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sequenze, consigli per la pratica, indicazioni generali
robur
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meditazione

Messaggioda robur » 1 luglio 2014, 18:45

scusatemi di nuovo,
per quanto riguarda i disturbi mentali potrebbe equivalere
avere i chakra molto squilibrati?
quindi ci vorrà molto tempo per riattivarli?
è possibile guarire perche io ho il disturbo evitante di personalità e disturbi ossessivi compulsivi.
grazie

Ventus
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Re: meditazione

Messaggioda Ventus » 2 luglio 2014, 0:14

robur ha scritto:scusatemi di nuovo,
per quanto riguarda i disturbi mentali potrebbe equivalere
avere i chakra molto squilibrati?
quindi ci vorrà molto tempo per riattivarli?
è possibile guarire perche io ho il disturbo evitante di personalità e disturbi ossessivi compulsivi.
grazie



Benvenuto Robur
sei in buona compagnia. Ho letto anche i tuoi altri post e posso dirti che puoi stare tranquillo. Anch’io ho un sacco di difetti che hanno determinato pesantemente la mia vita, ma ho anche qualche qualità e così ho cercato di accontentarmi di quelle. (Un antico saggio greco diceva: “Se c’è una soluzione, perché prendersela tanto? E se non c’è una soluzione, perché prendersela tanto?).
Prediligere la solitudine e il silenzio si può anche chiamare “tendenza alla vita contemplativa” e apprezzarla.
Credo che, contrariamente a quello che si può pensare, possa dare qualche spiraglio in più in una serie di attività che sono fra le più belle del mondo: l’introspezione, l’assaporamento della natura, la contemplazione, appunto, la conoscenza del mondo, e magari anche la pittura, la fotografia, la scultura, l’arte, la letteratura, ... ogni campo del sapere.
Tanti big dell’arte, della scienza e del pensiero erano persone un po’ asociali, amavano la solitudine e il silenzio, ma proprio questo li ha liberati dai pericoli del conformismo, consentendo loro di vedere un poco più lontano (“Geni da legare” di Philippe Brenot, “Genio e follia” di Karl Jaspers, “Personaggi e scoperte della fisica contemporanea” di Emilio Segrè, “Ritratti di scienziati geniali. I fisici del XX secolo” di Abraham Pais,...).
Se anche assomigliassimo a loro solamente per la solitudine e il silenzio, sarebbe già una bella cosa. E poi magari si riesce anche a far meglio.
Solitudine (voluta o imposta che sia) è anche saper ammirare, imparare ad ammirare, il mondo che... mondeggia. Che è già un bel traguardo per tutte le vie dell’anima.

Dei chakra non so quasi niente, ma se sei vivo significa che più o meno stanno funzionando, e miglioreranno comunque se “ti muovi” sempre meglio. Se poi un giorno vorrai occupartene direttamente, va bene. Ma tante culture del mondo hanno raggiunto i più alti livelli di universalità e saggezza senza saperne proprio nulla.

A volte i periodi più brutti si scavalcano leggendo tanto, e cercando di fare attività all’aria aperta da soli e insieme ad altri, anche se la cosa dapprincipio non entusiasma.
Ma poi ci si dimentica, e si va. E pian piano ci si ritrova diversi (e se ancora non basta... pazienza, e se ancora non basta... “pazienza” lo stesso).

Non sono a conoscenza di una singola ricetta per il benessere, ma penso che si possa provare a fare di necessità virtù: coltivando uno o due interessi particolarmente congeniali fino a quando viene naturale trovarsi benino con le persone che coltivano le stesse cose (esiste anche una “via del tè”).
E poi “da cosa nasce cosa” (si faranno altre cose insieme, e conversazioni, discussioni, collaborazioni, una pizza, spedizioni altrove, ...), e “una cosa tira l’altra” (inserito benino in un ambito, sai stare benino anche in altri, magari proprio non ci badi più, come è giusto che sia).
Sei te stesso, e va benissimo, nessuno ha il diritto di giudicare e sindacare (Einstein ebbe qualche problema scolastico a causa della matematica! Proprio lui). Ma tu non smettere mai di coltivarti e di fare cose interessanti, formative e piacevoli per te.
Ma soprattutto non importa il giudizio degli altri (se va bene, grazie; e se non va bene grazie lo stesso. E se non bastasse ancora: chissene...). Insomma devi provare soddisfazione e piacere tu. Questa è la cosa importante.
Magari quello là è il bigotto pignolo e puntiglioso e tu sei il pittore Utrillo, Ligabue o Van Gogh. Vorresti fare cambio? Io non lo farei.

Magari, subito, adesso, impara a respirare bene. Appena ti ricordi, fai un bel respiro pieno, poi vuota tutto bene, e poi ancora qualche volta, 2 o 3.
Impara a girare pagina o a mettere le cose “tra parentesi” e lasciarle lì, vedendo le altre cose “nude e crude” o come fenomeni (Edmund Husserl). E anche ad apprezzare la stessa angoscia come via conoscitiva, non un difetto ma a volte come un dono per vedere meglio (Martin Heidegger).
Ma sempre respirando, però, e con piacere!

In ogni caso, chi sta bene non è un mostro di perfezione (tranne rarissimi casi, ma allora corre il rischio di diventare insopportabile lui per tutti gli altri).
Generalmente chi sta benino dappertutto è uno che sta bene con se stesso, e certamente è uno che non sta a “rimuginare” cose che lo farebbero soffrire (certamente a volte se ne ricorda e ci pensa per un poco, ma poi chiude il cassetto o la cartelletta e si dedica ad altro con tutto il cuore...).
Quindi una primissima chiavetta parte proprio da te stesso, ce l’hai in mano anzi “in cuore” sempre tu: lascia scorrere le cose. Come dire: meglio la doccia rispetto al bagno (porta via invece di ristagnare).

Quando magari non sai che pesci prendere, pensa che quella “indecidibilità” che tu conosci tanto bene potrebbe essere proprio la parte migliore di ogni vivente, è vicinissima al puro esser lì. E da lì, invece di disprezzare, puoi magari andare avanti. Ma non parti da una cosa negativa, parti da una cosa bella. Prima di aggiungere maschere e corazze e “bells and whistles” (accessori luccicanti e appariscenti), la cosa migliore è già lì.
Respira bene due o tre volte e lascia scorrere le cose. Poi viene il resto.
Un po’ di musica rock ti darà un po’ di forza e di scanzonatezza: Vasco Rossi, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Queen, Sting, ... (é sapienza, è Dante Alighieri, è “le rime petrose”).
Un po’ di rumore bianco (foglie che stormiscono, acqua che scorre, muro, terra, cielo chiaro, cielo stellato).

Ho letto i tuoi altri post e mi sento di dirti così:
1) Respira bene, vuota bene e riempi bene i polmoni, sentendo la vita/salute/armonia che ti dà la semplice aria.
2) Lascia scorrere (lascia cadere, non rimuginare, pensa positivo).
3) Un pizzico di musica rock (e se occorre, anche qualche parolaccia impertinente: “eccheccaspita!”).
4) Poi tutto il resto che saprai trovare, anche grazie ai buoni consigli già arrivati e altri che arriveranno da gente in gamba.

Una vecchia poesia giapponese di Basho:

Il vecchio stagno.
Una rana ci salta.
Plop!

Vedi il fondo della semplicità fatta di niente? Un pensiero rinfrescante sempre a portata di mano, anzi di anima. Il samadhi/satori, l’imboccatura della fonte, c’è già nel profondo. Tutto il resto è in più.

Buon tutto

yoga.san
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Re: meditazione

Messaggioda yoga.san » 5 luglio 2014, 21:10

Ventus ha scritto:
robur ha scritto:scusatemi di nuovo,
per quanto riguarda i disturbi mentali potrebbe equivalere
avere i chakra molto squilibrati?
quindi ci vorrà molto tempo per riattivarli?
è possibile guarire perche io ho il disturbo evitante di personalità e disturbi ossessivi compulsivi.
grazie



Benvenuto Robur
sei in buona compagnia. Ho letto anche i tuoi altri post e posso dirti che puoi stare tranquillo. Anch’io ho un sacco di difetti che hanno determinato pesantemente la mia vita, ma ho anche qualche qualità e così ho cercato di accontentarmi di quelle. (Un antico saggio greco diceva: “Se c’è una soluzione, perché prendersela tanto? E se non c’è una soluzione, perché prendersela tanto?).
Prediligere la solitudine e il silenzio si può anche chiamare “tendenza alla vita contemplativa” e apprezzarla.
Credo che, contrariamente a quello che si può pensare, possa dare qualche spiraglio in più in una serie di attività che sono fra le più belle del mondo: l’introspezione, l’assaporamento della natura, la contemplazione, appunto, la conoscenza del mondo, e magari anche la pittura, la fotografia, la scultura, l’arte, la letteratura, ... ogni campo del sapere.
Tanti big dell’arte, della scienza e del pensiero erano persone un po’ asociali, amavano la solitudine e il silenzio, ma proprio questo li ha liberati dai pericoli del conformismo, consentendo loro di vedere un poco più lontano (“Geni da legare” di Philippe Brenot, “Genio e follia” di Karl Jaspers, “Personaggi e scoperte della fisica contemporanea” di Emilio Segrè, “Ritratti di scienziati geniali. I fisici del XX secolo” di Abraham Pais,...).
Se anche assomigliassimo a loro solamente per la solitudine e il silenzio, sarebbe già una bella cosa. E poi magari si riesce anche a far meglio.
Solitudine (voluta o imposta che sia) è anche saper ammirare, imparare ad ammirare, il mondo che... mondeggia. Che è già un bel traguardo per tutte le vie dell’anima.

Dei chakra non so quasi niente, ma se sei vivo significa che più o meno stanno funzionando, e miglioreranno comunque se “ti muovi” sempre meglio. Se poi un giorno vorrai occupartene direttamente, va bene. Ma tante culture del mondo hanno raggiunto i più alti livelli di universalità e saggezza senza saperne proprio nulla.

A volte i periodi più brutti si scavalcano leggendo tanto, e cercando di fare attività all’aria aperta da soli e insieme ad altri, anche se la cosa dapprincipio non entusiasma.
Ma poi ci si dimentica, e si va. E pian piano ci si ritrova diversi (e se ancora non basta... pazienza, e se ancora non basta... “pazienza” lo stesso).

Non sono a conoscenza di una singola ricetta per il benessere, ma penso che si possa provare a fare di necessità virtù: coltivando uno o due interessi particolarmente congeniali fino a quando viene naturale trovarsi benino con le persone che coltivano le stesse cose (esiste anche una “via del tè”).
E poi “da cosa nasce cosa” (si faranno altre cose insieme, e conversazioni, discussioni, collaborazioni, una pizza, spedizioni altrove, ...), e “una cosa tira l’altra” (inserito benino in un ambito, sai stare benino anche in altri, magari proprio non ci badi più, come è giusto che sia).
Sei te stesso, e va benissimo, nessuno ha il diritto di giudicare e sindacare (Einstein ebbe qualche problema scolastico a causa della matematica! Proprio lui). Ma tu non smettere mai di coltivarti e di fare cose interessanti, formative e piacevoli per te.
Ma soprattutto non importa il giudizio degli altri (se va bene, grazie; e se non va bene grazie lo stesso. E se non bastasse ancora: chissene...). Insomma devi provare soddisfazione e piacere tu. Questa è la cosa importante.
Magari quello là è il bigotto pignolo e puntiglioso e tu sei il pittore Utrillo, Ligabue o Van Gogh. Vorresti fare cambio? Io non lo farei.

Magari, subito, adesso, impara a respirare bene. Appena ti ricordi, fai un bel respiro pieno, poi vuota tutto bene, e poi ancora qualche volta, 2 o 3.
Impara a girare pagina o a mettere le cose “tra parentesi” e lasciarle lì, vedendo le altre cose “nude e crude” o come fenomeni (Edmund Husserl). E anche ad apprezzare la stessa angoscia come via conoscitiva, non un difetto ma a volte come un dono per vedere meglio (Martin Heidegger).
Ma sempre respirando, però, e con piacere!

In ogni caso, chi sta bene non è un mostro di perfezione (tranne rarissimi casi, ma allora corre il rischio di diventare insopportabile lui per tutti gli altri).
Generalmente chi sta benino dappertutto è uno che sta bene con se stesso, e certamente è uno che non sta a “rimuginare” cose che lo farebbero soffrire (certamente a volte se ne ricorda e ci pensa per un poco, ma poi chiude il cassetto o la cartelletta e si dedica ad altro con tutto il cuore...).
Quindi una primissima chiavetta parte proprio da te stesso, ce l’hai in mano anzi “in cuore” sempre tu: lascia scorrere le cose. Come dire: meglio la doccia rispetto al bagno (porta via invece di ristagnare).

Quando magari non sai che pesci prendere, pensa che quella “indecidibilità” che tu conosci tanto bene potrebbe essere proprio la parte migliore di ogni vivente, è vicinissima al puro esser lì. E da lì, invece di disprezzare, puoi magari andare avanti. Ma non parti da una cosa negativa, parti da una cosa bella. Prima di aggiungere maschere e corazze e “bells and whistles” (accessori luccicanti e appariscenti), la cosa migliore è già lì.
Respira bene due o tre volte e lascia scorrere le cose. Poi viene il resto.
Un po’ di musica rock ti darà un po’ di forza e di scanzonatezza: Vasco Rossi, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Queen, Sting, ... (é sapienza, è Dante Alighieri, è “le rime petrose”).
Un po’ di rumore bianco (foglie che stormiscono, acqua che scorre, muro, terra, cielo chiaro, cielo stellato).

Ho letto i tuoi altri post e mi sento di dirti così:
1) Respira bene, vuota bene e riempi bene i polmoni, sentendo la vita/salute/armonia che ti dà la semplice aria.
2) Lascia scorrere (lascia cadere, non rimuginare, pensa positivo).
3) Un pizzico di musica rock (e se occorre, anche qualche parolaccia impertinente: “eccheccaspita!”).
4) Poi tutto il resto che saprai trovare, anche grazie ai buoni consigli già arrivati e altri che arriveranno da gente in gamba.

Una vecchia poesia giapponese di Basho:

Il vecchio stagno.
Una rana ci salta.
Plop!

Vedi il fondo della semplicità fatta di niente? Un pensiero rinfrescante sempre a portata di mano, anzi di anima. Il samadhi/satori, l’imboccatura della fonte, c’è già nel profondo. Tutto il resto è in più.

Buon tutto


Come un temporale e' passato lo "zio" Mata... Allora ripropongo queste parole belle di Ventus che ringrazio dal cuore...
Un saluto a tutti dal mio romitaggio di Provenza.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 5 luglio 2014, 23:17

Un abbraccio a te e a nalinananda dall'ashram di babaji
Il Manzo non Esiste

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Re: meditazione

Messaggioda Ventus » 7 luglio 2014, 0:17

yoga.san ha scritto:[...] Allora ripropongo queste parole belle di Ventus che ringrazio dal cuore...
Un saluto a tutti dal mio romitaggio di Provenza.


Kokoro kara domo arigato Yoga.san.
Buon romitaggio in Provenza!


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