Vm 18

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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Vm 18

Messaggioda Paolo proietti » 3 luglio 2012, 15:27

Spesso ho ricevuto dei rimbrotti per il parlare ricco, secondo alcuni, di metafore e riferimenti sessuali.
In realtà parlo più spesso, a lezione, di Snoopy e Tex Willer che di organi sessuali, ma non è comunque un problema.

Recentemente mi sono messo a tradurre un testo dal devangari e sono rimasto stupito dalla crudezza del linguaggio.

In confronto io scrivo come un'educanda:

Faccio degli esempi:

[...]Che uomo e donna si esercitino a risucchiare lo sperma e il liquido vaginale mediante la contrazione dei muscoli sottili del pene e della vagina [...]

[...] che l'uomo si eserciti a risucchiare lo sperma anche dopo che è stato versato all'interno della vagina[...]

[...] Il vero Yogi aspira con il pene[...] sia lo sperma che i fluidi sessuali femminili[...]



[...] Dopo il rapporto sessuale, uomo e donna devono ungere i loro corpi con sperma e fluidi vaginali insieme e rimanere seduti in pace godendosi la loro gioia[...]


[...] il controllo dei fluidi sessuali è benefico anche se c'è l'orgasmo[....]


[...] Lo sperma migliore da utilizzare è quello mediano.
lo sperma iniziale è troppo carico di bile e quello finale è povero di sostanze nutrienti[...]


Se qualcuno vuole cimentarsi nella traduzione metto la versione in sanscrito transiltterato e devangari:


मेहनेन शनैः सम्यगूर्ध्वाकुनछनमभ्यसेत |
पुरुष्हो|अप्यथवा नारी वज्रोली-सिद्धिमाप्नुयात || ८५ ||

mehanena śanaiḥ samyaghūrdhvākuñchanamabhyaset |
puruṣho|apyathavā nārī vajrolī-siddhimāpnuyāt || 85 ||




नारी-भगे पदद-बिन्दुमभ्यासेनोर्ध्वमाहरेत |
छलितं छ निजं बिन्दुमूर्ध्वमाकॄष्ह्य रक्ष्हयेत || ८७ ||

nārī-bhaghe padad-bindumabhyāsenordhvamāharet |
chalitaṃ cha nijaṃ bindumūrdhvamākṝṣhya rakṣhayet || 87 ||




ॠतुमत्या रजो|अप्येवं निजं बिन्दुं छ रक्ष्हयेत |
मेढ्रेणाकर्ष्हयेदूर्ध्वं सम्यगभ्यास-योग-वित || ९१ ||

ṝtumatyā rajo|apyevaṃ nijaṃ binduṃ cha rakṣhayet |
meḍhreṇākarṣhayedūrdhvaṃ samyaghabhyāsa-yogha-vit || 91 ||



वज्रोली-मैथुनादूर्ध्वं सत्री-पुंसोः सवाङ्ग-लेपनम |
आसीनयोः सुखेनैव मुक्त-वयापारयोः कष्हणात || ९३ ||

vajrolī-maithunādūrdhvaṃ strī-puṃsoḥ svānggha-lepanam |
āsīnayoḥ sukhenaiva mukta-vyāpārayoḥ kṣhaṇāt || 93 ||



सहजोलिरियं परोक्ता शरद्धेया योगिभिः सदा |
अयं शुभकरो योगो भोग-युक्तो|अपि मुक्तिदः || ९४ ||

sahajoliriyaṃ proktā śraddheyā yoghibhiḥ sadā |
ayaṃ śubhakaro yogho bhogha-yukto|api muktidaḥ || 94 ||


अथ अमरोली
पित्तोल्बणत्वात्प्रथमाम्बु-धारां
विहाय निःसारतयान्त्यधाराम |
निष्हेव्यते शीतल-मध्य-धारा
कापालिके खण्डमते|अमरोली || ९६ ||

atha amarolī
pittolbaṇatvātprathamāmbu-dhārāṃ
vihāya niḥsāratayāntyadhārām |
niṣhevyate śītala-madhya-dhārā
kāpālike khaṇḍamate|amarolī || 96 ||


Questo testo VM 18 (o XXX) è lo Hatha yoga pradipika, parte terza.

Uno dei testi fondamentali dello Yoga, insieme agli Yoga Sutra e al Gheranda Samhita.

Non so quanti di noi lo abbiano letto per intero.

Le traduzioni in commercio non sono troppo dissimili dalla mia, fatta con "Spoken sanskrit", anche se spesso si usano perifrasi assai ardite per mescolare un po' le acque e non offendere la sensibilità di chi vive il sesso come cosa peccaminosa e i fluidi genitali come un qualcosa di sporco e quasi innaturale.


Credo che leggere i testi fondamentali dello yoga cercando di mondare la mente dai preconcetti possa essere assai interessante.

Il ricercatore a mio parere dovrebbe essere libero, completamente.
Solo così può avvicinarsi alla comprensione delle tecniche descritti in testi di 1000 o 2000 anni fa.


un sorriso,
p.
Il Manzo non Esiste

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 4 luglio 2012, 12:43

Questo non mettere in evidenza, nascondere con giri di parole o in altri casi addirittura tagliare i brani che non si accordano con il comune sentire dei praticanti di yoga in un paese cattolico, è pratica comune.

Gli intenti credo siano buoni: si vuole evitare di urtare la suscettibilità e la sensibilità di persone che giudicano le pratiche sessuali, l'utilizzazione dei fluidi corporei o le droghe, dal punto di vista della morale corrente.

Ma alla fine ne risulta una certa mistificazione e si dà spazio a coloro che che pensano che il tantra sia una serie di tecniche segrete e un po' sporcaccione a disposizione solo di quei pochi che hanno accesso a chissà quale insegnamento segreto.

Oltre a questo c'è la pigrizia.
Alzi la mano chi leggendo lo hatha yoga pradipika non si è fermato al primo capitolo, quello che parla di Asana.

O chi si è addentrato negli yoga sutra oltre il secondo pada, quello degli otto ashtanga.

negli yoga sutra ad esempio (inizio del quarto pada) patanjali accenna all'uso delle droghe.

E in precedenza parla della pratica dell'Ishta.

Che non è la pratica dell'ishta devata, come alcuni intendono.

Aggiungendo in maniera birichina la parola devata.

L'ishta è, quasi sempre, la visualizzazione dell amata (o amato), della sua identificazione con un essere di luce e dell'unione sessuale con lei.

La compresnisone dei testi, quei pochi testi che si considerano di base nello hatha yoga, non è necessaria per la pratica.

La pratica si fa sul tappetino.

Ma quando si cerca di comprendere le basi chiamiamole così, teoriche, di una serie di tecniche forse dovremmo andare a leggere con attenzione gli scritti dei maestri, senza fermarsi alla prima traduzione, ma confrontandone diverse e ricercando, magari con l'aiuto delle decine di programmini per tradurre dal devangari che si trovano in giro, il significato letterale delle parole.

Alcuni brani dello hatha yoga pradipika hanno il potere di disciogliere come ghiaccio al sole alcuni dei luoghi comuni più in voga.

Innanzitutto lo Yoga è tantra, perchè il tantra sono per gli indiani le scritture dell'era kali iniziata circa 5000 anni fa.

H.Y. Pradipika- 3-1:

Le teste dei naga sono il pilastro del mondo, con le sue montagne e foreste.
Allo stesso modo kundalini è il pilastro del tantra yoga.




Poi è interessante notare che il temperamento maschile, necessario alla realizzazione per i testi vedantici, non ha niente a che vedere con il sesso.

Lo H.Y.Pradipika dopo aver detto che non tutti sono in grado di praticare certe tecniche, afferma che la donna ottiene la realizzazione finale grazie allo Yoga:

3.99
La donna acquisisce abilità nella pratica sessuale.
Aspira contraendo i muscoli sottili della vagina, lo sperma e trattiene i propri fluidi vaginali.
Ella è una yogini.


3.100
nel suo corpo non andrà perduta una solo goccia di fluido femminile. nel suo corpo il suono assumerà la forma del seme,


3.101
Lo sperma e i fluidi vaginali mescolati all'interno del suo corpo, attraverso la pratica di Vajroli (Vajra vuol dire diamante, N.d.r.) portano alla realizzazione finale.


3.102
E' una yogini colei che risucchia il proprio fluido vaginale verso l'alto.
Conosce il passato e il futuro e danza nel cielo (cfr Yoga sutra 4,42)


3.103

La perfezione del corpo ( cfr. yoga sutra 3, 46) si ottiene con l'aspirazione dei fluidi vaginali e dello sperma.
Questo yoga porta alla realizzazione anche se si gode dell'orgasmo.




Un altra cosa interessante è che per lo H.Y. Pradipika, isvari, Shakti e kundalini sono la stessa cosa.
Lo yoga è uno solo, cambiano i nomi.

3.104
La tortuosa (Kutilangi), colei che si eleva ( Kundalini), il serpente femmina (Bhujangi), la shakti, isvari, kundali, Arundhati non sono altro che sinonimi.



La pigrizia, la troppa fiducia in testi scritti da altri o l'ignoranza portano anche effetti tragici e ridicoli.

Ricordo di aver letto la storia di vergini o di vedove stuprate, come di tecniche prese chissà da dove.

Si tratta sempre dello hatha yoga pradipika.

3.109
Tra il gange e lo Yamuna la giovane vedovaè in ritiro.
Bisogna possederla e stuprarla.
Così si rivela il supremo seggio di Visnu.

Ovviamente non c'è nessuna vedova da stuprare, e le persone come LO che non citano le loro fonti rischiano di spingere dei deficienti a comportamenti criminosi.

C'è una raffigurazione del 1700, proveniente dal rajastan (non posso riportarla perchè protetta da copiwright) che è riportata nel libro Tantra, di Philip Rawson (me lo ha dato ieri Andrea P.) che svela l'arcano:
raffigura un uomo con i simboli dei cinque elementi nella zona genitale (doppio vajra, triangolo, Gioiello, pentacolo, mezzaluna) una spirale sotto l'ombelico e una giovane donna nuda che nuota sotto il plesso solare (la grande acqua delle interpretazioni pratiche dei I.Ching)

Sopra all'altezza del cuorte ci sono alcuni fiori di loto della tradizione tantrica (Bianco , verde, giallo con numerosi petali).

Ecco l'arcano che si svela: la giovane vedova è una modificazione della Kundalini che porta all'apertura dei cakra segreti, apertura conseguente allo scioglimento del nodo del Cuore (Visnu Granti).

ma del resto lo rivela la stessa H.Y.Pradipika:

3.110
Il gange è Ida, Yamuna è Pingala, la giovane vedova è Kundalini.



Un altro brano molto interessante si trova nel capitolo quarto.

Molto spesso si tende a creare suddivisioni tra lo yogachara buddista, il raja yoga, lo yoga vedantico ecc.
Il mio dubbio è che si tratti sempre della stessa zuppa.

Siamo noi, per ignoranza, interessi, pigrizia a voler credere alle banalizzazioni e alle semplificazioni.

Riporto il testo in devangari e in sanscrito translitterato (IAST)

राज-योगः समाधिश्छ उन्मनी छ मनोन्मनी |
अमरत्वं लयस्तत्त्वं शून्याशून्यं परं पदम || ३ ||
अमनस्कं तथाद्वैतं निरालम्बं निरञ्जनम |
जीवन्मुक्तिश्छ सहजा तुर्या छेत्येक-वाछकाः || ४ ||

rāja-yoghaḥ samādhiścha unmanī cha manonmanī |
amaratvaṃ layastattvaṃ śūnyāśūnyaṃ paraṃ padam || 3 ||
amanaskaṃ tathādvaitaṃ nirālambaṃ nirañjanam |
jīvanmuktiścha sahajā turyā chetyeka-vāchakāḥ || 4 ||

Anche senza sapere il sanscrito si possono riconoscere dei vocaboli che solitamente non si legano alla praticano dello hatha yoga: Turya, Sahaja,jivanmukta, Sunya ecc. ecc.
Più o meno la traduzione è: Il raja yoga, il samadhi, estinguere il manas, andare oltre il manas, Realtà, Sunya.... stato del jivanmukta, sahaja,turiya... significano tutti la stessa cosa.


Termino la riflessione con H-Y.Pradipika 4,22

हेतु-दवयं तु छित्तस्य वासना छ समीरणः |
तयोर्विनष्ह्ट एकस्मिन्तौ दवावपि विनश्यतः || २२ ||

hetu-dvayaṃ tu cittasya vāsanā cha samīraṇaḥ |
tayorvinaṣhṭa ekasmintau dvāvapi vinaśyataḥ || 22 ||


Altro sutra interessante.
Lo lascio non tradotto, ma anche solo a guardare le parole translitterate (Citta, vasana ecc.) si può comprendere che , almeno secondo me, se si parte da un preconcetto si può leggere un testo in maniera diversa.

Riconoscendo certi sutra un vedantico potrebbe dire che è un testo vedantico, un buddista tibetano che è un tantra tibetano, uno hatha yogi che è un manuale di posizioni.

In realtà esiste un solo yoga.
Siamo noi che creiamo differenze, ma, a volte, per portare avanti un sistema o un preconcetto si tende più o meno volontariamente a mettere in evidenza i sutra che più si accordano con i nostri preconcetti e ad escludere o eliminare quelli che sembrano discordarsene.

Il ricercatore dovrebbe essere libero, come l'onda del mare.
l'onda dell'oceano della saggezza.

In tibetano si dice Yeshe tsogyal, se non sbaglio.


Immagine

Pare che Yeshe fosse una tipa che se ne fregava se una tecnica apparteneva al sapere sciamanico, allo yoga indiano o al buddismo.
L'importante è che funzionasse.

La vera medicina è quella che guarisce, dice l'ayurveda.
A volte ho l'impressione che l'etichetta sia più importante del contenuto.

un sorriso,
P.
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Messaggioda AT » 8 luglio 2012, 21:40

Avrei voluto rispondere al post di Proietti, perché non condividevo assolutamente diverse sue conclusioni. Avrei voluto osservare come la tendenza alla censura di alcuni testi non sia certo colpa del cattolicesimo, e che proprio in ambienti interni allo stesso induismo abbondino tendenze puritanissime, molto più puritane della maggior parte delle scuole cristiane. Avrei voluto parlare della tradizione Bon, e di come il buddhismo si sia gradualmente sostituito ad essa in Tibet, e delle molteplici fonti da cui si ritiene sia derivato l'induismo. Avrei voluto osservare che la molteplicità di interpretazioni e di scuole nell'ambito di yoga, tantrismo, taoismo, buddhismo potrebbe essere anche un segno salutare di ricchezza e profondità, in quanto esistono grandi questioni irrisolte, come il rapporto tra Assoluto ed esseri finiti, il valore della volontà, il rapporto tra individualità e universalità, molte questioni etiche, il significato della Prakriti, e tale molteplicità testimonia come tali questioni non possano essere facilmente ridotte a spiegazioni facili.
Ma il forum è un po' moscio in questo periodo, nessuno sembra avere più voglia di discutere, e abbondano i monologhi in cui ognuno sembra ripetere le proprie fissazioni. Proietti, in particolare, propone spesso una sua personale visione di molti concetti, visione che risente più di certi miti fricchettoni che non della reale complessità del pensiero indiano. Non esiste un solo yoga: questo è un dato di fatto. Ma dobbiamo dire "purtroppo", oppure scorgere in questo una benedizione, ovvero il fatto innegabile che certe grandi questioni sono di enorme profondità, e tutto ciò che ci arriva su di esse è una conoscenza in frammenti, spesso contraddittori, come la natura umana del resto? E che la profondità di certe questioni resta al di là di tali frammenti, ognuno dei quali ha le sue debolezze e le sue importanti intuizioni?

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Messaggioda padmasana2000 » 9 agosto 2012, 11:54

un grazie a Paolo. ho finalmente avuto conferma che le impressioni ed i sintomi provati spesso durante i primi anni di pratica non erano cose anormali dovute a qualche mio difetto od errore.
al proposito mi piacerebbe vedere una versione dell ' Hathayoga Pradipika piu aderente all' originale.
un caro saluto

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Messaggioda stebau » 9 agosto 2012, 13:35

Ma insomma quand'è la fine perchè nasciamo Yogi?
é una condanna oppure una benedizione?
Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.

Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
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Messaggioda Chlòé » 9 agosto 2012, 14:01

stebau ha scritto:Ma insomma quand'è la fine perchè nasciamo Yogi?
é una condanna oppure una benedizione?


...E' innanzitutto una scelta.
...Dii di dooh
daa
da daah...

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Messaggioda stebau » 9 agosto 2012, 22:16

Forse all'inizio può sembrare così, ma dopo si palesa la verità altro che libero arbitrio.
la verità è che non abbiamo scelta.
In questo mondo casuale noi non veniamo al mondo in maniera casuale ma come anime scegliamo in che corpo incarnarci da chi e dove, e siamo ben cosci di quello chi ci aspetta.
Il punto è che il nostro ego spesso non accetta il compito che ci viene assegnato e ci lagniamo come stò facendo io.. c'è la prendiamo con Dio, con la moglie, con la società, con il mondo, ma se solo per un attimo ci osservassimo senza giudizio capiremmo immediatamente la verità.
Vorremmo urlare di notte, strepitare dire cose, fare cose ma tant'è.
"Primavera autunno inverno e ancora primavera":Kim Ki-duk.
Nelle domande ci sono già le risposte prima che le formuliamo, è che spesso ci fà piacere che qualcuno ci ricordi i nostri compiti e le nostre responsabilità.
questo è il punto.
con affetto
Om sai ram
ste
Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.



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Messaggioda Onkar Singh » 10 agosto 2012, 0:34

stebau ha scritto:Forse all'inizio può sembrare così, ma dopo si palesa la verità altro che libero arbitrio.
la verità è che non abbiamo scelta.
In questo mondo casuale noi non veniamo al mondo in maniera casuale ma come anime scegliamo in che corpo incarnarci da chi e dove, e siamo ben cosci di quello chi ci aspetta.
Il punto è che il nostro ego spesso non accetta il compito che ci viene assegnato e ci lagniamo come stò facendo io.. c'è la prendiamo con Dio, con la moglie, con la società, con il mondo, ma se solo per un attimo ci osservassimo senza giudizio capiremmo immediatamente la verità.
Vorremmo urlare di notte, strepitare dire cose, fare cose ma tant'è.
"Primavera autunno inverno e ancora primavera":Kim Ki-duk.
Nelle domande ci sono già le risposte prima che le formuliamo, è che spesso ci fà piacere che qualcuno ci ricordi i nostri compiti e le nostre responsabilità.
questo è il punto.
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Infatti lo scopo ultimo della pratica è il ricongiungersi con la Verità. Realizzare il motivo del perchè siamo qui e cosa ci stiamo a fare. E finalmente decidere di allinearci.

Fermarsi per un attimo e osservare senza giudizio è meditare, è vedere.
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Messaggioda stebau » 10 agosto 2012, 12:15

Onkar Singh ha scritto:
stebau ha scritto:Forse all'inizio può sembrare così, ma dopo si palesa la verità altro che libero arbitrio.
la verità è che non abbiamo scelta.
In questo mondo casuale noi non veniamo al mondo in maniera casuale ma come anime scegliamo in che corpo incarnarci da chi e dove, e siamo ben cosci di quello chi ci aspetta.
Il punto è che il nostro ego spesso non accetta il compito che ci viene assegnato e ci lagniamo come stò facendo io.. c'è la prendiamo con Dio, con la moglie, con la società, con il mondo, ma se solo per un attimo ci osservassimo senza giudizio capiremmo immediatamente la verità.
Vorremmo urlare di notte, strepitare dire cose, fare cose ma tant'è.
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Nelle domande ci sono già le risposte prima che le formuliamo, è che spesso ci fà piacere che qualcuno ci ricordi i nostri compiti e le nostre responsabilità.
questo è il punto.
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Infatti lo scopo ultimo della pratica è il ricongiungersi con la Verità. Realizzare il motivo del perchè siamo qui e cosa ci stiamo a fare. E finalmente decidere di allinearci.

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Mi piaci Onkar Singh
ti dedico questo capolavoro.
con affetto
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