Trasformazione delle emozioni negative

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
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Messaggioda gb » 18 luglio 2012, 0:15

AT ha scritto:Ma davvero sei così ignorante? Non ci credo. E allora perché fingi di non sapere che S. Francesco fa parte in tutto e per tutto della Chiesa Cattolica, e che la sua vocazione mistica trae linfa vitale dalla vita della Chiesa e dalle idee della Chiesa? E che tale dualismo, tra Chiesa oppressiva e dogmatica e bravi mistici, è solo nella tua immaginazione, e che semmai la Chiesa è una struttura vivente e complessa il cui nucleo più profondo è comunque la trasmissione nei secoli del messaggio cristiano? E che i meccanismi di persecuzione, volontà di potenza e controllo sono meccanismi presenti in tutta la storia umana perché appartengono alla natura del mondo in cui viviamo, e che se è vero che la Chiesa ha partecipato da carnefice talvolta a tali meccanismi, è pur sempre vero che i cristiani sono una delle categorie umane più perseguitate nel mondo attuale?


Nella mia immaginazione? Senza andare a scomodare Santa Inquisizione, Crociate e Papati vari del passato, AT, potrei far riferimento alla vita di Giovanni Vannucci, o a quella di Willigis Jager ad esempio.

Ad ogni modo quella della Chiesa Cattolica era un esempio, volutamente estremizzato e semplificato come ho scritto: la dinamica di cui parlo si può verificare e si verifica nella quasi totalitá delle strutture umane.
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Messaggioda gb » 18 luglio 2012, 0:18

AT ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:[Dentro di noi, nella nostra natura intima, sappiamo benissimo di avere lo stesso valore di un somaro o di una foglia di sambuco.


Se è così, se io vengo da te e ti uccido non avrò commesso nulla di più grave di quando ho ucciso una zanzara che mi tormentava la notte. Ma sembra che il valore dalla vita umana sia un concetto difficile da capire per i tuoi schemi mentali.


Per la zanzara, AT, credo proprio sia così, è una questione di punti di vista.
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Messaggioda gb » 18 luglio 2012, 0:25

AT ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:
AT ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:[Se si ha, consciamente o inconsciamente, il desiderio di costruire una struttura le cui fondamenta sono rappresentate da quella tal teoria non si lavorerà per dimostrarne la veridicità , ma per rafforzare la struttura, eliminando gli elementi che potrebbero danneggiarla.


Non è precisamente quello che fai tu continuamente, con una sfacciataggine che ogni volta mi sorprende e mi fa dire sinceramente : "ma allora è proprio un cialtrone". Scusa per l'espressione, ma volevo essere sincero.


Nessuno ha mai detto che tu non sia sincero.
un po' fissato e rigido tuttalpiù, ma non sincero mai.

un sorriso,
p.

Siccome diverse volte mi sono sorpreso a leggerti ed a pensare "ma allora è proprio un cialtrone", ho pensato di scriverlo apertamente . Una specie di evacuazione.


Bene, AT, adesso vai in Vaticano e dillo ad un Cardinale, o meglio al Papa.
Poi vai al Santuario della Verna, qua da noi, e dillo ad uno dei frati.
Vediamo se avrai lo stesso tipo di reazione e di colloquio.

Posto che tu riesca ad avvicinare il Papa o il Cardinale con la stessa facilitá con cui avvicinerai il frate.
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Re: Trasformazione delle emozioni negative

Messaggioda Paolo proietti » 18 luglio 2012, 9:07

Paolo proietti ha scritto:In sanscrito la qualità di un cibo, un fiore, una persona è detta rasa.
Si traduce con sapore, di solito, ma anche l'essenza di un canto antico, di una danza d'amore o di un grido di guerra è rasa.
Ed è rasa l'emozione che nasce, come per magia, da quel canto, quella danza, quel grido.
È il senso dell'Acqua, il quarto elemento (bhūta) della fisica indiana.

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Si torna sempre a bomba, nello yoga.
Idee, gesti, simboli ci riportano sempre al miracolo della creazione e alla corrispondenza, sbalorditiva nella sua prevedibilità, tra grande e piccolo, tra microcosmo e macrocosmo.
Nella mano ad esempio, c'è l'universo intero.
Il potere generante dell'Acqua si riconosce nel quarto dito.
Lo chiamano anulare perché indossa la fede d'oro degli sposi.
Il medio è il Fuoco. Il mignolo è la Terra e l'indice l'Aria
Il pollice, primo a dispiegarsi e ultimo a chiudersi nel pugno, è lo Spazio.
Ogni elemento porta con sé un'energia, una percezione, una serie di organi del corpo.
Il potere dell'acqua è la generazione.
L'Acqua è la memoria, e anche il sesso, e la lingua coi suoi cinque sapori.

Nello Hatha Yoga rasa, il senso dell'acqua indica anche il mercurio nel senso di nettare, seme, ambrosia.
E il nettare, il succo della vita, sono le emozioni.


Il lavoro sulle emozioni (Rasa) e sui sentimenti (Bhava) è la base dell'arte indiana.
E lo Yoga è un'arte.
Praticare Asana in maniera meccanica, senza tener conto del sapore (rasa) di ogni movimento ed ogni posizione, delle emozioni e dei sentimenti che stanno dietro l'asana e vengono provocati dall'asana, significa fare ginnastica.
Il che non e male.
Ma la ginnastica non é yoga.
Così come dedicarsi all'auto osservazione senza aver fatto i conti con le proprie pulsioni e le "radici" di certi blocchi psichici, è un ottimo esercizio mentale, ma non è yoga.
Il distacco di cui parlano i testi indiani, ovvero la quieta osservazione dei propri moti psichici passa attraverso la trasformazione delle emozioni negative.

Più si procede nella pratica o sadhana e piu i nemici interiori si fanno sottili.
La parola सधन Sadhana è formata dalle parole धन dhana, che significa soldi, denaro, ricchezza, dono, prezzo, ricompensa, e स sa, che in genere sta per “Lei! (sā), ma nello yoga sta ad indicare la शक्ति śakti, la Dea intesa come energia creatrice.
Sadhana è ciò che porta alla ricchezza o che fa ottenere una ricompensa.
Nel sadhana,che possiamo intendere anche come allenamento occorre fare grande attenzione ai "nemici interiori".
Supponiamo che uno lotti con tutto se stesso per annichilire il proprio ego.
E supponiamo che per farlo impari a controllare o trattenere talune pulsioni che reputa negative.
Il desiderio di affermazione personale, ad esempio.
Il desiderio di essere riconosciuto come maestro o praticante esperto o persona di grande cultura, carisma, fascino.
Il desiderio di imporre la propria volontà o il proprio punto di vista su tutto e tutti.
Il desiderio di dar sfogo alla propria rabbia.
Il praticante onesto riconosce in sé certe pulsioni, quando emergono.
E, a volte, quasi automaticamente, le sotterra.
Ne impedisce l'emergenza.
Più si avanza nella pratica, meglio si riesce a controllare rabbia, paura, desiderio.
Un romanzo del 1796 scritto da Matthew Gregory Lewis, “Il Monaco”, racconta la storia di Ambrosio, un prelato bello è intelligente.
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E' considerato un santo, Ambrosio.
Un giorno scopre che un suo confratello, Rosario, in realtà è una donna, Matilda, che si finge uomo per stargli vicino.
Le energie vitali tenute a freno per anni, emergono improvvisamente.
Il sant'uomo si trasforma in assassino e stupratore.
Si dedica alla magia nera e finisce per vender l'anima al diavolo.
Si tratta di un romanzo "nero" pieno di esagerazioni, ma leggerlo ponendo l'attenzione sul rapporto che il Monaco instaura con le proprie emozioni può risultare assai utile.

Una delle parole sanscrite usate a proposito della trasformazione delle energie è नीहार nīhāra, che sta ad indicare anche, credo, la nebbia del mattino.
Nīhāram iva bhāskaraḥ, e scritto nel Ramayana (VII, 6, 16).
“La nebbia svanisce al primo sole”.
Basta un po' di luce, un po' di calore e Nihara scompare da solo.
Se seppelliamo nel nostro inconscio le emozioni, le pulsioni che riteniamo indicibili o negative, si faranno sempre più forti e potenti e prima o poi, riemergeranno.
Tanto più violentemente quanto più in profondità le avevamo nascoste.
Quando i nostri “nemici interiori”, le pulsioni nascoste, arrivano alla luce della coscienza, bisogna chiamarle per nome e rendersi conto che ci appartengono.
E' impressionante osservare in questa fase, il fenomeno della proiezione.
Proseguendo nella ricerca spirituale si giunge, talvolta, a credersi esseri puri, o distaccati dalle pulsioni del corpo, o qualcosa di più degli altri.
E questa illusione gratificante si fa strada nel nostro subconscio e comincia a lavorare sottotraccia.
Difficile riconoscere in noi certi meccanismi.
Più facile osservarli negli altri.
In un certo senso gli altri sono sempre nostri maestri.
Ci danno l'opportunità di riconoscere le nostre emozioni e di imparare a viverle alla luce del giorno.
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Ho ripostato lo scritto iniziale per ricordarci che il tema è la "trasformazione delle energie negative", un procedimento che fa parte della sadhana dello Yogachara.

Mi interesserebbe sapere (non sto né scherzando nè provocando) perché al di là della validità o meno delle argomentazioni, AT è intervenuto, alla fin fine, per dare dell'ignorante a GB e del cialtrone a Paolo.

Meglio specificare che quando GB e io ci sentiamo per telefono e ci scriviamo qualifichiamo noi stessi e i rispettivi familiari in modo tale da far arrossire Angelo Beolco.
Dopo aver letto per sbaglio una delle nostre conversazioni Don Lauro, parroco di Collesalvetti di sopra, ha chiamato l'esorcista e ha proposto di beatificare il Vernacoliere.

Quello che mi interessa indagare è la motivazione che ha spinto At a intervenire in questo modo e a parlare di "evacuazione".

Nell'arte indiana, e lo yoga è un'arte, si riconoscono 8 emozioni principali dette Rasa, ognuna delle quali associata a un aspetto della divinità:

Śringāram (शृन्गारं) amore, attrazione, visnu color verde chiaro.

Hāsyam (हास्यं) ridente, ilarità, Pramata color bianco.

Raudram (रौद्रं), Furia, rabbia, Rudra color rosso.

Kārunyam (करुणं), compassione misercordia , Yama color grigio.

Bībhatsam (बीभत्सं), disgusto, avversione, Siva color blu

Bhayānakaram (भयानकं), orrore, terrore, kala color nero

Vīram (वीरं), coraggio eroismo , indra giallastro.

Adbhutam (अद्भुतं), meraviglia brahmà color giallo.

Shāntam pace tranquillità, visnu color blu.




A queste emozioni sono collegati dei sentimenti, Bhava in sanscrito:

Rati . amore
Hasya . ilarità, riso.(Mirth)
Soka .dolore
Krodha. rabbia
Utsaha . energia
Bhaya . terrore.
Jugupsa . disgusto
Vismaya . stupore, meraviglia.



Ogni moto del corpo e dell'anima (c'è forse differenza?) nasce da uno degli 8 rasa o da una combinazione di essi ed èespressione di uno degli 8 bhava o di una combinazione di essi.

Ad occhio le emozione negative sarebbero solo tre, tutte collegate con aspetti di Shiva:





Raudram (रौद्रं), Furia, rabbia, Rudra color rosso.
Bībhatsam (बीभत्सं), disgusto, avversione, Siva color blu
Bhayānakaram (भयानकं), orrore, terrore, kala color nero




Ma alla fin fine le emozioni a livello qualitativo si equivalgono tutte, nel senso che sono tutte causa di identificazione nelle azioni e di squilibrio.

Per il tantrismo buddista (e non solo) le emozioni principali sono invece cinque.
E sono la causa dell'incarnazione e quindi della catena delle rinascite:

Ignoranza (vairochana).
Odio (Akshobia)
Gelosia (Amogasiddhi)
Passione (Amithaba)
Orgoglio(Ratnasambhava)


Se avessi voglia, AT, sarebbe interessante (per me) che tu analizzassi i motivi che ti hanno spinto a cercare di offendere (poi essendo tutti e tre toscani lo sapevi anche tu che né GB né io ci saremmo offesi... questo lo do per scontato) due che se ne stavano facendo in fondo i casi propri e a provare (o a dire di aver provato) un senso di liberazione (Evacuazione) nel farlo.

Se hai voglia naturalmente.

Osservare la radice non dei pensieri, ma dei moti dell'animo, che giustamente gli indiani rappresentano con immagini e colori, secondo me è tecnica di autoconoscenza assai interessante.


un sorriso,
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Messaggioda andrea P. » 18 luglio 2012, 11:31

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L'Artista Francesco Gennari ha scoperto con sorpresa che il codice genetico dei lombrichi è molto più complesso di quello degli esseri umani, essi meritano quindi un mausoleo, a sottolineare la caducità i materiali usati sono soggetti all'usura del tempo, talvolta tutto il mausoleo è di zucchero: "siamo destinati a divorare per vivere, e a lasciarci divorare per far vivere" dice l'artista...

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Re: Lombrico

Messaggioda Paolo proietti » 18 luglio 2012, 11:59

andrea P. ha scritto:Immagine

L'Artista Francesco Gennari ha scoperto con sorpresa che il codice genetico dei lombrichi è molto più complesso di quello degli esseri umani, essi meritano quindi un mausoleo, a sottolineare la caducità i materiali usati sono soggetti all'usura del tempo, talvolta tutto il mausoleo è di zucchero: "siamo destinati a divorare per vivere, e a lasciarci divorare per far vivere" dice l'artista...


In occidente la ricerca spirituale e l'esperienza della rivelazione sono affidate, almeno dai tempi di giotto, all'Arte.

Secondo me è una cosa su cui riflettere.

Certe affermazioni e certe opere di Boetti o di Wei Wei secondo me valgono quanto certi sutra di shankara o di Patanjali.

Lo Yoga è un arte.
é troppo sbagliato dire che l'Arte è Yoga?

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degenerazione/natività

Messaggioda andrea P. » 18 luglio 2012, 12:21

Scusate, visto che mi sono trovato a voler e dover occuparmi di arte contemporanea, penso alcune riflessioni possano essere di aiuto, sempre di e su Francesco Gennari:
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"Avendo se stessi come unico punto di riferimento"

e:(intesa nel suo aspetto di processo non duale)
"Degenerazione/Natività"
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Allego il testo che introduceva l'opera in mostra nel 2006:

FRANCESCO GENNARI
La degenerazione di Parsifal (Natività)

Il demiurgo crea il mondo imponendo alla materia informe un ordine e quindi una forma ben precisa , così utilizzando quattro morsetti d’argento e cinque lastre di legno e vetro, forma un cubo la cui funzione è quella di essere lo strumento affinché l’incalcolabile numero di granelli costituenti i circa 80 kg di farina posti al suo interno, possano assumere una posizione determinata, tale da costituire una bianca e compatta forma geometrica destinata a permanere in eterno.

Il procedimento che viene messo in atto ha quindi un esito metafisico perché la struttura esterna, isolandone il contenuto dalla realtà, ne preserva l’ordine e ne garantisce l’immobilità formale.
Ciò però su cui vuole essere posta l’attenzione in questa sede, ciò che si vuole realmente rappresentare, non è tanto il procedimento demiurgico che giunge al suo esito compiuto, ma in maggiore misura l’analisi del momento in cui questo esito si confronta con ciò che lo circonda; in altre parole senza più la struttura che il demiurgo ha utilizzato per il suo progetto, quest’ultimo dovrà giocoforza relazionarsi ad un sistema a lui preesistente, muovendo verso il momento in cui la metafisica sarà obbligata a regredire, a tradire la sua fissità; procedere avanti significherà retrocedere, perché nuove leggi influiranno sul suo essere, determinandone uno stato ibrido, come risultato del processo di degenerazione.

Questo è il momento dell’ambiguità concettuale e formale nella quale un pensiero puro inizia a contaminarsi, ad essere corrotto, è il momento della metamorfosi, quando l’ordine imposto dal demiurgo cede il passo alle leggi fisiche dell’universo, alla trasformazione della materia.

Il cubo rosso è stato quindi aperto, smontato, e la materia ordinata nel suo insieme dovrà opporsi, ma senza speranza di vittoria finale, alla la forza di gravità , all’entropia, alla propria natura organica, ovvero a tutto ciò che il demiurgo ha voluto negare per poter affermare il proprio esito come cristallizzazione definitiva, come nuovo sistema.

L’ordine geometrico sarà presto compromesso, e la natura organica della farina determinerà la formazione di vermi, e da essi farfalle che sorvoleranno la scultura; un nuovo ordine andrà progressivamente affermandosi, perché degenerazione vuol dire anche generazione di altro, perché quando due visioni del mondo si confrontano, la più debole degenera, e la più forte genera e perché il prevalere di un sistema sull’altro determina anche solo per un istante un ibrido, ambiguo, enigmatico momento che è la metafisica quando intraprende la via della realtà, che è La degenerazione di Parsifal.


Nulla di nuovo sotto il sole quindi,
la metafisica senza contatto con il reale diviene cosa morta,
in contatto con il reale necessariamente si trasforma e si rigenera...

un abbraccio dal farfallovermefarfallo...

AT
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Messaggioda AT » 18 luglio 2012, 18:20

gb ha scritto:
AT ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:[Dentro di noi, nella nostra natura intima, sappiamo benissimo di avere lo stesso valore di un somaro o di una foglia di sambuco.


Se è così, se io vengo da te e ti uccido non avrò commesso nulla di più grave di quando ho ucciso una zanzara che mi tormentava la notte. Ma sembra che il valore dalla vita umana sia un concetto difficile da capire per i tuoi schemi mentali.


Per la zanzara, AT, credo proprio sia così, è una questione di punti di vista.

Io non mi relaziono ad un insetto con lo stesso atteggiamento interiore ed esteriore con il quale mi relaziono ad un sasso. E questo perché non sarebbe giusto, perché percepisco la differenza ontologica tra insetto e sasso. Il che non vuol dire che, in certi casi, non mi senta in diritto di uccidere un insetto (per difesa o gestione igienica dello spazio vitale).
Allo stesso modo, relazionarsi all'essere umano con lo stesso atteggiamento con cui mi relazionerei ad un insetto è profondamente ingiusto. Non è una questione di punti di vista, è una questione di verità ontologica sull'essere umano, sul senso e sul valore della sua vita e sulla sua vocazione. Il che significa che relazionarsi ad un essere umano come ad un insetto, senza percepire le dovute differenze, è menzogna e fonte di gravi errori etici e politici.

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Messaggioda AT » 18 luglio 2012, 18:28

gb ha scritto:Bene, AT, adesso vai in Vaticano e dillo ad un Cardinale, o meglio al Papa.
Poi vai al Santuario della Verna, qua da noi, e dillo ad uno dei frati.
Vediamo se avrai lo stesso tipo di reazione e di colloquio.

Posto che tu riesca ad avvicinare il Papa o il Cardinale con la stessa facilitá con cui avvicinerai il frate.


Gettare fango sulla Chiesa Cattolica, ricorrendo anche all'approssimazione, alla semplificazione, alla vera e propria calunnia o al fumo della confusione è lo sport preferito di tantissima gente da un bel po' di tempo. Nella nostra società, è spesso considerato politicamente corretto parlare male del Papa e della Chiesa, in altre società sono gli stessi regimi che aggrediscono la Chiesa con tutti i mezzi, propagandistici e violenti. Sicché non capisco proprio il senso di questa infelicissima battutina. Fra l'altro, io personalmente non ritengo che l'attuale Papa sia un cialtrone, anzi, tutt'altro, sicché lascio questo sport di infangare il suo nome ai soliti superficiali e approssimativi. Forse, è più probabile che mi sentirei in pace con la mia coscienza dando del cialtrone a questi ultimi, perché in fondo se lo meritano.

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Re: Trasformazione delle emozioni negative

Messaggioda AT » 18 luglio 2012, 18:40

Paolo proietti ha scritto:[
Mi interesserebbe sapere (non sto né scherzando nè provocando) perché al di là della validità o meno delle argomentazioni, AT è intervenuto, alla fin fine, per dare dell'ignorante a GB e del cialtrone a Paolo.


Se avessi voglia, AT, sarebbe interessante (per me) che tu analizzassi i motivi che ti hanno spinto a cercare di offendere (poi essendo tutti e tre toscani lo sapevi anche tu che né GB né io ci saremmo offesi... questo lo do per scontato) due che se ne stavano facendo in fondo i casi propri e a provare (o a dire di aver provato) un senso di liberazione (Evacuazione) nel farlo.

Se hai voglia naturalmente.



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Ho già detto dettagliatamente perché: diverse volte mi è capitato di leggerti, ed a volte trovo quello che dici interessante. Ma altre volte, mi trovo di fronte ad improbabili "perle" di saggezza, a semplificazioni, a forzature della storia per adattarle al proprio punto di vista. La reazione emotiva è di stupore, e più volte mi sono sorpreso ad esclamare dentro di me: ma allora è proprio un cialtrone! Sicché, stavolta ho pensato di scriverlo, non per offendere, però. Quando mi trovo di fronte a certe esternazioni che non solo non condivido, ma che sono anche scorrette sul serio, che cosa dovrei dire? Bravo, continua? Oppure tacere? Cialtrone significa non accurato, confusionario, imbroglione, grossolano. E tu a volte sei così.
A gb, ho scritto: Ma davvero sei così ignorante? Non ci credo. Ovvero, ho affermato l'ignoranza di alcune associazioni mentali che ha scritto sulla Chiesa, sui mistici, etc.. Anche qui, che cosa avrei dovuto dire? E' il minimo che si possa dire.

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Re: Trasformazione delle emozioni negative

Messaggioda Paolo proietti » 18 luglio 2012, 19:37

AT ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:[
Mi interesserebbe sapere (non sto né scherzando nè provocando) perché al di là della validità o meno delle argomentazioni, AT è intervenuto, alla fin fine, per dare dell'ignorante a GB e del cialtrone a Paolo.


Se avessi voglia, AT, sarebbe interessante (per me) che tu analizzassi i motivi che ti hanno spinto a cercare di offendere (poi essendo tutti e tre toscani lo sapevi anche tu che né GB né io ci saremmo offesi... questo lo do per scontato) due che se ne stavano facendo in fondo i casi propri e a provare (o a dire di aver provato) un senso di liberazione (Evacuazione) nel farlo.

Se hai voglia naturalmente.



un sorriso,
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Ho già detto dettagliatamente perché: diverse volte mi è capitato di leggerti, ed a volte trovo quello che dici interessante. Ma altre volte, mi trovo di fronte ad improbabili "perle" di saggezza, a semplificazioni, a forzature della storia per adattarle al proprio punto di vista. La reazione emotiva è di stupore, e più volte mi sono sorpreso ad esclamare dentro di me: ma allora è proprio un cialtrone! Sicché, stavolta ho pensato di scriverlo, non per offendere, però. Quando mi trovo di fronte a certe esternazioni che non solo non condivido, ma che sono anche scorrette sul serio, che cosa dovrei dire? Bravo, continua? Oppure tacere? Cialtrone significa non accurato, confusionario, imbroglione, grossolano. E tu a volte sei così.
A gb, ho scritto: Ma davvero sei così ignorante? Non ci credo. Ovvero, ho affermato l'ignoranza di alcune associazioni mentali che ha scritto sulla Chiesa, sui mistici, etc.. Anche qui, che cosa avrei dovuto dire? E' il minimo che si possa dire.



La richiesta era diversa.
perché, ti chiedevo, hai sentito il bisogno di intervenire per tacciare di ignorante GB e di cialtrone me?

Cioè cosa è che ti ha spinto a perdere del tempo della tua, secondo te, preziosissima esistenza, per giudicare in modo comunque assai negativo, delle nostre riflessioni?

E' evidente che qualcosa ti ha spinto a farlo.
Mi chiedevo cosa fosse.
A meno che tu non pensi di essere il portatore della verità unica, ci deve essere un elemento scatenante, non trovi?

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Messaggioda AT » 18 luglio 2012, 20:04

Che cosa mi ha spinto a rispondere, è il fatto che io non sono indifferente a ciò che viene scritto.

Mettiamo ad esempio che io creda in Cristo, in quello che è scritto nei Vangeli.

Posso scegliere due vie a questo punto:

(1) La via della Chiesa Santa Cattolica Apostolica Romana: cioè mi metto a dire che io sono erede degli insegnamenti di Cristo, ci costruisco un organizzazione, censuro quello che non si confà alla mia visione di tale eredità (es. Vangeli gnostici/apocrifi), sostengo che la mia è la religione rivelata e le altre no, magari ad un certo punto mi metto pure a fare qualche guerra santa e a torturare i dissidenti. E, assolutamente, con i miei elicotteri, le mie scarpe di Prada, non mi sognerò mai di fare come indicato al punto (2) e cioè (vedi sotto)

(2) La via di San Francesco d'Assisi: leggo che ha detto Cristo, e poi mi rimbocco le maniche e FACCIO quel che ha fatto Cristo: vivo in povertà, vado a giro, aiuto gli ultimi, in sostanza pratico quel che leggo.


Che cosa ci ho visto? Semplificazione, luoghi comuni, vere e proprie falsità . Ignoranza? Veramente ho scritto:
Ma davvero sei così ignorante? Non ci credo.

[Se si ha, consciamente o inconsciamente, il desiderio di costruire una struttura le cui fondamenta sono rappresentate da quella tal teoria non si lavorerà per dimostrarne la veridicità , ma per rafforzare la struttura, eliminando gli elementi che potrebbero danneggiarla.



Non è precisamente quello che fai tu continuamente, con una sfacciataggine che ogni volta mi sorprende e mi fa dire sinceramente : "ma allora è proprio un cialtrone". Scusa per l'espressione, ma volevo essere sincero.

Alla base, c'è un senso di giustizia che porta a reagire a ciò che si percepisce con sicurezza come non vero, contraffatto, fumoso, creatore di confusione. E per fare questo non c'è bisogno del delirio di chi si sente proprietario esclusivo della verità, ma solo di onestà e chiarezza.

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Re: Trasformazione delle emozioni negative

Messaggioda AT » 18 luglio 2012, 20:09

Paolo proietti ha scritto:
Osservare la radice non dei pensieri, ma dei moti dell'animo, che giustamente gli indiani rappresentano con immagini e colori, secondo me è tecnica di autoconoscenza assai interessante.


un sorriso,
P.

Più interessante è questa osservazione, perché da tempo pensavo di aprire una discussione su questo argomento.

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Messaggioda gb » 18 luglio 2012, 20:21

AT ha scritto:
gb ha scritto:Bene, AT, adesso vai in Vaticano e dillo ad un Cardinale, o meglio al Papa.
Poi vai al Santuario della Verna, qua da noi, e dillo ad uno dei frati.
Vediamo se avrai lo stesso tipo di reazione e di colloquio.

Posto che tu riesca ad avvicinare il Papa o il Cardinale con la stessa facilitá con cui avvicinerai il frate.


Gettare fango sulla Chiesa Cattolica, ricorrendo anche all'approssimazione, alla semplificazione, alla vera e propria calunnia o al fumo della confusione è lo sport preferito di tantissima gente da un bel po' di tempo. Nella nostra società, è spesso considerato politicamente corretto parlare male del Papa e della Chiesa, in altre società sono gli stessi regimi che aggrediscono la Chiesa con tutti i mezzi, propagandistici e violenti. Sicché non capisco proprio il senso di questa infelicissima battutina. Fra l'altro, io personalmente non ritengo che l'attuale Papa sia un cialtrone, anzi, tutt'altro, sicché lascio questo sport di infangare il suo nome ai soliti superficiali e approssimativi. Forse, è più probabile che mi sentirei in pace con la mia coscienza dando del cialtrone a questi ultimi, perché in fondo se lo meritano.


AT, se in tanti attaccano la Chiesa Cattolica, un motivo ci sará, o no?

Mamma mia come sei acido però, che hai fatto, il bagno nello yogurt?
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Re: Trasformazione delle emozioni negative

Messaggioda Paolo proietti » 18 luglio 2012, 21:05

AT ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:
Osservare la radice non dei pensieri, ma dei moti dell'animo, che giustamente gli indiani rappresentano con immagini e colori, secondo me è tecnica di autoconoscenza assai interessante.


un sorriso,
P.

Più interessante è questa osservazione, perché da tempo pensavo di aprire una discussione su questo argomento.


E' questa la discussione sull'argomento.
"Trasformazione delle energie negative" implica il riconoscimento delle stesse, il chiamarle per nome.

Questo ti chiedevo.

Cosa ti ha spinto ad esempio ad esso a rispondere con una certa, secondo me, aggressività, alle riflessioni direi pacate mie e di GB?

Si scrivono molte cose su questo forum.
Che hai fatto quando hai acceso il pc?
Sei andato per argomenti o sei andato per autori?
Hai letto tutti gli interventi oti sei fermato su alcuni punti di interventi di determinati autori per cercare un appiglio teso a innestare delle polemiche?

Andando a ritroso qual'è il motivo scatenante della tua, secondo me, aggressività nei confronti miei e di gb?

Un sorriso,
p.
Il Manzo non Esiste


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