I più grandi yogi in vita

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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HamsaDana
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Messaggioda HamsaDana » 25 luglio 2011, 19:51

Ma anche tu hai un Guru in Vita?

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Yogaforlife2
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Messaggioda Yogaforlife2 » 26 luglio 2011, 15:50

HamsaDana ha scritto:Ma anche tu hai un Guru in Vita?


Ti capisco caro Hamsa...tu mi proponi di inchinarmi ai sacri piedi del tuo Guru... e riconoscerlo come mia guida verso la liberazione nell' ASSOLUTO!

Ma io penso che tu sia molto giovane, mentre invece io sono molti anni che navigo in quest'oceano del Samsara, ed ho avuto molte esperienze, sé ti dicessi ad esempio che ho avuto un colloquio faccia a faccia con un grande Maestro che oggi non è più nella carne da molti anni mi crederesti?

Ho riconosciuto nei Guru del Kriya i miei Maestri ma non solo, riconosco il grande Guru Goraksha, ho conosciuto personalmente alcuni dei suoi discepoli che mi hanno donato la loro conoscenza ed il loro amore.

E Tanti altri grandissimi ricercatori con i quali sono continuamente in contatto.

Ho ricevuto grandi benedizioni da tanti esseri superiori compresi i Devas.

Oggi in questa vita ordinaria, soffro terribilmente perchè intorno a me non vi sono altro che esseri che non vedono altro che il loro essere in funzione di quello che hanno, quindi il loro essere è il loro avere.

Quando riconosco un'essere come tè che ha trovato una guida, che ha trovato la via, non posso che ringraziare quel Dio Assoluto, e sperare che questa sofferenza in questo pano esistenziale possa presto finire e tutta la vibrazione della terra essere elevata ad un piano superiore di Esistenza.

Ma per quanto mi riguarda non sento verso il tuo Guru quella assonanza che sento verso altri Grandi Esseri, ad esempio in questo periodo sto leggendo l'opera del grande Santo Indiano Shri Janadeva, egli iera sempre un discepolo del Natha Sampradaya, ed addirittura fece miracoli come Gesù Cristo, ad esempio risuscitò dei morti!

Ecco vedi sembra che sia tutto grigio e morto, invece se cominci a cercare vedi CHE DIO E' DAPPERTUTTO ED E' TUTTO....

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Messaggioda dattatreya » 26 luglio 2011, 17:14

non comprendo perchè un adulto vada cercando un Guru e si radichi in quella relazione asimmetrica e genitoriale idealizzata,estroflettendosi,invece di cercare e trovare "un proprio interiore centro di gravità permanente",unico vero Maestro,staccando il cordone ombelicale e liberandosi delle illusioni


Penso che non sia possibile procedere da soli, come la vita insegna. Il rapporto fra Guru e discepolo non è differente. Quando non conosci qualcosa, ti affidi a chi la conosce; il bambino comincia chiedendo ai genitori, copiando i comportamenti. Tutto nella vita è apprendimento. Si va all'asilo, alle elementari, alle medie, superiori, università. Ci si specializza. Si potrebbe fare tutto da soli? Certamente, ma dopo molto tempo perso, la conoscenza sarebbe minima, rispetto a chi ha seguito la tradizionale trafila fatta di insegnanti, libri, esami...

Nello yoga, anche chi ha avversione alla figura del Guru, deve seguire un corso, leggere libri, apprendere. Certo, potrebbe sperimentare vari modi di posizionare il corpo, fino a giungere a catalogare molti asana, con relativi stati d'animo, movimenti di energia, effetti, ma questo lungo lavoro è già stato fatto molto tempo fa; oggi è molto più conveniente appendere da chi in millenni ha già catalogato, che cercare di fare tutto da soli.

Il Guru non insegna solo asana; quello è solo l'embrione della scienza yogica. Il Guru si presume abbia realizzato il Sé più grande. Si potrebbe imparare una cosa del genere da soli? Certo, molto più difficilmente che "inventarsi" gli asana uno ad uno, cosa che di per sé richiederebbe almeno un centinaio di vite, ma con qualche altro migliaio di vite ci si potrebbe persino riuscire, sempre di non cadere dalla posizione raggiunta.

Io credo che pensare di poter fare tutto da soli, si ancora un riflesso del piccolo ego: bisognerebbe sempre analizzare la propria vita: cosa voglio? Lo sto ottenendo?
Chi desidera una sola cosa, realizzare che non esiste altri che Dio, ha solo da abbassare le difese del proprio io, ed affidarsi a chi sa aprire il proprio cuore e centro, perché da soli ogni cosa diventa spaventosamente difficile, se non addirittura impossibile.

E comunque, anche se dallo yoga si desiderasse solo un po' di rilassamento e di fitness, bisognerebbe capire come funziona una sequenza. In quel caso, il “Guru” diventa l’insegnante della palestra, perché come direbbe qualcuno che conosco “nessuno nasce imparato”.

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Messaggioda Balarama » 6 settembre 2011, 17:17

Satya Charan Lahiri – terzo e ultimo maestro yoga della discendenza di Lahiri Mahasaya – ha concesso al suo discepolo di livello più avanzato, Prakash Shankar “Guruji” Vyas, l’autorizzazione a iniziare discepoli al Kriya Yoga al di fuori della famiglia. a Varanasi, in India
http://webcache.googleusercontent.com/s ... clnk&gl=it

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Messaggioda HamsaDana » 7 febbraio 2012, 11:32

Vi informo che Yoiraj Gurunath Siddhanath tornerà in Italia a Luglio!!! Io ci vado di sicuro! Spero di incontrarvi lì!

Ora parto per l'india e lo vado a trovare nel suo Ashram!

sul sito trovate le indicazioni: www.hamsayoga.it
oppure cercate su facebook: YOGIRAJ SATGURUNATH SIDDHANATH - Hamsa Yoga Sang Italia

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Messaggioda HamsaDana » 7 febbraio 2012, 12:25

Appena torno dall'india vi racconto!
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Messaggioda stebau » 7 febbraio 2012, 14:39

HamsaDana ha scritto:Appena torno dall'india vi racconto!


io ci sono stato in India ma rosico 8)
Nessuno trova la strada per Puttaparthi, se non sono Io a chiamarlo.Sathya Sai Baba.

Ritirando la mente all'interno, puoi vivere dappertutto e sotto qualsiasi circostanza.
R.Maharshi

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Messaggioda HamsaDana » 7 febbraio 2012, 14:41

Domenica parto e sarò lì dal mio amato Guru! non vedo l''ora!!!!
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Messaggioda R9+ » 7 febbraio 2012, 18:51

HamsaDana ha scritto:Comunque un ragazzo gli ha chiesto come riconoscere un vero ma estro da un falso maestro. Lui gli Risponde: Chiedigli di darti DIo e di dartelo Subito, se non lo fà non è un vero maestro. IO CON LUI l'HO FATTO... e se ora lo seguo potete immaginare cosa ha fatto lui...

Qui c'è il video in cui lui spiega questa cosa:

http://www.youtube.com/watch?v=oNDROPG6v7s


Questa frase mi suona un po da stonatura!
Non metto assolutamente in dubbio che Lui sia un Maestro realizzato,
ma per esperienza so che quando un Maestro parla, ad ascoltare c'è qualcuno che quando va bene capisce un millesimo di quello che il Maestro vuol dire in quel momento, e dal momento che quello ascolta, al momento in cui lo riporta a terzi come sentito dire....queste illuminanti frasi subiscono altre variazioni, sempre in buona fede, e dovute alla differente capiacità di comprendere di noi esseri normali.
Penso che un vero grande Maestro non possa e non voglia darti Dio....casomai potra portare la tua attenzione sul fatto che non serve cercare Dio all'esterno, perchè facendone tu parte, ci sei Dentro.
Se avesse detto "Tu sei Dio, non chiedere a nessuno di dartelo!" sarebbe stato molto piu verosimile!
I grandi Maestri questo insegnano....
L'essenza dell'insegnamento di Sai Baba è praticamente concentrato in due sillabe; "So Ham " (io sono) e questo è tutto quello che c'è da sapere, tutto il resto senve per arrivare a questa consapevolezza!
Yogananda diceva; " Hong So" (io sono) ed è tutto quello che serve sapere! Tutto il resto serve sole ad arrivare a questa consapevolezza!

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Messaggioda Paolo proietti » 7 febbraio 2012, 19:33

Ho letto esattamente la stessa cosa in Face to face with ramana maharishi, di Papaji.
Non so se sia una stonatura.
Mi sembra che l'entusiasmo del nostro nuovo amico rasenti tentativo di proselitismo.
Il che è lecito.
Per carità.
Bisogna sempre tener presente che c'è una cosa, nello yoga, che si chiama adhikara.
Si può tradurre con qualificazione.
Se un esercizio, una sequenza, un maestro sono adhikari (ovvero funzionano) con te, non è detto che siano adhikari per un altro.
Ognuno ha il maestro che si merita.
Bisogna tener conto, poi, che il maestro, il guru, è unico.
E' il maestro interiore.
Non mi pare che Ramana abbia mai detto : io ti posso far vedere Dio.
Magari ha detto: tu sei Dio.
Dio nel sanathana dharma è lo spazio infinito.
é il Brahman nirguna, incommensurabile ed inimmaginabile.
Alogico, come un oceano senza sponde.
Il dio che si può vedere è il Dio personale.
A volte somiglia a l dio personale di altri, a volte no.
ma è sempre un disegno, una creazione della mente limitata.
Parlo di ramana perchè, asensazione, non è che ci siano molte persone che abbiano il suo livello coscienziale.
Credo che anche Ramakrishna fosse nei suoi paraggi.
E Sai baba di Shirdi.
Ognuno ha il maestro che si merita.
Il vero maestro è il maestro interiore.
Se si ritiene che fare servizio al proprio maestro sia fare proselitismo è bene si faccia proselitismo.
Ma i veri maestri chiedono di farlo?

Un sorriso,
p.
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Messaggioda HamsaDana » 8 febbraio 2012, 10:29

Ognuno ha il suo Maestro. e il maestro è la manifestazione in carne del proprio vero Sè superiore.

Io non voglio far proseliti... Sono solo pieno di entusiasmo e amore nei confronti del mio maestro e ho molta voglia di condividerlo!

per quanto riguarda il fatto di dare Dio forse nel video si spiega male ma lui dice che ti dà la possibilità di provare l'esperienza di DIO.

Quando lui parla di questa esperienza intende lo SHIVAPATH.

Divertente, chiaro ed eloquente, tutto ciò che Yogiraj manifesta è attraverso la filosofia dell'Azione Illuminata. In termini più autentici ed elevati, il Maestro (Yogiraj) non fa nulla, poiché tutte le sue azioni di servizio all'umanità rese con lo yoga vengono promosse attraverso la Coscienza Divina. È l'unico Maestro noto in Occidente che dona trasmissioni Pranapat, Shivapat e Shaktipat.

Pranapat: Egli respira attraverso la colonna vertebrale dei ricercatori sinceri, purificando il karma e rimuovendo i blocchi emotivi.
Shaktipat: trasmette l'energia evolutiva Kundalini da centro a centro attraverso i chakra pranici.
Shivapat: permette all'aspirante ricettivo di sperimentare direttamente la Coscienza della Sua Anima. Tale stato di Consapevolezza di mente pura e quieta accelera la guarigione e l'evoluzione dell'uomo.


Grazie!
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Angelo
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Messaggioda Angelo » 9 febbraio 2012, 17:16

Una domanda che mi sono sempre fatto: non è dannoso applicare questi metodi?
Mi spiego meglio (sarà una premessa leggermente articolata).
Non voglio negare ipocritamente che non sarei quantomeno curioso, se non addirittura affascinato dal provare un'esperienza simile, ma mi sorge un dubbio: molti dei sentieri tradizionali sono graduali appunto perché occorrono determinati passi preliminari... così come non ci si può svegliare una mattina e riscoprirsi l'Atman, così non si dovrebbe correre ed affrettare esperienze che "naturalmente" non sarebbero alla nostra portata. Il pericolo che si corre, a mio avviso, è quello di rimanere schiavi di quell'esperienza. Posso solo immaginare quanto sia fuori dalla mia attuale portata esperire una "shivapat" (sempre che questo sia il termine più corretto di chiamarla), ma non rischierei di legarmi troppo a quell'esperienza ed esserne schiavo? Sarebbe come il rimanere incatenati dall'esperienza fatta cercando di riprodurla, invece di lasciarla riscoprire naturalmente.
Sarebbe come aggiungere un'ulteriore catena che delimita la mia percezione di un'esperienza che ancora non sono in grado di esperire (altrimenti l'avrei potuta ottenere naturalmente), limitandola ad una visione parziale e non veritiera.
Non posso però negare, da un determinato punto di vista, che se il mio Maestro è il mio Sé, allora quell'esperienza sarebbe il frutto del mio naturale evolversi del sentiero, nel sentiero, e che quindi ciò che mi viene donato non è altro che ciò che devo ottenere in quel momento del mio sentiero....
Potreste aiutarmi a sciogliere questo dubbio?

yoga.san
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Messaggioda yoga.san » 9 febbraio 2012, 17:38

Angelo ha scritto:...
così come non ci si può svegliare una mattina e riscoprirsi l'Atman, così non si dovrebbe correre ed affrettare esperienze che "naturalmente" non sarebbero alla nostra portata. Il pericolo che si corre, a mio avviso, è quello di rimanere schiavi di quell'esperienza.
...


Come in terra così è in cielo.
Se prima di mettermi a fare il mio mestiere c'è stato bisogno di un paio di decine di anni di studio (e ancora mi tocca studiare!), così il percorso, chiamiamolo pure di "purificazione", è un faticoso, seppur sorprendente, allenamento quotidiano.
Anni fa, ricordo ancora l'imbarazzo, posi al Maestro non mi ricordo più quale sciocchezza di domanda. Mi guardò ridendo e e mi chiese da quanti anni frequentassi le Sue Lezioni.
Erano già tre o quattro anni, che a me parevan tanti... non ricordo con precisione la risposta ma il senso era che gli anni per arrivare a qualche... chiamiamolo... risultato? potevano benissimo essere trenta o quaranta. O trenta quaranta vite!
Di sicuro io sono un pò somaro, ma le scorciatoie ho idea che non portino da nessuna parte.
A presto!
S.

Angelo
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Messaggioda Angelo » 9 febbraio 2012, 20:12

In effetti è quello che penso anch'io, supportato principalmente da una frase che risuona quasi ridondante nella mia testa: " Gli insegnamenti di un Guru non lo rivelano. ",tratta dall'Avadhuta Gita... eppure non so... Ci sono molte persone che seguono Gurunath, a meno che non siano tutti pazzi, a qualcosa questo shivapat dovrà pur servire... è che non capisco a cosa...
Cioè in fondo, una volta che ho visto "Dio", praticamente, che me ne faccio? Se non sono in grado di essere cosciente di quella condizione (che è ancora poco chiara... poiché in fondo, "vedere Dio" è diverso dall'identificarsi con Dio), è in fondo nulla più che una visione...
Forse sono strano, ma è solo che mi piace sempre ascoltare e comprendere entrambi i lati della medaglia...

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 9 febbraio 2012, 21:50

Non so cosa si intende per Shiva path.
O è Path inteso come sentiero dove Path sarebbe la traduzione in inglese di marga, e quindi sarebbe Shiva's path, il sentiero di shiva.

O è pāt che vuol dire peccato o caduta, quindi Shiva path starebbe per caduta di shiva.

O è Path inteso come Astra bija, quello che i tibetani pronunciano PeeT!.
C'è anche paṭhati che è un verbo e significa imparare, apprendere.

In genere per Shiva's path si intende il lignaggio shaiva detto Shaiva siddhanta o shivaismo dei siddha., detti un tempo Bauddha o Buddha.
Ma hamsa ci darà delucidazioni quando torna dall'India.

Vedo con piacere che Angelo ci è venuto a trovare.

La prima volta che l'ho visto, un'anno e mezzo fa, parlava di Qabbalah Qelipotica, demoni e vamachara.
Raccontava anche di visioni quasi infernali (a mio giudizio) e di esperienze al cui confronto ciò che hasmadana definisce Shivapath è roba per pokemon.
Mi fa piacere questo suo linguaggio misurato e questi riferimenti allo Yoga di Patanjali.

E' sempre meglio tornare alle radici.
Discutere di Patanjali, affrontare uno alla volta i sutra dell'incarnazione di Adi shesha mi parrebbe un buon modo per inaugurare questa nuova versione moderata di Angelo.

bentornato.
Un sorriso,
P.
Ultima modifica di Paolo proietti il 9 febbraio 2012, 21:52, modificato 1 volta in totale.
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