dzogchen

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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dzogchen

Messaggioda Paolo proietti » 5 aprile 2009, 15:28

ho visto che anche su yoga.it si comincia a parlare di padmasambhava e di Dzogchen.
Avendo notato che sono argomenti di moda e che spesso vengono, anche per motivi commerciali, ammantati di un certo alone di mistero, penso che possa essere utile mettere in chiaro cosa sia lo dzogchen e cosa, secondo me naturalmente, non sia lo dzogchen.

Ho sentito dire che si tratta di misteriosa tecnica esoterica, poco conosciuta in occidente,

di tradizione indipendente dalle altre e proveniente dalla persia o ancora di disciplina riservata a pochi adepti e pressochè sconosciuta in occidente,
o di discipline non duale affine all'advaita vedanta.
Credo che queste affermazioni siano parzialmente o completamente false.

1) dzogchen è inizialmente il nome di un monastero della setta niygma che si incarica di stampare i testi tradizionali per preservare gli insegnamenti originari di Padmasambhava.
il monastero Dzogchen Ugyen Samten Choling fondato nel 1685 ( http://www.dzogchenmonastery.cn/html/how_the_seventh_dzogchen_rinpo.html)
gli altri cinque più grandi centri Niyngma che partecipano alla divulgazione del materiale stampato sono: Ugyen Mindrol Ling,
Thubten Dorje Drak,
Shechen Tennyi Dhargye Ling,
Kathok Dorje Den,
Palyul Namgyal Jangchub Ling
,


2) gli insegnamenti dzogchen sono gli insegnamenti tantrici tibetani e non sono affatto segreti. I tibetani discriminano in base allo stato coscenziale ed all'intelligenza comune (che dipende dallo stato coscenziale) dei praticanti.
ragion per cui molti monaci e maestri spandono a piene mani insegnamenti e iniziazioni consci che saranno utili e coprensibili solo per un praticante su Mille.
Ad introdurre il tantrismo in tibet fu Padmasambhava, un religioso condannato al rogo in India, per aver, secondo le accuse ucciso un nobile con le arti magiche.

Arrivato in tibet cominciò a divulgare il tantrismo sessuale insieme a Yeshe Tsogyal moglie del re del Tibet
Trhisong Detsen .
il dozgchen è in definitiva la visione tibetana dei tre insegnamenti buddisti Hinayana-mahayana- vajrayana.


il primo a portarli in italia è stato Chogyal Namkhai Norbu che fu invitato da Giuseppe Tucci a Roma.
dal 1964 al 1991 Norbu ha insegnato dzogchen all'università di Napoli.
nel 1991 comincia ad essere stampatain italia la rivista Mirror dell'International dzogchen community.

il significato, secondo norbu, del dzogchen come essenza del lamaismo è esposto nel libro DZOGCHEN TEACHINGS edito da Snow Lion Publications
Ithaca, New York.

3) molti dei documenti originari pubblicati al monastero dzogchen sono andati distrutti nel 1950 con la invasione cinese.
nel 1980 è stata avviata una operazione di ricupero che è ancora in corso.
da ciò deriva l'inaffidabilità di molte fonti.


4)la new age si è appropriata del dzogchen dopo l'interessamento di alcuni esponenti della cosiddetta psicologia transpersonale e, tramite loro, di alcuni esponenti del jet set americano.
da qui si è giunti alla confusione dei significati, non infrequente nello yoga e nella tradizione filosofica
a tal proposito cfr:

BUDDHISM AND DZOGCHEN:
THE DOCTRINE OF THE BUDDHA
AND THE SUPREME VEHICLE OF TIBETAN BUDDHISM
di Elias Capriles

ed. Shang Shung Institute, Arcidosso, GR, Italy recuperabile anche in Ebook.


5) il più grande monastero dzogchen in europa è quello di arcidosso in maremma il monastero è stato fondato nel 1989 da lama Norbu ed i corsi e le lezioni sono , come da tradizione tibetana,aperti
al pubblico.
basta andarci per comprendere come dzogchen sia in realtà il nome (tratto da quello del monastero Dzogchen Ugyen Samten Choling) che si dà lamaismo più ortodosso (info : http://www.dzogchen.org.au/index.php?page=shangshung )


6) i monasteri dzogchen , dal nome del più grande centro niygma, esistono anche nel sud dell'india e sono tutt'altro che luoghi segreti.
per chi volesse entrare e partecipare a lezioni ,incontri e letture è sufficiente compilare una scheda informativa.

i riferimenti sono i seguenti: http://www.dzogchen.org.in
E.mail: dzogchenmonastery@dzogchen.org.in

Tel/Fax+91 (0)8225 273267


7) alcuni parlano di lignaggio dzogchen, creando confusione , e facendo pensare che sia un lignaggio a aprte rispetto a niygma, kagyu etc.
per lignaggio si intende invece la catena dei monaci, non tutti nIygma mi pare, che dalla fondazione, nel 1685, del monastero dzogchen ad oggi sono stati abati del monastero,
ovvero: I Dzogchen Rinpoche, Pema Rikzin
II Dzogchen Rinpoche, Gyurme Thekchok Tenzin
III Dzogchen Rinpoche, Ngedon Tendzin Zangpo (1759-92)
IV Dzogchen Rinpoche, Migyur Namkhe Dorje (1793-?)
V Dzogchen Rinpoche, Thupten Chokyi Dorje
VI Dzogchen Rinpoche, Jigdral Jangchup Dorje
VII Dzogchen Rinpoche, Tenzin Jigdral Lhunpo (nato nel 1964) .


8 ) il termine Ati yoga, oltre lo yoga, è usato per indicare una classe di testi tantrici.
il motivo per cui è sinonimo di dzogchen è dovuto al fatto, probabilmente, che i testi venivano stampati nel monastero di dzogchen (cfr: http://www.rangjung.com/blazingsplendor/blazing-glossary.htm)


in definitiva Dzogchen è termine, tratto dal nome di un monastero, che indica gli insegnamenti originari introdotti in tibet dal monaco/mago Padmasambava 700 d.C. e tramandati dalla setta Niygma, la prima delle quattro principali scuole tibetane:
niygma
Gelug;
Kagyu;
sakya.

il Dzogchen è inserite profondamente nella tradizione di origine indiana tanto che è simboleggiato da Garuda.

. il simbolo dll'Aquila di Visnu,, divinità vedica dall ali così grandi da oscurare il sole vuole probabilmente darci indicazioni sul fatto che gli insegnamenti dzogchen non sono umani e , allo stesso tempo , fanno riferimento alle caratteristiche di Garuda, strettamente connesso a mahalakshmi, e visto come nemico dei serpenti e del veleno, e protettore dei saggi.
Garuda è detto anche Kashyapi ed è colui che porta il nettare del Dei (Amrita sulla terra).

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Dzogchen è in altre parole la tradizione perenne presa dai veda e vestita in abiti tibetani.

gli insegnamenti riguardano tutti e tre i veicoli del buddismo Hinayana,mahayana e vajrayana.

hinayana, detto in alcuni ambiti theravada, è il sentiero del "realizzatore solitario", ovvero degli arhat.
è il sentiero dei monaci eremiti insegnato dagli allievi diretti di buddha shakiamuni.
in pratica è l'insegnamento originale.
il fine dell'hinayana è la realizzazione individuale non comunicabile.

Mahayana è l'insegnamentio di नागार्जुन nagarjuna (l'arjuna dei naga)
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nagarjuna è vissuto 700 anni dopo sakyamuni, ed è un brahmano.
il suo sapere è il sapere vedico.
è detto Naga perchè andò sul fondo dell'Oceano, dove krishna aveva esiliato il re dei naga, per recuperare i Prajñāpāramitā Sūtra che sakyamuni accortosi della difficoltà del suo insegnamento aveva affidato ai re serpenti.
il grado di realizzazione del buddismo mahayana è il bodhisattva.
Prajñāpāramitā è uno degli attributi di laksmi ( letteralmente colei che va(ita) al di là(param) della conoscenza/prajna.
Immagine


il terzo sentiero è il tantrismo, vajrayana.
ed il "punto d'arrivo" è lo stato di buddha.
ma vajrayana è essenzialmente tantra.
ad introdurre il tantrismo in tibet fu , come già detto,Padmasambhava, un religioso condannato al rogo , india, per aver, secondo le accuse ucciso un nobile con le arti magiche.

arrivato in tibet cominciò a divulgare il tantrismo sessuale insieme a Yeshe Tsogyal moglie del re del Tibet Trhisong Detsen .

Lo dozgchen è in definitiva la visione tibetana dei tre insegnamenti buddisti Hinayana-mahayana- vajrayana.

dove Hinayana è l'insegnamento proveniente dai primi discepoli di Buddha (ananta per primo), mahayana l'insegnamento proveniente da nagarjuna e vajrayana l'insegnamento fondato sulle quattro classi di tantra, derivante secondo alcuni dal re del mondo o re di sambala.

se infatti il buddismo, con continui riferimenti alla tradizione vaisnava, si pone come non duale, le origini del vajrayana sono attribuite al cosiddetto re del mondo, figura rappresentatnte il dualismo insanabile tra il bene ed il male.

gli adepti del vajrayana, secondo il dalai lama (cfr. Ponti Sottili, ed. neri pozza)sono destinati a rinascere a shambalah (shangri là o agartha) dove si prepareranno alla guerra finale contro il male agli ordini del re del mondo.


i tantra sono di quattro tipi o classi, chiamate :
tantra del ridere.
tantra del guardare.
tantra del tendere le mani.
tantra dell'amplesso.

per amplesso si intende proprio l'amplesso e i tantra di questo tipo sono detti tantra di Visnu.

la spiegazione è data da Anandagharba nel primo capitolo del commento al Guhysamaja Tantra:

"poichè il beato vi risiede, la parola vagina indica il luogo [del beato].
le quattro dee Lochana, mamaki, pandaravasini e Tara sono le sue consorti.
esse vengono enumerate nel settimo capitolio del nostro testo.
perchè Egli [il beato] risiede nel loro intimo [nelle loro vagine]?
Al fine del generare la tendenza all'abbandono del desiderio mediante il desiderio in coloro i quali si compiacciono del tantra di Visnu e degli altri dei e che non hanno completamente abbandonato gli oggetti [del desiderio].
essi agiscono così: desiderano raggiungere Visnu e gli altri dei usando donne, escrementi, urina e così via.
Coloro che si impegnano nel ricercare i frutti insegnati da Visnu dovranno entrare nell'intimo [vagina] della consorte.
la vagina beatifica è Visnu.
Che risiede nei genitali femminili.
Poichè la vagina dà piacere agli uomini essa è chiamata narayana.
"


ma tutte queste divisioni del buddismo (tre yana, quattro scuole maggiori tibetani, quattro tipi di tantra nel vatrayana sono, a detto di nagarjuna, fittizie.
non esiste nessun sentiero, in un certo senso.

dice nagarjuna(nirvikalpastava)

Il sentiero della liberazione su cui si fondano i realizzatori solitari, gli uditori, i buddha non è che Te.
non è altri che te.
è ben definito..


i testi citati sono tratti da "la grande esposizione del mantra segreto" di Tsong ka Pa-
traduzione dal tibetano all'inglese di Jeffrey Hopkins- pubblicato nel 1977 da george Allen & Unwin-ltd-londra, nella collana The wisdom of tibet series.

il testo è recuperabile on linee al prezzo di 2, 99 sterline su : http://www.amazon.co.uk/Yoga-Tibet-wisdom/dp/0042941199
Il Manzo non Esiste

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Re: dzogchen

Messaggioda matasilogo » 4 aprile 2010, 19:37

Paolo proietti ha scritto:ho visto che anche su yoga.it si comincia a parlare di padmasambhava e di Dzogchen.
Avendo notato che sono argomenti di moda e che spesso vengono, anche per motivi commerciali, ammantati di un certo alone di mistero, ...........................................completamente false.
I tibetani discriminano ..........................
Al fine del generare la tendenza all'abbandono del desiderio mediante il desiderio in coloro i quali si compiacciono del tantra di Visnu e degli altri dei e che non hanno completamente abbandonato gli oggetti [del desiderio]........................
agiscono così: desiderano raggiungere Visnu e gli altri dei usando donne, escrementi, urina e così via.
Coloro che si impegnano nel ricercare i frutti insegnati da Visnu dovranno entrare nell'intimo [vagina] della consorte..........................
ma tutte queste divisioni del buddismo (tre yana, quattro scuole maggiori tibetani, quattro tipi di tantra nel vatrayana sono, a detto di nagarjuna, fittizie.
non esiste nessun sentiero, in un certo senso.
Il sentiero della liberazione su cui si fondano i realizzatori solitari, gli uditori, i buddha non è che Te.
non è altri che te.
è ben definito.

Sono stato allievo di Norbu nell'84 sul monte Amiata. Era un insegnante stupendo che parlava un Italiano fluente perchè era intelligentissimo e cantava dei mantra stupendi ed affascinanti. Ma come dici tu, portava una cultura che ha poco a vedere con lo yoga di Patangiali e confonde certi allievi con la sua bravura. Molto utile come tutto ciò che ci porti su queste pagine, ma da porre nel bagaglio della conoscenza delle sfaccettature della mente umana. OM
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
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Messaggioda ckstars » 8 aprile 2010, 11:11

Sulla scia di questo tread voglio segnalare un libro a mio parere importante che apre gli occhi sulle pratiche tibetane, sullo stile di comunicazione delle stesse e contemporaneamente sul “clima” del Dzogchen.

Lo Yoga del Sogno e la Pratica della Luce Naturale” di Namkhai Norbu, il libro breve ma intenso propone pratiche per poter utilizzare il sonno ed il sogno per scopi conoscitivi della realta’.

Il libro e’ ricco di note sul mondo tibetano, sulla cultura e buddismo zen.

A me e’ piaciuto particolarmente perche’ affronta pragmaticamente la questione senza troppi sottovoce e segreti.

Un abbraccio, Cks

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Messaggioda AT » 8 aprile 2010, 16:23

Ma Padmasambhava in che rapporto si colloca con:
a.La magia.
b.La magia nera.
c.La via sinistra.
d.I tantra indù.
e.Gli Aghori.


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