Le origini dello yoga.

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
labor
brahmana
brahmana
Messaggi: 1026
Iscritto il: 7 ottobre 2005, 16:55

Messaggioda labor » 20 agosto 2007, 23:21

Paolo ha scritto:leggere i segni e i simboli.
è necessario essere eruditi prima di avere la conoscenza.
Avalokitesvara è un simbolo.
pare che dietro la sua facciona si nasconda la dea padme che nasce dal loto sorto dall'ombelico di Visnu.

è un altro nome della Dea.

cercare le origini dello yoga nei tantra o dei tantra nello yoga è un buon passatempo.
forse inutile, da certi punti di vista, come tutti i passatempo.

è un passatempo per ricercatori che sono attratti dal mistero.
i misteri sono molto eccitanti per la sfera emotiva e svelarli è gratificante per la sfera mentale.

Gurdjieff direbbe che sono tecniche per abbellire il sogno, non per svegliarsi.
un abbraccio.
p.


concordo pienamente sulla seconda parte del messaggio. e forse il mio è un cercare di abbellire un sogno.. non che sia brutto, ma si cerca di renderlo ancora più bello.

quanto alle prime affermazioni, mi trovi un pò impreparato.

ben trovato!

grazianozap
brahmana
brahmana
Messaggi: 1366
Iscritto il: 30 dicembre 2006, 17:45

Re: ...ed ancora...

Messaggioda grazianozap » 21 agosto 2007, 7:02

Paolo proietti ha scritto:leggere i segni e i simboli.
è necessario essere eruditi prima di avere la conoscenza.

Penso che qui caro Paolo hai preso una cantonata, a meno che per conoscenza non intendi l'istruzione.

Avalokitesvara è un simbolo.
pare che dietro la sua facciona si nasconda la dea padme che nasce dal loto sorto dall'ombelico di Visnu.

è un altro nome della Dea.

cercare le origini dello yoga nei tantra o dei tantra nello yoga è un buon passatempo.
forse inutile, da certi punti di vista, come tutti i passatempo.

è un passatempo per ricercatori che sono attratti dal mistero.
i misteri sono molto eccitanti per la sfera emotiva e svelarli è gratificante per la sfera mentale.

Gurdjieff direbbe che sono tecniche per abbellire il sogno, non per svegliarsi.
un abbraccio.
p.
samastaloka sukhino bhavantu

Avatar utente
Govinda
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 226
Iscritto il: 7 novembre 2005, 17:45
Località: Roma

Le parole dei maestri

Messaggioda Govinda » 21 agosto 2007, 10:14

Le parole dei maestri illuminati credo meritino valore,
perchè stabili in SATYA, nell'uso corretto delle parole, perchè la mente può trascendere la dimensione spazio temporale, perchè un maestro è illuminato di una luce che fa vedere... perchè l'umiltà nella propria conoscenza e nell'accettare un vero maestro come guida sono essenziali per un vero cammino spirituale di risveglio.
Tu non sei mai solo o senza aiuto. La forza che guida le stelle guida anche te.

Shrii Shrii Anandamurti

labor
brahmana
brahmana
Messaggi: 1026
Iscritto il: 7 ottobre 2005, 16:55

Re: Le parole dei maestri

Messaggioda labor » 21 agosto 2007, 11:05

Govinda ha scritto:Le parole dei maestri illuminati credo meritino valore,
perchè stabili in SATYA, nell'uso corretto delle parole, perchè la mente può trascendere la dimensione spazio temporale, perchè un maestro è illuminato di una luce che fa vedere... perchè l'umiltà nella propria conoscenza e nell'accettare un vero maestro come guida sono essenziali per un vero cammino spirituale di risveglio.


d'accordo; anzi d'accordissimo!

aggiungo che un maestro illuminato può anche cercare di chiarire semplici affermazioni come quella fatta da Paolo sopra e messa in discussione da Graziano.
Del resto Paolo ha sempre cercato di chiarire.

A volte un adepto come me, non dubita del maestro; ma cerca nelle sue parole ulteriori spiragli di luce, ulteriori stimoli, ulteriori verità, ulteriori agganci..

ciao

Yogavira
brahmana
brahmana
Messaggi: 1229
Iscritto il: 23 settembre 2006, 21:47

Messaggioda Yogavira » 21 agosto 2007, 12:49

Yogasutra II, 9
Immagine mitico ! Immagine

Avatar utente
Govinda
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 226
Iscritto il: 7 novembre 2005, 17:45
Località: Roma

Messaggioda Govinda » 21 agosto 2007, 14:28

Yogavira ha scritto:Yogasutra II, 9


ovvero
"II, 9 - L'Abhinivesa, o attaccamento smodato alla vita, domina anche il sapiente."

Ma cosa c'entra?

non ho capito...
Tu non sei mai solo o senza aiuto. La forza che guida le stelle guida anche te.

Shrii Shrii Anandamurti

Avatar utente
swa
vaisya
vaisya
Messaggi: 71
Iscritto il: 1 maggio 2007, 23:57

Messaggioda swa » 21 agosto 2007, 22:43

Secondo me l'idea di erudizione come condizione alla conscenza è assolutamente erronea e persino deviante.
La propria conoscenza rappresenta l'assenza di un "io", erudito o meno. Quando la vita si vive in pienezza - proprio per l'assenza dell'io, come quando sei assorbito da una bella musica, o quando mangi, o quando ti senti felice, lo sei perché sei scompraso nella sensazione. Non appena affermi "Ah, come sono felice" normalmente la felicità è già passata con la stessa oggettivazione, che rappresenta il ritorno del io-soggetto, io-pensiero che oggettiva la sensazione.
Ovviamente, quando sei totalmente con le cose - per cui non sei più un' "io" ma sei le cose stesse - i segreti della natura ti si svelano esattamente per l'initmità che la relazione diretta comporta.
Ma si tratta di uno svelamento, non di una oggettivazione mentale.
Per cui, la chiave della conoscenza è esattamente l'assenza di un'"io" che conosca.
Figurati poi un "io erudito"!!!.... :D

Avatar utente
swa
vaisya
vaisya
Messaggi: 71
Iscritto il: 1 maggio 2007, 23:57

Messaggioda swa » 21 agosto 2007, 22:56

Difatti, in India differenziano molto saggiamente il Pundit (l'erudifto) dal Guru (il sapiente, l'illuminato).
Ed è molto raro che un'erudito - a meno che sia così affilato da comprendere quanto la conoscenza, per grande che sia, sorga in vero dalla non-conoscenza (e,oltretutto, come sia sempre relativa) - riesca a raggiungere l'illuminazione.
L'erudito ha così sviluppato il senso critico che non può più fare a meno di oggettivare la sua conoscenza e così perde la propria esistenza e la vera Conoscenza (quella con la C maiuscola).
In verità, credo che sia molto ma molto più facile per un uomo semplice - semplice ma sagace, intelligente e aperto - raggiungere quell'apice di belleza e pienitudine che è la realizazione del Se'.
Vedi esempi come Ramana Maharshi, che a scuola era pensino considerato dai professori come "quasi ritardato", o Ramakrishna o Nisargadatta Maharaj, che studiarono fino alla terza elementare.
Ma quanta saggezza scaturiva dalla loro intimità e unità con la vita!! Wow!!!

Rudra
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 458
Iscritto il: 25 settembre 2006, 17:15

Messaggioda Rudra » 21 agosto 2007, 23:21

swa ha scritto:Secondo me l'idea di erudizione come condizione alla conscenza è assolutamente erronea e persino deviante.
La propria conoscenza rappresenta l'assenza di un "io", erudito o meno. Quando la vita si vive in pienezza - proprio per l'assenza dell'io, come quando sei assorbito da una bella musica, o quando mangi, o quando ti senti felice, lo sei perché sei scompraso nella sensazione. Non appena affermi "Ah, come sono felice" normalmente la felicità è già passata con la stessa oggettivazione, che rappresenta il ritorno del io-soggetto, io-pensiero che oggettiva la sensazione.
Ovviamente, quando sei totalmente con le cose - per cui non sei più un' "io" ma sei le cose stesse - i segreti della natura ti si svelano esattamente per l'initmità che la relazione diretta comporta.
Ma si tratta di uno svelamento, non di una oggettivazione mentale.
Per cui, la chiave della conoscenza è esattamente l'assenza di un'"io" che conosca.
Figurati poi un "io erudito"!!!.... :D



Caro Swa,
concordo con quello che dici, ma in parte.
La posizione del Liberato in vita non sembrerebbe essere quella di colui che sente di essere tutte le cose, infatti questa parrebbe più vicina ad una condizione psicotica e dissociativa.

Il Liberato è colui che pur "sentendo" di essere in ogni cosa, ne è allo stesso tempo fuori, libero, e svincolato.
Più precisamente ogni cosa è in Lui compresa. Come il Cielo senza forma e infinito contine in se tutte le forme.
Vivere nell'assenza di "Io" non significa sentirsi un sasso e un albero, ma Conoscere direttamente, quindi Essere, Quell'Unico sostrato che tutto compenetra e pervade.
Le forme, quindi le cose, rappresentano semplicemente possibilità vibratorie che Quello può esprimere in Se stesso, pur rimanendo in se stesso immodificato.

Ru.

Avatar utente
swa
vaisya
vaisya
Messaggi: 71
Iscritto il: 1 maggio 2007, 23:57

Messaggioda swa » 21 agosto 2007, 23:40

Difatti ho risposto più che altro all'affermazione sull'erudizione che qualcuno aveva fatto, piuttosto che elaborare anche la questione del fatto che, quando sei in unità con la vita, ne sei ovviamente anche il testimone.
Concordo con quanto hai aggiunto, Rudra.
In genere, numero e grado.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2512
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 21 agosto 2007, 23:40

Quando la vita si vive in pienezza - proprio per l'assenza dell'io, come quando sei assorbito da una bella musica, o quando mangi, o quando ti senti felice, lo sei perché sei scompraso nella sensazione.


Per quello che ne so, lo scopo dello yoga è diametralmente opposto ad un panteistico "scomparire nella sensazione".
Già nella vita ordinaria si scompare nel flusso delle sensazioni e dei pensieri, dimentichi di sé stessi. All'opposto, lo yoga insegna a ricordare sé stessi, mantenendo la coscienza limpida e stabile al di là del flusso della vita e degli eventi. Insomma, non perdersi nella natura, ma discriminazione, distinzione (viveka) tra il flusso della natura (prakriti) e la luminosa coscienza dello spirito (purusha). Non perdersi scioccamente nel divenire, ma retrocedere in profondità verso l'Essere eterno.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2512
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 21 agosto 2007, 23:50

cercare le origini dello yoga nei tantra o dei tantra nello yoga è un buon passatempo.
forse inutile, da certi punti di vista, come tutti i passatempo.

è un passatempo per ricercatori che sono attratti dal mistero.









Comunque sia, il problema storico delle origini dello yoga non è irrilevante. Conta, e parecchio, e più se ne può sapere meglio è sotto tutti i punti di vista. Non è un passatempo, è importante.

Avatar utente
swa
vaisya
vaisya
Messaggi: 71
Iscritto il: 1 maggio 2007, 23:57

Messaggioda swa » 22 agosto 2007, 0:21

AT ha scritto:Quando la vita si vive in pienezza - proprio per l'assenza dell'io, come quando sei assorbito da una bella musica, o quando mangi, o quando ti senti felice, lo sei perché sei scompraso nella sensazione.


Per quello che ne so, lo scopo dello yoga è diametralmente opposto ad un panteistico "scomparire nella sensazione".
Già nella vita ordinaria si scompare nel flusso delle sensazioni e dei pensieri, dimentichi di sé stessi. All'opposto, lo yoga insegna a ricordare sé stessi, mantenendo la coscienza limpida e stabile al di là del flusso della vita e degli eventi. Insomma, non perdersi nella natura, ma discriminazione, distinzione (viveka) tra il flusso della natura (prakriti) e la luminosa coscienza dello spirito (purusha). Non perdersi scioccamente nel divenire, ma retrocedere in profondità verso l'Essere eterno.


Si, perché lo yoga tratta della parte interiore dove, anche lì, l'erudizione non serve a nulla.
Allora in meditazione interessa la fusione con l'Essere, con il Sé.
Ma il Saggio è Saggio anche quando guarda fuori.
E, nel mondo esterno, la sua meditazione diventa contemplazione che significa essere uno con le cose o, se vuoi, percepire le cose come lo stesso Essere, ed è solamente in questo modo che le cose possono essere trascese per cui testimoniate. È penetrando nella natura fondamentale delle cose che ritorna al Sé che testimonia tutto.
Totalmente dentro.
Totalmente fuori.
Trascende spazio e tempo e diventa il testimone silenzioso.

labor
brahmana
brahmana
Messaggi: 1026
Iscritto il: 7 ottobre 2005, 16:55

Messaggioda labor » 22 agosto 2007, 23:47

in questo thread si attendono chiarimenti..

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5644
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

Messaggioda Paolo proietti » 22 agosto 2007, 23:53

siamo alle solite.
ogni volta che si usa la parola erudizione si salta sulla sedia.
va bene.
ma state attenti il fatto che molti maestri orientali abbiano criticato l'erudizione è vero , ma a chi si riferivano?
a molti pandit che tutto sdanno e niente fanno.

la conoscenza intuitiva.
d'accordissimo.
ma attenzione.
occorre il processo di inversione o rettificazione o conversione, prima.

le vocine di dentro possono provenire dal superconscio o dal subconscio.

il maestro interiore, quello che alcuni chiamano il genio del budda proviene dal superconscio.

se non avete ancora ucciso l'io fermatevi ogni tanto a leggere un paio di buoni libri.

l'abbondono della ragione, quando non si è ancora pronti, provoca disastri.
l'abbandono al guru, quando non si è pronti crea degli stolti.

il mondo si sta riempiendo di aspiranti al bhakti marga anzi al japa marga.
va bene per carità.
va tutto bene.

un ignorante guarda lo sri yantra e non vede niente.
l'erudito sa che è uno strumento per raggiungere un certo obbiettivo.
l'erudito con l'esperienza usa quello strumento.

tutto questo condannare la conoscenza razionale e l'erudizione provoca, può provocare la nascita di tanti piccoli mostri.

la ragione è l'unica pista che l'aspirante che non ha ancora "aperto il cuore" come dice qualcuno o fatto "l'esperienza"" come dicono altri, per andare avanti nella via verso la conoscenza.

lo studio dei testi, l'analisi dei simboli deve andare di pari passo con la pratica quotidiana.

questo atteggiamento di rifiuto della razionalita e della scienza (la vera scienza) è lo stesso che ha prodotto le storpiature new age.

Rudra è unoi dei pochissimi insegnati di yoga, come lo intendo io, che abbia mai conosciuto.
credo che potremmo discutere per giorni su gaudapada o sulle accuse a shankara di essere un buddista mascherato.

ma occorre aver studiato per farlo.


volete far credere che al vostro attuale stato coscenziale sia sufficiente sedersi per arrivare alla conoscenza?

bene.

beati voi.

la risposta del teatrante era per yoga cri.
un invito a non abbandonare la ragione intesa come lampada per non perdersi durante la navigazione a vista, unica possibilità dell'aspirante.

leggi yoga cri, studia e cerca.

ci sono tantissimi santi in giro.
si è sorpresi e divertiti da questo.

si credeva fossero meno , due tre al massimo.
o uno solo, il che è lo stesso.
che buffo.

la vita è letteratura.
un abbraccio.
p.
Il Manzo non Esiste


Torna a “Tantra e altre vie”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite