Mandala, tangka, apertura degli occhi

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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Mandala, tangka, apertura degli occhi

Messaggioda Paolo proietti » 5 ottobre 2012, 12:46

Toki ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:Sulle shakti?


1 -......

2 - Cosa si intende per "apertura degli occhi" nell'arte sacra tibetana e indiana?

Se hai voglia.

Grazie mille.


Nell'arte sacra orientale occorre tener conto del fatto che statue, dipinti e mandala sono strumenti di meditazione.

La contemplazione dell'oggetto sacro è un rito e quindi anche la sua creazione.

Bisogna poi distinguere tra YANTRA e IDAM (Ishtadevata).

Lo Yantra è un simbolo grafico.
Il tipo di yantra più famoso in occidente è il maṇḍala di sabbia (dul-kyil-tson-Khor, in tibetano), quello che poi viene dissolto dal vento e/o dagli stessi monaci che l'hanno disegnato.
Ogni tanto si legge che viene prodotto con polveri speciali, sabbie dell'Himalaya ecc. ma in realtà si può fare con qualsiasi materiale.
Lo si può disegnare anche coi gessetti su una lavagna.
Può essere piccolo come una scatola di cerini o grande come una città.
Il suo potere sta nelle proporzioni e nell'arte della visualizzazione.

Immagine

Il Maṇḍala è una rappresentazione dell'Universo, sempre la stessa: le cinque famiglie mistiche o le cinque facce di shiva, corrispondenti ai cinque elementi, ai cinque sensi, alle cinque azioni ecc. ecc.

Lo spazio è rappresentato dal centro e simboleggia la stella polare, poi ci sono le quattro direzioni cardinali indicate non come facciamo noi con il Nord come riferimento, ma con l'EST che rappresenta solitamente l'ACQUA, il BLU (a Volte il Bianco con il medesimo significato), il REGNO DEI NAGA, l'Asura VARUNA, l'Emozione negativa della Rabbia, il Dhiani buddha Akshobia, la Dakini Blu, il Lapislazzuli, il suono VAM (WAMNNGH) ecc. ecc.
A sinistra il NORD che rappresenta il VENTO, il VERDE il , il REGNO DEI GANDHARVA e delle APSARAS, VAYU, l'Emozione negativa della Gelosia, il Dhiani Buddha Amogasiddhi, la Dakini Verde (Tara verde), lo Smeraldo il suono YAM ecc. ecc-
"Dietro" l'OVEST che rappresenta il FUOCO, il ROSSO, il Regno degli spiriti del fuoco, AGNI, l'emozione negativa della concupiscenza(Passione irrefrenabile), il Dhiani Buddha Amithaba, la Dakini Rossa, il Rubino e il cinabro ,il suono RAM ecc. ecc.

A destra (in alto, spesso) il SUD che rappresenta la TERRA, il GIALLO, il Regno degli spiriti della Terra, la Dea Madre DANU, l'orgoglio, il Dhiani Buddha Ratnasambhava, la Dakini gialla, l'oro e lo zolfo, il suono LAM ecc. ecc

Al centro, come si è detto , lo SPAZIO, il BIANCO (a Volte il BLU con il medesimo significato),il Paradiso degli Dei, INDRA, l'Ignoranza, il Dhiani Buddha Vairochana -dalle quattro teste- (nome vedico del figlio di AGNI o a volte di Visnu), la Dakini bianca (Tara Bianca), il diamante e il cristallo di rocca, i suoni AH, ENGH ecc. ecc.



Le divinità, sono teoricamente sempre presenti nei cinque spazi del diagramma con forme umane con tutti i loro attribuiti (armi, gioielli, veicoli animali), a coppie, intente a far l'amore, ma a volte è rappresentata una sola coppia, altre vengono rappresentate da simboli, altre ancora dalle lettere (Bija) dai colori.

L'immagine sotto, anche se sembra strano, è un mandala:

Immagine

Il potere del Maṇḍala sta nelle proporzioni e nell'arte della visualizzazione, per questo disegnare o far disegnare dei MANDALA personalizzati dal punto di vista dello yoga ha ben poca rilevanza.

Chi contempla il Maṇḍala deve prima visualizzarlo in maniera tridimensionale poi entrarvi e in fine "riscoprirlo dentro di sè" nel corpo e nella psiche.

Un Tangka a differenza del Maṇḍala è un processo alchemico e ha bisogno di materiali specifici.

Ma mentre la pratica del Maṇḍala implica sia l'attività del "costruttore" che di quella del "fruitore" cioè colui che contempla, il Tangka (e la statua sacra) agisce "a prescindere" dalle condizioni in cui viene contemplato, perché è costruito in modo da "far discendere la divinità"


Si disegna a mano libera la divinità ( o il Bodhisattva o la coppia), su una telo di lino, poi si colora con pigmenti a base di zolfo (giallo), cinabro (rosso) e lapislazzulo (blu) provenienti dall'Himalaya.
Si dipinge prima lo sfondo, poi il corpo e infine il volto del Deva.
Agli occhi ci si ferma.
E si fa una cerimonia detta proprio “apertura degli occhi”.
Cerimonia che può durare dei giorni.
Avviene la Trasmutazione.
La divinità scende nella figura dipinta.
In carne ed ossa.
Bisogna renderle omaggio.
I suoi gioielli, le campane, i vajra, l'aureola vengono dipinti d'oro
La si riveste con broccato (di tre colori) e , si ricopre il tutto con una tendina: la potenza dell'immagine è tale che occorre proteggere gli "spettatori" si alza solo quando Il Tangka viene portato in processione

Immagine
Il Manzo non Esiste

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stebau
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Re: Mandala, tangka, apertura degli occhi

Messaggioda stebau » 5 ottobre 2012, 18:29

Paolo proietti ha scritto:
Toki ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:Sulle shakti?


1 -......

2 - Cosa si intende per "apertura degli occhi" nell'arte sacra tibetana e indiana?

Se hai voglia.

Grazie mille.


Nell'arte sacra orientale occorre tener conto del fatto che statue, dipinti e mandala sono strumenti di meditazione.



è verissimo, così ci dobbiamo rendere conto di cosa mettiamo nelle nostre case, è importante per poi non pentirsi dopo.
Bacione.
s
Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.

Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
R.Maharshi

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Messaggioda albachiara » 5 ottobre 2012, 18:40

sono daccordo con voi.

tashi delek

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Re: Mandala, tangka, apertura degli occhi

Messaggioda matasilogo » 6 ottobre 2012, 17:48

Paolo proietti ha scritto:
Toki ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:Sulle shakti?


1 -......

2 - Cosa si intende per "apertura degli occhi" nell'arte sacra tibetana e indiana?

Se hai voglia.

Grazie mille.


Nell'arte sacra orientale occorre tener conto del fatto che statue, dipinti e mandala sono strumenti di meditazione.

La contemplazione dell'oggetto sacro è un rito e quindi anche la sua creazione.

Bisogna poi distinguere tra YANTRA e IDAM (Ishtadevata).

Lo Yantra è un simbolo grafico.
Il tipo di yantra più famoso in occidente è il maṇḍala di sabbia (dul-kyil-tson-Khor, in tibetano), quello che poi viene dissolto dal vento e/o dagli stessi monaci che l'hanno disegnato.
..
Il suo potere sta nelle proporzioni e nell'arte della visualizzazione.

Immagine

Il Maṇḍala è una rappresentazione dell'Universo, .................
A destra (in alto, spesso) il SUD che rappresenta la TERRA, il GIALLO, il Regno degli spiriti della Terra, la Dea Madre DANU, l'orgoglio, il Dhiani Buddha Ratnasambhava, la Dakini gialla, l'oro e lo zolfo, il suono LAM ecc. ecc

Al centro, come si è detto , lo SPAZIO, il BIANCO (a Volte il BLU con il medesimo significato),il Paradiso degli Dei, INDRA, l'Ignoranza, il Dhiani Buddha Vairochana -dalle quattro teste- (nome vedico del figlio di AGNI o a volte di Visnu), la Dakini bianca (Tara Bianca), il diamante e il cristallo di rocca, i suoni AH, ENGH ecc. ecc ...........
Le divinità, sono teoricamente sempre presenti nei cinque spazi del diagramma con forme umane con tutti i loro attribuiti (armi, gioielli, veicoli animali), a coppie, intente a far l'amore, ma a volte è rappresentata una sola coppia, altre vengono rappresentate da simboli, altre ancora dalle lettere (Bija) dai colori.

L'immagine sotto, anche se sembra strano, è un mandala:

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................
Ma mentre la pratica del Maṇḍala implica sia l'attività del "costruttore" che di quella del "fruitore" cioè colui che contempla, il Tangka (e la statua sacra) agisce "a prescindere" dalle condizioni in cui viene contemplato, perché è costruito in modo da "far discendere la divinità"


Si disegna a mano libera la divinità ( o il Bodhisattva o la coppia), su una telo di lino, poi si colora con pigmenti a base di zolfo (giallo), cinabro (rosso) e lapislazzulo (blu) provenienti dall'Himalaya.
.....
La si riveste con broccato (di tre colori) e , si ricopre il tutto con una tendina: la potenza dell'immagine è tale che occorre proteggere gli "spettatori" si alza solo quando Il Tangka viene portato in processione

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Sono 40nanni che costruisco prima labirinti, poi mandala e manifesti didattici e didascalici, attento alla impostazione orientale in generale, quindi ho volto interesse alla tua bella disquisizione sui colori e le altre motivazioni che colpiscono l’immaginazione.
Dopo qualche ora, qualcosa mi risuonava strano, sono andato a vedere il “LIBRO ROSSO” di C. G. Jung perche nella seconda immagine i fiori erano inusuali e c’era una corrispondenza con la mano dello psicologo che in tarda età si era dato a stendere immagini oniriche nel famoso, imponente libro segreto in mio possesso in facsimile della Bollati Boringhieri di cui propongo due immagini riprodote ma ridotte per non incorre nei rigori delle leggi relative:
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Cosa scopro? che una artista americana Nadean O’Brien patita di Jung e del Tibet con studio in California: mette in vendita su eBay (http://i.ebayimg.com/t/DOMBI-AND-THE-DAKINI ) le sue stampe su carta pregiata in stile tibetano molto personalizzati con caratteristici fiori Junghiani e il re Dombi del Bengala con il serpente quale simbolo del potere sul mondo naturale, non è una divinità, ma cavalca una tigre selvaggia, mentre la Dakini (quale dei quattro livelli? divino meno) in unione tantrica, lo avvince e gli offre il nettare inebriante in un teschio. Altri simboli indiani (pavoni che amoreggiano). rivelano l’estraneità dalla tradizione.
Incuriosito sulle altre figure scopro che i tibetani nella prima preparano con la sabbia immagini che non tornano con la colorimetria da te descritta e vengono da "naturopatiaonline"
Anche la terza immagine non corrisponde ai canoni da te descritti, anche se deriva da un sito tibetano.
Infatti come accenni tu, i Tangka, che ho visto dal mio Maestro Carlo Patrian e in India nelle sedi provvisorie, quando volevano spiegare qualcosa, avevano un percorso che andava a spirale e con molteplici personaggi, che loro riconoscono nella propria cultura, ma per noi è più difficilmente comprendele senza un interprete.
Spiegano una storia, sono uno strumento come la nostra via Crucis o gli affreschi o le vetrate o le statue nelle cattedrali, spiegavano agli analfabeti , il Cristo in Croce o S. Francesco con il lupo o S. Rocco che mostra le piaghe ed il cane che gliele puliva leccandole
Puoi citare qualche fonte o sono tue congetture nel testo?
Niente di male, le congetture le faccio anch’io, ma dal testo sembrava una descrizione circostanziata e documentabile.
Come per le discussioni su Dio, anima e quant’alto, sarebbe meglio dichiarare la fonte o altrimenti presentare la cosa come congettura, pareri, relazione di esperienze personali o altro.
Parliamone
OM :)
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM


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