Puja - Rituale Indiusta

la via della devozione
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HamsaDana
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Puja - Rituale Indiusta

Messaggioda HamsaDana » 7 febbraio 2012, 12:13

Puja in sanscrito significa "venerazione" ed è un rituale dedicato ad una divinità che comprende mantra, inni, azioni rituali, offerte e meditazione. Ce ne sono di molti tipi, per molti fini e diretti a tantissime divinità, il punto essenziale è la devozione. Durante la puja un immagine, statua o simbolo della divinità in questione (Murti) è posta sull'altare come ponte tra l'officiante e il Dio.
Nella tradizione induista ci sono puja per festeggiare le varie fasi della vita di una persona (cerimonia di assegnazione del nome, varie fasi della crescita, primo ciclo mestruale, matrimonio, funerale...), per ottenere benedizioni quando si intraprende qualcosa di importante nella propria vita, puja settimanali o anche giornaliere officiate in casa dalla famiglia, oppure grandi eventi della città intera nei templi per celebrare festività particolari.
Le offerte che vengono donate alla divinità, dopo il rituale divengono Prasada, ovvero cibo sacro da consumare alla fine o nei giorni successivi.


Shodasa Puja - puja dai 16 passi

Qualunque sia la Divinità venerata, il procedimento base di una puja è lo stesso. Le puja più brevi constano di almeno uno di cinque passi, anche chiamati Upachara o offerte, che consistono di acqua, luce (fuoco di candela), incenso, fiori e cibo. Le più comuni hanno invece sedici (Shodasa) passi da rispettare.
In generale un officiante deve sempre fare un bagno purificatorio prima di partecipare ad una puja, e una lampada deve essere sempre accesa durante il rituale. La puja può essere iniziata con una preghiera al Signore Ganesha (che benedice e rimuove gli ostacoli in ogni cosa intrapresa) e a una preghiera al Guru (maestro spirituale).
I 16 passi sono:

Avahana e Dhyana : di fronte alla Murti si siede e si medita sulla forma della divinità. Poi invocarla all’interno della Murti, che da quel momento sarà una forma materiale della divinità e non più un oggetto e il devoto dovrà sempre sedervisi di fronte.

Asana: in questo passo viene offerta alla divinità di sedersi do fronte all’officiante.

Padhya: si lavano i piedi del Dio con acqua versando poche gocce d’acqua ai piedi della Murti. E’ tradizione infatti in India lavare i piedi di uomini santi quando questi entrano in casa.

Arghya: acqua è di nuovo offerta al Dio per il lavaggio delle mani sempre versando alcune gocce davanti all’immagine.

Achamanya e Madhuvarga: la prima è un’ulteriore offerta d’acqua effettuata nelle maniere precedenti, questa volta per essere bevuta dal Dio. La seconda è un offerta di una bevanda di latte e miele che viene fatta mescolando la bevanda di fronte alla Murti.

Abhishekam: significa letteralmente bagno, e viene fatto versando alcune gocce d’acqua sull’idolo e poi asciugandolo. Le gocce avranno versate davanti all’idolo se questo è un’immagine.

Vastra: offerta di abiti e fiori o un drappo di stoffa.

Gandha: offerta di pasta di sandalo, vibhuthi (cenere sacra) e kumkum (pasta rossa che si applica sulla fronte) applicati alla Murti.

Pushpa mala: offerta di una ghirlanda di fiori.

Archana: offerta di fiori e petali mentre si cantano i nomi della divinità (generalmente le divinità induiste ne hanno 108).

Dhupa: offerta d’incenso che viene accesso e tenuto di fronte alla Murti facendolo tracciare un cerchio tre volte in senso orario.

Dipam: offerta di una lampada accesa utilizzando generalmente ghee o canfora. Questa viene tenuta di fronte alla statua e fatta ruotare in senso orario, e dopo ogni giro completo o ogni tre, una volta raggiunta la parte più bassa del giro, far ondeggiare la fiamma tirandola indietro.

Naivedya: offerta di frutta e cibo, come riso, ghee (burro chiarificato), zucchero, dolci.

Aarti: offerta di luce che equivale alla Dipa, solo che come dice il nome indica la parte finale della puja. In seguito va fatta passare davanti agli officianti, che con le mani a coppa sopra la fiamma si purificheranno portandole alla fronte.

Pradakshina e Namaskara: offerta di fiori ai piedi della divinità ad indicare devozione seguita dal Namaskara e da una preghiera.

Visarjanam: chiusura e scuse nei confronti della divinità per eventuali errori.

In genere ogni puja ha mantra particolari che vanno cantati in differenti momenti del rituale. Generalmente uno all'invocazione iniziale, durante l'abhishekam o particolari offerte, durante l'aarti e nelle preghiere finali, ma dipende dalla puja effettuata. Per una puja veloce e "fatta in casa" basta informarsi sui mantra principali di una data divinità o sulle sue puja più diffuse.

Alla fine la pasta di sandalo, la vibhuti e la kumkum vengono passate tra gli officianti e spalmate sulla fronte, e il cibo offerto può essere consumato.

Di solito è un aspetto dello Yoga che viene sempre un pò snobbato in occidente, forse perchè troppo ritualistico, forse perchè è concepito in maniera troppo religiosa, forse perchè essendo rituali dedicati alle divinità è difficile per un occidentale capire la vera essenza di una divinità induista, forse perchè certe forme devozionali ci sono estranee. Fatto stà che la bhakti o devozione è una componente molto importante della spiritualità indiana e penso che un piccolo rituale ogni tanto possa essere molto utile a far entrare quella particolare divinità o una praqtica spirituale più vicina alla nostra vita quotidiana.
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Messaggioda stebau » 7 febbraio 2012, 14:28

Ti ringrazio, finalmente ho la luce su questo procedimento a me molto caro.
grazie 1000.

stebau sommerso da neve ma felice.
Ultima modifica di stebau il 7 febbraio 2012, 14:34, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda HamsaDana » 7 febbraio 2012, 14:34

In india entri in un tempio paghi il pujari e lui ti fà la puja alla divinità di cui hai bisogno! Per esempio a ganesh si è soliti farla prima di un esame o prima di un viaggio o per risolvere qualche problema economico.

Ti consiglio di leggerti quella di Ganesha che ho postato in questa sezione!
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