l'importanza della preghiera

la via della devozione
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l'importanza della preghiera

Messaggioda yoga.san » 25 marzo 2014, 12:25

E’ da un pò che mi aggiro per questa piazza virtuale.
Ho sempre cercato di evitare di toccare certi argomenti per schivare l’etichetta di fuoriditesta mistico.
Sì, fuoriditesta. Etichetta pesante, un pregiudizio che, quando ti marchia, rischia di cancellare qualsiasi interesse per quel che scrivi, ammesso e non concesso che quel che si scrive qui abbia qualche interesse o utilità. Spesso ho la netta impressione che la maggior utilità sia per chi scrive piuttosto che per chi legge…. Ma sì, in fondo son convinto di sì, che ci sia senso…. Lo strumento internet è straordinario, pur nell’eccesso di dispersione. In un pianeta che è una palestra di allenamento, ci si addestra all’unità, anche grazie all’informatica, mentre l’inerzia spingerebbe ad accrescere le divisioni.
Bene. Tiro fuori il rospo. Vorrei parlare della mia pratica di questi ultimi anni. Vorrei parlare… della preghiera.
Perché credo che la preghiera sia la sintesi finale di tutte le pratiche dello yoga.
Yama, nyama, asana …. preghiera. (speriamo che zio Patanjali mi perdoni…)
Lo so che è un discorso pericoloso da affrontare . E che pende vistosamente in direzione della banalità.
So anche che può essere fastidioso, come sono fastidiosi i discorsi guelfi per un ghibellino… e viceversa.
Intendiamoci, uso il termine "preghiera" per esprimere un certo tipo di pratica che spero di riuscire a spiegare nel seguito. Non è che voglio parlare delle vecchine in chiesa, ore ed ore a snocciolare rosari. Aaavemariaamen aaavemariaamen…. Non frequento le religioni da quando, a circa dieci anni, ne ho rifiutato con disprezzo che ancor ricordo gli assiomi.
Pur col massimo rispetto, veh, per le vecchine! invidio dolcemente la loro semplicità, quella di altre generazioni, tipo le nostre nonne, almeno per come mi ricordo io le mie…. Ma quel tipo di fede, ipotizzato che potessero davvero esserci immerse, non fa parte (o non ancora! :D ) del mio modo .
La Preghiera è un risultato. Mi verrebbe da dire finale, ma se ci fosse una fine… che non c’è mai.
E certo è pure una premessa, per chi percorre un cammino di tipo devozionale, ma non è a questo genere di pratica (religiosa?) che vorrei riferirmi.
Poniamo sia possibile che un praticante di yoga, dopo anni, secoli, e chi lo sa… vite intere! di applicazione e trasformazione delle sue esistenze materializzate , sto parlando evidentemente dei “classici” 8 gradini quindi yama nyama asana e tutto il resto, abbia coscienza di sperimentare stati psicofisici di… ampliamento? e di potervi accedere a “discrezione” e non per qualche casuale congiunzione astrale o peggio con funghetti e alcool. O perfino ad esserci sempre… in linea.
Se c’è, lì-ed-ora, per quanto mi sembra di intuire, quel praticante non ha alcuna aspettativa né orgoglio né volontà particolare. Le aspettative, i desideri, forse, c’erano tempo prima e solo grazie al loro scioglimento lui/lei può sperimentare quel certo tipo di esperienze. Dopo un cammino difficile e impegnativo. Distaccare da sé la comodità collosa delle maschere culturali e di comportamento è assai doloroso: tanto più che l’approccio occorre sia continuo, instancabile, ogni minuto è un occasione per poter praticare il non-attaccamento.
Per quel che sperimento io, i risultati, se si può usare questo termine riduttivo, arrivano se e quando l’ansia-da-punto-di-arrivo si scioglie, dunque mai nei tempi che io mi prefiggerei (ovviamente!!).
La naturalezza dell’evento comporta l’assenza totale di stupore o di autocompiacimento.
E’ , finalmente, il ritorno a casa, a una condizione di esistenza più… raffinata? alta? vera? Boh, quella roba lì, comunque.
Niente di nuovo né di strano di cui chiacchierare troppo, come rischio di fare ora io e pure con eccesso di freddezza, visto che questo genere di esperienze è omnipervasivo, trasuda da ogni parte Pura Luce, quella dell’Amor che tutto move.
Muove, appunto, perché da un punto di presunto o vero arrivo si coglie subito l’altro successivo.
Punto di arrivo…?
Ma quando mai… la spinta (dharma?) è ancora lì, in ineffabile agguato, in altra forma, senza necessità di alternativa.
Passo ulteriore, per come “sono” io, è la Preghiera.
Ulteriore?
Precedente?
Macché.
In realtà è contemporaneo… una faccenda complessa, in questi mesi è il mio chiodo fisso.
Il meccanismo di contemporaneità (se funziona) funziona come la macchina del tempo.
Rimuove a ritroso (per quel che sembra nella nostra configurazione) le cause degli effetti.
Modifica nel futuro (per quel che sembra nella nostra configurazione) gli effetti delle cause.
Facile, spiegare i cosiddetti “miracoli” in questo modo, no? E’ la preghiera, la macchina del tempo che ci è data per far pratica in questo presente omnicomprensivo.
Contemporaneità è immettersi nel flusso delle cose Vere per Davvero, e, in questa configurazione, la Preghiera, ma non senza scopo, mirata! è il trionfo dell’umiltà e dell’utilità. Perché non sono io, essere umano fallace e fallibile, che a mia discrezione e giudizio attivo la mia capacità-di-cocreazione, ma, chinando il capo, mi faccio strumento di Chi può meglio indirizzarla e valutarne l’opportunità.
Sia fatta non la mia ma la Sua Volontà.
Come la definiva un mio famoso omonimo, frequentatore di quel ramo del lago di Como, credo nella Provvidenza e me ne faccio braccio armato (e amato). La storia dell’umanità è costellata di Interventi della Provvidenza, ma deve essere la libertà degli umani a consentirne l’azione.
Per accedere a questa possibilità straordinaria, ovvero essere Puro Strumento, il cammino, lo ripeto, è tracciato da millenni. E' quello della purificazione attraverso le pratiche psicofisiche. Dove è il corpo, universo intrecciato di cellule, atomi, energia, il protagonista del riallineamento al Principio Superiore.
Che senso avrebbe, altrimenti, starsene ottant’anni e più dentro un contenitore materializzato appiccicato per forza di gravità ad un pianeta imbizzarrito? Per una “trascendenza” in fondo egoistica? Sì, anche, ma c’è di più.
Il tappetino, giorno dopo giorno con costante applicazione, il controllo del respiro, l’amorevole distacco dal teatrino del quotidiano, il rispetto per gli altri partecipanti a questa giostra planetaria, tutto è nel segno del progressivo Riallineamento.
Ci vuole umiltà di quella vera (lo dico a me e per me, in primo luogo), non l’ennesimo tentativo della mente per autocompiacersi… tipo: “mmmhhh come mi piaccio… così spirituale… così generoso da pregare per gli altri….”,
Si dice spesso che yoga sia la morte dell’ego. Qual miglior trapasso il distacco e la cessione finanche della propria “sovranità spirituale”?
Quindi….? Quindi:
Padre Nostro che sei nei cieli
Il tuo Nome è Santo
Il Tuo Regno è in noi secondo la Tua Volontà
Come è in cielo così è in terra:
Ogni giorno Tu ci dai il nostro pane
E ci rimetti i debiti per quanto noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci induci in tentazione, ma ci liberi dal male.
Libera, Padre Celeste, tutte le menti e i cuori da ogni male,
avvolgici nella luce del Tuo amore, nella Tua Gioia e nella Pace Divina.
Amen.

Per essere strumento della Sua Volontà mi pongo nella condizione di annullare la mia.
Abbandonando l’orgoglio della mente raziocinante, le maschere delle incrostazioni culturali sociali familiari e utilizzando la Libertà, che è il dono più prezioso in questa esistenza materializzata ed il suo stesso senso, per scegliere di essere strumento al servizio del Divino.
Quella stessa libertà che potrebbe consentire, con la medesima dignità di Essere Umano ma ben altre conseguenze, di negare, di non credere, senza che alcuna Creatura possa permettersi di interferire nella mia scelta.
Ove per Creatura intendo gli Esseri Realizzati, i Grandi Maestri, la Madre Divina….
Basta, ho finito il mio show mistico….
Un abbraccio a tutti
S.

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Messaggioda Ventus » 25 marzo 2014, 15:06

Grazie Yoga.san
ottimissime riflessioni. Mi ha particolarmente colpito il collegamento tra preghiera e co-creazione, che mi ricorda tanto, se mai fosse necessario, il Giogo in cui anche si traduce il nome yoga.
Sono d’accordo con quello che hai detto. Non ho compreso ogni parola, ma ci ho visto la luce che brillava.

Che caspiterina sta succedendo in questo forum? Prima Albachiara, e adesso dopo nemmeno 24 ore Yoga.san. Qui ci vogliono gli occhiali da sole!
Grazie di tutto! A tutti quanti.

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andrea P.
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Messaggioda andrea P. » 25 marzo 2014, 15:23

Grazie per le tue parole YogaSan, se è per questo Brancusi era altrettanto "fuori di testa" come te, questa a mio avviso è una delle migliori foto della Maiastra mai fatte, l'ha fatta lui stesso, del resto chi meglio di lui poteva comprendere il senso profondo della sua opera...

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un abbraccio dal tuo fratello di scultura e pratica, a presto,
Andrea[/b]


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