Domande per Luce Oscura.

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
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Domande per Luce Oscura.

Messaggioda AT » 19 agosto 2011, 22:21

Mi rendo conto del fatto che la Via Sinistra è pericolosa e che richiede riservatezza. A qualche domanda, però, forse si può rispondere. Te ne faccio due, rispondi a quello che vuoi.
1.La tua metafisica di riferimento, se ne hai una, in cosa differisce da quella di Patanjali?
2. A quali maestri fai riferimento? Hai viaggiato in India, hai incontrato scuole della mano sinistra?

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Tomoe
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Re: Domande per Luce Oscura.

Messaggioda Tomoe » 20 agosto 2011, 14:36

AT ha scritto:Mi rendo conto del fatto che la Via Sinistra è pericolosa e che richiede riservatezza. A qualche domanda, però, forse si può rispondere. Te ne faccio due, rispondi a quello che vuoi.
1.La tua metafisica di riferimento, se ne hai una, in cosa differisce da quella di Patanjali?
2. A quali maestri fai riferimento? Hai viaggiato in India, hai incontrato scuole della mano sinistra?

Io ne aggiungo altre due:
3. Quale significato attribuisci alla vita?
4.Qual è il senso del percorso che hai scelto,per te,ovviamente...(tra tanti altri possibili)?
InshAllah !

Indra
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Messaggioda Indra » 20 agosto 2011, 16:28

Il vira marga è una via Diretta.
E' un modo pericoloso.
Questo vuol dire avere una determinazione iniziale particolare, e saltare i passaggi intermedi, per accelerare il processo del conoscere.
Il Vira ha un intento ed una volontà incrollabili.
E' adattabile, indistruttibile.
In questo percorso, i maestri non possono essere di aiuto, nè i rari testi scritti.
Chi mi mostrò il modo del Vira Marga, a varanasi, lo fece senza dire una sola parola. Quando chiesi il suo nome,rise, e mi disse una parola in hindi. Seppi in seguito che era una bestemmia.
Chi mi mostrò la Luce Oscura, eretica nella stessa Mano Sinistra, è conoscenza segreta.
La metafisica è molto semplice: dapprima identificazione con il Sè, Saguna\nirguna. Poi, la Rinuncia, e l'Assenza, ma non come nel modo dell'Avadhut. E' conoscenza riservata.
Un Vira incenerisce la sua storia personale, e, nello smashan del suo cuore, danza sulle sue ceneri.
Il senso? era quello più consono a questo mio stato transitorio di essere.

AT
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Messaggioda AT » 20 agosto 2011, 21:20

1.Si potrebbe approfondire un poco il discorso sulle cinque dita della mano sinistra? Il fatto che la Luce Oscura sia l'Opponente, rimanda forse ad un Principio Anti- Cosmico, espressione di un Caos contrario all'ordine del Cosmo?
2. Usando il linguaggio del Samkhya, cosa è per te la Prakriti? Quale il suo rapporto con il Purusha nella realizzazione?
3.Incenerire la propria storia personale, in che rapporto si colloca con la memoria della propria storia personale? E in che rapporto si colloca con il rispetto del mondo degli affetti umani e familiari?
4. Nella tua concezione, la parola "pentimento" può avere un significato positivo?
5. Quale è il tuo rapporto con le organizzazioni occidentali che affermano di seguire la Via della Mano Sinistra, come O.T.O., Dragon Rouge, Tempio di Set, Temple of the Black Light, Ordine dei Nove Angoli? Secondo la tua opinione, esiste in tali organizzazioni, peraltro molto diverse tra loro, qualcosa che vada oltre un orribile dilettantismo?

Indra
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Messaggioda Indra » 21 agosto 2011, 20:21

1. Nella Luce Oscura non ci sono antinomie riguardo caos, ed ordine, così come interpretazioni di prakriti e purusha. Sono considerati come concetti, modificazioni della mente.Questi sono alcuni dei motivi per cui è considerata Opponente. Posso dirti che è un modo estremamente trascendente, dove il Vira muta in Divya.
3. la memoria viene conservata per quello che serve ad agire nel tempo e nello spazio. Si applica la follia controllata. Pur agendo "normalmente", non si dimentica mai che sono stati illusori. Parafrasando i Sufi:"Nel mondo, ma non del mondo".
4.Se si intende come pentimento il modificare un atteggiamento ritenuto errato, sì.
5.Nulla ache vedere. La Mano Sinistra , in occidente, è stata quasi sempre vista come una via di eccessi, abbinata ad una sessualità materica.
Non si sono mai resi conto che nei testi sakta e kaula, si usava il linguaggio simbolico. Come nei testi alchemici medioevali. Ma, faceva comodo trovare un avallo antico ed orientale alle proprie efferatezze, anche perchè nessuno sapeva nulla della Mano Sinistra, sempre chiusa algli esterni, se non quel che la leggenda, la fantasia ed alcune estemporaneità di rami depravati ed ignorantissimi della Via mostravano.

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Messaggioda Tomoe » 22 agosto 2011, 12:02

Luce Oscura ha scritto:Il vira marga è una via Diretta.
E' un modo pericoloso.
Questo vuol dire avere una determinazione iniziale particolare, e saltare i passaggi intermedi, per accelerare il processo del conoscere.
Il Vira ha un intento ed una volontà incrollabili.
E' adattabile, indistruttibile.
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Un Vira incenerisce la sua storia personale, e, nello smashan del suo cuore, danza sulle sue ceneri.
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Se si intende come pentimento il modificare un atteggiamento ritenuto errato, sì.

Mah.
Mi risuona nella testa Castaneda.Come anche alcuni percorsi che oggi definiamo New age,di sviluppo personale,che furono di moda 20 anni fa e che servirono a sedicenti formatori in erba,per esempio di dinamiche mentali legate al business...(gente che faceva fino al giorno prima i lavori più disparati),di fare esperienza sul campo,di praticare sperimentalmente su cavie umane,che pagavano a caro prezzo i corsi,in cui tra l'altro,veniva imposta una condizione di segretezza.Nulla andava riferito all'esterno.
Ne uscì più di qualcuno completamente stravolto e dissociato.Molti con delle fratture psichiche ricomposte alla bell'è meglio dal tempo e dalla naturale omeostasi dell'organismo.Molti freddi e anemotivi come dei robottini.Non esiste il dubbio,non esiste il pentimento,non si dà mai una giustificazione,le critiche e i giudizi altrui vanno cancellati all'istante,tutto ciò che non proviene da certi livelli inconsci non merita considerazione,nessuno può insegnarci qualcosa, etc...Ovviamente una alta percentuale di queste persone rompeva i rapporti con la famiglia o con il partner...
L'accelerazione rende questa via pericolosa,perchè non c'è il tempo della rielaborazione dei contenuti fenomenici che emergono dall'inconscio e dei principi che via via si percepiscono in modo diretto.Spesso con relative allucinazioni.La dimensione violenta e traumatica di questo tipo di vie, rende possibile uno squarcio:la ferita-feritoia che suggella l'iniziazione.Per gestire quella ferita feritoia,motivo di forza ma allo stesso tempo di profonda fragilità (spesso con tratti paranoidi),la persona,per difesa,si congela e ricompone il proprio Io,per non disperdersi nel mare magnum dell'inconscio collettivo e delle sue potenzialità,assai pericolose se non si sa bene come gestirle,avendo rotto i livelli dell'Io troppo in fretta.Il passato viene incenerito,la memoria si resetta come quando su un'area costruita passa uno tsunami.Cosa resta da salvare?L'unica via possibile diventa la volontà di perseguire il Progetto intravisto,il distacco dal mondo (col quale ora si fa fatica ad interagire e che risulta amplificato dai sensi più acuti),il sentirsi "unici"(con relativa convinzione di superiorità) e soli (per necessità e per dovere,ci si dice...),come tutti gli eroi.
Si è indistruttibili fino a che non si comprende che il cuore ha pagato il prezzo più alto...(in termini emotivi,esistenziali e anche organici).
InshAllah !

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Messaggioda Indra » 22 agosto 2011, 14:31

Tomoe
Le tue considerazioni, in altro contesto, sarebbero condivisibili. Non nelle vie di conoscenza. O almeno non dovrebbero.
Prima di avviare un dialogo lungo e complesso, vediamo di stabilire, al di là del vamachara, degli assunti di base,
che, quasi mai vengono presi in considerazione :
Cosa si cerca( intrinseco il perchè), come lo si cerca, quanto lo si cerca. Rispondere onestamente a queste basilari domande dovrebbe rappresentare la prima azione di chi dice di cercare. Poi, si potrà parlare di ricerca. Senza polemica alcuna, tu parli di persone "normali", che cercano cose "normali", in un contesto di "normalità".
Diverso.
Non certo vie di conoscenza.
Il primo degli yoga sutra di patanjali è chiaro su questo.
Personalmente, meditai su di esso, e sulle sue implicazioni, per circa quattro mesi, prima di decidere di applicarmi sul serio alla pratica dello yoga.

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Messaggioda Tomoe » 22 agosto 2011, 16:46

Non esiste vita che non sia una via (talvolta un viatico) di conoscenza...
InshAllah !

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Messaggioda Tomoe » 22 agosto 2011, 17:40

Luce Oscura ha scritto:Tomoe
Le tue considerazioni, in altro contesto, sarebbero condivisibili. Non nelle vie di conoscenza. O almeno non dovrebbero.
Prima di avviare un dialogo lungo e complesso, vediamo di stabilire, al di là del vamachara, degli assunti di base,
che, quasi mai vengono presi in considerazione :
Cosa si cerca( intrinseco il perchè), come lo si cerca, quanto lo si cerca. Rispondere onestamente a queste basilari domande dovrebbe rappresentare la prima azione di chi dice di cercare. Poi, si potrà parlare di ricerca. Senza polemica alcuna, tu parli di persone "normali", che cercano cose "normali", in un contesto di "normalità".
Diverso.
Non certo vie di conoscenza.
Il primo degli yoga sutra di patanjali è chiaro su questo.
Personalmente, meditai su di esso, e sulle sue implicazioni, per circa quattro mesi, prima di decidere di applicarmi sul serio alla pratica dello yoga.

Non è mia intenzione creare polemiche.
Perchè in altro contesto?Parliamo di yoga e meditazione e vie affini,perciò parliamo di vita e di modo di vedere le cose e,infine,di stili di vita.Non esiste una vita che non sia una via (o viatico a volte...) di conoscenza.
Si cerca sempre il senso della vita o se vuoi,un senso.Credo che tutti,con i loro mezzi,magari anche in modo scomposto e distorto,cerchino la felicità,la serenità.Anche la ricerca di potere o di esperienze paranormali è in essenza il bisogno di trovare una qualche forma di felicità o di serenità.

Cos'ha di più attraente la "non normalità",per te?E in cosa consiste nel tuo caso?
InshAllah !

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Messaggioda AT » 22 agosto 2011, 19:21

Tomoe, la Via della mano sinistra esiste, non è solo un mito. Questo è quanto ho capito dopo tanti anni. Non ho detto che sia una cosa buona o positiva, ma esiste. E le finalità della Via sinistra sono totalmente al di là di ideali troppo umani di felicità o benessere. C'è qualcosa di arcano, misterioso e abissale, in tale Via, qualcosa che attraversa silenziosamente e segretamente tutta la storia umana dalla preistoria fino ad oggi. Ragionare di Via sinistra usando categorie psico-patologiche può servire a capire la punta dell'iceberg, il cumulo di spazzatura che ricopre alcuni varchi di questa Via, ma non tocca l'essenza più profonda delle motivazioni e dei significati che sono connessi alla Via sinistra.

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Messaggioda fuxi » 22 agosto 2011, 19:25

beh, qualcuno potresti esplicitarlo, giusto per capire di che stai parlando...

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Messaggioda AT » 22 agosto 2011, 19:45

Non sta a me, io non sono uno che percorre tale Via. Ho solo alcune esperienze di tanto tempo fa, sulle quali ho riflettuto nel tempo. Diciamo che istinti biologici, volontà di potenza, razionalità utilitaria o semplice patologia sono insufficienti a capire le motivazioni che stanno alla base di tale Via.
Ultima modifica di AT il 22 agosto 2011, 20:04, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda fuxi » 22 agosto 2011, 19:48

... beh, se non conosci "l'essenza più profonda delle motivazioni e dei significati che sono connessi alla Via sinistra"... di che parli ?

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Messaggioda AT » 22 agosto 2011, 20:04

L'ho scritto diverse volte, che per me esistono tre tipi di influenze che agiscono sull'essere umano. Influenze vitali (istinti biologici, razionalità utilitaria, volontà di potenza), influenze spirituali e elementare. Con la Via sinistra, entrano in gioco le influenze del terzo tipo, o elementare. Questa idea dei tre tipi di influenze è mia, ed è il modo più onesto e sintetico di classificare le influenze che ho incontrato nell'esperienza personale e nella storia umana. Non voglio stare a parlare di argomenti che per me restano un mistero. Quello che ho toccato con mano, è il salto qualitativo, la differenza tra influenze del terzo tipo e influenze del primo tipo. Ma sono argomenti personali. A me bastano, ma non sono qualificato a parlarne.

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Messaggioda Indra » 22 agosto 2011, 20:20

Tomoe, in un contesto di "vita normale", il tuo discorso avrebbe il suo senso. Ma, le vie di conoscenza non sono espressioni della vita, nè stili di vita. Sono modi di Essere, modi di ri-unire ciò che non è mai stato diviso.
Il primo degli yoga sutra di P.
Non conosco il tuo percorso, se afferma diversamente, parlamene.


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