yama - bramacharya

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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awareness
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yama - bramacharya

Messaggioda awareness » 1 novembre 2009, 18:35

Voi applicate il bramacharya? inteso come continenza.
Sinceramente ho parecchi dubbi su questa legge morale, e faccio molta fatica a rispettarla sopratutto perchè non la capisco. Penso che se non si è schiavi del sesso perchè questo potrebbe danneggiare una persona?
aspetto vostre opinioni e esperienze
grazie :)

Yogavira
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Messaggioda Yogavira » 1 novembre 2009, 18:46

Mi trovi d'accordo con questa interpretazione :



http://books.google.it/books?id=J7MTaUEYjVQC&pg=PA34&lpg=PA34&dq=brahmacharya+secondo+Iyengar&source=bl&ots=o7Cbphiy48&sig=Mw2rA6JQXTblPLCyqCk5CRNEC24&hl=it&ei=5MjtSp6CEsft-Aaf1ujlCw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CAgQ6AEwAA#v=onepage&q=&f=false

hai parecchi dubbi .....non capisci questa 'legge'......Certamente il Brahmacharya è Yama : Yama e Niyama sono le basi ...senza le basi non si va da nessuna parte, e questo vale per ogni disciplina.
Di queste basi,Yama e Niyama, le pietre angolari - o le colonne portanti ? - sono abhyasa e vairagya : senza la pratica e il distacco, tutto il resto è solo erudizione e/o folklore e/o elucubrazione oppure un innocuo ma proficuo/efficace passatempo per il corpo e per la mente. (ho scritto mente). :wink:
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Orlando
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Re: yama - bramacharya

Messaggioda Orlando » 10 gennaio 2013, 12:48

Consiglio caldamente la lettura del seguente libro:
Brahmacharya-Teoria e pratica della castità

Per chi conoscesse abbastanza bene l'inglese,eccone una versione integrale online:
http://www.yoga-age.com/modern/brahpractice.html

Comunque per avere successo nel raja-yoga e raggiungere il samadhi,è necessario seguire rigorosamente i yama e niyama.
Altrimenti senza di essi(che sono la base del raja-yoga) uno costruisce solo un "castello di carte",cioè qualcosa che crolla con un semplice soffio o colpo di vento.

Per vedere cosa significa realmente Brahmacharya consiglio caldamente di essere diffidenti verso i commenti scritti da occidentali non realmente seguaci della cultura indo-vedica,in quanto si rischia di trovare definizioni non coerenti con il vero spirito dello yoga.

Per quanto riguarda il vero significato di Brahmacharya,ecco le parole del saggio vedico Yajnavalkya:
“Brahmacharya è astenersi per sempre, in tutti i luoghi e in tutte le circostanze dal maithuna (piacere sessuale), sia fisicamente che mentalmente che nelle parole”.

Rispondendo alla domanda del thread,la mia risposta è si.
Mi sforzo di mantenermi completamente casto e di sublimare i miei impulsi sessuali mediante vigorosi pranayama(prana,mente e fluido seminale sono collegati tra loro) e praticando la bhakti(devozione).

AT
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Messaggioda AT » 11 gennaio 2013, 21:19

Bisogna tenere conto del fatto che la società e le tradizioni indiane sono estremamente differenziate per quello che riguarda le questioni etiche e l'atteggiamento verso il sesso. Anche senza tenere conto della stratificazione complessa di tradizioni diverse tra loro, bisogna sempre capire a chi ci si riferisce. A chi si riferisce il saggio vedico citato? Ad un padre di famiglia, ad un guerriero, ad una prostituta sacra? No, è chiaro che si riferisce ad un particolare tipo di asceta.
Ma anche a tenere conto di tale riferimento, trovo il precetto citato quanto mai squilibrato e inappropriato: ci si può senz'altro astenere dai rapporti sessuali e dalla masturbazione, ma astenersi dal pensare al sesso è un precetto malsano, né si può considerare, per una persona sana, una buona cosa non avere mai erezioni. Il sesso in sé, infatti, anche se fonte di pericoli, è buono, e la potenzialità sessuale in sé stessi è buona e va trasformata e indirizzata, non repressa. Pensare al sesso, in modo appropriato, è una delle condizioni per riflettere sulla vita e per imparare l'autocontrollo. E la vitalità del corpo, con le sue erezioni, è fonte di giusto piacere. Anche se si pratica la castità.
Tieni conto del fatto che l'induismo, nel suo complesso, è pieno di ambiguità, ipocrisie e esagerazioni varie.
La mia opinione sul precetto di bramacharya, così come sul precetto di ahimsha, è che si tratta di precetti forse validi in particolari tipi di ascesi, ma in generale si tratta di idee squilibrate e non rispondenti alle esigenze di chi cerca la Verità sul serio. Quanto a Patanjali, è un autore di grandiosa sinteticità e praticità, ma è arido. Molto meglio altre fonti di ispirazione.

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Messaggioda luca69 » 12 gennaio 2013, 20:01

Sono d'accordo col fatto che a volte precetti e regole che si trovano in testi antichi siano da prendere con le pinze,vuoi per un discorso temporale che etico e sociale.
La via di mezzo è sempre la migliore per me,astenersi completamente da un qualcosa di piacevole può portare a tensioni e nervosismi,esgerare può portare alla malattia.
Il sesso è una pratica non solo procreativa,ma anche di unione su piani pure più alti con il partner,il sesso è anche amore,trasmissione di energia,contatto,percezioni e quando è vissuto intensamente è anche distacco mentale.
Qualcuno ha detto che l'unico momento in cui un essere umano vive la soppressione del pensiero discorsivo(yoga a parte)è proprio un attimo prima dell'orgasmo!!Non so se sia vero,ma è comunque un momento di piacere estatico.
Dall'altra parte passare la vita a pensare al sesso non è certamente positivo,diventerebbe un attaccamento esagerato alla terra e al materiale,bloccando la ricerca,per uno che segue la nostra strada dello yoga,verso il Sè,inoltre l'energia sessuale è potentissima e non va sprecata.
Per cui il mio parere,cioè come la vivo io,è godere dei piaceri del sesso,ma senza farne un motivo di vita,così come tutti i piaceri che la vita ci offre.
Un abbraccio a tutti,Luca.
L'ego è la maschera con cui la nostra anima si presenta al mondo.

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Messaggioda Fabio Valis » 8 luglio 2013, 16:33

C'è un dio per ogni gusto e un' interpretazione per ogni santo. Nelle Upanisad è spiegato che per continenza si intende il non dedicarsi all'attività sessuale durante le ore diurne del giorno perché bisogna fare altro :D Non puoi notte e giorno pensare solo a giacere con una moglie o l'altra capì !?
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Messaggioda Thot » 8 luglio 2013, 19:46

Si è prima compreso lo scopo(o il mezzo) di bramacharya?
Lo raggiungerai quando lo sentirai più naturale, e lo stesso è a mio avviso per yama e niyama di cui si parla tanto, poiché non sono le basi, non l'ho mai pensato.

Continenza... A che cercare di praticarla quando dentro di te ci sono vortici tempestosi?

Ti narro un passo: Sri Yukteswar passeggiava con dei discepoli. Ad un certo punto passarono accanto una sorgente dove delle belle fanciulle indiane, che io mi farei tutte a meno che siano pelose, attirarono l'attenzione dei discepoli. Ora, fermiamoci un attimo qui!

Cosa farebbe uno che pensa yama e niyama e bramacharya siano le basi?

Risposta esatta: cercherebbe di distogliere lo sguardo...
Difatti è quello che fecero i discepoli.

Ma Yukteswar disse: "fermiamoci qui e guardiamole. E' meglio fermarsi e soddisfare i sensi invece che ritrovarsi più tardi con i pensieri ingigantiti."


Cosa voglio dire? Tenendo una disciplina non fai che forzarti ed ingigantire la tua voglia di trasgredirla. Non è il modo corretto di lavorare...
Esiste una scuola che ti consiglia invece di soddisfare i tuoi desideri al punto da far in modo che non ti soddisfino più, è l'esatto contrario: avrai molte donne, così tante, al che nessuna più ti soddisferà, e per magia sarai più incline a seguire bramacharya.

Un discepolo del buddha era un criminale prima, purché gli altri discepoli ammonissero il buddha di averlo accolto, egli sosteneva di essere il più diligente. Perché? Perché si era pentito, pentito di ciò cui aveva fatto esperienza.
Se non hai fatto esperienza, cioè estremizzato così come colmato i sensi, a che seguire bramacharya?


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