CAKRA.

sequenze, consigli per la pratica, indicazioni generali
Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 28 febbraio 2016, 16:30

Prendo spunto dall'articolo sui Cakra citato da Neuromante, e che conoscevo già perché postato in precedenza sulla pagina facebook degli insegnanti Yoga italiani, per fare una riflessione di carattere generale.
Molti di noi hanno l'abitudine di decidere, sulla base di opinioni personali o più spesso di opinioni di persone che giudichiamo "autorevoli",chi, tra coloro che diffondono, studiano e praticano Yoga sia buono e cattivo, giusto o sbagliato, in buona fede o malafede.
Ammesso e non concesso che ci sia qualcuno che ha interesse a dare notizie sbagliate ed a proporre tecniche fasulle, la mia esperienza personale mi dice che coloro che sono in malafede sono veramente una minoranza.

L'articolo citato da Neuromante, con il quale in molti punti concordo, è invece tipico, secondo me, di una tendenza alla divisione, alla creazione di gruppi e tifoserie, della serie "NOI abbiamo la verità e gli altri sono capre o sciacalli".
In molti punti concordo, l'ho già detto, ma quando si scrive ad esempio che un testo del 1500 non è attendibile perché moderno mi pare che ci si aggrappi agli specchi per dimostrare le proprie tesi.
E che, il lavoro sulla relatività di Einstein è meno attendibili degli studi di Keplero perché è recente?

E Tsong Kapa ? è un cialtrone solo perché è nato nel 1400 ?

La verità è che tutto ciò che conosciamo dello Yoga è moderno.
Tutto ciò che è scritto in devanagari è "moderno" : le letterine svolazzanti che ci piacciono tanto, ufficialmente, sono comparse nel VII secolo d.C.

Per tornare ai cakra chiunque ha avuto a che fare con lo yoga tibetano, il tantrismo dei nath o lo shaktismo dei Baul (che secondo molti studiosi indiani contemporanei sarebbero gli ultimi autentici portatori dello hatha yoga) sa che ci sono vari sistemi di riferimento.

Per il Kaulajnananirnaya e, mi pare, per Babaji di haidhakhan ad esempio (vedi Gorakshani: i segreti di Guru Gorakhnath, J.Amba edizioni) i Cakra sono 8, ciascuno di 8 petali, per un totale di 64 "energie o Yogini ( le 64 yogini di Kamarupa), collegate alle 64 sillabe dell'alfabeto (50+14 "madri")
Scrive Matsyendranath, maestro di Gorakhnath a sua volta maestro di Svatmarama, l'autore di Hatha Yoga Pradipika:

""La sillaba Kṣa è nel Brahmarandhra, la sillaba La nella fronte, la sillaba Ha tra gli occhi, la sillaba Sa sulle labbra, la sillaba ṣa nella gola, śa nel cuore, Va nell'ombelico, e Ha nei genitali....
Il Primo degli otto cakra delle otto è un fiore di loto ad otto petali puro e splendente come il cristallo, libero dalla dualità, dal fuoco della crudeltà . Meditare su questo cakra porta a vedere nel futuro, ad ascoltare ciò che viene detto lontano da noi, a sottomettere, uccidere o distruggere i pashu...un siddha è in grado di fare qualsiasi cosa.

Il secondo cakra è un fiore di loto ad otto petali, luminoso come la pura fiamma. Chi medita su questo cakra vince la morte, diventa imperatore trai re e può creare e distruggere qualsiasi cosa nei tre mondi.....

Il terzo grande cakra ci librìera dai nove tattva. se in un luogo solitario mediti sul Guru per sei mesi in quel cakra, puoi ottenere tutto ciò che desideri, sconfiggere la vecchiaia e padroneggiare la chiaroveggenza.....

Il quarto cakra apre la via della pace, della felicità e del piacere. medita su di esso per sedici stagioni e diventerai immortale, acquisterai il dono dell'eloquenza e sarai vittorioso sulla malattia e sulla morte....

Il quinto grande cakra è un fiore di loto ad otto petali, color del fumo. medita su di esso e allontanerai il rischio di una morte prematura. otterrai inoltre il potere di sottomettere chiunque alla tua volontà o di paralizzarlo.

Il sesto cakra è il cakra di fuoco, con otto petali di oro liquido.
qui ha sede Iccha Siddhi che dona le otto siddhi maggiori (anima ecc.)

Il settimo cakra è come la luna piena che sorge all'interno del corpo, donando il piacere sensuale e la liberazione, distruggendo la malattia e la morte. Chi medita su questo cakra ottiene il potere di entrare in un altro corpo... e di diventare il migliore trai migliori.

L'ottavo grande cakra è un fiore di loto ad otto petali e porta alla realizzazione di Dharma, Artha, Kama e Moksha".

Ovviamente vi consiglio di controllare la traduzione, ma credo che sia più o meno attendibile.
per chi ha lavorato un pochino con i tibetani o con i siddha, pare chiaro (credo...) che il testo si riferisca ai cosiddetti "cakra segreti" quelli che si attivano dopo l'apertura di Hrit Cakra, il cakra "segreto" del cuore.

Questo testo è dedicato, secondo me, a chi ha sciolto i tre nodi della non consapevolezza (brahma granthi, Vishnu granthi e Rudra granthi), ma quello che è importante è che ha un sistema di riferimento diverso da quello dei cosiddetti cakra tradizionali (i sei cakra più il loto dai mille petali). Ciò non significa che uno sia giusto e l'altro sbagliato.

Non c'è niente di giusto e sbagliato nello Yoga, a parte la "credenza".
Bisogna credere solo a ciò che si è sperimentato e che siamo in grado di far sperimentare agli altri.

Ciò che non è sperimentabile, per affascinante che possa essere, rimane sempre e comunque nel regno delle ipotesi, ovvero della fantasia.

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Re: CAKRA.

Messaggioda Nessuno » 28 febbraio 2016, 20:55

Riguardo l'articolo in questione c'è un thread apposito, dunque secondo me le considerazioni in merito sarebbe stato meglio continuare a scriverle nell'altro topic al fine di evitare discussioni doppie. Ad ogni modo, se lo riterranno opportuno ci penseranno i moderatori a spostare i messaggi.

Tornando all'articolo, esso non dice che il testo non è autorevole in quanto scritto nel 1500, dice invece che non essendo un Agama non può essere considerato ugualmente autorevole. Difatti è così. Se Purnananda avesse voluto scrivere un testo che riteneva talmente importante da metterlo sul piedistallo della Verità, lo avrebbe scritto sotto forma di Agama, in cui Shiva parla a Shakti, invece l'ha scritto come un semplice trattato a suo nome, dunque egli da umile ricercatore esprime solo ciò che lui ha capito di un sistema. Purtroppo noi occidentali a volte tendiamo a mettere un qualsiasi testo sanscrito sul piedistallo, spesso senza conoscerne la storia o l'autore; difatti ancora oggi una semplice interpretazione (che non ha l'autorità di un testo sacro) è da molti considerata una verità assoluta.

Inoltre non mi sembra che l'articolo dica che il sistema di Purnananda non sia valido o che un sistema lo sia a discapito di un altro... a me sembra che invece faccia notare che parte delle nozioni che si danno per scontato sui chakra provengono da Jung o da altre fonti totalmente estranee al contesto tantrico tradizionale e questo in molti lo ignorano o lo ignoravano fino a poco tempo fa.

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Re: CAKRA.

Messaggioda mauro » 29 febbraio 2016, 12:32

Se Purnananda avesse voluto scrivere un testo che riteneva talmente importante da metterlo sul piedistallo della Verità, lo avrebbe scritto sotto forma di Agama, in cui Shiva parla a Shakti, invece l'ha scritto come un semplice trattato a suo nome, dunque egli da umile ricercatore esprime solo ciò che lui ha capito di un sistema. Purtroppo noi occidentali a volte tendiamo a mettere un qualsiasi testo sanscrito sul piedistallo, spesso senza conoscerne la storia o l'autore; difatti ancora oggi una semplice interpretazione (che non ha l'autorità di un testo sacro) è da molti considerata una verità assoluta.


Grazie, Thug, la tua osservazione mi sembra molto interessante e centrata.

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Re: CAKRA.

Messaggioda mauro » 29 febbraio 2016, 12:36

A me pare comunque che non si voglia affrontare il cuore del problema evidenziato da neuromante che a mio avviso e' il seguente: i chakra sono prescrittivi o descrittivi?
Grazie a chi vorra' dire la sua, imparero' molto.

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Re: CAKRA.

Messaggioda Paolo proietti » 29 febbraio 2016, 18:28

mauro ha scritto:A me pare comunque che non si voglia affrontare il cuore del problema evidenziato da neuromante che a mio avviso e' il seguente: i chakra sono prescrittivi o descrittivi?
Grazie a chi vorra' dire la sua, imparero' molto.


A me piacerebbe , per cortesia, rispomderti ma non ho assolutamente idea di cosa siano i chakra descrittivi nè cosa siano i chakra prescrittivi.
Chiedo scusa per l'ignoranza....
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Re: CAKRA.

Messaggioda mauro » 1 marzo 2016, 8:38

Ne ha parlato neuromante, e non ho la qualifica per definirli io.
Riporto il punto 2 che ne parla:

2. I Sistemi dei Chakra sono prescrittivi e non descrittivi.

Questo potrebbe essere il punto più importante. Testi di riferimento in lingua occidentale tendono a presentare il sistema dei Chakra come un dato esistente, usando un linguaggio descrittivo, ad esempio: “il Mūlādhāra Chakra è alla base della spina dorsale, ha quattro petali…” e così via.

Nella maggior parte dei testi sanscriti originali questo non è un dato di fatto ma una specifica pratica yogica che consiste nel visualizzare un oggetto sottile caratterizzato da una luce di un particolare colore, con la forma di un loto o di un cerchio rotante in una specifica area del corpo, e in seguito attivare sillabe mantriche in esso, per uno scopo preciso.

Una volta compreso ciò, il punto uno diventa più chiaro. I testi sono prescrittivi, ti dicono cosa devi fare allo scopo di ottenere un particolare risultato per mezzo di tecniche yogiche. Quando in sanscrito si legge in maniera criptica e sintetica ”loto da quattro petali alla base del corpo” dobbiamo comprendere che vuole dire “lo yogi deve visualizzare un loto da quattro petali.”

Nella tradizione tantrica, i Chakra sono punti su cui concentrarsi per la pratica meditativa all’interno del corpo umano, visualizzati come strutture energetiche a forma di disco o di fiori in quei punti dove un numero di nadi o meridiani converge. Sono strutture concettuali ma sono basate sul piano fenomenologico, perché tendono a essere collocate laddove l’essere umano sperimenta esperienze di energia emotiva e/o spirituale e perché la forma in cui sono visualizzate riflette l’esperienza visionaria avuta da meditatori.

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Re: CAKRA.

Messaggioda gb » 1 marzo 2016, 19:27

mauro ha scritto:A me pare comunque che non si voglia affrontare il cuore del problema evidenziato da neuromante che a mio avviso e' il seguente: i chakra sono prescrittivi o descrittivi?
Grazie a chi vorra' dire la sua, imparero' molto.


Imparerai cosa da un'eventuale risposta?

Ti propongo da praticante invece, un esercizio, se qualche istrutyore vuole correggermi lo faccia pure anzi è il benvenuto.

Ti sdrai a terra in savasana (podizione del cadavere) ti rilassi facendo respiri profondi, poi passi la mano rilassata a pochi cm dal corpo partendo dalla fronte fino ai genitali sulla firettrice fontanella ano. Le dira possono sfiorare il corpo, il palmo sarebbe meglio di no. Avanza lentamente, ogni tanto soffermari sui punti in cui percepisci una sensazione diversa.
Se al primo "giro" le sensazioni sono sempre uguali, scuoti forte la mano per scioglerla e ricomincia.

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Re: CAKRA.

Messaggioda Paolo proietti » 1 marzo 2016, 20:24

Thug Behram ha scritto:. Se Purnananda avesse voluto scrivere un testo che riteneva talmente importante da metterlo sul piedistallo della Verità, lo avrebbe scritto sotto forma di Agama, in cui Shiva parla a Shakti, invece l'ha scritto come un semplice trattato a suo nome, dunque egli da umile ricercatore esprime solo ciò che lui ha capito di un sistema. .

Ciao Thug :D , grazie per il tuo intervento.
Avrei una curiosità: per quale motivo Purnananda avrebbe dovuto scrivere un agama se voleva dire la verità e un non agama se scriveva da ricercatore?

Cioè....ti spiego, il Purnananda che ha scritto il testo in questione è in genere chiamato Purnanda yati.
Ma Avalon lo chiama Purnanda Giri.
Non so se in vita sua abbia scritto degli agama, ma so che Giri è uno dei dieci lignaggi shankariani, se non sbaglio, quello di Yogananda paramahamsa.
Se fosse così,se fosse uno shankariano perchè avrebbe dovuto scrivere un Agama?
Non mi risulta, ma può darsi che sbagli, che Gaudapadacharya,maestro di Shankara, Shankara bhagavad pada e i suoi allievi abbiano mai scritto degli Agama,ovvero delle opere tra virgolette devozionali in cui Shiva istruisce, sempre tra virgolette, la sua sposa.
Gli agama se non sbaglio sono scritture tipiche di due scuole shaiva (shaiva siddanta e kashmir....ma ripeto non essendo molto addentro all'argomento potrei sbagliare) anche se esistono alcuni testi vaishnava denominati agama, non può darsi che Purnananda non facesse parte di queste scuole?

Ripeto non sono molto addentro alla faccenda, sono un semplice istruttore di hatha yoga, ma dal 2006 al 2011 per una serie di motivi mi sono trovato ad appronfodire un po' il discorso dei testi e degli insegnamenti dell'advaita vedanta.

Ad un certo punto, giudicando non troppo attendibile il materiale che trovavo in italiano e quello in inglese che trovavo su wikipedia, cominciai a ricercare sui siti degli shankara math e sui testi dell'Indian Library.

Adesso gli appunti sono un po' confusi, ma ricordo di essermi imbattuto in almeno tre Purnananda (quattro se si considera il mio amico Purnananda Zanoni relatore con me e con il suo Swami , Swami Veethamonandha credo, nell'edizione 2012 di Consapevolmente):
Purnananda parahmansa detto anche lui giri in alcune occasioni, che credo fosse un maestro ottocentesco che aveva a che fare con Ramakrishna.
Purnananda yati, il maestro del XVI secolo, e un Purnananda giri che risultava essere del IV secolo dopo Cristo e che rintracciai in una nota di una lezione di shankaracharya che avevo scaricato in Pdf.

Pensai ad un errore (e forse lo era) dato che Giri è uno dei dieci lignaggi shankariani e Shankara su internet risulta essere vissuto nel IX secolo d.C.

Però approfondendo ancora sul sito dello Shankaramath di Kanci scoprì che quel Centro, il cui primo shankaracharya era un allievo di Shankara, era stato fondato nel III secolo a.C.

Lo so che gli indiani sono approssimativi con le date, ma credo che ci sia davvero la possibilità che ci siano diversi Shankara nella storia dell'India e che quell'Adi Shankara a cui si attribuisce il saundarya lahari, allievo di un allievo di Patanjali, sia vissuto tra il IV e il III secolo a.C.

Parlo di possibilità, ovviamente, come ti ho detto non sono molto addentro nella faccenda, almeno non quanto sembri esserlo tu, ma vorrei farti una domanda, e a questo punto riformulo anche l'altra:

1) Perché mai Purnanda Giri (o Yati che dir si voglia) avrebbe dovuto scrivere un agama per dire la verità?

2) Non ritieni possibile, secondo la tua logica e la tua esperienza, che possano esserci vari Purnanda nella storia indiana così come ci sono vari Shankara?

Ti ringrazio ancora per i tuoi interventi.
Un sorriso,
P. :D
Ultima modifica di Paolo proietti il 1 marzo 2016, 20:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: CAKRA.

Messaggioda Paolo proietti » 1 marzo 2016, 20:44

AH, aggiungo una cosa, ho preso da un sito advaita indiano la lista degli Agama.
Ovviamente prego di controllare, internet non è mai attendibile al 100%, ma se fossero davvero questi mi sembrano un po' pochine per il panorama culturale indiano. Ho controllato gli autori e tra di loro non c'è Purnanda yati o Giri che dir si voglia:

. . KAMIKA
- YOGAJA
- CHINTYA
- KARANA
- AJITA
- DIPTA
- SUXMA
- AMSUMANA
- SUPRABHEDA
- VIJAYA
- NIHSHVASA
- SVAYAMBHUVA
- VIRA
- RAURAVA
- MAKUTA
- VIMALA
- CHANDRA JNANA
- BIMBA
- LALITA
- SANTANA
- SARVOKTA
- PARAMESHVARA
- KIRANA
- VATULA
- SHIVA JNANA BODHA
- ANALA
- PRODGITA

Ovviamente prego chi ne sa più di me di controllare e di portare, se vuole, il suo contributo alla discussione (cosa che chiedo ovviamente anche a chi quasi sicuramente a torto, pensa di saperne meno di me :))

Un sorriso,
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Re: CAKRA.

Messaggioda Paolo proietti » 1 marzo 2016, 20:50

mauro ha scritto:Ne ha parlato neuromante, e non ho la qualifica per definirli io.
Riporto il punto 2 che ne parla:

2. I Sistemi dei Chakra sono prescrittivi e non descrittivi.

Questo potrebbe essere il punto più importante. Testi di riferimento in lingua occidentale tendono a presentare il sistema dei Chakra come un dato esistente, usando un linguaggio descrittivo, ad esempio: “il Mūlādhāra Chakra è alla base della spina dorsale, ha quattro petali…” e così via.

Nella maggior parte dei testi sanscriti originali questo non è un dato di fatto ma una specifica pratica yogica che consiste nel visualizzare un oggetto sottile caratterizzato da una luce di un particolare colore, con la forma di un loto o di un cerchio rotante in una specifica area del corpo, e in seguito attivare sillabe mantriche in esso, per uno scopo preciso.

Una volta compreso ciò, il punto uno diventa più chiaro. I testi sono prescrittivi, ti dicono cosa devi fare allo scopo di ottenere un particolare risultato per mezzo di tecniche yogiche. Quando in sanscrito si legge in maniera criptica e sintetica ”loto da quattro petali alla base del corpo” dobbiamo comprendere che vuole dire “lo yogi deve visualizzare un loto da quattro petali.”

Nella tradizione tantrica, i Chakra sono punti su cui concentrarsi per la pratica meditativa all’interno del corpo umano, visualizzati come strutture energetiche a forma di disco o di fiori in quei punti dove un numero di nadi o meridiani converge. Sono strutture concettuali ma sono basate sul piano fenomenologico, perché tendono a essere collocate laddove l’essere umano sperimenta esperienze di energia emotiva e/o spirituale e perché la forma in cui sono visualizzate riflette l’esperienza visionaria avuta da meditatori.


Ah...fammi capire: pensi che ci sia qualche praticante di Yoga che crede che alla base della colonna vertebrale ci sia un fiore con dentro un elefante in miniatura ed un pene colorato? :D
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Re: CAKRA.

Messaggioda mauro » 2 marzo 2016, 5:45

:lol:
Non credo!
Pero' credo che la questione sia un'ltra furbacchione.
Credo di aver capito (ma tanto non avro' il chiarimento di neuromante, che prima butta il sasso e poi ritira la mano), che l'articolo dicesse che i chakra non esistono come punti nodali sottili preesistenti nel corpo pranico e quindi le immagini date dei loti, delle sillabe e dei deva, non descrivono la "qualita" di un chakra, ma sono yantra e mantra che devono essere visualizzati per poi esser "istallati" nel corpo come in una sorta di meditazione formale.
Ma io parlo da ignorante.
Neuromante avrebbe potuto chiarire meglio il concetto che ha solo abbozzato.
Ma ormai ho capito come funzionano le cose: si butta la notizia, e poi si lascia che chi trova qualche elemento interessante, debba barcamenarsi da solo in un contesto avverso, dato da visioni divere come la tua, Paolo, che fanno finta dinon capire e buttano la questione sul ridicolo, ridicolizzando anche il povero sprovveduto (me, in qusto caso), che la questione l'aveva posta.

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Re: CAKRA.

Messaggioda Nessuno » 2 marzo 2016, 6:43

Paolo proietti ha scritto:
Thug Behram ha scritto:. Se Purnananda avesse voluto scrivere un testo che riteneva talmente importante da metterlo sul piedistallo della Verità, lo avrebbe scritto sotto forma di Agama, in cui Shiva parla a Shakti, invece l'ha scritto come un semplice trattato a suo nome, dunque egli da umile ricercatore esprime solo ciò che lui ha capito di un sistema. .

Ciao Thug :D , grazie per il tuo intervento.
Avrei una curiosità: per quale motivo Purnananda avrebbe dovuto scrivere un agama se voleva dire la verità e un non agama se scriveva da ricercatore?

Cioè....


1) Perché mai Purnanda Giri (o Yati che dir si voglia) avrebbe dovuto scrivere un agama per dire la verità?

2) Non ritieni possibile, secondo la tua logica e la tua esperienza, che possano esserci vari Purnanda nella storia indiana così come ci sono vari Shankara?

Ti ringrazio ancora per i tuoi interventi.
Un sorriso,
P. :D



Prima di tutto preciso che non ne so tanto di Purnananda yati.

Se purnananda yati fosse stato "Giri" ovvero parte della dashnami sannyasa shankariana (non ho idea se lo fosse o meno), nel caso avesse voluto porre il suo testo a verità come dici tu, non lo avrebbe scritto in forma di agama, che è appannaggio Shaiva, ma probabilmente in forma di Upanishad (come molte shakta o yoga upanishad). Infatti esistono moltissime tarde upanishad che hanno influenze tantriche, e quindi mostrano come queste correnti tantriche siano andate ad influenzare l'ortodossia vedantica.

E personalmente credo che se Purnananda fosse stato parte della Dashnami Sampradaya, si sarebbe firmato con Giri e non con Yati.

Possibile che esistano molti Purnananda, cosi come ci sono vari Patanjali e vari Mario Rossi :))

Resta comunque il fatto che il testo di Purnananda fa riferimento ad un Agama precedente di qualche secolo (quello dove per la prima volta vengono nominati i sei chakra che conosciamo oggi- Kubjikamata-Tantra) e inoltre, cosa importante, il testo di Purnananda non fa riferimento alla pratica da eseguire, che invece sono presenti nell'Agama (essendo l'Agama in genere un testo prevalentemente pratico, un vero e proprio manuale).

Riguardo il saundarya lahari di shankaracharya, prima di tutto c'è da dire che molto probabilmente è stato scritto dopo 1300 dC ( e non nel III -IV secolo come dici tu) , e poi il titolo Shankaracharya lo hanno tutti quelli che sono a capo di uno dei 4 math (5 se consideri anche Kanchipuram) quindi si pensa che sia stato scritto da uno dei shankaracharya ed attribuito ad Adi Shankara.

Comunque il sistema dei Chakra (essendo di base una 'corporeizzazione' dei 36 tattva/ 5 Kala) è appannaggio della tradizione tantrica e si è intrufolato nella tradizione vedantica shankariana in seguito, quando sia la tradizione della Sri Vidya che quella dell'Hatha yoga /kundalini yoga sono andati ad influenzare le correnti ortodosse (stesso periodo in cui notiamo sia l'emergere delle varie Yoga upanishad che delle Shakta Upanishad).

É consuetudine in india, quando di vuole dare valore a ciò che si scrive, attribuire lo scritto alla propria parampara mettendo come autore il "capostipite" del lignaggio. Molti degli scritti attribuiti a Goraknath non credo siano suoi, ma probabilmente sono stati scritti da suoi discepoli (nella migliore delle ipotesi) ed a Lui attribuiti. Credi che Goraknath abbi ascritto sia Yogabija che Amanaska ?

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Re: CAKRA.

Messaggioda gb » 2 marzo 2016, 7:29

Mauro il fatto è che come abbiamo detto innumerevoli volte, lo yoga è in larga parte esperienziale: c'è una parte teorica (apparentemente), ci sono alcune indicazioni, o meglio istruzioni di lavoro, da mettere in pratica.

Basta, non c'è tanto da mettercisi a ragionare sopra, per "imparare".

Per questo ti avevo indicato un esercizio (con indicazioni da praticante e dilettante ripeto). Hai provato?
Se sì che è successo?
Se no perchè?
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Re: CAKRA.

Messaggioda mauro » 2 marzo 2016, 7:55

No, ma scusa, una esperienza la si puo' descrivere, eventualmente?
Nel caso specifico quella relativa ai chakra, senza fare battute tipo avere un linga nell'ano?
Senno' stare qui non ha proprio senso.

P.S. Chiedo venia ma non mi ricordo una pratca suggerita da te, mi rinfreschi la memoria?

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Re: CAKRA.

Messaggioda gb » 2 marzo 2016, 8:02

gb ha scritto:
mauro ha scritto:A me pare comunque che non si voglia affrontare il cuore del problema evidenziato da neuromante che a mio avviso e' il seguente: i chakra sono prescrittivi o descrittivi?
Grazie a chi vorra' dire la sua, imparero' molto.


Imparerai cosa da un'eventuale risposta?

Ti propongo da praticante invece, un esercizio, se qualche istrutyore vuole correggermi lo faccia pure anzi è il benvenuto.

Ti sdrai a terra in savasana (podizione del cadavere) ti rilassi facendo respiri profondi, poi passi la mano rilassata a pochi cm dal corpo partendo dalla fronte fino ai genitali sulla firettrice fontanella ano. Le dira possono sfiorare il corpo, il palmo sarebbe meglio di no. Avanza lentamente, ogni tanto soffermari sui punti in cui percepisci una sensazione diversa.
Se al primo "giro" le sensazioni sono sempre uguali, scuoti forte la mano per scioglerla e ricomincia.

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Eccola: ovviamente non è farina del mio sacco!
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