le credenze nella mente

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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fabio
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Messaggioda fabio » 13 dicembre 2010, 12:30

santi numi che disordine... :)

fuxi ha scritto:Sotto taluni punti di vista… è parziale… e dare modo è una concessione così come il “poter” portare a termine (dato che l’arrivare al compimento dei semi causali non è scontato)… se poi la premessa è “se c’è un io” allora stiamo semplicemente formulando un ipotesi, cioè qualcosa in cui è possibile credere. Ma questa storia risponde a quale domanda ?


Mi pareva che la domanda fosse dimostrare che anche “io” e “tu” fossero credenze. Mi pare di averlo fatto. E’ ovvio poi, che è un punto di vista. la visione è già tutta un'opera personale di colui che ha voluto contemplare, diceva un tizio di nome Plotino.
Ammetto che posso essermi perso qualche pezzo dato il dis-ordine (ai miei occhi) delle domande.

E vabbè…
Si, ma è questa l’azione che è compiuta ? se il senso è quello di uno svolgersi della vita senza perturbazioni, in armonia, allora il termine “azione” non è propriamente quello usuale… l’”azione” quale “evolversi” senza scopo è armonia… ma l’azione che usualmente si intende è determinata dall’io, è il compimento del piacere dell’io o la ricerca del piacere, o la preservazione del piacere, o il tentativo di minimizzare il dolore quale piacere… e questa azione, è giusta solo per chi la compie…


Forse l’azione che usualmente Lei intende. In questo ambiente, parlo del forum ed in ambito Tradizionale, l’uso delle parole “giusta azione” non da luogo a fraintendimenti.

Se hai bisogno di essere perdonato allora ti perdono. Però ti dispenso dal preoccuparti per me, so badare a me stesso. Sulla perplessità… ma sai ognuno rimane perplesso di fronte a qualcosa che ritiene di non capire… ciò che ho scritto è fuori dal tuo “ordine”… e si mette ordine dove pare che ci sia disordine… dunque, prima dell’ordine attuale, per te era disordinato ?
Errare e perdersi… si, hai ragione, nessuno erra ne può mai perdersi… però lo può credere… è questa la differenza…


Si, l’ho già detto. Personalmente vivo un solo punto di vista, e vedo Ordine e, di contro, dis-ordine. Posso chiederLe invece se lei vede ordine e disordine? Oppure non ha punti di vista, ed è al di la di ordine e disordine?

dovrebbe commensurarsi a tale Armonia” un’altra storia…


un’altra Storia.
Evidente, se lei afferma questo, è perché è al di la di questa storia e non risponde alle Leggi che la sottintendono e definiscono. Che dire? Se lo afferma sarà vero.

si… sarebbe strano… se ti dico che due più due non fanno 4 è strano ugualmente ? no ? però è vero… dunque questo è un luogo ove si fa sfoggio del proprio insuccesso… cosa intendi per realizzato ? comunicare è utilizzare convenzioni… e la vita è piena di convenzioni, di approssimazioni… dunque la domanda non ti sorprenda…


si fa sfoggio dell’insuccesso? Quindi c’è un successo, da qualche parte. Mi scuso (tanto Lei è accogliente) ma fatico sempre più a comprendere.

Cosa si intende per realizzato? Colui il quale a Svelato il Sé. Che non avendo l’esperienza posso solo immaginare cosa possa voler dire.
Lei invece, cosa intende per Realizzato?
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Messaggioda Hosni » 13 dicembre 2010, 16:18

fuxi ha scritto:ps: se è vero ciò che mi hai risposto a proposito degli insegnamenti, allora se bisogna seguire solo gli insegnamenti grandi, siamo tutti piccoli ?


Esattamente. Siamo nient'altro che piccoli puntini in un universo sconfinato. Il mistero è: come fa un puntino a contenere in sè stesso l'universo intero?
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Messaggioda fuxi » 13 dicembre 2010, 19:23

si, è complesso portarsi dietro tutto...

la distinzione è tra l'io ed il Sé... l'io è artefatto, è una credenza, nel senso proprio del termine, poiché è ciò che si crede di essere... il Sé è l'origine, cioè ciò che è coperto dalla sovrastruttura dell'io... tutti gli insegnamenti sono parte dell'io... se tu mi parli del karma, è il tuo io che disquisisce del karma... il tuo Sé è celato dietro quelle parole... così anche il mio io si manifesta attraverso la scelta delle parole che utilizzo per comunicare, parole che celano il mio Sé...

l'umanità è costante... soffre e gioisce sempre per le stesse situazioni, in ogni luogo ed in ogni tempo... così parole antiche suscitano emozioni che sentiamo identiche, che provocano meraviglia, che suscitano ammirazione per tanta saggezza... ma sono solo parole... segni che non riescono a rappresentare la realtà dell'essere a cui sono attribuite... è il lettore che le riempie di significato, un significato che è per se stesso, non propriamente universale... eppure hanno un pregio, o molti pregi... il lettore può trovarvi conforto anche se la rappresentazione che ne ricava è errata... è il conforto del credere... ed ognuno crede in ciò che desidera... oppure può scorgere bagliori di luce, intuizioni che gli derivano dalla propria esperienza, che può seguire metodicamente, aggrappandosi nell'illusione di una sicurezza... o può semplicemente scorgere questi bagliori, fissarli come l'immagine di una fotografia che pone in un luogo familiare e, di tanto in tanto, buttarvi l'occhio giusto per un ricordo, o per constatare la distanza...

quel che per te è la Legge, presente anche se ignorata, per me è il Sé... la differenza è che la Legge è stata concepita, è imposta, ci si fa affidamento poiché il rispetto determina un effetto... nel Sé non c'è aspettativa poiché è in ognuno, non è determinato da altro da sé, è insito in ognuno, è già proprio...

e l'aspettativa determina l'azione... l'uomo è un essere economico... da per ricevere... perdere l'io è svelare il proprio Sé...

la ricerca dell'ordine... è la ricerca di una risposta... della sola risposta che ogni uomo sente necessaria... alcuni riescono a tradurre questo bisogno in forma razionale, riescono a formulare la domanda, altri l'avvertono ma non la decifrano... chi sono io, qual'è lo scopo della mia vita, perchè sono nato, quando muoio rivivo ? sono domande che riportano all'io... è l'io che muore, l'io che possiamo vedere e toccare... da qui la ricerca e selezione delle persone che hanno ricevuto la grazia, o ritenute sante, o le manifestazioni di un dio qualsiasi... l'uomo ha paura della morte e non è capace di spiegare la vita... l'uomo non è in grado di giustificare la sua presenza così come non può accettare la sua morte...

ecco la necessità delle storie... scoprire il proprio Sé permette di far a meno delle storie... il Sé di ognuno è, dunque non servono giustificazioni per essere, si è... mentre l'io, non essendo, crea artifici per essere... ti chiami Fabio... eppure il tuo nome è comune, vi sono altre persone che si chiamano come te... e Fabio non è sufficiente per rappresentare ciò che sei... e Fabio non l'hai scelto, è stato scelto da altri... eppure, quando si riferiscono a te, dicono Fabio... non male come approssimazione, eh ? ma, ciò nonostante, è necessario un ordine, così oggi tanto ai tempi di Plotino... un ordine dove ci sarebbe disordine... e quale disordine ? il disordine di non poter comunicare... cioè il disordine sociale... una società senza nomi non si può governare, è anarchica... e lede gli interessi di tutti... anche di quelli che si sentono solo protetti... e così le storie... sono racconti di leggi ordinate per preservare la società... e la società trae vantaggio da ogni esperienza che possa essere utilizzata per mantenerla ordinata preservandola... è l'io che ha bisogno della società... il Sé è completo, non ha bisogno di nulla... eppure non ha nulla...

per questo bisogna togliere e non sovrapporre... si toglie ciò che è stato sovrapposto in passato, non si aggiunge nel presente... fino ad essere completamente nudi... solo il Sé... questa è l'illuminazione... si sperimenta all'improvviso... senza che vi siano segnali premonitori, la si vive per un momento tanto da prenderne atto... da li la vita non è più la stessa... dicono...

... insuccesso, successo... sono parole... e per tentare di rappresentare possiamo usare solo le parole, almeno in un forum... ma se utilizzate propriamente sono una manifestazione dell'io... è solo l'io che misura gli effetti delle azioni che determina, per questo è un successo se l'aspettativa è conseguita o diversamente se si fallisce l'aspettativa... il giudizio è proprio dell'io...

dunque è realizzato colui che ne è privo... avendo svelato il Sé... che non è proprio ma universale...

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Messaggioda fuxi » 13 dicembre 2010, 19:28

Hosni ha scritto:
fuxi ha scritto:ps: se è vero ciò che mi hai risposto a proposito degli insegnamenti, allora se bisogna seguire solo gli insegnamenti grandi, siamo tutti piccoli ?


Esattamente. Siamo nient'altro che piccoli puntini in un universo sconfinato. Il mistero è: come fa un puntino a contenere in sè stesso l'universo intero?
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... il problema non è come può esserci il tutto in un puntino... ma è, perché ti fai la domanda ?

per rispondere alla prima devi far ricorso all'altro da te, per rispondere alla seconda puoi fare da solo...

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fabio
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Messaggioda fabio » 14 dicembre 2010, 9:46

fuxi ha scritto:si, è complesso portarsi dietro tutto...


ho percepito finalmente qualcosa di diverso, una vibrazione diversa.

grazie dello scambio e della condivisione

un abbraccio

f.
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