Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

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Paolo proietti
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Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda Paolo proietti » 13 dicembre 2015, 19:50

Il mio amico Claudio Cedolin Ganapati, della Tradizione Kriya Yoga, mi ha chiesto di dargli informazioni su Gorakhnath Babaji.
Pensando che possa essere utile anche ad altri, condivido sul forum quanto sto scrivendo (e ri-scrivendo) per lui.
Un sorriso,
Ryu no Kokyu.

GORAKSHA, IL MAHANATH

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La mia fissazione per Babaji e il Gorakhvani ["I segreti di Guru Gorakh"- un libriccino di qualche decina di pagine edito da J.Amba editrice] è cominciata nel luglio 2012, quando sono entrato per la prima volta nell'Ashram Bhole Baba, a Cisternino (nella Val d'Itria). Appena mi ha visto Rupchand, uno dei discepoli storici di Babaji di Hairakhan (uno di coloro che ne ha ascoltato direttamente gli insegnamenti per intenderci), mi ha guardato negli occhi e, praticamente senza dire una parola, si è alzato ha preso un libro dallo shop dell'Ashram e me lo ha regalato.
II libro era, appunto, il Gorakhvani, resoconto scritto delle istruzioni impartite da Babaji a Shri Shastri Vishnu Datt.
Secondo me si tratta di un testo straordinario, che descrive il percorso della realizzazione secondo gli insegnamenti Nath, attraverso una serie di simboli presi dai Veda, dai Purana, dal kundalini yoga, dal tantrismo tibetano... Dopo qualche giorno, Rupchand mi ha presentato Lisetta Carmi, la fondatrice dell'Ashram e poi insieme a lei, un'altra allieva"anziana" e la mia amica Ivana, mi ha portato nella "stanza del maestro", una cameretta con il suo letto, un paio dei sandali, una fotografia in bianco e nero che sta misteriosamente virando in oro e argento, e il bastone che Babaji che usava, credo, per passeggiare.
Non so perchè Rupchand mi abbia fatto questi doni (penso che non siano moltissimi coloro cui è stato permesso di entrare nella stanza di Babaji), ma so che per me è stata un'esperienza sconvolgente. Niente a che vedere con la devozione o quel senso di pace e amore che aleggia nell'Ashram come in molti altri luoghi di culto. E' stata un esperienza fisica, fatta di percezioni e di "trasformazioni". Soprattutto è stato un esperienza "ripetibile" perchè i fenomeni si sono riprodotti, identici, ogni volta sono tornato all'ashram.
Credo che dietro lo Yoga dei Nath ci sia una scienza più antica di quanto possiamo immaginare. E credo che Babaji, in quanto MahaNath (il Grande Nath, che si potrebbe tradurre con "GRANDE SPIRITO PROTETTORE" o "GRANDE MAESTRO CHE PROTEGGE") con le sue parole abbia tentato di aprire uno spiraglio sulle vere origini e i veri scopi dello yoga o per meglio dire sulle vere origini e i veri scopi dell'essere umano.

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IL GORAKSHVANI
Negli anni '70 Babaji di Hairakhan istruì in Nepal un gruppo di 8 discepoli allo yoga di Gorakanath. Gli insegnamenti, trascritti da Shri Shastri Vishnu Datt, erano impartiti in versi, nella lingua dei sadhu e dei cantastorie dell'Himalaya.
Ne leggo un brano dalla traduzione di Gora Devi ("Gorakhvani - i segreti di guru Gorakhnath" J. Amba Edizioni):

".... Tu hai conquistato il sonno [Nidra], che per paura di te, fu nascosto nell'Oceano di Latte e dato a Vishnu.
Quando il demone Madhukaitabb attaccò Brahma, Brahma corse alla porta di Vishnu, pianse e pregò la Dea del sonno [Nidra Devi]. Allora lei svegliò Vishnù che lottò [...] contro Madhukaitabb. Gorakanath ha ottenuto la vittoria sul sonno [Nidra]. Chiunque conquista il sonno [Nidra] conquista Mahakala. I cinquantasei Kahwa e le sessantaquattro Yogini esclamano: jai jai Guru Gorakanath. Tu sei il Mahanath dei nath....Vieni Kamalo, quando hai cominciato a cantare come il Rishi Narada, come hai cantato bene!"
In quarant'anni di pratica dello yoga ho letto e studiato decine di libri di filosofia indiana. Le storie, i simboli, i loro sorprendenti collegamenti con l'anatomia e i moti celesti mi sono diventati, con il tempo, familiari. Di solito, non fatico molto a trovare delle chiavi di interpretazione, ma questo testo mi ha veramente "spiazzato" e non solo per il suo tono misterioso, ma, soprattutto, perchè l'autore è Babaji di Hairakhan, il "Guru della semplicità".
Si dice che l'insegnamento di un Maestro agisca "a vari livelli coscienziali", ovvero che abbia validità ed efficacia a prescindere dalla cultura, dalla sensibilità, dall'intelligenza e dall'intuito dell'ascoltatore. Le parole e le frasi sarebbero solo un mezzo attraverso il quale viene trasmessa l'energia divina detta śakti o kuṇḍalinī, per cui, alla fin fine, il loro significato letterale avrebbe un'importanza relativa. Probabilmente è vero: il devoto, colui che ha fede in un Maestro e lo considera una diretta espressione della divinità, non ha bisogno di capire o di studiare, semplicemente apre il cuore...
Se un maestro è "IL" Maestro, che dica "Ambarabàcicciccò" o "Tu hai conquistato il sonno [Nidra], che per paura di te, fu nascosto nell'Oceano di Latte " il risultato dovrebbe essere lo stesso: la śakti circola "a prescindere".
Perché, allora, Babaji parla in maniera tanto complicata?
Chi è Madhukaitabb?
E i cinquantasei Kahwa e le sessantaquattro Yogini?
Cosa significa "Chiunque conquista Nidra (il sonno) conquista Mahakala [il "Signore del tempo", una forma di śiva molto comune nei testi e nei rituali tibetani]" ?
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Gli insegnamenti dati da Babaji a Shri Shastri e agli altri sette discepoli, non sono insegnamenti "ordinari": gli sta passando lo Yoga dei Nath, l'essenza del Tantrismo. Il"Gorakhvani" è un testo prezioso e trovo incredibile che sia così poco noto e studiato, ma forse anche questo ha un senso...
Riprendiamo il brano che ho citato all'inizio e vediamo di capirci qualcosa [le parentesi quadre sono mie]:
".... Tu hai conquistato il sonno [Nidra], che per paura di te, fu nascosto nell'Oceano di Latte e dato a Vishnu. Quando il demone Madhukaitabb attaccò Brahma, Brahma corse alla porta di Vishnu, pianse e pregò la Dea del sonno [Nidra Devi]. Allora lei svegliò Vishnù che lottò [...] contro Madhukaitabb. Gorakanath ha ottenuto la vittoria sul sonno [Nidra]. Chiunque conquista il sonno [Nidra] conquista Mahakala. I cinquantasei Kahwa e le sessantaquattro Yogini esclamano: jai jai Guru Gorakanath. Tu sei il Mahanath dei nath....Vieni Kamalo, quando hai cominciato a cantare come il Rishi Narada, come hai cantato bene!"
Come prima cosa dobbiamo armarci di pazienza e di un buon dizionario. E tener conto del fatto che nei testi operativi del tantrismo, cioè nei manuali pratici, non c'è niente di casuale:
- i numeri, i nomi, le immagini suggerite fanno sempre riferimento a tecniche (kriyā) e/o ad elementi di fisiologia sottile (vayu, cakra e nadi).
- L'identità di macrocosmo e microcosmo per gli yogin è una verità assodata: i processi energetici e gli organi del corpo sono sempre riferiti ai moti celesti e agli astri e viceversa.


FINE PRIMA PARTE,
CONTINUA
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IL SONNO NASCOSTO

Messaggioda Paolo proietti » 18 dicembre 2015, 11:26

Ma veniamo all'analisi del testo: "il sonno nascosto nell'Oceano di Latte". nidra, è lo stato in cui troviamo Viṣṇu all'inizio di uno dei miti indiani della Creazione (vedi BHAGAVATA PURANA ):

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Per farla breve sull'oceano di prima dell'inizio [ l'Oceano di Latte] viṣṇu è immerso nel sonno [nidra, o più correttamente "yoga nidra"] sotto lo sguardo della sua sposa [lakṣmī, la "luminosa"]. Dal suo ombelico [ dal III cakra detto nabhi che significa "mozzo della ruota" o maṇipūra,"città dei gioielli" o "centro dei dieci maestri"] sboccia un fiore di loto luminoso sul quale siede brahmā, con i suoi quattro libri sacri [i veda]. Improvvisamente da un orecchio di viṣṇu escono fuori due demoni, madhue kaiṭabha, che rubano i quattro veda e li nascondono nelle profondità dell'Oceano di Latte. Viṣṇu si sveglia, si trasforma in hayagrīva ["collo di cavallo"], uccide i due demoni, li smembra in "2 x 6 pezzi"[due teste, due busti, quattro braccia, quattro gambe] e restituisce a brahmā i quattro veda.
Come si vede il Mito cui accenna Babaji è già di per sè molto complesso. Solo sul nome dei due demoni si potrebbe scrivere un trattato:
मधु madhu significa "miele" e कैटभ kaiṭabha è uno dei nomi di durgā, la "Grande Dea", la madre dell'Universo.
Facciamo molta attenzione a questi particolari: i demoni che ESCONO DALL'ORECCHIO di viṣṇu si chiamano MIELE DELLA DEA MADRE.
Se poi analizziamo le parole sillaba per sillaba si possono fare altre scoperte interessanti: prendiamo l'epiteto di durgā, kaiṭabha.
कै kai sta per SUONO, con riferimento alla sillaba inscritta nel primo petalo del cakra del cuore [NB. su ogni petalo dei cakra tradizionali è inscritta una sillaba dell'alfabeto sanscrito. Nei dodici petali del cakra del cuore (anāhata) sono inscritte le prime dodici consonanti e la prima, in senso orario e dall'alto in basso, è appunto ka].
ट ṭa significa invece sia SUONO che GIURAMENTO che QUARTO, con riferimento alla sillaba inscritta nell'11 petalo del cakra del cuore
भा bhā sta, infine, per LUCE, con riferimento alla sillaba bha inscritta nel secondo dei sei petali del cakra dei genitali (svadhiṣṭhāna).
Tradurre kaiṭabha con " giuramento della LUCE/SUONO" o "il quarto che è luce e suono assieme" non sarebbe tanto campato in aria....
Dunque, ricapitolando, abbiamo un Dio Supremo immerso nello Yoga Nidra (che non è un sonno normale, ma una tecnica yogica) sotto gli occhi vigili della sua sposa (la DEA DELLA LUCE, lakṣmī). Dal suo ombelico esce un loto sul quale siede brahmā(l'ordinatore) che con l'aiuto dei quattro veda (la LEGGE universale trasposta nel linguaggio scritto) crea il mondo. Dalle sue orecchie (di viṣṇu) esce invece IL MIELE DELLA DEA, che ad intuito, è un suono, o una vibrazione, o un canto CHE IN QUALCHE MODO SI CONTRAPPONE AL LINGUAGGIO SCRITTO, AL LINGUAGGIO RAZIONALE.
Il testo di Babaji è complesso e ovviamente lo è anche il lavoro di interpretazione. Prima di andare avanti è meglio sottolineare alcuni dettagli:
1)il SONNO CHE GORAKHANATH SCONFIGGE è lo stesso che dà inizio alla creazione dell'Universo.
2) il testo di babaji è pieno zeppo di riferimento a suoni, canti, strumenti e note musicali.
Il segreto di Gorakhanath è nel suono, o meglio nella Vibrazione e si può comprendere solo mettendo in relazione "fisicamente" l'UNIVERSO, il NOSTRO MONDO e il CORPO UMANO.
Una verità che, probabilmente, è suggerita anche dall saluto dei nath ADESH, parola che "loro" traducono con: il JIVA, l'ATMAN e il BRAHMAN sono UNO.


FINE SECONDA PARTE.
CONTINUA....
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Re: GLI INSEGNAMENTI DI GORAKSHA BABAJI

Messaggioda mauro » 18 dicembre 2015, 13:19

Mi ha sempre interessato il significato simbolico del loto su cui siede Brahma e che nasce dall' ombelico di Vishnu.
Ne parlerai?

Poi sapevo che l'oceano su cui dorme Vishnu disteso su Ananta-Sesha, e' detto "causale".

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Re: GLI INSEGNAMENTI DI GORAKSHA BABAJI

Messaggioda Paolo proietti » 18 dicembre 2015, 15:29

mauro ha scritto:Mi ha sempre interessato il significato simbolico del loto su cui siede Brahma e che nasce dall' ombelico di Vishnu.
Ne parlerai?

Poi sapevo che l'oceano su cui dorme Vishnu disteso su Ananta-Sesha, e' detto "causale".


Non so se faccio bene a parlarne, mauro, sono abbastanza eretico in questo...comunque non chiedere il TSO....
Questo è Brahman:

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Sapendo che per la Chandogya upanishad ed altri testi che parlano della MADHU VIDYA (conoscenza del miele) le lettere dei Veda sono api e la loro recitazione è il ronzio, ho pensato a quale essere abbia quattro braccia, due gambe, quattro teste e si siede dentro ai fiori, e mi è venuto in mente che brahman in realtà è un ape.....

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Le quattro teste sarebbero il muso, la nuca e gli enormi organi visivi posti lateralmente.

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C'è tutto un lavoro sulla vibrazione ben chiarito dal Narada purana....
Comunque le api sono animali sacri in tutte le civiltà tradizionali.
In Egitto erano le lacrime del Dio RA.
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Re: GLI INSEGNAMENTI DI GORAKSHA BABAJI

Messaggioda mauro » 18 dicembre 2015, 15:42

Bellissima immagine, quale tso!
Pero' spiegami perche' un'ape... perche' l'universo e' vibrazione (ronzio)...
Per quello?
E forse anche perche' distillano dal fiore di Vishnu il miele (la manifestazione), che dici?
Ma perche' il loto nasce proprio dall'ombelico di Vishnu?

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Re: GLI INSEGNAMENTI DI GORAKSHA BABAJI

Messaggioda mauro » 23 dicembre 2015, 16:41

Prima che l'argomento scenda giu' in cantina, mi rispondi,
Paolo proietti ha scritto:

Dimmi come la vedi tu.
Domanda che rivolgo anche ad
Indra ha scritto:
e a chi ci capisce di simbolismo indiano.

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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda mauro » 24 dicembre 2015, 3:55

Rinnovo la richiesta

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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda Paolo proietti » 24 dicembre 2015, 8:40

mauro ha scritto:Rinnovo la richiesta

Perché è il luogo in cui i 56 figli mai nati della dea si incontrano con le 64 yoghini. Perché è il centro dei 10 maestri o 10 venti principali, due dei quali si trasformano in "portatori di bastone" rendendo rigida Kundalini rotonda . Perché è. Il luogo in cui il suono/luce si trasforma in immagine. La vibrazione vera essenza dello yoga, è ciò che noi percepiamo come energia sottile, suono inespresso, suono/immagine, materia. Dal brusio prodotto dalle sillabe dei veda si creano il tempo e lo spazio come li conosciamo noi. Narada può insegnartelo.
Le sillabe del rigveda sono tante quanti gli anni dell'età dell'oro. Le sillabe del secondo veda sono tante quanti gli anni dell'età dell'argento e cosí via.
Perché il loto d'oro nasce dall'ombelico? Se fossi un feto non te lo chiederesti. Un sorriso, p
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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda Paolo proietti » 24 dicembre 2015, 9:13

Scusa il linguaggio che può apparire oscuro, ma lo yoga dei nath, lo yoga di Babaji, non usa la simbologia moderna e non si può spiegare con il linguaggio discorsivo. È lo yoga di boghanatar l'alchimista. Se leggi con attenzione lo hathayoga pradipika vedrai che parla di mercurio rosso, zolfo e sale. Lo yoga dei nath comincia dallo "stupro della vedova" cioè dalle tecniche per non far ridiscendere Kundalini quando si alza e indirizzarla in cinturini nadi ( canale interno di vajra nati).. È tutta roba operativa. Con la mente non si va da nessuna parte. Capire un simbolo non serve a niente. Lo devi gettare con noncuranza nelle acque dell'inconscio per farlo lavorare in silenzio, nell'oscurità, fin quando non muta la tua percezione del mondo. Lo yoga dei nath è meraviglioso, ma è per pochi. I molti preferiscono chiacchierare sul divano o aspettare con calma che un maestro dei maestri ti dia l'illuminazione con il pensiero oil tocco di una mano.. Ovviamente non è che una cosa sia meglio dell'altra. Si tratta di gusti. Io preferisco lo yoga di tirumular, tilopa, Yeshe Tsogyal.
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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda mauro » 24 dicembre 2015, 9:31

Beh, era giusto per sapere, ti ringrazio.
Non credo che esista nulla, se esiste, che non possa essere descritto alla mente discorsiva.
Linguaggi oscuri ed ermetici sono solo strumenti di perpetuazione di un potere detenuto dalla conoscenza che non si vuol condividere.
Per quello io non sto dalla parte delle tecniche "per pochi", ma dalla parte della maggioranza degli stolti ed ignavi tra i quali mi ci trovo sempre meglio.
Buon Natale.

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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda Paolo proietti » 24 dicembre 2015, 12:37

mauro ha scritto:Beh, era giusto per sapere, ti ringrazio.
Non credo che esista nulla, se esiste, che non possa essere descritto alla mente discorsiva.
Linguaggi oscuri ed ermetici sono solo strumenti di perpetuazione di un potere detenuto dalla conoscenza che non si vuol condividere.
Per quello io non sto dalla parte delle tecniche "per pochi", ma dalla parte della maggioranza degli stolti ed ignavi tra i quali mi ci trovo sempre meglio.
Buon Natale.


Capisco, anche io vorrei pensarla così.
Il problema è che ci sono fenomeni fisici (non metafisici), nel senso di sperimentabili che la nostra lingua non è in grado di trasmettere,e la mente discorsiva è costruita dal linguaggio.
Certe tecniche sono per pochi nel senso che solo chi ne sperimenta gli effetti è in grado di sapere di cosa si tratta.
E se ci pensi è una cosa comune a tutti i campi dell'esperienza umana.
Solo chi ha fatto l'attore può capire davvero cosa sia il calo della seconda replica.
Solo un alpinista può capire davvero cosa si provi a raggiungere una vetta a 8000 metri.
La lingua scritta e parlata (e quindi il pensiero che si basa su quella lingua) è uno strumento di trasmissione delle esperienze abbastanza limitato.
Io posso spiegarti come eseguire la serie Rishikesh e raccontarti cosa si prova alla fine della sequenza, ma se te non passi ore ed ore a metterti in verticale, candela, aratro ecc. non riuscirai mai a comprendere veramente di che si tratta.
L'intelligenza della mente non può arrivare ovunque.
Può avvicinarsi alla comprensione di un fenomeno lavorando secondo i principi di somiglianza, analogia o vicinanza, ma senza l'esperienza sensoriale (includendo nei sensi anche quello che si chiama sesto senso, ovvero la percezione immediata, sinestetica e non bypassata dalla mente raziocinante di un fenomeno) non ci sarà mai comprensione reale.
Buon natale, Mauro :D :D
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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda mauro » 24 dicembre 2015, 13:50

Si, pero', Paolo, io non ti chiedevo di spiegarmi uno stato d'animo o una emozione, ma di dirmi, se lo sapevi, e chiarirmi di conseguenza, il significato simbolico del loto che nasce dall'ombelico di Vishnu.
Sei stato ermetico utilizzando termini senza spiegarli, il tutto giustificandolo col fatto che sono istruzioni operative...

Desolato, ma ti suggerisco-e forse parra' strano a qualcuno, non a me- di prendere esempio da Indra, che, quando risponde alle domande, e' molto puntuale nella spiegazione dei simboli e dei termini: prova che anche concetti "esoterici" possono essere trattati con linearita' e compresi dalla mente discorsiva.

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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda Paolo proietti » 24 dicembre 2015, 14:34

mauro ha scritto:Si, pero', Paolo, io non ti chiedevo di spiegarmi uno stato d'animo o una emozione, ma di dirmi, se lo sapevi, e chiarirmi di conseguenza, il significato simbolico del loto che nasce dall'ombelico di Vishnu.
Sei stato ermetico utilizzando termini senza spiegarli, il tutto giustificandolo col fatto che sono istruzioni operative...

Desolato, ma ti suggerisco-e forse parra' strano a qualcuno, non a me- di prendere esempio da Indra, che, quando risponde alle domande, e' molto puntuale nella spiegazione dei simboli e dei termini: prova che anche concetti "esoterici" possono essere trattati con linearita' e compresi dalla mente discorsiva.


Non ti desolare :D ognuno fa quello che può e come può!
Un sorriso, e auguri di nuovo.
Paolo
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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda mauro » 24 dicembre 2015, 15:14

E soprattutto come vuole....
Auguri

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Re: Gli insegnamenti di Goraksha Babaji

Messaggioda Paolo proietti » 24 dicembre 2015, 15:27

:
mauro ha scritto:E soprattutto come vuole....
Auguri

:D
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