tantra baggianate

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
labor
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Messaggioda labor » 9 maggio 2007, 18:03

grazie Ganesha, penso che acquisterò il libro di V. L.

Tra i libri indicati sopra, o altri se li conosci, quale mi consiglieresti come secondo passo? (così faccio un solo ordine, mi segui?)

ciao e grazie di nuovo.

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Messaggioda R9+ » 9 maggio 2007, 20:32

devata ha scritto:nessuno si è mai chiesto perchè i VERI MAESTRI si guardano bene dal proporre la pratica di certe tecniche sessuali denominate da noi Tantra?
Mentre al contrario i commercianti dello yoga ci campano?!
Non ci vuole una mente superiore per intuire che da qualche parte è nascosto l'inghippo!!


Ciao ricordando che anch'io penso che tantra non voglia dire sesso e che solo una parte del tantrismo si riferisce all'aspetto erotico noto come ogni volta si finisca sempre per denigrare completamente ciò che in realtà, a quanto ammesso, non si conosce.
Un conto è notare che in molti (probabilmente chi ha una conoscenza superficiale a riguardo) quando sentono la parola tantra cominciano a fare fantasie sul sesso e altro è fare delle affermazioni come quelle qui sopra che denotano un certo bigottismo.
Vedi se il tuo Maestro segue un'altra via per arrivare al divino non vuol dire che chi integra anche le tecniche di controllo del potenziale sessuale (tecniche che possono essere dei "catalizzatori" per l'elevazione dell'essere) sia un ciarlatano.
Il tuo è un pregiudizio che avevi già manifestato, lasciati una possibilità che esistano esseri che conoscano realmente certe tecniche e che siano anche in grado di trasmetterle a chi è preparato.



Forse io non ho un Vero Maestro o forse non sono così presuntuoso da sentirmi preparato, o forse siccome lo sono so anche di cosa parlo, o forse sono solo un bigotto, come dici tu, chissa?!

Io non metto in dubbio che esistano Esseri che conoscano tali tecniche, dico solo che tali Esseri si guarderebbero bene dal trasmetterle a te, e questo per motivi che conosco molto meglio di quanto tu possa immaginare.
Perchè tali Esseri sanno che ci sono strade piu sicure e piu adatte a persone che vivono nel nostro contesto quotidiano, cioè che tutti i giorno devono andare a lavorare, che vivono in famiglia, che hanno rapporti sociali di tutti i tipi, che vivono cioè in un ambiente in netto contrasto con il tipo di vita che richiederebbe la pratica di tecniche cosi evolute.
Chi non riesce a capire questo non è poi cosi evoluto come vorrebbe far credere, secondo mio modestissimo parere.
Persino i grandi Guru e Maestri spirituali, seppur notevolmente piu avanzati di te e di me, differenziano le proprie pratiche a seconda dell'ambiente e della situazione che si trovano a vivere al momento.
Un Guru che vive in città non fa le stesse pratiche di un Guru che vive in un luogo appartato lontano da tutto!
E non tutto quello che è valido in un ashram Indiano può esserlo a Reggio Emilia o a Roma.
I Veri Maestri questo lo sanno, gli altri no, tutto qua.
Ma forse certi dettagli ancora ti sfuggono, non è colpa tua.

devata
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Messaggioda devata » 10 maggio 2007, 1:04

Forse io non ho un Vero Maestro o forse non sono così presuntuoso da sentirmi preparato, o forse siccome lo sono so anche di cosa parlo, o forse sono solo un bigotto, come dici tu, chissa?!

Io non metto in dubbio che esistano Esseri che conoscano tali tecniche, dico solo che tali Esseri si guarderebbero bene dal trasmetterle a te, e questo per motivi che conosco molto meglio di quanto tu possa immaginare.

Parli senza sapere ciò di cui stai parlando.
Magari alcuni di noi hanno la possibilità di aver accesso ad alcune informazioni (mi riferisco in generale non nello specifico della nostra discussione) perchè il loro karma glielo permette; magari quello che tu stai facendo (per quel che riguarda la tua evoluzione ) un'altro lo ha fatto in un'altra esistenza...magari ciò che per te non è ancora il momento di sapere qualcuno è pronto a riceverlo..


Perchè tali Esseri sanno che ci sono strade piu sicure e piu adatte a persone che vivono nel nostro contesto quotidiano, cioè che tutti i giorno devono andare a lavorare, che vivono in famiglia, che hanno rapporti sociali di tutti i tipi, che vivono cioè in un ambiente in netto contrasto con il tipo di vita che richiederebbe la pratica di tecniche cosi evolute.

Le conoscenze che si possono avere per quel che riguarda l'eros trasfiguratore tantrico NON impediscono all'essere di integrarsi nella socirtà in cui vive.
Scusa ma la sessualità fa parte dell'essere e non prescinde dal resto della quotidianità...o forse te ne sei dimenticato?!
Vedi il discorso che fai tu potrebbe tranquillamente essere riferito a qualsiasi comportamento/stile che non rientra nei canoni adottati dalla maggiranza.
Portandoti la mia esperienza posso assicurarti che sono pure troppo integrata nel contesto mentre secondo la tua ottica dovrei avere dei problemi visto che baso la mia vita seguendo delle "norme" che sono in netto contrasto con alcuni comportamenti dei più ...e non mi riferisco a come affronto la sessualità (che è un ambito privato) ma a cose più semplici tipo l'essere vegetariana..il non fumare o bere alcolici...il non amare passare il tempo in locali ecc..pensa nonostante tutto sono integrata...


Chi non riesce a capire questo non è poi cosi evoluto come vorrebbe far credere, secondo mio modestissimo parere.

Nessuno vuol far credere qualcosa agli altri...o meglio io no...poi non so tu...


Persino i grandi Guru e Maestri spirituali, seppur notevolmente piu avanzati di te e di me, differenziano le proprie pratiche a seconda dell'ambiente e della situazione che si trovano a vivere al momento.
Un Guru che vive in città non fa le stesse pratiche di un Guru che vive in un luogo appartato lontano da tutto!

Esiste una caverna interiore in cui anche il Guru della città è solito ritirarsi...e la comunione con l'Assoluto non è da meno di quella che assapora il Guru che vive isolato...
Secondo me hai una visione sbagliata dell'erotismo tantrico, altrimenti non affermeresti certe cose.
Ma seconto la tua visione quali "effetti" dovrebbero esserci nella pratica di alcuni aspetti della sessualità tantrica da non permettere all'individuo di integrarsi nel suo ambiente?


E non tutto quello che è valido in un ashram Indiano può esserlo a Reggio Emilia o a Roma.

Se una cosa è autentica allora è valida in qualsiasi parte del mondo.

I Veri Maestri questo lo sanno, gli altri no, tutto qua.
Ma forse certi dettagli ancora ti sfuggono, non è colpa tua.

Mi fa molto sorridere il modo che hai di interagire...da grande realizzato...va che è una buona autotrasfigurazione che fai .....solo che per diventarlo ci vuole anche l'impegno e la pratica...
"Sii umile come un filo d'erba e paziente e capace di sopportare come un albero"

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Messaggioda R9+ » 10 maggio 2007, 9:13

Come ho appunto detto, ci sono cose di cui non puoi renderti conto,per ora, tutto qua, e si vede da quello che scrivi, che sicuramente è in totale buona fede, e appunto perchè so che sei in buona fede e che non conoscendomi le mie parole non possono avere attendibilità, che non mi sembra il caso di insistere nel replicare, dato che ognuno è libero di fare quello che vuole. (o almeno di provarci)
Se Dio lascia liberi gli esseri di sperimentare e di imparare attraverso il risultato delle loro azioni, chi sono io per impedire a te o a chiunque altro, di fare ciò che vuole?
Se sei in grado di accettare un banale consiglio, ti chiedo solo di imparare a leggere bene e con calma e in maniera distaccata quello che scrivo, cosi eviterai di capire fischi per fiaschi, come spesso accade.
Il distacco serve anche a questo.
Saluti

devata
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Messaggioda devata » 10 maggio 2007, 10:49

....rileggiti l'ultima frase del mio post....e riflettici...
"Sii umile come un filo d'erba e paziente e capace di sopportare come un albero"

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Messaggioda R9+ » 10 maggio 2007, 10:57

Forse se a riflettere fossi stata tu,avresti evitato di scrivere una sciocchezza simile.
Se è vero che dai frutti si riconosce l'albero....................

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Messaggioda R9+ » 10 maggio 2007, 11:18

Tornando al topic, chiunque prenda qualche testo che tratti di tecniche Tantriche e ne scopiazzi qua e la qualche frase, può scrivere un libro come quello di Van Lysebethe, che come tanti altri libri in commercio, è una ottima operazione commerciale.
Questo non toglie che a qualcuno possa piacere o risultare interessante, ma è bene prendere atto delle cose per quello che sono.

solesorriso
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tantra e...

Messaggioda solesorriso » 22 settembre 2007, 16:54

mi è piaciuta la battuta sui carboidrati!! :D complimenti è bellissima... purtroppo, molto semplicemente, "esercitare" il tantra per la maggior parte dei "cristiani" non è altro che una scusa per fare sesso a oltranza essendo "benedetti" dal divino. buona vita

mario corda
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richiesta di un testo

Messaggioda mario corda » 22 settembre 2007, 18:23

Salve a tutti, mi inserisco un momento in questa discussione per chiedere una gentilezza.
Sto cercando il libro di Mantak Chia "Tao yoga dell'amore", che è introvabile perchè in ristampa.
Poichè in vostre discussioni precedenti è stato citato parecchie volte da diversi utenti, mi domandavo se qualcuno volesse essere così gentile da farne fare delle fotocopie per me.
Naturalmente gli spedirei preventivamente il denaro necessario per tutte le spese.
Questa è la mia e-mail:
mario.corda.6d3c[at]alice.it ( sostituire [at] con @ )
Grazie comunque, anche per le tante utili informazioni che ho potuto apprendere dalla lettura delle vostre discussioni.

shanti, mario

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Messaggioda mario corda » 25 settembre 2007, 10:50

Grazie comunque agli utenti del forum.
Vogliate scusare l'interruzione e dimenticarla.
Buon proseguimento, mario.

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Satori
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Messaggioda Satori » 25 settembre 2007, 16:51

...sto tuttora leggendo il libro sul tantra di Van Lysebeth e mi sento di consigliarlo, soprattutto a chi "vuole fare sesso per ore con la benedizione del divino", perché intanto lo farebbe lo stesso. La vedo un pò come la politica di "riduzione del danno" che viene consigliata nei casi di tossico dipendenza. Noi siamo malati di sesso e su questo testo si trovano metodi ed esercizi per "limitare i danni" di questa nostra ossessione. Un passo alla volta, per provare a "fare" ci vogliono "energie", e su quelle pagine viene spiegato a noi maschietti, in un linguaggio "comprensibile", come tenerci le nostre energie. Una volta che si hanno delle energie a disposizione, allora si può provare a "fare". Per me è un ottimo testo, scritto da una persona che ritengo coraggiosa (o incosciente): sui suoi libri si trovano descritte tecniche "pericolose" con chiari inviti a non aver paura e a sperimentarle. Sperimentatele! Credo che per noi sia più utile leggere questo libro che cercare tra libri scritti migliaia di anni fa per uomini di migliaia di anni fa con problemi di migliaia di anni fa...

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Lella
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Messaggioda Lella » 27 settembre 2007, 16:37

Ciao...ma allora fatemi capire, sto tantra c ha o non ha a che fare co sto benedetto sesso?!

ckstars
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Messaggioda ckstars » 28 settembre 2007, 18:43

Biologicamente me la cavo con l'idea che
mi sono fatto della biologia:
piscio; eiaculo; piango.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 28 settembre 2007, 20:35

Lella ha scritto:Ciao...ma allora fatemi capire, sto tantra c ha o non ha a che fare co sto benedetto sesso?!

direi che potremmo definitivamente chiudere la faccenda.
no il tantra è una gigantesca costruzione che si propone di giungere alla realizzazione attraverso le funzioni e i processi.

cara Lella,se si leggessero i tantra forse lo si capirebbe.
i tantra induisti sono le conversazioni tra la Dea e Shiva.

i tantra tibetani sono gli insegnamenti esoterici di buddha in quanto nono avatara di Visnù.

ciò che arriva a noi è la degenerazione di una delle due grandi scuole di tantra, quella della mano sinistra, degenerata ad un insieme di credenze ed occultismo.


mi permetto di incollare parte di un testo di Sri Aurobindo sui tantra[i]
l'ho scaricato da www.esonet.org e, avendo sospettato delle inesettezze nella traduzione ,l'ho fatto controllare da L.C. una mia gentilissima amica che ha rintracciato i brani originali (il cui titolo è riportato in calce dopo ogni brano,)ed ha corretto alcuni passaggi.
Tra parentesi quadra le frasi o le parole dubbie e di seguito le correzioni.

sarebbe opportuno , per farsi un 'idea del tantrismo shivaita, leggere il Mahanirvana tantra, ed.mediterranee, introduzione di Avalon.

se occorrono delle indicazioni bibliografiche sui tantra tibetani fammelo sapere

un abbraccio,
p.

TANTRA

Osserviamo innanzitutto che esiste [tuttora] altresì in India un notevole sistema yogico che è per sua natura sintetico e parte da un grande principio centrale della Natura, da una grande forza dinamica [della Natura]; ma si tratta di uno yoga distinto, non di una sintesi di altre scuole. Questo

sistema è la via del Tantra. A causa di [qualcuno dei suoi sviluppi] alcune sue deviazioni, il Tantra è caduto in discredito fra coloro che non sono tantrici; ciò principalmente a causa degli sviluppi del suo sentiero della mano sinistra, il Vama Marga, che non [pagò] pago di superare la dualità della virtù e del peccato, invece di sostituirli con una spontanea rettitudine dell'agire, è sembrato [costituirsi come metodo di auto-indulgenza, di libera immortalità sociale] aver fatto della licenza un metodo, dell’immoralità sociale un sistema.. Tuttavia, all'origine il Tantra fu un ampio e potente sistema basato su concezioni che erano almeno parzialmente vere. Anche la sua duplice divisione tra i sentieri della mano destra e della mano sinistra, Dakshina Marga e Vama Marga, trovò origine in una sicura e profonda intuizione. Nell'antico senso simbolico dei termini Dakshina e Vama, si trattava della distinzione tra la via della Conoscenza e la via dell'Ananda: la natura dell'uomo che si liberava attraverso un esatto discernimento dei poteri e [delle attività] dall’impiego delle proprie energie, elementi e potenzialità, e la natura nell'uomo che si liberava attraverso invece la gioiosa accettazione dei poteri e [delle attività] dall’impiego delle proprie energie, elementi e potenzialità. Ma in entrambe le vie vi fu alla fine un oscurarsi dei principi, una deformazione [simbolica e una caduta] e uno scadimento dei simboli.

Se comunque abbandoniamo anche qui i metodi e le pratiche attuali e ricerchiamo il principio centrale, troviamo come prima cosa il fatto che il Tantra si differenzia espressamente dai metodi yoga di tipo vedico. In un certo senso, tutte le scuole che abbiamo sin qui esaminato sono vedantiche [nella loro concezione] nei loro principi; la loro forza è nella conoscenza, il loro metodo è nella conoscenza, sebbene [essa non sia sempre discernimento attraverso l'intelletto] non sempre di ciò si avveda l’intelletto, ma [possa invece essere] è anche conoscenza del cuore espressa nell'amore e nella fede o conoscenza della volontà che si [sviluppa] manifesta attraverso l'azione.

In tutte queste scuole il Signore dello yoga è il Purusha, l'anima consapevole che conosce, osserva, attrae, dirige. Ma nel Tantra è piuttosto Prakriti, l'anima della natura, l'energia, la Forza-Volontà esecutrice dell'universo. Fu scoprendo ed applicando i segreti più intimi di questa Forza-Volontà, il suo metodo, il suo Tantra, che lo yogi tantrico perseguì gli scopi della sua disciplina: [conoscenza profonda] dominio di sé, perfezione, liberazione, beatitudine. Invece di ritirarsi di fronte alla Natura manifestata e alle sue difficoltà, egli le affrontò, se ne impadronì e le vinse. Ma alla fine, come è nella tendenza generale di Prakriti, lo yoga tantrico perse gran parte dei suoi principi nei suoi meccanismi e divenne [un oggetto] una raccolta di formule e [azioni] tecniche occulte ancora potenti quando rettamente usate, ma [cadute] scadute della chiarezza del loro [concetto] intento originario.

Abbiamo in questa concezione tantrica centrale un aspetto della verità: [l'adorazione] il culto dell'energia, della Shakti, come sola forza effettuale per ogni realizzazione. Cogliamo l'altro estremo nella concezione vedantica della Shakti come potere illusionistico e nella ricerca del Purusha silenzioso e immobile come mezzo di liberazione dagli inganni prodotti dall'energia creatrice. Ma nella concezione integrale [l'anima integrale,] l'anima conscia rappresenta il Signore, l'anima della natura la sua energia esecutrice. Il Purusha è della natura di Sat, autoesistenza pura ed infinita, cosciente di sé; Shakti o Prakriti sono della natura di Chit, il potere dell’autoesistenza conscia pura ed infinita del Purusha. La relazione tra i due si trova tra i poli del riposo e dell'azione. Quando l'energia è assorbita nella beatitudine [del conscio autoesistere] dell’esistenza autocosciente, c'è riposo; quando il Purusha si espande nell'azione della sua energia, c'è attività,

creazione e gioia o Ananda del divenire. Ma se l'Ananda è il creatore e la causa di ogni divenire, il suo metodo è Tapas o la forza [della coscienza] cosciente del Purusha [che è propria alla] concentrato sulla sua infinita potenzialità di esistenza e che da essa produce [verità ideali] Idee Reali, o vere idee, Vijana, le quali derivando da una onnisciente e onnipotente autoesistenza, possiedono la certezza del proprio compimento e contengono in se stesse la natura e la legge del

proprio divenire nei termini della mente, della vita e della materia. La finale onnipotenza di Tapas e l'infallibile compimento dell’Idea sono il fondamento reale di ogni yoga.



Sri Aurobindo, La Sintesi dello Yoga, Ubladini, p. 44-46


***

I Rishi vedici non realizzarono mai la supermente sul piano terrestre o forse nemmeno vi tentarono. Essi cercarono di elevarsi individualmente al piano supermentale, ma non riuscirono a farlo discendere e a renderlo [parte] elemento permanente della coscienza terrestre. [Esistono] Ci sono persino versi delle Upanishad nei quali si allude al fatto che è impossibile varcare le porte del Sole (il simbolo della supermente) e conservare un corpo terrestre. E' per questo fallimento che lo sforzo

spirituale dell'India terminò nel Mayavada. Il nostro yoga è un duplice movimento di ascesa e di discesa; si sale a livelli di coscienza sempre più alti, ma allo stesso tempo si fa discendere il loro potere non solo nella mente e nella vita, ma da ultimo anche nel corpo. E il livello supremo, quello a cui sono rivolti i suoi sforzi, è la supermente. Solo quando questa può essere fatta discendere la trasformazione divina diventa possibile nella coscienza terrestre.



SA, Lettere, vol. II, p. 111



***

Il Veda e il Vedanta sono un aspetto dell'unica Verità; il Tantra, con la sua enfasi sulla Shakti, è un altro; in questo yoga si comprendono tutti gli aspetti della Verità, non nelle forme sistematiche che gli sono state attribuite in precedenza, ma nella loro essenza, e li si conduce al più perfetto e alto significato. Il Vedanta si occupa maggiormente dei principi e [delle concezioni fondamentali] dei caratteri essenziali della conoscenza divina e perciò molto del suo sapere e delle sue esperienze spirituali è stato integralmente riportato nell'Arya. Il Tantra si occupa maggiormente di forme, processi e poteri strutturati; tutto ciò non poteva essere assunto semplicemente com'era, perché lo yoga integrale ha necessità di sviluppare le proprie forme e metodi; ma l'ascesa della [consapevolezza] coscienza attraverso i centri [nervosi] e altro della conoscenza tantrica stanno dietro il processo di trasformazione al quale attribuisco così tanta importanza, anche la verità che niente può essere realizzato se non attraverso la forza della Madre.

Il processo [della salita] del risveglio della Kundalini [risvegliata] che sale attraverso i centri [nervosi], come anche la purificazione di questi centri, è una conoscenza di tipo tantrico. Nel nostro yoga non esiste un processo [forzato] volontario di purificazione ed apertura dei centri; né una salita di Kundalini ottenuta attraverso un determinato processo. Viene usato un altro metodo; [esiste tuttavia] c’è sempre l'ascesa della [consapevolezza] coscienza, da ed attraverso i differenti livelli sino a [raggiungere la più alta] congiungersi con la coscienza superiore situata al di sopra; [esiste] c’è l'apertura dei centri e dei piani (mentale, vitale, fisico) [che] cui questi centri [comandano] presiedono; [esiste] c’è inoltre [quel discendere] la discesa, che è la chiave principale della trasformazione spirituale. Perciò esiste, come ho detto, una conoscenza di tipo tantrico dietro il processo di trasformazione di questo yoga.



SA, Lettere, vol. II p. 83
Il Manzo non Esiste

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Lella
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Messaggioda Lella » 28 settembre 2007, 22:00

Ti ringrazio prorpio tanto...ero così fissata che fosse un percorso davvero sessuale ... cioè pensavo il tantra fosse una via x raggiungere l unicità attraverso la dualità della coppia, credevo che la via tantrica desse la possibilità di vivere la sessualità non fine a se stessa ma di sublimarla estaticamente verso l alto, di canalizzare tutta quella straordinaria energia sessuale verso l incontro con se stessi attraverso il compagno!

pensavo a tecniche meditative dinamiche e modi di respirare che agevolassero ...và bè...quanta ignoranza ci gira intorno facendoci scambiare lucciole x lanterne....sicuramente se non mi limitavo ad una superficiale ricerca ma anzi avessi approfondito come si deve non mi sarei imbattuta in tante sciocchezze...e mi chiedo con stupore come si possano permettere tutti quei corsi e seminari sul tantra che promettono orgasmi da urlo e fusioni simbiotiche col proprio partener...ecc...

Se mi permetti vorrei mi togliessi una curiosità, tutte quelle statue raffiguranti meravigliosi ed estatici amplessi sessuali...cosa stanno ad indicare simbolicamente parlando? :roll:


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