si riferisce non tanto agli argomenti in sè ma ad un livello di comprensione cui si accede in certi stadi meditativi, diverso da una comprensione logico-razionale: è un tipo di comprensione cui forse ho avuto accesso per questioni più terra terra ( ma non meno importanti per me) successivamente alla pratica costante di asana e pranayama. Ad un certo punto il presente si disvela indicando la via da seguire nelle questioni "mondane", con cambiamenti profondi nella mia struttura della personalita' e di conseguenza nei comportamenti e nelle interazioni, dove lo"strumento" logico razionale era impotente e arrivato ad un punto di stallo.

Sensazione (ma solo la sensazione forse) simile alla risoluzione di un problema di analisi matematica che "sboccia" dopo che hai smesso di provarci inutilmente applicandotici in via diretta e hai invece impegnato il resto della giornata in altre attivita' (o dopo una nottata di sonno).
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda ckstars » 29 agosto 2012, 11:05

Va bene AT, lo ammetto non mi sono fatto minimamente capire ..... ma ritornero'.

inesperto
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Messaggioda inesperto » 4 settembre 2012, 15:56

x ckstars
Innanzitutto preciso che leggo sempre molto volentieri i tuoi post.Detto questo ti chiedo:E il decaffeinato??
Ha qualche controidicazione che tu sappia?

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Messaggioda ckstars » 4 settembre 2012, 16:35

Il processo chimico industriale per la produzione del decaffeinato prevede la trattazione del chicco con dicloroetano per eliminare la caffeina quindi il passaggio su getti di vapore per eliminare il solvente (dicloroetano stesso).

Esistono in commercio qualita’ di caffe’ piu’ expensive praticamente prive di caffeina ma non sono a conoscenza se i caffe’ decaffeinati bio utilizzino questo tipo di caffe’.

Il dicloroetano e’ un solvente che ha dimostrato in laboratorio la propria cancerogeneita’ (tumore polmone, pancreas, fegato) e la concausa in un’ altra serie di malattie ..... mi fermo qui.

Ricordo che a livello di quantita’ e’ estremamente difficile valutare l’ incidenza in animali da laboratorio del pericolo cancerogeno.

Ecco credo che ognuno a questo punto possa valutare da se’.

Un abbraccio, Cks

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Messaggioda stebau » 4 settembre 2012, 19:19

ckstars ha scritto:Il processo chimico industriale per la produzione del decaffeinato prevede la trattazione del chicco con dicloroetano per eliminare la caffeina quindi il passaggio su getti di vapore per eliminare il solvente (dicloroetano stesso).

Esistono in commercio qualita’ di caffe’ piu’ expensive praticamente prive di caffeina ma non sono a conoscenza se i caffe’ decaffeinati bio utilizzino questo tipo di caffe’.

Il dicloroetano e’ un solvente che ha dimostrato in laboratorio la propria cancerogeneita’ (tumore polmone, pancreas, fegato) e la concausa in un’ altra serie di malattie ..... mi fermo qui.

Ricordo che a livello di quantita’ e’ estremamente difficile valutare l’ incidenza in animali da laboratorio del pericolo cancerogeno.

Ecco credo che ognuno a questo punto possa valutare da se’.

Un abbraccio, Cks



questa estate ho sorseggiato milioni di quantità di caffè alle sei di mattina, e vi dico che erano divini.
Mi mandavano in bagno alla grande e iniziavo la giornata bello che svuotato di intestini.
Ho provato il metodo arabo, ovvero inserire nell'acqua bollente la miscela del caffè come mi ha insegnato una collega di lavoro,senza usare la macchinetta.
Una vera delizia, una specie di clistere caffeino :)

bau.
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Messaggioda gb » 4 settembre 2012, 19:50

stebau ha scritto:Ho provato il metodo arabo, ovvero inserire nell'acqua bollente la miscela del caffè come mi ha insegnato una collega di lavoro,senza usare la macchinetta.
Una vera delizia, una specie di clistere caffeino :)

bau.


Interessante! Quindi non li assumevi per bocca? Ti sei mai ustionato dove non batte sole?
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

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Messaggioda stebau » 4 settembre 2012, 20:52

gb ha scritto:
stebau ha scritto:Ho provato il metodo arabo, ovvero inserire nell'acqua bollente la miscela del caffè come mi ha insegnato una collega di lavoro,senza usare la macchinetta.
Una vera delizia, una specie di clistere caffeino :)

bau.


Interessante! Quindi non li assumevi per bocca? Ti sei mai ustionato dove non batte sole?



Si Gb assumevo il caffè per bocca come fossero grandi pinte di birra.
Di ustione quest'anno manco a parlarne per fortuna, ed è stata la mia estate senza ustioni.
bacio
s
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