le credenze nella mente

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 25 novembre 2010, 23:27

Hosni ha scritto:Tutte le tecniche sono buone se sono molto efficaci.
Sai, anche il piccolo Hosni è passato per le arti del combattimento. Ha passato anni e anni a combattere.
In un samadhi avuto da ragazzino, rapito in estasi, si sentiva chiamare: Shin tai, Shin tai.
Credette che quello fosse il suo nome spirituale, o il suo nome in altre vite.
Questo infatti è stato il mio nick per un pò, fino a quando scoprì da una persona molto vicina che questa è una tecnica potente per staccare la sostanza mentale dai chakra.
Un pò come il kriya yoga. Il kriya yoga la stacca, e la trasforma in consapevolezza.
Diversa tecnica, stesso scopo. Tutto quello che succede è minuziosamente calcolato.
L'altro nick che usavo era Akira.
Tutte le tecniche sono buone se sono molto efficaci.
Hai avuto buone risposte oggi?
Perchè io si.

arti marziali?
affascinante.
ho visto qualche film con toshiro mifune ed ho letto qualche libro in proposito.

vuoi fare un giochino?
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Messaggioda Hosni » 26 novembre 2010, 3:38

D: I Veda contengono resoconti contraddittori sulla descrizione della cosmogonia. In un punto si dice che la prima creazione è l’etere; in un altro l’energia vitale (prana); qualcos’altro in un altro ancora; l’acqua in un altro ancora, e così via. Come si possono riconciliare questi? Non danneggiano la credibilità dei Veda?
R: Differenti veggenti videro differenti aspetti della verità in momenti differenti, enfatizzando ciascuno la propria visione. Perché ti preoccupi delle loro affermazioni contraddittorie? Lo scopo essenziale dei Veda è insegnare la natura dell’atman imperituro e mostrarci che siamo quello.

Questo lo sapevo a livello intuitivo, e non ho mai letto i Veda.
Ecco vedi, questo è il motivo per cui mi sento realizzato, ma non completamente.
Se sai che è tutto finto, se lo sai davvero, allora il distacco dagli oggetti interni ed esterni non riesce poi così difficile.
Il cammino non riesce poi così difficile.
Negli ultimi mesi hai osservato alcune mie creazioni.
Pensieri, conoscenze, paure e desideri, credenze, credenze opposte una all'altra.
Hai notato qualcosa di interessante?

(Mahavatar è l'Angelo - questo ho pensato)
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Messaggioda Paolo proietti » 26 novembre 2010, 9:27

D: I Veda contengono resoconti contraddittori sulla descrizione della cosmogonia. In un punto si dice che la prima creazione è l’etere; in un altro l’energia vitale (prana); qualcos’altro in un altro ancora; l’acqua in un altro ancora, e così via. Come si possono riconciliare questi? Non danneggiano la credibilità dei Veda?
R: Differenti veggenti videro differenti aspetti della verità in momenti differenti, enfatizzando ciascuno la propria visione. Perché ti preoccupi delle loro affermazioni contraddittorie? Lo scopo essenziale dei Veda è insegnare la natura dell’atman imperituro e mostrarci che siamo quello.

Questo lo sapevo a livello intuitivo, e non ho mai letto i Veda.

cosa c'è di contraddittorio nel procedere della terra dall'acqua ecc? sapevi a livello intuitivo che c'è contraddizione in queste affermazioni?
sicuro?
se è così valuta la possibilità che il tuo intuito sia un pochino difettoso?

un sorriso,
r.
(non vuoi giocare? d'accordo.... non ti farò perdere altro tempo.
come si dice in toscana "i discorsi li porta via ir vento le birette i livornesi...."
e paolo livornese lo "nacque" :D )
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Messaggioda Hosni » 11 dicembre 2010, 1:41

Bè, si...
si parlava di credenze...e tutte queste parole, pensieri e credenze, sono paglia da bruciare nel fuoco
Cos'è finto?
Cos'è vero?
Oh niente quella di Mahavatar era una frase riferita ad altro

A proposito di Avatar, ho scoperto che c'è una tradizione di yogi in possesso della scienza dell'Avatar, tecniche segrete ovviamente.
Si tratta di utilizzare diverse "morti", una cosa che va oltre l'illuminazione.

E' curioso per me notare come a volte l'immaginazione conduca a riscontri.
Albert Einstein infatti diceva: ogni cosa che puoi immaginare, l'universo l'ha già creata ;)
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Messaggioda fuxi » 11 dicembre 2010, 10:37

Ogni volta che scrivi una parola, sei tu a scriverla; ogni volta che rispondi, sei tu che rispondi; ogni volta che credi, sei tu che credi; ogni volta che desideri, sei tu che desideri…

Servire dio, ottenere un buon karma, è uno stratagemma… può essere uno strumento per essere consapevoli… non è la soluzione finale…

Credere è un atto della mente, è proiettarsi nel futuro avendo un passato, è mancare la mira… soltanto una mente disunita può credere… questo è il difetto del credere, è intimo, è la stessa radice del credere che ne pregiudica l’esistenza… una mente raminga che vaga alla ricerca delle ragioni della sua esistenza…

La giusta azione ? giusta per chi ? e per cosa ?

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Messaggioda fabio » 11 dicembre 2010, 18:22

fuxi ha scritto:Ogni volta che scrivi una parola, sei tu a scriverla; ogni volta che rispondi, sei tu che rispondi; ogni volta che credi, sei tu che credi; ogni volta che desideri, sei tu che desideri…


si potrebbe dire che anche questa è una credenza.

Servire dio, ottenere un buon karma, è uno stratagemma… può essere uno strumento per essere consapevoli… non è la soluzione finale…


di grazia signore, se lei accenna alla soluzione finale, perchè non la condivide con noi? a meno che sia una credenza, in tal caso vale come le nostre.

Credere è un atto della mente, è proiettarsi nel futuro avendo un passato, è mancare la mira… soltanto una mente disunita può credere… questo è il difetto del credere, è intimo, è la stessa radice del credere che ne pregiudica l’esistenza… una mente raminga che vaga alla ricerca delle ragioni della sua esistenza…

La giusta azione ? giusta per chi ? e per cosa ?


se lei signore, afferma di essere al di la dell'azione, non posso che rallegrarmi per Lei. Consideri la possibilità che qualcun'altro possa credere nelle azioni e nel loro svolgimento. A che pro affermare che non esiste azione per coloro che credono nell'agire?

Determinati fatti si raccontano da sè, senza bisogno di essere affermati. Sembra, a volte, che taluni abbiano bisogno di parlare del silenzio, infrangendolo.
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Messaggioda fuxi » 11 dicembre 2010, 19:42

"si potrebbe dire che anche questa è una credenza."

si, è possibile... dunque quando leggo ciò che scrivi non sei tu a scrivere, è un altro ?

"di grazia signore, se lei accenna alla soluzione finale, perchè non la condivide con noi? a meno che sia una credenza, in tal caso vale come le nostre."

la credenza è ciò che non puoi sperimentare... è qualcosa che accogli senza averla vissuta... per cui, dato che non conosci grazia, te la dispenso: perdi il tuo io... è questo a cui mira lo stratagemma... perdi il tuo io.

"se lei signore, afferma di essere al di la dell'azione, non posso che rallegrarmi per Lei."

me ne compiaccio... ti basta poco per rallegrarti... ma senza andare oltre a ciò che è scritto... le affermazioni per essere tali devono essere esplicite, diversamente sono dedotte, e sono pura fantasia... di chi legge, cioè la tua fantasia... ognuno interpreta da se... col suo io...

"Consideri la possibilità che qualcun'altro possa credere nelle azioni e nel loro svolgimento. A che pro affermare che non esiste azione per coloro che credono nell'agire? "

considerare la possibilità... considerare cioè ipotizzare la possibilità... molto etereo...

ma la domanda era chiara ! l'azione "giusta", è giusta per chi ?

si si si... i fatti si raccontano da se, o meglio, ognuno ha una sua percezione dei fatti, dunque il fatto per se stesso non è propriamente ciò che è accaduto, è ciò che è percepito. poi, raccontando i fatti percepiti, si trasformano in ciò che è ricordato, cioè ciò che è temuto o blandito... e chi raccoglie la testimonianza, a sua volta ne trarrà ciò che a sua volta ha percepito, e poi narrerà i suoi ricordi, le sue impressioni... dunque il nulla... anzi, una storia...

il silenzio... si infrange solo parlandone ? o è lo scorrere delle parole generate dall'io che funesta la sua plastica esistenza... e chi lo infrange ? chi lo reclama o chi lo riempie d'altro ?

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Messaggioda Hosni » 11 dicembre 2010, 23:47

Chi è discute? Chi è che percepisce? Chi descrive? Chi infrange il voto del silenzio?
Il silenzio, la non-azione, la non disciplina, il non-essere sono di sicuro il top del top sul menu della spiritualità.
Purtroppo però non si possono praticare su un forum :mrgreen:

Chi sei? Da dove vieni? Cos'hai studiato e cos'hai praticato?
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Messaggioda fabio » 12 dicembre 2010, 0:52

fuxi ha scritto:"
si, è possibile... dunque quando leggo ciò che scrivi non sei tu a scrivere, è un altro ?


no, è l’io stesso che si ritiene credenza.

la credenza è ciò che non puoi sperimentare... è qualcosa che accogli senza averla vissuta... per cui, dato che non conosci grazia, te la dispenso: perdi il tuo io... è questo a cui mira lo stratagemma... perdi il tuo io.


La credenza, a mio avviso, è esattamente ciò che si sperimenta. L’io che si percepisce separato, differenziato, sperimenta la dualità. Perdere l’io? Forse termine più consono potrebbe essere risolverlo, verificare esperianzalmente che il piccolo io non esiste se non in quanto credenza.

me ne compiaccio... ti basta poco per rallegrarti... ma senza andare oltre a ciò che è scritto... le affermazioni per essere tali devono essere esplicite, diversamente sono dedotte, e sono pura fantasia... di chi legge, cioè la tua fantasia... ognuno interpreta da se... col suo io...


Le chiedo scusa per il malinteso, sembrava, dalle sue parole, che non avessero nessun senso per Lei parole come azione e giusta azione. Ho evidentemente frainteso.

ma la domanda era chiara ! l'azione "giusta", è giusta per chi ?


normalmente per l’ente agente, colui che agisce o crede di agire. la giusta azione è karma yoga. è azione in accordo con la Legge.

si si si... i fatti si raccontano da se, o meglio, ognuno ha una sua percezione dei fatti, dunque il fatto per se stesso non è propriamente ciò che è accaduto, è ciò che è percepito. poi, raccontando i fatti percepiti, si trasformano in ciò che è ricordato, cioè ciò che è temuto o blandito... e chi raccoglie la testimonianza, a sua volta ne trarrà ciò che a sua volta ha percepito, e poi narrerà i suoi ricordi, le sue impressioni... dunque il nulla... anzi, una storia...


ineceppibile. Ognuno si racconta la sua storia. Non capisco però il legame col discorso. Di fatto sembra avvalorare l’esistenza di una causa (ciò che lei dice bene viene percepito) e di un effetto (ciò che viene trasformato, ricordato, elaborato). Concorda? Se c’è causa e c’è effetto, normalmente c’è azione.

il silenzio... si infrange solo parlandone ? o è lo scorrere delle parole generate dall'io che funesta la sua plastica esistenza... e chi lo infrange ? chi lo reclama o chi lo riempie d'altro ?


Chiedo perdono, ma non ho capito le domande. domande che sembrano retoriche, dato il tono. Se lei volesse potrebbe aiutarci nelle risposte, in spirito di condivisione.
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Messaggioda fuxi » 12 dicembre 2010, 15:19

"Chi è discute? Chi è che percepisce? Chi descrive? Chi infrange il voto del silenzio?"

... due argomenti... "chi" e "voto"

... "chi" è evidente, è l'io che discute, che percepisce, che descrive, che infrange... è l'io che deve proteggersi, è l'io che ha paura, è l'io che muore...

... "voto" ... che il silenzio sia un voto dimostra che è forzato, non è naturale... non bastano 12 anni per vivere in un silenzio naturale, bastano pochi attimi per vivere nel silenzio come "voto"... almeno sino a quando l'io non riterrà di aver espiato le sue colpe... l'io che si determina ad un "voto" e l'io che si dispensa dal "voto"... è sempre l'io...


"Il silenzio, la non-azione, la non disciplina, il non-essere sono di sicuro il top del top sul menu della spiritualità.
Purtroppo però non si possono praticare su un forum :mrgreen:"

... tu dici ? ... e mi sa che sei in errore... si, in un evidente errore... ma, d'altronde... è come l'essere amore... finché non lo vivi non lo comprendi... però ti voglio aiutare... basta togliere e non sovrapporre...


"Chi sei? Da dove vieni? Cos'hai studiato e cos'hai praticato?"

... mah... se la l'immagine ti corrisponde, allora hai vissuto... e mi domando come mai alla tua età fai ancora a chi ce l'ha più lungo... forse che ti mancano gli argomenti ? c'è un modo di dire "chi non sa parla e chi sa non parla" ... pensi che sia necessario aver studiato per essere ? o aver vissuto ? hai già superato i tuoi 12 anni ? o meglio, credi di aver superato i tuoi 12 anni ? ... sono domande per te... a cui puoi rispondere col tempo... con i fatti... anche qua sul forum... perché per pigiare i tasti serve una determinazione, e ancor prima un pensiero ed un vissuto... che si rispecchia in ogni parola che si scrive... qui si rappresenta ciò che si è e si legge chi scrive... se il tuo io... o il tuo Sé... ammesso che lo hai conosciuto...

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Messaggioda fuxi » 12 dicembre 2010, 16:41

[quote="fabio"]
si, è possibile... dunque quando leggo ciò che scrivi non sei tu a scrivere, è un altro ?

no, è l’io stesso che si ritiene credenza.[quote="fabio"]

... dunque, ciò che pensiamo sia una credenza crede esso stesso di esserlo... dunque è realmente una credenza, è una credenza reale...

[quote="fabio"]la credenza è ciò che non puoi sperimentare... è qualcosa che accogli senza averla vissuta... per cui, dato che non conosci grazia, te la dispenso: perdi il tuo io... è questo a cui mira lo stratagemma... perdi il tuo io.

La credenza, a mio avviso, è esattamente ciò che si sperimenta. L’io che si percepisce separato, differenziato, sperimenta la dualità. Perdere l’io? Forse termine più consono potrebbe essere risolverlo, verificare esperianzalmente che il piccolo io non esiste se non in quanto credenza.[quote="fabio"]

credenza: Convinzioni basate su una verità aprioristica...

dunque credere che l'io sia una credenza è esprimere un concetto con un termine inappropriato...

l'io lo sperimenti, concordo. così come "perdere l'io" può essere espresso con "risolvere l'io"... lo si risolve perdendolo... quando ti accorgi che l'io che credevi non sei tu, lo puoi perdere, e risolvere io tuo io.

[quote="fabio"]me ne compiaccio... ti basta poco per rallegrarti... ma senza andare oltre a ciò che è scritto... le affermazioni per essere tali devono essere esplicite, diversamente sono dedotte, e sono pura fantasia... di chi legge, cioè la tua fantasia... ognuno interpreta da se... col suo io...

Le chiedo scusa per il malinteso, sembrava, dalle sue parole, che non avessero nessun senso per Lei parole come azione e giusta azione. Ho evidentemente frainteso.[quote="fabio"]

conosco il senso di azione e di giusta azione, ma ciò non toglie che la giusta azione esiste solo quale convenzione... è un giudizio e come tale è proprio solo dell'io... e ciò che è giusto per te non è giusto in assoluto, per chiunque... e giusto è per qualcosa che si vuole conseguire... ed è l'io che determina ciò che è giusto...

[quote="fabio"]ma la domanda era chiara ! l'azione "giusta", è giusta per chi ?

normalmente per l’ente agente, colui che agisce o crede di agire. la giusta azione è karma yoga. è azione in accordo con la Legge.[quote="fabio"]

ah, la Legge... e chi l'ha scritta ? puoi provare che sia giusta ? e se è una Legge, allora è assoluta... e come mai la segue solo una minoranza ? il karma... nella sua narrazione è una storia... è un concetto presente in tutta l'umanità... è per la salvezza dell'io...

[quote="fabio"]si si si... i fatti si raccontano da se, o meglio, ognuno ha una sua percezione dei fatti, dunque il fatto per se stesso non è propriamente ciò che è accaduto, è ciò che è percepito. poi, raccontando i fatti percepiti, si trasformano in ciò che è ricordato, cioè ciò che è temuto o blandito... e chi raccoglie la testimonianza, a sua volta ne trarrà ciò che a sua volta ha percepito, e poi narrerà i suoi ricordi, le sue impressioni... dunque il nulla... anzi, una storia...

ineceppibile. Ognuno si racconta la sua storia. Non capisco però il legame col discorso. Di fatto sembra avvalorare l’esistenza di una causa (ciò che lei dice bene viene percepito) e di un effetto (ciò che viene trasformato, ricordato, elaborato). Concorda? Se c’è causa e c’è effetto, normalmente c’è azione.[quote="fabio"]

la causa e l'effetto... cosa hanno in comune ?

[quote="fabio"]il silenzio... si infrange solo parlandone ? o è lo scorrere delle parole generate dall'io che funesta la sua plastica esistenza... e chi lo infrange ? chi lo reclama o chi lo riempie d'altro ?

Chiedo perdono, ma non ho capito le domande. domande che sembrano retoriche, dato il tono. Se lei volesse potrebbe aiutarci nelle risposte, in spirito di condivisione.
shanti[quote="fabio"]

hai scritto del silenzio... che non è l'assenza di suoni, ma l'assenza di pensieri, di desideri, di paure, di un passato e di un possibile futuro... il silenzio è nel presente... non c'è silenzio in una domanda, si attende la risposta, ne nella paura, si è conosciuto il dolore e lo si aspetta, ne nell'amore, lo si desidera... il silenzio è l'ambiente del Sè... è l'osservare la vita fluire essendone parte...

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Messaggioda fabio » 12 dicembre 2010, 19:40

fuxi ha scritto:... dunque, ciò che pensiamo sia una credenza crede esso stesso di esserlo... dunque è realmente una credenza, è una credenza reale...


A dire il vero l’io crede di essere un Assoluto, dato che crede di essere Agente sperimentatore. mentre per definizione l'Assoluto è altro, ed in questa prospettiva l'io ed il tu, non possono che essere credenze / sovrapposizioni alla Realtà Una.

credenza: Convinzioni basate su una verità aprioristica...

dunque credere che l'io sia una credenza è esprimere un concetto con un termine inappropriato...

l'io lo sperimenti, concordo. così come "perdere l'io" può essere espresso con "risolvere l'io"... lo si risolve perdendolo... quando ti accorgi che l'io che credevi non sei tu, lo puoi perdere, e risolvere io tuo io.


Sotto taluni punti di vista, l’io si crea per dare modo allo sperimentatore di portare a termine i semi causali che l’hanno originato. Se c’è un io, c’è un qualcosa che credeva di essere quell’io e che lo ha generato. fabio, per fare un esempio, è esattamente ciò che conosce di Sé. In questa forma e con queste modalità espressive. Se conoscesse altro di sé, sarebbe quel qualcosa d’altro. Una volta che la Grazia scenderà su questo povero microbo, forse si sveglierà. Ma alla data odierna, le credenze (ciò che credo vero) hanno portato a generare questo corpo, ovverosia gli strumenti necessari al suo svolgimento.

conosco il senso di azione e di giusta azione, ma ciò non toglie che la giusta azione esiste solo quale convenzione... è un giudizio e come tale è proprio solo dell'io... e ciò che è giusto per te non è giusto in assoluto, per chiunque... e giusto è per qualcosa che si vuole conseguire... ed è l'io che determina ciò che è giusto...


non sono d’accordo. Forse lei confonde la buona azione, ciò che darà frutti positivi e buon karma, con quella che è giusta azione, in accordo con la Legge, col Dharma e che non genera karma perché in Armonia. Nella giusta azione non c’è agente, con la a minuscola, non c’è volontà di un piccolo io che desidera per se o per altri. E’ l’azione che sboccia spontanea come un fiore.

ah, la Legge... e chi l'ha scritta ? puoi provare che sia giusta ? e se è una Legge, allora è assoluta... e come mai la segue solo una minoranza ? il karma... nella sua narrazione è una storia... è un concetto presente in tutta l'umanità... è per la salvezza dell'io...


Mi perdonerà, ma in tal senso si è usata la L maiuscola. Queste domande lasciano veramente perplessi e preoccupati. L’universo intero, compresi i vari enti che in essi dimorano, è governato da Leggi, da perfette concordanze, da numero e linee. Ecco il Cosmos Divino, ed ecco la legislazione umana che dovrebbe commensurarsi a tale Armonia. E’ l’oblio del fondamento metafisico il vero disordine. Sono contento Lei sappia che il karma è narrazione di una storia. Se lo afferma è perché lo vive. Altrimenti se lo racconta, come tutti noi.
Cosa significa inoltre, come mai la segue solo una minoranza? Nelle indefinite possibilità dello sperimentatore c’è anche quella di errare e/o di perdersi. Anche se, come la logica suggerisce, nessuno in fondo può perdersi mai.

hai scritto del silenzio... che non è l'assenza di suoni, ma l'assenza di pensieri, di desideri, di paure, di un passato e di un possibile futuro... il silenzio è nel presente... non c'è silenzio in una domanda, si attende la risposta, ne nella paura, si è conosciuto il dolore e lo si aspetta, ne nell'amore, lo si desidera... il silenzio è l'ambiente del Sè... è l'osservare la vita fluire essendone parte...


l’esempio sul silenzio stava a significare, nelle mie limitate capacità di espressione, che qualora fossimo di fronte ad un Essere che ha realizzato l’Atman, la cosa sarebbe autoevidente e sarebbe strano che quest’essere girovagasse per i forum gridando ai quattro venti “sono realizzato!…sono realizzato!"

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Messaggioda Hosni » 12 dicembre 2010, 20:50

fuxi ha scritto:... mah... se la l'immagine ti corrisponde, allora hai vissuto... e mi domando come mai alla tua età fai ancora a chi ce l'ha più lungo... forse che ti mancano gli argomenti ? c'è un modo di dire "chi non sa parla e chi sa non parla" ... pensi che sia necessario aver studiato per essere ? o aver vissuto ? hai già superato i tuoi 12 anni ? o meglio, credi di aver superato i tuoi 12 anni ? ... sono domande per te... a cui puoi rispondere col tempo... con i fatti... anche qua sul forum... perché per pigiare i tasti serve una determinazione, e ancor prima un pensiero ed un vissuto... che si rispecchia in ogni parola che si scrive... qui si rappresenta ciò che si è e si legge chi scrive... se il tuo io... o il tuo Sé... ammesso che lo hai conosciuto...


Bè, ho ancora molto da vivere, da conoscere e da scoprire.
Sto sui 20, ma a volte mi sento come un bambino di 7.
Fare a chi ce l'ha più lungo quindi è abbastanza normale per me.
Ma in questo caso non volevo fare questo, visto che sei nuovo su questo forum, e mi sono piaciute alcune cose che hai scritto, semplicemente ero curioso di sapere...
se vuoi puoi ancora rispondere alle domande fatte sopra, senza dubbio non è importante aver studiato.
Ma se non vuoi rispondere, va bene uguale

:wink:
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Messaggioda fuxi » 13 dicembre 2010, 10:38

fuxi ha scritto:
... dunque, ciò che pensiamo sia una credenza crede esso stesso di esserlo... dunque è realmente una credenza, è una credenza reale...


A dire il vero l’io crede di essere un Assoluto, dato che crede di essere Agente sperimentatore. mentre per definizione l'Assoluto è altro, ed in questa prospettiva l'io ed il tu, non possono che essere credenze / sovrapposizioni alla Realtà Una.


Io = carattere, sovrastruttura di esperienze e insegnamenti. L’io crede… di essere un assoluto, un relativo, crede in qualsiasi cosa… purchè gli convenga…
Sé = essere quale parte del tutto e tutto in quanto completo in sé. L’essere non ha bisogno di credere, non è neanche concepibile… è.

citazione:
credenza: Convinzioni basate su una verità aprioristica...

dunque credere che l'io sia una credenza è esprimere un concetto con un termine inappropriato...

l'io lo sperimenti, concordo. così come "perdere l'io" può essere espresso con "risolvere l'io"... lo si risolve perdendolo... quando ti accorgi che l'io che credevi non sei tu, lo puoi perdere, e risolvere io tuo io.


Sotto taluni punti di vista, l’io si crea per dare modo allo sperimentatore di portare a termine i semi causali che l’hanno originato. Se c’è un io, c’è un qualcosa che credeva di essere quell’io e che lo ha generato. fabio, per fare un esempio, è esattamente ciò che conosce di Sé. In questa forma e con queste modalità espressive. Se conoscesse altro di sé, sarebbe quel qualcosa d’altro. Una volta che la Grazia scenderà su questo povero microbo, forse si sveglierà. Ma alla data odierna, le credenze (ciò che credo vero) hanno portato a generare questo corpo, ovverosia gli strumenti necessari al suo svolgimento.


Sotto taluni punti di vista… è parziale… e dare modo è una concessione così come il “poter” portare a termine (dato che l’arrivare al compimento dei semi causali non è scontato)… se poi la premessa è “se c’è un io” allora stiamo semplicemente formulando un ipotesi, cioè qualcosa in cui è possibile credere. Ma questa storia risponde a quale domanda ?

citazione:
conosco il senso di azione e di giusta azione, ma ciò non toglie che la giusta azione esiste solo quale convenzione... è un giudizio e come tale è proprio solo dell'io... e ciò che è giusto per te non è giusto in assoluto, per chiunque... e giusto è per qualcosa che si vuole conseguire... ed è l'io che determina ciò che è giusto...


non sono d’accordo. Forse lei confonde la buona azione, ciò che darà frutti positivi e buon karma, con quella che è giusta azione, in accordo con la Legge, col Dharma e che non genera karma perché in Armonia. Nella giusta azione non c’è agente, con la a minuscola, non c’è volontà di un piccolo io che desidera per se o per altri. E’ l’azione che sboccia spontanea come un fiore.


E vabbè…
Si, ma è questa l’azione che è compiuta ? se il senso è quello di uno svolgersi della vita senza perturbazioni, in armonia, allora il termine “azione” non è propriamente quello usuale… l’”azione” quale “evolversi” senza scopo è armonia… ma l’azione che usualmente si intende è determinata dall’io, è il compimento del piacere dell’io o la ricerca del piacere, o la preservazione del piacere, o il tentativo di minimizzare il dolore quale piacere… e questa azione, è giusta solo per chi la compie…


citazione:
ah, la Legge... e chi l'ha scritta ? puoi provare che sia giusta ? e se è una Legge, allora è assoluta... e come mai la segue solo una minoranza ? il karma... nella sua narrazione è una storia... è un concetto presente in tutta l'umanità... è per la salvezza dell'io...


Mi perdonerà, ma in tal senso si è usata la L maiuscola. Queste domande lasciano veramente perplessi e preoccupati. L’universo intero, compresi i vari enti che in essi dimorano, è governato da Leggi, da perfette concordanze, da numero e linee. Ecco il Cosmos Divino, ed ecco la legislazione umana che dovrebbe commensurarsi a tale Armonia. E’ l’oblio del fondamento metafisico il vero disordine. Sono contento Lei sappia che il karma è narrazione di una storia. Se lo afferma è perché lo vive. Altrimenti se lo racconta, come tutti noi.
Cosa significa inoltre, come mai la segue solo una minoranza? Nelle indefinite possibilità dello sperimentatore c’è anche quella di errare e/o di perdersi. Anche se, come la logica suggerisce, nessuno in fondo può perdersi mai.


Se hai bisogno di essere perdonato allora ti perdono. Però ti dispenso dal preoccuparti per me, so badare a me stesso. Sulla perplessità… ma sai ognuno rimane perplesso di fronte a qualcosa che ritiene di non capire… ciò che ho scritto è fuori dal tuo “ordine”… e si mette ordine dove pare che ci sia disordine… dunque, prima dell’ordine attuale, per te era disordinato ?
Errare e perdersi… si, hai ragione, nessuno erra ne può mai perdersi… però lo può credere… è questa la differenza…

“L’universo intero, compresi i vari enti che in essi dimorano, è governato da Leggi, da perfette concordanze, da numero e linee. Ecco il Cosmos Divino, ed ecco la legislazione umana che dovrebbe commensurarsi a tale Armonia” un’altra storia…

citazione:
hai scritto del silenzio... che non è l'assenza di suoni, ma l'assenza di pensieri, di desideri, di paure, di un passato e di un possibile futuro... il silenzio è nel presente... non c'è silenzio in una domanda, si attende la risposta, ne nella paura, si è conosciuto il dolore e lo si aspetta, ne nell'amore, lo si desidera... il silenzio è l'ambiente del Sè... è l'osservare la vita fluire essendone parte...


l’esempio sul silenzio stava a significare, nelle mie limitate capacità di espressione, che qualora fossimo di fronte ad un Essere che ha realizzato l’Atman, la cosa sarebbe autoevidente e sarebbe strano che quest’essere girovagasse per i forum gridando ai quattro venti “sono realizzato!…sono realizzato!"


si… sarebbe strano… se ti dico che due più due non fanno 4 è strano ugualmente ? no ? però è vero… dunque questo è un luogo ove si fa sfoggio del proprio insuccesso… cosa intendi per realizzato ? comunicare è utilizzare convenzioni… e la vita è piena di convenzioni, di approssimazioni… dunque la domanda non ti sorprenda…

fuxi
ksatriya
ksatriya
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Iscritto il: 10 dicembre 2010, 23:27

Messaggioda fuxi » 13 dicembre 2010, 10:43

"Bè, ho ancora molto da vivere, da conoscere e da scoprire.
Sto sui 20, ma a volte mi sento come un bambino di 7.
Fare a chi ce l'ha più lungo quindi è abbastanza normale per me.
Ma in questo caso non volevo fare questo, visto che sei nuovo su questo forum, e mi sono piaciute alcune cose che hai scritto, semplicemente ero curioso di sapere...
se vuoi puoi ancora rispondere alle domande fatte sopra, senza dubbio non è importante aver studiato.
Ma se non vuoi rispondere, va bene uguale"

bene... non conta chi scrive... conta chi legge...

ps: se è vero ciò che mi hai risposto a proposito degli insegnamenti, allora se bisogna seguire solo gli insegnamenti grandi, siamo tutti piccoli ?


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