tantra e yoga secondo osho

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Avatar utente
Shunia
sudra
sudra
Messaggi: 26
Iscritto il: 2 febbraio 2008, 12:49
Località: L'Aquila

mari e monti

Messaggioda Shunia » 5 febbraio 2008, 17:03

Che si faccia l'alpinista o il sub sempre attenti si dev'essere! Ho qualche amico alpinista e mi sono soffermato a parlare con lui delle sue esperienze. Tanto allenamento in palestra, attenzione ai particolari dell'equipaggiamento, lucidità e una passione travolgente per la montagna. Uguale per coloro che amano il mare. Quando qualcuno dice loro che sono matti, chi glie lo fare, etc.ti guardano in modo particolare, come possessori di un segreto intimo, inspiegabile. Ma ben si sa che per scalare tutto puoi essere tranne che pazzo o incosciente, altrimenti muori!
E nello Yoga? Ci è solo permesso di vedere dal buco della serratura?
OOOMMM
Shunia

Avatar utente
selene
sudra
sudra
Messaggi: 30
Iscritto il: 3 febbraio 2008, 23:39
Località: roma

Messaggioda selene » 6 febbraio 2008, 19:03

Yogavira ha scritto:Mi viene 'spontaneo' anche dire : o lo Yoga lo fai sul serio e affronti tutti i mostri, oppure fai un'oretta di relax e posture, respirazione cosciente, e ti rinfranchi un pò l'animo e il corpo.
Le due cose sono entrambi possibili e lecite, ma profondamente diverse.

Il maestro Yoda direbbe 'Non esiste provare, esiste fare o non fare !'

Yoga non si può 'minestrare' con la filosofia del '900 pre-positivista, ma semmai, trasversalmente, con la fisica relativistica del '900 (ma detto ciò in maniera concisa e lapidaria).

Il Tantra non si prova, se no ti fai bua, come non si può affrontare l'Everest se non sei un alpinista provetto.
Il Tantra è la fine , non l'inizio.
Yoga è una montagna non un mare.

....l'odio ?? O perdoni, o vivi la tua vita sul serio e te ne freghi (magari come, chi l'ho ha detto ManRay o Gimno ? 'Alzi il dito medio' !) oppure implodi e magari prima o poi ti ammali.



perche il tantra non si prova se no ti fai bua? :)

Avatar utente
Shunia
sudra
sudra
Messaggi: 26
Iscritto il: 2 febbraio 2008, 12:49
Località: L'Aquila

tanta bua

Messaggioda Shunia » 6 febbraio 2008, 19:20

Le pratiche definite tantriche, a parte i risvolti erotomani che attirano la curiosità dei più,e che sono solo un aspetto del tantra, mettono in gioco forze istintuali molto potenti che possono provocare effetti collaterali a livello psichico. Le pratiche tantriche avrebbero il vantaggio di 'abbreviare' il percorso verso la completa realizzazione, ma per questo sarebbero molto rischiose. Insomma altri direbbero che c'entrano le cose magiche...un po' quello che Crowley presumeva di saper fare.Secondo me esistono pratiche diverse per persone diverse, la cosa difficile è trovare quella appropriata.
Perchè il bue quando cade gode?
Perchè si fa la bua... :wink:
OOOMMM
Shunia
letture consigliate
Abhinavagupta, Luce dei tantra, Adelphi.
il bignami è l'Essenza dei tantra dell'omonimo autore, Bur.

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5644
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

Messaggioda Paolo proietti » 6 febbraio 2008, 21:15

si suppone che chi parla di tantra conosca il tantrismo.

visto che molti ne parlano si suppone che molti lo pratichino.

a volte leggendo certi post articoli e libri viene quasi da dubitare di una effettiva conoscenza, ma dipende sicuramente dalla ignoranza paolesca.

per quei pochissimi che non sanno cosa è il tantra sarebbe forse opportuno ricordare che il tantrismo è la religione della Dea.

lo si lega spesso a crowley ed alla magia sessuale (comune a certe correnti cabalistiche e di indubbia efficacia sul piano empirico) e si dimentica che trai pochi che hanno ricevuto veramente un instruzione tantrica c'è ramakrisna.

il tantra non si può capire , lo si pratica.

in tibet si parla di tantra del ridere,tantra del guardare, tantra del tendere le mani (toccarsi) tantra dell'abbraccio (dell'unione) e chi trom ba , di solito, sono le divinità.
nel buddismo sono gli insegnamenti segreti di shakiamuni.
la parte che riguarda il sesso è detta "tantra di Visnu, a chiarire il riconoscmento di buddha come ottavo avatar di Visnu.

in India i tantra sono gli insegnamenti tratti dalle conversazioni tra shiva e la dea.
per avere un infarinatura sarebbe forse interessante leggere il Mahanirvana tantra ed. mediterranee, con l'introduzione di Avalon.

il morboso interesse degli occidentali tende a mettere in risalto gli aspetti legati alla sfera sessuale ed a certi riti macabri (meditare nei cimiteri, trasferire la propria energia-coscienza nei cadaveri freschi ecc. ecc.) derivanti spesso dalle pratiche shamaniche della religione Bohn.

certe visioni del tantra ricordano gli stolti di altre culture che, ignorando completamente il valore di certi simboli cristiani, si scandalizzano assistendo all'ecaurestia pensando che i cristiani siano persone che mettono in croce il proprio Dio , lo mangiano e ne bevono il sangue.

il tantra , come lo yoga, ha come fine l'identificazione con il Brahman (ahang brahmasmi) e per farlo usa tecniche operative che riguardano il controllo delle energie-funzioni-fluidi corporei o l'abbandona volontario a queglle stesse energie funzioni fluidi.

osho fu chiamato così poco tempo prima di morire.

il nome osho(nonostante la presenza nella storia del giappone di vari monaci illuminati chiamati Osho) deriva dal neologismo Osheanic , che racchiude un verso dell'Inno al Brahman "disperdersi nell'oceano dell'esistenza"

parlare di osho senza averlo conosciuto forse non è opportuno.

molti ad esempio ignorano che le pratiche fisiche degli orange provengono dal lavoro di Gurdjeff-dalcroxe.
(si parla per esperienza diretta , avendo visto gli orange danzare le ginnastiche sacre su un enorme enneagramma al centro del quale campeggiava la visione tetramorfa (angelo, toro, leone, aquila).

per avere una minima idea di cosa sia il tantra sarebbe opportuno leggere il Mahanirvasna tantra con la introduzione di Avalon (ed. mediterranee)

per comprendere cosa è il tantra forse occorrerebbe meditare sulla storia del discepolo di shankara, devoto allla Dea, che per salvare il suo maestro si trasformò in Tigre (o nara simba, uomo leone per alcuni)e sgozzò un sicario divorandone gli intestini caldi.


un abbraccio.
ryu no kokyu
Il Manzo non Esiste

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5644
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

Messaggioda Paolo proietti » 6 febbraio 2008, 21:54

Osserviamo innanzitutto che esiste [tuttora] altresì in India un notevole sistema yogico che è per sua natura sintetico e parte da un grande principio centrale della Natura, da una grande forza dinamica [della Natura]; ma si tratta di uno yoga distinto, non di una sintesi di altre scuole. Questo
sistema è la via del Tantra.


A causa di [qualcuno dei suoi sviluppi] alcune sue deviazioni, il Tantra è caduto in discredito fra coloro che non sono tantrici; ciò principalmente a causa degli sviluppi del suo sentiero della mano sinistra, il Vama Marga, che non [pagò] pago di superare la dualità della virtù e del peccato, invece di sostituirli con una spontanea rettitudine dell'agire, è sembrato [costituirsi come metodo di auto-indulgenza, di libera immortalità sociale] aver fatto della licenza un metodo, dell’immoralità sociale un sistema..


Tuttavia, all'origine il Tantra fu un ampio e potente sistema basato su concezioni che erano almeno parzialmente vere. Anche la sua duplice divisione tra i sentieri della mano destra e della mano sinistra, Dakshina Marga e Vama Marga, trovò origine in una sicura e profonda intuizione.



Nell'antico senso simbolico dei termini Dakshina e Vama, si trattava della distinzione tra la via della Conoscenza e la via dell'Ananda: la natura dell'uomo che si liberava attraverso un esatto discernimento dei poteri e [delle attività] dall’impiego delle proprie energie, elementi e potenzialità, e la natura nell'uomo che si liberava attraverso invece la gioiosa accettazione dei poteri e [delle attività] dall’impiego delle proprie energie, elementi e potenzialità.


Ma in entrambe le vie vi fu alla fine un oscurarsi dei principi, una deformazione [simbolica e una caduta] e uno scadimento dei simboli.



Se comunque abbandoniamo anche qui i metodi e le pratiche attuali e ricerchiamo il principio centrale, troviamo come prima cosa il fatto che il Tantra si differenzia espressamente dai metodi yoga di tipo vedico. In un certo senso, tutte le scuole che abbiamo sin qui esaminato sono vedantiche [nella loro concezione] nei loro principi;


la loro forza è nella conoscenza, il loro metodo è nella conoscenza, sebbene [essa non sia sempre discernimento attraverso l'intelletto] non sempre di ciò si avveda l’intelletto, ma [possa invece essere] è anche conoscenza del cuore espressa nell'amore e nella fede o conoscenza della volontà che si [sviluppa] manifesta attraverso l'azione.


In tutte queste scuole il Signore dello yoga è il Purusha, l'anima consapevole che conosce, osserva, attrae, dirige.


Ma nel Tantra è piuttosto Prakriti, l'anima della natura, l'energia, la Forza-Volontà esecutrice dell'universo. Fu scoprendo ed applicando i segreti più intimi di questa Forza-Volontà, il suo metodo, il suo Tantra, che lo yogi tantrico perseguì gli scopi della sua disciplina: [conoscenza profonda] dominio di sé, perfezione, liberazione, beatitudine. Invece di ritirarsi di fronte alla Natura manifestata e alle sue difficoltà, egli le affrontò, se ne impadronì e le vinse.


Ma alla fine, come è nella tendenza generale di Prakriti, lo yoga tantrico perse gran parte dei suoi principi nei suoi meccanismi e divenne [un oggetto] una raccolta di formule e [azioni] tecniche occulte ancora potenti quando rettamente usate, ma [cadute] scadute della chiarezza del loro [concetto] intento originario.


Abbiamo in questa concezione tantrica centrale un aspetto della verità: [l'adorazione] il culto dell'energia, della Shakti, come sola forza effettuale per ogni realizzazione.

Cogliamo l'altro estremo nella concezione vedantica della Shakti come potere illusionistico e nella ricerca del Purusha silenzioso e immobile come mezzo di liberazione dagli inganni prodotti dall'energia creatrice.

Ma nella concezione integrale [l'anima integrale,] l'anima conscia rappresenta il Signore, l'anima della natura la sua energia esecutrice. Il Purusha è della natura di Sat, autoesistenza pura ed infinita, cosciente di sé;

Shakti o Prakriti sono della natura di Chit, il potere dell’autoesistenza conscia pura ed infinita del Purusha. La relazione tra i due si trova tra i poli del riposo e dell'azione.

Quando l'energia è assorbita nella beatitudine [del conscio autoesistere] dell’esistenza autocosciente, c'è riposo; quando il Purusha si espande nell'azione della sua energia, c'è attività,
creazione e gioia o Ananda del divenire. Ma se l'Ananda è il creatore e la causa di ogni divenire, il suo metodo è Tapas o la forza [della coscienza] cosciente del Purusha [che è propria alla] concentrato sulla sua infinita potenzialità di esistenza e che da essa produce [verità ideali] Idee Reali, o vere idee, Vijana, le quali derivando da una onnisciente e onnipotente autoesistenza, possiedono la certezza del proprio compimento e contengono in se stesse la natura e la legge del proprio divenire nei termini della mente, della vita e della materia. La finale onnipotenza di Tapas e l'infallibile compimento dell’Idea sono il fondamento reale di ogni yoga.

Sri Aurobindo, La Sintesi dello Yoga, Ubaldini, p. 44-46
Il Manzo non Esiste

Avatar utente
Shunia
sudra
sudra
Messaggi: 26
Iscritto il: 2 febbraio 2008, 12:49
Località: L'Aquila

Tao

Messaggioda Shunia » 7 febbraio 2008, 1:37

L'ultima parte del discorso presentato da Paolo Proietti inevitabilmente mi conduce a pensare ai principi della filosofia Taoista. Questo spostamento verso il pensiero cinese mi pare interessante per sottolineare la nostra tipica impronta culturale che ci vede forgiati nel mito della scienza. La filosofia cinese è più affine sotto certi aspetti al nostro modo occidentale di pensare. Essa parla di forze naturali come il Chi, per dire il più conosciuto, in maniera impersonale simile quindi alle nozioni di energia che prendiamo dalla fisica per descrivere alcuni stati psicofisici. Segue poi una pratica (Tai chi, arti marziali, Chi qong) basata su di un lavoro preciso e meticoloso direi fatto proprio con metodo scientifico. Invece i linguaggi tantrici legati alla tradizione indu e tibetana ci possono apparire astrusi, irrazionali o addirittura superstiziosi e folkloristici. Sono ovvero molto estranei alla nostra forma mentis basata su di un'idea di realtà fondata su di una natura obiettiva, reale ed esterna, almeno per chi ce l'ha. Essi appaiono come intime discussioni su segni, gesti e azioni speciali, un diaologo fra amanti incomprensibile agli estranei.
Quindi in ciò che popolarmente si raccoglie sotto il termine tantra -esulando dai particolarismi storici- si potrebbe descrivere ciò che si passa attraverso le famose trasmissioni iniziatiche, ovvero che richiedono una trasmissione di potere da chi ce l'ha a chi è candidato ad averlo.
Pongo allora delle domande:
Dire tantra vuol dire iniziazione?
Cosa è un'iniziazione?
Che relazione c'è tra Yoga e iniziazione?
OOOMMM
Shunia

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5644
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

Messaggioda Paolo proietti » 7 febbraio 2008, 9:12

La filosofia cinese è più affine sotto certi aspetti al nostro modo occidentale di pensare. Essa parla di forze naturali come il Chi, per dire il più conosciuto, in maniera impersonale simile quindi alle nozioni di energia che prendiamo dalla fisica per descrivere alcuni stati psicofisici. Segue poi una pratica (Tai chi, arti marziali, Chi qong) basata su di un lavoro preciso e meticoloso direi fatto proprio con metodo scientifico. Invece i linguaggi tantrici legati alla tradizione indu e tibetana ci possono apparire astrusi, irrazionali o addirittura superstiziosi e folkloristici.


la tradizione è unica, assume forme diverse a seconda della cultura in cui si manifesta.
Se si vuole abbracciare un ramo tradizionale, e il taoismo lo è, occorre conoscerlo.

per essere taoisti occorre essere lao Tse.
il taoismo e l'induismo e la filosofia di platone-plotino , a ben guardare e senza cadere nella tentazione del sincretismo, si basano sui medesimi principio, anzi sul medesimo principio.

lao tse,samkara, platone arrivano ad usare le medesime metafore.

dai frammenti orfici, dallibro di lao tse, dai testi di shamkara emerge un principio inconoscibile (lo zeus di prima, del mentre e della fine) che trova manifestazione in un mondo diviso in tre piani coscenziali : il mondo di veglia, di sogno, e sonno profondo.

nel taoismo dal wu chi (vuoto) si manifesta il tai chi (armonia delle forze maschili e femminili).
yin e yang, rappresentati dal simbolo del dobbio pesce( tai chi tu), sono energia e materia e corrispondono pienamente al Purusha -prakrti del samhkia.
dal tai chi si producono i 5 elementi e il totale delle manifestazioni.

il simbolo del tai chi tu è particolare perchè rappresenta un mucchio di cose tra cui le tre forze (gunas)
il nero rappresenta tamas (stasi), il bianco rappresenta rajas (attività-acceòerazione) il cerchio esterno, la cui circonferenza è pari al perimetro di ciascun "pesce", è sattva.

per ciò che riguarda il ch'i, la parola è generica.

Ch'i è l'energia di Maya.
l'alchimista deve rettificarla, esattamente come si fa nelle pratiche che riguardano Kundalini, è trasformata in Jing e poi in shen.

la discesa di shen, energia spirituale, è identica alla discesa della volontà-shakti una volta stabilizzato il chakra dai mille petali.

ma le energie sono molte di più.
si può studiare, volendo il rapporto tra le varie energie chi ed i 5 venti (vaju) della tradizione indo tibetana.

per ciò che riguarda l'iniziazione in oriente ed occidente assume forme diverse (in oriente c'è il guru oppure c'è l'iniziazione diretta di shiva in occidente è di solito una organizzazione che impartisce le iniziazioni) ma fa riferimento sempre ad un'unica tradizione.

iniziazione è un passaggio di stato.
una parola, un rito, un'immagine (reale o visualizzata) contribuiscono a risolvere dati processi energetici ed a portare a diversi stati di coscienza.


un abbraccio.
ryu no kokyu.

l'iniziazione è un passaggio
Il Manzo non Esiste

Avatar utente
Shunia
sudra
sudra
Messaggi: 26
Iscritto il: 2 febbraio 2008, 12:49
Località: L'Aquila

shen

Messaggioda Shunia » 7 febbraio 2008, 11:59

Come si legge nel corpo la discesa dello shen?
Vale l'equivalenza: tejas, ojas, prana= chi, jiing, shen?
Grazie
OOOMMM
Shunia

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5644
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

Re: shen

Messaggioda Paolo proietti » 7 febbraio 2008, 15:55

Shunia ha scritto:Come si legge nel corpo la discesa dello shen?
Vale l'equivalenza: tejas, ojas, prana= chi, jiing, shen?
Grazie
OOOMMM
Shunia

la tradizione è unica, ma ogni lignaggio ha proprie tecniche operative.
chiaro che vi siano delle analogie, ma il cercare e trovare nelle tecniche operative delle basi teoriche comuni, con scopo di operare una sintesi e opera che si potrebbe cominciare solo dopo una conoscienza reale e completa dei vari lignaggi.

nel tao delle tecniche sessuali, ad esempio, si parla di energia maschile calda discendente e di energia femminile fredda ascendente.

volendo si potrebbero collegare ad Apana e Prana.
ma ha senso tale analogia senza aver esperito le energie in questione?

occorre scoprire il proprio lignaggio-sentiero e portarlo fino in fondo.
e ciò dipende dalle qualificazioni dell'aspirante.
la Tradizione parla di filosofia realizzativa.
è basata sulla pratica, sulle tecniche per giungere a determinati stati coscienziali.

la percezione della circolazione delle energie nel corpo e la loro utilizzazione è subordinata ad un salto coscienziale.

l'importante non è sapere come si chiama quell'energia o qual'è il suo percorso, ma percepire o meglio ascoltare la circolazione di quell'energia.

Uno dei maggiori pericoli per l'aspirante è la immaginazione.
dire ad un aspirante come si percepisce la discesa dell'Elisir taoista è utile come cartina al tornasole quando il richiedente ha già sperimentato tale discesa.

è utile per evitare certi danni che potrebbero essere provocati da una cattiva pratica.

la teoria è utile a chi già sa.
la qualificazione di un aspirante si esplica in una serie di fenomeni e sensazioni inconfondibili.

é il corpo psichico che comincia a manifestarsi nel corpo fisico.

in realtà il corpo fisico è sempre una manifestazione del corpo psichico, ma le resistenze dell'io illusorio e la pretesa che il Sé ed il corpo grossolano coincidano, impedisce che si raggiunga la consapevolezza del corpo psichico (che sarebbe ciò che nello yoga viene definito corpo sottile o Lingam.


ma torniamo alle eauivalenze che proponi:
nelle applicazioni marziali del taoismo si arriva ad enumerare più di venti diversi tipi di chi o jing.
i termini chi ,jing e shen assumono significati diversi a seconda delle diverse scuole.

un testo interessante può essere a proposito Il segreto del Fiore d'oro con prefazione di Jung.

altro testo interessante può essere "la ricerca del Ki" di Kenji Tokitsu, ed. Luni.

i testi servono come cartelli indicatori, ma la pratica è sempre personale.

tuttosommato si può dire che Chi è l'energia di base dell'universo, il sostrato elettronico dell'universo.

il Jing rappresenta il vestitino che indossa il chi quando diviene energia sessuale.
Shen è l'energia spirituale o mentale.
dove mentale non indica la nostra mente la mente universale.

se cerchi sul forum troverai vari post che parlano di fisiologia taoista e di rapporti tra yoga e tecniche psicofisiche cinesi.

ma oltre a leggere sarebbe improtante sviluppare l'ascolto consapevole.
Lo Yoga è Ascolto.
il Tai Chi è Ascolto.
L'Ai Ki Do è Ascolto.

senza ascolto non vi è pratica e le parole sono solo cartucce da sparare in discussioni tra eruditi o in tentativi di seduzione del pollastro/pollastra di turno.


un abbraccio.
ryu no kokyu
Il Manzo non Esiste

Avatar utente
Shunia
sudra
sudra
Messaggi: 26
Iscritto il: 2 febbraio 2008, 12:49
Località: L'Aquila

condivido

Messaggioda Shunia » 7 febbraio 2008, 16:54

Il frutto della pace è appeso all'albero del silenzio...il valore dell'ascolto è fondamentale tanto che esso parte dal silenzio.
Trovo conferma di tutte le tue parole nella pratica e ciò mi aggrada perchè, a parte gli studi, ho potuto verificare che effettivamente seguendo determinati principi si ottengono risultati simili. Condivido la storia del manzo...
Grazie
OOOMMM
Shunia
Universum sum et nihil a me alienum puto

Avatar utente
Satori
vaisya
vaisya
Messaggi: 104
Iscritto il: 12 luglio 2007, 12:47
Località: Alessandria - Pavia
Contatta:

Re: tantra e yoga secondo osho

Messaggioda Satori » 7 febbraio 2008, 19:47

selene ha scritto:ho recentemente finito di leggere il libro "tantra" di Osho Rajneesh,dove viene analizzato il canto Mahamudra di Tilopa. mi è sembrato di capire dalla lettura meditata di piu di un capitolo che osho si schiera contro lo yoga. egli afferma che lo yoga è la via del guerriero mentre il tantra è la via regia.


...Osho dice tutto ed il contrario di tutto nei suoi scritti, più che altro perché i suoi scritti sono praticamente "sbobinamenti" fatti dai suoi discepoli di sue varie conversazioni. E lo stesso Osho, ha ripetuto più volte, che per lui dire tutto ed il contrario di tutto, a seconda di chi si trovasse di fronte, era necessario al suo vero scopo, cioè cercare di "svegliarlo"...con davanti uno "yogin egoico", avrebbe detto una cosa, di fronte ad uno "schiavo orgasmico", ne avrebbe detta un'altra... ...per Osho, sia lo yoga, sia il Tantra, sia "qualunque altra cosa" sono "perdite di tempo" usate per chi non vuole o non riesce o non vede il modo di "risvegliarsi", cosa a sua detta di una semplicità infantile... :mrgreen: ...ma dopo l'illuminazione ovviamente

Avatar utente
pushan
brahmana
brahmana
Messaggi: 1727
Iscritto il: 15 gennaio 2007, 11:57

Re: tantra e yoga secondo osho

Messaggioda pushan » 7 febbraio 2008, 20:07

Satori ha scritto:
selene ha scritto:ho recentemente finito di leggere il libro "tantra" di Osho Rajneesh,dove viene analizzato il canto Mahamudra di Tilopa. mi è sembrato di capire dalla lettura meditata di piu di un capitolo che osho si schiera contro lo yoga. egli afferma che lo yoga è la via del guerriero mentre il tantra è la via regia.


...Osho dice tutto ed il contrario di tutto nei suoi scritti, più che altro perché i suoi scritti sono praticamente "sbobinamenti" fatti dai suoi discepoli di sue varie conversazioni. E lo stesso Osho, ha ripetuto più volte, che per lui dire tutto ed il contrario di tutto, a seconda di chi si trovasse di fronte, era necessario al suo vero scopo, cioè cercare di "svegliarlo"...con davanti uno "yogin egoico", avrebbe detto una cosa, di fronte ad uno "schiavo orgasmico", ne avrebbe detta un'altra... ...per Osho, sia lo yoga, sia il Tantra, sia "qualunque altra cosa" sono "perdite di tempo" usate per chi non vuole o non riesce o non vede il modo di "risvegliarsi", cosa a sua detta di una semplicità infantile... :mrgreen: ...ma dopo l'illuminazione ovviamente


e già...
proprio tantra:
se non vedi la figura nella trama dell'arazzo e vedi solo i singoli fili, non sei nel tantra, nella rete dell'Energia, tra le braccia della Madre, penetrato dalla Dea e suo fattore, suo Amante.
Mi chiedevo nuovamente prima: "perchè dialoghiamo"?
facciamo quasi sempre azioni per bisogno di qualcosa.
Il tantra non nega i bisogni, li assimila e li trasfigura in un amore più grande.
Ci vive insieme, ci danza.
Il desiderio è sacro.
La danza delle cinque Kandro ci spinge a dialogare, a danzare insieme.
Trame di luce si intersecano e vibrano per qualche istante insieme.
L'arcobaleno trasfonde nella luce bianca: l'estasi del tantra, la mano che accarezza le incisioni sulla pietra.
Io sono blu, oggi, tu di che colore sei?
ciao
pushan

PS: Osho mi è sempre stato molto simpatico, capivo quello che diceva.

AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2512
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 8 febbraio 2008, 0:01

Ma Marco Rotonda che fine ha fatto?

Avatar utente
Satori
vaisya
vaisya
Messaggi: 104
Iscritto il: 12 luglio 2007, 12:47
Località: Alessandria - Pavia
Contatta:

Re: tantra e yoga secondo osho

Messaggioda Satori » 8 febbraio 2008, 17:39

pushan ha scritto:Io sono blu, oggi, tu di che colore sei?


...purtroppo oggi sono blu anch'io, come dicono gli inglesi...al mio cagnone hanno diagnosticato ieri un calcinoma e vista la sua età e la sua mole non ci si può far nulla...mi faccio coccolare da una dolce malinconia e dal suo testone...e già già :roll:

Avatar utente
pushan
brahmana
brahmana
Messaggi: 1727
Iscritto il: 15 gennaio 2007, 11:57

Re: tantra e yoga secondo osho

Messaggioda pushan » 8 febbraio 2008, 20:27

Satori ha scritto:
pushan ha scritto:Io sono blu, oggi, tu di che colore sei?


...purtroppo oggi sono blu anch'io, come dicono gli inglesi...al mio cagnone hanno diagnosticato ieri un calcinoma e vista la sua età e la sua mole non ci si può far nulla...mi faccio coccolare da una dolce malinconia e dal suo testone...e già già :roll:


nel campo di energia della danzatrice del cielo blu si è nello spazio senza limiti.
Se l'energia si distorce si è nell'indifferenza e nel torpore, se l'energia è liberata è l'intelligenza onnipresente e lo spazio onnicomprensivo.
Se il blu prevale a volte ci si chiude nel proprio bozzolo invece che esprimersi nella libertà.
Per fortuna oggi sono rossa! :mrgreen:
tanti auguri per il tuo cagnone, quanti anni ha?
ciao
pushan


Torna a “Tantra e altre vie”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite