Yoga sutra

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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Shin
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Yoga sutra

Messaggioda Shin » 28 febbraio 2012, 16:39

Qualcuno mi può chiarire due fatti dello yoga sutra di patanjali??
1_cosa significa quando dice che bisogna rivolgere la mente all interno invece che all'esterno??
esattamente questo rivolgere la mente all'interno in che consiste??
2_meditare su un oggetto (seme o quello che è) ma si può meditare oltre su cose anche su fatti e situazioni??

Infine una considerazione, lo yoga dice di non esagerare, chiudere la mente e cristallizzarsi su cose, fatti e sentimenti della realtà...perchè ciò genera dolore e cosi cerca di fornire una soluzione...quella che ti obbliga ad allontanarti da tutto e da tutti (visione letterale del sutra)...non è una verità un po ingannevole...lo yoga non dovrebbe piu che altro congiungere il divino con la realtà?? bo..
Nel haṭha yoga, si assumono le posizioni senza tecnica, senza conoscenza e senza scopo. Non vi può essere nessun intervento della mente raziocinante e della volontà individuale.

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Re: Yoga sutra

Messaggioda matasilogo » 28 febbraio 2012, 17:12

Shin ha scritto:Qualcuno
1_cosa significa quando dice che bisogna rivolgere la mente all interno invece che all'esterno??
............ bo..

Quella che noi chiamiamo mente è la corteccia cerebrale che ci dice cosa pensiamo a livello superficiale in 6 grammi di materia grigia ed il resto è il divino che è in noi e quindi questo è lo scopo del quarto volume del testo, armonizzare la mente estrinseca con quella intrinseca e con il tutto quindi; tutto il resto è strumento per arrivarci senza fretta in tre secondi, tre anni, trenta anni o mai.
Alla fine del primo libro devi arrivarci senza seme ma non senza fare niente, sarebbe troppo facile. Forse Cristo, S. Francesco o Maometto o Budda.
Leggo nella frase firma che hai le idee un po’ strane su
Nel haṭha yoga, si assumono le posizioni senza tecnica, senza conoscenza e senza scopo. Non vi può essere nessun intervento della mente raziocinante e della volontà individuale.
Sei già arrivato quando hai pagato la quota di iscrizione ?
Ma dove le hai prese queste idee?
Bo
Scrimi anche in privato per raccontarmi il tuo percorso se vuoi
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Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
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Messaggioda gb » 28 febbraio 2012, 17:20

Se ci si concentra (o si tenta di concentrarsi) per 20 minuti al giorno sul proprio respiro in siddhasana ad esempio in una stanza silenziosa, e sul respiro soltanto, probabilmente la mente e' rivolta in quei 20 minuti, "all'interno".

Se per gli stessi 20 minuti si guarda la televisione che ci descrive fatti reali ma lontani nel tempo e/o nello spazio o immaginari mentre si mangiano distrattamente dei pop corn probabilmente la mente e' rivolta in quei 20 minuti "all'esterno".
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Re: Yoga sutra

Messaggioda fabio » 29 febbraio 2012, 12:48

Shin ha scritto:2_meditare su un oggetto (seme o quello che è) ma si può meditare oltre su cose anche su fatti e situazioni??


devi dividere le due cose.
Un conto è la meditazione, un altro conto è la riflessione, intesa come ragionamento e autoanalisi (mi pare si chiami manam nel Vedanta).
Ragionare su fatti e situazioni credo sia manam, per come forse dai ad intendere dal tuo messaggio, che non è meditazione nel senso che si da normalmente a questa parola.
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Re: Yoga sutra

Messaggioda Paolo proietti » 1 marzo 2012, 9:59

fabio ha scritto:
Shin ha scritto:2_meditare su un oggetto (seme o quello che è) ma si può meditare oltre su cose anche su fatti e situazioni??


devi dividere le due cose.
Un conto è la meditazione, un altro conto è la riflessione, intesa come ragionamento e autoanalisi (mi pare si chiami manam nel Vedanta).
Ragionare su fatti e situazioni credo sia manam, per come forse dai ad intendere dal tuo messaggio, che non è meditazione nel senso che si da normalmente a questa parola.


La meditazione può essere anche tradotta con mananam.
Ma è meditazione intesa nel senso italiano del termine, ovvero ponderare, ragionare, pensare.

Quella che invece, comunemente, si intende per meditazione (nello yoga), è la contemplazione.

Meditazione con seme e Meditazione senza seme sono due tecniche operative, due riti (Dhyana ha anche il significato di rito, rituale).

Con seme significa che c'è un oggetto (artha, in sanscrito, o rupa) sul quale si porta tutta l'attenzione della mente.

Può essere una statua, un disegno (yantra), una parola, un processo fisico.

Ad ogni oggetto "esterno" (Artha o Rupa) corrisponde una idea o immagine o essenza, ovvero un oggetto "interno" (Shabda o Nama).

Il processo di conoscenza (conoscenza di qualsiasi cosa) è in realtà un processo di "riconoscimento".

Io so che una tazza è una tazza perchè ne ho fatto esperienza (per esempio bevendo il the).

Questa esperienza si trasforma in una immagine mentale.
Più l'immagine/oggetto interno (Shabda o Nama) rassomiglia all'oggetto esterno (Artha o Rupa) e più si avanza nel processo di conoscenza.

Meditare significa essere completamente assorbiti dal processo cognitivo di un particolare oggetto.

In qualche modo la mente prende la forma, ad esempio, della tazza.

Quando l'oggetto esterno e quello interno sono identici c'è un corto circuito.

Prendiamo l'esempio di una statua di Buddha seduto in meditazione.
Mi siedo e comincio ad esaminare tutti i dettagli della statua, anche i più irrilevanti.

Immagine

Poi, mentalmente, faccio "l'inventario" del mio corpo e visualizzo la mia mano destra come fosse la mano destra della statua e così via.

Alla fine costruirò un'immagine mentale che coinciderà con l'immagine della statua che coinciderà con la mia percezione del corpo.

Corto circuito: la mente assume la forma dell'oggetto che vuole conoscere.

Dunque:
IO= soggetto che conosce.
MENTE= strumento di conoscenza.
STATUA= oggetto di conoscenza.
Quando soggetto, strumento e oggetto hanno tutti la stessa forma, si arriva all'identità tra Artha e Shabda.

Soggetto, strumento e oggetto sono identici.

Il processo per arrivare a questo punto si chiama meditazione con seme.

Ciò che avviene dopo (la mente che contempla se stessa) si chiama meditazione senza seme.


Un sorriso,
p.
Ultima modifica di Paolo proietti il 1 marzo 2012, 11:23, modificato 1 volta in totale.
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Re: Yoga sutra

Messaggioda pushan » 1 marzo 2012, 17:56

Shin ha scritto:Qualcuno mi può chiarire due fatti dello yoga sutra di patanjali??
1_cosa significa quando dice che bisogna rivolgere la mente all interno invece che all'esterno??
esattamente questo rivolgere la mente all'interno in che consiste??
2_meditare su un oggetto (seme o quello che è) ma si può meditare oltre su cose anche su fatti e situazioni??

Infine una considerazione, lo yoga dice di non esagerare, chiudere la mente e cristallizzarsi su cose, fatti e sentimenti della realtà...perchè ciò genera dolore e cosi cerca di fornire una soluzione...quella che ti obbliga ad allontanarti da tutto e da tutti (visione letterale del sutra)...non è una verità un po ingannevole...lo yoga non dovrebbe piu che altro congiungere il divino con la realtà?? bo..


La mente è come l'acqua, si adatta al contenitore, ma quando il contenitore si rompe scorre via.
Puoi osservare ciò che con-tiene la mente: ricordi, preoccupazioni, corse in avanti nel futuro e corse indietro nel passato.
Puoi osservare l'"arredamento" interno, come ritornano gli stessi schemi.
Puoi osservare le emozioni che si alternano e domandarti da dove sono venute.
Cercare la radice che assorbe l'acqua e vedere il seme che si rompe e genera ora rose ora cicuta.
Trasformandosi...ieri provavo amore, oggi provo risentimento...ieri ero triste oggi sono baldanzosa.
Non ti allontani dalle nuvole, le osservi.
Prima di vedere il cielo è necessario vedere e osservare le nuvole e le loro infinite mutevoli forme, in esse perdersi, inebriati dai colori tra nuvole e cielo.
A un certo punto potrebbe sollevarsi un bel vento (determinazione e distacco) e soffiare via le nuvole.
Lo sfondo.
Volgere lo sguardo all'interno, a me stesso, per conoscermi, amarmi e trasformarmi: yoga, autodisciplina trasformatrice. Nessun obbligo.
Che cosa c'è dietro il buio dei miei occhi?
Osservare.

Come lo definiresti il Divino che dovrebbe ricongiungersì con la realtà (realtà umana?)
Più che altro perchè non ho capito bene questo periodo:

Infine una considerazione, lo yoga dice di non esagerare, chiudere la mente e cristallizzarsi su cose, fatti e sentimenti della realtà...perchè ciò genera dolore e cosi cerca di fornire una soluzione...quella che ti obbliga ad allontanarti da tutto e da tutti (visione letterale del sutra)...non è una verità un po ingannevole...lo yoga non dovrebbe piu che altro congiungere il divino con la realtà?? bo..

Se parli di "visione letterale" del sutra, dovresti riportare il testo, le parole precise del sutra sulle quali hai espresso tue considerazioni, altrimenti non è chiaro, almeno a me ed è difficile capirsi.

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Messaggioda Shin » 1 marzo 2012, 18:28

matasilogo: la mia firma e una frase se non ricordo male dell libro anatomia dello yoga... e nel contesto del libro spiega la mentalità con cui approcciarsi agli asanas. Non ho capito "Sei già arrivato quando hai pagato la quota di iscrizione ?" dove vuoi arrivare.
per tutti gli altri: grazie mi avete tolto il dubbio sopratt gli esempi piu spiccioli, perchè avvolte anche le frasi degli insegnanti sono un po mistiche e non si può bombardare una persona per cercarla di comprenderla. almeno nn sono il tipo. cmq a prima vista potevano sembrare stupide come domande ma vi assicuro che almeno nella mia esperienza di 9 mesi volevo cercare di capire :oops:
in fine pushan: no....,era una considerazione che al momento mi è venuta un po naturale perchè le regole 35-39 II e nel complesso una persona che voglia seguire la via dello yoga in modo serio ....inesorabile sarà il distacco da tutto e tutti...e quando crede di essere arrivato non è arrivato mai...perchè puo nascere il seme del desiderio del illuminazione...bo, ma come dicevo è un opinione e mia personale considerazione...che può essere giusta o sbagliata dipende un pò dal punto di vista...potrebbe essere spunto di discussione e comparazione di modi di pensare differenti...ma poi bo..nn sò... viaggi mentali miei :mrgreen: :mrgreen:
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Messaggioda pushan » 1 marzo 2012, 19:05

Shin ha scritto: in fine pushan: no....,era una considerazione che al momento mi è venuta un po naturale perchè le regole 35-39 II e nel complesso per una persona che voglia seguire la via dello yoga in modo serio ....inesorabile sarà il distacco da tutto e tutti...e quando crede di essere arrivato non è arrivato mai...perchè puo nascere il seme del desiderio del illuminazione...bo, ma come dicevo è un opinione e mia personale considerazione...che può essere giusta o sbagliata dipende un pò dal punto di vista...potrebbe essere spunto di discussione e comparazione di modi di pensare differenti...ma poi bo..nn sò... viaggi mentali miei :mrgreen: :mrgreen:

grazie, adesso ho capito, ma perchè preoccuparsi ora di desideri che potrebbero sorgere in futuro? Quando sorgeranno si vedrà.
Se la meta è l'illuminazione c'è da sperare che con tutte le luci accese vedremo un po' oltre il nostro naso (condizione attuale: forse vediamo la punta del nostro naso, forse)

Lasciamo che i semi si spacchino e facciano uscire il germoglio quando sarà il momento.
Praticare yoga è da contadini, si ara il campo, si strappano erbacce, si sostengono piantine...ma tutto questo, ora. Chi lo sa come sarà, se ci sarà da distaccarsi oppure no.
Ogni esperienza è diversa e unica, pur nelle "direttrici" comuni.

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Messaggioda AT » 1 marzo 2012, 23:55

Nel haṭha yoga, si assumono le posizioni senza tecnica, senza conoscenza e senza scopo. Non vi può essere nessun intervento della mente raziocinante e della volontà individuale.
Io sono d'accordo con Matasilogo! La frase che hai scelto come firma esprime una retorica molto diffusa in certi ambienti, ma priva di reale profondità e coerenza. Di solito, chi usa un linguaggio del genere non comprende nemmeno fino in fondo le conseguenze e il senso di quello che dice. Non farti incantare da questa robaccia.

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Messaggioda Paolo proietti » 2 marzo 2012, 0:12

AT ha scritto:Nel haṭha yoga, si assumono le posizioni senza tecnica, senza conoscenza e senza scopo. Non vi può essere nessun intervento della mente raziocinante e della volontà individuale.
Io sono d'accordo con Matasilogo! La frase che hai scelto come firma esprime una retorica molto diffusa in certi ambienti, ma priva di reale profondità e coerenza. Di solito, chi usa un linguaggio del genere non comprende nemmeno fino in fondo le conseguenze e il senso di quello che dice. Non farti incantare da questa robaccia.

Con che insegnanti hai praticato Hatha yoga, AT?
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Messaggioda AT » 2 marzo 2012, 0:53

La mia osservazione è farina del mio sacco. Nasce dal mio spirito critico, dalla mia esperienza con lo yoga e dalla semplice analisi del linguaggio usato. Tirare in ballo i vari insegnanti che ho avuto (persone molto varie) non è rilevante, perché io ragiono con la mia testa, e non con la loro. Una frase del genere non sta in piedi, chiunque ragioni correttamente può capirlo, anche se la sua esperienza dello yoga è minima.

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Messaggioda Shin » 2 marzo 2012, 9:35

e una frase presa da un libro, in un contesto più ampio. sicuramente non puoi fare le posizioni senza tecnica, rischi di farti seriamente male, ai muscoli o alle articolazioni. la frase nel contesto che era inserita voleva solo precisare un determinato approccio allo yoga, cioè quello di assumere l asana a mente libera, senza forzature e quindi lasciarsi andare al rilassamento. Per spiegare meglio padahastasana ad esempio la facevo sia a scuola durante l ora di ginnastica sia a yoga la differenza e che la mia prof ti costringeva a tirare un po, molleggiando (che secondo linee di pensiero non si dovrebbe mai fare), ecc... mentre la mia insegnante di yoga diceva di rilassarsi di scendere dove si poteva e tenere a lungo la posizione rilassando bene schiena, collo e spalle e fare cosi tutte le volte. dopo che prendi sicurezza allora tirare un pò ma senza provare dolore o disaggio. la frase se messa nel contesto proprio a il suo perchè e cmq e solo una firma...
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Messaggioda padme » 2 marzo 2012, 9:58

"perchè avvolte anche le frasi degli insegnanti sono un po mistiche"

shin, personalmente credo che quando un insegnante ha chiaro ciò che sta insegnando, non ha bisogno di esprimersi con fumose frasi mistiche.
Non è che tu non capisci, è l'insegnante che non ha compreso ciò che pretende di spiegare.

Vedi sopra la spiegazione di Proietti: semplice, chiara, dice quel che c'è da dire senza fronzoli inutili. Fa capire.

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Messaggioda Paolo proietti » 2 marzo 2012, 10:11

AT ha scritto:La mia osservazione è farina del mio sacco. Nasce dal mio spirito critico, dalla mia esperienza con lo yoga e dalla semplice analisi del linguaggio usato. Tirare in ballo i vari insegnanti che ho avuto (persone molto varie) non è rilevante, perché io ragiono con la mia testa, e non con la loro. Una frase del genere non sta in piedi, chiunque ragioni correttamente può capirlo, anche se la sua esperienza dello yoga è minima.


La mia domanda è diversa.
Ti stavo chiedendo se la tua esperienza pratica, di cui spesso testimoni, viene solo dalla personale interpretazione di testi o se hai seguito dei corsi, lezioni seminari con istruttori di hatha yoga.
O se hai praticato insieme a esponenti di questa oquella scuola.
Insomma sei arrivato da solo a concepire lo yoga come lo intendi o hai condiviso esercizi e teorie, per periodi più o meno lunghi, con swami o monaci o istruttori o praticanti esperti?

un sorriso,
p.
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Messaggioda Paolo proietti » 2 marzo 2012, 10:18

Shin ha scritto:e una frase presa da un libro, in un contesto più ampio. sicuramente non puoi fare le posizioni senza tecnica, rischi di farti seriamente male, ai muscoli o alle articolazioni. la frase nel contesto che era inserita voleva solo precisare un determinato approccio allo yoga, cioè quello di assumere l asana a mente libera, senza forzature e quindi lasciarsi andare al rilassamento. Per spiegare meglio padahastasana ad esempio la facevo sia a scuola durante l ora di ginnastica sia a yoga la differenza e che la mia prof ti costringeva a tirare un po, molleggiando (che secondo linee di pensiero non si dovrebbe mai fare), ecc... mentre la mia insegnante di yoga diceva di rilassarsi di scendere dove si poteva e tenere a lungo la posizione rilassando bene schiena, collo e spalle e fare cosi tutte le volte. dopo che prendi sicurezza allora tirare un pò ma senza provare dolore o disaggio. la frase se messa nel contesto proprio a il suo perchè e cmq e solo una firma...


Per curiosità, che libro è?
Le idee sullo yoga circolano e nessuno ne ha i diritti di autore.
ma quella frase, composta in quel modo, pensa che strano, pensavo di averla inventata io scrivendo qui:
http://www.yoga.it/forum/viewtopic.php?t=3819

E nel quaderno n° 6 del Gruppo Yoga Vedanta.

E' divertente, per me, sapere che appartiene ad un altro autore.

O il mio inconscio aveva rimosso la lettura di qualche testo, oppure l'autore che tu citi la pensa esattamente come me ed usa le stesse esatte parole.

Lo trovo divertente, soprattutto la seconda ipotesi.

un sorriso,
p.
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