Kamakala

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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Kamakala

Messaggioda Paolo proietti » 7 maggio 2013, 0:40

Lo stato naturale è quello in cui l'Uomo si sveglia, ebbro di desiderio, per godere della danza della Dea.
Lei lo chiama, dolcemente: HA SAKALA HRIM HA SAKA HA LA HRIM SAKALA HRIM.
Lui la "riconosce" e risponde con un fil di voce : "Sa'ham, io sono Lei";
è l'inizio della manifestazione, il bindu (punto) visibile nel triangolo al centro dello Sri Yantra.

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La forza che spinge la dea a risvegliare Shiva Sakala è il desiderio:
इच्छा icchā.
Dal desiderio procede il risveglio ovvero la conoscenza/consapevolezza ( i due si riconoscono nell'UNO):
ज्ञान jñāna
Dal riconoscimento nasce l'atto d'amore, l'azione,
क्रिया kriyā
इच्छा icchā, ज्ञान jñāna, क्रिया kriyā sono le "TRE GRANDI MADRI " della tradizione indiana:
iccha è la GRANDE MADRE VUOTO, Uma(Parvati, la consorte di Shiva:
jnana è la GRANDE MADRE SILENZIO, Sarasvati, consorte di Brahma;
kriya è la GRANDE MADTRE LUCE, Lakshmi, consorte di Visnu.
Le TRE GRANDI MADRI sono rappresentate dai tre lati del triangolo centrale dello Sri Yantra.
Un triangolo con il vertice in basso o "TRIANGOLO D'ACQUA, come direbbero i tantrici, detto Devi Yantra, come quello dell'immagine sotto, con al centro il Bija mantra सौः sauḥ

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Il triangolo centrale dello Sri Yantra è detto kāmakalā. काम kāma è Eros, il desiderio erotico, कला kalā si può tradurre in varie maniere: può significare ARTE, PARTICELLA DI SPAZIO o MATERIA (l'atomo è detto kalā), EMBRIONE UMANO,FLUSSO MESTRUALE, FASE DELLA LUNA.....ma c'è anche un significato tra virgolette "esoterico" che potrebbe nascondere un'indicazione operativa: kalā è una maniera per indicare il numero 16.
16 come gli anni della Dea che gioca, Lalitā (Vedi su questo Blog SRI VIDYA) e 16 come le vocali inscritte nei petali del cakra della gola

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Kāmakalā comunque (che è il nome che viene dato anche ad altre figure geometriche presenti nell'Arte sacra indiana) si può definire"luogo del desiderio", o "arte del desiderio" ed è la potenza (o l'insieme delle potenze) generata dall'unione dei Dio e della Dea, rappresentato dal punto centrale, il bindu come si può intuire da questa rappresentazione del cakra della fronte o ajña cakra

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I tre lati del triangolo, ha una qualche relazione con i tre versi dell'Hadi e Kadi Mantra:
HA SA KA LA HRIM - HA SA KA HA LA HRIM -SAKALA HRIM e
KA E I LA HRIM - HA SA KA HA LA HRIM - SA KA LA HRIM, e le tre correnti mistiche (le TRE MADRI) corrispondono, come si è detto, all'energia dell'AZIONE (LUCE), all'energia della CONOSCENZA (SILENZIO) e all'energia del DESIDERIO (VUOTO) e danno origine a quelli che vengono chiamati i cinque veli limitanti di माया māyā.

Questi Veli sono in realtà radici dei cinque elementi primari ovvero punti di vista limitati dell'ILLIMITATO SPAZIO SENZIENTE o Citākāśa:

1) La limitatezza dello spazio, kalā, è la sorgente di ciò che dal nostro punto di vista definiamo ETERE o आकाश ākāśa.

2) La limitatezza della conoscenza, vidyā, corrisponde a ciò che chiamiamo ARIA o वायु vāyu.

3) La passione, rāga, corrisponde a ciò che definiamo FUOCO o तेजस् tejas.

4) La limitatezza del tempo, kāla, corisponde a ciò che definiamo ACQUA o आप āpa.

5) Il principio di causa-effetto, niyati corrisponde infine a ciò che chiamiamo TERRA o पृथिवी pṛthivī

Da questi cinque veli procede l'intera manifestazione e l'uomo, riconosciutosi in Shiva Sakala (Shivo'ham) si fa, anzi si riscopre creatore.
E crea tramite il pensiero.
Ogni essere umano crea la propria esistenza tramite il pensiero.
La vita di ognuno si sviluppa dalle impressioni, dai samskara fissati nella mente attorno ai quali, come la perla nasce dal granello di sabbia, il pensiero si aggrega e condensa creando la vita dell'individuo.
Il mondo intero è l'aggregato di tutti i samskara.
Il mondo intero è pensiero condensato.
Ma la tendenza dei singoli individui, mossi dal senso del mio e dell'io condurrebbe alla dissoluzione.
L'uomo allo stato naturale è libero da contenuti egotici.
Come il fiore del giardino allieta inconsapevolmente il viandante con il suo profumo, così l'Uomo allo stato naturale tiene salda la manifestazione impedendone la dissoluzione nei momenti in cui l'umanità smarrisce il filo rosso della legge divina e danza scompostamente senza seguire il ritmo dell'universo, ऋत Ṛta.

Ṛta è l'ordine cosmico e, insieme , la relazione tra rito (azione sacra) e divenire.

L'uomo allo stato naturale può insegnare agli altri, un passo alla volta, la danza sacra di Shiva ed "IMPEDIRE LA DISSOLUZIONE DELL'UNIVERSO MANIFESTATO
Ma prima deve essere risvegliato dalla Dea.
Con un canto dolce, e antico: HA SA KA LA HRIM....HA SA KA HA LA HRIM....SA KA LA HRIM
Il Manzo non Esiste

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Re: Kamakala

Messaggioda matasilogo » 25 dicembre 2013, 20:16

Paolo proietti ha scritto:Lo stato naturale è quello in cui l'Uomo si sveglia, ebbro di desiderio, per godere della danza della Dea ...........

I tre lati del triangolo, ha una qualche relazione con i tre versi dell'Hadi e Kadi Mantra:
HA SA KA LA HRIM - HA SA KA HA LA HRIM -SAKALA HRIM e
KA E I LA HRIM - HA SA KA HA LA HRIM - SA KA LA HRIM, e le tre correnti mistiche (le TRE MADRI) corrispondono, come si è detto, all'energia dell'AZIONE (LUCE), all'energia della CONOSCENZA (SILENZIO) e all'energia del DESIDERIO (VUOTO) e danno origine a quelli che vengono chiamati i cinque veli limitanti di माया māyā.

Questi Veli sono in realtà radici dei cinque elementi primari ovvero punti di vista limitati dell'ILLIMITATO SPAZIO SENZIENTE o Citākāśa:



Sono rimasto colpito dalla citazione di veli nella cultura che quì citi e mi sono ricordato dei veli nella cultura ebraica, costituiti dalle barre orizzontali che a volte sono esposti ed a volte no.
Tutte le culture di questi tipi portano il concetto di veli
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10 Sephiroth che dovrebbero essere 12 in altre descrizioni, 3 veli orizzontale a volte tracciati a volte no che rappresentano i veli o impedimenti prodotti dalla insufficenza umana, 3 colonne che che dall'alto in bassa tracciano diverse catecorie, rovesciate da molti autori.

Secondo te, questi veli avrebbero lo stesso scopo di mettere alla prova i credenti o qualcosa d'altro?
Le culture costituite, di tutto il mondo, sono conoscenza a volte svelata, a volte velata e misterica?
Sono curioso di leggere il tuo parere.
OM
Ultima modifica di matasilogo il 26 dicembre 2013, 1:30, modificato 1 volta in totale.
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
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Messaggioda Indra » 25 dicembre 2013, 23:25

matasilogo
paolo non conosce la simbologia esoterica dell'albero sephirotico e di kundalini o non avrebbe riportato l'interpretazione dello sri yantra secondo il trika kashmiro e abhinavagupta che è errata
la figura kabbalistica riporta nei dettagli la corretta pratica di kundalini

lascia perdere
è conoscenza pericolosa

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Messaggioda matasilogo » 26 dicembre 2013, 1:07

Indra ha scritto:matasilogo
paolo non conosce la simbologia esoterica dell'albero sephirotico e di kundalini o non avrebbe riportato l'interpretazione dello sri yantra secondo il trika kashmiro e abhinavagupta che è errata
la figura kabbalistica riporta nei dettagli la corretta pratica di kundalini

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In tutti i tempi,
in tutti i luoghi,
in tutte le culture,
qualcuno ha capito queste cose,
ma non PP.
Concordo
S....+OM
Ultima modifica di matasilogo il 26 dicembre 2013, 17:41, modificato 1 volta in totale.
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Ventus
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Messaggioda Ventus » 26 dicembre 2013, 12:17

Invece secondo me Paolo Proietti parla da maestro vivente ad altri esseri viventi. Se riesce farsi capire, a rendere vitale un sapere antico, più saperi antichi, il sapere è con lui, e tollera benissimo che si concepiscano percorsi didattici vitali e brillanti.

Chi corre e chi guarda non hanno le stesse coordinate di riferimento né le stesse esperienze. Quindi mi sembra giusto e opportuno che si riesca a mostrare l’uno e l’altro, o gli altri, come fa lui.

Un sapere vivente non rispecchia perfettamente le sue fonti ma oscilla. Come oscilla chiunque cammini a piedi o in bicicletta.
Un cuore vivo non rispecchia perfettamente i cuori stampati (e fissi) sui trattati di cardiologia. E solo così è un cuore (che per essenza è vivo e batte, aspira ed espira, sistole e diastole). Uno studioso di anatomia o di biologia può anche provare a disegnarlo, o fotografarlo, ma davanti a lui c’è, o c’era, un’altra cosa.

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Messaggioda matasilogo » 26 dicembre 2013, 14:52

Ventus ha scritto:Invece secondo me Paolo Proietti parla da maestro vivente ad altri esseri viventi. Se riesce farsi capire, a rendere vitale un sapere antico, più saperi antichi, il sapere è con lui, e tollera benissimo
mica tanto
Ventus ha scritto: che si concepiscano percorsi didattici vitali e brillanti.

Chi corre e chi guarda non hanno le stesse coordinate di riferimento né le stesse esperienze. Quindi mi sembra giusto e opportuno che si riesca a mostrare l’uno e l’altro, o gli altri, come fa lui.

Peccato che lui ha dato dell'ignorante e dell'arruffone a chi fa un altro percorso
(Tu sei sincero, buono nell'animo e simpaticamente arruffone Messaggio di Paolo del 20/12/13 19:11
http://www.yoga.it/forum/viewtopic.php? ... c&start=15)

(La via della spada è molto profonda, Italo.
Banalizzarla con la filosofia del volemosi bene può portare al massimo i sorrisi e i plausi di qualche new ager, ma non ti aiuterà ad uscire dall'ignoranza.
http://www.yoga.it/forum/viewtopic.php? ... c&start=15 inviato da Paolo il 21/12/13 10:44)
Forse Paolo dimentica o non sa che queste sue parole resteranno per sempre su internet e incise nella sua anima, se ci crede.

Fare bene fa bene
Fare male fa male perchè torna indietro
Il paradiso e l'inferno sono quì
Forse uno non crede all'anima ed ai Veda, ma a internet è dovuto anche se immateriale anch'esso.
Ventus ha scritto:Un sapere vivente non rispecchia perfettamente le sue fonti ma oscilla. Come oscilla chiunque cammini a piedi o in bicicletta.
Un cuore vivo non rispecchia perfettamente i cuori stampati (e fissi) sui trattati di cardiologia. E solo così è un cuore (che per essenza è vivo e batte, aspira ed espira, sistole e diastole). Uno studioso di anatomia o di biologia può anche provare a disegnarlo, o fotografarlo, ma davanti a lui c’è, o c’era, un’altra cosa.


Dici bene: un cuore vivo non può stare a senntire chi lo vorrebbe eliminare o scappare anche a colpi di spada.
Va avanti anche se non può dimenticare di doversi scansare da chi cerca di offenderlo, indebolire, provocare per poi giustificarsi di reazioni eccessive.
Vecchio trucco di figure retoricche.
Non cadiamo in tale metodo.

Incitiamo piuttosto tutti insieme a tenere un linguaggio corretto e veramente rispettoso al di là dei volemose bene.
Chi non ha rispetto, non merita rispetto, perchè tende a reiterare.

Questa mia non è polemica, ne escalescion,
come farebbe uno con la spada e spero che dopo questo, non si sentano più battute di quel tipo, che non vanno nemmeno definite.

In giro ci sono luci di festa

ONDA
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