Fuoco e Bambù

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda fabio » 5 giugno 2017, 9:34

Paolo proietti ha scritto:La mente è frasi e parole, e con frasi e parole crea l'illusione.

Parole e frasi si mutano in calce, vetro e piombo per dar vita alle immaginifiche architetture della realtà empirica, ma pure l'alito di Amore può renderle leggere e condurle al cuore.

La stessa parola può farsi cibo per la mente o nettare per il cuore.

L'Insegnamento, fratello, è come l'acqua: la vacca lo muta in latte, il serpente in veleno.

E come l'acqua è a-morale: puoi berla, l'acqua, e genera vita.
Ma quando l'onda distrugge la tua casa porta morte e dolore.

.............

la Mente lotta sempre per sopravvivere, Fabio.
E il dialogo tra cuori per lei, è la peggior minaccia.

Un Abbraccio,
P.


La mente è frasi è parole. A volte si tramutano in calce, a volte nettare.
Il veleno è amaro, il nettare è dolce.
Una volta sognai di bere il veleno di un cobra.

Yoru no kyoushitsu wa shin to shite ita.
夜の教室はしんとしていた。
(L''aula di notte era perfettamente silenziosa.)

shin shin to, sembra che qualcuno lo traduca con "cade la pioggia".

Una volta ne accennasti, puoi dirmi qualcosa in più?
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Paolo proietti
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 5 giugno 2017, 11:07

fabio ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:La mente è frasi e parole, e con frasi e parole crea l'illusione.

Parole e frasi si mutano in calce, vetro e piombo per dar vita alle immaginifiche architetture della realtà empirica, ma pure l'alito di Amore può renderle leggere e condurle al cuore.

La stessa parola può farsi cibo per la mente o nettare per il cuore.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 7 giugno 2017, 23:35

Paolo proietti ha scritto:
fabio ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:La mente è frasi e parole, e con frasi e parole crea l'illusione.

Parole e frasi si mutano in calce, vetro e piombo per dar vita alle immaginifiche architetture della realtà empirica, ma pure l'alito di Amore può renderle leggere e condurle al cuore.

La stessa parola può farsi cibo per la mente o nettare per il cuore.

L'Insegnamento, fratello, è come l'acqua: la vacca lo muta in latte, il serpente in veleno.

E come l'acqua è a-morale: puoi berla, l'acqua, e genera vita.
Ma quando l'onda distrugge la tua casa porta morte e dolore.

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Immagine


Una mattina, nel 1560,Oda Nobunaga era in mezzo alle sue truppe. Aveva 2000 guerrieri. Nella zona c'era un forte temporale. Doveva decidere se ritirarsi o farsi uccidere in battaglia dal suo avversario Imagawa Yoshimoto. Yoshimoto aveva con sè 25.000 uomini. Aspettava la fine del temporale.

Che fa Oda? si mette un costume e comincia a danzare e recitare un brano di Teatro Noh "Atsumori"

"la vita dell'uomo non dura che cinquantanni. E' un sogno effimero paragonata all'eternità. Una volta nato chi può evitare di sparire per sempre?"

finita la rappresentazione, oda prese una tazza di riso e felice come un bambino montò a cavallo e si diresse verso il campo avversario. A metà strada lo raggiunsero 2000 cavalieri. Entrarono nel campo nemico come un fulmine, decimando la potente armata. Oda decapitò Yoshimoto. Non c'è apparentemente nessuna logica in questo. Non c'è nessuna strategia. Un chihuahua che si getta contro un doberman.

Ma nella storia del Giappone nessuno usa le parole fortuna sfacciata o follia.

Che genere di magia si nascondeva nel brano di Noh recitato dal generale Nobunaga

Oda è destinato alla sconfitta.

Sta piovendo. Recita un testo di Noh dedicato ad un adolescente morto in una battaglia di 500 anni prima. Poi, dopo aver mangiato una ciotola di riso salta da solo a cavallo e si dirige verso un nemico che dispone di forze dodici volte superiori. I suoi soldati, apparentemente colti da pazzia, lo raggiungono a metà strada, arrivano al campo dell'avversario, che non li ha sentiti arrivare e ne distruggono l'esercito.

La cosa più strana, per me, è il fatto che l'avversario non li ha sentiti arrivare.

Nel Giappone dei samurai era molto importante la nozione di Ki. La sensazione, l'intuizione erano parte importante della vita del guerriero. Gran parte dell'addestramento del samurai era basato sull'affinamento dell'intuizione.

Eppure duemila cavalieri arrivano indisturbati al campo nemico.

La seconda cosa originale è che Oda si metta a danzare e recitare la storia di un guerriero sconfitto in battaglia sotto la pioggia. E' come se agli ultimi campionati del mondo di calcio Lippi avesse fatto vedere ai suoi calciatori, prima della finale, tutte le partite in cui in cui la nazionale è stata sconfitta.

C'è qualcosa di strano.

Ho preso un libro del 1400: il segreto del teatro noh, di zeami. è un bel libro.

Zeami racconta la storia di Ame No uzume no miko (la dea del sesso) e dice che il noh proviene dalla sua danza. poi dice che la rigidità è morte e dice il segreto del noh è in un fiore che sboccia e che si tratta di un segreto arcano un segreto così semplice che l'uomo normale non lo capisce.

Per conoscere il fiore, dice Zeami bisogna conoscere il seme, una volta conosciuto il seme il fiore è solo una "disposizione della mente", ma il fiore è la conoscenza suprema, primordiale, essenziale.

Il cuore dell'uomo contiene tutti i semi.

Sotto la pioggia universale tutti germogliano.

Non appena si afferra la natura del fiore il frutto dell'illuminazione spontaneamente si forma Zeami parla anche dell' EVANESCENZA.

L'evanescenza è diversa dall'incosistenza.

E' interessante solo se è evanescenza di un fiore.

Zeami dice che l'evanescenza non si può insegnare e propone di meditare su due poesie.

Nella nebbia leggera sui fiori di una siepe viva la brina del mattino... "in autunno...ah le serate" chi ha potuto dirlo?

E ancora: quello che appassisce senza che le apparenze lo tradiscano E' il fiore che sta nel cuore degli uomini di questo mondo. Un' altra cosa dice Zeami: dice che un attore abile non soddisfa l'occhio non esercitato.

In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.

Il fiore è invisibile a chi non sa vederlo.

Il Noh è un arte sacra. Oda il guerriero danza sotto la pioggia, simbolo forse della pioggia universale che fa sbocciare tutti i semi. E' il momento giusto, il momento in cui il fiore può sbocciare anche sopra uno scoglio, ma non solo, acquisisce l'evanescenza i suoi soldati lo sentono e lo raggiungono, ma solo a metà strada e con fatica. I nemici non lo sentono e non lo vedono arrivare... nella nebbia leggera sui fiori di una siepe viva la brina del mattino... quando la pioggia è terminata , subito dopo l'alba, Oda appare come la brina del mattino sui fiori di una siepe. La danza del Noh ha fatto sbocciare il fiore ,Oda è come la pioggia, è la pioggia.

Il nemico non può sentirlo arrivare.

Danzando respirando con i talloni Oda diviene acqua e come l'acqua travolge tutto ciò che incontra sul suo cammino.

Nella battaglia c'è tutto il segreto della spada.

Il fiore che sboccia è la spada che viene sguainata nasce dalla terra e tornando alla terra taglia di netto la testa del nemico.

E poi è solo silenzio. "in autunno...ah le serate" chi ha potuto dirlo?

Il noh è arte sacra.
Il noh e il samurai sono la stessa via.

Il segreto del fiore che sboccia è lo stesso della spada taja.

Oda svela in un istante, grazie all'arte sacra, il mistero della vita e della morte.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Indra » 8 giugno 2017, 8:33

ki ken tai


Attraversare la Pioggia

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 8 giugno 2017, 20:36

Paolo proietti ha scritto:In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 11 giugno 2017, 14:17

Indra ha scritto:ki ken tai


Attraversare la Pioggia

l'Essenza del Dragone di Fuoco


Ama no muramuko...
Che bello tornare a casa ogni tanto, fratello.
Erano anni che non parlavo dello specchio, la spada e la collana.
Grazie Fratello.
SHIN KI TAI ITOTSU DAKE
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 11 giugno 2017, 14:28

mauro ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.


Esistono, di un Maestro, Discepoli, Allievi e Devoti.
Devoti sono coloro che nel maestro riconoscono il Principio e, per fede, riconoscono in ogni suo gesto e parola Danze Divine e Canti Universali.
Allievi sono coloro che, qualificati per questa o quella tecnica, apprendono varie discipline in accordo con il loro grado coscienziale.
Discepoli sono infine coloro che già sanno. Ad Essi verrà consegnato il "Sigillo",perchè essi "sono" il maestro.
Tra 80.000 monaci solo Mahakashyapa sorrise al gesto di Shakyamuni.
Sollevare un fiore rosso non aveva nessuno significato per i non qualificati. Uno su 80.000.

Da anni ti vedo, in questo e in altri luoghi, chiedere per non aver risposte.Sorridere per distruggere. gridare per perpaura del silenzio.
Niente di ciò che dici e scrivi è ciò che è.

Sembra tu non voglia condividere,ma che aspiri al riconoscimento del tuo ruolo,della tua intelligenza e del tuo livello spirituale.

Se è così non fingere umiltà e non pretenderla dagli altri.
Insegna.
Se pensi di essere maestro agisci da maestro.
Se pensi di essere discepolo cercati il tuo maestro.
se pensi di non essere cerca il vuoto.

Perché si diventa ciò che si pensa.
Questo insegnano le Upanishad.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 11 giugno 2017, 22:07

Paolo proietti ha scritto:Da anni ti vedo, in questo e in altri luoghi, chiedere per non aver risposte.Sorridere per distruggere. gridare per perpaura del silenzio. Niente di ciò che dici e scrivi è ciò che è.


Addirittura.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 11 giugno 2017, 22:12

Paolo proietti ha scritto:In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.


Mettiamola così: sono persuaso che vi sia qualche spettatore non illuminato che si accorge dell'attore non illuminato.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2017, 0:54

mauro ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.


Mettiamola così: sono persuaso che vi sia qualche spettatore non illuminato che si accorge dell'attore non illuminato.


Cioè, a quanto ho capito vuoi insinuare un dubbio sulla base non di un fatto ma di una tua supposizione personale.
Non parli di ciò che è scritto ma insinui che paolo,o Indra o chicchessia abbia affermato di essere un illuminato e che tu sia in grado di discernere e quindi di di smascherare il presunto illuminato.
Se è così,per carità si può sempre sbagliare, non mi pare una maniera corretta di relazionarsi.
Non corretta nel senso che non serve a nessuno.

Innanzitutto perché è/sarebbe una supposizione basata su una falsità.
Nessuno in questo argomento ha dichiarato di essere illuminato.

In secondo luogo perché rischia di dirottare l'argomento in direzione dell'inutile polemica, come spesso, mi scuso se sbaglio, accade con i tuoi interventi.

La mia sensazione è che a te non interessi assolutamente l'argomento di una discussione, qualunque esso sia, ma che, usando un linguaggio obliquo, non diretto, tu voglia in qualche modo attaccare sul piano personale questo o quel "forummista".
Sensazione, ovvero opinione personale.

Secondo me non ha nessuna utilità, e mi piacerebbe che tu, talvolta, esprimessi una tua opinione su un argomento in maniera chiara e comprensibile.

Sono anni che leggo i tuoi interventi qui e altrove.

Qui sei spsso sboccato, irridente ed usi un linguaggio a volte obliquo ed altre provocatorio e goliardico.

Da un altra parte sembri parli come un bhakti fulminato sulla via del Bhagavatismo.

Da un altra parte ancora disquisisci sul valore dell'inferenza come un vedantino di lungo corso.

E mai che tu faccia una proposta di discussione.

Mi piacerebbe sapere qual'è il beneficio che trai da questo tuo girare di fiore in fiore senza mai cogliere il polline e senza ma, qualora lo avessi colto, condividerlo con gli altri.

è ovvio che ne trai un beneficio, altrimenti non lo faresti...

Ti va di rispondere a questa mia personale curiosità, usando un linguaggio per me comprensibile?

te ne sarei grato.
Un sorriso,
Ryu

Ovviamente qualora avessi malcompreso le tue parole mi scuso pubblicamente per aver giudicato il tuo linguaggio obliquo e i tuoi interventi inutili.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 12 giugno 2017, 8:27

In parte ciò che scrivi sul mio agire è corretto, mentre sono del tutto gratuiti i relativi giudizi, per cui hai fatto bene a scusarti dopo aver sparato ad alzo zero.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2017, 10:28

mauro ha scritto:In parte ciò che scrivi sul mio agire è corretto, mentre sono del tutto gratuiti i relativi giudizi, per cui hai fatto bene a scusarti dopo aver sparato ad alzo zero.

Bene.
Vorrei farti un po' di domande se ti va rispondi. Ok?

1) hai letto la storia di Oda Nobunaga?

2) Hai usato scientemente un linguaggio obliquo volto a creare discredito su uno o più degli autori dei post di questo argomento o si tratta di un problema di non comprensione degli astanti?

3) perché usi linguaggi diversi in ambiti diversi?
Suppponendo che tu non volessi affermare -" Tra di noi c'é qualcuno che crede di essere illuminato ma io so che non é vero!", non credi che usando il medesimo linguaggio che sfoggi in ambito vedantino non ci sarebbe stato il rischio del fraintendimento?

4) Supponiamo che invece l'interpretazione sia corretta e che tu abbia voluto veramente affermare -" tra di noi c'é qualcuno che crede di essere illuminato ma io so che non é vero"- da quale frase, parola o immagine hai tratto la conclusione che -"tra di noi c'é qualcuno che crede di essere illuminato"-?

5) dato come postulato che -"solo lo spettatore illuminato può riconoscere l'attore illuminato"- ne consegue che -"uno spettatore non illuminato non può discernere tra attore illuminato e attore non illuminato"- giusto?

Quindi se tu sei in grado di discernere tra attori illuminati e attori non illuminati ne consegue che sei convinto di essere uno spettatore illuminato.
Ci vuoi parlare della tua illuminazione e di quali sono, per te, le caratteristiche è le modalità che contraddistinguono un illuminato?

Ti sarò grato se risponderai alle mie domande.
Ma grazie comunque della condivisione.
Un sorriso
Ryu
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 12 giugno 2017, 13:50

Dato come postulato che -"solo lo spettatore illuminato può riconoscere l'attore illuminato"- ne consegue che -"uno spettatore non illuminato non può discernere tra attore illuminato e attore non illuminato"- giusto?


No, perchè è un postulato che postuli tu, e che io specificatamente contestavo affermando appunto che "sono persuaso che vi sia anche qualche spettatore NON illuminato che può riconoscere l'attore NON illuminato"

Che poi tu veda nello spettatore, me, e nell'attore, te, è solo una delle ipotesi, peraltro non peregrina, perchè nè io nè te siamo illuminati, quindi dov'è il problema?

Indra
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Indra » 12 giugno 2017, 15:18

lo yoga è pratico ed essenziale
non sa che farsene di persuasioni o credenze o filosofemi pseudorealizzativi

dire ' lampo' non illumina
solo chi ha già in sè la Luce Vede la Luce

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2017, 16:37

mauro ha scritto:
Dato come postulato che -"solo lo spettatore illuminato può riconoscere l'attore illuminato"- ne consegue che -"uno spettatore non illuminato non può discernere tra attore illuminato e attore non illuminato"- giusto?


No, perchè è un postulato che postuli tu, e che io specificatamente contestavo affermando appunto che "sono persuaso che vi sia anche qualche spettatore NON illuminato che può riconoscere l'attore NON illuminato"

Che poi tu veda nello spettatore, me, e nell'attore, te, è solo una delle ipotesi, peraltro non peregrina, perché nè io nè te siamo illuminati, quindi dov'è il problema?

Da dove trai la conclusione che io veda in te lo spettatore non illuminato ed io l'attore che, dato lo scritto su oda nobunaga anche se non lo espliciti é illuminato?

Potresti articolare meglio il tuo pensiero per cortesia?
A me non risulta né di aver parlato di Paolo come attore illuminato né di Mauro come spettatore non illuminato nel testo su Nobunaga.


È potresti dirmi che ne pensi di Oda Nobunaga è della magia del teatro è della spada?

Per me é il tema fondamentale del Post e mi pare che gli interventi!di Indra siano la conferma del fatto che anche lui la pensa alla stessa maniera.

In altre parole cosa hai letto Mauro? Ciò che c'era scritto o ciò che in base a pregiudizi e credenze tu avresti voluto fosse stati scritto?

É buona norma eliminare le sovrastrutture mentali quando ci sii occupa di filosofia realizzativa.
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